Categoria: Cultura e Tempo Libero

  • Corbetta: prosegue la mostra dedicata a Naviglio Grande e Canale Villoresi

    Corbetta: prosegue la mostra dedicata a Naviglio Grande e Canale Villoresi

    L’Associazione Matite Colorate presenta una suggestiva esposizione di cartoline e fotografie storiche tratte dalle collezioni di Maurizio Ferrario e Ruggero Repossi.

    La mostra ‘Uomini e Acque’ si è aperta lo scorso 28 dicembre ma è visitabile fino a domenica 5 gennaio.

    In particolare il 4 e 5 Gennaio 2025 dalle h. 10.00 alle h. 12.30 e dalle h. 15.00 alle 19.00 presso la Sala Artemisia Gentileschi di Corbetta.

  • Il Leopardi di Rubini un giovane ribelle e affascinante, “Un’icona pop”

    Il Leopardi di Rubini un giovane ribelle e affascinante, “Un’icona pop”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – “Non più lo studioso curvo sui libri ma un esuberante enfant prodige che desidera divorare il mondo e viverne appieno ogni sfaccettatura”. Così Sergio Rubini, alla sua prima regia televisiva, descrive il “suo” Leopardi che ha raccontato in “Leopardi – Il poeta dell’infinito”, miniserie (scritta insieme a Carla Cavalluzzi e Angelo Pasquini) in onda su Rai1 martedì 7 e mercoledì 8 gennaio. Nei panni del poeta c’è Leonardo Maltese; al suo fianco Alessio Boni (il padre di Giacomo, il conte Monaldo), Valentina Cervi (la madre Adelaide Antici), Giusy Buscemi (Fanny Targioni Tozzetti), Cristiano Caccamo (l’amico Antonio Ranieri), Alessandro Preziosi (don Carmine) e Fausto Russo Alesi (l’amico e mentore Pietro Giordani).
    La vicenda prende il via nel 1837 con Ranieri che tenta di convincere don Carmine a dare degna sepoltura a Giacomo che è appena morto. Il sacerdote si oppone perchè, dice, Leopardi era ateo, e Ranieri per convincerlo inizia a ripercorrere a ritroso la vita dell’amico poeta. Il ritratto che ne fa è quello di un giovane dalla vitalità dirompente, una figura brillante, trasgressiva e piena di fascino, ben lontano dalla figura grigia e polverosa raccontata sui libri di scuola. Non a caso, ad interpretarlo è stato chiamato un giovane di bell’aspetto come Maltese e al personaggio è stata volutamente tolta ogni deformità fisica: “Abbiamo cercato di raccontare la sua visione del mondo piuttosto che la sua fisicità – spiega Rubini – Gli abbiamo tolto la gobba e quella patina un pò presepiale che lo accompagna e ci siamo preoccupati del suo pensiero». Per spiegare il senso dell’operazione, Rubini ricorre al paragone con “Amadeus”, film da otto Oscar di Milos Forman incentrato su una presunta quanto improbabile inimicizia tra Mozart e Salieri: «Quel film ha divulgato l’idea del mondo di Mozart e ha reso pop la musica classica. Se noi riuscissimo a raccontare il “Leopardismo” e a rendere pop il suo pensiero e la sua poetica, faremmo un grande lavoro”. Con Rubini concorda Alessio Boni: “A 14-15 anni certi ragazzi sono profondi, ogni volta che nasce un bambino nasce un infinito anche se siamo in un mondo disumano. Entrare oggi in un liceo è come entrare all’inferno, i giovani si sentono disadattati”. Da ciò l’importanza della poesia che 2non ha confini. Il vero progresso è crescere in umanità. A Leopardi abbiamo tolto le etichette e anche la gobba, ma chi se frega della gobba!”. Sul “suo” conte Monaldo, l’attore osserva: “Era un signore austero, rigido, bigotto perchè non andava oltre certi schemi. Adorava la letteratura, la filosofia e la poesia ma a modo suo. Ha dato in pasto al figlio, di cui invidiava il talento, i libri per farlo diventare un uomo, un intellettuale. E lo amava, anche se per lui non esistevano abbracci o il bacio della buonanotte”. Alessandro Preziosi conclude: “Questo lavoro mi rende Leopardi più accessibile di prima” e proprio questo è lo scopo dichiarato di Rubini. “Leopardi – Il poeta dell’infinito” è prodotto da Rai Fiction, IBC Movie, Rai Com e Oplon Film. (ITALPRESS).

    Foto: Fabrizio de Blasio

  • Museo della scienza di Milano, 600mila visitatori nel 2024

    Museo della scienza di Milano, 600mila visitatori nel 2024

    Il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia chiude il 2024 con un attivo di 315 giorni di apertura e oltre 600.000 visitatori, di cui circa 90.000 ospiti di eventi; sono stati più di 46.000 coloro che hanno partecipato alle attività nei laboratori interattivi e alle visite guidate durante il weekend. Numeroso il pubblico proveniente dall’estero che ha rappresentato il 53% del totale.

    “ Il Museo dedicato a Leonardo da Vinci, nel 2024, con coerenza e risultati significativi, ha aderito alla propria visione-missione: offrire a tutti, attraverso strumenti diversi e aggiornati, una chiave di lettura per comprendere un divenire del mondo complesso, in cui Scienza e Tecnologia hanno un ruolo sempre più centrale ma non divergente dai fondamentali valori umanistici – dichiara Fiorenzo Marco Galli, Direttore Generale del Museo – Nell’ambito del nostro ruolo, le iniziative realizzate nel 2024, sono state foriere e anticipatrici di un 2025 particolarmente impegnativo, dedicato a identificare ed evidenziare i nuovi e repentini scenari, mantenendo saldi i nostri valori identitari.

    Il nostro è un ambiente – reale o digitale – sempre più accogliente e attento alla propria crescita e all’equilibrio – fra investimenti e sostenibilità economica delle risorse necessarie. Questa crescita comprende anche le relazioni che alimentano l’innovazione e lo sviluppo culturale, rispecchiando la nostra forte volontà di inclusione. Tale approccio va oltre la visione di marketing, per spingerci nella responsabilità sociale che è il perno del nostro agire”.

  • I film e le serie TV più gettonati del 2024

    I film e le serie TV più gettonati del 2024

    Il 2024 si è concluso e JustWatch, la più grande guida al mondo di contenuti in streaming, dopo aver pubblicato lo scorso luglio la classifica di metà anno, rende nota la classifica annuale dei film e delle serie tv più gettonati in streaming in Italia l’anno passato.

    Film:
    Posizione Titolo del film
    1 Oppenheimer
    2 Dune
    3 Povere Creature!
    4 Anatomia di una caduta
    5 Perfect Days
    6 C’è ancora domani
    7 Inside Out 2
    8 Civil War
    9 Killers of the Flower Moon
    10 Beetlejuice – Spiritello porcello

    Fonte e classifica completa e aggiornata in tempo reale oltre la decima posizione inclusi il numero di posizioni perse o guadagnate rispetto alla settimana precedente, la massima posizione raggiunta, e tutte le piattaforme dove è possibile vedere i titoli, reperibili alla pagina: https://www.justwatch.com/it/streaming-charts

    Al primo posto si piazza “Oppenheimer”, seguito da “Dune” e “Povere Creature!” a chiudere il podio.
    Forte di un ottimo risultato anche al botteghino e arrivata in streaming all’inizio dell’anno, al primo posto già dopo sei mesi, “Oppenheimer” mantiene il vertice della classifica anche per l’intero 2024. Il biopic diretto da Christopher Nolan, che racconta la vita del fisico J. Robert Oppenheimer e la creazione della bomba atomica, continua a dominare, forte di un successo travolgente sia al botteghino che in streaming.

    In seconda posizione troviamo “Dune”, che debutta nella classifica annuale. Questo spettacolare adattamento diretto da Denis Villeneuve ci trasporta in un futuro lontano, seguendo le vicende di Paul Atreides e della sua famiglia su Arrakis, il pianeta delle immense distese desertiche e della preziosa spezia.

    Scende al terzo posto “Povere Creature!”, già seconda a metà anno. Il film di Yorgos Lanthimos con Emma Stone nei panni di Bella, una donna riportata in vita dal dottor Godwin Baxter, mantiene il suo fascino grazie alla sua trama avventurosa e alle sue tematiche originali.

    Al quarto posto si piazza “Anatomia di una caduta”, che perde una posizione rispetto alla classifica semestrale. Questo thriller drammatico esplora i confini tra verità e menzogna attraverso l’indagine sulla morte sospetta di Samuel e il processo alla moglie Sandra, un’autentica dissezione dei rapporti familiari.

    In quinta posizione della classifica annuale troviamo invece “Perfect Days” di Wim Wenders. Il film racconta le giornate serene e metodiche di Hirayama, un uomo che pulisce i bagni pubblici di Tokyo, offrendo una riflessione delicata e profonda sulla bellezza nascosta nella quotidianità.

    Al sesto posto troviamo “C’è ancora domani”, l’opera prima alla regia di Paola Cortellesi. Nonostante i grandiosi incassi e i 6 David di Donatello, il film perde solo due posizioni rispetto alla classifica semestrale, rimanendo un successo duraturo e affermandosi anche fuori dai confini nazionali: si tratta di un racconto e una critica verso la cultura patriarcale che cerca di far luce sulla violenza di genere e sul significato profondo dei diritti delle donne raccontando le vicende di una famiglia romana subito dopo la fine della seconda guerra mondiale.

    “Inside Out 2” si piazza invece al settimo posto. Il nuovo capitolo dell’amatissimo film Pixar ci riporta nella mente della giovane Riley, dove le emozioni principali devono affrontare l’arrivo di nuove sfide, tra cui l’ansia, che mette in crisi il loro delicato equilibrio.

    All’ottavo posto si posiziona “Civil War”, uno dei film più significativi del 2024 a livello internazionale. La pellicola racconta un’America devastata da un conflitto civile attraverso gli occhi di un gruppo di reporter, in una narrazione avvincente e visivamente potente.

    Al nono posto troviamo “Killers of the Flower Moon” di Martin Scorsese con Leonardo di Caprio e Robert De Niro, e che rispetto alla classifica di metà anno scende di due posizioni: si tratta di un thriller storico ambientato negli anni ’20 del ‘900 nella riserva Osage in Oklahoma e che narra le indagini sugli omicidi nella comunità: nel film si sente parlare la lingua Osage, una lingua Siouan imparentata con il Dakota e Lakota oggi quasi scomparsa.

    Chiude la top 10 “Beetlejuice – Spiritello porcello”, un classico senza tempo diretto da Tim Burton. La storia della coppia di fantasmi che cerca di liberarsi dei

    nuovi, fastidiosi inquilini della loro casa è un mix riuscito di comicità, effetti speciali e atmosfera gotica.

    La classifica completa dei film più popolari aggiornata in tempo reale anche oltre la decima posizione compreso il numero di posizioni perse o guadagnate rispetto al periodo precedente è disponibile alla pagina: https://www.justwatch.com/it/streaming-charts

    Serie TV:
    Posizione Titolo della serie TV

    1 Fallout
    2 The Bear
    3 True Detective
    4 Shōgun
    5 Il Problema dei 3 Corpi
    6 House of the Dragon
    7 The Boys
    8 From
    9 The Gentlemen
    10 Fargo

    Fonte e classifica completa e aggiornata in tempo reale oltre la decima posizione inclusi il numero di posizioni perse o guadagnate rispetto alla settimana precedente, la massima posizione raggiunta, e tutte le piattaforme dove è possibile vedere i titoli, reperibili alla pagina: https://www.justwatch.com/it/streaming-charts?t=shows

    Tra le serie TV, in vetta nel 2024 si piazza “Fallout”, seguita da “The Bear” e “True Detective”.

    Conquista la vetta delle serie più gettonate in streaming del 2024 “Fallout”, che ha saputo imporsi con la sua rappresentazione di un mondo post-apocalittico devastato dalla guerra nucleare. Basata sulla celebre serie di videogiochi, questa serie segue le storie di sopravvivenza di individui che emergono dai bunker dopo anni di isolamento, ritrovandosi in una terra desolata e brutale. La miscela di azione, ironia dark e scenari mozzafiato ha catturato l’attenzione del pubblico.
    Al secondo posto si piazza “The Bear”, una delle serie rivelazione dell’anno. Questa dramedy segue Carmy Berzatto, un giovane e talentuoso chef stellato che torna a

    Chicago per gestire la modesta paninoteca di famiglia dopo la morte del fratello. La serie esplora la frenetica realtà delle cucine professionali, le difficoltà della gestione di un team caotico e i conflitti interiori di Carmy, offrendo una narrazione emotiva e realistica.
    Scende al terzo posto dal secondo “True Detective”: la serie che esplora le vite di detective alle prese con casi complessi e oscuri, affrontati spesso con metodi non convenzionali. Ogni stagione presenta una nuova ambientazione e nuovi personaggi, ma mantiene costante l’approfondimento psicologico e l’analisi delle ombre interiori dei protagonisti. Mentre cercano di risolvere intricati crimini, i detective devono anche confrontarsi con i propri demoni personali, rendendo la narrazione avvincente e ricca di tensione.

    Al quarto posto troviamo “Shōgun”, che dopo aver conquistato la vetta nella prima metà dell’anno, continua a essere una delle serie più apprezzate del 2024. Ambientata nel Giappone feudale del XVII secolo, la storia segue le avventure del navigatore inglese John Blackthorne, naufragato in una terra esotica e coinvolto nelle complesse lotte di potere tra i signori feudali giapponesi. Una produzione sontuosa e una narrazione epica hanno reso questa serie imperdibile.

    In quinta posizione si mantiene stabile “Il Problema dei 3 Corpi”, l’adattamento dell’acclamata trilogia fantascientifica di Liu Cixin. La serie esplora temi di primo contatto alieno, fisica teorica e crisi esistenziale, seguendo un gruppo di scienziati che deve affrontare una minaccia interplanetaria mentre le leggi della scienza iniziano a sgretolarsi. Con una trama complessa e visivamente spettacolare, la serie è un must per gli amanti della fantascienza.

    Scende al sesto posto “House of the Dragon”, il prequel di “Game of Thrones” che racconta la storia della Casa Targaryen. Ambientata quasi 200 anni prima degli eventi della serie originale, la serie esplora il conflitto dinastico noto come la “Danza dei Draghi”. Intrighi, tradimenti e battaglie epiche hanno reso questo prequel una delle serie più seguite e discusse dell’anno.

    Risale al settimo posto “The Boys”, una serie che offre una visione cruda e satirica del mondo dei supereroi. Questa stagione continua a esplorare il conflitto tra il gruppo di vigilanti noto come The Boys e i corrotti supereroi della corporazione Vought. Con una combinazione di violenza esplicita, critica sociale e humor nero, la serie resta una delle più audaci e irriverenti in circolazione.

    All’ottavo posto troviamo “From”, una serie horror-thriller che tiene gli spettatori con il fiato sospeso. Ambientata in una città misteriosa che intrappola chiunque vi entri, i residenti devono affrontare l’angoscia delle creature notturne che escono dalla foresta circostante e cercano disperatamente una via di fuga. La tensione crescente e l’atmosfera claustrofobica rendono questa serie un’esperienza avvincente.

    In nona posizione si piazza “The Gentlemen”, una serie che porta l’inconfondibile stile di Guy Ritchie sul piccolo schermo. La storia segue Eddie Halsted, un giovane aristocratico che eredita una vasta tenuta dal padre, ma scopre ben presto che la proprietà nasconde un oscuro segreto: è infatti utilizzata per coltivare marijuana per conto del gangster Mickey Pearson. Travolto da un mondo di affari illeciti, Eddie è costretto a immergersi nella gestione del business di famiglia, affrontando criminali senza scrupoli, colpi di scena e situazioni al limite tra azione e humor nero.

    Chiude la top 10 “Fargo”, una serie antologica ispirata al celebre film dei fratelli Coen. Ogni stagione presenta nuovi personaggi e crimini ambientati nel Midwest americano, mantenendo il mix caratteristico di umorismo nero, violenza e situazioni surreali.
    La classifica completa delle serie TV più popolari aggiornata in tempo reale anche oltre la decima posizione compreso il numero di posizioni perse o guadagnate rispetto al periodo precedente è disponibile alla pagina: https://www.justwatch.com/it/streaming-charts?t=shows

    Metodologia:
    Le classifiche di streaming di JustWatch vengono calcolate nelle ultime 24 ore, 7 giorni o 30 giorni in base all’attività degli utenti, che include il cliccare su un’offerta di streaming, l’aggiungere un titolo alla propria watchlist o il contrassegnare un titolo come “visto”. Questi dati vengono raccolti mensilmente da oltre 40 milioni di appassionati di film e serie TV e vengono aggiornati quotidianamente per 140 siti locali e 4.500 servizi di streaming.

    A proposito di JustWatch

    JustWatch è la più grande guida al mondo di contenuti in streaming consultata da più di 45 milioni di utenti al mese da 140 Paesi. Grazie a JustWatch gli utenti possono scoprire dove è possibile guardare legalmente online film, serie TV ed eventi sportivi disponibili su centinaia di piattaforme, tra cui Netflix, Amazon Prime Video, Netflix, Apple TV+, Disney+, NowTV, Infinity e molte altre.

    JustWatch (www.justwatch.com/it) ha sede a Berlino, in Germania, e ha uffici a New York, Parigi, Monaco di Baviera e Londra e conta oltre 200 dipendenti.

  • Concerto di Capodanno a Vienna con Muti “Pace, fratellanza e amore”

    Concerto di Capodanno a Vienna con Muti “Pace, fratellanza e amore”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – “Nella mia lingua auguro tre cose: pace, fratellanza e amore in tutto il mondo”. Così il maestro Riccardo Muti a conclusione del tradizionale concerto di Capodanno che ha tenuto per il settimo anno a Vienna nella prestigiosa Sala d’Oro del Musikverein.
    Il Concerto di Capodanno da Vienna con i Wiener Philharmoniker è un appuntamento imprescindibile per milioni di persone nel mondo. L’Orchestra Filarmonica di Vienna, in qualità di ambasciatrice della cultura nel mondo, suona intramontabili brani della tradizione classica per trasmettere a tutti i popoli il proprio personale augurio di buon anno, unito a messaggi di pace, fratellanza e amicizia.
    La collaborazione artistica con Riccardo Muti è iniziata nel 1971 e da allora il Maestro ha diretto oltre 500 concerti con l’Orchestra, inclusi sei concerti di Capodanno, concerti commemorativi, concerti annuali al Festival di Salisburgo, esibizioni e tournèe, oltre a numerose produzioni operistiche.
    Il 2025 segna il duecentesimo anniversario della nascita di Johann Strauss figlio e, per commemorare questa importante ricorrenza, i Wiener Philharmoniker hanno eseguito una selezione di opere del celebre compositore austriaco.
    – foto Ipa –
    (ITALPRESS).

  • Un teatro da favola per le famiglie al Manzoni con Barbi…e

    Un teatro da favola per le famiglie al Manzoni con Barbi…e

    Un Teatro da Favola vi aspetta con i suoi spettacoli per grandi e piccoli: divertenti e interattivi per i bambini, ironici e parodistici per gli adulti.
    E se la bambola più amata al mondo cominciasse a diventare una ragazza normale? E se arrivasse nel nostro mondo? Uno spettacolo per tutta la famiglia, ricco di rosa e tanto divertimento.
    Una vicenda amata da adulti e bambini di tutte le età, nella versione ironica, interattiva ed immersiva di Un Teatro da Favola.

    BIGLIETTI
    Adulti € 18,00; Bambini fino a 14 anni € 14,00; Under 3 anni € 6,00
    Per acquisto:
    biglietteria del Teatro
    online https://www.teatromanzoni.it/acquista-online/?event=3737449
    telefonicamente 027636901
    circuito Ticketone

  • Rai Storia ricorda il grande Giorgio Gaber

    Rai Storia ricorda il grande Giorgio Gaber

    Un canta autore o un canta-attore, un intellettuale “collettivo”, un anticonformista. Oppure, l’”Adorno del Giambellino” secondo il critico Enzo Golino, o il “Filosofo ignorante” secondo se stesso, con ironia. La realta’ e’ che Giorgio Gaber sfugge a qualunque definizione. Nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa, il 1 gennaio 2003, lo speciale di Rai Cultura “Giorgio Gaber” – in onda mercoledi’ 1 gennaio alle 12.00 su Rai Storia per “Italiani” – racconta le storie del signor G. attraverso tre generazioni. Quella di Giorgio Casellato, suo arrangiatore e organizzatore e Ombretta Colli, l’amore di una vita; quella della figlia Dalia Gaberscik e quella del nipote Lorenzo Luporini, 22 anni. A questi si aggiungono i contributi di Paolo Dal Bon, presidente della Fondazione Gaber, di Paolo Rossi e di Walter Veltroni.

    Gaber si forma con il jazz, suona il rock’n’roll quando pochi in Italia lo fanno e, all’apice della popolarita’ e del successo televisivo, molla tutto e si dedica al teatro, anzi crea un genere nuovo: il Teatro-canzone, ispirato ai re’cital francesi, a quel Brel che tanto ammirava. L’anno di svolta e’ il 1970: in tourne’e con Mina, viene visto sul palco da Paolo Grassi e Giorgio Strehler che gli propongono di scrivere uno spettacolo tutto suo per il Piccolo di Milano. “Il Signor G” debutta al Teatro San Rocco di Seregno il 28 ottobre 1970 e dal gennaio del 1971 e’ al Piccolo Teatro di via Rovelli di Milano. C’e’ una presenza che lo accompagna senza mai mostrarsi, un pittore e poeta di Viareggio conosciuto in un bar milanese alla fine degli anni 50. E’ Sandro Luporini. Con lui nasce un’amicizia profonda e un sodalizio artistico totale. Sandro e’ l’altra meta’ di Gaber, da “Barbera e champagne” a “Io se fossi dio”.

    Gaber negli anni ’70 conquista il pubblico, soprattutto giovane, teatro per teatro. I ragazzi – quelli del Movimento – vanno ai suoi spettacoli per vedere “che cosa ha da dirci oggi”. L’idillio finisce col decennio. Con “Polli d’allevamento” il pubblico fischia in sala, Gaber e’ contestato, troppo scomodo anche per i contestatori. Una pausa di riflessione e si ricomincia nel 1981 con “Anni affollati”. Gaber si dedica al teatro solo di prosa: per un’unica stagione (82/83) con Mariangela Melato ne “La storia di Alessandro e Maria”, con “Parlami d’amore Mariu’” (87/88), dove la presenza delle canzoni si fa scarna, con “Il Grigio”, monologo in due atti del 1988-89. Infine, con un’intensa attivita’ teatrale che va dalla scrittura di testi per Ombretta Colli alla messa in scena di “Aspettando Godot” insieme agli amici Enzo Jannacci e a Paolo Rossi, fino alla direzione artistica nel 1989 del Teatro Goldoni a Venezia. L’ultima sua apparizione e’ nel programma di Adriano Celentano del 2001: insieme a Dario Fo, Jannacci, Antonio Albanese e lo stesso Celentano, i 5 cantano “Ho visto un re”. E’ stanco, affaticato dalla malattia, canta da seduto. Ma vuole cantare.

  • Abbiategrasso, lettera a Serafino Dell’Uomo

    Abbiategrasso, lettera a Serafino Dell’Uomo

    Caro Serafino,
    sono passati 176 anni da quel 5 gennaio 1849 quando venisti fucilato nella nostra città.
    Ebbene dopo tutto questo tempo sentiamo l’esigenza di scriverti per ringraziarti. Ringraziarti perché con il tuo sacrificio, insieme a quello di tanti altri uomini e donne, hai contribuito a renderci ciò che siamo oggi: persone libere, appartenenti ad un’unica comunità. Italiani.

    Siamo giovani anche noi e sappiamo quanto ti sia costato il tuo coraggio ed il tuo ardore di spirito. Nel nostro piccolo, non potendoti stringere la mano, vogliamo contribuire a tenere sempre viva la tua memoria e per farlo creeremo una composizione floreale presso il cenotafio ove riposano le tue ossa.

    Un simbolo perenne che verrà solo rimosso in occasione delle Cinque Giornate poiché continueremo a celebrarti deponendo una corona come abbiamo fatto in questi due anni. Nella speranza che “repetita iuvant” e sempre più persone (delle istituzioni e non) partecipino a questo piccolo momento laico.

    Per noi Risorgimento significa una pagina importante della nostra storia; una storia di lunga e difficile liberazione per un nuovo futuro. Ovviamente siamo consci che il Risorgimento porti in sé anche correnti di pensiero differenti (repubblicani, monarchici, federalisti, liberali, etc.); tante anime diverse che hanno combattuto fianco a fianco per un obiettivo comune. Con lo stesso spirito noi vorremmo portare le varie anime che vivono e convivono all’interno della nostra città a celebrare la tua figura.

    Concittadino illustre tra noi, un esempio per noi giovani che, come maratoneti nel tempo, vogliamo passare il testimone delle nostre radici alle generazioni che verranno dopo di noi.
    Speriamo tu sia felice del nostro piccolo agire e che la tua figura continui a brillare nel nostro pantheon cittadino. Abbiategrasso è fiera di te e vuole dimostrartelo.

    Firmato: Baroni Fabio, Bartolomeo Davide, Benassi Alessio, Grittini Edoardo, Lacanu Andrei, La Cara Maria, Mussi Gianluigi, Pecoraro Alessandro, Platti Luca, Veronelli Federico

  • A tavola, stasera, cotechini e lenticchie immancabili sulle tavole lombarde

    A tavola, stasera, cotechini e lenticchie immancabili sulle tavole lombarde

    Tradizione, rapporto qualità/prezzo e un pizzico di scaramanzia: sono gli elementi che caratterizzano il carrello della spesa in vista del tradizionale cenone di Capodanno. Sulla tavola dei milanesi e dei lombardi – come rileva l’Osservatorio dei Supermercati ‘Il Gigante’ (che conta complessivamente una settantina di punti vendita, la maggior parte dei quali in Lombardia) – non mancheranno infatti il cotechino o lo zampone che fanno registrare un lieve aumento delle vendite (+5%) rispetto allo scorso anno.

    A grande richiesta, poi, il pesce in ogni sua declinazione (+10%), con i giovani decisamente orientati verso tartare, sushi e sashimi e i meno giovani che guardano in particolare a crostacei e al nostro ‘Gran plateau di crudité’ che propone gamberi rossi di Mazara del Vallo, scampi, ostriche e carpacci di salmone e di tonno . Per quanto riguarda la scaramanzia e i ‘cibi portafortuna’ protagoniste assolute si confermano le lenticchie (+15%), seguite da uva e Grana Padano.

    Tra i vini sempre il Prosecco, utilizzato sia nella sua forma classica, ma anche come componente essenziale per lo per lo Spritz, mentre per il brindisi della mezzanotte si punta sulle bollicine italiane, in particolare quelle della Franciacorta e del Trentino che fanno segnare complessivamente un +10%.

    “E poi – ribadisce ancora una volta Giorgio Panizza, consigliere d’amministratore del gruppo ‘Il Gigante’ – massima attenzione al rapporto qualità/prezzo con un carrello della spesa che, anche per la cena di Capodanno, guarda con grande interesse alle promozioni e ai prodotti a marchio. Nel nostro caso, quelli ‘Il Gigante’, fanno registrare un incremento di acquisti del 10%”.

  • Max Pezzali: se Mauro fosse rimasto..

    Max Pezzali: se Mauro fosse rimasto..

    Ho l’energia di quando avevo 25 anni. L’unica cosa che mi fa veramente paura dell’invecchiare è la percezione del tempo: ora passa tutto alla svelta, mentre l’inferno del liceo, per esempio, mi è sembrato interminabile”. Lo ha detto Max Pezzali che si è raccontato in una lunga intervista a Vanity Fair.”Crisi di mezza età? Ne ho avute diverse, la prima a 30 anni – afferma Pezzali – mi sono portato avanti.

    Ma non ho mai comprato una Porsche”. E riguardo le moto, che invece ha sempre avuto, aggiunge: “È il mio modo per vivere un’eterna adolescenza. “Quanto mi preoccupa invecchiare? Non piace a nessuno. Al momento sento lo scollamento tra l’età percepita e l’età reale. Se accarezzo l’idea del ritiro? No – aggiunge – Arriverà quando mi renderò conto che non divertirò più gli altri, ma solo me stesso, e sarò patetico. Morire sul palco a 90 anni? No grazie”.

    Sulla rottura con Claudio Cecchetto, Max Pezzali non lascia spazio a dubbi: “Io e Mauro ne abbiamo parlato ampiamente. Penso abbia capito che ci sono delle motivazioni profonde per cui è davvero difficile sedersi tutti e tre davanti a una birra – commenta riferendosi a una intervista di Repetto che aveva detto al Corriere: “Spero che un giorno Max e Claudio facciano pace. Prima di diventare tre vecchi in carrozzina mi piacerebbe bere una Tennent’s rossa tutti insieme” – Quando certi ingranaggi si bloccano così è perché ci sono delle ottime ragioni. Non a tutto si può applicare l’arte giapponese del kintsugi, del rimettere insieme i pezzi. Ma è giusto: si cresce anche con gli scontri, i conflitti, le rotture”.”Chi mi ha dato la lezione più importante? Loris Capirossi – prosegue l’artista – Quando sei in moto e c’è un ostacolo sulla carreggiata, non devi mai guardarlo perché altrimenti ci finisci contro, devi guardare la via di fuga. E questo vale per tutta la vita”.Nell’intervista al periodico Vanity Fair Pezzali parla anche di educazione affettiva e di come la stia affrontando con suo figlio, Hilo: “Gli ho spiegato che non esiste il possesso, che nessuno è di nessuno. Insisto molto sul fatto che non deve arrivare a pensare: “Non posso vivere senza quella persona”. Voglio tenerlo lontano dalle espressioni e dagli atteggiamenti assoluti. Per esempio, la formula del matrimonio “finché morte non ci separi” non ha più senso: non è un fallimento se non si sta insieme per sempre. Hanno cambiato il Padre nostro, potrebbero cambiare pure quella. Se rispondo alle domande sul sesso di Hilo? No, le glisso fingendo di non sentirle”, commenta.E ancora: “Chi si è occupato della mia educazione sentimentale? Nella mia famiglia c’era molto pudore. E poi, la priorità di due genitori, che hanno dovuto cambiare il corso del loro destino con il lavoro duro, era schivare l’abisso economico, non esprimere i sentimenti. Però, a modo loro mi hanno insegnato una sana leggerezza, a dare il giusto peso alle relazioni”. La storia di Max Pezzali e Mauro Repetto è diventata una serie Tv uscita ad ottobre. Anche di questo si è parlato nella lunga intervista che Pezzali ha rilasciato a Vanity Fair in cui confessa: “Quando ho visto gli episodi premontati ho pensato: tutto questo impegno, ma fregherà a qualcuno? Poi, mio figlio Hilo, 16 anni, che, sì, ha sentito qualche mio racconto però non ha mai avuto alcuna curiosità per il quadro d’insieme, si è appassionato. Mi chiedeva il link delle puntate successive, diceva: “Voglio sapere come va a finire” – e prosegue – Agli allenamenti dell’Inter, ad Appiano Gentile, Stefan de Vrij, difensore olandese, mi ha domandato: Dov’è Pavia? Ho guardato la serie e mi piacerebbe venire”. “La seconda stagione? Era già stata prevista in fase di scrittura. I risultati hanno trasformato la previsione in certezza”.

    E sul segreto del suo successo, attraverso le diverse generazioni, spiega: “Non ho mai abbandonato la semplicità del racconto. E’ stata la mia cifra stilistica negli anni ’90: introduzione, svolgimento, conclusione. In pratica la struttura del tema delle medie”. E se Repetto non fosse mai partito per Miami o fosse tornato, che ne sarebbe stato degli 883? “Sono abbastanza sicuro che, a un certo punto, avremmo abbandonato la musica con tutti i rischi contrattuali del caso: comunque a Mauro andava stretto ballare e fare i cori. Avremmo trovato altro da costruire insieme”.