Autore: Redazione Online

  • Calcio senza barriere. Como 1907 & Connect Me Too: una nuova esperienza immersiva per i tifosi con disabilità visive

    Calcio senza barriere. Como 1907 & Connect Me Too: una nuova esperienza immersiva per i tifosi con disabilità visive

    Como 1907 è orgoglioso di annunciare il lancio di Connect Me Too, un innovativo servizio di audiodescrizione ideato per garantire ai tifosi con disabilità visive di vivere tutte le emozioni e i momenti salienti delle partite dei Lariani allo Stadio Sinigaglia.

    Sviluppata in collaborazione con Connect Me Too, questa iniziativa inclusiva fa parte di un progetto più ampio volto a rendere gli eventi sportivi più accessibili a tutti. Grazie a questo servizio, i tifosi ciechi, ipovedenti e pluridisabili visivi possono ora seguire ogni momento della partita attraverso il commento audio in tempo reale, trasmesso direttamente sui loro smartphone.

    La cronaca iper descrittiva del match, curata da un audiodescrittore professionista, offre una narrazione vivida e dettagliata della partita, animata da una voce espressiva e arricchita da un suono ad alta definizione. Dal boato della folla al ritmo dei cori e all’energia che pulsa sugli spalti, questa esperienza audio immersiva porta i tifosi nel cuore dell’azione, trasformando ogni partita in un potente viaggio sensoriale.

    Accedere al servizio è davvero semplice: i tifosi utilizzando il proprio smartphone, accedono all’app Connect Me Too e ascoltano l’audiodescrizione. Il servizio è completamente gratuito e disponibile durante tutte le partite casalinghe del Como 1907
    .
    «Vi ringraziamo profondamente per l’interessante ed emozionante iniziativa che abbiamo vissuto allo Stadio Sinigaglia in occasione di Como-Venezia, grazie all’opportunità che ci avete dato e grazie all’utilizzo della nuova app Connect Me Too che risulta uno strumento davvero valido. Un sentito grazie a tutto il Como 1907 per la sensibilità dimostrata», ha commentato Daniele Riboldi, Socio dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Como.

    «L’approdo di Connect Me Too al Sinigaglia per Como-Venezia rappresenta un passo significativo per il Como, che sceglie di abbracciare l’accessibilità e l’inclusione come parte della propria identità. Offrire ai tifosi ciechi e ipovedenti la possibilità di vivere il calcio in modo autentico è un segnale di apertura e sensibilità che valorizza l’esperienza allo stadio. Il calcio è passione, emozione e appartenenza, e con Connect Me Too nessuno viene lasciato indietro», ha spiegato Tony D’Angelo, Business Development Manager e responsabile del progetto Connect Me Too powered by CMT Translations.

    Francesco Terrazzani, Amministratore Delegato di Como 1907, ha così commentato: «Con l’introduzione di questo servizio, Como 1907 vuole rafforzare il suo impegno verso la comunità, permettendo a tutti i tifosi, senza distinzione, di vivere le emozioni della partita in maniera completa e inclusiva. Siamo molto felici di poter offrire questa esperienza unica ai nostri tifosi con disabilità visiva, per un calcio più inclusivo affinché ogni tifoso possa sentire, emozionarsi e vivere la passione del calcio senza barriere!».

    Per avere maggiori informazioni e riservare il tuo posto contatta il team scrivendo a community@comofootball.com.

    Nel corso degli anni Connect Me Too è stato impiegato in svariate manifestazioni sportive: dai club di calcio di Serie A e B (Milan, Genoa, Inter, Lecce, Juventus, Reggiana, Hellas Verona), dalla Nazionale azzurra, da squadre di basket (Pallacanestro Varese e Libertas Livorno) e dalla Nazionale italiana di Rugby.

  • Tempi cupi per l’ANPI di Vanzaghello, tagliato il contributo annuale

    Tempi cupi per l’ANPI di Vanzaghello, tagliato il contributo annuale

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Abbiamo visto la risposta della Amministrazione Comunale all’interpellanza presentata dall’opposizione sul taglio del contributo per il 2024 ad Anpi Vanzaghello.
    Siamo sconcertati che anche in una risposta ufficiale e istituzionale vengano addotte motivazioni di
    puro carattere ideologico e di parte. In pratica la logica è: se dici cose su cui non sono d’accordo ti taglio i fondi. Arroganza del potere ?
    E’ una pratica che contestiamo, tende a limitare la libertà di espressione.
    La gestione delle risorse pubbliche non può essere legata alle convinzioni ideologiche di chi oggi
    amministra ma essere al servizio di tutta la cittadinanza, non certamente solo a favore di chi ha
    votato o sostiene la lista Gatti.
    Ci indigna poi che Anpi venga trattata come una associazione quasi ininfluente, Anpi ha centinaia di
    migliaia di iscritti a livello nazionale e circa un centinaio come sezione di Vanzaghello.
    Anpi è nata prima del 1945 e da allora si batte per la democrazia, la libertà e per la applicazione
    della Costituzione nata dalla Resistenza con molte iniziative sia nelle scuole che rivolte a tutta la
    cittadinanza, non smettendo mai di ringraziare i partigiani e gli antifascisti che hanno sconfitto la
    dittatura fascista.
    E’ gravissimo poi che proprio nell’anno dell’80° anniversario della Liberazione dal nazifascismo si
    tenti di rendere più difficile l’attività di Anpi Vanzaghello con un intervento di carattere puramente
    punitivo.
    Nella risposta poi, vengono sostenute cose non vere: per l’iniziativa sulla Giornata della Memoria
    svoltasi il 2 febbraio scorso avevamo chiesto un incontro all’Amministrazione tramite mail il 9
    dicembre 2024, anche per richiesta patrocinio. Con nostra successiva mail del 18-12-2024 abbiamo
    chiarito puntualmente i contenuti dello spettacolo di letture “Vagoni-Barconi”. Quell’incontro si è
    poi svolto solo il 14 gennaio scorso, molto a ridosso dell’evento e con conseguenti problemi di
    tempo per la pubblicizzazione dello stesso. Tutto era quindi chiaro e comunicato per tempo”.

    ANPI VANZAGHELLO

  • Donne islamiche palpeggiate a fine Ramadam a Milano. ‘Decorambo’ entra a gamba tesa

    Donne islamiche palpeggiate a fine Ramadam a Milano. ‘Decorambo’ entra a gamba tesa

    «Leggo quanto è accaduto martedì notte in piazza Aspromonte a Milano alla festa di fine Ramadan della comunità bengalese dove una giovane ragazza è stata molestata davanti al proprio figlio. Sono anni ormai che chiedo al Comune e alla Polizia Locale di controllare i musulmani soprattutto nelle moschee cittadine di cui, ricordo, ce ne sono 12 solo abusive a Milano. Avevo già segnalato i numerosi disagi dello scorso fine settimana che i residenti dei quartieri milanesi della Barona e Parco Lambro hanno dovuto subire ma nessuno ha fatto niente. Da anni, infatti, denuncio che gli Imam che frequentano sia le moschee che tutti quei luoghi in cui gli islamici si radunano per pregare, spesso non sono nemmeno iscritti agli albi oltre al fatto che predicano i sermoni rigorosamente in lingua araba. Sul fatto che questi predicatori non incentivano la partecipazione alla Jihad islamica e non inneggiano al martirio garantisce Sala?Tutti questi luoghi in cui gli islamici/musulmani si ritrovano per pregare, come abbiamo visto anche nelle scorse settimane e anche la scorsa notte, sono spesso e volentieri frequentati da malviventi e malintenzionati. Non metto in dubbio e non discuto che tutti lo siano, ma visto il susseguirsi di gravi situazioni è bene che i vigili inizino a controllare queste strutture, spesso e volentieri non a norma. I Comuni avrebbero quantomeno l’obbligo di segnalare situazioni abusive e pericolose, all’interno del proprio territorio, e impedirne nuove aperture e permessi. Tutto ciò, purtroppo, negli ultimi 14 anni nel capoluogo lombardo non avviene. Visto quanto accaduto la scorsa notte e lo scorso mese in città in occasione della fine del Ramadan e anche come vengono trattate sistematicamente le donne dai musulmani, presenterò in aula alla Camera un’interrogazione parlamentare».

    Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi, Riccardo De Corato.

  • Trecate, Università della Terza Età: a lezione di storia con la Croce Rossa

    Trecate, Università della Terza Età: a lezione di storia con la Croce Rossa

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    Il vicesindaco e assessore ai Servizi sociali Rossano Canetta ha partecipato, lo scorso 29 marzo, alla “lezione” organizzata a Villa Cicogna <>.

  • “Bagarre” a Magenta per il libro di Mario Mauro. Il segretario del PD ‘sbanda’ ancora

    “Bagarre” a Magenta per il libro di Mario Mauro. Il segretario del PD ‘sbanda’ ancora

    Ennesima polemica politica gratuita innescata dal Segretario Del Matteo De Gregorio che ha attaccato via social il Sindaco Del Gobbo per l’incontro di sabato mattina con Mario Mauro il quale presenterà a Magenta il suo libro ‘Viene la Guerra’.

    Al netto che non vogliamo entrare in questioni che sono più di opportunità politico- istituzionale – ossia sul fatto che ad un format culturale del comune venga invitato un esponente politico a parlare, posto è doveroso ricordarlo che ad oggi Mauro dovrebbe esser visto per quello che fa … –

    qui quello che preme rimarcare è l’ennesima sbandata presa dal giovane Segretario. Basterebbe conoscere la storia di Mario Mauro, infatti, il suo percorso politico, le sue idee per comprendere che il suo volume non è certo ‘bellicista’….. Dicono che la fretta sia una cattiva consigliera. In effetti, in questo caso, un po’ meno fretta e un po’ più di lucidità, avrebbe evitato questa “cantonata”. Magari anche leggere il libro di Mauro o anche semplicemente un ‘sunto’ in rete sarebbe stato sufficiente….

    F.V.

    LE PAROLE VIA SOCIAL DI DE GREGORIO: “Sarò anche un vero e proprio “cagacazzi” – per citare il Vice Presidente del Consiglio Comunale di Magenta – ma non posso non esprimere il mio sconcerto nel vedere che, tra le poche iniziative culturali e di promozione della lettura promosse dall’Amministrazione, si scelga di presentare un libro dal titolo “Viene la Guerra”, con l’autore, un ex esponente di Forza Italia attuale partito del nostro Sindaco, come ospite d’onore.

    In un momento storico segnato da conflitti, tensioni internazionali e crescente incertezza, ci si aspetterebbe uno sforzo maggiore per promuovere riflessioni sui temi della pace, della solidarietà e della convivenza civile. E invece, si continua a dare spazio a narrazioni belliche, ignorando il bisogno, oggi più che mai urgente, di costruire una cultura di pace.
    La cultura dovrebbe unire, far pensare, aprire strade alternative alla violenza. Continuare a parlare ed usare la parola guerra senza mai parlare di pace è una scelta che onestamente mi preoccupa sempre di più”.

    LE PAROLE DEL SINDACO LUCA DEL GOBBO: ‘ENNESIMO SCIVOLONE DEL PD, BASTAVA INFORMARSI PRIMA’

    Il Sindaco respinge con fermezza le critiche mosse in queste ore sui social dal segretario del PD cittadino in merito all’incontro organizzato per la presentazione del libro ‘Viene la guerra’ di Mario Mauro, già Senatore della Repubblica Italiana, Ministro della Difesa e Vicepresidente del Parlamento Europeo, esperto di politiche educative e geopolitica oltre che autore di diverse pubblicazioni. L’evento si terrà in Casa Giacobbe sabato 5 aprile alle ore 11 ed è organizzato nell’ambito delle iniziative di promozione alla lettura organizzate dal Comune di Magenta attraverso la biblioteca comunale Oriana Fallaci come da Delibera di Giunta n. 51 del 26 marzo scorso.

    La delibera approva infatti l’adesione alla rassegna nazionale ‘Il Maggio dei libri’ che consta, per il prossimo mese, di 9 incontri con l’autore con la presentazione di libri e sarà anticipata ad aprile da due eventi in anteprima con due presentazioni di libri e di dialogo con l’autore, di cui uno – quello con Mario Mauro – di particolare attualità con l’attenzione rivolta alle nuove sfide dell’Europa nel XXI secolo in un momento delicato di grande incertezza internazionale.

    “Nell’incontro con l’autore approfondiremo le dinamiche geopolitiche attuali partendo dalle parole e dagli appelli di Papa Francesco e del Presidente della Repubblica per riflettere sul ruolo dell’Europa come promotrice di pace e sviluppo. Non si tratterà di narrazioni belliche, ma esattamente del contrario. Quale ruolo oggi più che mai l’Europa è chiamata ad assumere e può e deve giocare in un mondo sempre più frammentato in una prospettiva di pace e giustizia? Dove va l’Europa? Siamo ancora nel solco tracciato dai padri fondatori (De Gasperi, Adenauer, Schuman)? Che Europa ci serve oggi? Questi gli interrogativi che porremo all’autore e ci porremo sul tema dell’Europa in un mondo sempre più frammentato in una prospettiva di pace e giustizia, come abbiamo ben spiegato nel comunicato che accompagna la promozione dell’evento”, commenta il Sindaco che prosegue.

    “Chi conosce la mia storia politica e quella di Mario Mauro, che in tutti i suoi ruoli compreso quello di Vicepresidente del Parlamento Europeo non ha mai mancato di distinguersi per il suo impegno a sostegno della pace, non potrebbe avere alcun dubbio. Invece purtroppo su ogni cosa il Pd Magentino cerca di attaccare il Sindaco e chi amministra: forse bastava venire sabato mattina, ascoltare e poi giudicare o magari leggere questo libro…evidentemente a qualcuno non interessano i contenuti ma solo mistificare la realtà a proprio uso e consumo. Oggi se qualcuno aveva qualche dubbio è stato palesemente chiarito: l’ennesimo scivolone del segretario PD. Sul libro di Mauro, tutte le informazioni sulle finalità dell’evento erano e sono disponibili pubblicamente: invito pertanto tutti a partecipare per farsi una propria opinione basata sulla realtà”.

  • I Legnanesi tornano al Teatro Manzoni di Milano

    I Legnanesi tornano al Teatro Manzoni di Milano

    Il Teatro Manzoni è lieto di annunciare il grande ritorno dei Legnanesi nella stagione 2025-26. Forse non tutti sanno che quello che verrà annunciato non è un debutto, bensì un attesissimo ritorno! Era infatti il 1965 quando la Compagnia teatrale più longeva d’Italia calcava il palcoscenico del Manzoni con i seguenti spettacoli, all’epoca diretti da Felice Musazzi: “Teresa di Notte” andato in scena dal 27 agosto al 10 ottobre 1965 e “I lenzoeu d’ier e d’incoeu” andato in scena dal 26 agosto al 25 settembre 1966.

    Oggi, a 60 anni da quella data, il Teatro è orgoglioso di annunciare il loro ritorno in scena con il nuovo spettacolo dal titolo I PROMOSSI SPOSI. Un titolo che vuole omaggiare chiaramente il Teatro che li vedrà protagonisti dall’8 gennaio al 22 febbraio 2026.

    Così i Legnanesi commentano questo storico evento: “Per la nostra Compagnia essere in programmazione al Teatro Manzoni di Milano è come poteva essere per Eduardo De Filippo recitare al teatro San Carlo di Napoli”.
    La prevendita sarà aperta a partire da lunedì 14 aprile 2025 c/o la biglietteria del Teatro,
    online sul sito del Teatro www.teatromanzoni.it, telefonicamente allo 027636901 e attraverso il circuito Ticketone.


    I LEGNANESI
    Biografia

    Fondata a Legnano nel 1949 da Felice Musazzi e Tony Barlocco risulta essere la Compagnia più longeva del panorama teatrale Italiano. L’intento dei fondatori fu quello di portare in scena storie quotidiane di cortile riflettendo cultura e tradizioni locali. Ma l’idea innovativa che rende ancora oggi “I LEGNANESI” un fenomeno unico nel suo genere fu quella di rappresentare i loro spettacoli esclusivamente in dialetto lombardo e in formazione completamente maschile.
    Fu così che nacque la famiglia Colombo composta da personaggi iconici come Antonio Provasio nel ruolo di Teresa, la “matriarca” che guida la famiglia con personalità e fermezza; Enrico Dalceri nel ruolo di Mabilia, la figlia zitella e sognatrice e Italo Giglioli nel ruolo di Giovanni, padre e marito costantemente vessato e sottoposto ai rimproveri della moglie.
    Tradizionalmente gli spettacoli vennero e sono a tutt’oggi ambientati in una corte lombarda dove si intrecciano le divertenti e toccanti vicende della famiglia Colombo.
    Nella stagione 2024/2025 la Compagnia ha celebrato i 75 anni di carriera, un percorso costellato di prestigiosi riconoscimenti. Tra i più significativi, nel 2008 il Comune di Milano conferisce loro l’AMBROGINO D’ORO, sottolineando l’importanza della diffusione del patrimonio culturale e locale e il loro impegno nel proporre il teatro comico popolare con rigore scenico e filologico. Queste le parole con cui il Comune di Milano ha accompagnato l’onorevole riconoscimento:
    “Una delle più apprezzate compagnie teatrali italiane, che dal 1949 porta in scena con impareggiabile ironia le evoluzioni sociali e del costume della nostra regione. Attraverso l’uso scenico del dialetto lombardo occidentale ha contribuito alla diffusione di un patrimonio culturale unico, che fonda l’identità di una parte cospicua del nostro territorio. In sessant’anni di teatro la Compagnia ha proposto il teatro comico popolare lombardo, nel Paese e nel mondo, con assoluto rigore scenico e filologico. Sono oggi una parte viva dell’identità culturale lombarda: la loro passione fa onore ad una idea di cultura diffusa e coinvolgente, ed è premiata da un successo che non conosce interruzioni”.
    Nel 2009 è sempre il Comune di Milano nelle vesti del governatore dell’epoca Roberto Formigoni che premia la Compagnia con la ROSA CAMUNA come riconoscimento al lavoro e alla professionalità. E sempre nello stesso anno che la Compagnia riceve anche il PREMIO ISIMBARDI, prestigioso omaggio che la provincia di Milano conferisce a cittadini e associazioni del mondo culturale, sociale, artistico, economico, sportivo, legati al territorio del milanese che si siano distinti nella propria attività a favore della comunità nazionale e internazionale. Sempre in quell’anno il capocomico Antonio Provasio già possessore delle chiavi delle città di Legnano riceve la MARTINELLA D’ORO, riconoscimento della sua città natale per l’impegno lavorativo e divulgativo delle tradizioni culturali lombarde. Nel 2012 li vediamo invece vincitori del Premio alla carriera WALTER CHIARI e nel 2014 Enrico Dalceri riceve come riconoscimento alla sua interpretazione di

    Mabilia il Premio WANDA OSIRIS/Etta Limiti. Nel 2016 vengono inoltre assegnati alla Compagnia ulteriori due riconoscimenti alla carriera: il premio NEBBIA e il premio GINO BRAMIERI.
    Qualche anno dopo la famiglia Colombo è protagonista del film “Non è Natale senza panettone” prodotto da Mediaset che lo manda in onda nel Natale 2019 su Rete 4. Ma non è finita: secondo i dati SIAE gli spettacoli della Compagnia risultano essere sempre tra i primi 3 più visti in Italia collezionando mediamente oltre 160.000,00 spettatori in circa 170 repliche teatrali. Tutto ciò rende questa Compagnia teatrale un fenomeno teatrale unico e irripetibile che vuole trasmettere con coinvolgente trasporto tradizioni, usi e costumi di un’Italia che fu.

    ANTONIO PROVASIO
    Nasce a Legnano il 28 giugno 1962 e, giovanissimo, entra a far parte della storica compagnia de I Legnanesi con cui debutta sulle scene nei più importanti teatri di Milano (Odeon, Manzoni, Lirico, Puccini). Alla scomparsa di Felice Musazzi, fondatore della Compagnia e interprete del personaggio principale di Teresa con magistrale presenza scenica, riprende il ruolo di “Teresa” intorno alla quale ruota tutto lo spettacolo; strepitoso nelle sue interpretazioni, sviluppa una “maschera” irresistibile, comunicativa, basata sul ritmo, sui tempi comici e su un patrimonio inestimabile di interiezioni e modi di dire. Attraverso una recitazione sempre spontanea e raffinata, permette al pubblico di interagire e imposta i suoi interventi come una valanga inarrestabile “contro” la vittima prediletta, il marito Giovanni. Della Compagnia ne è regista, autore e capocomico.

    ENRICO DALCERI
    Nasce a Monza il 15 ottobre 1962, di giorno è dirigente presso una nota casa di moda di Milano. La sua passione per la moda lo spinge, nel pieno boom degli anni ’80, a proporsi alla casa di moda Giorgio Armani dove si affermerà come Dirigente stilistico. Dopo aver lavorato al fianco di Musazzi – fino alla sua scomparsa – nel ruolo di attore secondario (inizia sostituendo un attore in servizio militare), diventa uno degli attori protagonisti quando Antonio Provasio lo vuole al suo fianco nel ruolo di Mabilia. Cura inoltre musiche, costumi e scenografie di tutti gli spettacoli. Nel 2020 grazie alla sua duplice carriera nel mondo della moda e dello spettacolo, fuse con rigore e professionalità, è stato investito del titolo di “Cavaliere al lavoro”.

    ITALO GIGLIOLI
    Cappello e baffi d’ordinanza, nel ruolo del marito della Teresa c’è Italo Giglioli, classe 1957 da Varese, che porterà sul palcoscenico, oltre al rispetto della tradizione, una pluriennale esperienza come attore e cabarettista dalla spiccata verve comica (da “Vivere” a “Mai Dire Gol”) il cui fil rouge, proprio come il Giuàn, è il rapporto con le donne di casa, una moglie “ingombrante” e una figlia che lo fa disperare con una serie di fidanzati sbagliati.

  • Principio d’incendio all’ospedale di Luino

    Principio d’incendio all’ospedale di Luino

    Un principio d’incendio si è verificato ieri all’ospedale di Luino, in provincia di Varese. Non si registrano feriti ma la struttura ha riportato danni ad alcuni impianti con disagi che potrebbero protrarsi per alcuni giorni, come ha riferito la stessa struttura sanitaria.

    Le fiamme sono divampate intorno alle 13, per cause ancora da accertare, in un’area esterna del padiglione centrale, in corrispondenza di un serbatoio di biossido di cloro. L’incendio, subito circoscritto e spento dai Vigili del fuoco, ha però comportato danni “ai locali di una vicina sottocentrale termica che serve alcuni servizi dell’ospedale” causando una mancanza di acqua calda nel reparto di Medicina generale, dove i pazienti ricoverati sono stati accolti in altre due aree di degenza libere nello stesso padiglione, e anche al blocco operatorio. In Radiologia, inoltre, manca l’alimentazione elettrica.

    Di conseguenza è stato chiesto al 118 di non trasportare pazienti nel pronto soccorso di Luino fino al ripristino della funzionalità della Radiologia e la direzione sanitaria invita gli abitanti del territorio “a privilegiare altre sedi a cui rivolgersi in questi giorni”. (

  • Rapita a Como e uccisa a Galliate: prosegue il processo Mazzotti

    Rapita a Como e uccisa a Galliate: prosegue il processo Mazzotti

    Nuova udienza, ieri mattina a Como, del processo nei confronti di tre imputati accusati di essere i mandanti del sequestro di Cristina Mazzotti, rapita a Eupilio (Como) la sera del 30 giugno 1975 e ritrovata morta il primo settembre successivo in una discarica di Galliate (Novara).

    In veste di testimoni, la corte d’Assise ha ascoltato i fratelli di Cristina, Vittorio e Marina Mazzotti. “Ricevemmo la notizia della morte di nostra sorella il primo settembre – ha detto Vittorio, faticando a contenere la commozione -. Non posso dimenticarlo anche perché era il compleanno di nostra madre, che proprio il giorno in cui compiva 50 anni venne a sapere che sua figlia non c’era più”.

    Vittorio Mazzotti ha spiegato che “Cristina era la piccola di casa, una ragazza brava e diligente” e “dopo il rapimento mio padre rispose alla prima telefonata. Gli chiesero 5 miliardi di lire di riscatto. Lui rispose che non era in grado di pagare e quelli replicarono minacciandolo di mandargli indietro la figlia a pezzettini. Papà era un uomo giovane e forte che ne aveva vissute e viste di tutti i colori, ma non sopportava quelle minacce. Alle successive telefonate risposi io”.

    Il pagamento del riscatto, ha ricordato ancora Vittorio Mazzotti, alimentò la speranza di rivedere Cristina, ma i giorni passarono senza notizie. “Il primo settembre mio zio andò in questura a Como per chiedere informazioni e, siccome non tornava, anch’io mi misi al volante con un altro zio per sincerarmi di che fine avesse fatto. Per strada incrociammo la sua auto. Ci fermammo. Lui scese e in lacrime ci diede la notizia della morte di Cristina”.

    Del giorno in cui si venne a sapere del ritrovamento del cadavere ha parlato anche Marina Mazzotti: “Ricordo la disperazione dei miei genitori… Si misero a letto, e mio fratello e io ci mettemmo a letto accanto a loro sperando di poterli consolare. Ma c’era poco da consolare”.

    Gli imputati sono Giuseppe Calabrò, 74 anni, reggino di San Luca residente a Bovalino (Reggio Calabria) detto “u’ duttiricchiu”, Antonio Talia, 73 anni, di Africo (Reggio Calabria) e il reggino Demetrio Latella, 71 anni, detto “Luciano”, residente nel Novarese l’uomo una cui impronta digitale fu trovata sulla carrozzeria della Mini sulla quale Cristina viaggiava la sera del rapimento ma che a Latella fu attribuita dal sistema Afis della polizia scientifica di Roma soltanto a fine 2006.

    Il quarto imputato, Giuseppe Morabito è deceduto per malattia alla fine dello scorso novembre, a processo già avviato.

    Si torna in aula il 16 aprile quando l’imputato Calabrò dovrebbe sottoporsi all’esame, unico dei tre ad avere accolto l’invito del tribunale.

  • 6 chili di droga in casa, arrestato 23enne di Voghera

    6 chili di droga in casa, arrestato 23enne di Voghera

    I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Voghera, a seguito di una breve attività investigativa, hanno tratto in arresto per detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente un 23enne.

    I militari hanno effettuato numerosi servizi di osservazione, notando movimenti sospetti in corrispondenza dell’abitazione del giovane, raccogliendo così numerosi elementi che hanno indotto gli investigatori a sospettare che nella casa vi fosse un ingente quantitativo di droga. Alle prime ore del giorno i carabinieri hanno fatto irruzione all’interno dell’abitazione rinvenendo 6 Kg di hashish; 25 g di cocaina oltre a materiale per il confezionamento. Trovato poi denaro contante, provento dell’attività illecita, per 3770 euro; banconote false per un totale di 3000 euro.

    Il giovane, al fine di occultare la sostanza stupefacente, aveva predisposto delle confezioni che riproducevano fedelmente delle stecche di cioccolata, rendendo ulteriormente complessa l’attività di riscontro dei militari. L’arrestato è stato portato presso la casa circondariale di Voghera.

  • Milano, sgominate le baby gang delle rapine: 18 i minori coinvolti

    Milano, sgominate le baby gang delle rapine: 18 i minori coinvolti

    Con il tempo erano diventati il terrore dei coetanei, ma in un caso avevano anche rapinato un’anziana. A piccoli gruppi, in tre o quattro, in strada ma soprattutto nelle metropolitane milanesi, avvicinavano la vittima, la colpivano con calci e pugni, in qualche occasione le spruzzavano in faccia dello spray urticante e le strappavano la collanina d’oro oppure l’orologio.

    Dopo le indagini della Squadra mobile basate soprattutto sulle immagini delle telecamere di sorveglianza e intercettazioni telefoniche, per 18 minorenni è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, mentre per altri 32 maggiorenni la Procura ordinaria, con il pm Rosaria Stagnaro, ha emesso un fermo per 25 colpi accertati. Tutti italiani di seconda generazione, per la maggior parte egiziani, sono “i ‘maranza’ e ne sono stati presi tanti”, come ha sintetizzato il sindaco di Milano Giuseppe Sala aggiungendo che “questi ragazzi da un lato vanno seguiti, educati, però dall’altro, quando sbagliano ripetutamente, e quelli fermati oggi hanno sbagliato ripetutamente, devono scontare la pena”.

    I poliziotti hanno scoperto che, dopo le rapine, portavano le collanine e altri preziosi a una coppia di romeni residente in via Ricciarelli, in zona San Siro, che provvedeva a riciclare l’oro in Romania. Ai romeni e a due minori, tra cui una ragazza, è contestata l’associazione a delinquere; ad altri i reati di ricettazione, riciclaggio e rapina.

    Le indagini condotte in modo “sistematico”, prendendo quindi in esame tutti i 25 colpi, sono cominciate il 9 luglio del 2024 quando l’equipaggio di una Volante aveva controllato tre ragazzi. Non avevano documenti e in uno dei loro telefoni era stata trovata una foto scattata alcuni giorni prima di un orologio Cartier Pasha, inoltrata a tale “Niko”. L’orologio era quello rapinato a un uomo e la visione delle immagini di sorveglianza aveva stabilito che uno dei tre era tra gli aggressori.

    Sono seguite intercettazioni e pedinamenti che hanno documentato come l’appartamento di via Ricciarelli fosse frequentato da ragazzi nordafricani che portavano la merce che veniva pesata e poi comperata dai romeni che in un’occasione, all’aeroporto di Orio al Serio, erano stati trovati con 60 pezzi di gioielli in oro e quindi denunciati per ricettazione. All’inizio i giovani andavano direttamente dai romeni ma, nel tempo, avevano cominciato ad avvalersi di due intermediari, tra cui una ragazza minore, per organizzare in modo ordinato gli scambi.

    I fatti sono definiti agli atti dell’inchiesta “particolarmente gravi” in quanto riguardo le rapine gli autori non hanno esitato “a esercitare una forza brutale fisica sulle vittime”. Secondo il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, “l’operazione condotta a Milano, con lo smantellamento di un’intera rete criminale, é l’ennesima dimostrazione dell’impegno che le Forze di Polizia stanno profondendo nel contrasto alla delinquenza e all’illegalità sulle nostre strade”