Autore: Redazione Online

  • I venerdì’ di San Carlo: per le scuole di Arona e dintorni

    I venerdì’ di San Carlo: per le scuole di Arona e dintorni

    Nel mese di marzo la Statua di San Carlo Borromeo, monumento simbolo della città di Arona e punto di riferimento storico e culturale del territorio, sarà protagonista dell’iniziativa “I venerdì di San Carlo”, un ciclo di visite guidate riservate alle scuole di Arona e dei comuni limitrofi.

    L’iniziativa offre agli studenti un’esperienza unica per conoscere da vicino uno dei simboli più rappresentativi di Arona, approfondendone storia, valore artistico e significato simbolico. Le visite guidate sono gratuite, è richiesto solo il costo simbolico di €1 cad. per il biglietto di ingresso.

    La Statua di San Carlo Borromeo, rinominata affettuosamente Sancarlone, è una delle statue visitabili più alte al mondo ed è stata voluta nel XVII secolo da Federico Borromeo per celebrare il cugino santo nato ad Arona nel 1538. Da oltre 3 secoli domina il Lago Maggiore con i suoi oltre 35 metri di altezza ed è da sempre punto di riferimento identitario e spirituale del territorio.

    Le visite si svolgeranno tutti i venerdì di marzo, dalle ore 10.00, e avranno una durata complessiva di un’ora. Il percorso guidato comprenderà la salita al terrazzo panoramico e l’accesso all’interno della statua (secondo le modalità possibili in base all’età e al numero di partecipanti): un’esperienza per conoscere la storia della sua costruzione e ammirare le modalità di realizzazione del colosso, oltre ad un panorama unico sul Lago Maggiore.

    MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE:

    La partecipazione prevede il solo biglietto dei residenti pari a € 1,00 a studente. La visita guidata è gratuita.

    I posti sono limitati ed è obbligatoria la prenotazione, scrivendo all’email:

    statuasancarlo@ambrosiana.it

    DOVE E QUANDO:

    Luogo: Statua di San Carlo Borromeo, Piazzale San Carlo, Arona (NO)

    Date:

    Venerdì 6 marzo 2026

    Venerdì 13 marzo 2026

    Venerdì 20 marzo 2026

    Venerdì 27 marzo 2026

    Orario: dalle 10:00

    Durata: 1 ora

    INFO E PRENOTAZIONI:

    Email: statuasancarlo@ambrosiana.it

    Telefono: + 39 3288377206

  • Al Teatro Lirico di Magenta ‘Musica in salotto’, quando le donne si raccontano

    Al Teatro Lirico di Magenta ‘Musica in salotto’, quando le donne si raccontano

    In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Teatro Lirico di Magenta ospita lo spettacolo Musica in salotto: Quando le donne si raccontano, una produzione originale di Totem, da un’idea di Anna Maria Burresi, Franca Galeazzi e Carla Salvadori, inserita nel programma dell’iniziativa comunale “Marzo è donna”.

    Lo spettacolo è un concerto–racconto che intreccia musica e parola per riportare alla luce voci femminili che la storia ha a lungo lasciato in secondo piano. Donne che hanno creato arte, musica e pensiero in epoche che non prevedevano per loro né spazio pubblico né pieno riconoscimento, e che oggi tornano a farsi ascoltare attraverso un linguaggio intimo e condiviso.

    “Nella stagione musicale del Teatro Lirico di Magenta, l’appuntamento dell’8 marzo è diventato negli anni un gesto riconoscibile: una produzione originale dedicata alla riscoperta di figure musicali (e non solo) femminili che la storia ha troppo a lungo lasciato ai margini”, commenta Antonella Piras, presidente di Totem. “Da questa consuetudine nasce questo spettacolo che restituisce voce, corpo e suono a storie interrotte, trasformando il palcoscenico in uno spazio di ascolto collettivo, simile a un salotto che si apre al pubblico. Un luogo in cui la musica da camera, le voci recitanti e il canto diventano strumenti di memoria e di interrogazione sul presente”.

    “Questo spettacolo rinnova l’impegno di Totem a riscoprire, ascoltare e tramandare. Ringraziamo l’assessore Maria Rosa Cuciniello per aver voluto inserire la nostra Musica in salotto all’interno della rassegna cittadina ‘Marzo è donna’”, conclude Piras.

    Protagonisti della scena sono il soprano Albertina Del Bo, le voci recitanti Nicole Guarischi, Silvia Giulia Mendola e Maddalena Miramonti, insieme all’Ensemble da Camera Totem, con la gentile partecipazione della sezione femminile del Coro Polifonico S. Giuseppe Lavoratore di Ponte Nuovo. La regia e il light design sono affidati a Silvia Giulia Mendola, con adattamento drammaturgico di Anna Maria Burresi, Franca Galeazzi, Carla Salvadori e Antonella Piras.

    Quando le donne si raccontano non è solo una celebrazione, ma un invito ad ascoltare: perché la storia della musica – e della cultura – non è una voce sola, ma una pluralità di voci che continuano a chiederci attenzione.

    Biglietti disponibili online su Vivaticket.it. Posto unico 10 euro.

    Musica in salotto: QUANDO LE DONNE SI RACCONTANO

    Da un’idea di Anna Maria Burresi, Franca Galeazzi e Carla Salvadori

    Adattamento Anna Maria Burresi, Franca Galeazzi, Carla Salvadori e Antonella Piras

    Regia/light designer Silvia Giulia Mendola

    Assistente alla regia Luca Rodella

    Voci recitanti Nicole Guarischi, Silvia Giulia Mendola, Maddalena Miramonti

    Soprano Albertina Del Bo

    ENSEMBLE DA CAMERA TOTEM

    violino Margherita Miramonti, Kristel Kraja

    viola Silvia Rossi

    violoncello Isabella Maria Veggiotti

    pianoforte Maddalena Miramonti

    Con la gentile partecipazione della sezione femminile

    del Coro Polifonico S. Giuseppe Lavoratore di Ponte Nuovo

    Scelta e coordinamento musicale Giuseppe Miramonti

  • Città Metropolitana: in arrivo quasi 63mila tra alberi e arbusti

    Città Metropolitana: in arrivo quasi 63mila tra alberi e arbusti

    Una Città metropolitana di Milano più verde grazie al Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. Sono partiti i cantieri relativi alla MISSIONE 2 – COMPONENTE 4 – INVESTIMENTO 3.1 “TUTELA E VALORIZZAZIONE DEL VERDE URBANO ED EXTRAURBANO” per la forestazione urbana e periurbana del territorio metropolitano.

    I due progetti coinvolgono i territori di 19 Comuni con 25 aree di cantiere ( 62,51 ettari) e prevedono, come da avviso ministeriale, la piantagione di 1000 tra piante e arbusti per ettaro, finanziati con una cifra di poco inferiore ai 3 milioni di euro.

    PROGETTO 1- INCREMENTARE IL CAPITALE NATURALE PER RAFFORZARE LA RETE ECOLOGICA TERRITORIALE

    30,12 ettari nei 5 Comuni di Casorezzo, Locate di Triulzi, Peschiera Borromeo, Pozzo d’Adda e San Colombano al Lambro;
    30.120 tra piante e arbusti.

    Il progetto si inserisce all’interno di una visione territoriale generale e di sistema caratterizzata da infrastrutture verdi esistenti e da potenziare. L’obiettivo è migliorare la continuità e la connessione ambientale ed ecologica, individuando nuove aree per la forestazione urbana appartenenti ad ambiti agricoli, situate al margine dell’edificato, in prossimità di linee d’acqua e all’interno di parchi territoriali.

    Le piante sono state acquistate dalla Città metropolitana di Milano al vivaio dell’Ente Regionale per i Servizi all’agricoltura e alle Foreste; sono autoctone e certificate. I lavori sono stati a un raggruppamento temporaneo d’imprese e sono già avviate la cantierizzazione delle aree e le attività propedeutiche alla piantagione, con questa suddivisione:

    Coop. Verbena – piantumazione di 8.188 a Peschiera Borromeo e San Colombano al Lambro,
    Coop. Il Giardinone – 11.632 piante a Locate di Triulzi e Casorezzo;
    Coop. La Goccia – 10.305 piante a Pozzo D’Adda.

    PROGETTO 2- LA FORESTAZIONE URBANA PER MITIGARE LE ISOLE DI CALORE
    32,39 ettari suddivisi in 19 aree nei 14 Comuni di Basiano, Cambiago, Cernusco sul Naviglio, Cologno Monzese, Gorgonzola, Lainate, Liscate, Masate, Milano, Nerviano, Paderno Dugnano, Pero, Pieve Emanuele e Segrate;
    32.393 tra piante e arbusti.

    L’obiettivo è aumentare il capitale naturale di un contesto fortemente urbanizzato e densamente popolato per contrastare l’innalzamento delle temperature e le isole di calore attraverso la forestazione, una cosiddetta Nature-based solutions (NBS).

    Anche in questo caso, le piante acquistate al vivaio dell’Ente Regionale per i Servizi all’agricoltura e alle Foreste rispettano le caratteristiche richieste; i lavori sono stati aggiudicati a un RTI (Società Santamaria Srl e Smei srl) e si è pronti a partire con la piantumazione. In alcuni casi, le prime piante sono già state messe a dimora:
    a Cernusco sul Naviglio, una prima area ospita una piantagione di 2592 piante- ditta Santamaria;
    a Pieve Emanuele, una prima area è stata piantumata con 2039 piante (ditta Smei).

    In arrivo, nei prossimi giorni, 3661 piante a Cernusco sul Naviglio e 2957 piante a Pieve Emanuele, per un totale di 11.249 piante.

    Contemporaneamente si procede con l’allestimento dei cantieri e le operazioni propedeutiche alla piantagione nei comuni di: Basiano, Cambiago, Cologno Monzese, Masate e Pero, che porteranno ad un totale di ulteriori 7.417 piante.

    La Città metropolitana di Milano è orgogliosa di questo risultato e ci tiene a sottolineare come, per cinque anni, si farà carico della manutenzione, annaffiatura ed eventuale sostituzione delle piantine, accertandosi che questo patrimonio cresca e contribuisca a rendere il territorio più verde e resiliente.

  • “Allenare gli Obiettivi, valorizzare le persone: coaching per la vita e lo sport a Magenta”

    “Allenare gli Obiettivi, valorizzare le persone: coaching per la vita e lo sport a Magenta”

    Lo sport non è solo prestazione fisica, ma una palestra fondamentale per la vita. Con questo spirito, il Comune di Magenta, in collaborazione con l’Associazione Motor Connection ASD, promuove l’incontro formativo “Allenare gli Obiettivi, valorizzare le persone: coaching per la vita e lo sport a Magenta”.

    L’appuntamento è fissato per venerdì 6 marzo 2026 alle ore 20.30 presso la Sala Consiliare.

    L’iniziativa si propone di diffondere il coaching sportivo come metodo concreto per potenziare le cosiddette life skills: concentrazione, gestione dello stress e resilienza. Competenze che, se allenate correttamente, permettono all’atleta di crescere in modo equilibrato sia dentro che fuori dal campo di gara.

    “Un obiettivo ben formulato non garantisce il risultato, ma garantisce la direzione”, spiegano gli organizzatori. La serata offrirà strumenti pratici soprattutto ad allenatori e dirigenti per imparare a definire traguardi motivanti, mettendo al centro la persona prima del risultato agonistico.

    L’ingresso è libero e aperto a tutta la cittadinanza, con un invito particolare rivolto alle realtà sportive del territorio.

  • Salute. Ripartono le visite gratuite di prevenzione oncologica della Bcc

    La prevenzione torna protagonista sul territorio grazie alla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate e al suo braccio operativo Ccr Insieme Ets, che rilancia il proprio impegno concreto a favore della salute con un nuovo calendario di visite dedicate ai residenti dei Comuni coinvolti e ai soci della mutua di comunità della banca, in collaborazione con Salute Donna di Magenta.

    Si parte a marzo da Busto Garolfo, Buguggiate e Dairago. Nuove date e luoghi saranno proposti lungo tutto il corso dell’anno. «Un’iniziativa che conferma l’attenzione della banca di credito cooperativo non solo al sostegno economico di famiglie e imprese, ma anche al benessere della comunità, attraverso servizi di prevenzione accessibili e diffusi», spiega Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate.

    Il programma prenderà il via il 9 marzo a Busto Garolfo e nella frazione di Olcella, dove la dottoressa Bohm sarà impegnata in visite senologiche rivolte a residenti e soci della Mutua. Un primo appuntamento che segna simbolicamente la ripartenza di un percorso ormai consolidato, volto a promuovere la diagnosi precoce e la cultura della prevenzione, in particolare nell’ambito della salute del seno.

    Il 19 marzo sarà la volta di Dairago, con il dottor Sala che effettuerà visite senologiche aperte sia ai residenti sia ai soci della Mutua. Sempre il dottor Sala sarà protagonista anche il 26 marzo a Buguggiate, con un’ulteriore giornata dedicata alla prevenzione del seno, ancora una volta destinata a residenti e soci.

    Il calendario proseguirà il 25 marzo a Busto Garolfo nella frazione di Olcella con il dottor Rasponi, che si occuperà invece di visite dermatologiche dedicate alla prevenzione e al controllo della salute della pelle, anch’esse riservate a residenti e soci della Mutua. Un’attenzione che si amplia dunque anche alla prevenzione cutanea, fondamentale per l’individuazione precoce di eventuali patologie.

    Il 31 marzo sarà una giornata particolarmente intensa, con due appuntamenti distinti. A Busto Garolfo nella frazione di Olcella il dottor Sala effettuerà visite senologiche riservate esclusivamente ai soci della Mutua, mentre a Dairago, nella stessa data, le visite senologiche saranno aperte sia ai residenti sia ai soci.

    «L’iniziativa si inserisce nel solco della tradizione mutualistica della Bcc, che attraverso la propria Mutua rafforza il legame con il territorio e offre opportunità concrete di tutela della salute», spiega Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate.

    «Noi siamo presenti sui territori, siamo espressione autentica di quelle comunità, perché nasciamo da esse, ne condividiamo i bisogni, le difficoltà e le aspirazioni. Non siamo soggetti esterni che operano dall’alto, ma realtà radicate, che conoscono per nome le persone, le famiglie, le imprese, le associazioni. Questo legame diretto ci impone una responsabilità che va oltre la semplice intermediazione finanziaria. Le mutue di comunità rappresentano una risposta concreta ai bisogni di prevenzione, assistenza e tutela della salute del territorio dove operiamo. Offrono sostegni economici, convenzioni, percorsi di prevenzione e servizi dedicati, contribuendo ad alleggerire il peso delle spese sanitarie e a garantire maggiore serenità alle famiglie. Non si tratta solo di un’integrazione al sistema pubblico, ma di un modello di solidarietà organizzata, in cui la comunità si prende cura di sé stessa attraverso strumenti strutturati e sostenibili, anche così i nostri utili tornano sul territorio».

    La prevenzione rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre i rischi e intervenire tempestivamente, perché consente di individuare eventuali criticità prima che si trasformino in problemi più gravi e complessi.

    «Agire in anticipo significa tutelare la salute delle persone, ma anche ridurre l’impatto sociale ed economico che determinate patologie possono avere sulle famiglie e sulla comunità nel suo insieme», spiega Maria Carla Ceriotti, presidente di Ccr Insieme Ets, il braccio operativo della banca di credito cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate, che ha organizzato le giornate sul territorio. «Organizzare più date distribuite in diversi Comuni non è solo una scelta logistica, ma una precisa strategia di prossimità. Portare il servizio vicino ai cittadini, senza oneri per loro, significa abbattere barriere pratiche e psicologiche: ridurre gli spostamenti, semplificare l’accesso, favorire la partecipazione anche di chi, per ragioni di tempo, età, difficoltà organizzative o finanziarie, rinuncerebbe a sottoporsi a controlli. La capillarità sul territorio, resa possibile grazie alla collaborazione tra la banca, tramite Ccr Insieme Ets, i comuni e Salute Donna, rafforza il messaggio che la prevenzione non è un evento straordinario, ma un’opportunità concreta e alla portata di tutti. Rendere il servizio più accessibile significa anche renderlo più inclusivo, garantendo pari opportunità di tutela della salute e dimostrando, ancora una volta, come l’attenzione al territorio si traduca in azioni concrete e misurabili».

    «Con questo calendario la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate rinnova dunque la propria missione cooperativa: essere banca del territorio, ma anche presidio sociale, capace di rispondere ai bisogni reali delle persone. Un impegno che si traduce in azioni concrete e in una rete di iniziative che mettono al centro la salute, la prevenzione e la comunità», conclude Scazzosi.

  • Cava di Bareggio: “Chi controlla l’acqua sotto il nostro territorio?”

    Nessun controllo terzo sulle acque, una convenzione bloccata e un “buco” finanziario per la nuova ciclabile. Le forze civiche e politiche di Bareggio chiedono risposte urgenti all’Amministrazione: “La tutela della salute non è una questione tecnica, ma una scelta politica”.

    Il futuro della Cava di Bareggio finisce al centro di un acceso scontro politico. Durante l’ultimo Consiglio Comunale, un question time presentato dal consigliere Davide Casorati ha sollevato dubbi pesanti sulla gestione di un’area critica per l’equilibrio ambientale del territorio. Al fianco della lista civica Bareggio 2013, si schierano Italia Viva, Io Amo Bareggio e la Federazione Metropolitana del PRI, denunciando quello che definiscono un “limbo” pericoloso.

    Il Giallo della Falda: “Chi Controlla Chi?”
    Il punto più allarmante riguarda la risorsa più preziosa: l’acqua. Se l’acqua potabile è sicura grazie ai controlli di CAP Holding, la falda sottostante la cava – quella che interagisce direttamente con gli scavi – sembra essere un “territorio franco”.

    “Viene monitorata esclusivamente dai tecnici della società che scava. Nessun ente terzo, nessuna verifica indipendente,” denunciano i firmatari della nota.

    Senza un controllo esterno (come ARPA o Città Metropolitana), non esiste una certificazione neutrale che garantisca agricoltori e proprietari di orti limitrofi dall’impatto delle attività estrattive.

    Una Convenzione nel Caos
    La vecchia convenzione è scaduta e la nuova è incagliata nelle maglie della burocrazia regionale. Il PAUR (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale) è fermo dopo i pareri negativi emersi, in particolare da parte del Parco Sud.

    Le conseguenze sono paradossali: il Comune non può nemmeno attingere alla ghiaia necessaria per tappare i buchi nelle strade del paese.

    Numeri e Infrastrutture: il Gap della Ciclabile
    Non sono solo l’ambiente e la burocrazia a preoccupare, ma anche il portafoglio dei cittadini. La bozza della nuova convenzione prevede:

    200.000 euro di obbligazioni a carico della società (cifra fissa, non adeguata all’inflazione).

    40.000 euro stanziati per la progettazione di una ciclabile tra via Bergamina e Acisago.

    Il problema? L’opera completa costerebbe tra i 400.000 e i 500.000 euro. Chi coprirà la differenza di quasi mezzo milione? Il rischio concreto è che la ciclabile resti un disegno sulla carta o che il peso economico ricada interamente sul bilancio comunale.

    Il Rischio del Reinterro
    Infine, c’è l’incognita del ripristino agricolo. L’idea è quella di riempire i vuoti lasciati dagli scavi per tornare a coltivare. Tuttavia, lo stesso Sindaco ha ammesso di non avere esempi di successo nel territorio, mentre i tecnici e il Parco Sud esprimono forti riserve sui materiali di riempimento, ad oggi non ancora specificati.

  • Boffalora sopra Ticino: Giovani, sport e amore per il territorio, che orgoglio il Naviglio Run Club!

    Ogni sabato e domenica, alle 9.45, a Boffalora sopra Ticino, un gruppo di ragazzi si ritrova per correre insieme lungo l’alzaia del Naviglio Grande. Un’occasione per fare sport, stare all’aria aperta e creare nuove amicizie, immersi in un territorio meraviglioso attraversato da una via d’acqua tanto speciale.

    Anche il sindaco Sabina Doniselli ha corso con loro divertendosi tantissimo.
    “Energia, entusiasmo e tanta voglia di stare insieme: questo è lo spirito giusto!- ha commentato – La corsa di oggi è stata anche un gesto concreto di cura per il nostro territorio: lungo il percorso sono stati raccolti diversi chili di rifiuti. Un’azione semplice ma importantissima, che ci ricorda quanto sia prezioso il luogo in cui viviamo e quanto ciascuno di noi possa fare la differenza. Grazie ragazzi del Naviglio Run Club per l’esempio che date ogni settimana!”.

    👉 Seguite la pagina Instagram @navigliorunclub e unitevi a loro!

  • Legambiente Lombardia. Torna il concorso fotografico gratuito “Il mio giardino biodiverso”

    Torna con l’edizione 2026 “Il mio giardino biodiverso”, il concorso fotografico gratuito promosso da Legambiente Lombardia, insieme a Legambiente Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Trento, nell’ambito dell’attività “Custode della biodiversità” del progetto europeo LIFE NatConnect2030.

    Il concorso si svolgerà dal 1° marzo al 30 aprile 2026 ed è aperto ai cittadini e alle
    cittadine maggiorenni residenti in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Provincia autonoma di Trento.

    Il tema dell’edizione 2026, “Questo giardino non è un hotel! …o forse sì.”, invita a osservare i propri spazi verdi come luoghi abitati anche dalla fauna selvatica: rifugi temporanei o permanenti per insetti, uccelli, piccoli mammiferi, anfibi e altre specie che trovano accoglienza negli ambienti domestici.

    Una rana che compare in una ciotola d’acqua, un riccio nascosto tra le foglie, un’ape su un fiore del balcone o un nido costruito in un angolo del giardino: ogni fotografia può raccontare una storia di convivenza tra persone e natura e contribuire a valorizzare il ruolo ecologico degli spazi verdi privati.

  • Le donne di Villa Arconati con la Fondazione Augusto Rancilio

    In occasione della Festa della Donna, Villa Arconati apre le sue porte a una visita guidata speciale, un percorso pensato per accompagnarvi alla scoperta delle donne che hanno lasciato un segno profondo nella storia della Villa e delle figure femminili che ne impreziosiscono il palazzo monumentale e il giardino storico.

    Un viaggio al femminile tra arte, memoria e vita quotidiana, che intreccia il fascino dell’immaginario mitologico con le storie, spesso dimenticate, delle nobildonne che qui hanno vissuto, amato e custodito questo luogo nel corso dei secoli.

    Un itinerario inedito sulle tracce dell’universo femminile a Villa Arconati.

    L’Arte nella Villa è costellata di presenze femminili: dee, ninfe e allegorie della natura popolano i dipinti delle sale e le statue del giardino monumentale, testimoni silenziose di un mondo in cui la figura della donna è simbolo di bellezza, ma anche forza e armonia.

    Accanto a queste immagini ideali, però, vi sono state donne in carne e ossa, fondamentali per la storia della Villa, le cui vicende troppo spesso si sono perse nelle nebbie del tempo… Di Villa Arconati si ricordano alcuni proprietari illustri, primo fra tutti il conte Galeazzo Arconati, il “padre” della Villa. Pochi sanno, però, che fu grazie alla dote della moglie, Anna De Capitaneis De Arconate, che venne acquistato il Castellazzo. E che, per riconoscenza verso la consorte, Galeazzo lasciò la proprietà in eredità alla figlia Maria, anziché al nipote Luigi Maria, marito della giovane.

    È tuttavia tra la seconda metà dell’Ottocento e il Novecento che il ruolo delle donne diventa davvero cruciale per le sorti di Villa Arconati: Luisa Busca, pronipote del marchese Antonio, ereditò il Castellazzo nel 1870 e ne fu la dama più longeva, mantenendone la proprietà per ben 58 anni. Sposa del conte Pietro Sormani, Luisa diede alla luce tutti i suoi figli al Castellazzo e, dopo alcuni problemi di salute, scelse di tornare proprio qui per trascorrere gli ultimi giorni della sua vita.

    Un legame profondo, quello con la Villa, che Luisa trasmise alla figlia Giustina, moglie del marchese Vitaliano Crivelli, e che giunse fino a Beatrice Crivelli Binelli, ultima proprietaria del Castellazzo, che vi abitò fino al 1994.

    Le donne di Villa Arconati sono state custodi silenziose ma determinanti, capaci di difendere e sostenere questo luogo anche nei momenti più difficili, come quelli segnati dalle due guerre mondiali.

    A lungo dimenticate, oggi le Donne di Villa Arconati tornano finalmente a occupare il posto che meritano nella storia.

    LE DONNE DI VILLA ARCONATI – Visita guidata
    3, 4, 5, 6 marzo ore 15.00
    durata 75 min circa
    € 10,00 a persona
    Posti limitati
    Prenotazione consigliata sul sito www.villaarconati-far.it

    Per informazioni:
    Fondazione Augusto Rancilio
    www.villaarconati-far.it | info@fondazioneaugustorancilio.com | +39.393.8680934
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  • All’Abbazia di Mirasole l’arte della lana e del tessile in mostra

    All’Abbazia di Mirasole l’arte della lana e del tessile in mostra

    Risalire alle origini della manifattura tessile, ricordare e valorizzare la presenza nell’Abbazia di Mirasole degli “Umiliati” – che qui operarono per trasformare la lana in tessuto caldo per le proprie tonache e per farne merce da commerciare in Italia e in Europa – e guidare alla scoperta dei gesti di abbellimento e cura dei tessuti eseguiti in particolar modo dalle donne, cui erano affidate la preparazione del corredo, l’arte del ricamo e la riparazione dei capi.

    Questo il triplice obiettivo del percorso espositivo pittorico e materiale dal titolo “Humilis lana, le fibre naturali tra necessità e bellezza” che l’Abbazia di Mirasole, resa ancora più accogliente dal rifacimento del prato e dal servizio di ristorazione all’aperto, intende riproporre al pubblico nel periodo primaverile.

    Dopo la chiusura invernale e il grande interesse suscitato nel corso della prima edizione, la mostra sarà nuovamente visitabile tutte le domeniche dal 15 marzo al 31 maggio dalle ore 15:30 alle 18:30, a esclusione della sola chiusura di Pasqua.

    La mostra regalerà ai visitatori una selezione di 16 quadri realizzati da Luisa Carminati, fondatrice dell’omonimo Museo della civiltà contadina che ha raccontato il mondo contadino, lavorativo e culturale del Basso Milanese attraverso una grande raccolta di attrezzi e 150 quadri didattici dipinti tra il 1979 e il 1986, anno della sua morte.

    A cura di Elisabetta Viganò, l’esposizione si arricchisce anche con l’esposizione di attrezzi del mestiere, oggetti artigianali, manufatti e documenti risalenti o anteriori ai primi decenni del Novecento della collezione Luisa Carminati, coltivatrice e artista che negli anni Settanta ha contribuito alla nascita del Parco Agricolo Sud Milano.

    OLTRE LA MOSTRA: IL CALENDARIO DI INIZIATIVE PER LA PRIMAVERA 2026
    L’Abbazia si fa anche luogo di incontro e di sperimentazione per i più piccoli, le loro famiglie e gli appassionati di arte e tradizione, attraverso un fitto calendario di attività laboratoriali a corredo della mostra.

    Sabato 14 marzo, al termine dell’inaugurazione in programma alle ore 16:30, si terrà una prima visita guidata; a seguire, l’Abbazia ospiterà un concerto di musica classica e una serata di osservazione delle stelle a partire dalle ore 20:00. Domenica 15 marzo sarà possibile prendere parte alla lettura ad alta voce de “Il filo magico” di Mac Barnett e a un laboratorio di lavorazione artigianale dei fili di lana (pensato dai 5 ai 99 anni) con merenda e visita guidata per bimbi e famiglie.

    Nelle ultime domeniche del mese, 29 marzo, 26 aprile e 31 maggio, sarà il progetto “Knitting and tea in Abbazia. Un filo di lana, una tazza di tè e due chiacchiere”, ideato per riscoprire il piacere di stare insieme attorno all’antica ma rilassante arte del lavoro a maglia o all’uncinetto, a coinvolgere il pubblico. Inoltre, l’iniziativa serale “Notte al museo” si terrà sabato 16 maggio dalle 20:30 alle 22:30, mentre il concerto di Mario Toffoli “Canti di filanda” regalerà un’esperienza di repertorio popolare delle filandiere domenica 24 maggio alle ore 17:00.

    “Le fibre naturali hanno avuto grande importanza per lo sviluppo del nostro territorio, la domus di Mirasole è stata un centro in cui gli Umiliati lavoravano la lana e questa mostra vuole mostrare tutte le fasi di quest’arte. Scoprire, tramite oggetti concreti e i quadri didattici che esponiamo nella mostra, i passaggi che portano dalla fibra grezza ai tessuti, comprendendo le fatiche e la dedizione, ci aiuta ad essere più consapevoli del loro valore che la nostra società rischia di perdere con la cosiddetta “fast fashion”. La storia ci ricorda un uso più sostenibile delle fibre tessili. Mi piace anche ricordare il ruolo importante delle donne e il loro impegno ad aggiungere bellezza ai capi con il ricamo. un lavoro lento e paziente che testimonia la maestria, l’abilità nella manualità fine e le doti artistiche di molte fanciulle, nonostante spesso non avessero potuto accedere ad una adeguata istruzione” – commenta Elisabetta Viganò, curatrice della mostra.

    “Manifestazioni come questa, legate alla promozione culturale del territorio, permettono di riscoprire l’Abbazia come spazio vivo e aperto, capace di unire persone, talenti e passioni diverse. Ci auguriamo che questa mostra possa condurre famiglie, giovani e adulti alla scoperta delle radici del nostro territorio in un’esperienza che unisce cultura e intrattenimento” – aggiunge Luca Capelli, Presidente di Progetto Mirasole.

    Fondazione Progetto Mirasole
    Dal 2016 Fondazione Mirasole preserva e valorizza lo straordinario patrimonio storico dell’Abbazia di Mirasole, a Opera (MI) creando opportunità concrete di inclusione sociale e lavorativa per le persone in situazione di fragilità e vulnerabilità del territorio, come disoccupati, detenuti prossimi al reinserimento e migranti. Nell’Abbazia di Mirasole la Fondazione offre servizi di ristorazione, accoglienza e organizzazione di eventi culturali.

    L’abbazia ospita anche uno spazio di co-housing per nuclei mamma-bambino. La Fondazione dispone anche di una cucina industriale che prepara circa 6.000 pasti al giorno per enti del Terzo Settore, oltre a un team specializzato in manutenzioni e sanificazioni.

    Per ulteriori informazioni sul Museo di civiltà contadina Luisa Carminati, è possibile visitare il sito web dedicato: https://www.museoluisacarminati.it/luisa-carminati/ .