Categoria: Cultura e Tempo Libero

  • La Pro Loco di Novara alla riscoperta del Mulino della Villa di Landiona

    La Pro Loco di Novara alla riscoperta del Mulino della Villa di Landiona

    Un pubblico attento e interessato ha gremito sabato scorso gli spazi suggestivi del Mulino della Villa di Landiona per assistere ad un importante incontro sulla storia millenaria del mulino, organizzato dalla famiglia Cavagnino, proprietaria della struttura e titolare dell’attività di ristorazione in essere, in collaborazione con AIAMS – Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici e con il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Novara, del Comune di Landiona e di Pro Loco Novara.

    Gabrio Mambrini, Segretario di Pro Loco Novara, in qualità di conduttore e moderatore dell’evento ha aperto i lavori, con l’auspicio che simile iniziativa possa essere non il punto di arrivo, bensì il punto di partenza di una potenziale molteplicità di proposte culturali e non solo atte a far sì che tale luogo – insieme ad altri siti presenti sul territorio – possa assumere un ruolo decisivo di recupero e di richiamo identitario nonché di valorizzazione storica di detto patrimonio.

    Il Sindaco Fabio Barbero nel portare i saluti dell’amministrazione comunale di Landiona si è detto disponibile, per quanto possibile, a favorire per il futuro tale proposito.

    Dal canto suo Matteo Cavagnino, nel dare il benvenuto al folto pubblico e ai relatori, ha sottolineato come il percorso enogastronomico dall’inizio della propria attività sia stato in qualche modo da subito accompagnato da iniziative collaterali, rivolte agli allievi delle scuole attraverso la realizzazione di itinerari didattici, tesi all’apprezzamento ed alla conoscenza della campagna che li circonda.

    Per meglio entrare nel cuore del convegno il moderatore ha poi tracciato di volta in volta il profilo biografico e professionale dei vari relatori, prima di cedere a ognuno la parola.

    Il Presidente Regionale di CIA – Confederazione Italiana Agricoltori, Gabriele Carenini, orticoltore e cerealicoltore di Valmacca (Alessandria), già al secondo mandato consecutivo alla guida dell’organizzazione regionale, ha posto l’attenzione sulle sfide che sta caparbiamente affrontando, occupandosi di territorio, cibo, ambiente, clima e welfare, alla luce anche del suo impegno precedente quale Presidente della AGIA (Associazione Giovani Imprenditori Agricoli) del Piemonte.

    Pertanto egli ha ribadito che il futuro di imprese, cittadini e territori dipenderà dalla capacità di saper interpretare i modelli di sviluppo all’interno dei mutamenti del contesto in cui ci si trova, con duttilità e velocità di azione e decisione, mettendo in primo piano il turismo e l’enogastronomia, la ricerca, l’innovazione e l’università, l’acqua e l’irrigazione, la scommessa sui giovani e la capacità di fare squadra.

    Il Presidente di AIAMS, Gabriele Setti, proveniente da Revere, località adagiata sulla riva destra del fiume Po in provincia di Mantova, collezionista di cartografia e bibliofilo per quanto concerne la cultura, la storia, l’ambiente, la fotografia e la poesia del grande fiume, ha nel tempo focalizzato l’attenzione sugli antichi mulini galleggianti ormai scomparsi dai primi anni del secolo scorso al punto tale da diventarne un vero e proprio ricercatore, appassionato e con la volontà di riportarli alla luce tramite i loro molteplici aspetti sia tecnologici che storici in considerazione dell’importante figura e del ruolo sociale dei mugnai, che ne erano i veri padroni e animatori.

    Infatti l’Associazione ha tra l’altro l’obiettivo di promuovere la riscoperta e la valorizzazione culturale e turistica dei mulini per salvaguardarne la valenza storica, architettonica e meccanica, favorendo la creazione di cantieri di restauro di queste strutture; censire e catalogare i mulini esistenti in Italia per creare un archivio ed una biblioteca tematica e collegare la rete dei mulini italiani a quelle europee ed internazionali.

    Emanuela Genre – referente AIAMS della Regione Piemonte – ha sostenuto l’importanza della didattica in tenera età di tutti i temi legati alla terra e alle tradizioni e insiste sull’importanza dei mulini non solo nell’innovazione e nell’architettura, ma soprattutto legata al quotidiano dei territori.

    Caterina Zadra – Presidente Pro Loco Novara e Consigliere UNPLI Provincia di Novara – già ideatrice del marchio “Slow Foot”, turismo lento e contemplativo, laureata in Scienze della Comunicazione con una specializzazione in Marketing Strategico e dei Servizi, frequentatrice di corsi di specializzazione presso il DAMS/Università di Bologna, ivi compreso il seminario di Semiologia e Semiotica di Umberto Eco nonché autrice della guida all’Alta Via delle Dolomiti n. 1 pubblicata da Geo4Map col marchio National Geographic, ha contestualizzato il Mulino di Landiona all’interno dello scenario culturale, di marketing territoriale e di accoglienza turistica quale importante patrimonio culturale immateriale da preservare e valorizzare. Auspica una costruzione di Itinerario Culturale Europeo dei Mulini, in collaborazione con altri paesi europei. In relazione alla settimana della mobilità sostenibile, ha ricordato altresì come il Mulino di Landiona sia inserito in alcuni itinerari ciclo-turistici che passano e che addirittura partono dal Mulino stesso, roccaforte ieri e oggi di una tradizione e una storia all’insegna della sostenibilità ambientale e della tutela delle tradizioni.

    Prima di procedere alla visita del Mulino e delle schede storiche, delle mappe e dei documenti ivi esposti si è dato spazio all’intervento conclusivo pronunciato dal moderatore, il quale fra l’altro, in occasione di una giornata così significativa, ha inteso omaggiare la famiglia Cavagnino ed in particolare il Mulino di una sua pubblicazione dal titolo “In grembo alla Terra. Affreschi sul mondo contadino”, opera corposa realizzata con il patrocinio delle Province di Novara, di Vercelli e di Pavia e destinata ad offrire i vari aspetti della realtà rurale riconducibile grosso modo al periodo tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, la quale andrà così ad ingrossare la parte bibliografica e documentale dell’apparato museale presente in loco.

    In coda all’evento si sono potuti degustare i prodotti tipici del territorio curati dalla mano esperta di Emanuele Cavagnino, di recente premiato col prestigioso Collare Collegium Cocorum, con cui la Fic – Federazione italiana cuochi – premia ogni anno i suoi associati, selezionati per dedizione al lavoro di almeno 25 anni e un riconosciuto impegno a promuovere le tradizioni e il prestigio della cucina italiana a livello nazionale e internazionale.

  • Voghera: diventa la capitale del Pinot Noir

    Voghera: diventa la capitale del Pinot Noir

    Dal 5 al 7 ottobre torna a Voghera ’50 sfumature di Pinot Noir’. L’evento, organizzato dal Movimento Turismo del Vino Lombardia, con Ferrarieventi e Cadisass, coinvolgerà produttori italiani e internazionali, tutti accomunati dall’utilizzo del prestigioso vitigno. Saranno quasi cento i punti di degustazione dislocati in tutta la città, davanti ai negozi, ai bar e ai ristoranti. Previste degustazioni di molte cantine, ognuna caratterizzata dal proprio stile di produzione e dalle varie vinificazioni: rosso, bollicine, rosato e anche bianco.

    Durante il fine settimana, la manifestazione sarà aperta a tutti: dalle 11 alle 20 il sabato e dalle 11 alle 19. La domenica, sarà possibile acquistare il Calice di ’50 Sfumature di Pinot Noir’ (anche on line) presso il Pinot Noir Point di piazza Duomo. Lunedì 7, invece, ci sarà un evento riservato ai professionisti del settore Ho.Re.Ca. che sarà ospitato nei locali dell’Istituto Gallini, dalle 10.30 alle 16.

    La presentazione dell’evento si è tenuta in una conferenza stampa a Palazzo Lombardia alla quale hanno partecipato gli assessori regionali Elena Lucchini, Barbara Mazzali e Alessandro Beduschi, il sindaco di Voghera Paola Garlaschelli e Carlo Pietrasanta, presidente Movimento Turismo del Vino Lombardia.

    ASSESSORE LUCCHINI: VETRINA DI UN SETTORE STRATEGICO – “Abbiamo scelto di sostenere questa iniziativa – ha commentato Elena Lucchini, assessore a Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità, Pari opportunità di Regione Lombardia – perché ha saputo crescere e promuovere i vini di qualità dell’Oltrepò Pavese. Voghera, la mia città, ospiterà una rassegna capace di valorizzare i nostri vignaioli e le nostre aziende, protagoniste di un settore strategico, che sa innovarsi con produzioni sempre più sostenibili. Il vino lombardo è sempre più apprezzato così come il territorio dell’Oltrepò, destinazione turistica straordinaria con un patrimonio enogastronomico, culturale e paesaggistico unico”.

    ASSESSORE MAZZALI: ESEMPIO DI COME VALORIZZARE TERRITORIO – “Uno degli esempi più affascinanti di come i percorsi enogastronomici possano valorizzare un territorio è l’Oltrepò Pavese”, ha osservato Barbara Mazzali, al Turismo, Marketing territoriale e Moda. Una zona, ha proseguito, “che unisce la bellezza del paesaggio collinare e la tradizione vitivinicola secolare. In questa regione, si intrecciano antichi saperi legati alla produzione vinicola con la gastronomia locale, creando un binomio perfetto per gli amanti della buona tavola e dei vini pregiati. Tra i protagonisti indiscussi di questa zona spicca il Pino Nero, un vitigno nobile che ha trovato nell’Oltrepò Pavese il suo habitat ideale. Originario della Borgogna, il Pino Nero è arrivato qui secoli fa, ma è solo nelle ultime decadi che ha raggiunto livelli di eccellenza, tanto da rendere l’Oltrepò una delle capitali italiane di questo vino. Il clima temperato, la composizione del suolo e l’altitudine delle colline paviane si rivelano fattori determinanti per la qualità di questo vitigno, che si esprime in vini dal profumo intenso, eleganti e raffinati”.

    ASSESSORE BEDUSCHI: ESPERIENZA CHE VA OLTRE LA DEGUSTAZIONE – “Partecipare a un evento come questo – ha commentato Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia – significa immergersi in una esperienza che va oltre la degustazione. È un viaggio attraverso la storia e la passione di un territorio che ha trasformato un vitigno simbolo di eccellenza e riconosciuto in tutto il mondo in una bandiera identitaria. Voghera e l’Oltrepò Pavese non sono solo capitali del Pinot Noir, ma luoghi che sanno dare vita a un racconto che parla di qualità, orgoglio e amore per la terra. Queste manifestazioni ci ricordano quanto sia prezioso il nostro patrimonio enologico e quanto sia importante custodirlo e farlo conoscere sempre meglio”.

    PRESIDENTE PIETRASANTA: OMAGGIO AL VITIGNO PRINCIPE DELL’OLTREPÒ – “Questa manifestazione – ha spiegato Carlo Pietrasanta, presidente Movimento Turismo del Vino Lombardia – vuole essere un omaggio al vitigno principe dell’Oltrepò Pavese, che con i suoi circa duemila ettari coltivati a Pinot Noir, è la terza zona europea per importanza, dopo Borgogna e Champagne: un primato importante, a livello italiano e internazionale, che fa di Voghera una delle Capitali mondiali del Pinot Noir. Ma non basta: saranno presenti cantine provenienti dalla Nuova Zelanda , varie zone della Francia ( Borgogna, Champagne, Linguadoca, Alsazia) Slovenia e, per restare in Italia, ci saranno etichette di numerose regioni: Piemonte, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Umbria e Campania, Puglia Sicilia oltre alla Lombardia, padrona di casa”.

    SINDACO GARLASCHELLI: CELEBRIAMO UNA NOSTRA ECCELLENZA – “Il vino è cultura – ha il sindaco di Voghera Paola Garlaschelli – e manifestazioni come questa ci ricordano l’importanza di preservare e tramandare le nostre tradizioni enologiche, che rappresentano anche un ponte tra passato e futuro. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento al comitato organizzatore, al Movimento Turismo del Vino Lombardia e alla Regione Lombardia, che insieme al Comune di Voghera sostiene con convinzione questa manifestazione. Grazie a un impegno di squadra, riusciamo a promuovere e valorizzare le eccellenze del nostro territorio, portando alla ribalta nazionale e internazionale le straordinarie qualità del nostro Pinot Nero e la bellezza della nostra città con il suo centro storico incantevole, il Teatro Valentino Garavani e tante attrattive storico artistiche e naturalistiche da riscoprire, magari incamminandosi sulla nostra Greenway, percorso ciclopedonale suggestivo che collega Voghera a Varzi”.

  • A Canegrate sono andate in scena le ‘Musiche dal Mondo’

    A Canegrate sono andate in scena le ‘Musiche dal Mondo’

    Il concerto “Mosaic, Musiche dal Mondo” si è svolto nell’ambito della stagione “Itinerari Musicali” venerdì 27 settembre alle ore 21 presso la Chiesa di Santa Maria Assunta a Canegrate.

    L’evento ha visto come protagonisti il Coro Sinfonico e l’Orchestra dell’Accademia Amadeus, diretti dal maestro Marco Raimondi. Il programma della serata ha incluso musiche tradizionali provenienti da diverse culture del mondo — Europa, Asia, Africa e America — in arrangiamenti originali per coro e orchestra sinfonica realizzati dal maestro Enrico Raimondi con melodie particolari quali Espana Cani dalla tradizione iberica, Scotland the Brave dalla Scozia, Kushe Chin a testimonianza della ricca cultura persiana e per finire un arrangiamento in chiave sinfonica del tema milanese di “O mia bela Madunina”

    L’iniziativa, organizzata dal Comune di Canegrate con la collaborazione della parrocchia, ha riscosso un grande successo di pubblico, con la chiesa gremita di persone. Il concerto è stato organizzato quale apertura della rassegna musicale d’Autunno organizzata dal Comune di Canegrate, con l’intervento dell’assessore alla cultura Sara Lurago che ha ringraziato coro, orchestra e maestro Raimondi e l’apprezzamento del parroco Don Marcello Barlassina per l’originalità e la qualità della musica proposta. Durante la serata, il maestro Marco Raimondi ha introdotto i brani, guidando il pubblico in un viaggio musicale attraverso diverse tradizioni culturali del mondo.

    Il concerto era inserito nella XV° stagione Itinerari Musicali di Ensemble Amadeus, sostenuta da Fondazione Cariplo attraverso la Fondazione Comunitaria del Varesotto e la Fondazione Comunitaria Ticino Olona. Il prossimo appuntamento sarà per Sabato 12 Ottobre con il concerto “Mosaic – Musiche da Mondo” presso la Chiesa di San Lorenzo a Gorla Minore. Per informazioni sulle numerose attività culturali svolte da Amadeus sul territorio e prenotazioni per i concerti consultare il sito www.ensembleamadeus.org

  • Maria Limido in mostra all’Avis di Legnano con i suoi “Ritratti”

    Maria Limido in mostra all’Avis di Legnano con i suoi “Ritratti”

    RITRATTI: LA PRESENTAZIONE

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Ho accettato con vero piacere e una punta di orgoglio l’invito di Renato Zucca a esporre alcuni dei miei lavori presso la sede dell’Avis di Legnano.
    Bellissima questa sede, molto grande e attrezzatissima. Ci lavorano 22 persone, tutte con il sorriso. Ti accolgono con una stretta di mano e un caffè caldo. Sono molto fiere del loro lavoro, anche i volontari, presenti quotidianamente. Si sta bene qui, si respira l’aria migliore carica di solidarietà, di condivisione, di belle persone insomma.

    Renato cita numeri, tanti, impossibile ricordarli tutti. I litri di sangue prodotti, il numero dei donatori, l’incremento degli stessi nel corso degli ultimi anni, il territorio che questa sezione paragonabile ad un’azienda, copre. Infine la percentuale dei donatori sull’insieme della popolazione di riferimento: 5, virgola qualcosa.

    “E’ alta piu’ della media nazionale” sottolinea con fierezza.
    Ho passato la mattinata con lui ad allestire la grande sala d’attesa con una trentina delle mie “donne”. Sara , Camilla , Ester, Diletta non ci sono state tutte ma sono proprio soddisfatta. La sala canta di colori. Sono dipinti ad acrilico su carta, donne di ogni età, ognuna ha un nome, molte le ho incontrate, come tutti noi ognuna ha una storia. I donatori in attesa del prelievo incroceranno i loro sguardi . Forse immagineranno le loro storie e intanto il tempo passerà.

    La mostra si potrà visitare in questi orari
    Dal 30 settembre al 31 dicembre 2024
    Dalle 10 alle 17 LUNEDI-VENERDI’
    Dalle 10 alle 11,30 SABATO
    AVIS LEGNANO
    Via Luigi Girardi 19 G LEGNANO

  • Milly Carlucci compie 70 anni e torna con “Ballando”

    Milly Carlucci compie 70 anni e torna con “Ballando”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – La puntata numero 200 di “Ballando con le stelle” che andrà in onda il 23 novembre non è l’unico motivo di festeggiamento per Milly Carlucci. Prima, oggi (1° ottobre), c’è una ricorrenza ben più importante: la conduttrice, che è nata a Sulmone nel 1945, compirà infatti 70 anni. Quasi 50 li ha passati in tv: nonostante i genitori non fossero particolarmente entusiasti delle sue aspirazioni artistiche, Camilla Patrizia (questo il suo vero nome) ha esordito in tv giovanissima, prima nell’emittente privata GBR poi in Rai dove, dal 1976 al 1978, è inviata del programma di Renzo Arbore “L’altra domenica”. Mentre i giornali di gossip la ritraggono insieme all’allora fidanzato, il campione di nuoto Marcello Guarducci, Milly viene chiamata a condurre “Giochi senza frontiere” al posto di Rosanna Vaudetti prima con Ettore Andenna poi con Michele Gammino. Questa esperienza le regala la prima popolarità che, qualche anno dopo, la porta a lavorare all’allora Fininvest (oggi Mediaset) dove è stata a lungo anche la sorella Gabriella. Qualche titolo: “Risatissima”, “Azzurro”, “Vota la voce”, dopodichè torna in Rai e diventa uno dei volti simbolo di viale Mazzini. I programmi che conduce quasi non si contano, da “Scommettiamo che…?” con Fabrizio Frizzi a “Luna Park”, da “Pavarotti & Friends”, da “Lo Zecchino d’Oro” a “Telethon”.
    Nel frattempo debutta anche al cinema ne “Il bisbetico domato” con Adriano Celentano, cui seguono “Il pap’occhio”, “Pappa e ciccia”, “Domani mi sposo”. Per la televisione recita nella fiction “Voglia di vincere” di Vittorio Sindoni accanto a Gianni Morandi.
    Il suo mestiere, però, è quello della conduttrice a 360°, come raccontano tutti quelli che lavorano con lei nei suoi programmi, in primis “Ballando con le stelle” che, in onda dal 2005, è uno dei programmi più longevi di Rai1: Milly ne è anche autrice e capo-progetto. L’impegno con “Ballando” negli anni non le impedisce nemmeno di cimentarsi anche con altri programmi ed eventi come “Notti sul ghiaccio”, “Miss Italia”, la “Prima” della Scala di Milano, “Il cantante mascherato” e “L’acchiappatalenti”.
    Di recente i giornali le hanno dedicato copertine ritraendola insieme alla figlia Angelica nel giorno delle nozze di quest’ultima con Fabio Borghese. Oltre a lei la Carlucci e suo marito Angelo Donati hanno anche un figlio maschio, Patrick.
    -foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).

  • L’Antica Trattoria del Gallo di Gaggiano nell’olimpo italiano

    L’Antica Trattoria del Gallo di Gaggiano nell’olimpo italiano

    “Breve gita nella campagna urbana milanese per trovarsi in un ambiente elegantemente vintage. Il cortese personale vi presenterà piatti della cucina del territorio accompagnata da tocchi di contemporaneità. Ne sono esempio il pastrami di lingua tra gli antipasti, il riso al salto nei primi, il coniglio ripieno nei secondi e i finocchi arance e capperi nei contorni. Immancabili i tradizionali mondeghili con sfiziosa salsa di senape e la cotoletta presentata sia nella versione battuta che alta. Valore aggiunto del locale e l’infinita carta dei vini, con ampio spazio per Champagne e internazionali e dove i grandi marchi sono affiancati da preziose piccole produzioni del panorama italiano”.

    Vive un grande periodo uno dei ristoranti (anzi, delle trattorie..) più note dell’Abbiatense e dell’Est Ticino: stiamo parlando dell’Antica Trattoria del Gallo, oasi di pace (e bontà gastronomiche) lungo la strada che da Bià porta ai Navigli di Milano, nella quiete della piccola frazione di Vigano Certosino, non molto distante dallo stabilimento del celebre ‘pastaio’ Giovanni Rana. Tanti anni di passione ai fornelli, una scelta oculata delle materie prime, una eccellente carta dei vini, piatti confortanti (e convincenti) che inducono a tornare, prezzi certamente onesti specie se si considera la corsa verso l’alto (non sempre giustificat) della ristorazione odierna. Paolo Reina e il suo staff sono tra le 50 migliori osterie del Belpaese nella classifica di 50 Top Italy. Una grande soddisfazione dopo la menzione nella guida Michelin e il riconoscimento dell’eccellente rapporto qualità prezzo secondo la guida del Gambero Rosso.

    La guida lo descrive come «il fuoriporta preferito dei milanesi che profuma di pranzi della domenica e di feste di una volta». Servizio preciso ma non formale, cucina agreste e di territorio con materie prime selezionate, piatti moderni e tecnici senza esagerazioni. Tra gli antipasti chi recensisce descrive come «commovente» l’insalata russa dal sapore antico, mentre il riso al salto vale la fuga dalla città. Sul secondo scegliete tra le carni e non perdetevi per finire i cannoncini alla crema.

    E’ un grande piacere sottolineare i successi e i consensi raccolti dalla ristorazione del nostro territorio, chapeau a Paolo Reina (sotto in foto) e a tutto il suo staff!

    LA SCHEDA DI 50 TOP ITALY DELL’ANTICA TRATTORIA DEL GALLO
    chef/owner: Paolo Reina

    indirizzo: Antica Trattoria del Gallo, Via Privata Gerli, Gaggiano, MI, Lombardia, Italia

    web: Antica Trattoria del Gallo

    social Facebook Instagram

    apertura: da Mercoledì a Domenica pranzo e cena

    giorno di chiusura: Lunedì e Martedì

    telefono: 02 908 5276

    carta dei vini: Eccellente (oltre 30)

    struttura adatta a persone con difficoltà motorie, parcheggio, aria climatizzata, wifi gratuito, giardino, animali ammessi

  • L’Antica Osteria di Mirasole (Persiceto) prima nella classifica di 50 Top Italy

    L’Antica Osteria di Mirasole (Persiceto) prima nella classifica di 50 Top Italy

    L’Antica Osteria del Mirasole a San Giovanni in Persiceto, guidata da Anna Caretti e Franco Cimini, è la migliore trattoria in Italia per 50 Top Italy 2025, la guida online del meglio del made in Italy dentro e fuori dai confini nazionali; un ritorno al vertice della classifica per questo locale da non perdere.

    Sorpresa anche al secondo posto, con la scalata di Abraxas Osteria a Pozzuoli, di Vanna e Nando Salemme. Il podio è completato da Trattoria Da Burde a Firenze, guidata dai fratelli Andrea e Paolo Gori. Al quarto posto troviamo Roscioli Salumeria con Cucina a Roma; la quinta posizione va a Sora Maria e Arcangelo a Olevano Romano, di Giovanni Milana; sesto posto per La Brinca a Ne, della famiglia Circella; settimo Ristorante Al Cambio, a Bologna; all’ottava posizione una new entry storica napoletana, Mimì alla Ferrovia, dei cugini Michele e Michele Giugliano, che vede in cucina Salvatore Giugliano; nona posizione per l’abruzzese Mammaròssa ad Avezzano; decima per Casa Torrente – Al Convento, a Cetara, con Gaetano Torrente ai fornelli.

    ”Le trattorie – sottolineano Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere, i tre curatori della guida – sono la spina dorsale della ristorazione italiana, vere biblioteche gastronomiche di una cucina amata in tutto il mondo. Si tratta quasi sempre di aziende familiari, in molti casi aperte da diverse generazioni e legate spesso indissolubilmente al proprio luogo, vere e proprie ambasciate della tradizione della cucina regionale italiana; una cucina tradizionale che va preservata, implementata e modernizzata secondo le nuove esigenze del pubblico e seguendo soprattutto i concetti di sostenibilità ambientale ed economica, divenuti ormai elementi imprescindibili in quella che è la ristorazione dei tempi attuali. Senza dimenticare la salute del cliente. Validi esempi di tutto ciò, sono senz’altro i nomi presenti nella nostra guida”.

    Nelle prossime settimane saranno presentate le altre sezioni della guida 50 Top Italy 2025, nelle categorie: Grandi Ristoranti, Luxury (Migliori ristoranti nel contesto dell’ospitalità alberghiera) e gli Spin Off, con un focus su: i Migliori Ristoranti sotto i 100 euro, i Migliori Bistrò Vegetali, i Migliori Panini, i Migliori Street Food, i Migliori Ristoranti di Pesce e le Migliori Amatriciane. La presentazione della guida terminerà con il Gran Galà della Cucina Italiana, presentato da Federico Quaranta il 16 dicembre al Teatro San Babila di Milano, dove dal vivo verranno consegnati tutti i premi e saranno svelati i 50 Migliori Ristoranti Italiani nel Mondo (fuori dall’Italia).

  • La Via del Marmo: da Candoglia al Duomo di Milano

    La Via del Marmo: da Candoglia al Duomo di Milano

    Un nuovo cammino metropolitano (e non solo) tutto da costruire e da scoprire. La Città metropolitana di Milano presenta “La Via del Marmo” con un evento nella Sala Consiglio di Palazzo Isimbardi, in agenda venerdì 4 ottobre, alle 9.30.

    Come preview del lancio, lo scorso 26 settembre è stata organizzata una visita alle cave di Candoglia, storico sito da cui di estrae da oltre 630 anni il marmo rosa utilizzato per edificare il Duomo di Milano, per i rappresentanti degli Enti attraversati dallo storico percorso che conduceva i blocchi di marmo dalle cave stesse alla cattedrale milanese. Lo staff della Veneranda Fabbrica del Duomo e dell’Ecomuseo del granito di Montorfano hanno guidato i partecipanti alla scoperta delle Cave del marmo rosa, al laboratorio dei marmisti a Candoglia e alla visita al Museo del Marmo rosa e del Granito ad Albo, per conoscere da vicino le origini del percorso.

    Un’occasione per avviare l’attività di coprogettazione dell’itinerario turistico-culturale “La Via del Marmo”. Il percorso, che attraversa le province di Verbania, Novara, Varese e Milano, si snoda lungo le vie d’acqua per circa 130 chilometri e costituisce un importante patrimonio di cultura e di memoria, oltre che un’opportunità concreta per un nuovo sviluppo turistico ed economico del territorio.

    A promuovere la nascita del nuovo cammino è la Città Metropolitana di Milano che, in partenariato con il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi e con la collaborazione della Veneranda Fabbrica del Duomo e l’Arcidiocesi di Milano, ha ottenuto un finanziamento da Regione Lombardia attraverso il bando “Avviso Unico Cultura 2024” grazie al progetto “La Via del Marmo – Dalle Cave di Candoglia al Duomo di Milano. Costruire un modello di governance per sviluppare un nuovo cammino”.

    L’obiettivo è mettere in rete enti ed associazioni dei territori interessati i intorno all’idea progettuale del cammino “La Via del Marmo”, tramite attività di ascolto, di co-costruzione di proposte turistiche, di condivisione di possibili modelli di gestione del nuovo cammino tra i soggetti che si occupano a diverso titolo della valorizzazione turistico-culturale del territorio.
    Insomma una sinergia costruttiva per generare attrattività sulla scia di quanto già avvenuto con altri cammini della Rete dei Cammini metropolitani.

    L’agenda del percorso

    4 ottobre 2024: Sala Consiglio, Palazzo Isimbardi, Milano – Convegno di presentazione del cammino e delle attività del progetto finanziato da Regione Lombardia.
    23 ottobre 2024 Località Panperduto (VA) “Tavoli di coprogettazione”- Giornata di lavoro, con pranzo di network e navigazione.
    12 dicembre 2024 Sala Consiglio, Palazzo Isimbardi, Milano – Incontro conclusivo del progetto con visita al Duomo.

    “E’ solo l’inizio di una collaborazione e di un dialogo tra gli enti dei diversi territori, con un obiettivo comune: scoprire e raccontare ai cittadini e ai turisti un percorso storico che ci accomuna e ci lega da oltre 600 anni- afferma la Consigliera delegata al Turismo e al Marketing territoriale della Città Metropolitana di Milano, Aurora Impiombato Andreani -La Città Metropolitana di Milano crede fermamente che la realizzazione del nuovo itinerario turistico, culturale e religioso de ‘La Via del Marmo’ possa creare nuove opportunità per lo sviluppo economico del territorio in chiave turistica e culturale, oltre a far riscoprire le meraviglie che lo compongono, attraverso un turismo sostenibile. Fondamentale, quindi, la sinergia tra tutte le realtà coinvolte, che ringrazio”.

  • Al via su Rai2 “L’altra Italia”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Il direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini assicura che con “L’altra Italia” (da giovedì 3 ottobre in prima serata su Rai2) “puntiamo a uno sguardo plurale con un linguaggio innovativo” e il conduttore Antonino Monteleone è d’accordo con lui: “Sento la responsabilità di costruire uno strumento che ci consenta di guardare la realtà insieme ai giovani con uno sguardo fresco. C’è una parte dell’Italia che non si accontenta delle opinioni degli altri. E, leggendo i quotidiani, hai la sensazione di avere perso una parte del racconto. La politica è pensata e raccontata con un linguaggio rivolto a un pubblico qualificato che esclude chi vorrebbe capirne di più. Questo respinge giovani e giovanissimi”. Lui, del resto, le opinioni le ha ben chiare, a partire dal fatto che nel suo programma sarà sì “un arbitro ma con la mia personalità. È un elemento di trasparenza sapere che ho idee molto nette. Non c’è riserva su alcun argomento, la trasmissione è di tutti ma bisogna assumersi la responsabilità di mettere alcuni punti fermi”. Sul ponte sullo Stretto, ad esempio, che caldeggia al punto di averne voluto “un pezzo” nella scenografia: “Il ponte sullo Stretto è stato per molti anni un’opera sulla cui fattibilità tecnica si sono accumulate affermazioni antiscientifiche. Io penso che nel 2024 abbiamo capito i rischi di far passare questo genere di affermazioni in un dibattito tecnico. Il problema del ponte è politico, così come lo è decidere se si può fare o no”. Idem il nucleare su cui si è riaperto il dibattito perché inserito nei piani energetici del governo: nella scenografia ci sarà il mix delle energie “perché siamo un Paese con un livello di CO2 che ci tiene lontani dagli obiettivi che, invece, i Paesi nordeuropei raggiungeranno. Il dibattito serve a evidenziare cosa è politico e cosa no”. E, ancora l’Ucraina (“L’idea che non si debba difendere non è più rara, una parte dell’opinione pubblica coltiva un sentimento anti-occidentale che fa paura”) e la guerra in Medio Oriente di cui parlerà nella prima puntata: “Siamo alla vigilia del 7 ottobre, quello del più grande massacro di ebrei avvenuto nel mondo dopo la Seconda guerra mondiale. Dedicheremo del tempo a capire cosa è successo senza scadere nell’inversione causa-effetto. Le decine di migliaia di morti innocenti vengono strumentalizzate ma è giusto ricordare com’era il mondo un anno fa e cosa ha significato quel massacro”.
    C’è spazio tra l’altro, nella prima puntata anche per un reportage da San Luca, nella “sua” Calabria: “Siamo andati in provincia di Reggio Calabria, tra Careri e San Luca (il cui Comune è stato sciolto nel 2013 per infiltrazioni della ‘Ndrangheta e dove, dal giugno 2024, c’è un commissario prefettizio per la mancata presentazioni di liste elettorali, ndr), per raccontare i giovani che vivono in quelle zone. Ci chiediamo: ma Ursula von der Leyen lo sa che esiste San Luca? E chi vive lì sa che fa parte di un progetto che si chiama Unione Europea?”. Monteleone ammette che “non è stato facile andare a San Luca, è un territorio che ha avversione per l’occhio della stampa (e non solo visto che nel 2019 non è stato permesso alle troupe della Rai di girare una fiction sulla strage di Duisburg, ndr) e io stesso faccio parte di quelli che sono stati mal tollerati. È vero che c’è una presenza forte dell’antistato ma penso ci sia anche qualcosa di più profondo che la lente di osservazione di un giornalismo che si prende il tempo e la pazienza può scavare in profondità”.
    Con “L’altra Italia” l’approfondimento giornalistico torna su Rai2 e, naturalmente, c’è attesa per i risultati di ascolto.
    Monteleone, tuttavia, si dice certo che “impegnandoci al 100% la qualità sarà molto alta e il pubblico imparerà a riconoscerci e affezionarsi”. Corsini concorda: “Come tutti i programmi avrà bisogno di tempo per crescere e trovare il suo pubblico come è sempre accaduto in passato”.

    Foto: ufficio stampa Rai

    (ITALPRESS).

  • Giuseppe Bitti è il nuovo Presidente e Ceo di Kia Italia

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – A partire dal 1° ottobre 2024 Giuseppe Bitti ricoprirà il ruolo di Presidente & CEO di Kia Italia, succedendo a Key Young Choi, che porterà la propria esperienza internazionale in Kia Austria. Giuseppe Bitti vanta una lunga esperienza in ambito automotive, la maggior parte della quale proprio ai vertici del brand coreano, contribuendo già dagli anni ’90 all’arrivo di Kia in Italia e a raccogliere i primi successi. Dopo una breve esperienza in un’altra azienda, nel 2002 rientra in Kia Motors Italia per ricoprire il ruolo di Amministratore Delegato e Direttore Generale, diventando poi Managing Director & COO dal 2011, data in cui Kia Motors Corporation, divenuta Kia Italia S.r.l. nel 2021, ha aperto la propria filiale diretta sul territorio nazionale. La nomina di Giuseppe Bitti alla guida di Kia Italia S.r.l. testimonia il ruolo di crescita del management italiano all’interno del Gruppo ed è un ulteriore riconoscimento per il lavoro svolto, la dedizione, l’impegno e i risultati raggiunti in questi anni.
    Il mercato italiano e, in generale, quello europeo, rappresentano un tassello importante per le vendite globali di Kia. La strategia per il futuro è chiara: soddisfare la domanda del mercato, ampliando la propria gamma di modelli di veicoli elettrici con capacità di ricarica ultraveloce per andare incontro alle moderne esigenze di mobilità della clientela italiana, senza tralasciare l’opportunità di elettrificare i modelli più apprezzati.

    foto: ufficio stampa Kia Italia

    (ITALPRESS).