Autore: Redazione Online

  • Due monzesi in vacanza in Romagna indagati per violenza sessuale

    Due monzesi in vacanza in Romagna indagati per violenza sessuale

    Un incontro con un ragazzo a Milano Marittima, sul litorale ravennate, che si è trasformato in un abuso da parte del giovane e di un suo amico. È quanto una 20enne di Ravenna ha denunciato ai carabinieri.

    MONZA MB – Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, i due ragazzi – di 32 e 34 anni, entrambi residenti nella provincia di Monza-Brianza – sono stati indagati a piede libero per violenza sessuale di gruppo.

    Tutto sarebbe cominciato dall’incontro in un locale della zona tra uno di loro e la 20enne. Dopo una notte nella stanza d’albergo del giovane, all’alba, quando lei ha preso sonno, anche il secondo avrebbe cercato di approcciarla determinando la reazione della ragazza che si è messa a urlare fuggendo fino al proprio hotel e chiamando poi i militari, i quali in breve hanno rintracciato e identificato i due sospettati.

  • La finale di Champions a San Siro? Un indotto da 34 milioni di euro per Milano

    La finale di Champions a San Siro? Un indotto da 34 milioni di euro per Milano

    La Confcommercio di Milano ha stimato quale potrebbe essere l’indotto per Milano quando la città ospiterà la finale di Champions League nel 2026 o del 2027, si tratta di 34 milioni di euro

    MILANO – “Se oggi dovessimo fare una previsione per il 2026 o 2027, potremmo ragionevolmente calcolare un indotto stimato intorno ai 34 milioni di euro, considerando anche i tifosi in arrivo dall’estero e considerando pernottamenti, shopping e trasporti – ha spiegato sulle sue pagine social il segretario generale della Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza Marco Barbieri -. L’idea di ospitare a San Siro la finale è sicuramente una notizia più che positiva per Milano, soprattutto in un periodo in cui la legacy delle Olimpiadi sarà ancora forte e viva”. Per la semifinale di Champions giocata qualche mese fa a Milano tra Inter e Milan “avevamo calcolato una ricaduta positiva per i locali del centro un incremento del 20%, concentrato nella fascia del pranzo fino a metà pomeriggio -ha aggiunto -.

    Negli alberghi dell’area più vicina allo stadio la percentuale di occupazione delle camere cresceva fortemente: dal 70 ad oltre il 90%, fino al 100% in alcuni casi. Indotto favorevole anche nelle principali vie dello shopping”. Ospitare la finale sarà “un’altra grande occasione per dimostrare le grandi qualità di Milano, un’altra grande occasione in cui le imprese saranno in prima linea”, ha concluso.

  • Agricoltura. Risorsa idrica & crisi climatica. La ‘due giorni’ di Parma

    A Parma le giornate dell’acqua 2023

    PARMA – Si è svolta a Parma, presso la Casa della Musica (in Piazzale San Francesco, 1), una due giorni promossa dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, in collaborazione con l’Associazione Nazionale per il Clima Globe Italia, sul tema della gestione sostenibile della risorsa idrica in relazione agli effetti dei cambiamenti climatici. L’iniziativa Acqua – Fronte comune contro la crisi climatica si è conclusa sabato 15 luglio con la sessione mattutina Acqua, Energia, Infrastrutture e Cambiamento climatico.
    L’ente organizzatore intende rendere questo appuntamento ricorrente; la volontà dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po è quella di istituzionalizzare un momento di studio e confronto che possa essere di riferimento per tutto il Paese, stimolando un approccio unitario rispetto alle sfide sul fronte climatico, che vedranno coinvolto il Pianeta nei prossimi decenni.

  • RSA in Lombardia: le regole che la Regione deve (dovrebbe) cambiare – Di Carlo Borghetti

    RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO – Gentile Direttore,
    mentre la tragedia dell’incendio nella RSA di Milano riempie ancora i giornali, e lo strazio è ancora forte in tutti noi per le vittime e i feriti, si moltiplicano i commenti intorno al tema dell’assistenza alle persone anziane non autosufficienti.

    Premesso che si deve lavorare sulla intera filiera dell’assistenza (che oggi non esiste), dall’assistenza familiare con badanti all’assistenza domiciliare integrata e agli appartamenti protetti, dai centri diurni integrati alle residenze sanitarie assistite e agli hospice, voglio soffermarmi su qualche breve considerazione intorno alle RSA.

    Ritengo che il dibattito “pro o contro” le RSA sia piuttosto surreale: il problema è “quale” RSA vogliamo, non se sia possibile farne a meno, dato che gli ospiti realmente “da RSA” non potrebbero essere assistiti diversamente, e solo una piccola quota di attuali ospiti (sempre più esigua) potrebbe essere assistita in servizi domiciliari appropriati.

    Oggi che succede nelle RSA in Lombardia?

    Si lamentano gli ospiti e le loro famiglie, e hanno ragione: le rette sono mediamente troppo care e i servizi non sempre di qualità adeguata; si lamentano i lavoratori, e hanno ragione: sono pagati troppo poco e il loro numero è spesso insufficiente per il carico di lavoro necessario; si lamentano i gestori, e hanno ragione: i loro bilanci sono in ginocchio (per i sovracosti portati dal Covid, il caro bollette e l’inflazione) e i contributi regionali sono praticamente fermi da anni.

    Le regole per l’assistenza, che sono definite dalla Regione per legge, sono state fissate oltre vent’anni fa e sono ormai superate: prevedono 901 minuti settimanali di assistenza per ciascun ospite, da erogare complessivamente attraverso medici, infermieri, OSS, ASA, fisioterapisti ed educatori, senza specificare quant’è il tempo minimo che ciascuna di queste figure deve garantire. E così ci sono strutture che hanno un medico ogni 40 ospiti e altre che ne prevedono uno per 120 ospiti o più, ad esempio, ma tutte ricevono i medesimi contributi regionali pro-ospite.

    Inoltre 901 minuti a settimana non bastano più, perché gli ospiti sono decisamente peggiorati nelle condizioni di salute che si registrano all’ingresso in RSA rispetto a venti o più anni fa, e dunque il mix di operatori non può essere lasciato indefinito e -peggio- tendere al ribasso. E in effetti molte RSA superano i 1100 minuti settimanali di assistenza, ma ricevono gli stessi contributi regionali di chi eroga 901 minuti.

    La Regione riconosce dunque i medesimi contributi pro-ospite alle RSA indipendentemente dal mix di operatori in servizio e dai minuti di assistenza garantiti: una regola ingiusta, evidentemente da rivedere.

    Anche gli standard strutturali sono definiti per legge dalla Regione e sono oggi superati, a oltre vent’anni dalla loro definizione, perché non rispondono più alle attuali esigenze di un’assistenza di qualità, che dovrebbe dedicare più spazi per la socialità degli ospiti (come i soggiorni) e garantire al contempo anche spazi adeguati per la loro privacy (abbassando il numero medio di persone per camera). Ma oggi le regole regionali non tengono conto di queste esigenze nell’autorizzare le strutture e nel definirne i contributi.

    Circa la retta pagata dagli ospiti o dalle famiglie, la legge prevede che questa vada a coprire i costi assistenziali ed alberghieri, e non vada a coprire i costi dell’assistenza sanitaria (LEA), che deve essere a carico del Servizio Sanitario. In Lombardia, invece, non è così: una parte sempre crescente delle rette va a coprire parte dei costi sanitari dell’assistenza, con il paradosso che se un anziano riceve assistenza sanitaria in ospedale ovviamente non la paga, ma se la riceve in RSA se ne paga un pezzo, anche se non dovrebbe essere così. In questo caso le regole non vanno cambiate, ma vanno applicate.

    Come si può fare dunque un passo avanti rispetto a queste problematiche che riguardano le RSA lombarde, mentre parallelamente ci auguriamo finalmente si sviluppi, anche grazie al PNRR, una vera filiera di servizi dal domicilio all’hospice?

    Servono a mio parere quattro azioni urgenti, tutte di competenza proprio della Regione (rispetto alle quali abbiamo depositato più volte le nostre proposte):

    1. definire nuovi standard regionali gestionali e strutturali per adeguarli alle attuali esigenze degli ospiti e migliorare la qualità assistenziale;

    2. correlare il contributo che la Regione dà alle RSA a parametri qualitativi del servizio, superando l’attuale calcolo pro-ospite;

    3. introdurre criteri di accreditamento che premiano le strutture che calmierano le rette e che migliorano le condizioni contrattuali applicate al personale;

    4. aumentare molto significativamente nel bilancio regionale il budget dedicato all’assistenza degli anziani non autosufficienti in RSA.

    Ovviamente le prime tre azioni dipendono in parte dalla quarta, e da anni lo diciamo, inascoltati, anche alla discussione di ogni Bilancio regionale: mentre il bisogno di servizi sociosanitari per minori, persone anziane o con disabilità cresce di anno in anno, la Regione sbaglia a continuare a dedicare la stessa quota di Bilancio per i servizi sociosanitari che dedicava quarant’anni fa, cioè solo il 10% di quanto stanzia per tutti i servizi per la Salute. Troppo poco.

    “Non ci sono soldi”, qualcuno dirà a Palazzo Lombardia, ma la mia risposta qui è triplice:

    1. più si investe nei servizi sociosanitari, più si prendono in carico le persone al manifestarsi della non autosufficienza, meno si spenderà poi nel servizio sanitario, evitando che queste persone finiscano in ospedale dove “costano” molto molto di più: dunque aumentando il budget dei servizi sociosanitari si risparmia in proporzione molto di più in Sanità;

    2. la salute in generale e la salute dei nostri anziani è una priorità, e deve essere dunque anche una priorità di Bilancio;

    3. deve aumentare in modo cospicuo il Fondo Sanitario Nazionale, aumentando così la quota-parte che viene trasferita alle Regioni.

    Purtroppo nel Documento di Economia e Finanza approvato ad aprile dal Governo si rilevano però previsioni di definanziamento del nostro servizio sanitario drammatiche, data la crisi attuale del sistema: al contrario di quanto ci eravamo sentiti dire in campagna elettorale lo scorso settembre, infatti, si prevede un rapporto spesa sanitaria/PIL che scende dal 6,9% del 2022 al 6,2% nel 2025, mentre il target europeo cui dobbiamo puntare deve superare il 7%.

    L’incendio di Milano chiede lutto, necessita di chiarire al più presto l’accaduto e le responsabilità, ma deve anche spingere la Regione e le altre istituzioni coinvolte a fare un deciso passo avanti per migliorare l’assistenza degli anziani in RSA, tutelare i lavoratori e sostenere i gestori che lo meritano: se non ora, quando?

    Carlo Borghetti
    Consigliere regionale della Lombardia Capogruppo PD in Commissione Sanità

  • Natura, Brughiera di Malpensa: “Il governo rispetti il parere epresso dagli organi dello stato e tuteli l’habitat”

    FAI, Legambiente, LIPU, WWF: “Ignorando la valutazione d’impatto ambientale si rischia una procedura d’infrazione”

    MALPENSA VA – “Ad un mese dalla pubblicazione del parere della Commissione Via, che vieta l’espansione dell’aeroporto nell’area della brughiera di Malpensa, abbiamo ascoltato veramente di tutto. È necessario fare chiarezza, anche per evitare che l’Italia sia posta sotto procedura d’infrazione”.

    Lo affermano Lipu, WWF, Legambiente e Fai, che da anni difendono questo habitat, rispondendo ai commenti arrivati, nelle ultime settimane, da parte del mondo della politica e di alcune associazioni di categoria.

    “Abbiamo letto tantissime dichiarazioni in favore dell’aeroporto e della sua crescita,” – affermano le associazioni ambientaliste. “Non è invece stata spesa una sola parola su paesaggio, biodiversità, salute, rumore, e cioè sui temi centrali del parere della Commissione Via. Insomma, nonostante si sia fatto un gran parlare di sostenibilità, viene da chiedersi a quale sostenibilità ci si riferisca. A questo punto, ci pare evidente che le 274 pagine redatte dalla Commissione non siano state lette con la dovuta attenzione, o addirittura, siano state ignorate”.

    “Nel testo,” spiegano le associazioni, “si parla infatti di un progetto lacunoso nella valutazione degli impatti sull’ambiente e sul benessere della popolazione, incompleto in molte sue parti, di una concertazione mancata nei confronti di cittadini, associazioni e dello stesso Parco del Ticino (all’interno del quale Malpensa si sviluppa interamente), oltre che di un’insufficiente valutazione del paesaggio e del valore storico ed archeologico dell’area.”

    “La Commissione è entrata anche nel merito delle misure di compensazione ambientale che erano state proposte, giudicandole inadatte a ripagare la perdita di un ambiente tanto prezioso. Sembra inverosimile che ora siano associazioni e cittadini a dover richiamare pezzi dello Stato e del Governo al rispetto di altri, importantissimi, organi dello Stato”.

    Il parere non deriva infatti dalla posizione di una parte politica o di un segmento della società civile, ma viene espresso sulla base di norme e regole ben precise dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e dal Ministero della Cultura.

    Peraltro, si ricorda che nel suo complesso il Masterplan 2035 di Malpensa è stato approvato e lo scalo potrà dunque crescere – con uffici, terminal, hangar, hotel – all’interno del sedime aeroportuale. Lo sviluppo dell’aeroporto quindi può e deve avvenire senza intaccare direttamente habitat prioritari a livello comunitario.

    Questa è infatti la brughiera più meridionale d’Europa: ospita specie rare e fornisce servizi ecosistemici importanti alla popolazione locale, che la ama e la vive. “Proprio pochi giorni dopo il sì dell’Europarlamento alla Restoration Law – nuova importantissima legge sul ripristino degli habitat – sarebbe opportuno iniziare a muoversi velocemente, prima di incorrere in una procedura di infrazione: recepire il parere delle Commissione Via e lavorare affinché la brughiera diventi parte della rete Natura 2000, come da anni chiedono le associazioni locali, il Parco del Ticino e tantissimi cittadini”.

  • I Comitati No Tangenziale: sulla Vigevano Malpensa l’Europa vigilerà sulla Superstrada nel Parco del Ticino

    Rimane aperta la petizione n. 0090/2017 dei Comitati No Tangenziale del Parco del Ticino e del Parco Agricolo Sud Milano per la cancellazione della Vigevano-Malpensa.

    Bruxelles, come chiesto da Maria Angela Danzì, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, valuterà la “legittimità rispetto alla compatibilità con le normative europee” della superstrada sulla quale insistono Regione e attuale governo. Il 18 gennaio 2023, in Conferenza dei Servizi convocata presso la Regione Lombardia, il Commissario straordinario di Anas aveva comunicato l’intenzione di andare avanti e l’aumento del costo dell’opera, passata da 220 a 328 milioni di euro. “Con l’insediamento del commissario governativo e le ultime dichiarazioni di componenti dell’attuale governo, è stato cancellato completamente il progetto di revisione dell’opera e si è tornati ad un progetto che sarà devastante per il territorio, che andrà contro i goal europei che puntano su sostenibilità e tutela delle attività agricole d’eccellenza oltre che ad una riduzione del consumo di suolo per centrare gli obiettivi a lunga scadenza del 2030 e 2050 tracciati dalla Commissione con la Strategia del suolo per il 2030”, ha affermato Danzì nella sua relazione alla Commissione PETI, di cui è membro.

    “La Corte di giustizia dell’Unione Europea ha sanzionato l’Italia per il mancato rispetto ‘sistematico e continuativo’ del valore limite annuale fissato per il biossido di azoto e, ancora prima, l’Italia ha violato ripetutamente i valori limite di PM10 nell’aria”, ha ricordato in audizione il sindaco di Albairate, Flavio Crivellin, che ha proseguito “rispetto alla realizzazione di una nuova superstrada in un’area verde, è prioritario investire sulle infrastrutture stradali già esistenti e sul trasporto pubblico che devono soddisfare l’esigenza di pendolarismo lavorativo, studentesco e turistico, nonché a servizio del trasporto delle merci”.

    In Commissione Petizioni è intervenuto anche il sindaco di Cassinetta di Lugagnano, Domenico Finiguerra, che ha puntato l’indice sull’”irreversibile danno per il sistema idrico, si aggiungerà una ferita grave al patrimonio di biodiversità rappresentato dal Parco del Ticino, Riserva della Biosfera, sottoposta alla tutela del programma Mab, Man and Biosphere dell’Unesco”. Al mancato rispetto dell’opera degli obiettivi del Green Deal ha fatto riferimento anche Finiguerra e gli altri proponenti la petizione intervenuti in Commissione: Dario Olivero, in rappresentanza degli agricoltori, e Agnese Guerreschi, prima firmataria.

  • Con Caronte torna d’attualità la questione della regolazione del Lago Maggiore

    In un convegno gli esiti del progetto Interreg ParchiVerbanoTicino

    CAMERI NO – Il Progetto PARCHIVERBANOTICINO, finanziato nell’ambito del Programma Interreg V A Italia-Svizzera 2014-2020, ha coinvolto un importante partenariato, tra cui il Consorzio del Ticino, che regola i livelli del Lago Maggiore, e il Parco Lombardo della Valle del Ticino con l’obiettivo di monitorare gli effetti sull’ambiente della gestione idrica del Verbano. Gli esiti di progetto e il lavoro svolto a partire dal 2019 sono stati presentati nel corso di un convegno tenutosi a Cameri (NO).

    Dallo svolgimento dei lavori è emersa evidente la necessità di contemperare tutti gli interessi in gioco se si considera la complessità di un sistema che ricomprende parti di due Stati differenti, Italia e Svizzera, e all’interno dello stesso Paese due regioni distinte, Lombardia e Piemonte; a valle di questo vi è poi il distretto del Po con tutta la sua ricchezza e specificità.

  • Rubano (pure) a casa della ex velina Ludovica Frasca, Decorambo sbotta: Milano come Gotham

    MILANO «Ho letto sui social che la ex velina Ludovica Frasca, che si è assentata solo un’oretta dalla propria abitazione di Milano, quando è tornata ha trovato la stessa a soqquadro e derubata. La showgirl ha inoltre affermato che “Milano è la città più insicura d’Italia, era una città bellissima e una città sicura, adesso è allo sbando. Però dai, ringraziamo tutti almeno andiamo a camminare nel quadrilatero senza le macchine. A noi ce ne frega ben poco che il quadrilatero sia pedonale quando abbiamo i vandali per strada e abbiamo paura a uscire in un pomeriggio come tanti”.

    Dopo i dati dello scorso autunno del Sole24ore e dopo le affermazioni dell’influencer Chiara Ferragni, oggi anche l’ex Velina ha denunciato che la nostra città è la più pericolosa d’Italia! Questa, purtroppo, è la città amministrata da oltre 12 anni dalla Sinistra che, nonostante i continui furti, aggressioni, violenze, stupri e rapine si ostina ad ammettere che siamo in piena emergenza sicurezza e, sia Granelli che Sala, continuano a non supportare Carabinieri e Polizia di Stato con i vigili, che in città sono dei veri e propri “fantasma” ed appaiono solamente quando si verificano incidenti o ci sono da fare multe! Sindaco e Assessore alla Sicurezza, che si ostinano a non ammettere la pericolosità, sono i primi responsabili di tanta insicurezza nel capoluogo lombardo»!

    Così l’On. di Fratelli d’Italia, Vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera, membro della Commissione d’inchiesta alla Camera per la sicurezza e il degrado delle periferie italiane ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato, sulle dichiarazioni odierne dell’ex velina Ludovica Frasca in seguito al furto subito nella sua abitazione milanese.

  • Volo salvavita per un 14enne da Catania a Milano, ancora con l’Aeronautica Militare

    MILANO Volo salva-vita per un quattordicenne trasferito da Catania a Milano conun Falcon 900 del 31° Stormo dell’Aeronautica militare.

    Il giovane paziente, precedentemente ricoverato presso il Presidio ospedaliero ”Sant’Elia” di Caltanissetta, necessitava di specifiche cure ed è per questo che la Prefettura di Caltanissetta ha richiesto l’immediato e tempestivo intervento dell’Aeronautica per consentire il ricovero del ragazzo presso l’Istituto Neurologico ”Carlo Besta” di Milano. La missione di volo è stata effettuata da un equipaggio dell’Aeronautica Militare in pronto intervento presso l’aeroporto militare di Ciampino. E’ da qui infatti che il Falcon 900 Easy è decollato alla volta dell’aeroporto siciliano, dove il paziente, precedentemente giunto con eliambulanza all’aeroporto di Catania-Fontanarossa, è stato imbarcato sul Falcon, accompagnato dai suoi genitori e da un’équipe medica. Ripartito da Catania intorno alle 12.30, l’aereo è atterrato a Linate poco dopo le 14. Qui un’ambulanza lo ha subito trasportato presso l’Ospedale di destinazione, mentre il Falcon 900 Easy ha fatto rientro a Ciampino, riprendendo la prontezza operativa a favore della collettività. Il trasporto d’urgenza è stato attivato su indicazione della Sala situazioni di vertice del Comando Squadra aerea dell’Aeronautica militare che ha, tra i propri compiti, anche quello di gestire questo tipo di emergenze.

  • Legnano, sui contratti di Amga Sport l’attacco della CGIL

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

    LEGNANO Abbiamo letto su alcuni media locali un comunicato stampa nel quale Amga Sport definisce che la nostra richiesta di intervento ad INPS, INAIL e Ispettorato del Lavoro sia basata su “ informazioni distorte, fuorvianti e, comunque sia, non corrette in fatto e in diritto.”

    Premesso che forse sarebbe più opportuno che il management di Amga Sport spiegasse alla cittadinanza perché sia finita in liquidazione un’azienda di proprietà al 100% del gruppo Amga Legnano Spa (società partecipata pubblica), ma questa è un’altra storia su cui non spetta a noi intervenire.

    Come sindacato abbiamo invece i compito e la possibilità, se vediamo comportamenti nei confronti di lavoratori o contratti che riteniamo irregolari di richiedere agli organi preposti di verificarli
    Questo a meno che Amga Sport voglia vietare al sindacato di svolgere la propria funzione a oltre che dei lavoratori dipendenti anche dei lavoratori cosiddetti atipici come quelli sportivi.
    Nel merito di quanto avvenuto in Amga noi abbiamo richiesto un ispezione ad INPS, INAIL e Ispettorato del Lavoro per verificare se i contratti stipulati dalla società sin dal 2006 siano regolari oppure no, se vi sia stata evasione contributiva oppure no.
    Saranno INPS, INAIL e Ispettorato del Lavoro a verificare la correttezza dell’operato di Amga Sport e non di certo il comunicato stampa della stessa Amga Sport.

    Riteniamo irregolari i contratti stipulati da Amga Sport perchè:
    1°- Se in passato, all’epoca della stipula di primi contratti 2006, poteva esserci un’interpretazione diversa delle normative sull’applicabilità o meno dei contratti di collaborazione sportiva nel settore, a partire dalla seconda metà del decennio 2010-2020 si sono succedute sentenze, prima di Primo Grado e poi di Corti di Appello, e infine di Corte di Cassazione che ritenevano irregolare per le società fruire delle condizioni previdenziali previste per i Collaboratori Sportivi e le condannavano le società sportive a rifondere i contributi non versati: in presenza di una attività sportiva dilettantistica svolta a titolo oneroso, con continuità, in maniera professionale, i compensi sportivi dilettantistici di cui all’articolo 67, comma 1, lett. m), Tuir non possano essere riconosciuti.
    2°- In tutti i casi in cui i lavoratori inquadrati come collaboratori sportivi si sono rivolti agi uffici vertenza sindacali ed hanno iniziato vertenze nei confronti dei datori di lavoro, la scelta delle società sportive è stata quella di non andare a giudizio, ma di conciliare in sede stragiudiziale riconoscendo ai lavoratori tutto o grossa parte di quanto dovuto per anni di inquadramento non corretto. In un caso, qui vicino a Busto Arsizio, la società Sport Management che ha preferito andare a giudizio ed è stata condannata dal Tribunale a risarcire 100 mila euro ad un dipendente inquadrato come Collaboratore Sportivo. Vedi Varese News del 9 settembre 2022.
    3° – Sono ormai decine le sentenze di Corte di Cassazione che hanno ribadito che la collaborazione sportiva dilettantistica non può essere applicata a chi svolge l’attività sportiva “per mestiere”, cioè in maniera professionale, seppur in un settore formalmente dilettantistico.

    Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, tre indizi fanno una prova scriveva Agatha Christie.

    Come Nidil-Cgil e Camera del Lavoro Ticino Olona, dopo aver richiesto inutilmente ad AMGA SPORT, ad AMGA Legnano SPA di regolarizzare la situazione dei lavoratori inquadrati come Collaboratori Sportivi, abbiamo richiesto ad INPS, INAIL e Ispettorato del Lavoro una verifica ispettiva e il nostro ufficio vertenze di Legnano sta assistendo lavoratori che hanno operato nelle piscine gestite da Amga Sport.

    Saranno quindi gli organi ispettivi degli enti interessati e la magistratura a definire se il comportamento di Amga Sport sia stato in questi anni corretto o meno.

    Come sindacato noi siamo ovviamente disponibili a qualsiasi confronto pubblico su questi temi Amga Sport, Amga Legnano SpA ritenessero utile.

    L’interesse della CGIL e delle sue categorie è quello di tutelare lavoratori, non solo quelli dipendenti da grosse aziende sindacalizzate, ma anche di coloro che per potersi mantenere svolgono lavori, precari e atipici e compresi i lavoratori autonomi P.IVA.

    Per questo abbiamo sollecitato una visita ispettiva ad AMGA SPORT e così faremo in tutti i casi nei quali ci vengano segnalate irregolarità che le aziende non vogliano sanare attraverso un serio e proficuo confronto sindacale, che per noi è sempre la modalità migliore per tutelare gli interessi dei lavoratori.

    CGIL Ticino Olona NIDIL-CGIL Ticino Olona