Categoria: Cultura e Tempo Libero

  • Al Torno di Castano, giovedì 11, la Scuola del Futuro

    Al Torno di Castano, giovedì 11, la Scuola del Futuro

    L’Istituto Comprensivo “Giuseppe Torno” di Castano Primo è lieto di annunciare l’evento di presentazione de “La Scuola del Futuro”, che si terrà giovedì 11 dicembre 2025 alle ore 18:00 presso la nuova aula immersiva dell’istituto. Un appuntamento pensato per mostrare alla comunità il percorso di innovazione che la scuola sta portando avanti con determinazione e visione.

    Un nuovo modo di fare scuola

    L’iniziativa rappresenta un momento di confronto e scoperta aperto a studenti, famiglie, docenti e cittadini interessati. Durante l’evento verranno illustrate le principali novità didattiche, tecnologiche e organizzative che caratterizzeranno il modello educativo del prossimo futuro.

    La nuova aula digitale, appositamente progettata per favorire l’apprendimento immersivo e interattivo, sarà il cuore della presentazione. Qui verranno spiegate le modalità con cui l’istituto intende costruire e sperimentare la scuola del domani, integrando strumenti all’avanguardia e pratiche pedagogiche innovative.

    Innovazione, inclusione e sostenibilità

    Il progetto “La Scuola del Futuro” nasce dalla convinzione che un’istruzione moderna e di qualità sia la base per costruire una società più equa e consapevole. L’istituto investe costantemente in:

    tecnologie digitali capaci di ampliare le opportunità formative;

    formazione continua dei docenti, per garantire competenze aggiornate e metodologie efficaci;

    progetti aperti al territorio, che rafforzano la collaborazione con famiglie, associazioni e realtà locali;

    ambienti inclusivi e sostenibili, in linea con le esigenze educative e ambientali del nostro tempo.

    Come recita un famoso proverbio, “Chi si ferma è perduto”: per questo la scuola sceglie di innovare, crescere e sperimentare, mettendo sempre al centro i bisogni degli studenti.

    Invito alla comunità

    L’invito è rivolto a tutta la comunità scolastica e cittadina. Partecipare sarà un’occasione per conoscere da vicino come la scuola può diventare un vero motore di innovazione, crescita e partecipazione.

  • La Corale Polifonica di Robecco apre i concerti di Natale a Cornaredo: un successo caldo nonostante il freddo

    La Corale Polifonica di Robecco apre i concerti di Natale a Cornaredo: un successo caldo nonostante il freddo

    La stagione dei concerti natalizi si è aperta nel migliore dei modi nella chiesa dei Santi Giacomo e Filippo di Cornaredo, dove la Corale Polifonica di Robecco sul Naviglio ha incantato il pubblico con un’esibizione intensa, raffinata e dall’indubbio spessore tecnico. Domenica sera il coro ha affrontato una scaletta impegnativa, costruita su brani dalla notevole complessità. Una sfida non semplice, che i coristi hanno saputo sostenere con sicurezza e passione, regalando ai presenti un viaggio musicale emozionante e ricco di suggestioni natalizie.

    Il pubblico, attento e competente, ha seguito con partecipazione ogni esecuzione, lasciandosi trasportare dall’atmosfera e dalle sonorità polifoniche che hanno riempito la navata, fino all’applauso finale, caloroso e convinto. Al termine del concerto, l’atmosfera di festa è proseguita sul sagrato della chiesa, dove pandoro, panettone, vin brulè e cioccolata calda hanno riscaldato una serata fredda solo dal punto di vista climatico. L’entusiasmo del pubblico e dei coristi ha infatti contribuito a rendere speciale questo primo appuntamento natalizio, trasformandolo in un momento di condivisione autentica.

    Il programma della Corale Polifonica di Robecco prosegue con due eventi molto attesi: Sabato 13 dicembre, ore 21, nella chiesa Madonna Addolorata e San Carlo di Castellazzo dè Barzi a Robecco sul Naviglio. Domenica 14 dicembre, nella suggestiva chiesetta di Sant’Anna a Carpenzago.
    Due nuove occasioni per lasciarsi trasportare dalla magia della musica natalizia e dalla qualità interpretativa di un gruppo che continua a crescere e a raccogliere consensi. (Si ringrazia Titti per info e foto)

  • Prima della Scala, applausi per Segre fuori la protesta dei pro Pal e dei lavoratori dello spettacolo

    Prima della Scala, applausi per Segre fuori la protesta dei pro Pal e dei lavoratori dello spettacolo

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Con l’Inno di Mameli si è aperta la stagione del Teatro alla Scala di Milano. Per la prima va in scena l’opera “Lady Macbeth del distretto di Mcensk” di Dmitrij Sostakovic, diretta da Riccardo Chailly, per la regia di Vasily Barkhatov. Nel palco reale la senatrice a vita Liliana Segre, il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso, il sindaco e presidente della Fondazione Scala Giuseppe Sala, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, la sottosegretaria di Stato Usa Sara Rogers, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia. Dalla platea prima dell’Inno di Mameli lungo applauso alla senatrice Segre.

    PROTESTE DEI PRO PAL E DEI LAVORATORI DELLO SPETTACOLO

    Tre ore prima sono partiti i presidi di protesta davanti al teatro milanese. Particolarmente numeroso il presidio in favore della Palestina. A ridosso di Palazzo Marino sono appesi striscioni contro l’occupazione israeliana dei Territori palestinesi a Gaza e in Cisgiordania, il piano di pace del presidente americano Donald Trump e per chiedere la libertà di Mohamed Shahin, l’imam di Torino colpito da un decreto di espulsione.

    “Palestina libera”, “7 ottobre non è una ricorrenza. Ora e sempre resistenza”, “Netanyahu assassino”, “From the river to the sea, Palestine will be free” sono alcuni degli slogan scanditi dai manifestanti. Proteste anche contro lo stanziamento di ingenti risorse per le politiche di riarmo e in solidarietà con la maschera della Scala licenziata lo scorso 4 maggio per aver urlato “Palestina libera” in occasione del concerto organizzato dall’Asian Development Bank al quale era presente anche la premier Giorgia Meloni.

    Lo scorso 27 novembre il teatro milanese è stato condannato a risarcire alla lavoratrice le mensilità dalla data del licenziamento fino alla scadenza naturale del contratto. Dallo stesso lato della piazza, è anche in corso il presidio dei lavoratori del settore della cultura: presenti Cgil, lavoratori del Teatro La Scala di Milano e rappresentanti del Teatro La Fenice di Venezia. Quest’ultimi, in particolare, hanno ribadito la loro contrarietà alla nomina a direttore presso il teatro veneziano di Beatrice Venezi. E’ stato letto un messaggio congiunto dell’orchestra sinfonica di Milano e dell’Orchestra Sinfonica Siciliana. L’intera piazza nel centro di Milano è stata circoscritta da transenne ed è presidiata da reparti delle forze dell’ordine.

    -Foto IPA Agency-
    (ITALPRESS).

  • Faccia da Sandro Giacobbe: sarà la nostalgia

    Faccia da Sandro Giacobbe: sarà la nostalgia

    Un artista che ha segnato emozioni e vita

    Quando muore un cantante, non scompare soltanto una voce: se ne va una parte delle nostre emozioni, dei ricordi che hanno accompagnato momenti di vita. Sandro Giacobbe è stato questo per molti: un artista capace di trasformare la timidezza, l’amore e le scoperte in musica, ma anche una persona semplice e sincera.

    La forza della musica

    Le sue canzoni hanno dato speranza e coraggio. “Posso ancora volare” non è stata tra le più celebri del suo repertorio, ma ha rappresentato per chi l’ha ascoltata un inno alla resilienza. In ospedale, tra la vita e la morte, quelle parole hanno acceso la voglia di ripartire, di salire di corsa le scale, di tornare a vivere.

    L’uomo dietro l’artista

    Giacobbe non era solo un cantante: era un ragazzo di Genova rimasto semplice, legato alla focaccia e alla farinata, sempre disponibile e gentile. Rispondeva ai messaggi con naturalezza, senza mai far pesare la sua notorietà. Era capace di insegnare con pochi gesti e parole, lasciando insegnamenti profondi.

    Una carriera vissuta con umiltà

    Ha giocato nella Nazionale Cantanti, ha portato in musica la sensibilità dei ragazzi del nord, ha vissuto la sua carriera con serenità e senza forzature. Sempre sorridente, sincero, mai costruito per piacere. Un uomo che ha saputo restare autentico.

    L’eredità

    La sua scomparsa lascia un vuoto, ma anche un dolce ricordo. Non è morto solo un artista, ma una persona che ha saputo unire umanità ed empatia. È questo connubio che trasforma i cantanti in miti della memoria: perché non hanno soltanto fatto la storia della musica, ma hanno inciso nella nostra memoria personale.

    A cura di Max Moletti

  • DEPECHE MODE, uscito l’album live “MEMENTO MORI: MEXICO CITY in versione 2CD e 4LP e contentente 4 inediti

    DEPECHE MODE, uscito l’album live “MEMENTO MORI: MEXICO CITY in versione 2CD e 4LP e contentente 4 inediti

    Venerdì 5 dicembre sono uscite due importanti pubblicazioni targate DEPECHE MODE, per celebrare la leggendaria band britannica: il cofanetto del film concerto “DEPECHE MODE: M” (versione 2DVD o versione 2Blu-ray), contenente anche il doppio CD con l’album live “MEMENTO MORI: MEXICO CITY”; e le versioni in 2CD e in 4LP in 3 diverse colorazioni dell’album “MEMENTO MORI: MEXICO CITY”.

    Il primo DVD/Blu-ray è “DEPECHE MODE: M”, un’opera diretta da Fernando Frías, acclamato regista messicano, che intreccia le potenti performance dal vivo della band con immagini d’archivio. Il film esplora il profondo legame tra la musica dei Depeche Mode e i temi della mortalità. “DEPECHE MODE: M” è anche un vero e proprio viaggio cinematografico che si immerge nel cuore della cultura messicana legata alla morte, unita alle performance dei Depeche Mode durante il loro Memento Mori Tour.

    Il secondo DVD/Blu-ray è “MEMENTO MORI: MEXICO CITY”, il concerto filmato integralmente durante le tre serate a Città del Messico nel 2023, sempre con la regia di Frías, in cui i Depeche Mode si sono esibiti davanti a oltre 200.000 spettatori.

    Completano il cofanetto due CD che raccolgono oltre 2 ore di musica dal vivo, e l’aggiunta di quattro brani inediti e mai pubblicati prima provenienti dalle sessioni di registrazione dell’album “Memento Mori” (2023): “Survive”, “Life 2.0”, “Give Yourself To Me”, e “In The End”. Quest’ultimo, dopo essere stato svelato nei titoli di coda della première mondiale al Tribeca Film Festival nel giugno 2025, ha immediatamente catturato l’attenzione del pubblico, suscitando la curiosità dei fan.

    Il live album “MEMENTO MORI: MEXICO CITY” è disponibile anche separatamente nei formati 2CD e 4LP in vinile. Entrambe le edizioni includono foto esclusive dal vivo scattate durante le serate al Foro Sol.

    La regia di “DEPECHE MODE: M” è curata da Fernando Frías, autore premiato con 10 Ariel Awards per il film “I’m No Longer Here”, tra cui Miglior Film e Migliore Regia. Candidato anche ai DGA Awards e selezionato per la shortlist degli Oscar 2021, Frías è oggi considerato una delle figure più originali del cinema latino-americano. Grazie alla sua sensibilità artistica, Frías riesce a catturare i temi dell’album “Memento Mori” e intrecciarli con il profondo rapporto che la cultura messicana ha con la morte.

    Il Memento Mori World Tour ha visto Dave Gahan, Martin Gore e la band esibirsi in 112 concerti in tutto il mondo, con oltre 3 milioni di spettatori. Il tour ha rappresentato un momento cruciale nella carriera dei Depeche Mode, facendo seguito al loro acclamato quindicesimo album in studio, “Memento Mori”, pubblicato nel 2023.

    Questa la tracklist di “Memento Mori: Mexico City”:

    Intro
    My Cosmos Is Mine
    Wagging Tongue
    Walking In My Shoes
    It’s No Good
    Sister Of Night
    In Your Room
    Everything Counts
    Precious
    Speak To Me
    Home
    Soul With Me
    Ghosts Again
    I Feel You
    A Pain That I’m Used To
    World In My Eyes
    Wrong
    Stripped
    John the Revelator
    Enjoy The Silence
    Waiting for the Night
    Just Can’t Get Enough
    Never Let Me Down Again
    Personal Jesus

    In tutte le versioni, sono presenti anche le 4 bonus track dalle sessioni di registrazione di “Memento Mori”:

    Survive
    Life 2.0
    Give Yourself To Me
    In The End

  • A Rho apre Artigiano in Fiera, mercato mondiale senza barriere

    A Rho apre Artigiano in Fiera, mercato mondiale senza barriere

    Il più grande mercato del mondo, senza confini né dogane, in un crocevia di culture e tradizioni, ha aperto oggi la sua trentesima edizione. Una vetrina internazionale dedicata alle arti e ai mestieri, con 2.800 espositori provenienti da 90 Paesi dei 5 continenti, distribuiti su 9 padiglioni a Fiera Milano Rho, già presi d’assalto da una
    folla di visitatori.

    “Qui c’è tutto il mondo di culture e fedi diverse, con un grande rispetto l’uno dall’altro – ha detto Antonio Intiglietta presidente di Ge.Fi, che organizza
    Artigiano in Fiera -. Perché quando la gente mette al centro l’umanità nulla divide, perché l’umanità ha un cuore unico, unbdesiderio unico, di pace, di pacificazione e di valorizzazione dell’altro”.

    Per 9 giorni, fino al 14 dicembre, i visitatori potranno
    toccare con mano (e gustare grazie alla presenza di oltre 30
    ristoranti) la diversità e l’unicità dei prodotti artigianali di
    ogni provenienza. Dall’Africa sono arrivate le ceramiche della
    Cabilia dall’Algeria, gli oggetti nei colori tipici della
    tradizione dalla Tunisia, la cosmesi naturale e bio dal Marocco,
    l’abbigliamento, ceramiche e gioielli dalle cinque imprese
    etiopi al loro esordio in fiera. Il Nepal ha portato campane
    tibetane. Tra le novità, la Giordania partecipa con Micro Fund
    for Women Company, che supporta e valorizza le donne artigiane
    di Amman.

    L’Italia è presente con tutte le regioni e numerosi consorzi
    (torna ad esempio dopo 20 anni quello di Agrigento). La Calabria
    occupa quasi un intero padiglione. Lo spazio della Lombardia,
    come ha sottolineato all’inaugurazione il governatore Attilio
    Fontana, non poteva che ricordare lo spirito dei prossimi Giochi
    invernali, con l’esposizione, tra l’altro, di alcune torce
    olimpiche. La Sicilia, la cui offerta parte dalle rinomate
    ceramiche di Caltagirone e dalle lavorazioni in pietra lavica,
    fino ai dolci e pistacchi, è stata invece scelta per il taglio
    del nastro.

    Presenti, oltre a Intiglietta e Fontana, Edmondo Tamajo,
    assessore alle Attività Produttive della Regione Sicilia,
    l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Carlo Fidanza, l’assessora
    milanese allo Sviluppo economico Alessia Cappello, il presidente
    di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti e Carlo Bonomi,
    presidente Fiera Milano Spa.

    Tema centrale dell’edizione numero 30, la persona intesa sia
    come l’artigiano, ciascuno con la sua storia e l’unicità dei
    suoi prodotti, sia come cliente al quale è offerto un
    allestimento studiato appositamente per scatenare la sua
    curiosità e la voglia di comprendere. Ma l’obiettivo è anche
    quello del ‘vivere bene’, con 502 imprese di prodotti biologici,
    di montagna e free-from, ad alto valore etico, umano e
    ambientale. L’Italia ne conta 329, dall’Europa ne arrivano 51 e
    122 dal resto del mondo.

  • Marcallo con Casone celebra oggi la XIV Festa del Vischio: tra antichi riti, tradizioni druidiche e comunità

    Marcallo con Casone celebra oggi la XIV Festa del Vischio: tra antichi riti, tradizioni druidiche e comunità

    Oggi, 7 dicembre, il Parco di Villa Ghiotti a Marcallo con Casone si trasforma in uno scenario sospeso nel tempo per ospitare la XIV Festa del Vischio dell’Insubria del Sud-Ticino, uno degli appuntamenti più suggestivi del territorio, capace di fondere storia, natura e spiritualità.

    L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale Terrainsubre con il patrocinio del Comune di Marcallo, rievoca l’antico rito druidico del vischio, pianta considerata sacra e dotata di poteri miracolosi. Quando l’anno si avvicinava al solstizio d’inverno, infatti, i Druidi si preparavano alla raccolta del vischio, un momento che richiamava l’intero popolo: a tutti veniva poi distribuita l’acqua lustrale ottenuta dall’infusione della pianta, ritenuta in grado di allontanare la sfortuna e “guarire ogni male”.

    Un rito antico, un legame moderno

    La rievocazione proposta nel parco di Villa Ghiotti non è solo spettacolo, ma anche memoria culturale. Il valore aggiunto del rito, ieri come oggi, risiede nel suo significato comunitario: rinsaldare i legami tra le persone, rafforzare il senso di appartenenza e coltivare un rapporto armonioso con la natura e con il sacro.

    Il programma, ricco e articolato, accompagna i visitatori dal tardo pomeriggio fino alla notte: dalla piantumazione simbolica di un arbusto alla cerimonia di raccolta del vischio, fino alla conferenza dedicata ai misteri dei cromlech e allo spazio fuori dal tempo, curata da Eleonora Mora. Al calare della sera, uno dei momenti più attesi: l’accensione del fuoco cerimoniale, in cui viene bruciato il vischio dell’anno precedente, gesto che simboleggia la purificazione e il rinnovamento.

    Per chi desidera proseguire l’esperienza conviviale, la cena su prenotazione propone piatti tipici lombardi, seguita dalla musica dal vivo di Enrico Gerli.

    Tradizione, cultura e artigianato

    La Festa del Vischio è anche un’occasione per scoprire i banchi di artigianato e le attività di rievocazione storica, che arricchiscono l’atmosfera con dimostrazioni, oggetti realizzati a mano e curiosità legate al mondo celtico e alle antiche popolazioni dell’Insubria.

    Come ogni anno, l’evento si propone di unire educazione, folklore e spiritualità, diventando un appuntamento irrinunciabile per famiglie, appassionati di storia antica e chiunque sia in cerca di un’esperienza fuori dal comune, immersa nella natura e nel fascino del passato.

  • A scuola da Mogol, Regione Lombardia investe nei giovani di talento

    A scuola da Mogol, Regione Lombardia investe nei giovani di talento

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – “Questa è una di quelle occasioni che nessuno ti regala più; quindi, prendi e vai”. Il papà di Serena non aveva dubbi. Lei, 23 anni, qualche timore lo aveva. Alla fine si è iscritta al bando lanciato da Regione Lombardia. Ha superato l’audizione. Ora, insieme ad altri 18 colleghi, vive il sogno della sua vita: fare musica. Tutto questo grazie al percorso di perfezionamento nel settore musicale al Centro Europeo di Toscolano (CET) di Avigliano Umbro (Terni), fondato e diretto dal maestro Giulio Repetti, in arte Mogol. L’opportunità di studiare e imparare gratuitamente con i maestri e gli insegnanti della scuola di eccellenza è offerta da Regione Lombardia attraverso il bando riservato a giovani artisti tra i 18 e i 36 anni, aperto a luglio 2025 e realizzato dalla Direzione generale Cultura. L‘obiettivo del bando, con un finanziamento complessivo di 100.000 euro, è promuovere la crescita e la professionalizzazione dei giovani artisti nel panorama musicale.

    “Questa opportunità mi è stata segnalata da una ex docente del Conservatorio”, racconta Alessia, 29 anni, di Brescia. “Quello che mi ha spinto a partecipare – prosegue – è stata la volontà di intrecciare rapporti e creare nuovi link tra allievi e docenti”. Anche Mattia, 27 anni, di Brescia, suona la chitarra e partecipa al progetto regionale: “Ho deciso di provarci perché sentivo il bisogno di mettermi in gioco e capire fino in fondo quanto questa strada fosse davvero mia”. Diversa la storia di Serena, di origini sarde: “Mi sono trasferita a Milano per la musica e per rincorrere questo sogno fin da quando ero bambina. Adesso ci credo veramente”.

    La seconda fase del bando, a settembre 2025, prevedeva un’audizione dal vivo, all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia, per selezionare 19 giovani artisti distribuiti tra le tre categorie previste: interpreti, autori e compositori. Presente in prima fila, ad ascoltare le audizioni, c’era anche l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso: “È stata una giornata emozionante: i ragazzi erano agitati, ma si sentiva la loro grande passione verso la musica, i loro sogni e i grandi desideri. È stato difficile scegliere per la commissione perché erano tutti molto bravi e professionali”. Per i vincitori del bando, fino a dicembre, 15 giornate di workshop organizzate al Centro Europeo di Toscolano di Avigliano Umbro (TR). “Il CET è un’esperienza molto forte e toccante a livello umano”, spiega Veronica, 22 anni, di Vimercate (MB): “Lavoro già come produttrice per artisti emergenti ma questa esperienza ti dà la possibilità concreta di confrontarti e creare legami con altre persone”. Alice, 19 anni, di Milano, racconta una giornata tipo alla scuola di Mogol: “Sveglia presto, lezioni al mattino e al pomeriggio interrotte dal pranzo, tempo libero prima e dopo cena. Le lezioni mi stanno dando tantissimi spunti e input per creare, l’ambiente è estremamente stimolante”. Un’opportunità non solo per studiare con il maestro Mogol e i suoi insegnanti, ma anche per sviluppare relazioni e stringere collaborazioni artistiche e musicali. “Con due ragazzi siamo già entrati in sintonia e stiamo collaborando”, è la storia di Francesco: “La cosa bella del CET è imparare da grandi maestri ma soprattutto confrontarsi con altri artisti della tua età e capire come fare musica in modi differenti”. “È bello il confronto che c’è durante le lezioni, magari con persone che fanno generi diversi. A me è piaciuto tantissimo confrontarmi con chi fa rap”, aggiunge Alice.

    È un progetto che ho fortemente voluto – sottolinea l’assessore regionale Caruso – perché, quando ho incontrato per la prima volta il maestro Mogol, mi ha raccontato della sua scuola di formazione con ottimi insegnanti. Ho proposto alla Direzione Cultura di portare avanti questa iniziativa e di realizzare i sogni dei più giovani sotto la supervisione del più grande paroliere di tutti i tempi”.

    Un progetto che rafforza il ruolo di Regione Lombardia nella valorizzazione del talento, investendo nei giovani artisti e nella cultura come strumento di supporto per lo sviluppo del settore musicale e degli artisti emergenti. “Dopo questo corso avrò molta più consapevolezza sulla parte autorale del mio percorso. Mi piacerebbe tantissimo scrivere una canzone per Levante e sarebbe stato un grandissimo onore farlo per Ornella Vanoni”, svela Alice. Francesco ha ambizioni concrete: “Il mio sogno è fondare un’etichetta discografica”. “Vorrei tanto lavorare nella scrittura di musica da film e nella produzioni di canzoni in ambito pop”, conclude Veronica.

    – Foto IPA Agency –

    (ITALPRESS).

  • AUSER Ticino Olona premiata in Regione per l’iniziativa ‘ESTATE GENTILE’

    AUSER Ticino Olona premiata in Regione per l’iniziativa ‘ESTATE GENTILE’

    In occasione della Giornata Mondiale del Volontariato, Regione Lombardia ha assegnato un riconoscimento alle Associazioni che si sono particolarmente distinte nei Piani di Invecchiamento Attivo.

    ATS Città Metropolitana di Milano ha individuato Auser volontariato territoriale del Ticino Olona ODV ETS per l’iniziativa “ESTATE GENTILE” attivata nel 2004 dal Comune di Legnano, attuale partner e da diversi anni gestita dalla nostra Associazione con la seguente motivazione:

    “per la capacità di costruire reti intergenerazionali con il progetto: “Oltre l’Età – comunità in rete per l’invecchiamento attivo – iniziativa Estate Gentile che ha coinvolto volontari senior e studenti in azioni di compagni e assistenza domiciliare, promuovendo solidarietà, dialogo tra le generazioni e inclusione sociale”.

    La targa è stata ritirata dal Presidente Mauro Squeo il 3 dicembre durante una cerimonia a Palazzo Lombardia alla presenza dell’Assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari Opportunità Elena Lucchini.

    E’ una grande soddisfazione per AUSER Ticino Olona che vuole interpretare il rapporto intergenerazionale come nuovo paradigma del welfare di prossimità promuovendo maggiormente il valore del volontariato presso le nuove generazioni.

  • Franco Mussida, l’ispiratore delle vite più bisognose. A cura di Monica Mazzei

    Franco Mussida, l’ispiratore delle vite più bisognose. A cura di Monica Mazzei

    “LOVE STREET – Gente che la Vita… Non si butta via” è il nuovo brano presentato dal Maestro FRANCO MUSSIDA, che ne è anche l’autore, all’interno del progetto “OLTRE L’ODIO”, in collaborazione con il CPM MUSIC INSTITUTE PER IL SOCIALE.

    Si tratta di un poetico invito in musica a superare ogni barriera fatta di razzismo e discriminazione di ogni tipo, e si può quindi considerare a tutti gli effetti, un progetto a scopo fortemente umano, per favorire una convivenza fatta di pace e tolleranza in tutta Italia.
    Hanno collaborato anche FONDAZIONE PROGETTO ARCA, FONDAZIONE SAN PATRIGNANO, COMUNITÀ KAYROS, ASSOCIAZIONE AMICI DELLA NAVE, CORO MILLECOLORI e VERO VOLLEY.

    Si ricorda anche che il brano sarà disponibile in digitale da giovedì 4 dicembre (distribuzione La Gloria), e in RADIO, da venerdì 5 dicembre.

    La clip è invece disponibile su YouTube dal 2 dicembre, e ha visto la regia del Maestro Franco Mussida, le riprese video di Greg Production, il montaggio di Nicolò Clerici, e l’importante contributo di Marco Rampoldi e Rara Produzioni.

    Franco Mussida ha voluto presentare personalmente l’idea dalla quale è scaturito questo progetto, con l’appoggio di Riccardo Vitanza e Giulia Orsi.

    Durante la conferenza stampa è stato proiettato il videoclip, il cui messaggio centrale è l’amore universale tra esseri umani che non conosce Stato, religione, colore della pelle.
    Alla realizzazione musicale del brano hanno partecipato i musicisti Pietro Messina al basso, Giacomo Gulino al pianoforte e un gruppo percussivo coordinato da Roberto Gualdi, con Luca Zambelli alla batteria e i percussionisti Beatrice Secco, Francesco Tolu, Ilaria Costagli e Manolo Ducoli.
    Va ricordato che i proventi musicali saranno completamente devoluti alle attività della CPM MUSIC INSTITUTE, nei settori del disagio sociale.

    Durante la conferenza hanno preso la parola Mussida fondatore della già citata scuola, Alberto Sinigallia presidente Progetto Arca, Paolo Foschini direttore del Coro della Nave San Vittore, ed Eliana Onofrio presidente Associazione Amici della Nave; Pietro Bombardelli infine, è uno studente della CPM Institute, voce solista nel brano LOVE STREET.

    MUSSIDA ha esordito precisando che il brano non ha lo scopo di essere venduto ma di essere cantato e accolto, durante questo periodo natalizio. Un brano che possa confortare in un mondo che pare aver perso le sue radici. Prima di tutto, il rapporto con la natura, che è indispensabile perché ne siamo parti integranti.

    Fin dalla sua fondazione, il CPM ha sempre operato come un laboratorio artistico e sociale; e come luogo di scoperta, di incontro, con l’idea che la musica non debba essere destinata ad un solo palcoscenico, ma a più palcoscenici. Quelli delle arti performanti e formative sicuramente, certo, promuovendo la formazione degli strumentisti degli anni Ottanta, sino ad arrivare ad oggi, all’espressione musicale popolare contemporanea, che non ha alcun confine, talmente tanto è il bisogno di raccontarsi dei ragazzi. Abbiamo contribuito a tracciare strade oltre le mode. Siamo da sempre un laboratorio in cui coltivare il talento espressivo, ricordando che il ruolo del musicista è quello di essere uno speciale ‘meterologo dell’umore della gente’. La musica entra nella nostra ‘casa interiore’, ed in questo modo ci rende in modo straordinario consapevoli di essere detentori di un’anima. La musica in questo modo ci può rendere persone migliori, con un amente più aperta e più propensa al sociale, offrendo a tutti calore e speranza. La musica è la sostanza stessa dell’energia della vita, ovvero lo stesso Amore e quest’ultimo unisce tutti al di là delle confessioni religiose, dei partiti, degli Stati e del colore. Questo pensiero ci lega per prima cosa alla volontà di vivere. E vorrei che questo messaggio ci accompagnasse in questo Natale”.

    Sinigallia ha dal conto suo, dichiarato: “La prima volta che l’ho sentita, ho pensato ad una canzone di pace. E di pace abbiamo bisogno non solo tra le nazioni, manche interiore. Ieri parlavo dell’anima e dei sogni, che sono parte della nostra creatività, e il CPM con i suoi laboratori, riesce davvero a dare vita a tanti di questi sogni, il mio Progetto Arca si occupa soprattutto di persone senza dimora, spesso profughi, dando vita a dei laboratori di ‘creazione emotiva’. Qui tante persone ritrovano se stesse, una integrità ed una radice. Trovano così la forza nuova per affrontare tante difficoltà terrene. Una creazione priva di materia, fatta solo d’amore, che ridisegna un cammino. In questo modo nutriamo anche l’anima, e non solo il corpo offrendo panini e un letto”.

    Paolo Foschini, direttore della Nave di San Vittore, ha aggiunto: “Quando l’Istat fa il paniere dei prezzi di prima necessità, io non sono un antropologo, ma sono certa che già migliaia di anni fa, l’uomo in queste prima necessità che oggi sembrano non venire più considerate, sentisse già il bisogno della musica. Ed è quello che facciamo noi per fare del bene all’anima: riportare la musica come un bene di prima necessità al quale tutti hanno diritto ad avere accesso. Per questi motivi, noi ci ricordiamo delle persone più spesso abbandonate e più bisognose di questa arte: parliamo del carcere di San Vittore, dove Franco ha iniziato a venire negli anni Ottanta. Noi abbiamo un vero e proprio coro, e Franco è venuto a fare da noi la registrazione del suo video. Queste cose non si sono fatte da sole: Franco è venuto da noi personalmente a fare le riprese, con il nostro coro. I ragazzi sanno che un coro non è un insieme di solisti, ma di voci che collaborano e si amalgano in toni e forza. Il coro migliore è dove tutti si ascoltano. In generale, quello dell’ascolto è il valore più importante di tutti anche nella vita e la musica può insegnarcelo. La percezione dell’importanza dell’ascolto, è stata per paradosso compressa dallo strumento con il quale oggi un uomo solo può parlare a tutto il mondo che l’Umanità in milioni di anni, non aveva mai avuto prima.”

    Eliana Onofrio, presidente Associazione Amici della Nave: “Abbiamo abbracciato con entusiasmo il lavoro svolto da Franco, un vero gigante. Le emozioni che noi riusciamo a coltivare con i detenuti dei reparti del carcere, con gli operatori ed i volontari, è di grande commozione e di lacrime liberatorie. Un pianto suscitato dalla bellezza che scopriamo e da un amore che sentiamo nascere e non possiamo trattenere. Di questi cori fanno parte non solo i detenuti ma anche i ragazzi che attualmente si trovano in Comunità e che stanno finendo di scontare la loro pena, ed in questa attività di recupero interiore, c’è anche il coro. Franco arriva di persona e sorprende tutti, e coordina il lavoro artistico da grande maestro quale è. In una sola serata è venuto fuori qualcosa di magico, che poi a vederlo montato qui, mette brividi d’emozione. Io mi auguro che questo video abbia una lunga vita e non si fermi al Natale. A nome di tutti gli associati ed i coristi, non posso far altro che ringraziare per tutto questo Franco ed il CPM”.

    Mussida: “Oggi siamo in un Paese dove si cerca di restringere tutto, di risparmiare. Tutto ciò oggi nelle carceri si vive in modo pesante. Le carceri si chiudono al mondo e chi vi abita, a sua volta è sempre più chiuso, isolato. Il carcere è un luogo terrificante. Chi vi abita rischia di perdere del tutto la sua umanità. In questo modo il carcere di sicuro non permette una nuova capacità di socializzazione dell’individuo, il giorno in cui uscirà. Non per niente, il numero di chi si uccide in carcere è in costante aumento. Manca il coraggio di immaginare qualcosa di diverso. C’è modo e modo di isolare. Nel carcere muore tutto ciò che puoi portarvi. Bisogna continuare ad annaffiare e seminare. Il carcere distrugge ogni cosa. Non è quindi lo scontro ideologico con il governo la soluzione, ma si deve pensare a modalità diverse di contenere persone ospitate in questi luoghi tetri, persone che delinquono ed in qualche modo fanno del male alla società ma anche a sé stesse. A fronte di chi si comporta magari male ai domiciliari, lasciando una brutta luce su chi si comporterebbe invece bene, o che trovano il modo di vivere in modo nuovo la loro esistenza, pur in quella situazione, c’è il caso particolare di Davide, che nel nostro video canta con gli occhi sbarrati ed è davvero un omone. L’avevo conosciuto in carcere nel 2013 e doveva scontare la bellezza di 23 anni per truffe ripetute. Nel 2025, lo ritrovo fuori da lì, e adesso è un formatore di attori come nell’ultimo musical che ha ideato con me. Ci sono persone che vogliono vivere una vita a modo loro ‘normale’, spenderla in qualche modo, e per stare con la gente. La cosa più importante nella vita, non è solo lavorare ma anche trovare un modo di stare bene con sé stessi e con gli altri”.

    È giunto quindi il momento di Bombardelli, il solista del brano e studente CPM: “La cosa che mi ha segnato di più, è che parti sempre dal lasciare qualcosa di tuo, collaborando in queste realtà, e pensando quindi di dare una mano. Invece la scoperta più grande avviene quando torni a casa e capisci che sono stati loro ad aiutare te! Si tratta di un valore nascosto ma gigantesco, che deve essere messo in luce. L’amore di cui parliamo oggi qui è l’arricchimento interiore che tutti ne traiamo. Io non posso non ringraziare il CPM che per me è diventato casa”.

    In collegamento video, ha poi parlato Padre Eraldo Cacchione, del Coro Mille Colori: “Sono ormai sei anni che lavoro in questo coro meraviglioso di bambini, cui collaborano tante persone ed anche una educatrice. I più grandi ormai sono quindicenni”.

    Con Mussida si conoscono dal 2017, quando il maestro fu inviato a tenere un seminario dal Padre gesuita, seminario al quale parteciparono grandi nomi della musica italiana, come ad esempio, I POOH: “Padre Eraldo ha fondato l’Associazione Cecilia, dedicata alla memoria della sorella, che si è tolta la vita ancora molto giovane. Fu una delle tante giovani che non sono riuscite a trovare una connessione con la propria esistenza, perché anche lei si sentiva priva di una radice. Quest’anno l’associazione ha creato l’occasione di un incontro a Milano, in memoria di Cecilia che era una capoeira. Si tratta di una danza mista alle arti marziali, che abbiamo introdotto anche nel nostro video, e che rappresenta la lotta, portata in Sud America dagli schiavi ai suoi esordi, e poi da lì, è stata presa nel mondo come ricordo e come danza-testimonianza del desiderio di ribellione che gli schiavi, a quei tempi, non potevano esprimere in modo esplicito. È una lotta quasi rito, che non si ferma sempre prima di colpire. Questa lotta io ho immaginato di trasferirla in un ‘habitat interiore’, come simbolo del non farsi mai del male. Così il motto ‘ma lo sai che l’odio è nostalgia d’amore’, nasce da una riflessione scaturita osservando questa danza”.

    L’ultimo messaggio è pervenuto da Alessandra Marzari, ambasciatrice per San Patrignano e presidentessa di Vero Volley: “Conosco Franco dal suo lavoro a San Patrignano con la costituzione delle audioteche ed il bene che ne è scaturito. Il nostro incontro fu da subito straordinario, ed il loro video è straordinario sia per la qualità che per il messaggio che trasmette. È la prova che l’energia della nostra generazione è capace di generare ancora tantissimo e lo sarà sempre. Questo brano è un vero augurio natalizio”.

    La conclusione di tutti gli interventi in conferenza, spetta a Don Claudio Burgio, Fondatore e Presidente della Comunità KAYROS, che si è così espresso: “Il lavoro di Franco acquisisce un valore spirituale, e noi in primis ne abbiamo vissuto e sperimentato l’immensa capacità di trasformazione sulle persone. Siamo certi che i nostri adolescenti ne trarranno beneficio e ringraziamo Franco per averci coinvolto nel suo video”.

    Monica Mazzei
    freelance culturale per
    TicinoNotizie.it