Autore: Redazione Online

  • Pavese, malore per allenatrice 23enne

    Pavese, malore per allenatrice 23enne

    Una ragazza di 23 anni, vice-allenatrice di una squadra giovanile di pallavolo, ha accusato un improvviso malore sabato pomeriggio alla palestra di Mezzana Corti, frazione di Cava Manara (Pavia), dove era in corso un incontro del campionato provinciale under 12 di volley. La giovane si è alzata dalla panchina e si è recata in bagno, spiegando agli altri componenti dello staff che aveva un forte mal di testa.

    Non avendolo vista ritornare, i dirigenti delle due squadre l’hanno raggiunta ai servizi trovandola sdraiata sul pavimento. Sono stati subito chiamati i soccorsi e le è stato praticato il massaggio cardiaco. Gli operatori del 118 l’hanno intubata sul posto e l’hanno poi portata in ambulanza al Policlinico San Matteo di Pavia, dove si trova ora ricoverata in gravi condizioni.

  • Milano, alcoltest: via 16 patenti

    Milano, alcoltest: via 16 patenti

    Sedici patenti ritirate e 209 punti decurtati: è il bilancio dei servizi di controllo notturno della Polizia volti a frenare il fenomeno della guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti.

    Cinque pattuglie e quattro operatori del personale sanitario, dalla mezzanotte alle 6 del mattino di ieri, in Piazzale Cimitero Monumentale, hanno controllato 71 persone e sottoposto 64 conducenti, di cui 40 uomini e 24 donne, alla successiva prova con etilometro. Inoltre, 10 conducenti, che presentavano anche un’anamnesi tipica, sono stati sottoposti al test non invasivo dell’assunzione di sostanze stupefacenti. Di questi, due sono risultati positivi alla cocaina e ai cannabinoidi. Inoltre, al termine del servizio, 9 conducenti sono stati denunciati in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza alcolica con un tasso alcolemico compreso tra 0,80 e 1,5 g/l ovvero superiore all’ 1.5 g/l. Per gli altri, si è trattato di una contravvenzione, ma per tutti è scattata la sospensione della patente. Durante lo svolgimento di un controllo, sono stati sequestrati 3,1 grammi di hashish.

    “È di tutta evidenza che, con questi risultati, – si legge nella nota della Polizia – i controlli della Polizia Stradale si preannunciano ancora più serrati per abbattere il fenomeno della guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche e stupefacenti, al fine di raggiungere l’obiettivo europeo di ridurre del 50% le vittime di incidenti stradali entro il 2030 e arrivare a zero vittime nel 2050”.

  • Don Flavio Pace Arcivescovo: la celebrazione sacra e le sue prime parole

    Don Flavio Pace Arcivescovo: la celebrazione sacra e le sue prime parole

    «Uomini fatti preghiera, cioè uomini che siano come l’argilla che non si sottrae alla maestria del vasaio e si lascia plasmare, sempre, nella giovinezza e nella vecchiaia, come se la parola che chiama non fosse una memoria preistorica, ma una confidenza quotidiana. Uomini inclini ad abitare il silenzio, persino prima di inseguire l’ultimo segnale del cellulare, vincendo la curiosità elementare e legittima di leggere l’ultimo aggiornamento». Uomini di preghiera «come don Flavio che ha scelto come suo motto episcopale, non la proclamazione di una verità, non la dichiarazione di una intenzione, ma un’invocazione, una preghiera». Dice così l’Arcivescovo, nella sua omelia, presiedendo la celebrazione dell’ordinazione episcopale di monsignor Flavio Pace, segretario del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, in un Duomo gremito e in festa per l’ingresso nella successione apostolica – arcivescovo titolare di Dolia – di questo figlio della Chiesa ambrosiana, nato a Monza nel 1977 e divenuto sacerdote in questa stessa Cattedrale nel 2002.

    La celebrazione
    Sono quattro i Porporati presenti per l’occasione, i cardinali Leonardo Sandri, vice decano del Collegio cardinalizio (di cui per 12 anni Pace è stato segretario), co-consacrante così come Kurt Koch, prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani; l’ambrosiano Francesco Coccopalmerio e Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali, nel quale ha lavorato a lungo il neo vescovo. Nelle prime file, i parenti dell’Ordinando – tra cui i genitori, le sorelle e anche una zia suora agostiniana di clausura giunta dalla Toscana con alcune consorelle – , i rappresentanti delle Istituzioni con le fasce tricolori: la presidente del Consiglio comunale per il sindaco di Milano Beppe Sala, il sindaco di Monza, la vicesindaco di Abbiategrasso, il presidente della Provincia di Monza e Brianza e alcuni primi cittadini giunti dal Trentino, per i legami con quella terra di monsignor Pace. Non mancano gli appartenenti al Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano con la presidente, la pastora valdese Daniela Di Carlo

    Sono 24 i Vescovi – provenienti anche dalla Turchia, dal Libano, dalla Siria, dall’Ucraina, dagli Stati Uniti e dalla Terra Santa con il Custode, padre Francesco Patton-, tra cui alcuni indossano i paramenti orientali. E i presbiteri della Santa Sede, della Curia Romana e della Conferenza Episcopale Italiana, dei Dicasteri per le Chiese Orientali e per l’Unità dei Cristiani, i membri del Cem, i sacerdoti ambrosiani e i Canonici del Capitolo metropolitano della Cattedrale.

    Flavio PaceFoto Andrea Cherchi
    Circa 120 concelebranti per un rito, sempre suggestivo e particolarmente coinvolgente nei tanti gesti di alto significato, peculiari della liturgia dell’Ordinazione, partendo dal canto di invocazione dello Spirito e dalla presentazione dell’eletto che si porta davanti al Vescovo ordinante principale – monsignor Delpini – per la lettura del mandato del Papa e la presentazione all’assemblea della Bolla pontificia.

    Poi, l’omelia dell’Arcivescovo con il riferimento, appunto, agli uomini che si fanno loro stessi preghiera vivente.

    Si cercano uomini fatti di preghiera
    «Si cercano uomini fatti preghiera, uomini così semplici e sapienti che, pregando con le parole dei Salmi, sentano parole vive della voce e della fede dei secoli, della voce e della fede di Gesù, della voce e della fede dei santi; uomini che siano anche poeti e cantori. È irrinunciabile il dialogo, il confronto tra i discepoli, ma le parole scambiate dai discepoli in cammino verso Emmaus – il riferimento è al Vangelo di Luca appena proclamato – sono parole che raccontano tristezze senza speranza, una cronaca dei fatti che non sa coglierne la verità: perciò si cercano uomini fatti preghiera che vivano anche la riflessione e le considerazioni sulla cronaca in dialogo con il viandante sconosciuto che sa scaldare il cuore. Si cercano quindi uomini fatti preghiera per promuovere il dialogo desiderabile tra le Confessioni cristiane». Il richiamo è, evidentemente,anche ai ruoli ricoperti da monsignor Pace nei diversi Dicasteri vaticani.

    «Si cercano perciò uomini fatti preghiera per ripercorrere la storia della Chiesa, i suoi drammi e farne una memoria, in cui germogli il futuro e la speranza, la riconciliazione e la pace. È provvidenziale, in questo nostro tempo, esplorare le vie della diplomazia, dei delicati equilibri per il rispetto delle tradizioni occidentali, orientali, tardo antiche, moderne e sentire il dramma di essere non popolo. Ma dove ci incontreremo? Quando riusciremo a essere popolo di Dio, stirpe eletta, nazione santa. Si cercano perciò uomini fatti preghiera perché sia viva sempre la fiducia nelle promesse di Dio».

    Doveroso, inoltre – riflette ancora il vescovo Mario -, «che il Vescovo eserciti il suo ministero come un vigilare, una specie di sorveglianza perché sia osservata la legge, si custodita la tradizione, sia praticata la disciplina, ma tutto rischia di diventare noioso se non addirittura inerte. Perciò si cercano uomini fatti preghiera perché lo spasimo dell’unità tra i discepoli di Gesù e l’invocazione della pace tra gli uomini sia come un fuoco che divora e come una sapienza che orienta».

    Liturgia di Ordinazione
    Terminata l’omelia, è proprio il vescovo eletto Flavio che esprime i suoi impegni rispondendo all’Arcivescovo, “Sì, lo voglio”. Poi, le Litanie dei Santi – con tutta l’assemblea in ginocchio e monsignor Pace sdraiato in altare -, l’imposizione delle mani sull’Eletto da parte del vescovo Mario e dei concelebranti in altare maggiore, nel silenzio della Cattedrale, la preghiera di Ordinazione, mentre il libro dei Vangeli è posto sul capo del neo vescovo. Infine, i Riti esplicativi: l’unzione crismale, la consegna del Libro dei Vangeli, dell’anello, della mitra e del pastorale, l’insediamento, tra gli applausi, e l’abbraccio di pace.

    Un applauso che si ripete quando, a conclusione della celebrazione, l’ormai vescovo Flavio percorre, con i Cardinali conconsacranti, la navata centrale del Duomo tra due ali di fedeli e quando, infine, rivolge, emozionato, il suo saluto di ringraziamento ai presenti. Ricordando, anzitutto, la data del 4 maggio, quest’anno sabato santo per coloro che seguono il calendario Giuliano.

    Il saluto del vescovo Flavio
    «Vi invito a dire insieme a me oggi l’Alleluia della Pasqua, evento che squarcia il velo di tenebra che copre l’esistenza umana. Dico grazie quindi al Signore, rimanendo in atteggiamento di supplica Fove precantes Trinitas», dice con le parole del suo motto episcopale.

    Un «grazie», allargato alla sua famiglia, al Papa, ai confratelli e alla Chiesa di Milano «con il suo pastore, l’arcivescovo Mario, che mi è stato maestro e rettore e che ha accolto la mia richiesta di essere ordinato qui, da lui. Come ambrosiani sentiamo la responsabilità di ripartire dal ricordo della Battesimo, come la liturgia del vespro ogni giorno ci invita a fare». Il ringraziamento non dimentica le tante comunità che lo hanno visto presente, dalla natìa Monza al Seminario, da Abbiategrasso (dove svolse il suo primi ministero sacerdotale per circa 10 anni) a Roma in Vaticano, con la sua «nuova famiglia», il Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani.

    C’è anche tempo, prima della festa fuori dal Duomo, per una confidenza umanissima. «Avrei potuto non essere, e invece sono qui: quando fui concepito mia mamma aveva quasi 37 anni, forse una età che all’epoca era ritenuta troppo avanzata. Il ginecologo le disse: “vada ad abortire a Londra”. Mia mamma entrò in chiesa piuttosto sconsolata, e un sacerdote le si fece vicino e la consolò: “ogni bimbo è scritto nel libro della vita”. È così è continuata una bella avventura che mi ha condotto fino a qui. Capite quanto non sia scontato per me dire grazie per il dono della vita, nella consapevolezza che essa mi è consegnata nuova ogni giorno perché io possa a mia volta renderla dono per gli altri, nonostante il mio egoismo e la mia miseria».

    Foto tratte dal sito della Diocesi di Milano, Andrea Cherchi

  • A 46 anni don Flavio Pace diventa il più giovane arcivescovo d’Italia. La commozione della città di Abbiategrasso

    A 46 anni don Flavio Pace diventa il più giovane arcivescovo d’Italia. La commozione della città di Abbiategrasso

    E’ stato l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, a presiedere oggi la cerimonia in Duomo durante la quale è stato ordinato arcivescovo Flavio Pace, già sotto segretario del Dicastero delle Chiese orientali. Con i suoi 46 anni, nato il 29 luglio 1977, ordinato sacerdote nello stesso Duomo di Milano l’8 giugno 2002, Pace è il più giovane arcivescovo italiano.

    Nominato dal Papa segretario del Dicastero per la Promozione dell’Unita dei cristiani, è stato lo stesso monsignor Pace a chiedere che la sua ordinazione avvenisse nella sua Chiesa d’origine, quella ambrosiana. A concelebrare i cardinali Leonardo Sandri, Claudio Gugerotti, Kurt Koch ma anche tanti rappresentanti delle Chiese orientali.

    Tra i tanti presenti in cattedrale anche le autorità locali di Abbiategrasso (dove don Flavio è rimasto diversi anni, lasciando una rete molto solida di amicizie e di rapporti umani) e di Monza.

    “Si cercano uomini di preghiera cioè uomini fatti preghiera, uomini disponibili ad attraversare le asprezze del deserto”, “si cercano uomini che si affidino allo spirito, inclini ad abitare il silenzio persino nelle sacrestie prima di inseguire l’ultimo segnale del cellulare”, “si cercano uomini così semplici e sapienti che siano anche poeti e cantori”, e quindi uomini di “dialogo”, “che vivano anche la riflessione con la cronaca per scaldare il cuore”, ha detto nell’omelia mons. Delpini. Con riferimento implicito al nuovo incarico di mons. Pace, Delpini ha aggiunto quanto sia “desiderabile l’unità tra le tra confessioni cristiane” sottolineando che “i ricordi possono anche alimentare rancori e non favorire il perdono”. Invece è necessario “esplorare le vie della diplomazia” per far germogliare “fiducia, pace e speranza”.

    Ironico, come di consueto, il saluto finale di Delpini che si è rammaricato per la perdita di un sacerdote della sua Chiesa, “ma si sa – ha aggiunto – i sacerdoti di Milano sono i migliori e infatti il Papa ce ne ha già presi quattro”.

    (foto tratta dal sito della Diocesi di Milano, di Andrea Cherchi)

  • Magenta. 2024 Anno di Grazia del SIGNORE per tutta la Famiglia Canossiana

    Magenta. 2024 Anno di Grazia del SIGNORE per tutta la Famiglia Canossiana

    Maddalena Gabriella dei Marchesi Canossa nacque a Verona nel 1774. Fin da bambina rivelò un carattere determinato ma soprattutto un cuore grande, magnanimo, attento ai piccoli e ai poveri del suo tempo.

    Nel corso della sua vita ha scoperto il valore dell’Amore più grande che dà la vita: ha voluto infatti un Istituto nel quale le suore non fossero di clausura ma dedite totalmente a Dio e ai fratelli nelle opere di Misericordia in particolare nel campo educativo, dell’evangelizzazione e dell’assistenza ai malati.

    Il suo inizio, nel 1808, prese vita in uno dei quartieri più malfamati e poveri di San Zeno, in seguito si espanse a Venezia, Milano, Bergamo, Trento. Attualmente le Canossiane sono in tutti i Continenti. Nel 1828 Papa Leone XII approvò definitivamente sia le regole dell’Istituto che la nascita della Congregazione religiosa delle Figlie della Carità Canossiane.

    Maddalena fu dichiarata beata nel 1941 da Papa Pio XII e nel 1989 Santa da Giovanni Paolo II. La Fondazione della casa di Magenta è avvenuta nell’ottobre del 1884 con un gruppo di Madri provenienti dalla casa Primaria di Milano di via della Chiusa.

    La Scuola è intitolata a Madre Anna Terzaghi che dal 1890 al 1913 è stata insegnante e direttrice dell’Educandato dove diede il meglio di sé. Ma ciò che è importante e fondamentale è che la comunità Canossiana è sempre stata un segno fecondo di Educazione.

    Generazioni e generazioni di bambine, ragazze, adolescenti sono passate da questo luogo educativo come alunne, educande o come oratoriane, tra queste merita ricordare Santa Gianna Beretta Molla, che frequentando le Madri, imparò a stimare e fece suo il loro stile: vivere il quotidiano con animo grande, coniugando così l’ordinarietà e la straordinarietà.

    Le Canossiane a Magenta volevano e vogliono essere “Madri” accanto a tutti i magentini riflettendo nel loro “servizio” e su ogni persona la tenerezza e la forza dell’Amore di Dio. La loro “maternità” si esprime in particolare privilegiando il campo educativo, promuovendo la dignità di ogni persona attraverso la formazione perché come diceva Maddalena: “La scuola è la messe che costa più cara ma che rende maggior frutto, dipendendo dall’Educazione, la condotta di tutta la vita.”

    Le Madri, in collaborazione con la Parrocchia e il territorio hanno sempre interagito specie per la catechesi e le attività parrocchiali ben consapevoli che è fondamentale “FAR CONOSCERE GESU’, perché EGLI NON E’ AMATO perché NON è CONOSCIUTO.”

    Da allora, il lontano 1884 ad oggi 2024 la comunità delle Madri Canossiane coadiuvate e sostenute da laici competenti e ben formati sia umanamente che culturalmente si pongono a servizio dei bambini, ragazzi, adolescenti e delle loro famiglie per prepararli alle sfide della vita. E’ nel motto scelto per Celebrare i 250 anni della nascita di Maddalena: “ACCENDI LA VITA”

    che anche noi Canossiane con tutta la Comunità scolastica, parrocchiale e civile vogliamo condividere la Festa e invitiamo tutti coloro che in modi diversi ci hanno conosciuto e ci conoscono l’8 maggio 2024 alle ore 17.00 per S. MESSA di ringraziamento nel cortile della scuola e per la festa, con l’estrazione dei biglietti della lotteria condivisa con tutti i presenti.

  • Rugby Parabiago, un torneo per Vale

    Rugby Parabiago, un torneo per Vale

    È stata davvero una bella giornata quella del 1° maggio al Red&Blue Stadium.
    Una giornata di rugby dedicata a Valerio Antonioni, il Vale per i suoi amici, che ha visto scendere in campo circa 160 ragazzi Under 14 per Un Torneo che Vale e una partitella a Rugby Touch tra i suoi amici, compagni di squadra e ragazzi da lui cresciuti ed allenati.

    Un torneo dei ragazzi Under 14 splendido, giocato con lealtà, correttezza e tanto rispetto nel vero spirito del rugby, che ha visto scendere in campo le due squadre di Parabiago, Varese, Tradate, Monza, Lecco, Milano Sud e Oggiono. Due gironi da 4 squadre che si sono confrontate in partite da 15’, con a seguire la fase finale: una classifica che alla fine ha visto Rugby Parabiago, Varese e Lecco aggiudicarsi i primi tre posti, premiate da Cecilia, la moglie di Valerio.

    Una giornata proseguita con una partitella a Rugby Touch che ha visto scendere in campo tanti amici e tanti sorrisi di ex ragazzi, ora uomini, che con Valerio hanno condiviso tanto e sul suo campo da gioco hanno voluto ricordarlo.

    A bordocampo, impegnati nell’organizzazione di questo evento, tante persone che gli hanno voluto bene e che per Vale avranno sempre un pensiero.
    “E’ davvero emozionante avervi qui per Valerio – ha dichiarato Marco Mainardi, amico e organizzatore del torneo al momento della premiazione. Ringrazio tutti i Club partecipanti, i ragazzi scesi in campo, Cecilia e gli amici che per lui si sono riuniti e hanno giocato divertendosi come sempre faceva il Vale, che aveva sempre un sorriso per tutti. Giocare a rugby è stato il miglior modo per ricordarlo e averlo ancora qui con noi.”
    Perché uno come il Vale non si può dimenticare.

  • Da lunedì nuove chiusure sulla Milano Varese

    Da lunedì nuove chiusure sulla Milano Varese

    Aspi comunica in una nota che sulla A8 Milano-Varese, per consentire diverse attivita’, saranno adottati i seguenti provvedimenti di chiusura: nelle due notti di lunedi’ 6 e martedi’ 7 maggio, con orario 22-6, per consentire lavori di manutenzione delle barriere antirumore, sara’ chiuso lo svincolo di Castronno, in entrata verso Varese; sara’ chiusa anche l’area di servizio “Brughiera est”, situata nel tratto compreso tra Castronno e Lago di Varese Gazzada, verso Varese.

    In alternativa si consiglia di entrare allo svincolo di Lago di Varese Gazzada; dalle 21 di venerdi’ 10 alle 5 di sabato 11 maggio, per consentire lavori di manutenzione cavalcavia, sara’ chiuso lo svincolo di Solbiate Arno, in uscita per chi proviene da Milano e in entrata verso Varese; lo stesso svincolo di Solbiate Arno sara’ chiuso anche in entrata verso Milano, per effetto della contestuale chiusura del tratto Castronno-Cavaria, in direzione del capoluogo lombardo. In alternativa si consiglia di utilizzare i seguenti svincoli: in uscita per chi proviene da Milano: Castronno o Cavaria; in entrata verso Varese: Castronno; in entrata verso Milano: Cavaria.

  • Intolleranza anti Israele alla Statale di Milano

    Intolleranza anti Israele alla Statale di Milano

    “Dover annullare il convegno all’universita’ Statale di Milano per ragioni di sicurezza e’ una sconfitta della democrazia, della cultura, del buonsenso. Una sconfitta per tutti”. Lo ha detto il presidente di Noi moderati, Maurizio Lupi. “Un principio che vale sempre, non solo per l’incontro ‘Pro Israele’, ma per qualsiasi iniziativa in qualsiasi ateneo che sono, storicamente, i luoghi franchi della condivisione del sapere – ha aggiunto il presidente -. Sta montando un brutto clima nel Paese, di scontro e non di confronto, di delegittimazione reciproca e non di dialogo: e’ ora che la politica abbassi i toni e prenda coscienza che alimentare un clima d’odio e di intolleranza nei confronti degli avversari politici produce fratture sociali e culturali spesso profonde e difficili da sanare”, ha concluso Lupi.

    “Ormai sta diventando pericolo essere ebreo in italia, lo abbiamo visto con il caso di David Parenzo alla Sapienza, fino all’annullamento di questo convegno in Statale per ragioni di sicurezza. C’è un evidente pericolo di antisemitismo in italia se per questioni di sicurezza si annulla un incontro in università su Israele, per questo ho organizzato per domenica una manifestazione a Milano a cui sono contento abbiano aderito tutte le forze politiche”. Lo dice a LaPresse il consigliere di Azione a Palazzo Marino a Milano Daniele Nahum, commentando il recente annullamento di un convegno su Israele per rischi di ordine pubblico. Nahum poi spiega che “resta il tema delle università italiane, quello che mi fa riflettere è che non ci sono state contestazioni contro l’Iran che l’anno scorso ha mandato a morte oltre 1000 oppositori al regime, mentre su Israele, che sulla gestione della guerra è criticabilissimo ma resta una democrazia, c’è un’ondata di proteste enorme: questo si spiega solo con un diffuso sentimento di antisemitismo”.

  • Linate, furto profumi per 15mila euro

    Linate, furto profumi per 15mila euro

    Nei giorni scorsi a Milano, la Polizia di Stato ha fermato e indagato in stato di libertà nove cittadini italiani di età compresa tra i 19 e 51 anni per furto aggravato di numerosi profumi ai danni dell’esercizio commerciale presente all’interno dello scalo aereo.Gli agenti della Polizia di Frontiera, in servizio presso l’aeroporto di Milano Linate, hanno iniziato l’attività d’indagine a seguito della denuncia per furto di numerose confezioni di profumi, sporta dalla società che gestisce la profumeria della zona “partenze” dello scalo di Linate. Visionando le registrazioni delle telecamere di sicurezza, i poliziotti hanno notato nove uomini i quali, dopo aver prelevato le confezioni di profumo riponendole nei loro bagagli, si sono allontanati dall’esercizio commerciale senza pagare per poi imbarcarsi sul volo per Palermo.

    Incrociando i dati dei nominativi del volo per Palermo con i dati dei passeggeri, gli agenti hanno accertato che gli autori del furto sarebbero transitati nei giorni successivi presso lo stesso scalo di Linate e in partenza con un volo sempre per Palermo. È stato predisposto un apposito servizio di osservazione: i nove uomini, effettuati i controlli di sicurezza, sono entrati nella profumeria e, dopo aver prelevato numerose scatole di profumi, si sono allontanati. Fermati dai poliziotti, sono stati trovati con 64 prodotti di profumeria per un ammontare di circa 15.000 euro.

  • Cinque agenti del Beccaria tornano in ufficio

    Cinque agenti del Beccaria tornano in ufficio

    Cinque degli otto degli agenti della polizia penitenziaria sospesi dal servizio nell’inchiesta che ha portato a 13 arresti per presunte torture nel carcere minorile Beccaria potranno tornare a lavoro, ma non al Beccaria né a stretto contatto con i detenuti, ma in uffici dell’amministrazione. Lo ha stabilito il gip di Milano Stefania Donadeo che si è pronunciata sulle istanze dei difensori (tre non hanno richiesto modifiche alla misura). Tra i cinque che torneranno in ufficio c’è anche l’ex comandante Francesco Ferone che deve rispondere di falso: avrebbe taciuto sulle presunte aggressioni per difendere i colleghi.

    Uno dei sospesi, a cui viene contestata la condotta omissiva, sarebbe riuscito a dimostrare, nell’interrogatorio davanti al gip, di aver cercato di impedire il contatto tra gli agenti arrestati e i giovani detenuti. La decisione di oggi nasce dal venire meno del pericolo di inquinamento probatorio.