Categoria: Cultura e Tempo Libero

  • L’Antica Osteria di Mirasole (Persiceto) prima nella classifica di 50 Top Italy

    L’Antica Osteria di Mirasole (Persiceto) prima nella classifica di 50 Top Italy

    L’Antica Osteria del Mirasole a San Giovanni in Persiceto, guidata da Anna Caretti e Franco Cimini, è la migliore trattoria in Italia per 50 Top Italy 2025, la guida online del meglio del made in Italy dentro e fuori dai confini nazionali; un ritorno al vertice della classifica per questo locale da non perdere.

    Sorpresa anche al secondo posto, con la scalata di Abraxas Osteria a Pozzuoli, di Vanna e Nando Salemme. Il podio è completato da Trattoria Da Burde a Firenze, guidata dai fratelli Andrea e Paolo Gori. Al quarto posto troviamo Roscioli Salumeria con Cucina a Roma; la quinta posizione va a Sora Maria e Arcangelo a Olevano Romano, di Giovanni Milana; sesto posto per La Brinca a Ne, della famiglia Circella; settimo Ristorante Al Cambio, a Bologna; all’ottava posizione una new entry storica napoletana, Mimì alla Ferrovia, dei cugini Michele e Michele Giugliano, che vede in cucina Salvatore Giugliano; nona posizione per l’abruzzese Mammaròssa ad Avezzano; decima per Casa Torrente – Al Convento, a Cetara, con Gaetano Torrente ai fornelli.

    ”Le trattorie – sottolineano Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere, i tre curatori della guida – sono la spina dorsale della ristorazione italiana, vere biblioteche gastronomiche di una cucina amata in tutto il mondo. Si tratta quasi sempre di aziende familiari, in molti casi aperte da diverse generazioni e legate spesso indissolubilmente al proprio luogo, vere e proprie ambasciate della tradizione della cucina regionale italiana; una cucina tradizionale che va preservata, implementata e modernizzata secondo le nuove esigenze del pubblico e seguendo soprattutto i concetti di sostenibilità ambientale ed economica, divenuti ormai elementi imprescindibili in quella che è la ristorazione dei tempi attuali. Senza dimenticare la salute del cliente. Validi esempi di tutto ciò, sono senz’altro i nomi presenti nella nostra guida”.

    Nelle prossime settimane saranno presentate le altre sezioni della guida 50 Top Italy 2025, nelle categorie: Grandi Ristoranti, Luxury (Migliori ristoranti nel contesto dell’ospitalità alberghiera) e gli Spin Off, con un focus su: i Migliori Ristoranti sotto i 100 euro, i Migliori Bistrò Vegetali, i Migliori Panini, i Migliori Street Food, i Migliori Ristoranti di Pesce e le Migliori Amatriciane. La presentazione della guida terminerà con il Gran Galà della Cucina Italiana, presentato da Federico Quaranta il 16 dicembre al Teatro San Babila di Milano, dove dal vivo verranno consegnati tutti i premi e saranno svelati i 50 Migliori Ristoranti Italiani nel Mondo (fuori dall’Italia).

  • La Via del Marmo: da Candoglia al Duomo di Milano

    La Via del Marmo: da Candoglia al Duomo di Milano

    Un nuovo cammino metropolitano (e non solo) tutto da costruire e da scoprire. La Città metropolitana di Milano presenta “La Via del Marmo” con un evento nella Sala Consiglio di Palazzo Isimbardi, in agenda venerdì 4 ottobre, alle 9.30.

    Come preview del lancio, lo scorso 26 settembre è stata organizzata una visita alle cave di Candoglia, storico sito da cui di estrae da oltre 630 anni il marmo rosa utilizzato per edificare il Duomo di Milano, per i rappresentanti degli Enti attraversati dallo storico percorso che conduceva i blocchi di marmo dalle cave stesse alla cattedrale milanese. Lo staff della Veneranda Fabbrica del Duomo e dell’Ecomuseo del granito di Montorfano hanno guidato i partecipanti alla scoperta delle Cave del marmo rosa, al laboratorio dei marmisti a Candoglia e alla visita al Museo del Marmo rosa e del Granito ad Albo, per conoscere da vicino le origini del percorso.

    Un’occasione per avviare l’attività di coprogettazione dell’itinerario turistico-culturale “La Via del Marmo”. Il percorso, che attraversa le province di Verbania, Novara, Varese e Milano, si snoda lungo le vie d’acqua per circa 130 chilometri e costituisce un importante patrimonio di cultura e di memoria, oltre che un’opportunità concreta per un nuovo sviluppo turistico ed economico del territorio.

    A promuovere la nascita del nuovo cammino è la Città Metropolitana di Milano che, in partenariato con il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi e con la collaborazione della Veneranda Fabbrica del Duomo e l’Arcidiocesi di Milano, ha ottenuto un finanziamento da Regione Lombardia attraverso il bando “Avviso Unico Cultura 2024” grazie al progetto “La Via del Marmo – Dalle Cave di Candoglia al Duomo di Milano. Costruire un modello di governance per sviluppare un nuovo cammino”.

    L’obiettivo è mettere in rete enti ed associazioni dei territori interessati i intorno all’idea progettuale del cammino “La Via del Marmo”, tramite attività di ascolto, di co-costruzione di proposte turistiche, di condivisione di possibili modelli di gestione del nuovo cammino tra i soggetti che si occupano a diverso titolo della valorizzazione turistico-culturale del territorio.
    Insomma una sinergia costruttiva per generare attrattività sulla scia di quanto già avvenuto con altri cammini della Rete dei Cammini metropolitani.

    L’agenda del percorso

    4 ottobre 2024: Sala Consiglio, Palazzo Isimbardi, Milano – Convegno di presentazione del cammino e delle attività del progetto finanziato da Regione Lombardia.
    23 ottobre 2024 Località Panperduto (VA) “Tavoli di coprogettazione”- Giornata di lavoro, con pranzo di network e navigazione.
    12 dicembre 2024 Sala Consiglio, Palazzo Isimbardi, Milano – Incontro conclusivo del progetto con visita al Duomo.

    “E’ solo l’inizio di una collaborazione e di un dialogo tra gli enti dei diversi territori, con un obiettivo comune: scoprire e raccontare ai cittadini e ai turisti un percorso storico che ci accomuna e ci lega da oltre 600 anni- afferma la Consigliera delegata al Turismo e al Marketing territoriale della Città Metropolitana di Milano, Aurora Impiombato Andreani -La Città Metropolitana di Milano crede fermamente che la realizzazione del nuovo itinerario turistico, culturale e religioso de ‘La Via del Marmo’ possa creare nuove opportunità per lo sviluppo economico del territorio in chiave turistica e culturale, oltre a far riscoprire le meraviglie che lo compongono, attraverso un turismo sostenibile. Fondamentale, quindi, la sinergia tra tutte le realtà coinvolte, che ringrazio”.

  • Al via su Rai2 “L’altra Italia”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Il direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini assicura che con “L’altra Italia” (da giovedì 3 ottobre in prima serata su Rai2) “puntiamo a uno sguardo plurale con un linguaggio innovativo” e il conduttore Antonino Monteleone è d’accordo con lui: “Sento la responsabilità di costruire uno strumento che ci consenta di guardare la realtà insieme ai giovani con uno sguardo fresco. C’è una parte dell’Italia che non si accontenta delle opinioni degli altri. E, leggendo i quotidiani, hai la sensazione di avere perso una parte del racconto. La politica è pensata e raccontata con un linguaggio rivolto a un pubblico qualificato che esclude chi vorrebbe capirne di più. Questo respinge giovani e giovanissimi”. Lui, del resto, le opinioni le ha ben chiare, a partire dal fatto che nel suo programma sarà sì “un arbitro ma con la mia personalità. È un elemento di trasparenza sapere che ho idee molto nette. Non c’è riserva su alcun argomento, la trasmissione è di tutti ma bisogna assumersi la responsabilità di mettere alcuni punti fermi”. Sul ponte sullo Stretto, ad esempio, che caldeggia al punto di averne voluto “un pezzo” nella scenografia: “Il ponte sullo Stretto è stato per molti anni un’opera sulla cui fattibilità tecnica si sono accumulate affermazioni antiscientifiche. Io penso che nel 2024 abbiamo capito i rischi di far passare questo genere di affermazioni in un dibattito tecnico. Il problema del ponte è politico, così come lo è decidere se si può fare o no”. Idem il nucleare su cui si è riaperto il dibattito perché inserito nei piani energetici del governo: nella scenografia ci sarà il mix delle energie “perché siamo un Paese con un livello di CO2 che ci tiene lontani dagli obiettivi che, invece, i Paesi nordeuropei raggiungeranno. Il dibattito serve a evidenziare cosa è politico e cosa no”. E, ancora l’Ucraina (“L’idea che non si debba difendere non è più rara, una parte dell’opinione pubblica coltiva un sentimento anti-occidentale che fa paura”) e la guerra in Medio Oriente di cui parlerà nella prima puntata: “Siamo alla vigilia del 7 ottobre, quello del più grande massacro di ebrei avvenuto nel mondo dopo la Seconda guerra mondiale. Dedicheremo del tempo a capire cosa è successo senza scadere nell’inversione causa-effetto. Le decine di migliaia di morti innocenti vengono strumentalizzate ma è giusto ricordare com’era il mondo un anno fa e cosa ha significato quel massacro”.
    C’è spazio tra l’altro, nella prima puntata anche per un reportage da San Luca, nella “sua” Calabria: “Siamo andati in provincia di Reggio Calabria, tra Careri e San Luca (il cui Comune è stato sciolto nel 2013 per infiltrazioni della ‘Ndrangheta e dove, dal giugno 2024, c’è un commissario prefettizio per la mancata presentazioni di liste elettorali, ndr), per raccontare i giovani che vivono in quelle zone. Ci chiediamo: ma Ursula von der Leyen lo sa che esiste San Luca? E chi vive lì sa che fa parte di un progetto che si chiama Unione Europea?”. Monteleone ammette che “non è stato facile andare a San Luca, è un territorio che ha avversione per l’occhio della stampa (e non solo visto che nel 2019 non è stato permesso alle troupe della Rai di girare una fiction sulla strage di Duisburg, ndr) e io stesso faccio parte di quelli che sono stati mal tollerati. È vero che c’è una presenza forte dell’antistato ma penso ci sia anche qualcosa di più profondo che la lente di osservazione di un giornalismo che si prende il tempo e la pazienza può scavare in profondità”.
    Con “L’altra Italia” l’approfondimento giornalistico torna su Rai2 e, naturalmente, c’è attesa per i risultati di ascolto.
    Monteleone, tuttavia, si dice certo che “impegnandoci al 100% la qualità sarà molto alta e il pubblico imparerà a riconoscerci e affezionarsi”. Corsini concorda: “Come tutti i programmi avrà bisogno di tempo per crescere e trovare il suo pubblico come è sempre accaduto in passato”.

    Foto: ufficio stampa Rai

    (ITALPRESS).

  • Giuseppe Bitti è il nuovo Presidente e Ceo di Kia Italia

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    MILANO (ITALPRESS) – A partire dal 1° ottobre 2024 Giuseppe Bitti ricoprirà il ruolo di Presidente & CEO di Kia Italia, succedendo a Key Young Choi, che porterà la propria esperienza internazionale in Kia Austria. Giuseppe Bitti vanta una lunga esperienza in ambito automotive, la maggior parte della quale proprio ai vertici del brand coreano, contribuendo già dagli anni ’90 all’arrivo di Kia in Italia e a raccogliere i primi successi. Dopo una breve esperienza in un’altra azienda, nel 2002 rientra in Kia Motors Italia per ricoprire il ruolo di Amministratore Delegato e Direttore Generale, diventando poi Managing Director & COO dal 2011, data in cui Kia Motors Corporation, divenuta Kia Italia S.r.l. nel 2021, ha aperto la propria filiale diretta sul territorio nazionale. La nomina di Giuseppe Bitti alla guida di Kia Italia S.r.l. testimonia il ruolo di crescita del management italiano all’interno del Gruppo ed è un ulteriore riconoscimento per il lavoro svolto, la dedizione, l’impegno e i risultati raggiunti in questi anni.
    Il mercato italiano e, in generale, quello europeo, rappresentano un tassello importante per le vendite globali di Kia. La strategia per il futuro è chiara: soddisfare la domanda del mercato, ampliando la propria gamma di modelli di veicoli elettrici con capacità di ricarica ultraveloce per andare incontro alle moderne esigenze di mobilità della clientela italiana, senza tralasciare l’opportunità di elettrificare i modelli più apprezzati.

    foto: ufficio stampa Kia Italia

    (ITALPRESS).

  • Faccia da 40 anni di “Signora in Giallo”

    Faccia da 40 anni di “Signora in Giallo”

    “In Italia arrivò nel 1988 a Giugno su Rai uno ma in Usa era il 30 settembre 1984! 40 anni e non portarli male anzi benissimo. Più di 250 episodi e 4 film e un mare di fans. Molti ormai passati come la mitica Jessica a miglior vita o in incoscienza.
    Però la sua magia porta sempre euforia negli occhi dei telespettatori. Iniziò con la presidenza Reegan e finì con la presidenza Bush figlio.

    Ha superato gli anni ’80 affermandosi a pieno negli anni ’90 con puntatina sul 2000.
    La TV o piccolo schermo è stato il suo regno. Una catena di morti incredibili da gridare al lupo al lupo sfortuna. Ma tutti la invitavano e riverivano come una regina.

    La bellezza del telefilm era il mix tra vecchie glorie, talentosi attori emergenti e icone del periodo.
    Un mix come su ogni set che ho frequentato.

    Perché tra chi deve partire e si sente arrivato o miracolato il prodotto è sempre riuscito.
    Alcune puntate sono dei veri capolavori altre meno o pure riempitivi, ma il cofanetto fa palinsesto per un anno intero. La collocazione fatta da Rete 4 è giusta e valorizza il prodotto.

    Non voglio essere sdolcinato e triste. Il tempo passa ma la Signora in Giallo resta perché in questi 40 anni ma 36 nel nostro paese ha regalato momenti di magia e svago.

    Quante persone specialmente donne hanno preso spunto da una figura così energica ed indipendente, affascinante e vincente. La vita che 4 decenni fa sembrava finire a 50 anni oggi non ha limite neppure sessuale.

    Perché ogni giorno puoi coltivare i tuoi sogni e desideri. Molti hanno dato forza a questo seguendo la linea guida di Jessica. Nel suo operato si vede la professionalità del settore artistico in ogni ambito
    Un libro aperto per molto apprendisti per capire che la prima cosa da mettere in questo campo è la serietà e competenza.

    Molti hanno iniziato a scrivere magari pure libri dopo la sua apparizione. Molto non hanno mai finito ma hanno cominciato a sognare. Non una vita su una sedia a vegetare ma scrivere, pensare e cercare una via nuova. Questo è l’insegnamento dopo 40 anni dove il Mondo è cambiato e non sempre in peggio.

    Molto spesso diamo troppo tempo positivo al passato. Ha regalato momenti magici ma grazie a questi abbiamo più libertà oggi. I sogni sono desideri e da una disgrazia può nascere una grazia.

    Questo è la forza di questa serie. Tra 40 anni sicuramente non ci saremo e magari non verrà più trasmesso il motivo telefilm ma il suo spirito sarà forza per altre produzioni. 40 anni è una età importante e una persona può essere ancora aitante. Vivi il presente perché nel futuro non puoi condizionare niente.

    Non chieder mai come sarai tra 40 anni vivi ogni momento e cogli le occasioni. Questo è la forza della Signora in Giallo che gode ancora di ottimo ascolto e salute. Del domani non v’è certezza …
    Siamo lieti come diceva il poeta”.

  • Monica Bellucci compie 60 anni

    Monica Bellucci compie 60 anni

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Recentemente l’abbiamo vista sfilare sul red carpet alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia mano nella mano con il suo compagno Tim Burton: bella, elegante e radiosa. Non è un caso, del resto che, a 60 anni (li compie oggi 30 settembre) sia ancora un simbolo di femminilità e di bellezza mediterranea, una “diva”, per quello che il termine può significare ai giorni nostri. La sua carriera è iniziata come modella: arrivata a Milano dalla natia Città di Castello viene subito notata per la sua bellezza e chiamata a sfilare per tutte le griffe più importanti, da Dolce&Gabbana a Fendi. Posa anche per i calendari Pirelli, Max e GQ. Non contenta della fama raggiunta sulle passerelle francesi e statunitensi, la Bellucci si cimenta anche con la recitazione. Il primo ruolo glielo affida Dino Risi nella miniserie tv “Vita con i figli”: sul set conosce Nicola Farron e inizia con lui una relazione durata sei anni. Dalla televisione al cinema, nel 1991 è la protagonista de “La riffa” di Francesco Laudadio, accanto a Massimo Ghini e Giulio Scarpati e nel 1992 interpreta una delle tre concubine che seducono il giovane Jonathan Archer (Keanu Reeves) in “Dracula di Bram Stoker” diretto da Francis Ford Coppola. Dopo gli Stati Uniti, la Francia: “L’appartamento”, “Dobermann” e “Irreversible” sono alcuni dei film che interpreta oltralpe dove conosce Vincent Cassel che diventerà suo marito e padre delle sue due figlie Deva e Lèonie.
    L’affermazione definitiva nel cinema arriva nel 2000 prima affiancando Fene Hackman e Morgan Freeman in “Under Suspicion” di Stephen Hopkins e, poi, come protagonista di “Malena” di Giuseppe Tornatore. Seguono tanti altri film come “Matrix”, “La Passione di Cristo” di Mel Gibson, “I fratelli Grimm e l’incantevole strega” di Terry Gilliam, “Ricordati di me” di Gabriele Muccino (che le regala il Nastro d’argento), “N (Io e Napoleone)” di Paolo Virzì, “Manuale d’amore 2” di Giovanni Veronesi e “Siccità” di Paolo Virzì. Nel 2015 è una Bond girl in “Spectre” di Sam Mendes al fianco di Daniel Craig e nel 2022 e nel 2023 è la duchessa Altea di Vallenberg in “Diabolik – Ginko all’attacco!” e “Diabolik – Chi sei?” dei Manetti Bros. Nel 2024 è nel cast di “Beetlejuice Beetlejuice” di Tim Burton che l’ha diretta per la prima volta.
    -foto Agenzia Fotogramma-
    (ITALPRESS).

  • Si campa sempre di più: assegnati i riconoscimenti per la lunga vita

    Si campa sempre di più: assegnati i riconoscimenti per la lunga vita

    Vivere a lungo, anzi lunghissimo (i novantenni diventano, ogni anno, sempre di più), potendo godere di buona salute e lucidità mentale è sicuramente una prospettiva allettante per tutti. Lo diventa un po’ meno se ci si rende conto che, proprio in conseguenza di tanta longevità, a poco a poco i parenti, gli amici di una vita, a uno a uno se ne vanno. Se a ciò si aggiunge il fatto che si rischia di non trovarsi più con il ‘mondo nuovo’, si capisce come, ci si lasci sopraffare da tristezza e malinconia. Ma va bene lo stesso. L’importante è rimanere qui a vedere cosa succede, come il fagiolo riesce a trovare la sua strada nell’orto e il pomodoro da verde diventare sempre più rosso… E’ stata una ‘battaglia’ non una ‘guerra’ quella vinta contro il tempo dai turbighesi elencati qui sotto che hanno ricevuto il riconoscimento – nella tradizionale ‘Festa d’Autunno – per essere riusciti a ‘resistere’ per quasi un secolo:
    NOVANTENNI
    1 – Baga Piera Maria; 2 – Bazzi Maria Angela; 3 – Bianchini Giulia; 4 – Buso Dino; 5 – Carimati Romana; 6 – Cattenati Renata; 7 – Cavaliere Nicola; 8 – Cedrati Camillo; 9 – Cedrati Felice; 10 – Colombo Agnese; 11 – Colombo Teresa; 12 – Costa Maria: 13 – Di Mauro Luisa; 14 – Furlato Pio; 15 – Garavaglia Albino; 16 – Garti Fernando; 17 – Lazzaroni Maria Angela; 18 – Lecchi Enrica; 19 – Martinelli Giovanni; 20 – Mazzoni Angela; 21 – Mira Giannino; 22 – Moioli Teresa; 23 – Nava Antonia; 24 – Nava Gian Luigi;25 – Persichino Luigi; 26 – Pessina Pieranna; 27 – Segalini Annamaria; 28 – Torno Rosa; 29 – Villani Lidia.
    NOVANTACINQUENNI
    1 – Barmio Rosa Maria; 2 – Cavaiani Maria; 3 – Colombo Lidia; 4 – Garagiola Teresa; 5 – Lorenzato Giuseppina; 6 – Perezzan Benita; 7 – Picone Rosaria; 8 – Rizzotto Mafalda.
    CENTENARIA
    1 – Caramati Nella presente in piedi al ritiro del riconoscimento, cosa più unica che rara, visto che diversi novantacinquenni erano assenti.
    A seguire, il Laboratorio per Bambini: “Facciamo la birra” (foto), poi la merenda e la degustazione delle birre artigianali per gli adulti.
    Alla fine della giornata la cena al Centro Ricreativo

  • Monica Bellucci compie 60 anni

    Monica Bellucci compie 60 anni

    Buon compleanno Monica Bellucci: l’attrice compie 60 anni anche se a vederla sembra che il tempo non sia mai passato. Simbolo di italianità e femminilità, è una diva intramontabile che ha incarnato un sogno conquistando il panorama nazionale e internazionale. Ma anche il cuore del regista Tim Burton, che l’ha voluta nel suo ultimo film ‘Beetlejuice Beetlejuice’, presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia.

    Classe 1964, nata a Città di Castello (in Umbria), la Bellucci ha lasciato gli studi per inseguire il suo sogno. Dopo la maturità classica, ha cominciato a lavorare come modella per pagarsi gli studi alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Perugia. Ma il destino per Monica non era quello di passare di tribunale in tribunale o essere l’avvocata di uno dei due coniugi in fase di divorzio. Nel 1988 si è trasferita a Milano per iniziare la carriera nel mondo della moda, che non ha tardato a notarla. Impossibile il contrario. E così sono arrivate le ‘catwalk’ sulle passerelle dell’alta moda per Fendi e Dolce&Gabbana, un brand di famiglia per la Bellucci. Non solo perché è stata scelta come testimonial del primo spot – diretto da Giuseppe Tornatore con le musiche di Ennio Morricone – del primo profumo femminile della casa di moda, ma anche perché hanno scelto la figlia Deva Cassel – la sintesi perfetta di mamma Monica e papà Vincent – come volto di alcune campagne pubblicitarie e come modella per una sfilata alla Milano Fashion Week. Due generazioni a confronto che incarnano fascino e mistero che ancora oggi continuano ad ispirare gli stilisti ed imprenditori Stefano Gabbana e Domenico Dolce. Il fascino della moda è irresistibile. Ma il richiamo del cinema è stato sempre più forte di qualsiasi altra cosa.

    La Bellucci ha esordito nel 1990 con la miniserie ‘Vita coi figli’ di Dino Risi in cui ha interpretato Elda, una donna che ruba il cuore del personaggio interpretato da Giancarlo Giannini. Nel 1991 è arrivato il primo ruolo nel cinema: è la protagonista de ‘La riffa’, film di Francesco Laudadio con Massimo Ghini e Giulio Scarpati. Ruolo da protagonista anche in ‘Ostinato destino’, in cui la sua voce viene doppiata da Irene Di Valmo, diretto da Gianfranco Albano con Alessandro Gassmann e Angela Finocchiaro. Nel 1992 Hollywood ha puntato i riflettori su Monica: ha fatto il suo ingresso nel cinema internazionale con un cameo in ‘Dracula di Bram Stoker’, diretto da Francis Ford Coppola, in cui Monica ha interpretato una delle tre concubine del vampiro che seducono Jonathan Archer, interpretato da Keanu Reeves.

  • Milano, all’Idroscalo arriva Phenomena

    Milano, all’Idroscalo arriva Phenomena

    Il circo degli orrori è pronto a terrorizzare Milano: Phenomena Circus, unica tappa italiana, arriva all’Idroscalo dal 4 ottobre al 3 novembre. E’ una nuova dimensione di fare spettacolo che – spiegano gli organizzatori – fonde l’arte del circo e del teatro in un unico, grande, spettacolo horror, “fra i più terrificanti e divertenti di sempre”. Una “miscela esplosiva” di terrore, suspense ed acrobazie in un’atmosfera spettrale dove non mancano effetti scenici speciali ed attrezzature artistiche che arrivano, per la prima volta in Italia, direttamente da Las Vegas.

    Varcare il cancello d’ingresso del Phenomena Circus è “come fare un patto con il demone dello spettacolo”. Fin dai primi istanti si percepisce di non essere in un luogo come tutti gli altri. I peggiori incubi del cinema e della letteratura prendono vita catturando l’attenzione e lo sguardo in veri e propri “zoom emotivi” in cui lo spettatore è il principale protagonista di un viaggio nel profondo oscuro dell’animo umano. Performer spericolati, “animAttori”, ballerini, fachiri estremi, illusionisti, comparse e tutte le strutture, perfino quelle di servizio, “sono soggette alla lente distorta di Phenomena Circus, che porta avanti un’ assurda realtà, tessuta come la tela del ragno”. “Una trappola da cui non si vorrà più uscirne e che farà dubitare su quanto ci sia di reale nel mondo che ci circonda”, viene assicurato.

  • Cento anni fa nasceva Marcello Mastroianni

    Cento anni fa nasceva Marcello Mastroianni

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Ricorre oggi il centenario della nascita di Marcello Mastroianni, uno dei più grandi attori italiani, tra i più amati. Sin da giovanissimo riesce a lavorare come comparsa in alcuni progetti tra cui Marionette di Carmine Gallone, Una storia d’amore di Mario camerini e I bambini ci guardano di Vittorio De Sica. Il debutto vero e proprio nel mondo del cinema arriva nel 1948 con I miserabili. Recita in seguito in commedie neorealistiche di Luciano Emmer come Domenica d’agosto del 1950 e successivamente arrivano le prime parti drammatiche, come quella in Febbre di vivere (1953) di Claudio Gora. Sul set di Peccato che sia una canaglia (1954) di Alessandro Blasetti incontra per la prima volta Sophia Loren.
    L’affermazione definitiva della carriera di Mastroianni arriva nel 1958 con I soliti ignoti di Mario Monicelli, a cui segue nel 1960 Adua e le sue compagne di Antonio Pietrangeli. Ottiene il successo internazionale grazie alla collaborazione con Federico Fellini nei suoi due capolavori La dolce vita (1960) e il successivo 8½.
    L’anno seguente è protagonista nella commedia nera basata sull’omicidio d’onore, Divorzio all’italiana, che nel 1963 ottiene il Premio Oscar per la migliore sceneggiatura originale.
    Negli Anni ’60 l’attore ritrova come partner femminile Sophia Loren, con la quale forma uno dei sodalizi più riusciti nella storia del cinema italiano. Sotto la direzione di De Sica la coppia recita in Ieri, oggi, domani (1963), Matrimonio all’italiana (1964), I girasoli (1970) e Amanti (1968)
    Nel 1988 è protagonista insieme a Massimo Troisi di Splendor e Che ora è, entrambi diretti da Ettore Scola. Nel 1990 vince il Leone d’oro alla carriera. Marcello Mastroianni muore a Parigi il 19 dicembre 1996 in seguito a un malore dovuto a un tumore del pancreas.
    – foto Agenzia Fotogramma –
    (ITALPRESS).