Autore: Redazione Online

  • Milano, cane detenuto su un balcone salvato dalle Guardie Zoofile OIPA: proprietari denunciati

    Un cane di grossa taglia detenuto su un piccolo balcone, in condizioni inadeguate e incompatibili con il suo benessere, è stato messo in salvo dalle Guardie Zoofile dell’OIPA di Milano, intervenute a seguito di una segnalazione nel quartiere Gratosoglio di Milano. Il recupero, avvenuto al termine di accurate indagini con tanto di appostamenti, si è concluso con il sequestro dell’animale.

    Durante l’operazione, però, i proprietari del cane si sono opposti in modo aggressivo al suo recupero: prima strattonando violentemente il povero animale, poi aggredendo le Guardie dell’OIPA e infine tentando la fuga. Ne sono seguiti momenti di forte tensione, che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine; alla fine, le Guardie Zoofile dell’OIPA sono riuscite a mettere in salvo il cane.

    I proprietari sono stati denunciati per aggressione e resistenza a pubblico ufficiale, oltre che per detenzione incompatibile di animali. Il cane è stato trasferito presso un canile sanitario, dove sarà sottoposto agli accertamenti veterinari necessari.

    Due Guardie Zoofile dell’OIPA, rimaste ferite durante l’intervento, hanno dovuto ricorrere alle cure del Pronto Soccorso.

    “Il cane sta bene, ma continueremo a monitorare la situazione. Ci assicureremo che trovi una sistemazione adeguata; la priorità assoluta adesso è garantirne il benessere, dopo una detenzione assolutamente incompatibile”.

    Fabio D’Aquila, Coordinatore Provinciale Nucleo Guardie Eco-Zoofile Milano

    L’OIPA ricorda che la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura è punita dalla legge e invita i cittadini a segnalare situazioni di maltrattamento. Per maggiori informazioni e per segnalare situazioni sospette o di maltrattamento a Milano e provincia, scrivere un’e-mail a guardiemilano@oipa.org. Per segnalazioni nel resto d’Italia: guardiezoofile.info/nucleiattivi

  • Lombardia: in 10 anni -13 mila negozi vicinato, ma +21% occupati

    Lombardia: in 10 anni -13 mila negozi vicinato, ma +21% occupati

    In Italia oltre 86.000 negozi di vicinato sono scomparsi negli ultimi 10 anni e il saldo negativo supera addirittura le 106.000 unita’ rispetto al picco del 2018.
    In Lombardia le cose non vanno meglio e nel medesimo periodo di
    osservazione il saldo negativo e’ di 12.978 unita’ perse.

    Nel periodo di osservazione e’ Brescia ad aver pagato il prezzo piu’
    alto (-3172 esercizi commerciali in meno) ma la situazione
    risulta critica anche a Bergamo (con un saldo negativo pari a
    -1.840), Varese (-1.602), Mantova (-1.412) e Pavia (-1.237).
    Meno pesante la situazione a Milano (-755).

    Partendo da un’analisi capillare di questo scenario che Nomisma presenta la
    prima edizione dell’Osservatorio Reciprocita’ e Commercio
    Locale, proponendo un approccio strutturato in grado di
    trasformare i dati in azioni concrete e progettualita’ con
    l’obiettivo di costruire nuovi modelli sostenibili per il
    rilancio dell’economia territoriale.

    “Non e’ solo un dato preoccupante, ma
    il segnale evidente di citta’ che si svuotano, di relazioni che
    si indeboliscono e di comunita’ che rischiano di perdere i
    propri tradizionali punti di riferimento. Il declino del
    commercio di prossimita’ non riguarda soltanto l’economia, ma
    incide direttamente sulla qualita’ della vita urbana e sulla
    coesione sociale dei territori”, commenta Francesco Capobianco,
    Head of Public Policy di Nomisma.

    Il commercio di prossimita’ registra un trend negativo che, tra
    aperture e chiusure, ridisegna i territori. Tra il 2015 e il
    2025 il commercio locale ha vissuto una fase di profonda
    trasformazione e il saldo delle imprese attive a livello
    nazionale vede un calo del -6,7% complessivo negli ultimi 10
    anni, toccando nel 2025 il punto piu’ basso di tutto il periodo
    di osservazione. La dinamica e’ ancor piu’ accentuata in
    Lombardia, seppur con intensita’ differenti nelle diverse
    realta’ locali. Nello specifico, a Mantova la flessione
    evidenziata nello studio di Nomisma e’ stata del -19,9% ma,
    proporzionalmente, contrazioni marcate riguardano anche Brescia
    (-13,7%), Pavia (-13,2%), Lodi (-12,5%) e Varese (-12,2%). In
    regione, e’ invece Milano ad aver fatto segnare la perdita piu’
    contenuta (-1,3%).

    A fronte di una crescita degli addetti nel comparto pari a
    +21,2% a livello nazionale, anche tutte la Lombardia si
    caratterizza per un segno positivo, con vette del +27,3% a
    Milano, del +27,1% a Como e del +26,4% a Bergamo. La crescita
    piu’ contenuta, invece, si registra a Pavia (+3,4%) e Lodi
    (+6,8%).Nel complesso, gli addetti che operano nei negozi di
    prossimita’ della Lombardia negli ultimi 10 anni sono aumentati
    di quasi 78.500 unita’ e nel 2025 risultano essere quasi
    452.000.
    A livello settoriale, il commercio di prossimita’ e’ il
    piu’ colpito mentre, al contrario, la ristorazione si espande,
    confermandosi il comparto piu’ dinamico. La perdita di negozi di
    vicinato riguarda in particolare i settori cultura e svago e
    tessile, abbigliamento e accessori (in calo sia per numero di
    esercizi sia di addetti), insieme a comparti tradizionali come
    ferramenta, gioiellerie, mobili e alimentari. Segnali piu’
    positivi emergono invece dal commercio di articoli per
    l’edilizia e da quello legato alla cura della persona trainati
    rispettivamente dalle dinamiche del ciclo edilizio e da una
    crescita della domanda di servizi. E’ pero’ la ristorazione a
    confermarsi il principale motore di crescita, con aumenti sia
    nel numero delle imprese attive sia degli addetti.
    L’analisi dei bilanci svolta da Nomisma permette di leggere in
    chiave economica le trasformazioni del commercio di prossimita’,
    evidenziando dinamiche di crescita accompagnate da forti
    squilibri. Nel periodo 2015-2024, per le imprese “sopravvissute”
    i ricavi sono aumentati in media del +37,6% a livello nazionale,
    pur presentando significative disomogeneita’. Mentre le grandi
    imprese registrano performance solide e in espansione, le
    piccole realta’ affrontano una pressione crescente sulla
    sostenibilita’ economica, con un conseguente ampliamento del
    divario competitivo.In Lombardia, i ricavi hanno registrato una
    crescita media del 31,3%.

    Dal punto di vista settoriale, il
    commercio degli articoli per l’edilizia si configura come il
    comparto piu’ dinamico, con una crescita dei ricavi del +67,1%,
    seguita dal segmento della ristorazione e dei bar (+47,8% e +
    47,7%), dai mobili (+45,9%) e dalle gioiellerie (+41,5%).
    Andamenti leggermente piu’ moderati ma stabili si osservano nel
    comparto degli alimentari e bevande (+37,9%) e delle ferramenta
    (+27,4%), e nel comparto della salute e cura della persona
    (+18,8%).Piu’ complessa, invece, la situazione dei settori
    tessile, abbigliamento e accessori e in quello relativo a
    cultura e svago, che registrano le performance piu’ deboli
    dell’intero periodo di osservazione (rispettivamente +3,2% e
    +4%). Su questi comparti incidono la contrazione dei consumi
    discrezionali, la crescente concorrenza dei canali online e una
    maggiore difficolta’ di recupero nel post-pandemia.

  • Cocaina allo stato liquido per eludere i controlli, un arresto a Milano

    Un 56enne albanese è stato
    arrestato a Milano dalla Polizia per spaccio.
    Gli agenti del commissariato Porta Ticinese hanno individuato
    in via Teramo un appartamento dedicato alla produzione di droga
    grazie ai condomini che avevano lamentato rumori di sera e di
    notte.

    Gli agenti hanno sottoposto a controllo l’uomo che ha
    consegnato loro le chiavi dell’appartamento al cui interno è
    stato rinvenuto diverso materiale di confezionamento tra cui tre
    bilancini, acetone, e due taniche da 20 litri al cui interno vi
    era cocaina liquida. Rinvenuto, inoltre, un termoventilatore per
    il passaggio dallo stato liquido in cui la cocaina veniva
    occultata (per eludere i controlli) allo stato solido

  • Terrorizza i passeggeri su un treno e aggredisce i carabinieri, arrestato 36enne peruviano

    Un peruviano di 36 anni residente a Busto Arsizio, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale dopo aver seminato
    il panico su un treno e nella stazione ferroviaria di Arcore
    ed aver aggredito due militari.

    L’intervento è scattato venerdì sera dopo le segnalazioni dei
    passeggeri di un convoglio che viaggiava sulla linea
    Milano-Porta Garibaldi-Lecco, spaventati dall’uomo che si
    aggirava tra i vagoni evidentemente ubriaco.

    Fatto scendere dal treno dal personale ferroviario, il 36enne
    ha tentato di salire su un altro convoglios. All’arrivo dei
    carabinieri, li ha aggrediti a calci e pugni tentando poi di
    gettarsi sui binari.

    A seguito della colluttazione, un militare è finito al pronto
    soccorso con lesioni non gravi.

  • Uccisero dopo furto in tabaccheria a Milano, 17 anni ai due imputati

    Uccisero dopo furto in tabaccheria a Milano, 17 anni ai due imputati

    Zhou Shu e Chongbing Liu, rispettivamente
    nipote e zio, accusati di omicidio per aver ucciso Eros Di Ronza che,
    insieme a un complice, aveva commesso un furto nel loro bar
    tabaccheria di viale Giovanni da Cermenate il 17 ottobre del 2024 sono
    stati condannati a 17 anni di carcere ciascuno.

    Una pena, inflitta dal Tribunale di MILANO, che supera la richiesta di condanna (14 anni) formulata dalla pm Maura Ripamonti. I giudici – che non hanno
    riconosciuto l’aggravante della crudeltà ma solo l’attenuante della
    provocazione – hanno anche stabilito una provvisionale di 200mila euro
    per ognuno dei tre figli, e 50 mila euro ciascuno per la compagna e il
    fratello della vittima. Le motivazioni saranno rese note tra 40
    giorni.

    “E’ una sentenza che supera la richiesta della pubblica accusa, ma che
    non risarcisce la famiglia di una perdita che non si potrà mai
    sanare”, spiega all’Adnkronos l’avvocato di parte civile Mirko
    Perlino. Le immagini delle diverse telecamere presenti in zona avevano
    ripreso la fuga e il delitto avvenuto all’alba di quel giovedì, pochi
    minuti dopo le 5.

    I filmati mostrano il ladro che si mette in fuga e i due uomini di
    origine cinese che “contemporaneamente” si mettono a correre. “Di
    Ronza già nei primissimi metri perde tutto quello che aveva sottratto
    al bar, tutti i gratta e vinci, ma gli imputati si disinteressano
    completamente della refurtiva” e la vittima, a caua delle diverse
    forbiciate, “muore nel giro di pochi secondi”. “Non colpiscono Di
    Ronza per bloccarlo, ma per ucciderlo. L’intento omicidiario è
    pacifico, l’intento è di punire, è di dare una lezione, è di farsi
    giustizia da soli dopo i furti già subiti”, secondo quanto ricostruito
    dalla pm.

  • Garlasco: Sempio sul forum, ossessione per barista di una birreria

    Sarebbe la “barista di una birreria” e non Chiara Poggi la ragazza di cui Andrea Sempio ha parlato sul blog per seduttori ‘Italian Seduction Club’ con il nickname di ‘Andrea S’ tanto da far pensare agli inquirenti di aver avuto un’ossessione per una giovane “tra i 18 e i 20 anni”.

    Lo fa sapere la difesa del 38enne, indagato per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e i motivi abietti per il delitto di Garlasco che mercoledì 6 maggio è stato convocato in Procura a Pavia per l’interrogatorio nell’ufficio dell’aggiunto Stefano Civardi, con l’avvocata Angela Taccia.

    La legale, storica amica di Sempio e della compagnia di Marco Poggi, fratello della vittima, aveva già detto nei giorni scorsi di sapere chi fosse la ragazza indicata e di valutare se chiamarla a testimoniare.

  • Garlasco, i carabinieri sventano il furto in un bar

    Nella nottata di ieri, alle ore 00:15 circa, i Carabinieri della Sezione Radiomobile e della Stazione Carabinieri di Vigevano, sono intervenuti a Vigevano, in viale Commercio, ed hanno sventato un furto in atto ai danni dell’esercizio commerciale “Il Baretto”.

    Secondo le prime ricostruzioni, ignoti hanno forzato la saracinesca del negozio, utilizzando verosimilmente strumenti da scasso, per accedere all’interno dell’attività. Una volta dentro, i predoni hanno asportato svariati gratta e vinci. Il tempestivo intervento delle pattuglie sul posto, ha indotto i malfattori a desistere e darsi alla fuga, abbandonando i tagliandi nelle immediate vicinanze del locale.

    Al momento, le indagini dei Carabinieri sono in corso per identificare i responsabili del tentato furto.

  • Omicidio di Fabio Ravasio, chiesto l’ergastolo per Adilma e Marcello Trifone

    Omicidio di Fabio Ravasio, chiesto l’ergastolo per Adilma e Marcello Trifone

    Il pm di Busto Arsizio Ciro Caramore ha chiesto la condanna all’ergastolo per Adilma Pereira Carneiro, 50enne brasiliana soprannominata “la Mantide” di
    Parabiago, ritenuta mandante e ispiratrice dell’omicidio di
    Fabio Ravasio, 52 anni, travolto e ucciso il 9 agosto 2024
    mentre rientrava a casa in bicicletta.

    Secondo la ricostruzione dell’accusa, il delitto fu
    pianificato per simulare un incidente stradale causato da
    un’auto pirata.

    Al termine di una requisitoria durata oltre
    cinque ore, il pm ha chiesto condanne anche per gli altri sette
    imputati: Igor Benedito a 24 anni, Massimo Ferretti a 24 anni,
    Mirko Piazza all’ergastolo, Mohamed Dahibi all’ergastolo, Fabio
    Lavezzo all’ergastolo, Marcello Trifone all’ergastolo, Fabio
    Oliva a 9 anni e 4 mes
    i. Per la procura ciascuno ha svolto un
    ruolo preciso nell’azione: dalla guida dell’auto utilizzata per
    investire la vittima, alla pianificazione, fino alle attività di
    supporto e depistaggio. Per tutti, tranne che per Oliva, è
    contestata la premeditazione.

    Il pm Caramore ha definito Adilma Pereira “un abisso di
    immoralità, capace di manipolare chiunque per raggiungere i suoi
    scopi” e ha descritto l’omicidio come un’operazione organizzata
    “con modalità quasi militari”, eseguita da un gruppo consapevole
    e coordinato anche nella fase successiva al delitto. Il movente
    sarebbe di natura economica, legato all’intenzione di entrare in
    possesso dell’eredità della vittima. Nel quadro accusatorio,
    Pereira è indicata come figura centrale del gruppo, capace di
    influenzare i complici facendo leva su legami personali, bisogni
    e timori. Nella requisitoria è stato inoltre richiamato il
    contesto di pratiche esoteriche: il pm ha citato la figura di un
    “pai de santo”, guida spirituale della donna, definito
    “convitato di pietra” del processo.

    Secondo alcune testimonianze, tra cui quella di un
    coimputato, vi sarebbe stato timore per presunti riti di magia
    nera e pratiche riconducibili alla tradizione afrobrasiliana,
    che sarebbero stati rivolti anche contro la vittima. Per
    l’accusa, falliti tali tentativi, si sarebbe passati alla
    pianificazione dell’omicidio.

  • Le foreste italiane cambiano volto: dopo 25 anni di monitoraggio perdita di biodiversità vegetale

    Un nuovo studio appena pubblicato sulla rivista NPJ Biodiversity del gruppo Nature mette in luce trasformazioni profonde e spesso invisibili nelle foreste italiane: negli ultimi 25 anni, il numero delle specie vegetali del sottobosco è diminuito, soprattutto nelle foreste alpine di conifere e nelle foreste temperate decidue.

    La ricerca, guidata dalla Dott.ssa Maura Francioni e dal Prof. Stefano Chelli dell’Università di Camerino, rappresenta uno dei più completi studi a lungo termine mai realizzati in Italia sulla biodiversità forestale e ha visto la collaborazione di numerosi ricercatori italiani delle Università di Firenze e Genova, del CREA e della società TerraData Environmentrics.

    Ciò che rende questo studio particolarmente innovativo è l’utilizzo di dati a lungo termine raccolti nei siti della rete nazionale CON.ECO.FOR. (Controllo degli Ecosistemi Forestali), gestita dai Carabinieri del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari (CUFAA). Questa infrastruttura di monitoraggio rappresenta un’eccellenza a livello europeo, con dati su biodiversità, clima, suolo e struttura forestale raccolti in modo sistematico da oltre 25 anni in 31 aree forestali permanenti distribuite lungo l’intero territorio italiano.

    Grazie a questa rete, i ricercatori hanno potuto distinguere tra semplici fluttuazioni annuali e cambiamenti di lungo periodo nelle comunità vegetali, offrendo una visione senza precedenti degli effetti del cambiamento globale sulle foreste.

    I risultati mostrano una riduzione significativa della ricchezza di specie nel sottobosco delle foreste alpine di conifere e di quelle temperate decidue (querceti e faggete). Le principali cause individuate sono l’aumento della chiusura della chioma degli alberi, che limita la luce disponibile al suolo e l’intensificarsi degli eventi climatici estremi. Questi fattori stanno modificando profondamente le condizioni ambientali, favorendo alcune specie a discapito di altre e portando a un progressivo cambiamento della biodiversità.

    Al contrario, le foreste mediterranee sempreverdi (leccete) sembrano mostrare una maggiore stabilità nel numero di specie. Pur essendo soggette a un continuo ricambio di specie nel tempo (turnover), queste foreste sembrano meglio adattate alle condizioni di stress idrico e hanno mantenuto nel tempo una copertura della chioma più stabile.

    Lo studio evidenzia come le pratiche di gestione forestale del passato e i cambiamenti climatici attuali stiano interagendo nel determinare la struttura e la biodiversità delle foreste di oggi. In particolare, la chiusura progressiva delle chiome, spesso legata alla diminuzione delle attività selvicolturali, emerge come un fattore chiave nella perdita di specie del sottobosco.

    Questo aspetto non è necessariamente negativo: semplicemente la gestione forestale del passato e la relativa apertura delle chiome, aveva permesso la colonizzazione di specie non tipicamente forestali, specie che ora non trovano più condizioni favorevoli con la progressiva chiusura delle chiome. Più preoccupante è invece l’effetto negativo legato alla maggiore intensità degli eventi climatici estremi, soprattutto siccità prolungate, ondate di calore e maggiore variabilità delle precipitazioni.

    GUARDARE AL FUTURO: L’IMPORTANZA DEL MONITORAGGIO CONTINUO

    I risultati sottolineano l’importanza cruciale di programmi di monitoraggio a lungo termine come CON.ECO.FOR. Solo grazie a serie temporali estese è possibile comprendere appieno le dinamiche degli ecosistemi forestali e prevedere come risponderanno alle sfide future, tra cui il cambiamento climatico. Proseguire e rafforzare queste attività sarà fondamentale per orientare politiche di conservazione e gestione sostenibile delle foreste, patrimonio naturale di valore inestimabile. La ricerca è stata resa possibile dai finanziamenti relativi al progetto europeo LIFE MODERn(NEC) e al progetto nazionale PRIN MultiForDiv.

  • Rsa, come cambia la cura degli anziani: esperti a confronto su fragilità e nuovi modelli di assistenza

    Fragilità, demenze, famiglie e fine vita: il 12 maggio a Sesto San Giovanni un incontro dedicato ai cambiamenti della cura nelle residenze sociosanitarie

    Dall’ingresso in struttura al fine vita, la presa in carico degli anziani nelle RSA richiede oggi competenze sempre più integrate. Condizioni di non autosufficienza, patologie neurodegenerative, disturbi del comportamento e sostegno alle famiglie impongono infatti un modello di cura capace di andare oltre la sola assistenza sanitaria.

    È su questo scenario, oggi al centro del dibattito socio-sanitario, che si concentra la conferenza “Oltre l’assistenza: un approccio multidisciplinare integrato in RSA”, in programma martedì 12 maggio 2026, dalle 8.30 alle 16, a Villa Mylius, in Largo Alfonso Lamarmora 26, a Sesto San Giovanni.

    Promossa da Fondazione La Pelucca, la giornata mette attorno allo stesso tavolo medici geriatri, infermieri, psicologi, assistenti sociali ed educatori professionali per discutere su come cambia la presa in carico dell’anziano in struttura. A moderare i diversi momenti del convegno saranno proprio i professionisti di Fondazione La Pelucca, coinvolti quotidianamente nei percorsi assistenziali, educativi e relazionali degli ospiti.

    “Le RSA e gli hospice oggi sono chiamati a rispondere a bisogni sempre più complessi, che non riguardano soltanto la dimensione sanitaria, ma anche quella psicologica, sociale e relazionale della persona – dichiara Giuseppe Minutolo, direttore generale e sanitario di Fondazione La Pelucca – Per questo è fondamentale costruire modelli di cura realmente integrati, capaci di accompagnare l’ospite e la sua famiglia in tutte le fasi del percorso, dall’ingresso in struttura fino al fine vita. Questo convegno nasce proprio dalla volontà di promuovere un confronto concreto tra professionisti, esperienze e competenze diverse”.

    In queste strutture la presa in carico non si limita più alla risposta sanitaria, ma richiede percorsi personalizzati capaci di integrare salute, autonomia residua, storia personale, relazioni familiari e qualità della vita. Su questi aspetti si concentrerà il convegno, affrontando temi come l’ingresso in struttura, la valutazione psicologica dell’ospite, il progetto assistenziale ed educativo, la gestione dei disturbi del comportamento, il rapporto con i servizi territoriali e il sostegno a caregiver e operatori.

    A dare una direzione scientifica al confronto saranno la Dott.ssa Maria Cristina Ferrara, medico geriatra e ricercatrice dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, e il Dott. Alberto Finazzi, medico geriatra e dottorando dello stesso Ateneo. La giornata si chiuderà con una tavola rotonda multidisciplinare, pensata come momento di sintesi tra competenze sanitarie, sociali ed educative.

    L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Comune di Sesto San Giovanni e con il patrocinio di OPL – Ordine degli Psicologi della Lombardia, UNEBA e OPI Milano-Lodi-Monza Brianza, oltre al patrocinio morale della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria.