Categoria: Cultura e Tempo Libero

  • Il Popolo per la Vita marcia contro la dittatura del Pensiero Unico. NO al relativismo culturale

    Il Popolo per la Vita marcia contro la dittatura del Pensiero Unico. NO al relativismo culturale

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Quale dovrebbe essere il discorso più importante che dovrebbe fare qualsiasi politico o operatore sociale?

    E’ quello che ho fatto con alcuni amici prendere atto che stiamo vivendo un’epoca dove L’inverno demografico nei Paesi occidentali avanza e si fa sempre più freddo. Da anni ormai gli studi, le ricerche e le statistiche lo ribadiscono costantemente. Tutti gli Stati Osce continuano a registrare un calo del tasso di fecondità e nell’area europea l’Italia, insieme alla Spagna, sono quelli con il tasso più basso (1,2 figli per donna). Fare queste riflessioni non significa stimolare il pessimismo, o essere degli uccelli di malaugurio. Qualsiasi azione politica, sociale e culturale deve partire da qui, dal declino demografico. Collegato a questa questione c’è la piaga dell’aborto. Bisogna affrontare la “buona battaglia” contro l’aborto, per invertire il trend della denatalità. Vogliamo che l’inverno demografico venga sconfitto? Bisogna iniziare a combattere l’aborto senza fanatismi, pazientemente con un’azione culturale di sensibilizzazione delle nuove generazioni. Al momento attuale è impensabile voler cancellare la Legge 194, non ci sono le condizioni. Il lavoro da fare è quello che sta facendo il network “Ditelo sui Tetti”di Domenico Menorello, il grande lavoro di “Pro Vita & Famiglia”, di Jacopo Coghe e Maria Rachele Ruiu, o Family Day di Massimo Gandolfini. Che peraltro ogni anno organizzano

    Sono ormai parecchi anni che ci troviamo nella necessità di difendere la vita dal concepimento alla morte naturale, di fronte agli assalti condotti dalla dittatura ideologica dei cosiddetti diritti civili. In primis aborto e eutanasia. Ma in questi ultimi mesi, stiamo registrando una drammatica escalation, a livello nazionale e internazionale, per negare l’unico vero e sacrosanto diritto che riguarda ogni persona: il diritto alla vita.

    Perfino nel recente G7, chiamato ad affrontare emergenze devastanti – come le guerre in atto, dall’Ucraina a Gaza; il difficilissimo tema dell’immigrazione incontrollata, con decine di poveri morti in mare e il criminale lucro dei trafficanti di esseri umani; il contrasto alle mafie internazionali del commercio e spaccio di droghe, che mietono le vite di migliaia di nostri poveri giovani (centomila morti solo negli USA nel 2023!)  – i seguaci della cultura della morte, con il Presidente francese Emmanuel Macron in testa, hanno spinto perché si riconoscesse il “diritto di aborto” come questione fondamentale da approvare a livello transnazionale. Se non è questo un tentativo di indottrinamento ideologico contro ogni semplice buon senso, di imposizione di un pensiero profondamente antiumano ed immorale, c’è da chiedersi che cosa di più malvagio dobbiamo ancora aspettarci.

    In questo scenario ideologico, la Manifestazione “Scegliamo la Vita”  acquista una particolare importanza: il popolo della vita si propone di essere il “popolo per la vita”, pronto a sfilare per le vie della capitale allo scopo di manifestare pubblicamente la bellezza della vita, che supera e sorpassa tutte le devastanti ideologie mortifere, dall’aborto al suicidio assistito, all’eutanasia, alla vendita di esseri umani, in particolare di bambini.

    Il profeta Isaia, nell’VIII secolo avanti Cristo, condannava duramente coloro che “chiamano bene il male e male il bene”, esattamente come sta accadendo oggi, nel nostro tempo, quando l’eliminazione di un bimbo nel grembo materno viene presentato e promosso come una grande conquista sociale, un bene che la modernità deve patrocinare e difendere dai “fascismi” che lavorano per difendere il suo diritto alla vita. E che dire di un povero malato, sofferente e “disperato”, o anche più semplicemente depresso sotto il peso di una vita difficile, che invece di essere aiutato grazie ai tanti presidi della medicina palliativa, viene “dignitosamente” aiutato a suicidarsi, con l’ignobile pretesto del “l’ha chiesto lui”?
    Certamente c’è una sproporzione enorme fra i mezzi di cui dispone la dittatura del pensiero unico, del politicamente corretto, ed il rischio della rassegnazione al male è davvero incombente. Ma non può e non deve essere così. In fondo la storia ci insegna che le maggioranze corrotte, violente, inneggianti a principi in palese contrasto con la legge naturale e il senso dell’umano che è in ciascuno di noi, dopo un temporaneo effimero successo, sono crollate e quelle piccole, sparute minoranze che hanno difeso principi e valori che costruiscono il bene comune, hanno ricondotto i popoli sui binari della vera giustizia, libertà e pace.

    Oggi la cancel culture, il pensiero woke si propongono di silenziare, estromettere dal dibattito pubblico, ogni voce dissenziente, che ha il coraggio di “chiamare le cose con il loro nome” come ci ha insegnato San Giovanni Paolo II in tema di aborto e eutanasia. Una ragione in più per “parlare con i nostri corpi”, marciando per le nostre strade in nome della vita: c’è posto per tutti e se il tuo posto rimane vuoto, purtroppo vorrà dire che mancherà una voce nel coro che canta la bellezza della vita.

  • Faccia da Mostra a Palazzo Reale: Cézanne e Renoir. L’ultimo atto

    Faccia da Mostra a Palazzo Reale: Cézanne e Renoir. L’ultimo atto

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “La cosa più bella o brutta di una mostra ? La fine ! Dipende da che occhio la si guarda ! Una persona potrà avere ammortizzato ed imparato qualcosa altri potranno essersi annoiati come la mia giovane socia di viaggio…
    Frettolosa di andare al fast food e a comperare oggetti di moda e vestiti. Ma in una Milano piena di attrezzi di attrattive la scelta è molto varia.
    Un fiume di persone che si muove e fa rinascere il Paese dopo periodo veramente di buio.
    In questi periodi bisogna abituare anche con fatica i giovani al bello e coinvolgere le loro menti.
    Grande nudo con drappeggio olio su tele del 1923 del maestro spagnolo Pablo Picasso perché il fisico femminile ha sempre avuto un suo punto di utilizzo nel bene e nel male e l’arte viene influenzata quando viene conosciuta ed insegnata altrimenti si perde nel vuoto del presente provinciale
    Sentire ; ma Picasso l’abbiamo visto anche !!!! È il forte segno del seminare arte porta dalla giusta parte .

    La giovane socia forse non vuole fare impressione ma è affascinata da tanta propensione al perfetto su tela ! Nudo femminile disteso sempre olio su tela di Renoir è l’essenza della femminilità di quel periodo con le forme generose oltre misura e un tipo di posizione comoda (recuperata anche nel film il Titanic) dove la modella è a disposizione del pittore o l’artista cerca di estrarre l’attimo chiaro dal corpo in tema con l’epoca bella che stava per finire.
    In grande natura morta del 1917 di Picasso molto influenzato dal pittore francese e dalla sua scuola mette in olio su tela il principio della mancanza di prosperità in un inizio di periodi molto tristi.
    La scena vuole rappresentare la vita quotidiana per ogni persona, ma dove il soggetto non è più la classe augusta e agitata ma quella disperata.
    Come distante il 1880 e la tela con colori a olio di mele e biscotti di Cézanne dove la gioia di vivere si apprezza anche in cose semplici perché si possono avere.
    I nostri ragazzi vivono un periodo molto liquido e triste pieno di problematiche e con nessuna spiegazione certa e obbiettiva.

    La vita è una mostra con molti quadri dove non può piacerti tutto, ma non puoi pretendere di capire tutto. Lo shopping e il pranzo sono il giusto compenso per un gruppo che ha dato gioia alla mostra portandola in rete per tutti.
    Una risposta chiara e veloce e concreta a chi diceva tra i banchi e cattedre che non amavo la pittura
    Non chiedere mai se ti piace l’arte non permettere mai che qualcuno dica che non ti piace neppure al tuo professore. Il pessimismo è un brutto odore che fa perdere il senso del bello.
    Insegnare ai figli e ragazzi ed insistere è la vera vittoria”

  • Trecate, lunedì 1 luglio via al centro estivo

    Trecate, lunedì 1 luglio via al centro estivo

    Prenderà il via il prossimo 1° luglio, per concludersi il 26 luglio, il Centro estivo organizzato dalla Città di Trecate.

    L’iniziativa, rivolta a 155 bambini residenti a Trecate o che frequentano le Scuole dell’Infanzia e Primarie della città, sarà ospitata dalla Scuola dell’Infanzia “Collodi”.

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  • Domenica 30, torna Cinema in Cascina alla Caremma

    Domenica 30, torna Cinema in Cascina alla Caremma

    Domenica 30 Giugno Ore 20- Torna il Cinema in Cascina- Cena e cinema sul fienile

    Menù della serata
    Sacchetto del ☺Pane Casereccio
    Tagliere di *Formaggi del Giorno
    con Agretti in Agrodolce
    ☺Riso Integrale alla Mediterranea
    Carpaccio di ☺Cavolo Rapa
    con Scaglie di Rusticone
    ☺Brisé con *Caprino e ☺Zucchine
    ☺ Caesar Salad con dadolata di Caciotta di Capra
    ☺Sushi alla Caremma
    ☺Risotto con Asparagi e Pomodorini
    ☺Riso Soffiato al Cioccolato

    un calice di vino
    a Seguire il film
    Nomadland
    DI CHLOÉ ZHAO
    CENA E CINEMA €30

    INIZIO CENA 20:00 A SEGUIRE LA PROIEZIONE DEL FILM
    NOMADLAND
    Regia di Chloè Zhao

    Empire, stato del Nevada. Nel 1988 la fabbrica presso cui Fern e suo marito Bo hanno lavorato tutta la vita ha chiuso i battenti, lasciando i dipendenti letteralmente per strada. Anche Bo se ne è andato, dopo una lunga malattia, e ora il mondo di Fern si divide fra un garage in cui sono rinchiuse tutte le cose del marito e un van che la donna ha riempito di tutto ciò che ha ancora per lei un significato materico. Vive di lavoretti saltuari poiché non ha diritto ai sussidi statali e non ha l’età per riciclarsi in un Paese in crisi, e si sposta di posteggio in posteggio, cercando di tenere insieme il puzzle scomposto della propria vita.

    Fern non è nomade per scelta, ma entra a far parte di quella Nomadland del titolo che sono diventati gli Stati Uniti a cominciare dalla fine degli anni Ottanta, generando un vagabondaggio speculare e contrario allo spirito di frontiera degli inizi, ma che in qualche modo ne contiene ancora il respiro.

    Prenotazione obbligatoria: tel. 02 9050020
    mail: info@caremma.com

    Cinema a seguire ore 22 CIRCA! €6

    Biglietto ridotto per i soci AltroveQui € 5

    Evento al coperto: in caso di pioggia la serata si svolgerà regolarmente

  • Rugby Sound, dopo i Subsonica ora tocca ai Placebo

    Rugby Sound, dopo i Subsonica ora tocca ai Placebo

    30.6 DIE ANTWOORD e COSMO 1.7 PLACEBO – Annunciato oggi l’opening act dei PEAKS- L’ISOLA DEL CASTELLO DI LEGNANO (MILANO) OSPITA GRANDI SERATE DI MUSICA ITALIANA, INTERNAZIONALE E MOLTO ALTRO…

    Date successive:
    2.7 SUICIDAL TENDENCIES + AGNOSTIC FRONT
    3.7 COEZ & FRAH QUINTALE
    4.7 MASSIMO PERICOLO
    5.7 ALBOROSIE & SHENGEN CLAN
    6.7 ZARRO NIGHT & Friends con IL PAGANTE e DJ MATRIX
    7.7 CRISTINA D’AVENA & GEM BOY
    11.7 PUNKREAS + DEROZER + VALLANZASKA
    12.7 CYPRESS HILL + ASSALTI FRONTALI
    13.7 DEEJAY TIME

    È iniziata con l’esplosivo live dei SUBSONICA l’edizione 2024 del RUGBY SOUND FESTIVAL che prosegue con il party MAI DIRE GOKU il 28 giugno, seguito il 29 giugno da VOGLIO TORNARE NEGLI ANNI NOVANTA.

    Il 30 giugno è una data da segnare in calendario perché nelle stessa sera saliranno sul palco i DIE ANTWOORD e COSMO.

    Attesissimo il concerto dei PLACEBO in programma il 1° luglio.
    La band, guidata da Brian Molko e Stefan Olsdal, è nota per aver rivoluzionato la musica rock attraverso l’unione di altri generi e sonorità musicali, creando un sound unico e inconfondibile. Opening act del live saranno i PEAKS.
    Virgin Radio è la radio ufficiale del concerto dei PLACEBO al Rugby Sound Festival.

    Sono 14 in tutto gli appuntamenti che si alterneranno tra giugno e luglio sul palco del RUGBY SOUND FESTIVAL, la manifestazione che porta la grande musica italiana e internazionale (e non solo) in una della più belle location italiane, l’Isola del Castello di Legnano, alle porte di Milano, diventata in 23 edizioni un vero e proprio punto di riferimento per gli eventi dell’estate italiana.

    Il 2 luglio sarà la volta dei SUICIDAL TENDENCIES e degli AGNOSTIC FRONT. Le due leggendarie band statunitensi fanno tappa al Rugby Sound per l’unica data italiana dei loro tour.

    Il 3 luglio è la volta di COEZ & FRAH QUINTALE, che continuano il loro sodalizio nel mondo del live, protagonisti sui palchi delle principali città italiane, pronti a rubare il cuore a chi li guarda.

    Il 4 luglio è atteso MASSIMO PERICOLO, una delle sorprese migliori degli ultimi anni nella scena musicale nonché uno dei migliori liricisti appartenenti alle nuove generazioni che ha saputo conquistare una posizione di rilievo grazie alla capacità di saper passare da un realismo crudo all’ironia con testi all’apparenza semplici ma che sanno creare un’empatia devastante con l’ascoltatore.

    Il 5 luglio torna il reggae di ALBOROSIE & SHENGEN CLAN per una serata speciale: dedicherà al pubblico italiano uno show in cui i solidi e profondi ritmi roots, divenuti il suo marchio, incontreranno le sonorità che hanno decretato il reggae non solo come un genere, ma come una vera e propria cultura portatrice di un messaggio globale che ha da tempo superato i confini giamaicani per diffondersi e affermarsi nel mondo.

    Si prosegue poi il 6 luglio con la ZARRO NIGHT & Friends con IL PAGANTE e DJ MATRIX mentre il 7 luglio sarà la volta di un altro ritorno: CRISTINA D’AVENA & GEM BOY.
    L’11 luglio è PUNK IN CASTLE con tre delle formazioni che hanno fatto la storia del genere nel nostro paese: PUNKREAS, DEROZER, VALLANZASKA.
    Il 12 luglio, un’altra esclusiva italiana con i CYPRESS HILL anticipati sul palco da ASSALTI FRONTALI: un evento a tutto hip hop, con due delle band storiche più rappresentative del genere a livello mondiale e italiano. Ospite degli Assalti Frontali, anche Inoki Ness.

    Il 13 luglio si chiude con DEEJAY TIME CELEBRATION. I protagonisti del Deejay Time sono stati dei veri e propri pionieri che hanno saputo scrivere una pagina indelebile della storia della musica dance e dal notevole impatto nella cultura pop italiana che ancora oggi attrae tre generazioni.

    Tutte le informazioni e i biglietti per le singole date sono disponibili su www.rugbysound.it e www.shiningproduction.com

  • Esce “Loom”, il nuovo album degli Imagine Dragons

    Esce “Loom”, il nuovo album degli Imagine Dragons

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Gli Imagine Dragons hanno pubblicato il nuovo album Loom, anticipato dal singolo (e videoclip) “Nice To Meet You” in tutte le radio in Italia da venerdì 5 luglio.
    L’album è disponibile in formato digitale e in formato fisico sullo shop di Universal Music Italia.
    Il sesto album in studio del gruppo, Loom, rappresenta il picco del loro viaggio artistico all’insegna della scoperta di sè. Il disco è stato prodotto interamente dagli Imagine Dragons e dai loro collaboratori di lunga data Mattman e Robin.
    Con 9 tracce inedite (incluso il nuovo singolo “Eyes Closed”), LOOM porta un nuovo inizio all’orizzonte per la band di Las Vegas.
    In una recente intervista concessa a Forbes, Dan Reynolds ha commentato: “Ogni album per me è un riflesso della mia vita, qualunque periodo io stia affrontando. Ci sono giorni in cui sono magari nostalgico, triste o felice o giubilante o arrabbiato. Penso che i brani riflettano tutto ciò. E cerchiamo sempre di mettere insieme il progetto in una maniera che riassuma tutto il lavoro. Questo disco parla di relazioni: la fine, l’inizio, lo sviluppo di esse. Ecco perchè lo abbiamo intitolato LOOM (in italiano ‘incomberè). Se qualcosa incombe non è necessariamente qualcosa di negativo, può incombere una cosa buona o una cosa cattiva. La cover illustra l’alba o il tramonto, senza sapere se raffiguri l’inizio o la fine di qualcosa”.
    Con l’uscita del disco la band s’imbarcherà anche nel loro più grande tour in Nord America a partire dal 30 giugno a Camden (New Jersey) al Freedom Mortage Pavillon e che li porterà fino all’iconico Hollywood Bowl a Los Angeles il 22 ottobre.

    – Foto: Comunicazione Universal Music Italia –

    (ITALPRESS).

  • A settembre torna l’appuntamento con Moto Guzzi Open House

    A settembre torna l’appuntamento con Moto Guzzi Open House

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Dal 12 al 15 settembre, Mandello del Lario torna ad accogliere i guzzisti e gli appassionati motociclisti da tutto il mondo. Il via alla festa si avrà il giovedì 12 settembre, quando partirà il ricchissimo programma del Motoraduno Internazionale Città della Moto Guzzi. Il 13 sarà la volta del Museo Moto Guzzi ad aprirsi all’edizione 2024 di Open House e per accogliere le migliaia di visitatori attesi. La storica fabbrica di via Parodi sta rinascendo in un progetto rivoluzionario.
    I lavori in corso, che andranno avanti nei prossimi mesi, restituiranno a Mandello non solo un impianto modernissimo, dal quale usciranno le Moto Guzzi del futuro, ma anche un nuovo ambiente con spazi aperti e fruibili al pubblico. Sarà un centro di aggregazione della comunità e una meta per gli appassionati motociclisti di tutto il mondo. In questa edizione di Open House, sarà dunque il Museo Storico, con la sua preziosa collezione di oltre 150 Moto Guzzi di ogni epoca, ad accogliere i visitatori.
    Come sempre Moto Guzzi Open house metterà al centro della festa l’amore per la moto e quindi via libera ai test ride – gratuiti – delle moto della gamma Moto Guzzi. Sui percorsi mozzafiato che si snodano dal lungo lago, sarà possibile prendere confidenza con le classiche V7 e V85 o con V100 e Stelvio, spinte dal nuovo “Compact Block” da un litro, raffreddato a liquido.
    Lo shop dell’Aquila offrirà l’opportunità per un ricco shopping col merchandising e con gli accessori, targati Moto Guzzi.
    Si inizia con la Piazza Leonardo da Vinci che, col suo monumento a Carlo Guzzi sarà la sede della Esposizione di Moto Storiche, con i bolidi da competizione della gloriosa storia sportiva dell’Aquila, contornate da tante altre stupende moto di serie o preparate. Un’esposizione davvero speciale sarà quella che avrà protagonista la Moto Guzzi di Antonio Ligabue. Grazie alla Casa Museo di Gualtieri, nella casa d’arte Square Art Center, in via Volta sarà esposta la GTV 500 del celebre pittore, così appassionato di Moto Guzzi da averne possedute ben sedici.
    L’Automotoclub Storico Italiano (ASI) sarà presente al Motoraduno in forma ufficiale con uno stand dedicato, nel parcheggio vicino alla fabbrica Moto Guzzi, dove trovare gadget e informazioni per le pratiche d’epoca e ogni altro genere di consulenza. Una vasta esposizione di motocarri Moto Guzzi sarà ospitata all’Oratorio San Lorenzo. E infine, torna uno degli appuntamenti più amati e attesi, la Lotteria del Motoraduno metterà in palio premi eccezionali: il più ambito sarà una splendida Moto Guzzi V7 Stone in esclusiva livrea dedicata all’evento. Il secondo estratto vincerà una minicrociera nel Mediterraneo di quattro giorni.
    Il terzo estratto vincerà un giubbotto di pelle Moto Guzzi; il quarto un casco Moto Guzzi V85TT e il quinto un bauletto in cuoio Moto Guzzi.
    (ITALPRESS).
    – Foto: ufficio stampa Moto Guzzi –

  • L’eccezione antropologica italiana secondo Alfredo Mantovano. Di Domenico Bonvegna

    L’eccezione antropologica italiana secondo Alfredo Mantovano. Di Domenico Bonvegna

    Nei giorni scorsi due eventi si sono svolti all’attenzione di chi ha a cuore la crisi umana che attanaglia l’Occidente da almeno mezzo secolo, da quando esplose negli Anni 60 del secolo scorso. Una crisi antropologica che viene da lontano. Si tratta di una aggressione politica e militare da parte di un asse di Paesi uniti fra loro dal rifiuto delle libertà e dall’odio contro la civiltà occidentale, sia per come si è ridotta da decenni di secolarismo, sia per alcuni suoi valori qualificanti, che rimangono nonostante la crisi antropologica. Due eventi hanno cercato di affrontare questa crisi, il primo, Il Festival dell’umano, organizzato dal network Ditelo sui tetti, e la Manifestazione nazionale per la vita, entrambi svoltisi a Roma rispettivamente il 18/19 giugno e il 22 dello stesso mese.

    Riprendo dal sito del Governo Italiano Presidenza del Consiglio dei Ministri(governo.it) l’interessante intervento che il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, che ha pronunciato al “Festival dell’Umano tutto intero”, nella sessione dedicata a “L’eccezione (antropologica) italiana per l’Europa e il mondo”. Vale la pena leggere le profonde riflessioni storiche, culturali, sociali, politiche e religiose. Ho escluso qualche parte per creare una sintesi per il giornale.
    L’intervento del Sottosegretario Mantovano al 1° Festival dell’«Umano tutto intero»: ’Eccezione (antropologica) italiana è utile al mondo?“

    L’Italia è un Paese sbagliato. Può dispiacerci, ma è così. È stato quasi sempre dalla parte sbagliata. Ha perduto tutti gli appuntamenti più significativi con la Storia: al momento della rivolta luterana è rimasto con la Chiesa cattolica; ha vissuto sì il Rinascimento, ma conferendo a esso un’impronta di fede; ha mostrato scarso entusiasmo per la Rivoluzione francese, tant’è che quando Napoleone ha condotto in Italia i lumi del progresso sulle baionette dei propri soldati, tutti i popoli della Penisola, chi più chi meno, si sono ribellati; sembrava aver estromesso il potere clericale con la formazione dello Stato unitario, ma poi lo sciagurato Concordato lo ha ripristinato. E così via, fino ai giorni nostri, che vedono nel governo Meloni l’apoteosi dell’anomalia: quella di un popolo che elegge una maggioranza sulla base di un programma elettorale, e questa maggioranza sostiene un governo che prova a essere coerente con quel programma. Sbaglio che più grave non si può, in controtendenza con la felice esperienza dell’ultimo decennio, che invece aveva visto formarsi governi a prescindere dalla variegata e mutevole volontà popolare”.

    C’è un momento in cui questo “sbaglio” ha impresso il suo sigillo nella pietra. È descritto in uno di quei romanzi che non dovremmo stancarci di leggere coi nostri figli o coi nostri nipoti: si tratta di Quo vadis?,del polacco Henryk Sienkiewicz, a cui per quest’opera nel 1905 fu riconosciuto il premio Nobel per la letteratura. La storia è conosciuta: a Roma infuria la persecuzione di Nerone, e i Cristiani convincono Pietro ad allontanarsi dall’Urbe perché altrimenti sarebbe stato ucciso. Era una preoccupazione fondata, era più di un rischio: e peraltro da sempre i cristiani pregano per il Papa affinché “non tradat eum in ánimam inimicórum éius”. Così Pietro esce da Roma e inizia a percorrere la via Appia e, nel luogo dal quale adesso parte la strada che conduce alle catacombe di S. Callisto, incrocia un Uomo che invece si dirige verso Roma; non lo riconosce subito, anche se il viandante ha una immagine familiare. Gli domanda: Quo vadis, Domine?La risposta svela a Pietro chi è quell’Uomo e qual è il destino dell’Apostolo: Eo Romam, iterum crucifigi(vado a Roma, per essere crocifisso nuovamente). Pietro comprende e torna sui suoi passi.

    L’incontro, ripreso nel romanzo, deriva da una antichissima tradizione popolare, ricordata dal magistero pontificio. In quel sito sorge la piccola chiesa del “Domine quo vadis”: fu visitata nel 1983 da Giovanni Paolo II, che definì quel luogo di “speciale importanza nella storia di Roma e nella storia della Chiesa”. Perché di “speciale importanza”? Perché segna l’indissolubile originario legame fra Roma e la fede cristiana, e quindi fra l’Italia che ha Roma al centro, e il cristianesimo. Non è un legame solo confessionale: è un legame storico e culturale, che ha impresso nella nostra Nazione un sigillo materiale. Sì, anche quando non esisteva politicamente come Nazione, l’Italia è stata unita nella cultura e nella fede.

    Il legame fra Roma e l’Italia si è dilatato in Europa e nel mondo. Lo ha ricordato di recente Ernesto Galli della Loggia, in un editoriale sul Corriere della sera, quando ha elencato quelli che ha definito i caratteri ambientali, visivi e sonori tipici dell’Europa, che si ritrovano anche oltre gli Oceani, lì dove gli europei si sono radicati. Quei caratteri sono partiti da Roma e, percorrendo le vie consolari, hanno raggiunto ogni angolo dell’Europa e del mondo.

    Quel sigillo ha lasciato il segno nella pietra, nel senso più concreto del termine: la piccola chiesa è stata edificata attorno all’impronta dei piedi che, sempre secondo la tradizione, Cristo ha impresso sul selciato della via Appia. Luogo di “speciale importanza nella storia di Roma e nella storia della Chiesa”: nel momento in cui Pietro, pietra angolare su cui viene edificata la Chiesa, viene unito a Roma, perfino le pietre di Roma ne diventano testimoni per i millenni che seguiranno.

    Quello che una robusta corrente del pensiero, della politica, dell’economia e della finanza considera da secoli uno “sbaglio”, inizia proprio da lì. Per Giovanni Paolo II non era uno “sbaglio”, lo definiva al contrario una “eccezione”, la c.d. “eccezione italiana”: il Papa Santo usava questa espressione per intendere la straordinaria resistenza della nostra Nazione attorno ai suoi principi identificativi.
    Non voglio aprire il capitolo di quanto di questa eccezione sopravviva oggi. Il mix costituito da sentenze della Corte costituzionale, sentenze dei giudici di legittimità e di merito, e di leggi su materie eticamente sensibili approvate nelle ultime legislature, in particolare durante il governo Renzi, hanno circoscritto notevolmente l’area della eccezione. Questi provvedimenti hanno inciso sul comune sentire.

    L’immagine della statua della maternità rifiutata dagli esperti del Comune di Milano è la sintesi di tutta questa deriva. Le immagini sintetizzano meglio delle parole. l’opera in bronzo, intitolata Dal ‘latte materno veniamo’, rappresenta una donna che allatta al seno un neonato,una stata donata dalla scultrice Vera Amodeo al capoluogo lombardo dai figli dell’artista. La sua posa doveva avvenire in una piazza della città, ma ha avuto il parere contrario della commissione del Comune, con la seguente motivazione: “La scultura rappresenta valori rispettabili ma non universalmente condivisibili da tutte le cittadine e i cittadini, ragion per cui non viene dato parere favorevole all’inserimento in uno spazio condiviso”. E’ la certificazione evidente che viviamo un periodo in cui ci stiamo allontanando dall’essere eccezione (viene in mente la furia che in alcune città USA ha portato alla rimozione delle statue di Colombo, et similia)! Sarebbe interessante capire cosa ne pensano i componenti della Commissione su come su come ciascuno di loro è venuto al mondo!

    Ma, grazie a Dio, qualche residuo di anormalità in Italia c’è ancora. Se ne ha traccia non solo nello scandalo di un governo che si è formato in coerenza col voto popolare, ma pure in qualche profilo che, dalla prospettiva che affrontiamo oggi, e in particolare in questo panel, è stato poco scandagliato.
    Il G7 dei capi di Stato e di Governo ha attestato l’importanza dell’avvio da parte dell’Italia del “piano Mattei per l’Africa”. L’Italia non arriva certamente per prima in Africa. Ma costituisce una eccezione il modo in cui, fra mille difficoltà, affrontando mille ostacoli, con mille incertezze, essa ha proposto e sta seguendo l’avvio del Piano.

    È una eccezione quanto alla modalità di interlocuzione con le singole Nazioni africane. Fa eccezione certamente rispetto a come in questi anni Russia e Cina intervengono in Africa: la Russia con contingenti in armi, aprendo nuove basi militari, appoggiando rivolgimenti violenti, tutelando l’estrazione delle materie prime nelle aree a maggiore rischio; la Cina con la sua finora inarrestata espansione infrastrutturale, commerciale e tecnologica.

    Ma il modo italiano è differente anche rispetto ad altre Nazioni europee, che fino a un recente passato hanno utilizzato – e in parte ancora utilizzano – le incredibili ricchezze dell’Africa, con scarso ritorno per le popolazioni locali: adesso ne pagano il prezzo, essendo costrette a ridimensionare la loro presenza e a ritirarsi. Il Piano Mattei risponde a una logica differente: quella di un approccio paritario,che certamente distingue fra le Nazioni che mettono a disposizione le risorse, e le Nazioni destinatarie delle risorse medesime. Il sottosegretario risponde alle critiche Rispondo a chi critica il Piano perché non sarebbe preciso nei dettagli: noi abbiamo scelto di stabilire la governance e le linee di fondo, e non intendiamo imporre nulla dall’alto.

    Il Piano Mattei non è un diktat: è un orizzonte entro il quale definire ogni singolo passo sulla base di un confronto paritario con gli interlocutori africani, rendendo sempre stretti i reciproci legami di fiducia e di collaborazione.
    Questo vuol dire guardare all’Africa con spirito costruttivo e non predatorio. A chi dice che pensiamo di conferire risorse a Paesi di origine o di transito dei migranti, quasi fosse un corrispettivo perché loro controllino le partenze, rispondo che questa era l’impostazione dell’Unione europea nei confronti degli Stati europei di primo approdo prima che il governo italiano – quello in carica – la ribaltasse: in sintesi, denaro in cambio del trattenimento dei migranti.

    La dinamica del Piano Mattei è diversa: favorendo lo sviluppo negli Stati di origine, si creano le condizioni per non emigrare; curando la formazione di chi comunque intende lasciare il proprio Paese, ci si assicura già a monte, attraverso flussi migratori regolari, un percorso di integrazione anzitutto lavorativa. Abbiamo iniziato mettendo ordine nella quantità frammentata di risorse del nostro sistema di cooperazione: fermando gli interventi a pioggia, concentrandoci su progetti che lascino traccia. È un approccio che rispetta non soltanto i popoli africani e i loro governanti, ma anche le singole persone. Dobbiamo stroncare la prospettiva che il modo per arrivare in Italia e in Europa sia quello di affidare il proprio denaro e la propria vita ai trafficanti, e di affrontare viaggi disperati. L’eccezione italiana deve essere anche questa, non quella di sostenere ong che si collochino al limite delle acque territoriali libiche o tunisine per raccogliere chi parte sui barchini: perché quel sostegno, anche solo finanziario, fatto anche con le migliori intenzioni, è un incentivo ai traffici di morte.

    L’eccezione italiana fuori dall’Italia ha un altro scenario di riferimento: quello latinoamericano e si declina nella collaborazione per il contrasto al narcotraffico. I clan criminali mettono in ginocchio troppe aree del Sud e del Centro America, condizionano la vita quotidiana, distorcono l’economia, corrompono la politica. L’Italia fornisce know-how e concreta collaborazione per combattere questa deriva:la nostra legislazione è presa a modello,nostri funzionari e ufficiali delle forze di polizia svolgono attività di addestramento, nostri magistrati suggeriscono percorsi di indagini. Anche su questo terreno l’eccezione italiana si manifesta con efficacia.

    Anche nel modo di trattare le crisi internazionali, a cominciare da quella in Ucrainae da Gaza, l’Italia fa valere il suo tratto. Penso, al netto degli aiuti in termini di difesa, a quanto l’Italia ha fatto e sta facendo per garantire l’energia elettrica in una parte significativa del territorio ucraino e all’avvio dei progetti per la ricostruzione a Odessa. Oppure, quanto a Gaza, all’impegno congiunto della nostra Difesa, dell’intelligence, degli Esteri, e della Salute, che finora ha permesso di tirare fuori da quell’inferno 58 bambini gravemente feriti e 98 maggiorenni, loro familiari, per condurli nei principali ospedali della nostra Penisola, per lo più pediatrici. È un gesto di concreta vicinanza a ciascuno di loro, ma è al tempo stesso un segnale di pace in quell’area: come abbiamo condannato l’attacco terroristico contro Israele, così soccorriamo, per quello che ci viene permesso, i piccoli che ne subiscono le conseguenze. E attraverso questo proviamo a stabilire condizioni di reciproca fiducia che permettano le interlocuzioni necessarie per comporre la crisi.

    Chiudo da dove ho iniziato: dal legame fra Roma e Pietro, che è all’origine della eccezione italiana. Ci sono stati momenti in cui Pietro si è allontanato da Roma: non sono stati anni felici. S. Caterina da Sienaè stata proclamata Patrona d’Italia anche per il suo impegno per riportare il Papa da Avignone a Roma.Sono molto grato alle associazioni che costituiscono il network Sui tetti,a chi lo promuove, e a chi ha organizzato questa due giorni di riflessione perché fornisce il suo contributo a che questo legame continui a esserci.Nel 2001, dopo aver assistito alla proiezione di un nuovo film tratto dal romanzo di Henryk Sienkiewicz, Giovanni Paolo II commentò in questo modo: “Non si può capire l’odierno quadro della Chiesa e della spiritualità cristiana (se) non ritornando alle vicende religiose degli uomini che, entusiasmati dalla Buona notizia su Gesù Cristo, divennero i Suoi testimoni.

    Bisogna ritornare a questo dramma che si verificò nelle loro anime, in cui si confrontarono l’umano timore e il sovrumano coraggio, il desiderio di vivere e la volontà di essere fedele fino alla morte, il senso della solitudine davanti all’impassibile odio e nello stesso tempo l’esperienza della potenza che scaturisce dalla vicina, invisibile presenza di Dio e dalla comune fede della Chiesa nascente. Bisogna ritornare a quel dramma perché nasca la domanda: qualcosa di quel dramma si verifica in me?”.
    Le giornate che stanno per concludersi attestano quanto voi intendiate essere non soltanto testimoni ma soprattutto protagonisti, ciascuno per il suo, di questo incredibile dramma, in una Nazione eccezionale qual è l’Italia.

  • A Cassinetta di Lugagnano sabato 29 giugno tributo a Fabrizio De Andrè

    A Cassinetta di Lugagnano sabato 29 giugno tributo a Fabrizio De Andrè

    Nel venticinquesimo anniversario della scomparsa di “Faber”, Cassinetta di Lugagnano rende omaggio al grande cantautore con un concerto di “Libera Interpretazione”.
    Appuntamento Sabato 29 giugno, ore 21, al parco De Andrè.

    In caso di maltempo il concerto si terrà presso il Centro Polifunzionale, piazza Negri.

  • Dall’Alba al tramonto: 30 giugno una domenica d’oro a Villa Arconati

    Dall’Alba al tramonto: 30 giugno una domenica d’oro a Villa Arconati

    Come vivere una Giornata d’Oro a Villa Arconati? Venite domenica 30 giugno e lo scoprirete! Dall’alba al tramonto….

    Ore 6.00 | FESTIVAL DI VILLA ARCONATI | CONCERTO ALL’ALBA
    CECILIA
    “Prairie”
    Posto unico: € 10,00 + prevendita
    Info e Prenotazioni: https://festivalarconati.com/

    PASSEGGIATA GUIDATA DOPO DEL CONCERTO
    Vieni a conoscere le storie che ancora oggi ci racconta il bellissimo Giardino monumentale di Villa Arconati! Una esclusiva passeggiata guidata nell’incanto del tramonto in uno dei pochissimi giardini all’italiana e alla francese di tutta la Lombardia: al riparo dalla calura estiva tra statue classiche e fontane zampillanti, ascoltando le storie che hanno reso questo luogo “la piccola Versailles lombarda”.
    Durata: 45 min circa
    Partenza: ore 7.45
    Costo: € 5,00 on-line su www.villaarconati-far.it o in loco

    COLAZIONE IN VILLA
    Dopo il concerto sarà aperto il punto ristoro sotto al portico della Corte Nobile di Villa Arconati. Un luogo unico per gustare una colazione da veri Signori!

    Dalle 11.00 alle 18.30 | APERTURA AL PUBBLICO

    UNA GIORNATA A VILLA ARCONATI IN VISITA LIBERA
    Qual è il modo migliore di visitare Villa Arconati? Pensare di viverla come gli Ospiti dell’aristocrazia milanese in visita nel Settecento, “alla corte” di Giuseppe Antonio Arconati!
    Ecco perché il biglietto d’ingresso è giornaliero, ossia consente di rimanere alla Villa l’intera giornata, con proposte culturali, sociali, artistiche e di spettacolo sempre nuove. I visitatori possono scegliere una visita libera del complesso, oppure optare per una visita guidata accompagnati dalle guide volontarie FAR, che mettono a disposizione ogni domenica le proprie conoscenze e soprattutto la propria passione per questo luogo ricco d’incanto.

    Nel Giardino si potrà godere della frescura dei berceaux, degli scherzi e giochi d’acqua, per una passeggiata nella natura. Un tempo nel giardino si trovavano anche animali selvatici nel Serraglio dei cervi, e uccelli esotici come gli struzzi. Oggi, sul fondo del parterre, i Visitatori troveranno la Casetta incantata nel bosco, che ospita la famiglia dei nostri pavoni.

    Il Palazzo, privo degli antichi arredi, è ricchissimo di storia e delle “storie” narrate dalle sontuose decorazioni, frutto del più fine stile barocchetto lombardo. Oltre ad una visita per godere degli imponenti affreschi a trompe l’oeil, degli stucchi e delle dorature, delle quadrature e degli sfondati prospettici che aprono su cieli sereni dipinti, sarà possibile vivere alcuni ambienti proprio come gli antichi Ospiti: gustando un delizioso Lunch nella Sala Rossa, oppure sorseggiando un tè o una bevanda rinfrescante sotto il loggiato.

    APP “ARCONATI GARDEN” : IL NUOVO MODO (GRATUITO!) DI VIVERE IL GIARDINO
    Da oggi c’è un modo nuovo, immersivo e multimediale di vivere il Giardino di Villa Arconati, grazie alla nuovissima App “Arconati Garden”, scaricabile gratuitamente sul proprio dispositivo da Google store ed Apple Store! Una App pensata appositamente per poter godere del Giardino in piena autonomia, con contenuti a supporto della visita: testi di approfondimento, audioguida, foto e video esclusivi e molto altro.
    Una speciale sezione della App è pensata per le Famiglie con bambini con una caccia al tesoro alla scoperta dei tesori architettonici, artistici e botanici del Giardino: i giovani ospiti e le loro famiglie saranno accompagnati da Argo, il pavone mascotte del Giardino, a rispondere agli indovinelli posti da tre dei gli antichi Padroni di casa…alla scoperta di tutti i segreti di Villa Arconati!

    VISITA GUIDATA TRA ARTE CLASSICA E MITOLOGIA
    La Visita Guidata 2024 ha un percorso totalmente rinnovato, che porterà i Visitatori alla scoperta dell’arte e dei miti classici tanto cari agli Arconati: 90 minuti circa, accompagnati dalle appassionate Guide Volontarie FAR, per ammirare le bellezze del Palazzo e del Giardino, tra cui la statua di Tiberio, il Teatro di Pompeo Magno e gli Appartamenti delle Stagioni; per conoscere le storie di chi ha fatto diventare Villa Arconati “la piccola Versailles di Milano”.

    Tariffe:
    Ingresso intero € 11,00
    Ingresso ridotto € 8,00 (ragazzi da 11 a 17 anni e persone diversamente abili)
    Gratuito per ragazzi fino a 10 anni ed accompagnatori di persone diversamente abili

    Ingresso + Visita Guidata € 16,00 (ridotto € 13,00)
    Si consiglia l’acquisto del biglietto on-line sul sito www.villaarconati-far.it

    GUSTO | Il Lunch di Villa Arconati

    Il Caffè Goldoni, l’elegante punto ristoro della Villa che prende il nome dal celebre commediografo veneziano, ospite in villa alla corte di Giuseppe Antonio Arconati nelle estati di metà Settecento, offre ai visitatori una ricca selezione di cibi, bevande, merende dolci e salate.
    Propone, inoltre, ogni domenica il Lunch, dalle ore 12.00 alle ore 15.00, per un’esperienza di “gusto” da veri Signori d’altri tempi.

    Info e prenotazioni +39.393.6638140
    L’accesso al Lunch è consentito previo acquisto del biglietto d’ingresso
    _ ARTE | Le Mostre in Corso

    PERFORMANCE INUTILI di Silvano Repetto
    Silvano Repetto è un artista che ama giocare con l’arte, lui stesso definisce le sue performance come inutili, degli attimi di vita quotidiana rovesciati, con un pizzico di follia e poesia. Le sue performance nascono spesso da un’ispirazione repentina e sono immortalate dall’artista attraverso mezzi di fortuna. Con le sue opere, Repetto aspira a creare stupore nello spettatore, riportandolo per un attimo all’innocenza dell’infanzia.
    Con umorismo e senza la volontà di fornire interpretazioni intellettuali o simboliche, Silvano Repetto offre visioni giocose nate da ispirazioni improvvise e legate, in alcuni casi, al palazzo e giardino Arconati, che capovolgono la logica e l’ovvietà delle cose.

    PERFORMANCE INUTILI
    di Silvano Repetto
    Camere delle Stagioni di Villa Arconati
    Fino al 24 novembre 2024
    Visitabile tutte le domeniche in concomitanza con l’Apertura al Pubblico di Villa Arconati
    Ingresso compreso nel Biglietto d’Ingresso a Villa Arconati

    DOMANI. Jacques Martinez a Villa Arconati
    Quattro esposizioni per mostrare più di cinquant’anni dei miei dipinti, sculture, disegni, fino al 2024 per lasciar indovinare cosa sarà il 2025. Per tentare di mostrare come cerco di continuare, modestamente – non sempre – fieramente spesso! la storia di un mondo che è il mio. Come ho cercato di “navigare” tra quelli che chiamo i 4 punti cardinali di questa storia: Astrazione; Uomo, figura, corpo; Paesaggio; Still life (faccio una concessione all’inglese perché rifiuto la parola “morta” in Natura morta). Così, vedremo Arconati con la “A” come Atlantico, Venezia con la “V” come Vivere, Nizza con la “N” come Nostalgia, Ciani con la “C” come Classica.

    Arconati / Atlantico
    La sorprendente bellezza, le dimensioni, la perfezione delle sue facciate non sfuggivano ai giovani visitatori inglesi nel loro “grand tour”, quando definivano Villa Arconati la “Versailles di Milano”.
    E’ solo all’Arconati, nella sua Biblioteca, che si poteva scoprire il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci. Anche se oggi è conservato presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano, il suo ricordo illumina ancora le pareti e la visita del palazzo Arconati.

    DOMANI di Jacques Martinez
    a cura di Martina Bortoluzzi e Valeria Foglia
    Ala Espositiva di Villa Arconati
    Fino al 13 ottobre 2024
    Visitabile tutte le domeniche in concomitanza con l’Apertura al Pubblico di Villa Arconati
    Ingresso compreso nel Biglietto d’Ingresso a Villa Arconati

    Per informazioni potete contattarci:
    al numero +39.393.8680934
    all’indirizzo mail info@fondazioneaugustorancilio.com
    Seguite le nostre pagine ufficiali FB e IG e il nostro sito internet www.villaarconati-far.it