RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – Presentazione del nuovo presidente e direttivo
Anzitutto ringraziamo di cuore il presidente uscente socio fondatore della Lista, Cosimo Delluniversità, che ha deciso di fare un passo indietro, pur mantenendo fermo il proprio impegno con il nostro sodalizio. È grazie prima di tutto all’impegno di Cosimo degli altri fondatori se questa realtà politica esiste e sin dalla sua nascita ha ottenuto un significativo consenso presso gli abbiatensi. Per onorare la fiducia di chi ci ha votato, abbiamo cercato in questo anno e mezzo di mandato all’opposizione abbiamo cercato di svolgere un ruolo tanto critico quanto propositivo, pur dovendo prendere atto, in questa seconda prospettiva, dell’atteggiamento spesso oltranzista della maggioranza.
Abbiamo intenzione naturalmente di proseguire in questa esperienza con spirito ancor più propositivo e essendo una realtà civica, non avendo la possibilità di appoggiarci ad una struttura politica già esistente, nella prospettiva di dare un’organizzazione alla attività della Lista, abbiamo deciso di formare un direttivo composto dal presidente Carlo Veronelli, dal vice presidente Paolo Gruppo, dal Presidente uscente Cosimo Delluniversità, dai consiglieri comunali Matarazzo, Fossati, Sfondrini e dal tesoriere Antonio Mastronicola. Ci sembrava doveroso dare evidenza di questa scelta.
Abbiamo anche ritenuto opportuno, ad oltre un anno e mezzo dall’insediamento dell’amministrazione esprimere alcune considerazioni circa lo stato di Abbiategrasso e l’operato dei suoi amministratori. Le cose da dire sarebbero molte, e spesso non lusinghiere, pertanto ci limitiamo a evidenziare tre temi, sui quali già siamo intervenuti e nel prossimo futuro intendiamo focalizzare particolarmente la nostra attenzione:
Raddoppio ferroviario e ‘grandi opere’
In campagna elettorale (ed anche ultimamente) il sindaco Nai si è presentato come l’uomo del fare e del sì senza se e senza ma alle opere infrastrutturali incidenti sul nostro territorio, la strada Mortara-Malpensa e il raddoppio in ambito urbano della linea ferroviaria.
Diciamo che, anche alla luce della cronaca recente, l’amministrazione si è mostrata inadeguata senza se e senza ma. Le premesse erano comunque in questo senso, perché in realtà Nai ha cercato il consenso sulla promessa di realizzare opere che, per iniziativa, competenza e finanziamenti, erano e sono di pertinenza di enti sovracomunali, ed in relazione alle quali il Comune poteva solo esprimere la propria valutazione in termini di ricadute sul tessuto urbano e sulla qualità della vita degli Abbiatensi. Ma questa azione, che sarebbe stata facilitata anche dalla sostanziale comune appartenenza politica di tutti i soggetti coinvolti, non è stata di fatto posta in essere, come la disarmante disamina fatta dall’Assessore Albetti del rapporto con RFI nel corso della conferenza stampa della scorsa settimana ha palesato.
Non solo l’amministrazione non è in grado di realizzare sinergie con Regione e Ministeri, pur governati dal centrodestra, dimostrando la sua totale irrilevanza politica, ma neppure dimostra di sapere cosa vuole ottenere e come ottenerlo. E questo vale non solo in termini di negoziazione delle caratteristiche dei progetti impattanti quale quello dell’attraversamento a raso della città, ma anche di capacità di informarsi per tempo del contenuto degli stessi. Per non parlare di capacità o volontà di coinvolgere opposizioni e cittadinanza, ad onta anche di decisioni in tal senso assunte in Consiglio comunale. La perdita dei fondi PNR e il rinvio sine die del raddoppio, anziché una sconfitta, viene addirittura rappresentato come un’opportunità per ragionare con più tempo.
In tema strade, non si è discusso neppure di interventi compensativi a fronte della realizzazione di un’opera altamente impattante in termini paesaggistici ed infrastrutturali.
Il silenzio dell’amministrazione è poi stato palese anche id fronte ai disservizi giganteschi di Trenord, che causano non solo disagi ormai, ma veri e propri danni ai lavoratori e agli studenti, che ogni giorno sono soggetti ai ritardi e cancellazioni, evidentemente i pendolari non sono nel radar dei nostri amministratori. La nostra lista civica si è impegnata senza riserve sul progetto del raddoppio, sia contribuendo insieme alle altre forze dell’opposizione al miglioramento del progetto di RFI, sia informando la cittadinanza al posto di un’amministrazione che nonostante si fosse impegnata a condividere con tutta la città, non ha mantenuto l’impegno vincolante preso in consiglio comunale.
IN punto, totalmente insoddisfatti, abbiamo effettuato un ulteriore (è il secondo) accesso agli atti per verificare lo stato di gestione della pratica ‘ferrovia’ nel corso degli anni, e ci riserviamo di intervenire nuovamente dopo aver esaminato il dossier.
Ospedale e pronto soccorso.
Altro tema caldissimo della campagna elettorale, con calate abbiatensi dell’allora Assessore Moratti, a promettere la imminente riapertura del Pronto Soccorso sapendo di mentire, poiché ben nota era la coscienza della mancanza presso l’Ospedale di Abbiategrasso dei servizi di reparto necessari per legge per l’apertura di un pronto soccorso. A fronte della falsità raccontata coralmente in campagna elettorale si è poi contrabbandato per pronto soccorso il punto di primo soccorso (e taciamo sulle differenze sostanziali tra i due presidi) che nei circa sei mesi della sua triste e breve vita è costato al contribuente ben 600.000 euro a fronte di … accessi, mentre i cittadini necessitanti interventi di PS sono stati costretti a recarsi (o sono stati trasportati nei casi più gravi) sempre e comunque fuori città. Ma v’è di più. Nel programma dell’amministrazione presentato a settembre 2022, il tema era del tutto omesso. Solo a fronte di un emendamento delle opposizioni il tema è stato discusso, ma anche in questo caso la maggioranza ha preferito non accogliere lo spunto offertole, ma formulare un proprio emendamento afferente non già il PS, ma il punto di primo soccorso.
La vicenda è emblematica anche in questo caso della incapacità o mancanza di volontà della maggioranza di tradurre in fatti quello che ha promesso a parole, più che la giunta del fare, è la giunta del promettere e sperare.
Emergenza educativa e sicurezza
Abbiamo lasciato per ultimo il tema a noi particolarmente caro e di maggiore attualità.
Sono notizie di questi giorni le continue scorribande di gruppi di ragazzini definiti ‘baby gang’, i vandalismi e le aggressioni immotivate a cittadini inermi.
È altresì continua la segnalazione di episodi di degrado (abbandono di rifiuti etc.) e maleducazione assortiti.
A fronte di queste notizie, si leggono sui social commenti come questo: “Se io fossi il proprietario di una di queste auto… meglio che scappano questi malviventi. È ora che abbiategrasso si da una svegliata…. GENITORI più ceffoni ai vostri figli…male non gli fanno anzi forse li raddrizzano….!!!!! Più telecamere in giro e più pattuglie di carabinieri in giro!!!!! Io ne ho fin sopra i capelli di leggere e vedere questo schifo…. per colpa di questi ragazzini che non hanno nulla da fare di meglio che rovinare e bullizzare la nostra città, perché la loro vita è uno schifo. Ora basta!!!!!”
Noi non pensiamo che i problemi si risolvano con ‘più ceffoni’, ma temiamo il proliferare di invocazioni di questo tenore – comprensibili solo nel substrato di frustrazione che palesano – possano sfociare in episodi di violenza.
Il silenzio dell’amministrazione sul punto è assordante, ma consono alla totale sottovalutazione del problema del degrado della convivenza civile nella nostra città e della gravità del problema educativo che ad esso è, almeno in parte sotteso.
Gli assessori alla partita tacciono, al punto che addirittura dai banchi della maggioranza si levano voci di sollecitazione.
Si parla di attenzione educativa, si propagandano conferenze interventi di autorevoli esperti che però ci sembrano, consentitecelo, abberratio ictus.
Si tratta di interventi rivolti a un pubblico che difficilmente intercetta nella sua azione il disagio profondo che è causa di certi comportamenti e che avrebbero senso solo se affiancati a programmi e interventi che siano traduzioni in concreto delle tematiche trattate. Ma in città questi interventi sono lasciati alle energie delle associazioni di volontariato, pensiamo da esempio all’associazione La Tribù guidata dalla nostra Gina Boarin, senza alcuna efficace regia da parte dell’amministrazione.
Amministrazione che per ragioni di bilancio (peraltro dovute a sue scelte improvvide, vedi il leasing a tasso variabile per la realizzazione della piscina e le necessarie variazioni di bilancio) aumenta di fatto i costi per i servizi parascolastici, riducendo di conseguenza le possibilità di accesso dei più bisognosi a questi servizi, che sono comunque di presidio. Con buona pace dei consiglieri di maggioranza che li considerano servizi non essenziali o che rifiutano l’idea di cercare occasioni di dialogo e confronto con coloro che utilizzano impropriamente gli spazi circostanti il castello perché “non parlano con chi non parla l’italiano”.
Su questo l’amministrazione è sorda. Non ha neppure risposto alle nostre sollecitazioni in termini d’esenzione dal canone per i redditi ISEE di fascia bassissime.
Ci si riempie la bocca di educazione e attenzione ai bisogni ma nulla di concreto si fa.