Autore: Redazione Online

  • “Esorcismo” contro lupi, animalisti denunciano parroco in provincia di Verbania

    “Esorcismo” contro lupi, animalisti denunciano parroco in provincia di Verbania

    In una piccola valle della provincia di Verbania, la Valstrona, nella zona del Lago d’Orta, il parroco della frazione di Forno, 230 abitanti, sull’onda delle proteste dei residenti e soprattutto degli allevatori preoccupati per il ritorno in massa del lupo nella zona, ha ripristinato nella forma originale la “messa contro il lupo” che si celebrava, il giorno di San Valentino, dal 1762. Il rito era stato, in anni piu’ recenti, trasformato in messa a protezione di calamita’ naturali. Don Gaudenzio Martini, lo ha celebrato sabato scorso, dopo che anche il Comune di Valstrona aveva approvato una delibera di Consiglio per dichiarare il territorio comunale libero da orsi e lupi.

    La messa contiene anche una sorta di “esorcismo” che nel testo originale definiva i lupi “pestiferi”. La celebrazione ha fatto insorgere gli animalisti dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, un gruppo di Milano, che ha scritto una lettera al Vescovo di Novara Franco Giulio Brambilla e alla Procuratrice della Repubblica di Verbania Olimpia Bossi. “In questo piccolo comune siamo ripiombati nel diciottesimo secolo con la celebrazione di riti anacronistici benedetti dalla Chiesa Cattolica – spiegano gli animalisti – un rito abolito da oltre un secolo che inneggia all’uccisione dei lupi e manda contro di loro un’anatema e’ roba da studi psichiatrici. Comunque – concludono – abbiamo deciso di scrivere al vescovo di Novara per chiedere un intervento immediato e porre fine a questa idiozia pericolosa, e abbiamo deciso di inviare una denuncia contro il celebrante per istigazione all’uccisione di animali selvatici e per maltrattamento di animali ai sensi dell’articolo 544 del codice penale”.

  • Elezioni 2024: Sergio Calloni si ricandida a Sindaco con Cambiamo Arconate

    Elezioni 2024: Sergio Calloni si ricandida a Sindaco con Cambiamo Arconate

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – Cambiamo Arconate prosegue con Sergio Calloni. L’attuale primo cittadino di Arconate ha annunciato la ricandidatura a sindaco, per le elezioni comunali dell’8 e 9 giugno 2024, nel corso dell’assemblea pubblica che si è svolta martedì 20 febbraio nell’auditorium comunale di via Montello.

    Di fronte a 150 persone, il primo cittadino – visibilmente emozionato – ha sciolto la riserva e annunciato di voler correre per il secondo mandato, spiegando le ragioni che lo hanno portato a decidere di tentare il bis al governo del paese: “Continuiamo a disegnare insieme l’Arconate del domani – ha detto Calloni in assemblea – proseguiamo sulla strada che abbiamo iniziato 5 anni fa, grazie al quale la nostra bella cittadina ha intrapreso un percorso di sviluppo e di crescita. Con rinnovato entusiasmo mi metto a disposizione del mio gruppo e dell’intera comunità, perché credo fermamente nel progetto di Cambiamo Arconate, perché sono orgoglioso dei risultati raggiunti dalla nostra Amministrazione e perché c’è ancora molta strada da fare; una strada che possiamo percorrere insieme per altri 5 anni”.

    Molti sono gli obiettivi raggiunti e i progetti divenuti realtà grazie all’impegno della giunta Calloni, nonostante l’Amministrazione abbia dovuto affrontare una pandemia globale, l’emergenza Ucraina e il vertiginoso aumento dei costi dell’energia. Diverse le opere pubbliche realizzate, che il Comune ha finanziato pur diminuendo il debito pubblico e tenendo i conti sotto controllo: l’auditorium comunale, la riqualificazione di Villa Maggiolini e del campo sportivo, la nuova pista ciclopedonale di via Zerbi, l’ormai imminente apertura della farmacia comunale, i varchi stradali, gli investimenti per le Scuole, l’attenzione e la cura al Sociale, ma anche la valorizzazione delle associazioni e del terzo settore, lo sviluppo del Commercio e della Cultura, l’organizzazione dei grandi eventi e delle manifestazioni.

    E ora, avanti con Sergio! “Se i cittadini ci daranno ancora fiducia – ha dichiarato il Sindaco – sono pronto a proseguire questa esperienza impegnativa e al tempo stesso entusiasmante, nel solco di quei pilastri fondanti che hanno ispirato la nostra Amministrazione: onestà, trasparenza, competenza e concretezza. Sono determinato ad andare avanti senza risparmiarmi, così come ho fatto negli ultimi anni con energia e passione. Ritengo – ha detto Calloni in assemblea – di essere stato il sindaco di tutti e di aver sempre lavorato per unire il paese, cercando di superare un clima di contrapposizione velenosa e di astio. Molto spesso è capitato di dover scontentare i sostenitori e accontentare gli antagonisti, a riprova – ha sottolineato il Sindaco – che per me e per la mia squadra tutti i cittadini sono uguali e che siamo mossi solo ed esclusivamente di fare ciò che è meglio per il paese”.

    “E in effetti – commenta il gruppo di Cambiamo Arconate – Sergio è stato il perfetto successore di Andrea Colombo, sindaco di Arconate dal 2014 al 2019 che ha inaugurato la stagione del cambiamento. Sergio non ha diviso i cittadini in amici e nemici, in persone di serie A o di serie B, non ha mai agito per interesse personale e ha sempre anteposto il bene della comunità a tutto il resto. Un sindaco perbene, onesto e competente, che ha acquisito in questi 5 anni esperienza, competenza e solidità. Tutto ciò fa di lui la persona giusta per proseguire la nostra esperienza – conclude il gruppo di maggioranza – e siamo contenti che il Sindaco abbia accettato di ricandidarsi per il secondo mandato”.

    A fianco di Calloni, durante la serata, c’erano tutti gli amministratori che lo hanno sostenuto dal 2019 fino ad oggi: il vicesindaco Gaia Gorla, gli assessori e i consiglieri comunali di maggioranza.

    “Ora siamo già al lavoro – fa sapere la lista di maggioranza di Cambiamo Arconate – per comporre il programma e la lista dei candidati, che presenteremo nei prossimi mesi. Svolgeremo una campagna elettorale improntata sui contenuti e sulle idee, che eviti i veleni e gli attacchi personali, e ci auguriamo che i nostri avversari facciano lo stesso. Saremo spesso tra la gente, per raccogliere idee, critiche e impressioni. Il primo appuntamento sarà con un gazebo al mercato sabato 2 marzo, in piazza Libertà, dove i cittadini potranno incontrare il Sindaco e confrontarsi sulle esigenze del paese”.

  • Smog, dopo i dati su Milano, Fontana risponde: “Noi siamo sotto i parametri stabiliti in Ue”

    Smog, dopo i dati su Milano, Fontana risponde: “Noi siamo sotto i parametri stabiliti in Ue”

    “In che modo l’Europa cerca di contrastare lo smog? Dando dei parametri all’interno dei quali si possono immettere nell’atmosfera le sostanze. E da quel punto di vista noi siamo sotto a quei parametri stabiliti, quindi noi la nostra parte la stiamo facendo”.

    Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana in Fiera a Rho (Milano) durante l’inaugurazione di Myplant&Garden.

    “Se si va a guardare la quantità di sostanze inquinanti che viene immessa nell’atmosfera nella nostra regione come in tutta la pianura padana si renderà conto che sono in costante diminuzione – ha continuato Fontana rispondendo alla domanda di un cronista – e quello è ciò che possiamo fare noi”.

    Ci sono poi dei fattori che “esulano dalla nostra possibilità” ma “che sono determinati dal fatto che purtroppo la pianura padana è una conca all’interno della quale non si crea un ricircolo di aria”. Ma “le nostre violazioni non sono sulle quantità immesse ma sono sul fatto che si superano i giorni di inquinamento determinati dallo stazionamento dell’aria” ha aggiunto Fontana.

    “Poi se si vuole fare polemica è un altro discorso – ha concluso – noi stiamo facendo come Lombardia e pianura padana un lavoro importante per ridurre l’inquinamento e i dati ci stanno dando ragione. Se poi le condizioni sono tali per cui anche quel poco che immettiamo ristagna, per ora, non abbiamo soluzioni”.

  • Dengue, sentite il Prof. Rezza: ‘L’Italia ormai non è più al riparo’

    Dengue, sentite il Prof. Rezza: ‘L’Italia ormai non è più al riparo’

    “La globalizzazione da un lato e la tropicalizzazione del nostro clima dall’altro non possono più farci sentire al riparo da infezioni che rischiano di diventare endemiche anche da noi, visto che le zanzare con le quali si trasmettono si aggirano nelle nostre case anche d’inverno”.

    Così Gianni Rezza, professore straordinario di Igiene all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, già direttore generale Prevenzione sanitaria del ministero della Salute, spiega in un’intervista a ‘La Stampa’ perché l’Italia rischia di diventare un buon habitat per le cosiddette malattie neglette.

    Una ventina di patologie, fra cui la Dengue, considerate finora un nemico lontano.”Si chiamano così”, malattie neglette, “non perché siano rare – precisa Rezza – dato che colpiscono un miliardo e 700 milioni di persone nel mondo e pesano in termini di morti e contagi come i tre ‘big killer’ messi insieme”, ossia “tubercolosi, Hiv e malaria.

    Ma poiché sono diffuse in Paesi poveri, che non hanno risorse per acquistare farmaci e vaccini, finiscono per essere trascurare anche dalla ricerca.

    Come hanno però già dimostrato proprio la Dengue e Chikungunya”, oggi non possiamo più sentirci al sicuro nemmeno alle nostre latitudini. Sul fronte ricerca, dunque, “occorre fare di più – sottolinea l’epidemiologo – perché se per la Dengue un vaccino almeno lo abbiamo e per Chikungunya è in fase di approvazione, per molte della ventina di malattie neglette c’è poco o nulla”.

    All’Istituto Spallanzani di Roma e nei centri vaccinali specializzati in malattie tropicali è iniziata la campagna anti-Dengue, ma chi deve proteggersi?

    “Il vaccino non è per tutti – rimarca Rezza – ma per chi deve intraprendere un viaggio nelle zone dove la malattia è endemica, come Brasile, Argentina, India e Sud Est Asiatico. E’ raccomandato anche a chi ha già avuto una infezione da Dengue, perché reinfettarsi fa aumentare notevolmente il rischio di malattia grave e di morte”. Oltre a proporre la vaccinazione, “il ministero della Salute ha giustamente inviato una circolare dove agli Uffici di sanità marittima e aerea si chiede di alzare il livello di sorveglianza e di disinfettare gli aerei e le merci provenienti dai Paesi dove circola il virus.

    Ma con l’arrivo del caldo e la maggiore circolazione della zanzara tigre che trasmette il virus – avverte l’esperto – sarà necessario anche aumentare la vigilanza per individuare tempestivamente i casi e disinfestare le aree verdi circostanti i focolai.

    Sperando non sbarchi anche da noi, come già avvenuto a Cipro, la Aedes aegypti, che è molto più efficiente nel trasmettere il virus della Dengue, che tra il 1927 e il 1928 sconvolse Atene con un’epidemia di grandi dimensioni”.

  • Trecate: attive in città le otto colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici o ibridi

    Trecate: attive in città le otto colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici o ibridi

    “Con questa iniziativa – commentano il sindaco Federico Binatti e l’assessore all’Ambiente Alessandro Pasca – l’Amministrazione mette a segno un ulteriore punto del proprio programma amministrativo, rispondendo in maniera innovativa e concreta alle richieste dei cittadini proprietari di mezzi alimentati elettricamente o ibridi, il numero dei quali è in crescita anche nella nostra realtà.

    Le colonnine, fornite senza alcuna spesa per l’Ente comunale e sulla base di uno specifico protocollo sottoscritto negli scorsi mesi con la società “On electric sharing mobility”, individuata tramite manifestazione d’interesse, sono già state posizionate in piazza Santa Maria, piazzale Antonini, piazzale Fregonara, piazzale Madonna delle Grazie, via Coloredo 7, via Dante, via Andrea Doria e piazzale Emanuela Loi nella frazione di San Martino.

    In questo modo – concludono il sindaco e l’assessore – saranno coperte le varie zone della città, creando una capillare rete di ricarica in ambito urbano a servizio dei cittadini”.

  • Centro Diurno Disabili di Rescaldina: martedì 26 febbraio parte il “Progetto Snoezelen”

    Centro Diurno Disabili di Rescaldina: martedì 26 febbraio parte il “Progetto Snoezelen”

    Lo Snoezelen è un approccio pedagogico-terapeutico che nasce in Olanda nei primi anni ’70 ed ha lo scopo di promuovere il benessere della persona attraverso la stimolazione multisensoriale modulata all’interno di un ambiente artificiale. È ampiamente utilizzato in vari ambiti: terapeutico, riabilitativo, pedagogico, educativo, ludico e ricreativo.

    Il termine Snoezelen è un neologismo che deriva da due parole olandesi: “Snuffelen” (cercare, esplorare) e “Doezelen” (rilassarsi). Gli obiettivi del metodo sono quelli di favorire il rilassamento e la gestione dei comportamenti problematici, incrementare la relazione con l’altro, stimolare l’esplorazione dell’ambiente e favorire la comunicazione non verbale.

    All’interno della stanza multisensoriale Snoezelen, le persone vengono immerse in un ambiente artificiale dove vengono stimolati tutti i cinque sensi, ad esempio attraverso l’utilizzo di fibre ottiche, luci colorate, musica, texture specifiche e oggetti vibranti o massaggianti, aromi ed essenze. Questa combinazione di stimoli permette alle persone di esplorare in modo sicuro e controllato le diverse esperienze sensoriali, consentendo loro di interagire con l’ambiente circostante e di esprimere le proprie emozioni.

    Lo Snoezelen viene utilizzato come supporto per arricchire la vita delle persone con gravi disabilità fisiche o intellettive e permettere di entrarvi in relazione. È anche un efficace strumento in altre condizioni umane: demenza o in situazioni di stress, nell’accompagnamento al fine vita; per bambini con diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico e in generale nell’infanzia per il sostegno dello sviluppo
    cognitivo/affettivo; nel sostegno al caregiver, nello sviluppo di un clima di gruppo sereno.

    Gli operatori del CDD hanno partecipato a un corso di formazione per utilizzare la stanza in modo efficace. Il ruolo dell’operatore è fondamentale in questo approccio: deve saper interagire con l’assistito, conoscerlo, instaurare una relazione di fiducia e adeguarsi alle sue modalità comunicative, guidandolo all’interno dell’esperienza mediante specifici protocolli.

    I fondi necessari per la realizzazione sono stati raccolti tramite vendite benefiche e successivamente integrati da ASST Ovest Milanese.

    La stanza è stata completata grazie alle donazioni dei familiari degli ospiti, dell’Associazione “Amici Della Sequoia” e del Lions Club di Rescaldina e sarà inaugurata martedì, 26 febbraio alle h. 11,00.

  • Malpensa. La denuncia di Anama: “Gravi disservizi nel sistema cargo”

    Malpensa. La denuncia di Anama: “Gravi disservizi nel sistema cargo”

    “L’aeroporto di Milano Malpensa registra un trend negativo di performance determinato dai disservizi presso i magazzini dei due principali handler aeroportuali per elevati tempi di gestione delle merci e conseguenti ritardi nelle consegne verso i clienti finali”.

    Lo afferma in un comunicato l’Associazione nazionale agenti merci aeree (Anama), aderente a Fedespedi e Confetra.

    “Gli impatti di questi disservizi sono tutti a carico della merce che raggiunge in ritardo i clienti finali – commenta il presidente di Anama, Alessandro Albertini – indebolendo così la competitività e aumentando i costi diretti ed indiretti delle imprese italiane di produzione e di import-export sui mercati internazionali. La crisi del settore cargo a Malpensa è l’esito dell’assenza di pianificazione strategica a livello nazionale per il trasporto aereo, di anni di mancati investimenti e manutenzioni nella Cargo City ripartiti solo due anni fa e di una scarsa qualità nel livello di servizio che denunciamo da anni con scarsi riscontri tangibili”.

    “A queste criticità si sono sommati a Malpensa continui scioperi del personale di magazzino di Alha e Mle, che devono far riflettere e che devono trovare una soluzione strutturale, senza la quale l’aeroporto non potrà ripartire”, conclude Albertini.

  • Chef eccellenti: serranda ancora abbassata per Cannavacciuolo a Novara

    Chef eccellenti: serranda ancora abbassata per Cannavacciuolo a Novara

    “Cannavacciuolo Bistrot di Novara e’ ancora chiuso per la pausa invernale. La proprieta’ sta facendo delle valutazioni su un eventuale cambio di format o offerta del locale”: e’ la versione ufficiale che il gruppo guidato dallo chef pluristellato e popolarissimo giudice di Masterchef affida, rispondendo all’Agi, al suo ufficio stampa, ma a Novara e piu’ in generale nel mondo della ristorazione di alto livello la notizia dello stop al locale aperto nel 2015 nel cuore della citta’ piemontese ha fatto scalpore.

    Il Bistrot novarese era stato presentato a suo tempo come uno snodo importante nella politica aziendale dello chef di Vico Equense, tanto da generare un “gemello” a Torino. Che nel locale di 600 metri quadri collocato all’interno dello spazio del prestigioso Teatro Coccia, uno dei teatri di tradizione italiani, qualcosa stesse cambiando, lo si era capito quando si era saputo alcune settimane fa dell’addio dello storico chef del Bistrot, Vincenzo Manicone, una stella Michelin, che dopo 12 anni trascorsi con Cannavacciuolo dei quali 4 a Villa Crespi, ha lasciato Novara per trasferirsi al Tancredi di Sirmione sul Garda.

    Chi attende di sapere quale sara’ il destino del Bistrot e’ il presidente della Fondazione Teatro Coccia, Fabio Ravanelli (un affermato industriale del settore del beauty, patron della Mirato, produttrice di marchi come Malizia). Parlando con l’Agi, Ravanelli mantiene un profilo conciliante: “Sono un imprenditore – commenta – e capisco bene che assumere decisioni importanti richieda talvolta un tempo non brevissimo. Ma da novarese e da presidente della Fondazione Coccia non posso che auspicare scelte rapide: quella vetrina chiusa non si puo’ vedere, e anche il teatro ne risente. Abbiamo inaugurato la stagione a meta’ gennaio con il locale fermo, e non e’ stato bellissimo”.

    Tra l’altro tra lo chef e il Teatro Coccia il rapporto e’ sempre stato piu’ che buono: addirittura nel novembre 2019 la direttrice artistica Corinne Baroni aveva scritturato Cannavacciuolo come protagonista di un’opera intitolata “Mettici il cuore”, un soggetto del giornalista Luca Baccolini, il libretto di Vincenzo De Vivo e la partitura musicale di Valentino Corvino, sulla quale era stato investito un consistente gruzzolo.

    Il presidente della Fondazione precisa che “non si tratta di un problema economico: la societa’ di Chef Antonino ha sempre pagato regolarmente il canone di affitto”: il contratto stipulato nel 2014 e rinnovato nello scorso novembre per altri 9 anni fino al 2032, prevede un canone complessivo di 378 mila euro, cioe’ di 3500 euro al mese. “Io naturalmente – conclude Ravanelli – auspico che Cannavacciuolo decida di rimanere; e spero soprattutto che decida presto”.

  • Finanziamenti per le grandi opere. Cesare Nai: “Vince l’Abbiategrasso del Si’, capace di attrarre sviluppo e impresa”

    Finanziamenti per le grandi opere. Cesare Nai: “Vince l’Abbiategrasso del Si’, capace di attrarre sviluppo e impresa”

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “La notizia dello stanziamento di ulteriori 300 milioni di euro del Ministero delle Infrastrutture per la prosecuzione della superstrada Vigevano-Malpensa è certamente un determinante e decisivo tassello del potenziamento infrastrutturale di Abbiategrasso e dell’Est Ticino”. Lo dichiara il sindaco di Abbiategrasso, Cesare Nai.

    “Si tratta di finanziamenti importanti, che arrivano dopo anni nei quali, nonostante alcune legittime posizioni di contrarietà, lo sforzo congiunto di molti enti locali- oltre che al nostro penso a Vigevano, Ozzero, Magenta e Robecco sul Naviglio, con il sostegno di Regione Lombardia- hanno fatto prevalere la volontà di realizzare una infrastruttura attesa da decenni, strategica e necessaria per lo sviluppo di un’ampia area, da Vigevano ad Abbiategrasso.

    Con l’imminente assegnazione dei lavori per la prima tratta, cui s’aggiungerà quella appena finanziata, avranno finalmente una soluzione i problemi di collegamento che gravano sulla nostra città da molto tempo”, continua il primo cittadino.

    “Non dobbiamo dimenticare che il collegamento veloce consentirà ad Abbiategrasso di raggiungere rapidamente non solo Malpensa, ma anche l’autostrada Milano Torino nonché l’area ex Expo in trasformazione e che vedrà realizzati in un unico polo tutta una serie di importanti servizi sanitari, universitari e di ricerca tecnologica. Ricordiamo peraltro che diversi anni fa furono persi 200 milioni per il potenziamento della Milano-Baggio; la responsabilità fu di chi allora si oppose, mentre oggi auspichiamo che anche questo tratto possa essere realizzato per un ancora più efficace collegamento con la metropoli” aggiunge l’assessore Roberto Albetti.

    “Naturalmente rimaniamo decisamente concentrati sul progetto di raddoppio ferroviario della linea Milano Mortara, sul quale non cala di un millimetro la nostra attenzione: per la prima volta la città di Abbiategrasso ha ottenuto un progetto definitivo, confermato da Rfi come primo tratto del raddoppio dell’intera linea. Si tratta di un’opera essenziale per la quale ci batteremo senza esitazione, ogni giorno, sino a quando otterremo il risultato e siamo impegnati in una interlocuzione continua col Ministero, con Regione Lombardia e con Rfi per garantire l’intero finanziamento relativo alla sua realizzazione.

    Guardiamo con un fiducioso coraggio al futuro, che grazie alle nuove infrastrutture in arrivo consentirà di delineare i tratti di un’Abbiategrasso dinamica, capace di attirare imprese e sviluppo e di risolvere i non più sopportabili disagi per i nostri passeggeri e pendolari”, concludono il sindaco e l’assessore.

  • Parco del Ticino, migrazione: già salvati oltre 700 anfibi

    Parco del Ticino, migrazione: già salvati oltre 700 anfibi

    Come ogni anno, tra la fine di febbraio e il mese di marzo, rane e rospi si svegliano dal letargo invernale e lasciano i boschi per migrare verso i luoghi di riproduzione. E come ogni anno, l’Associazione Tutela Anfibi Basso Verbano e le Guardie Ecologiche Volontarie del Parco del Ticino si mettono al lavoro per evitare che gli anfibi vengano schiaccianti dalle auto nell’attraversare la via Lentate, strada ad alta percorribilità che collega la frazione di Lentata di Sesto Calende con Osmate.

    L’intervento dei volontari del Parco del Ticino è iniziato nei primi giorni di febbraio con la pulizia dei boschi e la posa delle barriere a Lentate di Sesto Calende. Da una settimana, invece, una quindicina di GEV assieme ai volontari dell’Associazione, divisi in turni serali, sette giorni su sette, stanno raccogliendo rane, rospi e salamandre per aiutarli ad attraversare la strada salvandoli da morte certa. In pochi giorni sono stati portati in salvo oltre 700 anfibi, un numero destinato ad aumentare in modo esponenziale con la pioggia prevista nelle prossime ore.

    Oltre alle operazioni di salvataggio, i volontari si occupano anche di censire gli animali per specie e sesso. La lentezza che contraddistingue questi anfibi, spesso non consente loro di attraversare indenni le strade che dai boschi portano ai luoghi di riproduzione, in particolare nella zona del varesotto dove i paesaggi sono interrotti da strade a grande scorrimento di traffico. Per questo motivo diverse squadre di volontari, tra cui quelli del Parco del Ticino, dal 1997 a Lentate di Sesto Calende e dal 2020 alla Melissa di Golasecca sono impegnati in operazioni di salvataggio; gli anfibi, infatti, sono protetti dalla legge in quanto importanti anelli della catena biologica, oltre che grandi divoratori d’insetti nocivi.

    “Siamo grati ai nostri volontari che con il loro lavoro consentono di salvare i nostri anfibi ma soprattutto di tutelare la biodiversità del Parco del Ticino – commenta il consigliere del Parco del Ticino Massimo Braghieri -. Un lavoro magari poco visibile ma di grande valore. Gli anfibi rappresentano un tassello fondamentale nel mantenere gli equilibri eco sistemici del nostro territorio”.