Autore: Redazione Online

  • Tumori: mortalità ancora in calo

    Tumori: mortalità ancora in calo

    Mortalità per cancro in calo in Europa. I tassi di mortalità standardizzati per età per tumore diminuiranno del 6,5% negli uomini, passando da 132 per 100.000 nel 2018 a 123 per 100.000 nel 2024, e del 4% nelle donne, passando da 82,5 a 79 per 100.000. Ancora più marcata la riduzione nel Regno Unito, dove per il 2024 si prevede una diminuzione della mortalità di quasi il 14% negli uomini, passando da un tasso di 120 a 104 per 100.000, e del 10% nelle donne, passando da 92,5 a 83 per 100.000. La stima arriva da uno studio, coordinato dall’Università degli Studi di Milano assieme all’Università di Bologna e sostenuto da Fondazione Airc, pubblicati sulla rivista ‘Annals of Oncology’. Tuttavia, a causa dell’invecchiamento della popolazione – chiariscono i ricercatori – nell’Ue si prevede un aumento del numero di decessi per tumore da 675.265 nel 2018 a oltre 705.100 nel 2024 negli uomini, e da 535.291 a oltre 565.700 nelle donne, arrivando a 1.270.800. Nel Regno Unito si stima un aumento da 91.059 a 92.000 negli uomini e da 79.631 a 80.900 nelle donne, per un totale di 172.900 morti attese per il 2024. I ricercatori hanno, inoltre, calcolato il numero di decessi per tumore evitati tra il 1989 e il 2024, ipotizzando che i tassi rimanessero costanti rispetto ai livelli del 1988. Si stima che complessivamente sono stati evitati 6.183.000 decessi nell’Ue (4.244.000 negli uomini e 1.939.000 nelle donne) e 1.325.000 nel Regno Unito (899.000 negli uomini e 426.000 nelle donne).

    Il cancro del polmone si conferma un ‘big killer’. Sebbene si registri un andamento favorevole negli uomini, questo tumore è caratterizzato dai tassi più elevati per entrambi i sessi, sia nell’Unione Europea che nel Regno Unito. Per il 2024 i ricercatori stimano tassi di mortalità di 28 uomini e 13,6 donne ogni 100.000 abitanti nell’Ue, con una riduzione rispetto al 2018 del 15% negli uomini e nessuna nelle donne. Nel Regno Unito si stimano tassi di mortalità per il cancro ai polmoni di 19 uomini e 16 donne ogni 100.000, con una riduzione del 22% negli uomini e del 17% nelle donne rispetto al 2018.

    Sia nell’Ue che nel Regno Unito, attualmente, il cancro al colon-retto è per gli uomini la seconda causa di morte dopo il tumore ai polmoni e per le donne la terza causa di morte dopo il tumore alla mammella e ai polmoni. Gli andamenti di mortalità per questo tipo di tumore sono favorevoli, tranne che nelle donne nel Regno Unito. Nell’Ue, per il 2024 si stima una diminuzione, rispetto al 2018, di mortalità per tumore al colon-retto del 5% negli uomini, con un tasso previsto di 15 per 100.000, e del 9% nelle donne, con un tasso di 8 per 100.000. Nel Regno Unito si prevede un calo del 3% negli uomini, con un tasso di 14 per 100.000, mentre i numeri resteranno stabili nelle donne, con un tasso di 10 per 100.000. “I tassi di mortalità tendono a diminuire nei Paesi con un migliore accesso ai programmi di screening e diagnosi precoce. Tuttavia l’aumento della mortalità tra i giovani è preoccupante”, commentato Carlo La Vecchia, docente di Statistica medica ed Epidemiologia alla Statale di Milano. Gli andamenti di mortalità per tumore alla mammella continuano a essere favorevoli nell’Ew e nel Regno Unito.

    Nel 2024 si prevede una diminuzione del 6% nell’Unione, passando da 14 per 100.000 donne nel 2018 a 13 nel 2024, e dell’11% nel Regno Unito, passando da 15 a 13 per 100.000 donne. “I progressi nella diagnosi del tumore alla mammella hanno un ruolo fondamentale nel sostanziale calo dei tassi di mortalità, ma i progressi nei trattamenti e nella gestione della malattia sono le ragioni principali dell’aumento del numero di persone che sopravvivono”, sottolinea Eva Negri, docente di Epidemiologia ambientale e medicina del lavoro al Dipartimento di scienze mediche e chirurgiche dell’Università di Bologna e co-leader della ricerca. Il tumore al pancreas è l’unico per cui non si prevede un andamento favorevole nella mortalità nell’Unione Europea (ma non nel Regno Unito) per entrambi i sessi. Rappresenta oltre il 3% delle nuove diagnosi di tumore in Europa, ma circa il 7% dei decessi per cancro, ed è la quarta causa di morte per tumore. Si prevede che i tassi di mortalità nell’Ue aumenteranno dell’1,6% negli uomini e del 4% nelle donne. Le tendenze sono migliori nel Regno Unito, dove si stima un calo del 7% negli uomini e del 2% nelle donne. “Il fumo è il principale fattore di rischio per il cancro al pancreas, ma spiega solo in parte l’aumento dei tassi di mortalità. Anche il sovrappeso, l’obesità, il diabete come anche l’eccessivo consumo di alcolici possono avere un ruolo importante”, afferma Negri

  • Ambientalisti radicali sempre più scemi. Offesa (ma non danneggiata) la Gioconda

    Ambientalisti radicali sempre più scemi. Offesa (ma non danneggiata) la Gioconda

    La Giocanda “non ha subito alcun danno”: lo ha assicurato il Louvre dopo che in mattinata di ieri alcuni ambientalisti hanno lanciato zuppa sul vetro anti-proiettile che protegge l’opera piu’ famosa del mondo. La direzione del museo francese ha aggiunto che la Salle des Etats, dove e’ esposto il dipinto, e’ stata riaperta ai visitatori dopo essere stata chiusa per circa un’ora. Intanto si e’ saputo che quella lanciata era zuppa di zucca e che le due ecoattiviste avevano nascosto la minestra in un thermos per il caffe’ (all’interno del Louvre e’ consentito portare alimenti).

    Diversi i precedenti di azioni eclatanti di attivisti climatici ai danni di opere d’arte: si deve ai militanti di Just Stop Oil la zuppa di pomodoro contro i ‘Girasoli’ di Van Gogh alla National Gallery di Londra (14 ottobre 2022) e quella contro la ‘Ragazza con l’orecchino di perla’ di Vermeer al museo Mauritshuis dell’Aja (27 ottobre 2022), così come il lancio di una torta sul volto di cera di re Carlo III al Madame Tussauds (24 ottobre 2022). Sono stati invece due attivisti di ‘Futuro Vegetal’ a incollarsi alle cornici dei dipinti de’ La Maja nuda e La Maja vestita di Francisco de Goya esposti al Museo Nazionale del Prado di Madrid il 5 novembre 2022. Fra i due capolavori del maestro spagnolo hanno scritto il messaggio ‘+1,5º’ per “avvertire dell’aumento della temperatura globale”. Ancora Van Gogh nel mirino a Roma: gli attivisti di Ultima Generazione il 4 novembre 2022 hanno lanciato una zuppa di piselli contro ‘Il seminatore’ esposto in una mostra a palazzo Bonaparte.

    Nel luglio precedente a essere colpita dagli ambientalisti era stata la Primavera di Sandro Botticelli: militanti di “Ultima Generazione”, giunti al secondo piano della Galleria degli Uffizi, si erano incollati le mani al vetro protettivo. Stessa tecnica usata quando si sono incollati le mani alla base della celebre statua di Laocoonte esposta nei Musei Vaticani (agosto 2022). Tra le altre ‘vittime’ degli ecovandali anche il dipinto Les Meules di Claude Monet al Museo Berberini di Postdam, in Germania, contro cui venne lanciato del puré di patate (23 ottobre 2022) e il quadro Morte e vita di Gustav Klimt, conservato al Leopold Museum di Vienna, che venne imbrattato con un liquido nero e oleoso (15 novembre 2022). Sempre a “Ultima Generazione” è riconducibile il blitz alla Fabbrica del Vapore a Milano in occasione di una mostra dedicata a Andy Warhol, quando una delle leggendarie Art Cars dell’artista, la Bmw M1, venne imbrattata con otto chili di farina (18 novembre 2022). (Redazione/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 28-GEN-24 14:33

  • Omicidio a Fagnano Olona: “Siamo tutti sotto shock”

    Omicidio a Fagnano Olona: “Siamo tutti sotto shock”

    Era conosciuto nella zona Andrea Bossi, il 26enne accoltellato a morte nella sua casa di Cairate in provincia di Varese e come lui tutta la famiglia che vive a Fagnano Olona. “Siamo tutti sotto shock – spiega il sindaco di Fagnano Marco Baroffio – non riusciamo davvero a ipotizzare cosa possa aver scatenato questa aggressione. Andrea Bossi non aveva brutte frequentazioni”. “Era un bravo ragazzo, molto conosciuto in paese, ha sempre lavorato in officina” ha aggiunto. L’officina è la CFG Carpenteria Meccanica di Fagnano Olona, dove da anni Bossi lavorava, in paese ha realizzato e posato il monumento alle vittime del Covid.

    È stato ucciso con almeno un fendente alla gola nella notte fra venerdì e sabato Andrea Bossi, probabilmente con un coltello da cucina: a Cairate, nel Varesotto, proseguono gli accertamenti dei carabinieri del comando provinciale per far luce sull’omicidio del ventiseienne trovato cadavere nel suo appartamento di via Mascheroni. Gli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero di Busto Arsizio Francesca Parola hanno cristallizzato la scena del crimine. Sulla soglia di casa e sul pianerottolo ci sono numerose tracce di sangue; impronte che potrebbero essere anche state lasciate dall’assassino. A trovare il corpo sabato mattina, è stato il padre di Andrea che è andato a casa del figlio perché non rispondeva al telefono. I vicini hanno sentito il cane del 26enne abbaiare intorno alle 4 del mattino e come un tonfo ma nessun grido o richiesta d’aiuto. Ora per cercare di individuare l’autore dell’omicidio e un possibile movente si scava nella vita del giovane, che non ha precedenti e lavorava da tempo nell’officina Cfg Carpenteria Meccanica.

  • Milano, discoteca abusiva: denunciari due cittadini peruviani

    Milano, discoteca abusiva: denunciari due cittadini peruviani

    I carabinieri di Milano, in sinergia con il nucleo annonaria e commercio della Polizia Locale di Milano, hanno denunciato in stato di libertà per apertura abusiva di luoghi di pubblico trattenimento, due peruviani di 20 e 41 anni. Gli accertamenti hanno consentito di verificare che all’interno di un capannone in zona via Enrico Cialdini era in corso una serata danzante non autorizzata, con la somministrazione agli avventori non tesserati di bevande alcoliche. Sono state elevate contravvenzioni per un valore di 5.000 euro.

    Qualcosa di analogo era successo a novembre: circa 300 persone ballavano e si divertivano all’interno di un locale non autorizzato che, in pratica, era una discoteca abusiva vera e propria. E non si tratta di una novità, perché già durante l’estate del 2023 era partita una diffida per intimare la cessazione dell’attività illecita. Il 23 novembre, intorno alle 4, la polizia locale è intervenuta a Milano in via Renzo e Lucia (zona Torretta), per bloccare l’attività.

  • Lavori nel periodo dell’Asciutta: il punto della situazione sul territorio

    Lavori nel periodo dell’Asciutta: il punto della situazione sul territorio

    Proseguono in modo spedito i lavori di recupero spondale lungo il Naviglio Grande tra Abbiategrasso e Milano con circa 40 metri lineari di muratura terminati.

    Le attività nei cantieri hanno preso avvio subito dopo le festività natalizie con l’approntamento dei cantieri, a pochi giorni dall’inizio dell’asciutta del canale. Settimana scorsa sono entrati nel vivo anche i lavori lungo i Navigli Pavese e Bereguardo.

    Per quanto riguarda il Pavese verranno ultimate le opere a Casarile (MI) e Binasco (MI), avviate durante la scorsa asciutta, cui si aggiungono quelle a Vellezzo Bellini (PV) e a Giussago (PV). Lungo il Bereguardo i cantieri sono invece localizzati a valle di Morimondo (MI); i lavori verranno ultimati nel corso della prossima asciutta.

  • Il mese in 5 minuti: Camilla Garavaglia e la Roba, da Verga a John Galliano

    Il mese in 5 minuti: Camilla Garavaglia e la Roba, da Verga a John Galliano

    Dopo aver accantonato le poco utili note del telefono (vedi edizione precedente) torno a scrivere questa newsletter per le solite due ragioni, Dopo un mese di testi scritti per le aziende mi annoio e voglio scrivere cose senza scopo – questo è il punto in cui mia madre mi direbbe che sputo nel piatto in cui mangio e gozzoviglio.

    Questa newsletter si chiama “Il mese in 5 minuti” – questo è il punto in cui mi chiedo Ma perché non l’ho chiamata “Il trimestre in 5 minuti”? Il mio lento divenire la versione di me stessa anziana mi ha portata, nell’ultimo mese, a borbottare su qualsiasi cosa, pandoro della Ferragni compreso (grazie a dio, in questo tempo compresso gli scandali durano meno di un quarto d’ora) e in particolar modo su questioni legate alla triade prodotti-soldi-influencer.

    (Questo invece è il punto dove gli scrittori e i copywriter bravi interrompono la parte di newsletter aggratis concedendo la restante lettura solo ai lettori in abbonamento, ma io ogni volta che Substack mi chiede “Vuoi creare una versione a pagamento?” vorrei rispondere “machimmesencula” e quindi niente potete continuare a leggere aggratis, a me va bene tutto basta che non devo pagarvi io).

    Benvenuti nella newsletter di gennaio, una delle ultime rimaste a usare il maschile sovraesteso e non l’asterisco perché tanto, appunto, è gratis e non potete lamentarvi.

    Sempre da quel meraviglioso posto che è il New Yorker
    Tu che lo vendi, cosa ti compri di migliore?

    Per colpa del o grazie al mio lavoro finisco per interrogarmi molto spesso sul concetto di vendita: lo scopo di ciò che scrivo, direi 99 volte su 100 ma non mi viene in mente niente da stringere dentro a quel piccolo 1, è la vendita di roba. Proprio la roba di Verga, oggetti e ricchezze, ma anche servizi: dalle candele profumate alle lezioni di danza del ventre, non esiste roba che non si possa vendere e nemmeno si è mai sentito un cliente chiedere dei testi che non avessero quello scopo, anche in maniera indirettissima, ed è giusto così.

    Capita, però, di sentirsi sopraffatti da questa tensione alla vendita, da questo continuo sgomitare tra il black friday, il Natale, i saldi, San Valentino… senza fermarsi mai un attimo.

    Quante altre stracazzo di giornate internazionali del criceto (12 aprile) o del pinguino (25 aprile, e la Festa della Liberazione muta) dovranno passare prima che un copywriter e un grafico si facciano esplodere sulla pubblica piazza, tutto pur di non dover pensare a un post per vendere un pacco di noci, un cuscino termico, un sex toy? E come siamo arrivati al punto in cui un pacco di noci e un sex toy sono diventati, ai fini del mercato, la stessa IDENTICA cosa?

    Mi facevo queste domande da un po’, finché il mio amico F mi ha inviato, senza commento, la foto di un libro di Einaudi: “La merce che ci mangia. Il cibo, il capitalismo e la doppia natura delle cose” di Wolf Bukowski” (fate conto che siamo già passati alla sezione Le letture del mese).

    In una manciata di pagine, tipo 45, l’autore dà in qualche modo una risposta: il cibo è da sempre anche merce, perché da tempo non soddisfa più solo un’esigenza fisica (nutrirsi, dare energia per permetterci di stare al mondo) ma un’infinità di altri bisogni oggi altrettanto impellenti. Definirci, ad esempio: è il caso della cena al ristorante stellato, da fotografare per i social. La Nutella è merce e lo è in modo molto più evidente rispetto a una mela, ma anche la mela è merce e il fatto che io possa comprarne dieci per farle marcire nel portafrutta e un bambino della Repubblica del Congo, il paese più povero al mondo, non se la possa neppure sognare, sarebbe assurdo, ingiusto, iniquo se visto da un extraterrestre.


    Insomma, non solo siamo schiavi della roba,
    ma non c’è nemmeno più un Verga o un De André a farcela sembrare meno volgare, meno terrena.

    Convincere un’anziana con la pensione minima a comprare un panettone o un ammorbidente con uno spot da decine di migliaia di euro è meno perverso rispetto al togliere una mela di mano a un bambino affamato? Non lo so e non penso di dover essere io a dirlo, ma questo discorso mi ha messa di malumore nell’ultimo periodo, tra black friday eccetera eccetera.

    Ma malumore vero eh, non per modo di dire. Poi, mentre borbottavo, è successo un fatto.

    È successo che nel mondo della moda, il mondo che più di tutti negli ultimi 20 anni ha messo da parte la creatività, il sogno, la poesia per inseguire i soldi e per vendere alle Kardashian la Birkin di Hermès (Jane perdonaci, perdonaci tutti), Maison Margiela ha sfilato alla settimana della moda di Parigi con una collezione di John Galliano.

    Postilla per chi non sa una mazza di moda: l’haute couture delle sfilate è una cosa, il prêt-à-porter un’altra. Ecco perché, mentre sulle passerelle Valentino sfila con abiti trasparenti e cappe di piume, nei negozi del marchio si vedono scarpe fucsia e borse con le borchie. Il fatto è che da qualche tempo, per vendere di più, molte case di moda – che appartengono praticamente tutte a Kering o a LVMH – preferiscono proporre già in sfilata capi più normali e appetibili per il pubblico, piuttosto che mostrare la loro idea di moda e ispirare con abiti esagerati e da sogno.

    È successo che John Galliano, forse uno degli ultimi veri fenomeni creativi della moda, ha fatto sfilare sotto un ponte (con una gran botta di culo c’era pure una nebbiolina perfetta) il Ventre di Parigi: musiche, movenze e vestiti che sembravano uscire direttamente dal subconscio. Un po’ Gavroche, un po’ Moulin Rouge, terrificante e seducente come le bambole di porcellana sui divani delle nonne ma soprattutto liberatorio. Vestiti creati senza pensare alle vendite, senza la pressione del denaro, come disegnati da un bambino che di piacere se ne frega.

    Al di là della moda, che interesserà forse dieci di voi, quel che mi preme è dire che quando ho visto quella sfilata ho pensato finalmente, FINALMENTE possiamo parlare di un’idea e non di un prodotto, di un’ispirazione e non di un risultato, di un racconto e non di uno storytelling, santodio. Di una sfilata dove il cantante non ha un braccio, le modelle sono magrissime o con seni enormi, basse o alte un metro e novanta, ma dove nessuno parla di inclusività perché in questa sfilata l’inclusività non è un tema né una scusa per indignarsi per i fondotinta non disponibili in tutte le sfumature di colore della pelle.

    Concludo questa litania dicendo che se il cibo è merce e i vestiti lo sono senz’altro, in questa epoca vacua ci tocca accettare che anche la morte in qualche modo lo sia. Siccome sono finiti i tempi in cui dobbiamo stracciarci le vesti per la genialità del social media manager di Taffo, forse possiamo dire che le battutine moraleggianti sul femminicidio o sul giorno della Memoria non fanno alcun effetto quando l’intento finale è quello di vendere qualcosa (magari il prodotto fosse il funerale e non la brand awareness o i corsi di comunicazione del social media manager “genio”). Siccome un anno esatto fa tutti gli influencer stavano su Instagram a condividere il Diario di Anna Frank e quest’anno sempre le stesse persone tacciono perché non hanno voglia di gestire le reazioni della community, io incrocio tantissimo le dita perché a qualche governo illuminato venga in mente di eliminare e vietare qualsiasi tipo di giornata nazionale.

    Abbiamo disperatamente bisogno di giorni normali, di vestiti che non possono essere acquistati con il denaro e di mele buone da mangiare.

    Il vino del mese

    Vino, anche tu sei merce. Ma che merce!

    Ho bevuto questo vino per un colpo di fortuna: alcuni amici lo stavano assaggiando e io passavo di lì, come nella canzone di Franco Cerri. Il Blanc Fumé de Pouilly Barre à Mine di Michel Redde et Fils ha la mineralità tipica del Pouilly Fumé e una grassezza elegante che si sentiva nonostante il freddo di gennaio.

    Vorrei berne ancora per poter dire di più (e lo berrò, se no cosa siam qua a fare).

    Il discorso sui soldi e sulla merce vale per tutti i lettori, tranne per voi clienti. Voi potete continuare a pagarmi, non fate caso a quel che scrivo.

    di Camilla Garavaglia

  • Abbiategrasso, a febbraio tornano gli incontri letterari di Iniziativa Donna

    Abbiategrasso, a febbraio tornano gli incontri letterari di Iniziativa Donna

    È con piacere che Iniziativa Donna annunica ad Abbiategrasso i primi due appuntamenti della XXVIII edizione degli incontri letterari, divenuti un vero e proprio appuntamento tradizionale in cittò. 28 anni di cultura e libri, che tornano anche in questo 2024. Vediamo quali sono i primi due incontri.

    Sabato 3 febbraio 2024 alle 16:00 (Spazio Ipazia, Vicolo Cortazza, 10, Abbiategrasso): Duilio Loi (Pedagogista Scolastico e Forense – Criminologo – Esperto in Progettazione Pedagogica Servizi Giustizia Civile e Penale), presenta “Inchiostro su pelle: tre storie (non sempre) sbagliate”. Dialoga con l’Autore Emilio Florio (docente di filosofia).

    Un romanzo intriso di dolore e tormento a tinte forti, compensato da dosi generose di autentica amicizia e permanente voglia di riscatto, penetrante e incancellabile, come l’inchiostro su pelle di un tatuaggio.

    Domenica 4 febbraio 2024 alle 10:30 (Sala Consiliare del Castello Visconteo di Abbiategrasso): Francesco Muzzopappa (Nato a Bari ma milanese ormai da anni, è uno tra i più conosciuti e apprezzati copywriter italiani. Vincitore del Premio Troisi. Ha pubblicato anche diversi libri destinati ai più piccoli, affermandosi anche come scrittore per ragazzi), presenta “Sarò breve” (Fazi editore). Dialoga con l’Autore Anna Valente (laureata in storia ed editoria) Un ricco patrimonio e uno scritto. Un morto che parla, libero finalmente di dire quello che pensa.

    Assieme all’Associazione Iniziativa Donna, come sempre, c’è L’Altra Libreria.

  • Minacce contro figlia e genero: 55enne in manette a Bereguardo

    Minacce contro figlia e genero: 55enne in manette a Bereguardo

    Un uomo di 55 anni è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Bereguardo (Pavia), con l’accusa di atti persecutori commessi nei confronti di sua figlia, 30 anni, e del genero, 33 anni.

    Dalle indagini condotte dai militari, è emerso che il 55enne già nel marzo dello scorso anno aveva minacciato i due familiari, per motivi legati alla gestione di un’azienda di proprietà della donna. Venerdì 26 gennaio ha rivolto nuovamente gravi minacce alla figlia, che a quel punto si è decisa a denunciarlo. I carabinieri, dopo aver ascoltato il racconto della 30enne, hanno effettuato rapidi accertamenti che hanno portato, nel giro di poche ore, all’arresto del padre che è stato poi trasferito al carcere di Torre del Gallo a Pavia.

  • Milano, minaccia di morte i genitori con un coltello

    Milano, minaccia di morte i genitori con un coltello

    Nella tarda serata di ieri i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Milano hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia un 46enne italiano. I militari sono intervenuti in un appartamento in via Inama dove l’uomo, in evidente stato di ebbrezza, stava minacciando di morte con un coltello gli anziani genitori. La reazione violenta dell’uomo era scaturita dopo che i genitori avevano richiesto l’intervento del 118 al fine di far ricoverare il figlio in ospedale.

    L’intervento tempestivo dei militari ha consentito di bloccare l’uomo che, con il coltello ancora in pugno, camminava nervosamente all’interno dell’appartamento. I genitori sono stati soccorsi sul posto da personale del 118 senza riportare lesioni. L’arrestato è stato condotto nel carcere di San Vittore.

  • Tutta Italia si gode Jannik, l’Imperatore

    Tutta Italia si gode Jannik, l’Imperatore

    Dopo 47 anni, l’Italia ha un nuovo campione Slam in singolare maschile. Al suo 17mo major in main draw, Sinner è diventato il terzo italiano a conquistare un major in singolare maschile dopo Nicola Pietrangeli, campione al Roland Garros 1959-60, e Adriano Panatta, vincitore a Parigi nel 1976. Complessivamente Sinner è il dodicesimo italiano a vincere uno Slam nei tabelloni professionistici, il 31mo se consideriamo anche i tornei junior. Nella storia del tennis italiano hanno vinto uno Slam sei uomini e sei donne nei tabelloni “pro”, in tutte le specialità; dieci uomini e nove donne nei tornei junior tra singolare e doppio. Ecco gli uomini e le donne vincenti: SINGOLARE UOMINI 1959 Roland Garros: Nicola Pietrangeli, batte I. Vermaak (Saf) 36 63 64 61 1960 Roland Garros: Nicola Pietrangeli, batte L. Ayala (Chi) 36 63 64 46 63 1976 Roland Garros: Adriano Panatta batte H. Solomon (Usa) 61 64 46 76 2024 Australian Open: Jannik Sinner SINGOLARE DONNE 2010 Roland Garros: Francesca Schiavone, batte S. Stosur (Aus) 64 76(2) 2015 US Open: Flavia Pennetta, batte Roberta Vinci (Ita) 76 62.

    “Da oggi, più che mai, nel Pantheon dei Miti intramontabili del #tennis azzurro e mondiale. Uno stratosferico #Sinner è il re dell’Australian Open dopo una maratona di speranza, sofferenza ed emozione, trasformata in gioia incontenibile. Un italiano torna a vincere uno Slam quasi 48 anni…”. Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò su X sul successo di Jannik Sinner agli Australian Open.

    “Jannik Sinner scrive oggi una nuova pagina di storia che ci rende orgogliosi. Per la prima volta, l’Italia conquista lo slam australiano. Un’impresa memorabile degna di un vero campione”, scrive il premier Giorgia Meloni.

    “Concentrazione, testa, eleganza, forza da Campione! Il mondo si inchina al nostro Sinner che vince gli Australian Open battendo in finale il russo Medvedev ed entrando così nella storia del tennis. Grazie Jannik, orgoglio italiano”. Così su Facebook il ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida.

    In pochi mesi prima le finali di Torino, poi “il trionfo storico per l’Italia in Coppa Davis 2023, dopo 47 anni dall’impresa in Cile del 1976 di Panatta e compagni, e ora l’Australian Open, il suo primo trofeo del Grande Slam e primo successo italiano in un torneo major dopo l’ultimo di Panatta ormai 48 anni fa. Complimenti a Sinner ormai diventato uno dei più forti al mondo”. Lo ha detto Roberto Calderoli, ministro degli Affari regionali.

    “Emozione purissima! Oggi questo ragazzo ha scritto la storia del tennis italiano. E il bello di questo sport è che anche quando tutti pensano che sia finita, no, a tennis non è mai finita. Quindici su quindici, crederci sempre, non mollare mai. Il primo Slam per lui, il primo di una lunga serie. Grazie Jannik Sinner, viva lo sport, viva l’Italia”. Così su X il leader di Italia viva, Matteo Renzi, dopo la vittoria di Jannik Sinner in finale agli Australian Open di tennis.