Autore: Redazione Online

  • Corbetta, percorso di neuropsicomotricità allo Spazio Montessori

    Corbetta, percorso di neuropsicomotricità allo Spazio Montessori

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO In un’emozionante collaborazione tra lo Spazio Montessori di Cerello, frazione di Corbetta, e lo Studio Stregatto di Pregnana Milanese (MI), nasce un’opportunità straordinaria per i più piccoli della comunità. Si tratta di un percorso di neuropsicomotricità, rivolto a 8 bambini residenti a Corbetta, che avranno l’opportunità di partecipare gratuitamente all’intero programma.

    Il percorso, finanziato grazie al generoso contributo del Comune di Corbetta, prenderà il via ogni sabato mattina dal 9 marzo al 11 maggio 2024 presso lo Spazio Montessori di Cerello. L’evento sarà gestito dalla competenza della psicomotricista e del pedagogista dello Studio Stregatto, garantendo un’esperienza educativa di alta qualità per i partecipanti.

    Un’Avventura di Crescita e Gioco
    Il percorso di neuropsicomotricità si presenta come un’occasione unica per i bambini dai 18 mesi ai 3 anni e i loro genitori di esplorare il mondo della crescita attraverso il gioco. L’approccio esperto e attento dei professionisti coinvolgerà i partecipanti in attività mirate a stimolare lo sviluppo cognitivo, motorio e relazionale.

    Incontro di presentazione:
    – Presentazione del Progetto: 31/01/2024, dalle 18.15
    – Sede: Via Casnati 58, Cerello di Corbetta

    Come Prenotare:
    Le iscrizioni apriranno dopo la presentazione del progetto, prevista per il 31 gennaio 2024. Poiché i posti sono limitati all’evento di presentazione, è consigliata la prenotazione anticipata. Per ulteriori dettagli e per prenotare il vostro posto, contattate il Consiglio Direttivo via email all’indirizzo consigliodirettivo@casadegliangeli.online

    Questo percorso di neuropsicomotricità si prospetta come un’opportunità straordinaria per le famiglie di Corbetta. Un viaggio di crescita, gioco e connessione che promette di creare ricordi preziosi e duraturi per i più giovani partecipanti. Non perdete l’occasione di far parte di questa avventura unica. Iscrivetevi ora e preparatevi a un’esperienza indimenticabile per voi e i vostri piccoli!

  • 50enne soccorso in montagna a Sondrio

    50enne soccorso in montagna a Sondrio

    Intervento nel primo pomeriggio di ieri per i tecnici della VII Delegazione Valtellina – Valchiavenna, Stazione di Morbegno. Sono stati attivati alle 12.15 per un uomo di circa 50 anni. Si trovava con altre persone nella zona del Monte Lago, a una quota di 2200 metri.

    Mentre stavano scendendo, è inciampato e scivolato per una trentina di metri; ha riportato un trauma a una gamba e non era più in grado di procedere, allora hanno chiesto aiuto. La centrale ha attivato le squadre e l’elisoccorso di Sondrio di Areu – Agenzia regionale emergenza urgenza. Nelle vicinanze c’era già un tecnico del Cnsas, che è partito subito, altri due tecnici erano pronti in piazzola, per eventuale supporto alle operazioni. L’infortunato è stato raggiunto, recuperato e portato in ospedale. L’intervento si è concluso in poco meno di un’ora.

  • Incendio in azienda plastica a Cavenago

    Incendio in azienda plastica a Cavenago

    Un vasto incendio è divampato questa mattina all’interno degli stabilimenti della Planet Farms di Cavenago (Monza), azienda specializzata in prodotti freschi da agricoltura verticale. La colonna di fumo che si è sollevata a seguito del rogo è visibile da diversi chilometri di distanza, anche dall’autostrada A4, distante meno di un chilometro dall’azienda. Al momento non si registrano né feriti né intossicati.

    Sul posto sono al lavoro diverse squadre dei vigili del fuoco, alcune provenienti da Milano. Il sindaco di Cavenago Monica Buzzini ha pubblicato un alert sui canali social del Comune per invitare i cittadini a tenere le finestre chiuse. Sul posto interverranno anche i tecnici dell’Arpa.

  • Clochard 40enne morto di freddo a Varese

    Clochard 40enne morto di freddo a Varese

    Un uomo di 40 anni è stato trovato morto poco prima delle 19 di ieri in un’area dismessa retrostante la stazione di Varese, in piazzale Kennedy. Secondo i primi accertamenti si tratterebbe di un senza tetto che in quella zona aveva trovato rifugio. Il 40enne, stando ai primi accertamenti, potrebbe essere morto per ipotermia.

    Una morte per freddo dovuta alle temperature di notte molto rigide. Sul posto sono intervenuti gli agenti della squadra volanti della Questura. Il senzatetto, a quanto si è appreso, era tra i frequentatori dell’area: le sue generalità non sono state al momento rese note. L’autorità giudiziaria disporrà tutti gli accertamenti del caso, esame autoptico compreso per determinare con esattezza le cause del decesso, ma dai primi riscontri si tratterebbe di una tragedia dovuta alla povertà e alle difficoltà del clochard.

  • Perseguita la ex: 61enne arrestato dai Carabinieri a Corsico

    Perseguita la ex: 61enne arrestato dai Carabinieri a Corsico

    Un uomo di 61 anni che perseguitava l’ex fidanzata da mesi è stato sorpreso dai Carabinieri sia a insultarla e minacciarla telefonicamente proprio mentre lei stava facendo l’ennesima querela in caserma, sia a pedinarla, e i militari lo hanno arrestato. E’ accaduto sabato sera a Corsico, quando i Carabinieri stavano accompagnando la 59enne, impaurita, a casa. Lui infatti continuava a pedinarla, a contattarla e a presentarsi presso i luoghi di sua abituale frequentazione dallo scorso maggio, e sabato pomeriggio “mentre la vittima si trovava presso la Stazione – si legge in una nota dell’Arma – per presentare integrazione di querela in relazione a due interventi richiesti al 112, l’uomo la contattava telefonicamente numerose volte, arrivando a minacciarla di morte”.

    Più tardi, quando i militari stavano accompagnando la donna, di nazionalità ucraina, presso la propria abitazione, hanno notato l’uomo che dapprima tentava di nascondersi, per poi fuggire, e così lo hanno bloccato trovandolo in possesso di un coltello a serramanico e un binocolo, presumibilmente utilizzato per controllarla. L’uomo ora si trova nel carcere di San Vittore a Milano in attesa delle disposizioni dell’autorità giudiziaria.

  • Milano, omicidio in officina: resta in carcere il 47enne marocchino

    Milano, omicidio in officina: resta in carcere il 47enne marocchino

    Resta in carcere Said Souhil, il 47enne marocchino arrestato per l’omicidio del connazionale amico e coinquilino Aissam Fardou dopo averlo accoltellato nel corso di una lite in un officina a Fizzonasco, nel Milanese. Lo ha stabilito il gip di Milano Tommaso Perna, accogliendo la richiesta della pm Silvia Bonardi. Souhil, difeso dall’avvocato Tommaso Raschella’, ha scelto di avvalersi della facolta’ di non rispondere nell’udienza di convalida con il giudice.

    Agli atti dell’indagine dei carabinieri della compagnia di Corsico sono depositate le dichiarazioni spontanee del 47enne in cui ha riferito che “nella mattinata” di giovedi’ 18 gennaio “aveva avuto una lite scaturita per motivi di carattere economico e lavorativo” con l’amico Fardou, 32 anni, che “sarebbe degenerata in colluttazione fisica, di aver brandito un coltello in suo possesso e – a differenza di quanto riferito nell’immediatezza ai militari – di non essersi accordo di averlo colpito alla schiena, coltello che successivamente lanciava oltre la recinzione nel cortile della ditta confinante con l’officina”. Sempre secondo il racconto dell’arrestato “al termine della lite i due si sarebbero rappacificati, per tornare insieme a bordo” di un’auto della vittima “sino alla loro abitazione, dove questi – tuttavia – riferiva di non sentirsi bene, e che per tale motivo aveva chiamato il “118”. Per il giudice, la misura cautelare del carcere e’ l’unica idonea a contenere il “grado massimo di spinta antisociale manifestata” da Souhil, il quale “non ha esitato ad accoltellare ‘un amico’, peraltro per ragioni che allo stato non si conoscono”.

  • La guerra, una storia tra mille storie che si ripetono- di Giovanni Navicello

    La guerra, una storia tra mille storie che si ripetono- di Giovanni Navicello

    Vi abbiamo già parlato di Dannati e condannati, il bellissimo, intenso libo che Giovanni Navicello ha dedicato al dramma della guerra nell’ex Jugoslavia. Verrà presentato a Rozzano il 27 gennaio prossimo. Proponiamo a voi lettori un intervento dell’autore. Buona lettura.

    Dannati e condannati Welcome to Sarajevo- 27/01/2024, 16:30-17:30- Biblioteca di Rozzano
    Viale Palmiro Togliatti, 105 PER INFORMAZIONI Biblioteca di Rozzano 028925931

    Un romanzo che parla di guerra oggi sembra purtroppo molto attuale, ma quando ho deciso di scrivere “Dannati e condannati” ancora non era scoppiata la guerra in Ucraina e tantomeno quella odierna tra israeliani e palestinesi. L’idea nasce dal racconto che mi è stato fatto da un mio amico che solo dopo due decenni ha trovato la forza di raccontarmi la sua esperienza come “portatore di pace” in Bosnia all’indomani degli accordi di Dayton che avevano posto fine a tre anni e mezzo di assedio e di umane atrocità. Una intera notte trascorsa ad ascoltare la confessione di un uomo, ai tempi della missione poco più di un ragazzo, che, come in un processo liberatorio e redentivo, narra sé stesso, i suoi compagni, le sue azioni, i luoghi, le sofferenze e il dolore con una dovizia di particolari e una difficoltà emotiva da lasciare immaginare che tutto fosse accaduto pochi mesi prima e non che fossero trascorsi venti anni. Le emozioni erano così vivide, le immagini così reali, i suoi ricordi così dolorosi che rimasi profondamente colpito e capii d’un tratto perché la persona che conoscevo ormai da tanto tempo fosse così difficile da comprendere in alcune sue reazioni a fatti apparentemente semplici e normali, perché eludesse ogni domanda su quel periodo, perché necessitasse costantemente di un supporto psicologico e perché non riuscisse a parlare con serenità di quella esperienza. Lui era ancora lì, con la testa, con l’anima e ogni cosa che ha visto e ogni azione che ha compiuto hanno lasciato segni indelebili, mostri che si porterà dietro per sempre.

    Ecco, da quel momento ho deciso che avrei raccontato tutto questo, ma che avrei voluto dare alla sua storia un respiro ampio perché la sua esperienza è l’esperienza di molti, di migliaia di nostri ragazzi impegnati nelle missioni di pace all’estero, numerosi contingenti sparsi per il mondo a garantire la pace, o a tentare di tenere a freno situazioni esplosive. Che le si chiami missioni di implementazione o di interposizione, questi ragazzi portano la pace dove la pace non c’è, dove è stata imposta oppure dove non la vuole nessuno. E dato che siamo esterofili adesso le chiamiamo missioni di peacekeeping che letteralmente significa ‘mantenimento della pace’ e che praticamente è l’insieme delle operazioni condotte da forze armate multinazionali allo scopo di mantenere la pace in aree di crisi. Quindi nella stessa definizione il termine “armate” convive con il termine “pace”. Al di là di ogni giudizio di merito, non è questo che intendevo e intendo approfondire, mi sono chiesto come si conciliassero le due cose nell’esperienza di ragazzi che si ritrovano a portare la pace in contesti di tensione o ancora di guerra. I giovani soldati sono consapevoli di quello che troveranno, delle difficoltà che dovranno affrontare e quali saranno le conseguenze sulle loro vite?

    E mentre costruivo nella testa il mio romanzo e più facevo ricerche documentali sul periodo storico mi sono convinto che anche questo approccio da solo fosse riduttivo. La storia della guerra in Bosnia è estremamente complessa, come tutte le guerre d’altro canto, ed era quindi necessario che io provassi a comprendere anche il punto di vista di chi questa guerra civile, etnica e culturale, oltre che economica e territoriale, l’aveva vissuta dentro, durante quei tre anni e mezzo durante i quali sono state commesse atrocità dimenticate, come una grande rimozione collettiva. Chi ricorda il massacro di Srebrenica dell’11 luglio 1995? Chi ricorda che in un luogo così vicino a noi, dall’altra parte dell’Adriatico, è stato perpetrato scientificamente lo stupro come mezzo di sostituzione etnica? Chi ricorda che in un solo giorno furono massacrate 1500 persone con un solo mitragliatore? Chi conosce le storie delle migliaia di madri impazzite per la perdita violenta dei propri figli?

    Ho sentito una enorme responsabilità verso ognuna di queste persone che in un modo o in un altro avevano vissuto la guerra, siano essi cittadini o soldati, osservatori o portatori di pace. Pur nel rispetto e senza tradire la verità dell’esperienza che mi è stata raccontata, ho sentito il dovere di allargare lo sguardo e narrare un fenomeno umano complesso come la guerra attraverso una sorta di filtro emozionale che consentisse al lettore di entrare in empatia con ognuno dei personaggi e di vivere attraverso loro gli orrori della guerra, di condividere con loro i dubbi e sentirne le sofferenze. Volevo raccontare e rappresentare il trauma di chi si ritrova di fronte alla violenza e deve fare in fretta scelte difficili, raccontare se e come un ragazzo di diciotto anni, nonostante la divisa e l’arma, possa rimanere quello che era sino a un minuto prima della partenza, ma anche se e come si affrontano le situazioni una volta che si è dentro quel regno di violenza e vendetta, e infine cosa resta per tentare di capire cosa lascia l’esperienza della guerra nelle persone attraverso la caratterizzazione dei miei personaggi che hanno un nome e non sono solo numeri come oggi ci vengono proposti nella narrazione delle guerre.

    Ed ecco che per rispondere a questa molteplicità di esigenze e responsabilità che mi sono imposto il romanzo diventa una storia in mezzo a mille storie, un caleidoscopio di umanità, situazioni ed emozioni tenute insieme da un unico fattore comune, un filo rosso che accomuna tutti i personaggi, tutte le donne e gli uomini del mondo, in qualsiasi tempo: la convinzione che la pace non esiste perché anche quando si alterna alla guerra, lascia solchi insuperabili nelle vite di ognuno che si tramandano di generazione in generazioni fino a quando non sfociano in un’altra guerra. La storia di oggi ce lo insegna, la storia che ritorna e non cambia, l’uomo che non impara dai suoi errori.

    Giovanni Navicello

  • Rc auto torna a correre: Milano +32%

    Rc auto torna a correre: Milano +32%

    Dopo i forti cali registrati tra il 2018 ed il 2021, i premi Rc auto sono tornati a salire nel 2022, per poi impennarsi nel 2023, segnando il massimo storico degli ultimi 5 anni. L’Osservatorio assicurativo auto elaborato da Segugio.it – il portale leader nel mercato italiano della comparazione tramite internet di prodotti assicurativi, utilities e prodotti di credito – registra infatti a dicembre 2023 un premio medio di 458,6 euro, in crescita del 24% sull’anno precedente e leggermente al di sopra del premio registrato nello stesso mese del 2018 (454,8 euro).

    Il ritorno ai prezzi pre-pandemia si spiega con l’andamento dei due fattori principali che caratterizzano l’andamento dei prezzi dell’assicurazione auto, ossia la frequenza dei sinistri/incidenti ed il relativo costo. Infatti, secondo Ania, se da un lato la frequenza è calata del 15,4% per la minor circolazione di mezzi post pandemia e per il miglioramento dei sistemi di sicurezza dei veicoli, dall’altro il costo dei sinistri, a causa dell’inflazione e di altri fattori, ha registrato un aumento più marcato, con un +17,5% tra 2018 e 2023.Questo deterioramento delle condizioni di mercato ha causato il rialzo dei prezzi del biennio 2022/2023 e apre le porte ad ulteriori aumenti anche per l’anno in corso, perlomeno in linea con i livelli dell’inflazione.

    Dall’indagine emerge che gli aumenti più marcati si registrano a Milano (+32,9%), Brescia (+31,7%), Catania (+30,9%), Bergamo (+30,4%), Roma (+29,9%) e Torino (+28,2%). Bari e Palermo, invece, registrano rincari in linea con la media nazionale, rispettivamente del 25% e del 23,4%. Più “fortunate” le due Province campane, Napoli e Salerno, dove gli aumenti sono stati più contenuti, al 13,9% e all’11,7%.

  • Apre il nuovo Mac di Solaro: 32 posti di lavoro

    Apre il nuovo Mac di Solaro: 32 posti di lavoro

    Il nuovo ristorante McDonald’s di Solaro, situato in via Varese 220 e aperto al pubblico lo scorso 28 dicembre, e’ stato ufficialmente inaugurato sabato 20 gennaio. Per l’occasione, a partire dalle ore 12:00, si e’ tenuta una speciale festa di inaugurazione aperta a tutti, con animazione per i piu’ piccoli in compagnia di Terry truccabimbi e Mago Simone. A seguire, alle ore 17:00 c’e’ stato il taglio del nastro e della torta celebrativa oltre a intrattenimento con Dj Set e un ospite d’eccezione, la tiktoker Giulia Sara Salemi. Al taglio del nastro presente il Vice Sindaco Alessandro Ranieri. Il ristorante, nel quale lavorano 32 persone, e’ completo di doppia corsia McDrive, grazie alla quale e’ possibile ordinare, pagare e ricevere il proprio ordine comodamente dalla propria auto.

    Nel locale si trova anche McCafe’, luogo ideale per una colazione o una pausa, che offre ai clienti la possibilita’ di gustare con calma un caffe’ di qualita’ e un’offerta varia di soft drink e prodotti da forno, disponibili anche tramite il servizio McDrive. Il ristorante ha 236 posti a sedere tra interno ed esterno. E’ inoltre dotato di kiosk digitali grazie ai quali e’ possibile ordinare in autonomia, personalizzando alcune ricette e modificando le quantita’ degli ingredienti. Una volta effettuato l’ordine ai kiosk, il cliente si puo’ accomodare dove desidera, aspettando che i prodotti acquistati gli vengano serviti al tavolo direttamente dal personale McDonald’s. L’ordine puo’ essere effettuato e gustato presso il ristorante anche richiedendolo direttamente dal proprio tavolo tramite app.

  • San Siro, romanzo senza fine. Sala: ora i club pensano a ristrutturare

    San Siro, romanzo senza fine. Sala: ora i club pensano a ristrutturare

    Il progetto di ristrutturazione dello stadio di San Siro, che ‘tratterrebbe’ Inter e Milan in citta’, torna tra le ipotesi in campo, e sara’ valutato il 31 gennaio dalla commissione consiliare. Per il sindaco Beppe Sala “Se c’e’ una soluzione che permette di continuare a giocare magari perdendo pochissimo di capienza, va esaminata con grande interesse. Questo e’ il nostro obiettivo numero uno, cercare di tutelare San Siro e la sua storicita’ – ha detto Sala a margine di una conferenza a palazzo Marino – non pretendiamo che sia qualcosa di condivisibile immediatamente ma lo spirito di quella commissione e del lavoro che seguira’ sara’ quello di convincere le squadre a rivalutare questa ipotesi”.

    “Quello e’ un esempio di un progetto – ha aggiunto . E’ chiaro che non e’ quello che il Comune ha scelto ma lo considero interessate. Le squadre si sono sempre opposte all’idea di ristrutturare San Siro perche’ sostenevano – e non so se lo sostengono ancora – che c’era il rischio di andare lontano a giocare per due o tre anni. E’ chiaro che questo sarebbe stato un limite importante perche’ avrebbero perso molto in termini di biglietti e i tifosi non sarebbero stati cosi’ felici”. Quanto a Marotta, direttore sportivo dell’Inter, che aveva detto che ci sono troppi iter burocratici per mettere mano su San Siro per il sindaco le sue affermazioni sono “per giustificare quello che hanno fatto”. “Io continuo a pensare che e’ molto meglio per le squadre rimanere in citta’ – ha ribadito Sala – stanno veramente sottovalutando le problematiche che ci sono in termini di mobilita’, di impatto. Pero’ se noi non offriamo una alternativa e quello e’ il lavoro che si fara’ con quella commissione. Si e’ perso molto tempo. Non e’ casuale che in Italia nessuno stadio e’ riuscito a partire, e’ un tema delicato. Se si potesse ripartire da quello io sarei molto felice” .