Autore: Redazione Online

  • Da Novara al resto d’Italia: Amazon presenta i benefici dei suoi centri logistici

    Da Novara al resto d’Italia: Amazon presenta i benefici dei suoi centri logistici

    Presentato ieri, in occasione della 41esima assemblea annuale di Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani), lo studio ‘L’impatto socio-economico degli investimenti logistici di Amazon in Italia’ realizzato da Nomisma con l’obiettivo di ricostruire le ricadute sui territori determinate dalle attività di sei centri di distribuzione Amazon in Italia: Vercelli, Torrazza Piemonte (TO), Novara, Castelguglielmo-San Bellino (RO), Castel San Giovanni (PC), Passo Corese (RI).

    Nello specifico, lo studio condotto ha analizzato l’impatto generato, in modo diretto o indiretto, dagli investimenti Amazon prendendo in esame tre ambiti di analisi: il mercato del lavoro, il rafforzamento del tessuto economico locale e il mercato immobiliare. ”A partire dal 2021, Nomisma ha realizzato un percorso di valutazioni delle ricadute socioeconomiche degli insediamenti Amazon sui territori”, spiega Francesco Capobianco, responsabile sviluppo locale di Nomisma. ”Le analisi effettuate hanno messo in luce l’esistenza di tratti comuni e la conferma di come gli investimenti dell’azienda abbiano avuto un rilevante impatto a livello territoriale, seppur con intensità e dinamiche differenti per effetto dell’eterogeneità tra i territori. Dalla ricerca, infatti, emerge un fattore di attivazione svolto dai siti Amazon nei confronti dell’intero tessuto produttivo delle aree di insediamento”.

    Sotto il profilo occupazionale, le aziende insediate nei comuni limitrofi ai centri di distribuzione Amazon evidenziano una crescita di addetti alle unità locali, dal 2021 al 2023, pari al 4,3%, mentre le imprese nei comuni più distanti segnano un aumento pari al 3,8%. Se nelle aree limitrofe l’aumento è certamente trainato dal comparto dei trasporti e magazzinaggio (+ 17,0%), si registra un incremento nel numero di addetti anche al netto di quest’ultimo comparto (+2,6%), evidente anche nel settore della manifattura (+5,0%).

  • #nonseisola, Confcommercio Alto Magentino contro la violenza sulle donne

    #nonseisola, Confcommercio Alto Magentino contro la violenza sulle donne

    Si è svolto ieri l’appuntamento formativo per gli Imprenditori che hanno aderito all’iniziativa #nonseisola di Confcommercio Alto Magentino finalizzata a dare corpo ad una vera e propria rete di ascolto e attenzione sul territorio a beneficio di tutte quelle donne che subiscono o potrebbero subire atti di violenza.

    Nel corso dell’incontro, che ha visto quale formatrice la Dott.ssa Federica Dalla Rosa, Psicologa, Psicoterapeuta, referente del Progetto Raise e del Consultorio Fare Famiglia di Magenta, sono stati argomentati temi quali le diverse forme di violenza, i meccanismi di definizione ed origine di questi gravi episodi ma, soprattutto, quelli che sono i segnali di allarme cui porre la massima attenzione leggendo, interpretando e riconoscendo così preventivamente potenziali episodi di violenza e disinnescando scenari successivi ben più gravi e pericolosi.

    Nell’appuntamento, che ha riscosso un grande apprezzamento dagli intervenuti, sono stati anche argomentati episodi concreti che hanno ancor di più reso tangibile il livello di gravità di questa tematica, purtroppo sempre più all’ordine del giorno. Il progetto vedrà, pertanto, il prossimo Lunedi 25 Novembre il proprio apice quando presso la Sede di Confcommercio Alto Magentino (Via Volta, 62 a Magenta) saranno presentati tutti questi Imprenditori che diverranno, da quel momento, veri e propri riferimenti di valore cui potersi rivolgere in caso di necessità. All’appuntamento interverranno, accanto ai vertici Confcommercio, le rappresentanze di numerose Amministrazioni Comunali del territorio, dei Centro Antiviolenza e Imprenditrici e Imprenditori associati e non.

  • A Casorezzo è arrivato don Felice Zaccanti

    A Casorezzo è arrivato don Felice Zaccanti

    Designato lo scorso agosto, sarà colui che prenderà per mano la comunità parrocchiale di Casorezzo per i prossimi anni. Don Felice Zaccanti è il sacerdote inviato a Casorezzo per succedere a don Eugenio Baio.

    La comunità ha pensato di accoglierlo a suon di musica organizzando per sabato 22 novembre alle 21 un concerto in Chiesa parrocchiale. A proporlo sarà il gruppo Shekinah, composto da oltre cento giovani appartenenti ai vari oratori della Diocesi di Milano. “Sarà – spiegano gli organizzatori – un’occasione bella, giovane e inedita per vivere un’esperienza spiritualee un momento di comunità prezioso, partecipiamo numerosi”. Il nuovo parroco è stato ordinato nel 2008 e proviene dal villaggio Brollo di Solaro.

  • In Regione premio ed encomio ai 70 atleti olimpici e paralimpici lombardi

    In Regione premio ed encomio ai 70 atleti olimpici e paralimpici lombardi

    Un ringraziamento a tutte le atlete e gli atleti lombardi che hanno preso parte alle Olimpiadi di Parigi e un simbolico passaggio di testimone tra i Giochi della scorsa estate e quelli invernali che si disputeranno in Lombardia nel 2026. Questo lo spirito che ha animato ieri l’evento con il quale il presidente Attilio Fontana, insieme al sottosegretario allo Sport, Federica Picchi, e a nome dell’intera Giunta regionale, ha voluto ringraziare la pattuglia olimpica (70 atleti nati in Lombardia + 10 cresciuti e residenti nella regione) e paralimpica (35 atleti) presente a Parigi 2024 attraverso la consegna di un riconoscimento.

    PRESIDENTE FONTANA: LOMBARDIA ECCELLENZA NELLO SPORT – “La Lombardia ha raggiunto traguardi straordinari – ha affermato il presidente Fontana – e si è confermata, ancora una volta, eccellenza assoluta anche nello sport. Le atlete e gli atleti olimpici e paralimpici hanno portato in alto il nome della nostra terra dimostrando tenacia, talento, impegno e costanza: doti tipiche della nostra gente che loro hanno saputo esprimere ai massimi livelli sul palcoscenico olimpico. Per noi è un orgoglio poterli ringraziare e premiare a nome di tutti i lombardi”.

    “La Lombardia – ha proseguito Fontana – è a tutti gli effetti la prima Regione Olimpica, considerato il primato di medaglie e di risultati di rilievo ottenuti dai nostri atleti, grazie anche al lavoro capillare sul territorio delle varie federazioni e di chi opera quotidianamente nei luoghi di sport. La Lombardia è la prima Regione Olimpica anche perché ricca di strutture che si sono rivelate fondamentali per la preparazione all’appuntamento a cinque cerchi: penso a Montichiari per il ciclismo, a Desio per la ginnastica ritmica, a Brescia per la ginnastica artistica e a Milano per la pallavolo. Come Regione continuiamo a sostenere lo sport a tutti i livelli, dall’attività di base a quella dei migliori agonisti”.

    Lo sguardo è già rivolto alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026: “Lavoriamo per realizzare un grande appuntamento – ha detto Fontana – che pone la Lombardia al centro dell’attenzione mondiale. Dimostreremo, ancora una volta, la nostra capacità di organizzare un grandissimo evento sapendo promuovere, nel contempo, le bellezze e l’attrattività dei nostri territori”.

    All’evento hanno partecipato anche la sottosegretaria regionale con delega allo Sport, Federica Picchi; il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Federico Romani; il presidente del Comitato Paralimpico, Luca Pancalli; il presidente del Coni, Giovanni Malagò; i presidenti di Coni Lombardia Marco Riva e del Comitato Paralimpico Lombardia Pierangelo Santelli.

    SOTTOSEGRETARIO PICCHI: SPORT STRUMENTO DI INCLUSIONE – “L’attestato consegnato agli atleti – ha affermato il sottosegretario Picchi – è il nostro modo per dire grazie a chi ha dato lustro alla Lombardia attraverso la massima vetrina sportiva. Ogni prestazione alle Olimpiadi e Paralimpiadi è stata per noi preziosa, ogni singolo atleta incarna un percorso di abnegazione, passione, sacrifici e dedizione che vogliamo esaltare. Lo sport è anche e soprattutto un efficace strumento di inclusione: gli atleti olimpici e paralimpici hanno saputo regalarci grandi emozioni sportive. Da parte della Regione, oltre alla valorizzazione dello sport come attività agonistica, c’è la visione dello sport come strumento formativo e aggregativo, per questo abbiamo anche una grande attenzione rispetto ai temi dell’accessibilità delle strutture sportive per le persone con disabilità”.

    L’elenco degli atleti che hanno preso parte all’appuntamento a Palazzo Lombardia.

    ATLETI OLIMPICI SUDDIVISI PER PROVINCIA

    MILANO

    Eleonora Giorgi (atletica), Susanna Pedotti (nuoto artistico), Leonardo Pietra Caprina (canottaggio), Davide Re (atletica), Bianca Seregni (triathlon), Luca Sito (atletica), Valentina Trapletti (atletica), Virginia Troiani (atletica), Federico Vismara (scherma), Matteo Zurloni (arrampicata sportiva), Arianna De Masi (atletica).

    BERGAMO

    Alice Codato (canottaggio).

    BRESCIA

    Angela Andreoli (ginnastica), Alessandra Bonora (atletica), Giovanni De Gennaro (canoa), Bruno Festo (vela), Matteo Lamberti (nuoto), Michele Lamberti (nuoto), Giovanni Toti (badminton).

    COMO

    Matteo Della Valle (canottaggio), Jacopo Frigerio (canottaggio), Elisa Mondelli (canottaggio), Gabriel Soares (canottaggio).

    CREMONA

    Sveva Gerevini (atletica).

    LECCO

    Davide Comini (canottaggio), Andrea Panizza (canottaggio), Giorgia Pelacchi (canottaggio).

    LODI

    Edoardo Scotti (atletica).

    MANTOVA

    Riccardo Orsoni (atletica).

    MONZA BRIANZA

    Sara Fiorin (ciclismo); Vladimir Aceti (atletica).

    VARESE

    Giovanni Codato (canottaggio), Linda De Filippis (canottaggio), Davide Verità (canottaggio), Nicolò Martinenghi (nuoto), Danilo Dennis Sollazzo (tiro a segno).

    ATLETI PARALIMPICI SUDDIVISI PER PROVINCIA

    MILANO

    Fabio Bottazzini (atletica), Federico Andreoli (ciclismo), Alberto Amodeo (nuoto), Simone Barlaam (nuoto), Federico Cristiani (nuoto), Martina Rabbolini (nuoto), Giulia Terzi (nuoto), Livia Cecagallina (tiro a segno), Andrea Liverani (tiro a segno), Stefano Raimondi (nuoto).

    BERGAMO

    Oney Tapia (atletica), Davide Plebani (ciclismo-guida), Matteo Bonacina (tiro con l’arco).

    BRESCIA

    Simone Cannizzaro (judo), Federico Bicelli (nuoto), Pamela Novaglio (tiro a segno).

    CREMONA

    Efrem Morelli (nuoto).

    MONZA E BRIANZA

    Alessia Berra (nuoto).

    PAVIA

    Fabrizio Cornegliani (ciclismo), Monica Boggioni (nuoto)

  • Milano, quattro arresti tra Centrale e Rogoredo: a ridaje..

    Milano, quattro arresti tra Centrale e Rogoredo: a ridaje..

    Due persone sono state arrestate dalla polizia a Milano per tentato furto aggravato. I fatti risalgono a mercoledi, quando gli agenti della polizia ferroviaria, in abiti civili, hanno notato all’interno di un locale di ristorazione situato all’interno della stazione di Milano Centrale, due individui osservare con particolare attenzione un cliente intento a consumare un pasto con alcuni bagagli al seguito.

    I due uomini hanno agito nel seguente modus operandi: il primo, di 36 anni, si è posizionato alle spalle della vittima e, grazie alla copertura del complice, con una mossa fulminea, ha sfilato lentamente il telefono cellulare riposto nella tasca posteriore dei pantaloni della vittima. Quest’ultima, realizzato quanto accaduto, immediatamente ha bloccato la mano dell’autore del furto facendolo desistere dall’azione delittuosa. I due si sono dati alla fuga, portandosi verso l’uscita della stazione, ma i li hanno bloccati e tratti in arresto. Il 36enne, cittadino palestinese gravato di pregiudizi di polizia per reati contro il patrimonio e possesso di documenti falsi, e il 33enne, cittadino algerino destinatario di provvedimento di espulsione emesso dall’ufficio immigrazione della questura di Roma l’11 novembre scorso, entrambi irregolari sul territorio nazionale, sono stati associati presso le camere di sicurezza della questura in attesa di udienza con rito direttissimo.

    Nel pomeriggio della stessa giornata, gli agenti del posto Polfer di Milano Rogoredo hanno arrestato due cittadini francesi, per il reato di furto aggravato in concorso. Un poliziotto durante il servizio di vigilanza all’interno della stazione di Milano Rogoredo, ha visionato le immagini delle telecamere del sistema di videosorveglianza, dato il numero crescente di furti commessi a bordo dei convogli ferroviari nelle settimane precedenti. Nello specifico, il medesimo ha constatato la presenza di un uomo sulla banchina dei binari 6 e 7, già noto ai poliziotti, poiché autore di furto di bagagli con un altro individuo nella suddetta stazione, in data 14 novembre.

  • Piemonte sotto la neve, ma da oggi migliora

    Piemonte sotto la neve, ma da oggi migliora

    Piemonte imbiancato dal pomeriggio di ieri per la prima nevicata della stagione che e’ arrivata anche a quote basse.

    Se a Torino e a Novara a dispetto delle previsioni, si e’ visto solo qualche fiocco misto ad acqua con il contorno di un gran freddo, a Biella e nel Biellese la neve e’ caduta copiosa dalla valle Cervo fino alla pianura. Anche nel capolugo sono rimasti al suolo alcuni centimetri di coltre bianca. La nevicata, unita a due guasti ad altrettanti passaggi a livello sulla linea ferroviaria Biella-Novara, ha mandato in tilt il traffico sulle strade provinciali.

    Neve anche in Valsesia, in provincia di Vercelli: Borgosesia, a fondovalle, si e’ imbiancata gia’ nel primo pomeriggio. Neve abbondante e gran freddo in alta valle da Varallo ad Alagna. Imbiancate le vette del Vco ma anche il fondovalle : dall’Ossola, a cominciare dal capoluogo Domodossola, al Verbano.

    Secondo i bollettini dell’Arpa regionale da oggi il cielo dovrebbe tornare a essere soleggiato. Ma le minime sono date in ulteriore lieve.

  • Un quintale di hashish nell’auto ribaltata sull’A4: arriva la Polstrada di Novara..

    Un quintale di hashish nell’auto ribaltata sull’A4: arriva la Polstrada di Novara..

    Due pattuglie della Polstrada di Novara Est accorrono per un incidente sulla Torino-Milano all’altezza di Borgo D’Ale, nel Vercellese, trovano un’auto ribaltata ma nessuno nell’abitacolo.

    Ma guardando meglio la vettura incidentata, ritrovano un borsone, lo aprono, e all’interno trovano oltre un quintale di hashish. E’ accaduto mercoledì. Gli agenti si sono messi subito al lavoro per ricostruire l’accaduto e anche grazie ad una serie di testimonianze sono riusciti a verificare che il conducente aveva perso il controllo dell’auto uscendo di strada e ribaltandosi in un campo. Dopo aver tentato di recuperare il borsone con il carico di droga, l’uomo era fuggito nei campi adiacenti all’autostrada. Immediatamente sono cominciate le ricerche del fuggitivo all’esterno della rete autostradale, anche con il supporto di alcune pattuglie della stazione dei carabinieri di Cigliano. Dopo circa due ore, l’uomo, ferito e ormai privo di sensi e’ stato rintracciato in un bosco poco distante. Soccorso ed accompagnato all’ospedale di Vercelli, l’uomo e’ stato arrestato e sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere.

  • Busto Arsizio, via al processo contro Irene Pivetti

    Busto Arsizio, via al processo contro Irene Pivetti

    “Totalmente estranea a quanto mi viene contestato. Anzi finalmente inizia il processo così da consentirmi di dimostrare la mia assoluta innocenza. Le mascherine erano in regola, di provenienza extra europea, perché all’epoca in Italia non c’erano dispositivi”.

    Così l’ex presidente della Camera Irene Pivetti ieri in tribunale a Busto Arsizio, entrando in aula per partecipare alla prima dell’udienza del processo che la vede imputata per 82 capi d’imputazione tra cui frode in forniture pubbliche, bancarotta, appropriazione indebita, riciclaggio e autoriciclaggio, nell’ambito di una compravendita dalla Cina di mascherine per un valore complessivo di 35 milioni di euro che arrivarono a Malpensa durante l’emergenza Covid.

    “Mi ritrovo imputata con altre persone che non conosco – ha aggiunto Pivetti – Il processo mi permetterà finalmente di scoprire chi sono. Da imprenditrice dico che quando ci si ritrova coinvolti in queste vicende salta tutto. Ho ricostruito la mia vita. Dimostrerò la mia innocenza. La giustizia serve a questo”.

  • Il Beats di un Afro Italiano. Monica Mazzei intervista Tommy Kuti per TN

    Il Beats di un Afro Italiano. Monica Mazzei intervista Tommy Kuti per TN

    Tommy è arrivato in Italia da piccolo dalla Nigeria.Di una simpatia ed umorismo travolgenti, si integra presto e scopre la sua passione per l’afrobeats, che suona con un orgoglio in più: porta lo stesso cognome di uno dei più celebri e storici autori di questo genere musicale.

    Tommy ha però una personalità a 3 dimensioni e con lui si parla scorrevolmente anche di argomenti profondi: filosofici, li chiama lui… Perché il successo qualcosa te la ruba sempre, e guardandosi indietro sa di essere un po’ più solo (come ne “La solitudine dei numeri primi”), ma molto più maturo rispetto agli inizi.

    E’ riuscito a realizzare un sogno ambito da molti, oltre ad essere ormai molto conosciuto sul territorio e soprattutto a Milano, ed è apparso in un film che recentemente abbiamo visto al cinema.

    Lascio la parola a lui.

    Partiamo dal fatto che tu ti sei laureato in Gran Bretagna. Ha ancora rilevanza nella tua vita?

    Si ho fatto una laurea triennale che è andata molto bene, anche più del liceo.

    Mescolare cultura africana e italiana, cosa ti permette di fare a livello musicale? Tra l’altro tu fai afro-beats e sei stato uno dei primi che l’ha fatto in italiano.

    Secondo me mi permette di creare un suono che non è mai stato realizzato. Poi assolutamente sono stato uno dei primi e per me è un onore anche per via del cognome che porto, dato che la persona che ha inventato l’afro-beats nel mondo e che è molto famosa, si chiama Kuti come me.

    Il tuo nuovo brano è “Piazza Napoli”. Nel testo tu ti riferisci anche ad amici persi in città. Milano ti ha rubato qualcosa?

    Milano mi ha rubato un sacco di cose. Mi ha rubato un po’ l’innocenza. Lo dico perché prima ero veramente un ragazzo di provincia, e lo dico come quando sei lì e non sei abituato a vedere il marcio nella gente. Chiaramente da quando sto a Milano sto molto più all’occhio e attento a certe cose che prima non avevo. E ho anche imparato a diffidare dell’entusiasmo delle persone. Vivendo a Milano mi sono abituato al fatto che la gente mi conosce per quello che faccio e non per quello che sono. Prima di Milano la mia vita era costellata di persone che mi conoscevano molto bene perché eravamo andati a scuola insieme. Ci beccavamo al bar perché gli piacevano le mie idee per esempio. E a Milano è stato tutto un altro paio di maniche.

    C’è qualcosa che non riesci a perdonarti o possiamo considerare questo brano come un messaggio subliminale per qualcuno?

    Ad un certo punto nel mio brano dico che se potessi tornare indietro forse sarei meno egoista. Ma alla fine ho realizzato che si tratta come di una storia cliché di tutti i gruppi, che ad un certo punto, prima stanno insieme poi si sciolgono a volte pet questioni di ego, perché magari uno ha una opportunità e un altro una gelosia. È chiaro che spesso e volentieri noi artisti siamo anche un po’ egocentrici e pieni di noi stessi. Anche io ho un po’ sofferto di questa cosa, lo ammetto, guardandomi indietro. C’è stato un moneto in cui io vivevo a Brescia e avevo una crew con la quale suonavo, poi io ho avuto l’opportunità di firmare con Universal, e magari guardando indietro forse avrei potuto provare ad essere più disponibile con gli altri.
    Puoi immaginare: realizzi il tuo sogno e tutti gli occhi sono puntati su di te…

    Immagino che sia difficile se una persona è concentrata sul proprio avvenire, è difficile dire se ci sia una colpa…

    Infatti è una situazione delicata. Io penso sia difficile prendere delle decisioni che non lascino nessuno triste ed insoddisfatto. A volte scegliere per te significa non scegliere gli altri. Non so se tornando indietro davvero farei diversamente ma chiaramente sono diventato subito il cattivo della situazione. La solitudine andando avanti nella vita a volte è inevitabile. Un po’ come la solitudine dei numeri primi ed un po’ ho capito che anche a voler fare le cose con gli amici di prima, non tutti si muovono alla stessa velocità, con lo stesso desiderio e con la stessa voglia di fare. E non tutti hanno la stessa fame e motivazione.

    In questo momento ti senti arrivato?

    Posso dire che mi sento davvero soddisfatto, perché ogni giorno della mia vita ho la possibilità di fare cose creative. Cose che mi soddisfano. Non mi sembra mai di lavorare. È come se avessi vinto l’Enalotto della vita, perché come si dice “fai quello che ami e non lavorerai un giorno”.

    Hai recentemente avuto la tua prima esperienza al cinema. “Ricomincio da taaac”. E si svolge proprio in una Milano sconvolta da cambiamenti epocali che parlano anche di inclusione e sostenibilità. Quale è stato il tuo ruolo e come ti sei trovato?

    Il mio ruolo era di questo ingegnere, che però vive in una cascina ed incontrava personaggi variopinti. Mi è piaciuto perché anche se ad un certo punto il mio personaggio svolge lavori manuali, son contento di aver dato il mio contributo, rendendo la storia più appetibile e realistica. Soprattutto perché quasi sempre in questi film le persone di colore hanno dei ruoli scioccantemente di cliché. Poi ho potuto personalizzare il mio personaggio e cambiare delle battute.

    Proprio in riferimento a questi cliché, volevo farti una domanda in base sia alla mia esperienza umana che alla tua. Io ho avuto per molti anni un amico che veniva dal Kenya. A me piaceva molto co il suo carattere ed il suo stile originale che ad un certo punto, lui ha stravolto e cambiato completamente, dicendo che questo lo faceva sentire più integrabile. Tu hai mai avuto il pensiero di cambiare una qualsiasi cosa in te stesso, per sentirti più italiano, soprattutto appena arrivato?

    Io non credo che ci siano cose che ho sentito il bisogno di cambiare. Però posso dire che Milano mi ha cambiato molto, anche nell’aspetto esteriore ed estetico. Ripenso ai miei esordi nel 2015-2016, una mia amica mi disse solo osservandomi con il mio modo di vestire, al quale non davo peso (ride), che le “cose sarebbero cambiate, vedrai…”. E aveva ragione! E penserai diecimila volte al giorno a come uscire di casa. Ed io non potevo credere che avrei potuto voler diventare più sofisticato.

    La tua serata di afrobeats che terrai a Milano il 24 novembre… Perché non bisognerebbe mancare?

    Allora prima di tutto si potranno provare dei piatti africani preparati da uno chef famoso che li preparerà da gran gourmet. Quindi tra musica e e cibo sarà una esperienza bellissima sia per chi è africano che per chi non lo è. Dopo il live di afrobeats, ci sarà un dj set e si potrà ballare.
    Se c’è un motivo che riassuma è che sarà un momento bello e positivo.

    Ultima domanda: cosa pensi dei tuoi colleghi di profilo internazionale sia a livello musicale che per le storie di cronaca che a volte saltano fuori? Secondo te qualcuno manda un messaggio sbagliato?

    Ultimamente non ascolto più così tanto il rap italiano. A livello internazionale però sono contento del successo che sta avendo l’afrobeats, perché fa bene al mondo, e si tratta di un’onda musicale che trasmette davvero vibrazioni positive, e messaggi d’amore, anche se a livello amaricano c’è molta più musica negativa, a volte tristi.

    Monica Mazzei
    Freelance culturale
    TicinoNotizie.it

  • Salute. Preservare la fertilità è una corsa contro il tempo

    Salute. Preservare la fertilità è una corsa contro il tempo

    «Il tempo è in assoluto la cosa più preziosa per tutti noi. Ed è prezioso soprattutto in ambito riproduttivo, dove con lui abbiamo una sorta di conto in sospeso. Perché la specie umana è fatta per riprodursi in età giovanile: il nostro organismo, soprattutto quello della donna, è una macchina perfetta che è programmata per fare figli presto, diciamo attorno ai 20/25 anni.

    Oggi, invece, per ragioni di studio, di lavoro o semplicemente personali, la società ci porta a prenderci più tempo e si arriva a cercare il primo figlio dopo i 30 anni. Così, come accade in quei settori della medicina che vengono in aiuto al desiderio di sentirsi più giovani e belli, anche in ambito riproduttivo ci troviamo a rincorrere il tempo e a cercare di riportare indietro le lancette dell’orologio per salvaguardare la fertilità e la possibilità di diventare genitori. Ad esempio con il social freezing, che offre la possibilità di congelare gli ovociti in età giovanile per poterli utilizzare anche a 40 anni e avere così la stessa fertilità dei 20 anni».

    Lodovico Parmegiani, embriologo clinico, specialista in biochimica e chimica clinica, inquadra così il congresso “Quanto tempo e ancora. Aggiornamenti su medicina della riproduzione, medicina prenatale e ginecologia”, che si terrà a Bologna, venerdì 29 novembre, presso Palazzo De’ Toschi. Organizzato da Next Fertility GynePro, il congresso, che è presieduto proprio dal dottor Parmegiani, si articola su quattro sezioni, «e nella prima analizzeremo anche il concetto fisico di tempo con la fisica quantistica Gabriella Greison -riprende Parmegiani-, intervento che darà il via ai nostri lavori, accompagnandoci in un percorso in cui tenteremo di comprendere il ruolo che gioca il tempo in ogni aspetto della salute della donna e della coppia in generale. Perché nella medicina riproduttiva il tempo è prezioso: esiste un tempo per la fertilità, un tempo per il concepimento, un tempo per partorire e crescere i figli. Einstein diceva che percepiamo il trascorrere del tempo solo grazie al cambiamento della realtà che ci circonda. E gli eventi legati alla fertilità hanno un impatto cruciale sulla realtà che ci circonda».

    “Il tempo – Endometriosi – Medicina rigenerativa” è il titolo della prima sezione, cui seguiranno “Pma – Ovodonazione – Linee guida” e “Screening genetico – Medicina prenatale”; a chiusura dei lavori la tavola rotonda “Quando e come: alimentazione, fertilità maschile, genetica, Pma, ovodonazione”. Il programma completo del congresso è reperibile a questo link (dove si trovano anche le informazioni relative all’iscrizione e ai crediti ECM per i medici) e il comitato scientifico è composto da tre professionisti del team di Next Fertility GynePro: Veronica Carotenuto, medico chirurgo specialista in ginecologia ed ostetricia con indirizzo in fisiopatologia della riproduzione umana, Walter Ciampaglia, direttore sanitario della clinica bolognese, responsabile del dipartimento di procreazione medicalmente assistita e medico specialista in ginecologia e ostetricia, e Eva Pompilii, genetista medico.

    «L’obiettivo del nostro congresso non è solo quello di comprendere il ruolo del tempo, ma anche esplorare soluzioni concrete per proteggere e ottimizzare la fertilità, sfruttando le migliori strategie preventive e le tecnologie più avanzate a disposizione oggi -continua Lodovico Parmegiani-. Affronteremo perciò temi pratici e attuali: dai protocolli di preservazione della fertilità alla medicina rigenerativa, dalla personalizzazione dei trattamenti di procreazione medicalmente assistita al ringiovanimento cellulare con tecniche innovative e cellule staminali. Sono strategie che non solo aiutano a rispondere alle sfide imposte dal trascorrere del tempo, ma offrono anche un’opportunità reale a chi desidera costruire una famiglia in futuro. Come d’abitudine per il nostro congresso, che ormai organizziamo da tre anni, quindi, tratteremo temi molto specifici e di alto spessore ma con un linguaggio semplice e comprensivo, per fornire informazioni utili anche a tutte quelle coppie che si muovo sulla Rete alla ricerca di risposte e troppo spesso trovano informazioni fuorvianti o addirittura errate».