Categoria: Cultura e Tempo Libero

  • Il Festival del Rumore e l’Elogio dell’Artigiano, viva Sal Da Vinci

    Il Festival del Rumore e l’Elogio dell’Artigiano, viva Sal Da Vinci

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, il sipario sulla 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana si è chiuso, ma resta un retrogusto amaro. Quello che una volta era il tempio della melodia è ormai mutato in un ibrido tra talent e reality, dove la canzone è diventata il pretesto, non il fine.

    1. La Musica sommersa dal Formato
    Siamo di fronte a uno spettacolo ipertrofico: troppe serate, troppi cantanti, troppa durata. Un’estenuante rincorsa ai giovani e ai canoni dell’Eurovision che ha finito per “inquinare” l’arte con la politica, infiltratasi ovunque come una muffa silenziosa. In settant’anni abbiamo visto vincere brani che il tempo ha polverizzato, dimostrando che la qualità non abita più in Riviera.

    2. L’Esercito dei “Voglio fare il cantante”
    Come diceva Bugo: “Tutti vogliono fare il cantante”. Oggi assistiamo a un’invasione di firme prestigiose, ma spesso prive di una reale preparazione musicale. Opinionisti e giudici, seduti comodamente a sbuffare per ogni nota che non sia “allineata”, dispensano commenti pesanti e maleducati, nascondendo dietro la boria la propria assenza di talento.

    3. Sal Da Vinci: L’Orgoglio della Gavetta
    In questo scenario di “belli imbusti” e nuova nobiltà radical-chic, emerge la figura di Sal Da Vinci. Uno di noi. Un artista che incarna l’impegno, la costanza e la dignità del lavoro.

    La colpa di essere “giusto”: Sal non ha bisogno di artifici; fa quello che sa fare, e lo fa bene.

    Il valore della presenza: Mentre molti godono della fortuna di essere “personaggi”, Sal deve sempre dimostrare qualcosa. Ma a chi? A chi ha la puzza sotto il naso? A chi considera la gavetta un difetto?

    4. L’Italia del “Sì” contro l’Italia del “No”
    È ora di smettere di rincorrere le paturnie di una certa “anti-Italia” che si sente superiore per diritto divino. Quell’élite che ci obbliga ad amare senza condizione ciò che è costruito a tavolino, disprezzando ciò che invece tocca il cuore del popolo.

    In conclusione tutti sapranno chi ha vinto questo Sanremo, e forse molti lo dimenticheranno dopodomani. Ma una cosa è certa: la gente tornerà a emozionarsi, a cantare e persino a sposarsi sulle note di chi la musica la rispetta davvero.

    Meglio un Sal Da Vinci che i becchini della musica degli ultimi anni”.

  • Parte il 9 marzo ‘2 di picche’, Cerno “Voglio essere me stesso, da che parte sto lo dirò”

    Parte il 9 marzo ‘2 di picche’, Cerno “Voglio essere me stesso, da che parte sto lo dirò”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – “Io non sono convinto di avere capito le cose che dico. A volte sembro polemico ma è solo voglia di essere contestato. Sono nato dibattuto: ho due sorelle e avrei voluto essere la terza, figuriamoci”: tra il serio e il faceto, Tommaso Cerno presenta così “2 di picche”, la nuova striscia quotidiana che condurrà su Rai2 (dal lunedì al venerdì alle 14.00) dal 9 marzo. In soli cinque minuti il giornalista proverà, afferma, a “stare dalla parte del cittadino debole, quello che pensa di non avere voce e, invece, ce l’ha”. Il “2 di picche” del titolo, appunto, che Cerno intende accompagnare in una lettura dei principali fatti del giorno e dei temi al centro del dibattito, dalla politica alla cronaca e alla società. Non in maniera imparziale: “Da che parte sto lo dirò” avverte.

    E, con lui, il direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini: “Sarà una trasmissione trasparente, tutti sapranno cosa aspettarsi. Vogliamo editoriali pungenti che cercheranno di dare chiavi di lettura dei fatti. Il conduttore non esiterà a dare commenti e giudizi”. Del resto, “su Rai1 c’è Bruno Vespa, su Rai3 c’è Marco Damilano, ora su Rai2 arriva Tommaso Cerno”. Il cui stile, prosegue Corsini, “dà garanzie di letture originali della realtà politica e di costume. Possono emergere polemiche, la televisione che funziona va così lo vediamo con ‘Report’, ‘Porta a porta’ e ‘Il cavallo e la torre’; ma il dibattito mediatico quando è serio e responsabile non lede la democrazia ma la alimenta”.

    Le polemiche, in realtà, il programma lo hanno preceduto, sia per le accuse dell’opposizione di essere uno strumento di propaganda della maggioranza sia per il ricorso eccessivo a collaboratori esterni. Cerno respinge al mittente le prime: “Marco Damilano, Peter Gomez ed io veniamo tutti e tre da L’Espresso. Poi abbiamo preso strade diverse ma il servizio pubblico è talmente pubblico che oggi siamo tutti nella stessa stanza. Se ci saranno polemiche su quello che dirò – assicura – le sentiremo. Io voglio essere me stesso e posso dire anche un sacco di cavolate”. Sull’utilizzo di collaboratori esterni, obietta: “L’ultima cosa che potrei fare è non definire gigantesco il lavoro dei colleghi dell’informazione della Rai. Se così non fosse, non avrei accettato di dare il mio minimo contributo. Io non sono un antagonista che vuole occupare spazi – assicura – La mia è un’offerta molto legata a me che può dare sapore diverso”. E comunque, per tagliate la testa al toro, “ci furono polemiche anche tra Fiorello e i colleghi del Tg1, poi è andata bene a tutti e due”.

    Sempre in tema di polemiche, un’ultima battuta è sul referendum sulla giustizia: “Penso che gli italiani debbano andarci con le loro idee, sanno da soli cosa devono votare. Non censurerò l’argomento ma non mi pongo il problema di essere la voce del ‘sì’”.

    – Foto ufficio stampa Rai –

    (ITALPRESS).

  • Arriva sul mercato Aprilia SR GT 400

    Arriva sul mercato Aprilia SR GT 400

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    NOALE (VENEZIA) (ITALPRESS) – Aprilia SR GT 400, il nuovissimo crossover che porta nel mondo scooter la filosofia progettuale, l’innovazione e il sapere motociclistico che hanno reso Aprilia un’icona su strada e in off-road, è prenotabile online su Aprilia.Com.

    Lo speciale prebooking, attivo alla pagina web www.aprilia.com/it_IT/landing-page/aprilia-sr-gt-400/ fino al 31 marzo, dà la possibilità di prenotarsi per uno dei primissimi esemplari dello scooter che punta, senza mezzi termini, ad affermarsi come riferimento della categoria in quanto a stile, tecnologia e in quei valori che ogni motociclista cerca in un mezzo a due ruote: emozione, divertimento e piacere di guida.

    Aprilia SR GT 400 abbina una ciclistica rigorosa – progettata da chi ha costruito moto straordinarie, dominatrici sia su asfalto che in fuoristrada – e un completo equipaggiamento tecnologico, a un potente mono di 400 cc, 4 valvole e raffreddato a liquido da 36 CV di potenza. Così, con soli 186 kg in ordine di marcia, SR GT 400 è ai vertici della categoria nel rapporto peso/potenza.

    Aprilia SR GT 400 è proposto nelle tre colorazioni Rugged Black, Boulder Grey e Dusty Grey, e nella speciale versione Rally Replica, con prezzi a partire da 6.750 euro.

    foto: ufficio stampa Piaggio Group

    (ITALPRESS).

  • Pillole di storia: Sciiti e Sunniti la differenza

    Pillole di storia: Sciiti e Sunniti la differenza

    Quando ci sono venti di guerra tutti i contrasti, le intolleranze, le acredini, le offese e i torti vengono a galla come pesci nell’acqua avvelenata. E il riferimento non è unicamente alla guerra scatenata da Trump e da Netanyahu contro i fondamentalisti di Hezbollah e la tremenda dittatura teocratica sciita degli ayatollah in Iran, ma altresì quello che vede gli iraniani sparare missili e inviare droni per colpire gli stati musulmani che si affacciano sul Golfo Persico.

    Certo la causa attuale è che Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait, Qatar, Bahrain, Giordania ed Egitto sono amici degli aggressori e che ospitano basi militari USA; ma l’odio tra le parti è di vecchia data, tanto che è necessario andare indietro di secoli per rintracciare l’origine di questa separazione lacerante.

    La spaccatura affonda le sue radici nei giorni che seguirono la dipartita del profeta Maometto (appartenente alla famiglia degli Hashemiti) che avvenne l’8 giugno 632 d.C. secondo il nostro calendario, mentre secondo quello islamico l’anno era il 570. Cosa successe? Successe che morì senza nominare un successore, e così alcuni suoi amici e seguaci decisero che solo chi era competente poteva succedergli e la scelta cadde sui califfi (per la cronaca, oggi l’erede diretto è il re di Giordania Abd Allah II); ma non tutti furono d’accordo, tantomeno Alì, suo cugino, nonché genero, visto che aveva sposato una delle figlie del profeta.

    Egli rivendicò per sé la successione usando il criterio della parentela e della discendenza; pertanto, fu inevitabile lo scontro tra le due fazioni. Vinse quella degli Hashemiti, e Alì fu tolto di mezzo con una spada avvelenata che lo colpì alla testa un mattino mentre si recava alla moschea per la preghiera. Fatto sta che per qualche secolo la lotta si assopì, sino a quando i discendenti dei seguaci di Alì rialzarono la testa dando vita alla comunità degli sciiti, cui naturalmente si contrappose l’altra, quella sunnita del profeta, che seguiva la tradizione, ovvero la Sunna.

    Gli sciiti, concentrati oggidì soprattutto in Iran, Iraq e Libano del sud, hanno una gerarchia clericale centralizzata che si affida agli ayatollah, mentre i sunniti, che rappresentano l’85-90% dei fedeli, si affidano agli ulama, vale a dire i dotti.

    Per dare un’altra pillola storica a chi legge, è giusto anche spendere due parole sui famigerati kamikàze, che ogni tanto provocano stragi nei luoghi affollati per fare più vittime possibili. Questa trista tradizione risale al X secolo ed è legata ad una setta sciita fondata in Persia dal cosiddetto Vecchio della montagna il quale, portando i suoi adepti in uno stato di trance grazie all’hashish (da qui il nome assassino), li incaricava di uccidere visir e califfi sacrificando la loro vita. Le vittime furono così tante che nel XIII secolo la setta fu dispersa con la forza.

    Per tornare ai fatti di oggi che dire? Che a noi cittadini occidentali, dopo 47 anni di tirannia in Iran, la morte di Khamenei, la nomina del figlio Mojtaba a nuova Guida Suprema, e il desiderio di Reza Ciro Pahlavi, figlio dell’ultimo scià di guidare la transizione democratica del paese, non resta che seguire le vicende sperando in una risoluzione veloce della guerra, sia per le persone che stanno soffrendo, sia per le vittime che per noi medesimi, che ne subiremo le conseguenze, si spera solo con un rialzo dei prezzi dei prodotti petroliferi e non con l’allargamento del conflitto, visto quanto accaduto a Cipro, prima che finiamo tutti inghiottiti in un’immane voragine, pericolo a cui cerca di mettere freno papa Leone XIV tutte le domeniche all’Angelus.

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    A cura di Luciana Benotto

  • David Gilmour, gli 80 anni di un’icona senza tempo

    David Gilmour, gli 80 anni di un’icona senza tempo

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Il 6 marzo 2026 segna un traguardo importante per David Gilmour che festeggia 80 anni. Icona senza tempo della chitarra e della musica rock, Gilmour è considerato uno dei più grandi chitarristi della storia e una figura fondamentale per il suono e la cultura dei Pink Floyd e del rock progressivo.

    Gilmour inizia a suonare la chitarra da giovanissimo, coltivando un talento che lo porterà a entrare nei Pink Floyd nel 1968, sostituendo Syd Barrett e contribuendo in modo decisivo alla loro evoluzione musicale. Con la sua voce e il suo stile chitarristico unico — caratterizzato da assoli lirici, vibrati profondi e melodie indimenticabili — Gilmour contribuisce a rendere i Pink Floyd uno dei gruppi più celebrati della storia del rock. Dischi come The Dark Side of the Moon, Wish You Were Here e The Wall sono pietre miliari che continuano a influenzare generazioni di musicisti e appassionati.

    Oltre al lavoro con i Pink Floyd, Gilmour coltiva anche una carriera solista significativa. Dopo album come On an Island e Rattle That Lock, nel 2024 pubblica Luck and Strange, il suo quinto album in studio, accolto con entusiasmo da pubblico e critica.

    Il successo dell’album è seguito da un tour mondiale e dalla pubblicazione di un film-concerto e di un album dal vivo, Live At Circus Maximus / The Luck And Strange Concerts, che cattura l’energia di esibizioni in luoghi iconici come il Circo Massimo di Roma, suggellando così un altro capitolo significativo nella sua straordinaria carriera.

    -Foto IPA Agency-
    (ITALPRESS).

  • Morimondo, il Museo Angelo Comolli riapre le porte: visite gratuite nelle domeniche del 2026

    Morimondo, il Museo Angelo Comolli riapre le porte: visite gratuite nelle domeniche del 2026

    A Morimondo torna l’appuntamento con l’arte e la storia: dall’8 marzo riapre al pubblico il Civico Museo Angelo Comolli, ospitato nello straordinario contesto dell’Abbazia di Morimondo, con una serie di aperture domenicali gratuite dedicate alla scoperta dell’opera del pittore e affrescatore milanese.

    Il museo conserva e valorizza una significativa raccolta di opere di Angelo Comolli (1863–1949), artista noto soprattutto per i suoi lavori preparatori destinati a decorazioni figurate. Tra i materiali esposti spiccano grandi cartoni preparatori, bozzetti e dipinti che raccontano il processo creativo dell’autore. Molte delle opere raffigurano personaggi sacri, ritratti però con uno stile diretto e intenso, lontano da ogni retorica agiografica. I volti e le figure, tracciati con carboncino deciso e sicuro, rivelano una straordinaria forza espressiva.

    All’interno del percorso museale trovano spazio anche mobili, fotografie e materiali d’archivio, che restituiscono il ritratto di un artista curioso e poliedrico. L’esposizione permette così di entrare nel laboratorio creativo di Comolli, testimoniando la sua profonda conoscenza delle tecniche artistiche e il forte legame con il territorio.

    Le visite si svolgeranno nelle seguenti date: 8 marzo, 19 aprile, 14 giugno, 13 settembre e 11 ottobre 2026, sempre dalle ore 15.00 alle 17.00, presso l’Abbazia di Morimondo, in piazza Municipio 4.

    L’iniziativa rappresenta un’occasione preziosa per scoprire un patrimonio artistico poco conosciuto e per immergersi nell’atmosfera unica di uno dei luoghi più suggestivi del territorio.

    Informazioni
    Fondazione Abbatia Sancte Marie de Morimundo
    Email: fondazione@abbaziamorimondo.it

    Tel: 02 94961919
    Maggiori dettagli: https://www.abbaziamorimondo.it/musei/museo-comolli

  • Enaip Magenta accoglie i nonni per la seconda edizione del “Patentino Nonni Smartphone”

    Enaip Magenta accoglie i nonni per la seconda edizione del “Patentino Nonni Smartphone”

    Enaip Magenta è pronta a dare il via alla seconda edizione del progetto “Patentino Nonni Smartphone”, un’iniziativa che nasce da una missione chiara: abbattere la barriera digitale e offrire agli allievi della prima annualità l’opportunità di mettersi in gioco attraverso un servizio concreto alla comunità.

    Il progetto propone un percorso pratico, semplice e accessibile, pensato per aiutare i partecipanti a utilizzare lo smartphone nella vita quotidiana: dalla comunicazione con familiari e servizi, all’uso consapevole delle applicazioni, fino ai temi della sicurezza online. Un’esperienza che rafforza il dialogo tra generazioni e contribuisce concretamente alla riduzione del divario digitale. «Questo progetto nasce da una convinzione educativa precisa: la competenza non è tale se non diventa servizio» — dichiara il prof. Planu Giuseppe. «I nostri studenti del primo anno di informatica non imparano soltanto a usare la tecnologia, ma a metterla al servizio degli altri.

    Accompagnare una persona adulta nell’apprendimento significa sviluppare responsabilità, empatia, capacità di comunicazione e rispetto dei tempi altrui. È un’esperienza formativa completa, che unisce sapere tecnico e crescita personale. Quando un nonno supera la paura iniziale e acquisisce autonomia, non stiamo solo insegnando l’uso di uno smartphone: stiamo favorendo inclusione, cittadinanza attiva e consapevolezza. È un progetto di enorme valore umano, prima ancora che digitale.» Il “Patentino Nonni Smartphone” si basa sul ribaltamento dei tradizionali schemi della formazione: gli allievi diventano insegnanti e ogni studente viene affiancato a un nonno o a una nonna nel ruolo di “nipote adottivo”, fungendo da tutor personale.

    A ciascun partecipante verrà consegnato un passaporto digitale nel quale sarà registrato il percorso di apprendimento. Al termine delle quattro lezioni previste, una commissione composta dai “nipoti adottivi” somministrerà un test finale e consegnerà l’attestato di partecipazione. A guidare i ragazzi nel percorso formativo saranno gli ideatori del progetto: il tutor del corso Giuseppe Planu e la professoressa Simonetta Olchini. L’iniziativa si svolgerà presso la sede Enaip di Magenta in via Cadorna 26 e si realizzerà con il patrocinio della Città di Magenta. Il progetto affonda le sue radici nell’esperienza dello scorso anno, quando la classe terza di informatica ha ideato e realizzato la prima edizione dell’iniziativa, riuscendo a salire sul podio del Concorso Innovazione indetto dalla sede regionale Enaip. Oggi quella stessa classe passa simbolicamente il testimone agli allievi della prima annualità. Dopo il grande successo della prima edizione, anche quest’anno l’interesse è significativo. Sono ancora disponibili alcuni posti e la partecipazione è completamente gratuita.

    Per questa nuova edizione, Enaip Magenta ha coinvolto il Circolo ACLI Card. Carlo Maria Martini di Magenta, guidato dalla presidente Maria Angela Colombo, e Auser Magenta, presieduta da Nicola Branca. «Le ACLI hanno, tra i loro obiettivi prioritari, quello di coinvolgere i cittadini attraverso una partecipazione attiva nella vita della comunità; la promozione di un corso cosí strutturato si colloca in linea con queste finalità, facendo leva sui principi di inclusione, formazione, informazione, preparazione a nuove proposte, rispetto dei diritti di tutti, creazione di un ponte fra le varie generazioni in una società sempre più digitalizzata.» — dichiarano la presidente Maria Angela Colombo e il direttivo del Circolo ACLI Card. Carlo Maria Martini di Magenta. La collaborazione con Auser Magenta e le Acli del territorio, conclude la sede Enaip magentina, rappresenta un ulteriore valore aggiunto, rafforzando una rete territoriale attenta ai bisogni concreti della comunità.

  • Magenta: Matteo Podda e Riccardo Gallazzi a The Cage con Amadeus, i due giovani talenti pronti a conquistare il pubblico

    Magenta: Matteo Podda e Riccardo Gallazzi a The Cage con Amadeus, i due giovani talenti pronti a conquistare il pubblico

    Chi sono Matteo Podda e Riccardo Gallazzi, i due ragazzi di Magenta pronti a sbarcare in prima serata? Giovani, creativi e affiatati, Matteo Podda e Riccardo Gallazzi sono due studenti dell’ultimo anno del Liceo Salvatore Quasimodo di Magenta, uniti da un’amicizia solida e da una passione comune per l’intrattenimento.

    Chi sono e da dove vengono

    Matteo Podda è nato il 12 febbraio 2007 a Magenta (MI), mentre Riccardo Gallazzi è nato il 1° ottobre 2007 a Carate Brianza (MB). Cresciuti in Lombardia, hanno scoperto molto presto di condividere lo stesso entusiasmo per la comicità e la creazione di contenuti. Si sono conosciuti tra i banchi di scuola e, anno dopo anno, quella che era una semplice amicizia si è trasformata in una collaborazione artistica sempre più strutturata. Oggi, mentre frequentano l’ultimo anno di liceo, portano avanti progetti che stanno attirando l’attenzione di un pubblico sempre più ampio.

    Il successo de “Le Sciure”

    Il loro progetto più conosciuto è il duo comico “Le Sciure”. Ma chi sono “Le Sciure”? Si tratta di irresistibili caricature delle classiche “vecchiette di quartiere”, personaggi ironici e sopra le righe che raccontano la quotidianità con intelligenza e spirito di osservazione.Attraverso sketch brevi e dinamici, Matteo e Riccardo danno voce a situazioni comuni, rispondono alle domande dei fan sui social e costruiscono gag che mescolano satira leggera e realtà. I loro video hanno già collezionato migliaia di visualizzazioni, alimentando una community in continua crescita.

    L’approdo in TV: The Cage

    Il motivo per cui oggi si parla tanto di loro è l’imminente partecipazione a The Cage, il celebre programma televisivo in onda su Nove. A guidare la trasmissione c’è Amadeus, uno dei volti più amati della televisione italiana, affiancato da Giulia Salemi. Per due ragazzi ancora sui banchi di scuola, si tratta di un palcoscenico importante e di un’opportunità straordinaria. La puntata andrà in onda venerdì 6 marzo 2026 alle ore 20:35. Un appuntamento che segna un passaggio significativo: dai social alla televisione nazionale.

    Cosa aspettarsi dalla loro partecipazione

    Energia, spontaneità e una comicità fresca, che nasce dall’osservazione attenta della realtà quotidiana. Matteo e Riccardo rappresentano una nuova generazione di creativi capaci di muoversi con naturalezza tra piattaforme digitali e TV tradizionale, portando autenticità e leggerezza. Il loro punto di forza? L’intesa. Sul palco, come nei video, si percepisce una complicità costruita nel tempo, fatta di tempi comici precisi e improvvisazione intelligente.

    È solo l’inizio?

    Tutto lascia pensare di sì. Tra scuola, progetti digitali e nuove opportunità televisive, Matteo Podda e Riccardo Gallazzi sembrano pronti a scrivere il prossimo capitolo della loro storia. Il conto alla rovescia è iniziato: il 6 marzo, a The Cage, due giovani talenti di Magenta sono pronti a farsi conoscere dal grande pubblico. E questa potrebbe essere solo la prima di molte nuove sfide.

  • Sal Da Vinci, Emanuele Torreggiani contro la ‘spocchia’ di Aldo Cazzullo. Noi stiamo con ET

    Sal Da Vinci, Emanuele Torreggiani contro la ‘spocchia’ di Aldo Cazzullo. Noi stiamo con ET

    “Una canzone da matrimonio di camorra”, scrive il vicedirettore del Corriere della Sera, signor Aldo Cazzullo, in riferimento esplicito al signor Sal Da Vinci neo vincitore al festival di Sanremo. Ora, un vicedirettore del Corsera dovrebbe, immagino sempre, guardare davanti: il passato illustre dei Buzzati, Montale, Isotta, Montanelli.

    E domandarsi, ad ogni rigo steso, sono degno? Beh, questa uscita, eufemisticamente infelice, non lo è. Non è degna. Neppure del più misconosciuto praticante. Ha il cattivo suono della pura spocchia. Ora poi le consuete, provincialissime, scuse: ‘adoro Napoli e la musica napoletana, la mia era solo una battuta, lui non mi piace’. Un rappezzo che ha il sigillo dell’ipocrisia. Se si adora Napoli e la sua musica cosa c’entra la camorra che è fenomeno criminale cittadino purtuttavia marginale, ogni illecito risulta ai margini in un qualunque contesto più o meno metropolitano.

    Che poi non piaccia la canzone è ovviamente legittimo a scriversi. D’altronde piacere a tutti è impossibile, ma è così significante il proprio opinare? No. Per nulla. Un giornalista di rango, insomma il vicedirettore del Corsera, potrebbe, volendolo, entrare nel merito della canzone. Nel testo e nella melodia. L’autore ha scritto una narrativa che fa sintesi della sua esistenza, della sua identità, del suo caposaldo: l’amore per sua moglie, condiviso, davanti a Dio. L’autore mette a nudo se stesso e la propria consorte: sono una coppia coraggiosa. Davvero anticonformista. Il testo, nella sua semplicità cronologicamente espositiva, oggi è autenticamente rivoluzionario in quanto, ripeto, estraneo al conformismo imperante e, si sa, che il conformismo è la malattia mortale di ogni società.

    Il successo popolare di questa canzone forse dichiara che sta arrivando un’aria nuova, uno ‘studiato’ scriverebbe di zeitgeist, una canzone che interpreta lo spirito del tempo. E, ovviamente, un giornalista di rango ascolterebbe, di là dal testo, la musica. Il giro di accordi richiama armonie degli anni ’50, ’60, è stato scritto con insufficiente acume o meglio, certamente, ma il giro di accordi proposto è vecchio di secoli.

    La progressione degli accordi espressa nella canzone la si ritrova, tal quale, nel 1700. Una progressione per quarte, 4 toni, dove ogni accordo ha la medesima distanza e così il tempo si dilata a tal punto che sembra non finire mai e quando si chiudono le tonalità nell’ultima finale l’emozione suona sofferente di nostalgia. Questa architettura armonica piace all’orecchio umano, il soggetto umano sente di essere riconosciuto da questa armonia ed immediatamente vi si riconosce. Una armonia a specchio del soggetto che risponde alla chiamata ed è così da e per sempre in quanto l’effetto estetico non si modifica. È permanente. Che piaccia o meno al signor vicedirettore.

    di Emanuele Torreggiani

  • Marracash annuncia ufficialmente il Marra Block Party, si terrà il 18 aprile a Milano

    Marracash annuncia ufficialmente il Marra Block Party, si terrà il 18 aprile a Milano

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Dopo aver festeggiato il disco di Diamante di “PERSONA” nei luoghi in cui tutto è iniziato, Marracash annuncia ufficialmente il Marra Block Party – il live evento che porta al centro le sue origini anche con l’intento di restituire ciò che la sua comunità gli ha dato – in programma sabato 18 aprile 2026 nel quartiere Barona di Milano, in Via Enrico De Nicola, cuore della sua storia.

    Oltre alla sua musica, a parlare è la sua storia. Una storia di riscatto che, oggi, all’apice della sua fama, l’artista vuole diventi collettivo: il riscatto della Barona, la sua periferia, spesso al centro delle sue canzoni. Per queste ragioni, Marracash ha ideato un progetto ad alto impatto sociale, culturale e simbolico, fortemente radicato nel territorio della Barona – quartiere popolare di Milano dove è cresciuto – con l’obiettivo di restituire valore e opportunità al quartiere e alle persone che lo vivono.

    Il ricavato dai biglietti venduti, al netto di IVA e SIAE, sarà interamente devoluto ad attività sociali e alla riqualificazione di strutture scolastiche e sportive del quartiere Barona di Milano. I partner e gli sponsor coinvolti sosterranno i costi di produzione necessari per la realizzazione dell’evento, oltre a sostenere anch’essi la raccolta fondi. Ispirato alle storiche street celebrations che hanno dato vita alla cultura hip hop nelle metropoli mondiali, sarà un evento unico, pensato per trasformare il quartiere in un vero palcoscenico urbano, per un’esperienza intensa di musica, energia e comunità.

    I biglietti saranno acquistabili solo ed esclusivamente giovedì 5 marzo dalle ore 16:00 alle ore 22:00 unicamente presso il punto vendita “Barrio’s Live” in Piazza Donne Partigiane (Via Barona angolo Via Boffalora) a Milano. Sarà possibile acquistare un massimo di quattro biglietti per acquirente, secondo l’ordine di arrivo presso il punto vendita e fino a esaurimento scorte. La disponibilità è limitata e la presenza in coda non garantisce il diritto d’acquisto.

    Ogni biglietto è nominativo: sarà pertanto necessario presentare un documento di identità valido, anche in formato digitale (foto), al momento dell’acquisto e non sarà consentito effettuare il cambio nominativo in un secondo momento. Il costo del biglietto è di 25 euro. Ai residenti del Municipio 6 sarà riservata una corsia preferenziale nelle procedure di acquisto dei biglietti, garantendo loro un accesso prioritario rispetto al pubblico generale.

    -Foto IPA Agency-
    (ITALPRESS).