Autore: Redazione Online

  • Parabiago, rissa tra tifosi (di terza categoria…): 4 feriti

    Parabiago, rissa tra tifosi (di terza categoria…): 4 feriti

    PARABIAGO Quattro persone sono rimaste ferite al termine di una rissa tra tifosi, fuori dallo stato di Parabiago , dove domenica era in corso una partita di calcio di terza categoria. A quanto emerso, a pochi minuti dal fischio di inizio del match tra la San Lorenzo e la Sant’Ilario, alcuni tifosi si sono scontrati a colpi di spranghe e bastoni.

    Si tratta di due distinti gruppi, in totale una trentina di persone, parte della quale indossava felpe nere con il cappuccio alzato. A seguito della rissa sono rimasti feriti due uomini di 55 e 32 anni e due giovani di 19 e 16 anni. Sul posto sono intervenuti i soccorritori del 118 e i carabinieri. Le indagini sono in corso per risalire a tutti i partecipanti allo scontro, la maggior parte dei quali è fuggita poco dopo. Le persone ferite sono state ricoverate in diversi ospedali della zona. Nessuno sarebbe in grave condizioni, ma – scrive il quotidiano la Prealpina – tutti e quattro «hanno rimediato più di semplici contusioni».

  • Domenica 15, a Pavia, torna il Mercatino del Ri Uso

    Domenica 15, a Pavia, torna il Mercatino del Ri Uso

    Mercatino del Ri-Uso Nuova Vita Alle Cose
    15 Ottobre 2023
    Dalle 10 alle 18
    Allea di viale Matteotti, Pavia
    Per info: Associazione Culturale l’Arca di Noé, 347 7264448
    In caso di maltempo, la manifestazione verrà annullata

    Pavia – “Meglio certo di buttare, riparare”: era il 1977, dalle radio italiane Lucio Battisti cantava di quel gran genio del suo amico, antesignano portatore sano della filosofia delle 3R Riduco, Ri-Uso, Riciclo. Una filosofia dalla quale nasce un evento che, a Pavia, è ormai un appuntamento fisso: il Mercatino del Ri-Uso Nuova Vita alle Cose che domenica 15 Ottobre torna all’Allea di viale Matteotti.
    Più di 120 le adesioni: un successo che si rinnova ogni volta e che testimonia come la sostenibilità e l’economia circolare stiano diventando consapevole consuetudine per cui se un oggetto non serve più, può ragionevolmente servire a qualcun altro. Uscire dalle nostre case ed entrare in quelle di qualcun altro perché nulla di quello che viene prodotto vada perduto.

    A partire dalle 10 e fino alle 18 l’Allea di viale Matteotti si popolerà di bancarelle e di scambi: occasioni vintage per tutti i gusti e per tutte le esigenze, che siano oggetti o libri, abiti, calzature, accessori per la casa. Tutto ciò di cui le persone non hanno più bisogno ma che possono riacquistare spazi, scopo e valore in una nuova casa. Le buone pratiche della cultura del riuso per salvaguardare l’ambiente e pensare a come si può riutilizzare un prodotto invece che buttarlo via.

    Il Mercatino del Ri-Uso Nuova Vita Alle Cose è patrocinato dal Comune di Pavia e organizzato dall’associazione Arca di Noè: l’associazione con il suo Mercatino del Ri-Uso, persegue finalità di cultura ambientale, attraverso un riciclo attivo di oggetti usati ma anche di socializzazione tra le persone, consentendo la partecipazione a rotazione, previa prenotazione, dei cittadini partecipanti.

  • Milano, 48enne ucciso da bus: auto ferma ostruiva la visuale

    Milano, 48enne ucciso da bus: auto ferma ostruiva la visuale

    MILANO “Una macchina ferma sulle strisce pedonali con un uomo intento a cambiare una gomma bucata avrebbe ostruito la visuale’ all’autista dell’autobus che questa mattina ha investito e ucciso Fabio Buffo, 48 anni, mentre stava rincasato. Lo hanno raccontato alcuni degli abitanti che vivono proprio davanti al luogo del tragico incidente aggiungendo che chi guidava il mezzo Atm aveva poco spazio per fare manovra, ossia svoltare a destra in via Bellosio arrivando da viale Forlanini: sulla sinistra macchine parcheggiate in divieto di sosta e sulla sinistra, quasi all’angolo l’auto in avaria.

    “Probabilmentw non ha visto il pedone- è stato sottolineato- in quanto avrà dovuto stare attento a non prendere l’uomo che sostituiva la gomma ed evitare le macchine posteggiate. L’autobus comunque andava piano”. All’incrocio dove è avvenuta la tragedia stamattina è arrivato anche il parroco e anche alcuni abitanti del quartiere Forlanini dove Fabio Buffo, descritto come uno “riservato”, è nato e cresciuto.

  • Basket/A2: Vigevano si ferma sul più bello, Luiss Roma si impone 79-71

    Basket/A2: Vigevano si ferma sul più bello, Luiss Roma si impone 79-71

    VIGEVANO PV – Vigevano incassa la seconda sconfitta in campo contro Luiss Roma sul campo neutro di Rieti pagando caro un inizio di partita balbettante e un blackout sanguinoso a cavallo dell’ultimo miniriposo che consente alla formazione capitolina di rimanere sorprendentemente ma con merito a punteggio pieno in classifica. Presentatasi al Palasejourner in formazione rimaneggiata (all’assenza scontata di D’Alessandro si è aggiunta quella di Strautmanis per un ematoma ad un polpaccio) e con Wideman limitato dai falli sin dal primo tempo, la ELAchem ha subìto la veemenza iniziale dei padroni di casa, volati sul 10-2 dopo 3′ minuti grazie alle iniziative del lettone Miska che costringono coach Pansa a chiamare time pout dopo 3′.

    La pausa obbligata permette a Vigevano di ricucire lo strappo con 5 punti filati di Smith, ma Vigevano fatica in attacco, mentre Luiss scappa sul +11 con le iniziative di Fallucca. Ci pensa Battistini a ridare vita alle speranze ospiti, con 8 punti che tengono a galla Vigevano fino all’intervallo lungo. Allinizio della ripresa si vede Wideman con 4 punti filati dalla lunetta, che rimarranno purtroppo l’unico squillo in tutta la partita, ma i ducali sanno stringere i denti in difesa e recuperano punto dopo punto, fino al primo e unico sorpasso ospite con Battistini del 27′ sul 56-57.

    Un flash che rimane tale, perchè ELAchem si infila in un tunnel lungo 6′ in cui perde palle a ripetizione e non realizza più un punto, al contrario di Luiss che riprende fiducia e scava il parziale decisivo con la striscia vincente di Legnini che segna definitivamente la partita. Il prossimo appuntamento di campionato per i gialloblu è fissato per mercoledì 11 ottobre in casa contro Novipiù Monferrato alle ore 21.00.

    Luiss Roma-ELAchem Vigevano 79-71 (21-16, 44-38, 63-57)

    Luiss Roma: Fallucca 13 (4/4, 1/4), Pasqualin 8 (0/0, 2/5), Cucci 14 (4/5, 2/4), Badmus 9 (0/4, 1/5), Jovovic 2 (1/1, 0/0), Murri 3 (1/1, 0/2), Miska 15 (6/8, 1/1), Legnini 10 (2/3, 2/3), D’Argenzio 5 (1/3, 1/2), Salvioni, Villa (0/1, 0/0). All: Paccariè. Tiri da due 19/30, tiri da tre 10/28, tiri liberi 11/18, rimbalzi: 33 (9+24), assist 15, palle perse 12.

    Elachem Vigevano: Wideman 5 (0/2, 0/1), Bertetti 13 (2/3, 1/5), Battistini 16 (6/8, 1/5), Peroni 13 (3/3, 2/8), Smith 17 (5/10, 2/4), Rossi 2 (0/1, 0/2), Leardini 5 (0/1, 1/2), Bettanti (0/0, 0/1), Bertoni, D’Alessandro NE, Pisati NE. All.: Pansa. Tiri da due 16/28, tiri da tre 7/28, tiri liberi 18/23, rimbalzi: 36 (12+24), assist 7, palle perse 16. Uscito 5 falli: Wideman

    Arbitri: Moretti, Rudellat, Doronin

    Pansa: “La luce si è spenta sul più bello, puniti su ogni nostro errore”

    Il commento di coach Lorenzo Pansa al termine della partita contro Luiss Roma. “Abbiamo subito 44 punti nel primo tempo che non sono accettabili, commettendo cinque volte lo stesso errore allo scadere dei possessi, che si è tramutato in altrettanti canesatri degli avversari. Nel secondo tempo la squadra ha profuso tante energie per rientrare in partita e nel momento in cui abbiamo messo il naso avanti, tre brutte scelte offensive hanno permesso a Roma di ribaltare l’azione e punirci puntualmente. In quel momento si è spenta la luce e la partita è finita. Dobbiamo diventare molto più consistenti nelle situazioni sporche. Wideman è stato condizionato dai falli e nello stesso tempo i compagni non siamo stati bravi a innescarlo. A questo punto la prossima partita contro Monferrato diventa molto importante, loro giocano abbastanza a campo aperto, senza pensare a particolari sistema di gioco in attacco. Le attenzioni individuali faranno la differenza, sarà fondalmentale sbloccarci”.

  • L’antica idrovia Locarno Milano Venezia torna in auge nel progetto Slowmove

    L’antica idrovia Locarno Milano Venezia torna in auge nel progetto Slowmove

    SOMMA LOMBARDO VA – Nel video-manifesto Slowmove si rilancia l’antica idrovia E’ stato diffuso in questi giorni dall’Associazione Locarno-Milano-Venezia, che ha sede nella Svizzera meridionale a Locarno, il video prodotto nell’ambito del progetto Slowmove – Ponti d’acqua verso il futuro, attuato grazie al bando Interreg V-A IT-CH 2014-2020 con l’obiettivo di sviluppare il trasporto turistico lungo il Lago Maggiore, il Ticino e il sistema dei canali derivati verso Milano, lungo la storica direttrice Locarno-Milano. Anche ETVilloresi ha partecipato al progetto, che è ormai giunto a conclusione, con alcune opere nel tratto del Canale Villoresi compreso tra le dighe di Panperduto (Somma Lombardo, VA) e la località di Tornavento (Lonate Pozzolo, VA): tre pontili a sostegno della navigazione turistica, un’area di sosta dotata di colonnina di ricarica elettrica per imbarcazioni e automobili e un sistema di controllo da remoto delle conche di Panperduto.

  • Nuova operazione Smart di Regione Lombardia (anche a Magenta e Abbiategrasso): 4.884 veicoli controllati

    Nuova operazione Smart di Regione Lombardia (anche a Magenta e Abbiategrasso): 4.884 veicoli controllati

    L’assessore La Russa a Rozzano con il sindaco Giovanni Ferretti, il comandante della Polizia locale, la consigliera regionale Maira Cacucci, durante lo Smart di sabato 8 ottobre 2023

    Milano – Oltre 3 mila automobilisti sottoposti ad alcoltest e drugtest (69 risultati positivi ad alcoltest e 3 a drugtest), 4.844 veicoli controllati, 677 verbali per infrazioni del codice della strada, 79 patenti ritirate e 9 interventi per incidenti stradali. È questo il bilancio dell’operazione Smart (Servizio monitoraggio aree a rischio del territorio), coordinata dall’assessore regionale alla Sicurezza e Polizia locale Romano La Russa, in collaborazione con Prefetture, Carabinieri e Polizia di Stato, che si è svolta sabato sera in 125 Comuni delle province di Milano e di Brescia. Sono 485 gli agenti delle polizie locali, appartenenti ai Comandi dei Comuni aderenti, che hanno lavorato dalle 20 di sabato alle 4 del mattino di domenica con 248 mezzi operativi e anche con unità cinofile e droni. Il “via” all’operazione Smart è stato dato dall’assessore La Russa a Rozzano, dove la polizia locale ha messo a disposizione 5 pattuglie, un’unità cinofila e un drone.

    “La sicurezza stradale e la prevenzione degli incidenti sono prioritarie per Regione Lombardia e per il mio assessorato – afferma l’assessore La Russa -. Le operazioni Smart sono iniziative preziose che coinvolgono contemporaneamente numerosi comandi di polizia locale con l’obiettivo di intervenire durante il week-end, quando sono più frequenti i comportamenti a rischio degli automobilisti a causa dell’assunzione di alcolici e sostanze stupefacenti”.

    “Quella di ieri è stata la 44esima edizione dell’operazione Smart e segue quella svolta quest’estate, sabato 29 luglio, negli stessi Comuni. Ringrazio gli agenti di Polizia locale, la Polizia Stradale di Milano e tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine che hanno partecipato all’operazione. I risultati dimostrano che la sinergia e la collaborazione interforze costituiscono la strada vincente” conclude La Russa.

    I CONTROLLI DELLA POLIZIA STRADALE

    Anche la Polizia Stradale di Milano ha svolto, contemporaneamente alla Polizia locale, i controlli nel territorio di propria competenza, potenziando e valorizzando l’effetto dell’operazione Smart. In particolare, gli agenti hanno controllato 88 veicoli e 87 automobilisti (11 positivi all’alcoltest), elevando 12 verbali per infrazione del codice della strada e ritirando 7 patenti.

    I COMUNI COINVOLTI

    I Comuni e gli enti locali che hanno aderito all’operazione Smart del 7 ottobre sono 125 (61 del milanese e 64 del bresciano).

    Nel dettaglio, per la provincia di Milano: Milano, Cassina de’ Pecchi, Bussero, Pessano con Bornago, Cinisello Balsamo, Cormano, Bresso, Cusano Milanino, Novate Milanese, Corsico, Assago, Buccinasco, Casorate Primo, Legnano, Arconate, Arese, Busto Garolfo, Canegrate, Cerro Maggiore, Dairago, Parabiago, Pogliano Milanese, Rescaldina, San Giorgio su Legnano, San Vittore Olona, Villa Cortese, Magenta, Abbiategrasso, Albairate, Arluno, Bareggio, Boffalora sopra Ticino, Cornaredo, Cusago, Marcallo con Casone, Mesero, Pregnana Milanese, Ossona, Santo Stefano Ticino, Sedriano, Settimo Milanese, Vanzago, Paderno Dugnano, Pieve Emanuele, Siziano, Rozzano, San Donato Milanese, Carpiano, Locate Triulzio, Mediglia, Opera, Pantigliate, Paullo, Peschiera Borromeo, San Giuliano Milanese, Sesto San Giovanni, Trezzano sul Naviglio, Cesano Boscone, Trezzo sull’Adda, Gessate, Città Metropolitana di Milano.

  • Compie 70 anni l’Eni, geniale invenzione di Enrico Mattei

    Compie 70 anni l’Eni, geniale invenzione di Enrico Mattei

    MILANO Eni celebra martedì i suoi primi 70 anni di storia proiettandosi nel futuro. Il gruppo guidato dall’ad Claudio Descalzi e dal presidente Giuseppe Zafarana ospiteranno martedì il presidente del Consiglio Giorgia Meloni negli spazi del complesso Eni Gazometro di Roma Ostiense. Un’occasione per parlare di energia, della storia dell’Italia e del futuro di Eni impegnata a continuare a rappresentare un patrimonio dell’Italia. Da Mattei a Descalzi la storia del Cane a sei zampe segue un vero e proprio filo conduttore. Come ha spiegato recentemente l’attuale amministratore delegato alla guida dal gruppo da quasi 10 anni, citando Mattei: “‘Il vero tesoro non è nelle monete d’oro che possiamo produrre, ma nelle risorse che possiamo mettere a disposizione dello sviluppo umano’.

    Questa è l’essenza dell’approccio ‘a doppia bandiera’ di Eni: contribuire allo sviluppo dei mercati energetici locali, appartenere alle comunità locali, preservare l’ambiente e promuovere lo sviluppo umano e la pace. In una parola, questa è la ‘giusta transizione’ in cui crediamo”, ha sottolineato Descalzi. La lunga storia di Eni nasce il 10 febbraio 1953 con la legge 136 del Parlamento italiano (che poi entrerà in vigore l’11 aprile) che istituisce l’Ente Nazionale Idrocarburi. La nuova compagnia energetica prende il posto della precedente Agip. La storia del gruppo si intreccia per lunghi anni con la storia di Enrico Mattei, uno dei più grandi protagonisti del miracolo economico italiano del Dopoguerra.

    Nato nel 1906 e figlio di un brigadiere dei carabinieri Mattei, che nel 1934 aveva fondato l’industria Chimica Lombarda a Milano, durante la guerra si unisce ai gruppi partigiani e nel 1944 prende parte al Comando militare Alta Italia del Comitato di liberazione nazionale per conto della Democrazia Cristiana. Nei giorni successivi alla tormentata fine della guerra, Mattei viene incaricato da Alcide De Gasperi, l’allora presidente del Consiglio dei ministri, di liquidare e di provvedere alla sostanziale privatizzazione degli asset energetici dell’Agip, l’Azienda generale italiana petroli, costituita nel 1926 dallo Stato italiano per sviluppare una propria attività petrolifera. (segue) (Eca/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 08-OTT-23 12:00

    ENI: CELEBRA MARTEDI’ I SUOI 70 ANNI DI STORIA PROIETTANDOSI NEL FUTURO/ADNKRONOS (2) =
    ADN0246 7 ECO 0 ADN ECO NAZ ENI: CELEBRA MARTEDI’ I SUOI 70 ANNI DI STORIA PROIETTANDOSI NEL FUTURO/ADNKRONOS (2) = (Adnkronos) – Mattei sceglie però di non seguire questa indicazione, per realizzare un obiettivo che ritiene fondamentale: garantire al Paese un’impresa energetica nazionale, in grado di assicurare quanto serve ai bisogni delle famiglie e allo sviluppo della piccola e media impresa a prezzi più bassi rispetto a quelli degli oligopoli internazionali. Già dalla nascita quella di Mattei è una scommessa sul futuro che resterà nel Dna dell’Eni: non solo non scioglie Agip ma la rilancia trasformandola in un nuovo soggetto che diventa subito il motore della modernizzazione dell’Italia, all’epoca ancora profondamente agricola. Dopo una lunga e travagliata discussione, iniziata nel 1947, nel 1953 viene appunto istituito l’Ente Nazionale Idrocarburi. Nei decenni successivi, Eni accompagna il Paese nei grandi cambiamenti economici e sociali, continuando a mettere a disposizione le proprie risorse. Ma non solo. Il gruppo si muove anche sulla scena internazionale. Mattei, tra i primi a coltivare lo spirito di frontiera e il rispetto delle culture diverse, puntò sulla collaborazione con i paesi africani e del Nord Africa rompendo un modello di sfruttamento delle ‘7 sorelle’ ereditato dal colonialismo. Mattei, guardando decisamente al futuro, puntò a sviluppare le risorse dell’Africa permettendo al continente di sfruttare il suo potenziale di crescita. “Penso – spiegò il fondatore dell’Eni all’epoca illustrando quello che poi diventò la ‘Formula Mattei’ – che noi dobbiamo andare verso un rapporto diverso nel mercato petrolifero. L’Eni ha iniziato una nuova formula che è quella pagare i diritti che pagano gli altri e in più interessare il paese al 50% nella produzione, nello sviluppo delle proprie risorse. Naturalmente Eni partecipa sia per quello che c’è di buono che per quello che c’è di cattivo. È il primo passo verso quei rapporti diretti che dovranno per forza intervenire: dovrà esserci un rapporto diretto tra paese produttore e paese consumatore”. E a differenza di quello che succedeva in precedenza, sottolineava il fondatore dell’Eni, “non entriamo più come degli estranei” in questi paesi ma in un ambito di cooperazione. E tutto questo “porterà per l’Italia collaborazione economica e politica e dei vantaggi”. La storia di Mattei si conclude tragicamente il 27 ottobre 1962 quando il suo aereo, proveniente da Catania diretto a Linate, precipita a Bascapè in provincia di Pavia. Muoiono Mattei, il pilota Irnerio Bertuzzi e il giornalista americano William McHale.

    Nel 1978 Eni promuove l’attività di ricerca geotermica in Italia conseguendo ottimi risultati a pochi chilometri dalla solfatara di Pozzuoli. Nel 1983 Eni inizia l’importazione di gas naturale dall’Algeria: il flusso di metano a fine anno raggiunge un ritmo medio giornaliero di 18 milioni di metri cubi. All’inizio degli anni novanta si trasforma in una società quotata in borsa, intraprendendo un processo di razionalizzazione e rilancio industriale basato, come sempre, su competitività e innovazione tecnologica. Dal 2014, con l’arrivo alla guida di Claudio Descalzi, inizia una nuova fase di evoluzione radicale, mirata a rispondere alle sfide poste dal cambiamento climatico e dalla transizione energetica. Eni cambia di nuovo e ancora più in profondità, accogliendo e sviluppando tutte le soluzioni e le tecnologie utili a offrire ai propri clienti prodotti e servizi sempre più decarbonizzati, con un approccio che dà valore all’intera filiera. Ancora una volta, a sostenere il cambiamento sono le competenze delle persone, la risorsa più preziosa dell’azienda

  • Al Nazionale di Milano è subito ‘sold out’ per Chicago

    Al Nazionale di Milano è subito ‘sold out’ per Chicago

    Matteo Forte: entusiasta anche Alecia Parker, produttrice della versione originale di Broadway, presente alla prima. Ora puntiamo a superare i record di pretty Woman e Sister Act

    MILANO Tutto esaurito al Teatro Nazionale di Milano per le prime due serate del musical ‘Chicago’. I 1.400 posti disponibili hanno fatto registrare il ‘sold out’ e lo show di Chiara Noschese, per l’occasione regista e attrice nelle vesti di Mama Morton, con Stefania Rocca nei panni di Velma Kelly, punta ora a battere i record di incassi nazionali delle precedenti produzioni di Stage Entertainment Pretty Woman e Sister Act.

    “Siamo fieri del lavoro fin qui realizzato – ha detto Matteo, Forte direttore del Teatro Nazionale e amministratore delegato di Stage Entertainment – e sono convinto che in tantissimi potranno divertirsi con la nostra versione di Chicago”.

    “Aver debuttato alla presenza di Alecia Parker, produttrice della versione originale di Broadway e oggi licenziataria dello spettacolo – ha aggiunto Forte – ricevendo le sue congratulazione ci ripaga in un attimo per quanto realizzato da tutto il cast, dal team creativo e dagli insostituibili tecnici”.

    I primi riscontri del pubblico sono davvero entusiasmanti. Dopo il sold out della ‘prima’ e della seconda serata, sono già moltissimi gli spettatori pronti ad assistere a quello che, “ne sono certo – ha continuato Matteo Forte – sarà lo ‘show teatrale dell’anno”.

    Chicago rimarrà al Teatro Nazionale fino a domenica 29 ottobre prima di spostarsi in tournée in tutta Italia per poi tornare al nazionale fino al 28 gennaio.
    https://www.youtube.com/watch?v=houLieU-dA0&t=8s

  • Inverart e il Guado ‘approdano’ in Città Metropolitana a Milano per i 20 anni

    Inverart e il Guado ‘approdano’ in Città Metropolitana a Milano per i 20 anni

    Il padiglione di Arte giovane, nato 20 anni fa ad Inveruno, protagonista a Palazzo Isimbardi: artisti protagonisti del fare. Un importante lavoro per la società da costruire coi giovani talenti

    MILANO Inverart pronto a conquistare la Città metropolitana di Milano. Il Padiglione di Arte Giovane, nato 20 anni fa ad Inveruno su iniziativa del Comune e dello storico sodalizio culturale de “Il Guado”, è diventato un appuntamento fisso per il territorio e i giovani, generando una vera e propria “buona pratica” pronta ad essere esportata in tutta l’area metropolitana.

    Un laboratorio di talenti (dall’arte figurativa alla poesia) che nel tempo ha regalato artisti di livello al panorama nazionale: il fitto racconto di questa esperienza è protagonista di una mostra gratuita ed aperta al pubblico nel cortile di Palazzo Isimbardi dall’8 al 14 ottobre 2023, in occasione del 20° anniversario.

    Sabato 7 ottobre, alle 18.00, si è tenuta l’inaugurazione della mostra, alla presenza del vicesindaco Francesco Vassallo, del consigliere delegato alle Politiche giovanili Giorgio Mantoan e della consigliera delegata e sindaca di Inveruno Sara Bettinelli, oltre che di Francesco Oppi de “Il Guado”, che ha curato il progetto dalla sua nascita. Sabato 14 ottobre, alle 10.15, si terrà il convegno su invito nella Sala Affreschi di Palazzo Isimbardi (corso Monforte, 35). Ne saranno protagonisti, tra gli altri, il critico Giorgio Seveso, l’artista Stefano Pizzi, il professor Leonardo Menegola di Milano Bicocca e Alberto Jannuzzelli, presidente della Società Umanitaria.

    L’esposizione, gratuita, sarà aperta al pubblico fino al 14 ottobre (sabato e domenica ingresso da corso Monforte, 35, nei giorni feriali da via Vivaio; orario 10.00-19.00) e mette in mostra, con un’ampia documentazione anche fotografica, all’incirca 40 opere di giovani artisti e Maestri del secondo ‘900 (padrini ad Inverart), comprese le sculture di Giovanni Mascetti e Daniela Rancati, in un omaggio che la Città metropolitana di Milano vuole rendere all’impegno e al livello di ricerca artistica raggiunto, ma anche un’occasione per tutti i cittadini per confrontarsi con un progetto coraggioso fatto con gli artisti contemporanei in uno spazio pubblico.

    “E’ con orgoglio che apriamo le porte di Palazzo Isimbardi all’arte giovane e ai talenti del territorio – è il benvenuto del vicesindaco Francesco Vassallo – Invitiamo tutti a passare per ammirare le opere e per conoscere il valore di questo progetto culturale che arriva dal territorio dell’Altomilanese e che speriamo si diffonda in tutta l’area metropolitana”.

    “La Città metropolitana di Milano tiene particolarmente al tema delle Politiche giovanili – spiega il consigliere delegato, Giorgio Mantoan – Sono numerosi i progetti, avviati in collaborazione col territorio e con realtà del terzo settore, che in questi anni sono stati portati avanti in tutta l’area metropolitana. In questo caso è proprio il territorio a regalarci una buona pratica che noi portiamo qui, nella nostra sede istituzionale, per farla conoscere a Milano e tutta l’area metropolitana, con l’auspicio che possa diffondersi a beneficio di altri giovani talenti. Con Inverart inauguriamo un percorso di divulgazione delle buone pratiche locali affinché diventino esempi da approfondire e replicare”.

    “E’ con orgoglio che il Comune di Inveruno sostiene e promuove da 20 anni questa bella iniziativa, insieme al Guado. Dare spazio all’intraprendenza e alla creatività dei giovani e delle giovani, rendendoli protagonisti del dinamismo del territorio è dovere delle istituzioni di goni livello e sono molto soddisfatta di poter condividere questa missione con la Città metropolitana di Milano. Ringrazio quindi gli artisti e le artiste, gli organizzatori e le organizzatrici e tutti coloro che hanno reso possibile Inverart anche in questa sua trasferta metropolitana”, aggiunge Sara Bettinelli, sindaca di Inveruno e consigliera delegata della Città metropolitana di Milano.

    “Portiamo il nostro contributo di esperienza, di impegno e formazione sul campo con i giovani per metterlo al servizio delle comunità – afferma Francesco Oppi de “Il Guado” -. Che la Città metropolitana, con il Comune di Inveruno, autentico esempio di buona prassi pubblica, abbia deciso di festeggiare nella propria prestigiosa sede (il ventennale del Padiglione d’Arte Giovane – Inverart è una notizia positiva e confortante che mi onora profondamente e mi sprona (ma deve spronare tutti) a fare ancora di più. Inverart è un esempio chiaro e documentato di come si possano investire le risorse pubbliche in modo costruttivo e produttivo in ambito culturale con gli artisti come protagonisti. Un grazie a tutti i partner”.

  • Fermata a Milano Lambrate giovane bosniaca: deve scontare 17 anni di carcere

    Fermata a Milano Lambrate giovane bosniaca: deve scontare 17 anni di carcere

    MILANO L’hanno vista aggirarsi nella stazione di Milano Lambrate, l’hanno fermata per un controllo e hanno scoperto che su di lei pendeva un ordine di carcerazione. E’ accaduto venerdì pomeriggio, a Milano, a una cittadina bosniaca di 28 anni che è stata arrestata. Gli agenti della polizia ferroviaria di Milano hanno fermato la ragazza dopo averla vista vagare nello scalo ferroviario con un atteggiamento sospetto. Così hanno deciso di sottoporla ad accertamenti, scoprendo che si trattava di una donna ricercata dalla procura di Milano, dovendo scontare una condanna pari a 17 anni di reclusione per reati contro il patrimonio. Per lei sono scattate le manette.