Autore: Redazione Online

  • Ancora morte in montagna: 49enne ritrovato senza vita in Valchiavenna

    Ancora morte in montagna: 49enne ritrovato senza vita in Valchiavenna

    VALCHIAVENNA E’ stato ritrovato nel pomeriggio di ieri il corpo di Andrea Sarnataro, l’uomo disperso nella zona della Cascate dell’Acquafraggia, in Valchiavenna. Domenica il 49enne era uscito per un’escursione nella zona delle cascate, poi aveva contattato una persona che era con lui, dicendo che era arrivato in cima al sentiero e che stava scendendo.

    Il ritardo ha allarmato il conoscente che ha dato l’allarme. Sono cominciate le ricerche, impegnati i tecnici del Soccorso alpino, Stazione di Chiavenna della VII Delegazione, insieme con il Sagf – Soccorso alpino Guardia di finanza, i Carabinieri e i Vigili del fuoco. Le squadre hanno battuto i sentieri sulla destra e sulla sinistra orografica, in un primo momento senza riscontro. Sono stati utilizzati anche i droni e all’alba di stamani sono arrivati gli elicotteri della Guardia di finanza e dei Vigili del fuoco. Intorno alle 15, in fondo a un canale, sotto una parete ripida, a un centinaio di metri dal sentiero i soccorritori hanno individuato il corpo. Dopo la constatazione del decesso e le autorizzazioni necessarie la salma dell’escursionista e’ stata recuperata e portata a valle. “Recatosi nel parco delle cascate ieri – ha dichiarato il sindaco di Piuro Omar Iacomella – gli e’ stato altamente consigliato di non andare in montagna per le condizioni particolari in cui destava l’uomo. E’ stato trovato senza vita non nel parco delle cascate dell’Acquafraggia, ma in prossimita’ del torrente Brasci’i (brasile) sopra l’abitato di Sarlone. Un ringraziamento di pronto intervento al Soccorso Alpino, ai Vigili del Fuoco e a tutti i volontari impegnati da ieri sera nella ricerca disperata dell’uomo. Ai familiari giunga il piu’ profondo sentimento di cordoglio”.

  • Milano e la gang degli orologi: colpi da milioni di euro

    Milano e la gang degli orologi: colpi da milioni di euro

    MILANO L’ultimo episodio è quello ai danni del pilota di Formula Uno Carlos Sainz che ha rischiato di perdere un Richard Mille modello Alexander Zverev, dal valore commerciale di oltre 315mila euro. Il pilota del Cavallino stava entrando nell’hotel Armani in via Manzoni, a Milano dopo aver chiuso al terzo posto il Gp d’Italia a Monza, quando un uomo gli ha strappato con violenza il prezioso orologio e si è dato alla fuga con i due complici.

    Fuga interrotta dallo stesso pilota e finita con l’arresto di tre ventenni di origine marocchina. Ma i furti di orologi di lusso sono sempre più frequenti, con gli aspiranti rapinatori che seguono le vittime anche per una giornata intera, appostandosi davanti a hotel di lusso o abitazioni blindate, aspettando il momento propizio per mettere a segno il colpo. Tra i modelli più ‘ricercati’, oltre al Richard Mille, il Patek Philippe Nautilus (circa 25mila euro), l’Omega Speedmaster (da 6mila euro circa) e l’Audemars Piguet Royal Oak (25mila circa). Senza dimenticare il classico Rolex, con al top il Cosmograph Daytona, nei suoi 38 modelli con prezzi che vanno dai 10mila ai 40mila euro. Se il furto a Sainz è il più recente, non è l’unico caso che riguarda i piloti: il suo compagno di squadra, Charles Leclerc, a Pasquetta dello scorso anno – era il 18 aprile 2022 -, a Viareggio, è stato rapinato del suo orologio, sempre un Richard Mille, questa volta però un Rm 67-02 del valore di circa 2 milioni di euro. Passando dallo sport al cinema, all’attore francese Daniel Auteuil la scorsa estate, a Napoli, è stato rubato un Patek Philippe da 40mila euro: l’orologio gli è stato ‘scippato’ da due persone in scooter mentre lui si trovava in taxi, con il gomito appoggiato al finestrino. Un Patek Philippe in oro bianco sempre del valore stimato di 40mila euro è stato rubato anche al manager Alessandro Del Bono, amministratore delegato di Mediolanum Farmaceutici, scippato sotto casa, a Milano, dove era appena arrivato con la sua Ferrari. Mentre al ‘ristoratore dei vip’ Giuseppe Cummo è stata sottratta la sua collezione di Rolex – 35 pezzi dal valore di quasi 1,6 milioni – con un colpo messo a segno nella sua abitazione di Milano.

  • Troppi clienti pregiudicati: chiuso dalla Questura bar a Senago

    Troppi clienti pregiudicati: chiuso dalla Questura bar a Senago

    SENAGO Il questore di Milano, Giuseppe Petronzi, ha decretato la sospensione per 15 giorni della licenza per la conduzione di un bar, a Senago.

    I carabinieri hanno notificato la sospensione alla responsabile dell’attività in quanto, a seguito di numerosi controlli svolti dai militari tra i mesi di aprile e luglio corrente, il locale è risultato essere frequentato da numerosi clienti con precedenti di polizia, reati in materia di stupefacenti, contro la pubblica amministrazione, contro il patrimonio, la persona, l’autorità giudiziaria, la fede pubblica e per guida in stato di ebbrezza. Inoltre, lo scorso luglio, i carabinieri sono intervenuti presso il bar su segnalazione di una donna, in forte stato di agitazione, che ha riferito ai militari di un’aggressione ai danni del marito da parte di un cliente. I carabinieri hanno accertato che l’aggressore era sottoposto alla misura della libertà vigilata, nonché gravato da numerosi precedenti di polizia, per reati contro il patrimonio, la persona e la pubblica amministrazione. I militari, nella stessa circostanza, hanno identificato tre clienti, di cui due con precedenti di polizia.

  • Pavese, interviene per difendere delle ragazze: donna presa a pugni

    Pavese, interviene per difendere delle ragazze: donna presa a pugni

    PAVIA E’ intervenuta per difendere alcune ragazzine che, in una piazza del comune di Cava Manara (Pavia) alle porte di Pavia, erano infastidite da un uomo che le seguiva. La donna gli ha detto di lasciarle stare.

    Per tutta risposta l’uomo l’ha colpita con un pugno in faccia, facendola cadere a terra sanguinante. Il fatto è accaduto nella tarda serata di domenica, quando a Cava Manara (Pavia) erano in corso le manifestazioni per la sagra. La donna ferita, 44 anni, è stata subito soccorsa dagli operatori del 118; in suo aiuto sono intervenuti anche gli agenti della polizia locale ed alcuni rappresentanti della protezione civile. Le sue condizioni non sono gravi: trasportata in ambulanza al Policlinico San Matteo di Pavia, è stata giudicata guaribile in dieci giorni. Dai primi accertamenti è emerso che l’aggressore è una persona con disturbi psichici.

  • All’eremo di Santa Caterina del Sasso in barca per scoprire il gioiello del lago Maggiore

    All’eremo di Santa Caterina del Sasso in barca per scoprire il gioiello del lago Maggiore

    All’eremo di Santa Caterina del Sasso direttamente in barca. È quanto propone Archeologistics, impresa sociale impegnata nella valorizzazione del patrimonio culturale, per visitare uno dei luoghi più suggestivi della provincia di Varese, un tesoro di storia e arte che sorge abbarbicato su uno strapiombo di roccia sul Lago Maggiore. Venerdì 8 settembre, martedì 12, venerdì 22 e martedì 26 viene proposto un doppio appuntamento (con partenze alle 14.30 e alle 15.30 da Laveno Mombello) per approdare all’eremo dalle acque del lago.

    In collaborazione con il Consorzio Motoscafisti Associati del Lago Maggiore infatti, le guide di Archeologistics condurranno i visitatori a un’esperienza unica che oltre ad ammirare l’antico eremo direttamente dal lago, porterà a conoscere la storia e le curiosità che la struttura custodisce da quasi 800 anni.

    La tradizione infatti vuole che a dare vita all’eremo di Santa Caterina di Leggiuno (VA) sia stato Alberto Besozzi, un ricco mercante locale che, scampato ad un nubifragio durante la traversata del lago, decise di ritirarsi su quel tratto di costa e condurvi vita da eremita. Fece così costruire nel XII secolo una cappella dedicata a Santa Caterina d’Egitto, attualmente visibile sul fondo della chiesa. Nel corso degli anni, la cappella fu affiancata da altre due chiese: quella di San Nicola e Santa Maria Nova, la cui esistenza è certa a partire dal XIV secolo. Nei secoli la presenza nel monastero dei Domenicani, dei frati del convento milanese di Sant’Ambrogio ad Nemus e dei Carmelitani ha permesso all’eremo di impreziosirsi sempre più con numerosi cicli pittorici che coprono un periodo che va dal XIV al XIX secolo. Oggi l’eremo di Santa Caterina è un luogo magico dove arte e storia si integrano splendidamente in un quadro naturale tra i più suggestivi, quasi una balconata che si protende verso il golfo borromeo, Stresa e le isole.

    Il costo è di 22 euro a persona e comprende la navigazione, la visita guidata e il biglietto di ingresso all’eremo di Santa Caterina. La durata è di circa un paio di ore. La partenza è all’imbarcadero di Laveno Mombello, dove durante il periodo natalizio viene esposto il presepe sommerso.

    Per informazioni e prenotazioni: bit.ly/eremoinbarca

  • Zibido: riapre- completamente rinnovata- la scuola dell’infanzia Salterio

    Zibido: riapre- completamente rinnovata- la scuola dell’infanzia Salterio

    L’edificio storico è stato sottoposto ad un importante intervento di riqualificazione e messa in
    sicurezza.

    ZIBIDO SAN GIACOMO – Sarà inaugurata martedì 5 settembre, in occasione dell’inizio del
    nuovo anno scolastico, la scuola dell’infanzia Salterio. Il cantiere dello storico edificio adibito ad asilo, infatti, è giunto al traguardo, riportando all’antico splendore la struttura edificata nel 1925 dalla famiglia Salterio e donata in eredità ai cittadini di Moirago, oggi ristrutturata e ammodernata.

    Fortemente voluti dall’amministrazione Belloli, i lavori di riqualificazione che hanno interessato l’edificio scolastico sono relativi alla manutenzione straordinaria della copertura, all’efficientamento energetico, al consolidamento della soletta, alla realizzazione di scala antincendio e posa in opera di impianto elevatore per l’abbattimento barriere architettoniche. Sono stati inoltre sostituiti gli infissi mentre l’intonacatura esterna è stata eseguita da una restauratrice al fine di mantenere le caratteristiche architettoniche dell’edifico.

    “Sono fiera del lavoro svolto – afferma il Sindaco Sonia Belloli – restituiamo alla cittadinanza ai nostri giovani studenti un edificio che da anni attendeva di essere riqualificato. Un asilo bello e sicuro al servizio delle nostre famiglie.”

    Spiega l’Assessore ai Lavori Pubblici Luca Bonizzi: “I lavori sono stati complessi sia per la situazione attuale legata al mondo dell’edilizia, sia per la presenza di tre imprese specializzate, che hanno seguito le direttive della Soprintendenza. Siamo riusciti a portare a termine questo importante risultato, risanando e mettendo in sicurezza un altro edificio che fa parte del patrimonio immobiliare pubblico. È bene ricordare che l’intervento è stato quasi totalmente finanziato da enti sovracomunali per cui si sono attivate ben tre differenti linee di credito, per un totale di 609.000 euro circa di cui 121.000 finanziati dal comune e la restante parte da enti sovracomunali”.

    In occasione del nuovo anno scolastico i bimbi torneranno finalmente nella loro scuola e ad attenderli -spiega l’assessore alla Pubblica Istruzione Anita Temellini- troveranno anche le aule dipinte con i colori scelti proprio da loro insieme ai rispettivi insegnanti, così come è già avvenuto alla Secondaria di Primo Grado, nell’ambito del progetto “Colora le scuole”.

  • In ricordo di un’amica morta nell’attentato di Ustica – A cura di Laura Giulia D’Orso

    In ricordo di un’amica morta nell’attentato di Ustica – A cura di Laura Giulia D’Orso

    NON era solamente una mia amica … Atavia 27.06.1980

    Era una mia cara amica, si chiamava P., eravamo vicine di casa in montagna, i nostri due padri condividevano il lavoro, la passione per le Dolomiti, la grandezza e la maestosità del Creato. E’ una bella sera di giugno, 27 giugno 1980. Avevamo condiviso giochi, quelli che ti rendevano amici per sempre.
    Ottima ragazza, cultura immensa, simpatica e cordiale e aveva finito tutti gli esami prima della fine dell’anno accademico.
    Suo Padre teneva un convegno … per farle conoscere la città l’aveva invitata e, visto che anche mio padre era relatore, fui invitata anch’io. Rifiutai perché le passeggiate in montagna erano tra le cose più affascinanti, mille scoperte, mille fischi di marmotte, stambecchi sul Grostè …
    Poi ho sentito questo, gracchiando dalla televisione che non prende mai tanto bene in alta montagna.

    “Voci, terra, aria, terra- E’ la otto sette zero, buona sera. Roma.
    – Buona sera India Hotel otto sette zero.
    – Mantenga due nove zero, richiamerà 13 alfa.
    – bene grazie. Senta, neanche Ponza funziona.
    – Prego?
    – Abbiamo trovato un cimitero questa sera, da Firenze in giù, neanche un radiofaro funzionante.
    – Eh sì, in effetti è un po’ tutto fuori, compreso Ponza. Lei quanto ha in prua adesso?
    – Manteniamo uno nove cinque.
    – Va bene, mantenga uno nove cinque, andrà un po’ più giù di Ponza qualche miglio.
    – Bene grazie.
    – India Hotel 8 7 0 autorizzato al rising, nessun ritardo è previsto, ci richiami per la discesa.
    – Nessun ritardo è previsto, richiameremo
    Quasi nello stesso momento a Marsala in un sito radar della Difesa Aerea, due uomini, un sottufficiale e un ufficiale, sono davanti allo schermo alla console del radar e uno fa all’altro: sta a vedere che quello dietro, mette la freccia e sorpassa.
    A bordo di quell’aereo la scatola nera, Voice Flight Recorder, registra l’ultimo frammento di conversazione in cabina di pilotaggio, è una parola spezzata: “ u… a… pp”
    – Itavia otto sette zero, quando pronti autorizzati ad uno zero, richiamate lasciando due cinque zero, attraversando uno cinque zero.…
    Itavia otto sette zero
    …Itavia otto sette zero
    …India Hotel otto sette zero qui Roma… ricevete?…
    India Hotel otto sette zero, qui Roma, ricevete? …
    Palermo, fammi una cortesia, l’India Hotel otto serre zero, è con te per caso? ….

    …… a me non interessa chi è stato, non è compito mio, io so solo che ho perso una amica!!!
    Il un dedalo di percorsi tra i blocchi di cemento in memoria

    Laura Giulia D’Orso

  • UNEBA e Luca Moroni dell’Hospice di Bià:  “Un passo avanti per le cure palliative lombarde”

    UNEBA e Luca Moroni dell’Hospice di Bià: “Un passo avanti per le cure palliative lombarde”

    Luca Degani di UNEBA Lombardia: “Questa notra rientra in un percorso in cui la logica di rappresentatività del sistema sociosanitario non può limitarsi al mondo degli anziani, coinvolge la disabilità, la salute mentale , le dipendenza, lo stesso mondo minorile sul tema della neuropsichiatria infantile. Per questo abbiamo voluto ribadire come le cure palliative non sono il “diritto di alcuni” e la lettura dei bisogni necessiti di una trasversalità anche dei modelli organizzativi e della piena collaborazione
    Tra le diverse rappresentanze”.

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LOMBARDIA – Prendere in carico più pazienti, rispondere ad un bisogno che cresce e contribuire nel contempo al raggiungimento di uno degli obiettivi più rilevanti del PNRR. Sono queste le ragioni che hanno portato Regione Lombardia ad approvare l’8 agosto la Delibera di Giunta numero 850 che rende più flessibili e quindi più efficienti le modalità con cui sono erogate le cure palliative a domicilio.
    Si tratta di una prima risposta alle istanze che FCP, UNEBA, SICP e ARIS avevano portato all’attenzione delle istituzioni regionali nell’ambito di un convegno organizzato il 9 novembre scorso a Milano. In quell’occasione le quattro Associazioni avevano illustrato un programma di proposte organizzative utili e necessarie per fare fronte alle nuove sfide e ai mutati bisogni di salute della popolazione lombarda. L’invecchiamento della popolazione, unito ad una maggiore conoscenza del valore delle cure palliative, sta infatti determinando una progressiva crescita della domanda di cura da parte di una popolazione anziana, affetta da malattie inguaribili in fase avanzata.
    Con 75 Hospice e 131 Unità di cure palliative domiciliari la Lombardia può contare su un sistema specialistico di cure palliative solido e strutturato. Nel 2021 sono stati 13.277 i pazienti che hanno potuto accedere agli Hospice mentre 17.301 hanno ricevuto a casa le cure necessarie per affrontare nel modo migliore possibile le ultime fasi dalla malattia. Si tratta di risultati importanti, esito di una sinergia tra pubblico e privato che vede protagonista il mondo del terzo settore e del volontariato, in un contesto pensato per promuovere tempestività, continuità e qualità delle cure.
    Con le nuove regole, introdotte grazie alla delibera 850, a partire da 1 gennaio 2024 saranno maggiormente valorizzati gli infermieri e le altre figure professionali quali psicologi, assistenti sociali, fisioterapisti e OSS; le equipe domiciliari potranno inoltre programmare con maggiore elasticità, in base alle esigenze del singolo paziente, gli accessi a domicilio dei medici palliativisti.
    Siamo ancora lontani dalle performance previste dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e dalla legge 197 del 29-12-2022. Le Regioni sono infatti chiamate a programmare lo sviluppo di Reti di cure palliative in grado di assistere almeno il 90 per cento del bisogno potenziale. Si tratta di un traguardo ambizioso ma raggiungibile. Le risorse del PNRR destinate alle cure domiciliari sono un’occasione straordinaria ma affinché siano utilizzate al meglio occorrono ulteriori riforme, per questo FCP e UNEBA hanno formulato alcune proposte operative coerenti con i documenti programmatori di Regione Lombardia: la tecnologia dovrà consentire di integrare le liste d’attesa degli Hospice e di introdurre la telemedicina a domicilio, bisogna portare le “consulenze di cure palliative” negli ospedali, assicurare l’accesso alle prestazioni specialistiche per gli ospiti delle strutture sociosanitarie per anziani e disabili. Occorre sviluppare al più presto la Rete delle cure palliative pediatriche ed è indispensabile adeguare i sistemi di remunerazione per garantire la continuità e la stabilità degli Hospice, oggi fortemente a rischio.
    Le cure palliative Lombarde sono considerate un esperimento tra i più riusciti di sussidiarietà e integrazione tra ospedale e territorio e tra pubblico, terzo settore e volontariato, con il coinvolgimento della società civile. Il loro ruolo, nel complesso del sistema sociosanitario, sta però rapidamente mutando. Lo sviluppo, relativamente recente, delle cure palliative italiane origina infatti da ragioni di tipo etico e valoriale, connesse all’affermarsi di diritti, per troppi anni negati, ad una popolazione di malati particolarmente fragile e sofferente. Pur mantenendo intatta la spinta valoriale le cure palliative si propongono oggi come il paradigma di una medicina moderna e coerente con i nuovi bisogni dei cittadini italiani. L’invecchiamento e la conseguente prevalenza delle malattie croniche rende necessario lo sviluppo di modalità di presa in carico basate sulla tutela della qualità della vita, la dignità, la comunicazione, la condivisione dei percorsi di cura da parte di equipe capaci di integrare professioni diverse, di valorizzare le risorse famigliari e delle comunità locali. I benefici su un Sistema Sanitario oppresso dalle liste d’attesa e dalla carenza di personale saranno certamente positivi e rilevanti.
    La Dgr 850 consente di fare un passo avanti su un sentiero che dovremo percorrere con determinazione: la tempestività e l’urgenza sono imposte non solo dai ben noti vincoli del PNRR ma soprattutto dalla velocità con cui cambiano i bisogni di cura degli italiani e dei lombardi.

    Luca Moroni
    Federazione Cure Palliative – Coordinatore Lombardo
    Uneba Lombardia – Coordinatore Commissione Cure Palliative

  • Varesotto: arrestato per stalking nei confronti della moglie nella casa di villeggiatura in Valle d’Aosta

    Varesotto: arrestato per stalking nei confronti della moglie nella casa di villeggiatura in Valle d’Aosta

    Un uomo di 44 anni è stato arrestato per atti persecutori ai danni dell’ex moglie.

    AOSTA/VARESE – I fatti sono avvenuti nel primo pomeriggio di sabato scorso a Brusson, dove i due – residenti a Varese – possiedono una casa di villeggiatura. Nonostante il divieto di avvicinamento, l’uomo – hanno ricostruito gli inquirenti – è entrato nell’abitazione: la donna, vedendolo e sentendosi tormentata, ha chiamato i carabinieri. L’ex marito è stato quindi arrestato e al momento si trova in carcere, in attesa dell’udienza di convalida (pm Luca Ceccanti) attesa domani in tribunale ad Aosta.

  • Tabaccaia uccisa: autore gia’ arrestato per rapina a Milano. Si tratta di un marocchino già espulso dal nostro Paerse

    Tabaccaia uccisa: autore gia’ arrestato per rapina a Milano. Si tratta di un marocchino già espulso dal nostro Paerse

    Era stato gia’ arrestato nel 2018, per una rapina commessa a Milano, Redouane Moslli, il 43enne di origine marocchina, accusato di aver ucciso a coltellate lunedi’ mattina Francesca Marasco, 72 anni, titolare di una rivendita di tabacchi a Foggia, assassinata nel suo negozio.

    MILANO – L’uomo, nel corso dell’interrogatorio, ha ammesso le sue responsabilita’ anche se ha sostenuto che non voleva uccidere la donna ma solo spaventarla. Intanto, i carabinieri, in una conferenza stampa stamane alla presenza del procuratore capo di Foggia Ludovico Vaccaro, hanno evidenziato la difficolta’ delle indagini. Sia perche’ l’uomo solo da luglio si trovava a Foggia e sia per la mancanza di telecamere. Gli investigatori hanno visionato le immagini riprese da 25 telecamere, la maggior parte private, per un totale di 50 ore di video. “Insisto da tempo”, ha detto Vaccaro, “sulla necessita’ di incrementare le videocamere pubbliche e private, le uniche che hanno consentito di arrivare all’individuazione del presunto colpevole, sollecitando anche l’attenzione delle associazioni di categoria sulla installazione presso gli esercizi commerciali delle videocamere. Foggia e’ una citta’ insicura, poco illuminata soprattutto in alcune zone e questo determina la difficolta’ nel reprimere reati anche minori come i furti di auto. Questo alimenta ancor piu’ l’assenza di collaborazione da parte dei cittadini. C’e’ necessita’ di potenziare il sistema di videosorveglianza pubblico e privato”.
    Redouane Moslli, su cui pendeva un decreto di espulsione, dopo essere stato in Lombardia si era trasferito in Sardegna, a Napoli e a luglio scorso era giunto nel Foggiano, in particolare, a Torremaggiore, dove lavorava come bracciante agricolo.