Categoria: Cultura e Tempo Libero

  • A Cannes “Caught by the tides”, 23 anni di Cina secondo Jia Zhang-Ke

    A Cannes “Caught by the tides”, 23 anni di Cina secondo Jia Zhang-Ke

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    CANNES (FRANCIA) (ITALPRESS) – Le prime inquadrature di “Caught by The Tides” sono state girate nel 2001, le ultime alla fine nel 2023. In mezzo c’è la grande narrazione della Cina contemporanea messa in immagini tra il documentario e la finzione dal grande Jia Zhang-ke. In Concorso a Cannes 77, il film è un magnifico esempio di narrazione cinematografica moderna, trovata dal regista cinese tra gli spazi reali del suo paese e quelli immaginari del suo cinema. Un ritratto sociale ma prima di tutto un melodramma in cui l’amore si disperde nelle mareggiate della grande modernizzazione cinese: ci sono Qiaoqiao e Bin che all’inizio del 2000 vivono nella provincia di Hubei, quella che è destinata di lì a breve a essere spopolata e inondata per costruire la Diga delle Tre Gole. Lei canta nei locali e nelle feste del posto, Bin le sta accanto ma poi decide di partire per fare fortuna in un’altra provincia, promettendo di chiamarla appena sistemato. Ma sparisce nel nulla e allora Qiaoqiao decide di andarlo a cercare, senza troppa fortuna. La vita scorre, gli anni passano, l’età avanza, la Cina cambia, le tecnologie si evolvono… Quando, vent’anni dopo, i due si ritroveranno, tutto sarà diverso eppure tutto è uguale e Jia Zhang-ke è proprio questo immutabile ed eterno cambiare nel nulla che racconta da sempre nei suoi film.
    “Caught by the Tides” è solo l’ennesimo capitolo del suo cinema dedicato ai volti e ai paesaggi di un Paese che si trasforma nei suoi occhi e che puntualmente gli appare come un paesaggio arcaico e una visione di fantascienza. A interpretare il ruolo di Qiaoqiao c’è del resto la sua attrice feticcio, Zhao Tao, presenza che attraversa il tempo tra il mutismo e la mascherina dei tempi del Covid.

    foto: IPA Agency

    (ITALPRESS).

  • A Cannes “Bird”, l’adolescenza ad ali spiegate di Andrea Arnold

    A Cannes “Bird”, l’adolescenza ad ali spiegate di Andrea Arnold

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    CANNES (FRANCIA) (ITALPRESS) – Adolescenza ad ali spiegate, per liberarsi dal terreno vago di una vita difficile: in Concorso a Cannes 77 arriva “Bird”, il nuovo film di Andrea Arnold che trova lo spazio adatto a raccontare la storia della dodicenne Bailey, spirito sognante e carattere testardo. Vive col fratello Hunter e con il padre Bug che pensa prevalentemente a se stesso e sta per risposarsi. Bailey dovrebbe fare la damigella d’onore dello sposalizio da sogno che l’uomo e la sua consorte immaginano, ma lei proprio non ci sta a indossare il vestito ridicolo che la nuova madre le ha comprato per l’occasione e allora fugge di casa… Tenta di raggiungere la madre, che però non può accoglierla in casa, col marito violento che si ritrova e le due figlie alle quali già non riesce a badare. E allora in suo soccorso arriva un amico reale o forse immaginario, che comunque viene dall’alto dei palazzi su cui vive appollaiato e che infatti viene chiamato da tutti Bird: anche lui cerca la sua famiglia, che prima abitava accanto alla madre della ragazzina, e allora si unisce a lei in una comunione di speranza e disillusione che si trasformerà in una fiaba di iniziazione alla vita raccontata da Andrea Arnold con dolcezza e spirito libero.
    Regista di grande sensibilità, l’autrice di film come “American Honey”, “Fish Tank” e “Red Road” porta a Cannes 75 quello che definisce il suo film più doloroso, un viaggio tra realtà e immaginario che scaturisce dal realismo suburbano del Kent e assume le forme di un coming of age impossibile. Sorretto da una colonna sonora che tiene insieme i Coldplay e i Blur, il film trova nella giovane Nykiya Adams un punto focale notevole. La affiancano Franz Rogowski nel ruolo di Bird e Barry Keoghan in quello del giovane padre Bug.

    foto: Ipa Agency

    (ITALPRESS).

  • Si è spento Franco Di Mare

    Si è spento Franco Di Mare

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Si è spento il giornalista Franco Di Mare, 68 anni. A darne notizia la famiglia con una nota: “Abbracciato dall’amore della moglie, della figlia, delle sorelle e del fratello e dall’affetto degli amici più cari, oggi a Roma si è spento il giornalista Franco Di Mare – si legge. Seguirà comunicazione per le esequie”. Franco Di Mare era malato da tempo di mesotelioma, un tumore dovuto all’esposizione all’amianto. Lo aveva rivelato lui stesso qualche settimana fa apparendo a “Che tempo che fa” il programma di Fabio Fazio su La Nove che oggi ha scritto su Facebook: “Addio a Franco Di Mare”.

    foto: Agenzia Fotogramma

    (ITALPRESS).

  • Bosch, le auto come zona di comfort, l’evoluzione degli interni

    Bosch, le auto come zona di comfort, l’evoluzione degli interni

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    STOCCARDA (GERMANIA) (ITALPRESS) – Guardare un film, giocare, lavorare o sonnecchiare: le persone che useranno i veicoli autonomi in futuro hanno le idee molto chiare su come impiegare il tempo in attesa di giungere a destinazione. I loro desideri richiedono una riprogettazione completa dell’interno del veicolo, con funzionalità di guida confortevoli, ponendo case automobilistiche e fornitori di fronte a nuove sfide. E’ quanto emerge da un progetto di ricerca condotto da Bosch, denominato RUMBA, che ha analizzato le aspettative degli utenti in merito ai veicoli autonomi, sia per quanto riguarda l’interno del veicolo sia in termini di stile di guida. Il lavoro degli esperti aziendali e scientifici di RUMBA è stato finanziato dal Ministero federale tedesco per gli affari economici e il clima con circa 11 milioni di euro. “Le conoscenze base che abbiamo acquisito saranno il punto di partenza per la progettazione dei veicoli di nuova generazione. In futuro ciò potrebbe portare alla creazione di uno spazio completamente nuovo in cui vivere e lavorare,” ha dichiarato Michel Schulz, responsabile del progetto in Bosch. Per esempio, le auto e i veicoli commerciali autonomi potrebbero essere convertiti in uffici, sale di proiezione o persino camere da letto. Per molti fornitori di servizi, i veicoli sono un segmento di mercato ancora inesplorato e per questo molto interessante”.
    “Per tre anni e mezzo, un team di esperti, provenienti da case automobilistiche, fornitori del settore automotive e istituti scientifici, ha indagato su quali fossero le aspettative degli utenti in merito ai veicoli del futuro, che saranno in grado di coprire lunghe distanze in modo autonomo. Tramite interviste, osservazioni e studi, i ricercatori hanno scoperto come gli autisti e i guidatori privati di auto e veicoli commerciali impiegherebbero il loro tempo se non fossero impegnati nella guida e potessero invece essere passeggeri. “Abbiamo capito che la guida autonoma crea nuove possibilità per l’uso degli interni dei veicoli” ha spiegato Schulz. Per esempio, invece di un normale volante, i veicoli potrebbero essere dotati di elementi di comando alternativi, su misura per i requisiti dell’utente durante la guida autonoma e manuale. “La tecnologia steer-by-wire aprirebbe una serie di nuove possibilità al design dell’interno del veicolo facendo spazio a numerose funzioni e caratteristiche innovative,” ha aggiunto. Anche dai veicoli commerciali autonomi senza conducente ci si aspettano grandi cambiamenti nel settore della logistica. “Il design dell’abitacolo futuro sarà principalmente in funzione della destinazione d’uso: potrà essere ottimizzato per brevi viaggi con guida manuale nei centri di logistica o per il trasporto di persone da un centro di logistica all’altro,” ha spiegato Schulz, riassumendo un altro risultato della ricerca.
    Gli esperti che hanno partecipato allo studio RUMBA, l’acronimo tedesco per indicare la “realizzazione di una user-experience positiva mediante la progettazione intuitiva degli interni per le funzioni di guida autonoma”, hanno preso in esame una serie di richieste non facili da parte degli utenti. Per esempio, hanno studiato a lungo la rapidità di con cui una persona riesce a riprendere il comando della macchina dopo aver dormito, e quali fattori incidono su questo scenario. Hanno rilevato anche che, quando i guidatori sono seduti in posizione rilassata e devono riprendere il comando manuale del veicolo, un fattore importante per il calcolo del tempo di reazione è la distanza del guidatore dal display e dai comandi. Gli studi condotti nell’ambito di RUMBA hanno mostrato che per un gran numero di partecipanti, dopo una fase di sonno, erano sufficienti 60 secondi per reagire, tuttavia, gli studi hanno anche evidenziato deficit nella performance di guida e un peggioramento del benessere soggettivo dopo aver ripreso il controllo. I ricercatori ne hanno dedotto che il veicolo deve risvegliare l’utente con largo anticipo, per far sì che abbia il tempo sufficiente per svegliarsi, prendere coscienza e reagire. Affinchè questo sia possibile serve anche una tecnologia in grado di riconoscere lo stato degli occupanti, per capire se dormono o se sono vigili e pronti per mettersi al volante.
    Il progetto ha esaminato anche le caratteristiche di gestione che i veicoli autonomi dovranno fornire. “E’ un elemento importante per garantire che guidatori e passeggeri possano sentirsi a proprio agio e al sicuro all’interno dei veicoli futuri” ha spiegato Schulz. Un veicolo che parte o frena bruscamente
    potrebbe provocare mal d’auto agli occupanti, rendendo meno attraenti le funzioni di guida autonoma. Con questo obiettivo, gli esperti hanno osservato da vicino gli autisti di professione, per capire quali comportamenti adottino per realizzare una guida scorrevole e accorta, quindi hanno trasferito ciò che hanno appreso ai veicoli a guida autonoma. Inoltre, hanno esaminato quali misure aggiuntive fossero efficaci per prevenire il mal d’auto. Nel corso del progetto i ricercatori hanno analizzato anche combinazioni cromatiche, materiali e stili, distribuzione dell’illuminazione ed elementi di comando che potrebbero essere più adatti per la progettazione dell’interno futuro, tenendo conto delle condizioni durante un determinato viaggio. Una cosa che è risultata ben chiara a tutti i ricercatori, tuttavia, è che in futuro i desideri degli utenti continueranno ad essere legati alla sicurezza e ai requisiti tecnici. Per motivi di sicurezza in caso di incidente e per lo spazio limitato disponibile, funzioni come la possibilità di girare i sedili durante la marcia, continueranno a essere una sfida, anche nei veicoli di grandi dimensioni.
    Complessivamente, gli esperti hanno concluso che i veicoli del futuro apriranno opportunità senza precedenti, non solo per le case automobilistiche e i fornitori del settore automotive, ma anche per i fornitori di servizi, che fino ad oggi sono stati poco coinvolti in quest’ambito dei veicoli. “Il nostro progetto ha aperto la strada allo sviluppo di una grande quantità di innovazioni. Siamo certi che le informazioni che abbiamo raccolto saranno utili per realizzare le modalità in cui le persone vivranno la mobilità individuale in futuro,” ha concluso Schulz, sintetizzando i risultati di RUMBA.

    foto: ufficio stampa Bosch

    (ITALPRESS).

  • Quella nostalgia del ’68, ma è proprio così?  Di Domenico Bonvegna

    Quella nostalgia del ’68, ma è proprio così? Di Domenico Bonvegna

    Il professore Luca Ricolfi è conosciuto per essere un esperto economista, ma riesce ad offrire interessanti contributi di natura diversa come questo sulle rivolte studentesche di questi giorni, pubblicato su Il Giornale del 15 maggio scorso (Quell’inutile nostalgia del mitico ’68, 15.5.24, ilgiornale.it)

    Sostanzialmente, la nostalgia del passato è un sentimento potente, che si accentua con la vecchiaia, scrive Ricolfi e “leggere la realtà di oggi con le lenti di ieri può indebolire la nostra capacità di comprensione dell’oggi”.

    E questo sta capitando a tanti oggi, estasiati dal dilagare in tutto l’Occidente delle proteste studentesche, specie nelle università. In pratica secondo l’economista di Torino, “abbiamo passato anni a denigrare i giovani delle ultime generazioni descrivendoli come fragili, sdraiati, bamboccioni, pigri, disimpegnati ma ora finalmente le manifestazioni contro il «genocidio» che Israele sta perpetrando a Gaza mostrano che quella diagnosi è sbagliata”.

    Pertanto, pare che ora i giovani dell’Occidente “sono tornati a essere idealisti, proprio come lo eravamo noi sessantottini quando ci battevamo contro la guerra in Vietnam, lo sfruttamento in fabbrica, il baronato, l’autoritarismo, la repressione et cetera: un caso da manuale di «proiezione», direbbe forse uno psicanalista incaricato di esaminare la mente di noi ex sessantottini”.

    Tuttavia, questo parallelo per Ricolfi non regge, i numeri dei manifestanti sono molto diversi, nel ’68 erano in tanti a protestare, oggi chi protesta sono poche centinaia di persone, inclusi adulti infiltrati o giovani chiamati a raccolta da altre regioni. Per quanto riguarda il consenso verso le proteste, almeno dai pochi sondaggi disponibili rivelano (specie negli Stati Uniti) che il sostegno alle occupazioni delle università è estremamente ridotto. Mentre per quello che riguarda la guerra tra Israele e Hamas, l’opinione pubblica è molto divisa nell’attribuzione delle responsabilità del conflitto. A questo punto sarebbe interessante capire cosa pensano i cittadini e in particolare gli altri studenti che non manifestano né partecipano a occupazioni (oltre il 99%).

    Inoltre, Ricolfi constata un’altra differenza importante rispetto al ’68, è che allora “non c’era competizione vittimaria, oggi sì”. Anzi, per Ricolfi, “oggi la competizione vittimaria è l’essenza dello scontro ideologico in atto”.Di che si tratta, in pratica succede che in questa guerra, “entrambe le parti del conflitto hanno ragioni solide e perfettamente visibili per autopercepirsi come vittime di oppressione, violenze, gravissimi soprusi […] Questa doppia o speculare condizione di vittime, nel ’68 semplicemente non c’era”.

    Praticamente, oggi, scrive Ricolfi, “sia i palestinesi sia gli israeliani hanno robuste e incontestabili ragioni per sentirsi vittime. Di qui una conseguenza logica: chi scende in piazza a sostegno di una delle due parti, e lo fa ignorando completamente le ragioni dell’altra, si macchia di disumanità. Disumano è il silenzio senza pietas dei pro Israele sulle sofferenze inflitte ai palestinesi con l’invasione di Gaza, disumano è il silenzio senza pietas dei pro Palestina sulle atrocità commesse da Hamas il 7 ottobre”. Quindi secondo il professore vedere nella protesta pro Gaza di oggi una riedizione del ’68 è errato.

    Sulla stessa questione delle manifestazioni studentesche qualche giorno fa è intervenuto anche Marco Invernizzi, responsabile nazionale di Alleanza Cattolica, che, a sua volta, fa riferimento a Federico Rampini che sembra convinto che invece quello che sta succedendo, almeno negli Stati Uniti, potrebbe essere visto come un nuovo Sessantotto.

    Anche perché, allora come oggi tutto cominciò nelle università americane. Allora come oggi a protestare sono i giovani“figli di papà”che si scontrarono con i figli dei più poveri, come sottolineò uno scrittore comunista come Pierpaolo Pasolini.Allora come oggi fu una guerra a essere l’occasione del contagio rivoluzionario: il Vietnam dei vietcong e del Nord comunista allora, ai giorni nostri Gaza. Tuttavia occorre aggiungere che da qualche tempo nelle università americane, c’è un virus che corrode la cultura occidentale, quellacancel culturegià molto operativa in Usa, meno (fino a quando?) da noi in Europa. Del resto questo fattore non è una novità: decenni or sono Joseph Ratzinger denunciava l’odio di sé che distrugge l’Occidente.

    Interessante l’accostamento proposto da Invernizzi con la situazione attuale. “Allora il nemico erano i fascisti, oggi sono gli israeliani. I fascisti veri erano pochissimi, ma erano una scusa per colpire chiunque si opponesse alla contestazione. Così oggi gli israeliani sono pochi milioni in un oceano islamico, e soprattutto non c’entrano nulla con le università americane. Che senso può avere cessare ogni collaborazione accademica con università israeliane? Perché intimidire i pochi studenti ebrei presenti?”

    Del resto nelle rivoluzioni, “l’importante è fare circolare l’odio nel corpo sociale, – scrive Invernizzi – mettere in moto quella volontà di sovvertire, per quanto confusa, che garantisce il conflitto, di classe o di generazione (fu così nel ‘68), così come oggi contro gli ebrei e contro il “Grande Satana” occidentale”.

    Nel 1968 nelle scuole e nelle università venne diffuso l’odio contro il “fascista”, chiunque si opponesse o criticasse l’avanguardia rivoluzionaria veniva escluso dalla società civile. Ne fecero le spese soprattutto poliziotti e carabinieri, magistrati e uomini politici, intellettuali, tanti giovani di destra e cattolici non di sinistra. L’importante era seminare odio, qualcosa poi sarebbe accaduto. Lo sviluppo e l’esito della Rivoluzione antropologica avvenuta nel ’68 viene descritta nel bel libro diEnzo Peserico(Gli anni del desiderio e del piombo,Sugarco editore, 2008)

    Siamo incamminati anche oggi su questa strada? Il futuro ce lo dirà. Quel che è certo è che allora sia il mondo cattolico sia il mondo conservatore capirono poco o nulla di quanto stava accadendo e si lasciarono dividere dalla contestazione, impiegando decenni prima di elaborare una risposta adeguata. Sarebbe bene non ripetere lo stesso errore.

  • Turismo fuori porta. Treni storici. Domenica parte il ‘Sebino Express’

    Turismo fuori porta. Treni storici. Domenica parte il ‘Sebino Express’

    L’appuntamento è per domenica 19 maggio alla stazione Centrale di Milano. Alle ore 8.20 parte il treno storico ‘Sebino Express’ diretto a Paratico-Sarnico.

    Un’iniziativa di successo, giunta all’ottava edizione, promossa dall’assessorato ai Trasporti e Mobilità sostenibile di Regione Lombardia in collaborazione con Fondazione Ferrovie dello Stato Italiane ed FS Treni Turistici Italiani.

    Partendo dal capoluogo lombardo, il treno viaggia verso il territorio bergamasco all’interno del Parco Regionale del fiume Oglio, lambendo la Valle Camonica. Qui, tra le dolci colline della Franciacorta e le prime propaggini prealpine, si apre il Lago d’Iseo, circondato dai monti e punteggiato da splendidi borghi ricchi di arte e tradizioni. Il treno, dopo le tappe di Treviglio e Rovato, arriva a Palazzolo sull’Oglio e poi raggiunge Paratico-Sarnico dove un tempo si svolgeva, sull’imbarcadero ancora esistente, il servizio di trasporto di carri ferroviari su chiatte, verso le acciaierie di Lovere.

    A bordo treno sarà presente lo staff dell’Associazione Ferrovie Turistiche Italiane per assistenza ai viaggiatori.

    Il viaggio sarà su un convoglio con locomotiva a vapore ed elettrica con carrozze ‘Centoporte’ degli anni ’30, carrozze Corbellini degli anni ’50 e bagagliaio.

    La partenza è prevista da Milano Centrale alle 8.20. Il treno fermerà poi a Milano Lambrate (arrivo 8.27, partenza 8.29); Treviglio (a. 9.07, p. 9.09); Rovato (a. 10.07, p. 10.25); Palazzolo sull’Oglio (a. 11.03, p. 11.05). L’arrivo a Paratico Sarnico è previsto alle 11.40.

    Ecco gli orari del ritorno. Partenza da Paratico Sarnico alle ore 17.15. Le successive fermate: Palazzolo sull’Oglio (a. 17.44, p. 17.47); Rovato (a. 18.27, p. 18.44); Treviglio (a. 19.24, p. 19.26); Milano Lambrate (a. 20.11, p. 20.13); arrivo a Milano Centrale alle 20.20.

    “Un progetto vincente e molto apprezzato da turisti e viaggiatori, visto che ogni treno storico in ogni parte della Lombardia è sempre sold out – ha detto l’assessore regionale ai Trasporti -. Grazie alla collaborazione tra Regione Lombardia e Fondazione FS, ogni anno a migliaia di persone vanno alla scoperta di itinerari e paesaggi della nostra regione attraverso un autentico viaggio nel tempo, a bordo di treni che hanno fatto la storia della ferrovia italiana. All’insegna di una mobilità dolce e di un turismo ferroviario particolarmente gradito dai viaggiatori che si immergono in un’esperienza dall’alto valore attrattivo, storico e culturale. Il successo riscontrato gli anni scorsi dal Sebino Express testimonia l’efficacia del percorso intrapreso con Fondazione Fs e FerrovieNord”

    Sui treni storici sarà sempre possibile trasportare gratuitamente la propria bicicletta a bordo utilizzando bagagliai appositamente attrezzati. I biglietti per viaggiare sui treni storici possono essere acquistati su tutti i canali di vendita di Trenitalia, biglietterie, App e sito ufficiale. I ragazzi fino a 14 anni viaggiano gratis.

    Per supportare le attività di valorizzazione del patrimonio storico della ferrovia, come da contratto di servizio, Regione Lombardia mette a disposizione ogni anno 600.000 euro. Di questo budget, circa 300.000 euro sono destinati ai treni storici, effettuati da Fondazione Fs.

    Il calendario quest’anno prevede 20 circolazioni. Tra le principali novità introdotte rispetto al passato, 2 circolazioni in treno d’epoca sull’itinerario Milano-Brescia-Desenzano con partenze previste il 9 giugno e il 1° settembre, e da Milano a Genova il 14 luglio e il 3 novembre con l’ETR 252 ‘Arlecchino’, il mitico elettrotreno della Fondazione FS simbolo del made in Italy e del boom economico degli anni 60.

    Riproposti, gli itinerari più apprezzati ovvero:

    -Laveno Express: da Milano alla scoperta del lago Maggiore. Prossime partenze previste domenica 2 giugno, 8 settembre;

    -Lario Express da Milano e Monza per Como e Lecco. Già effettuato domenica 12 maggio, prossimo appuntamento il 13 ottobre;

    -Sebino Express da Milano al lago d’Iseo (Paratico). Partenze previste domenica 19 maggio, 16 giugno, 15 settembre e 20 ottobre;

    -Lomellina Express da Milano a Mortara. Partenze previste domenica 26 maggio e 29 settembre in occasione rispettivamente della manifestazione “Benvenuti in Lomellina” e della Sagra del Salame d’Oca.

    – Besanino Express da Milano per Besana, Molteno e Lecco. Partenze previste domenica 22 settembre e 27 ottobre.

    Previsti, infine, due treni storici sull’itinerario Milano – Chiavenna (domenica 23 giugno) e tra Milano e Cremona (domenica 17 novembre, per la Festa del Torrone).

    Il calendario completo delle circolazioni e altre informazioni sono disponibili consultando il sito web www.fondazionefs.it e i canali social della Fondazione FS sui principali social network.

  • Domani laboratori di lettura in Biblioteca, “Il bambino con il fiore nei capelli” e domenica si gioca con la Pro loco in Villa Cicogna

    Domani laboratori di lettura in Biblioteca, “Il bambino con il fiore nei capelli” e domenica si gioca con la Pro loco in Villa Cicogna

    Nuovo appuntamento con i laboratori di lettura organizzati dalla Biblioteca civica per domani, sabato 18 maggio.

    Il libro “Il bambino con il fiore nei capelli” di Jarvis farà da filo conduttore di due diversi momenti: alle 10 i protagonisti saranno i piccoli lettori da 3 a 5 anni, mentre alle 15 sarà la volta dei bambini dai 6 agli 8 anni.

    L’accoglienza e la merenda saranno a cura dei volontari della Biblioteca.

    Per informazioni è possibile scrivere all’indirizzo mail biblioteca@comune.trecate.no.it

    Domenica tocca alla Pro Loco

    La Città di Trecate patrocina l’iniziativa “Gio3cate” organizzata dalla Pro Loco. La manifestazione, giunta alla sua settima edizione, si terrà dalle 9 alle 18,30 del prossimo 19 maggio a Villa Cicogna e prevede lo svolgimento di un evento narrativo di gioco tridimensionale.

  • JAZZaltro Giovani: Aldo Di Caterino ensemble feat. Enrico Pieranunzi venerdì 31 maggio a Castellanza

    JAZZaltro Giovani: Aldo Di Caterino ensemble feat. Enrico Pieranunzi venerdì 31 maggio a Castellanza

    Talento emergente della scena jazzistica nazionale, il flautista e compositore barese Aldo Di Caterino, 26 anni, è un autentico virtuoso dello strumento, un artista originale e dotato di grandi mezzi espressivi, molto stimato anche dai colleghi più navigati ed esperti.

    Non a caso, un big come Enrico Pieranunzi ha detto di lui: «Non ho mai amato il flauto fino a quando non ho suonato con Aldo Di Caterino». L’occasione per ascoltare un jazzista dal sicuro avvenire come Di Caterino, laureato con lode e menzione d’onore in flauto e musica jazz al Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari, e un padre nobile del jazz italiano come il pianista e compositore romano è offerta dalla rassegna “JAZZaltro Giovani”, organizzata da Abeat Records nel Varesotto con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, che ha l’obiettivo di lanciare e valorizzare i musicisti Under 35: venerdì 31 maggio, Di Caterino e Pieranunzi, insieme al contrabbassista Carlo Bavetta e al batterista Cesare Mangiocavallo (altri due talenti in rapida ascesa), si esibiranno al CineTeatroDante di Castellanza (Va). Il concerto, che si annuncia imperdibile, inizierà alle ore 21 (ingresso con libera donazione). In scaletta alcuni brani composti da Di Caterino e contenuti nell’album “Amorè”, il disco d’esordio del flautista pugliese (edito da Abeat Records), una manciata di standard, arrangiamenti originali di pezzi celebri ma non solo.

    Innamorato della musica brasiliana e avvicinatosi al flauto traverso all’età di sei anni, Aldo Di Caterino è un solista dal fraseggio sciolto e sicuro, capace di lirismi inaspettati e di lampi poetici. Ha già all’attivo numerose collaborazioni, tra cui spiccano quelle con jazzisti del calibro di Gabriele Mirabassi, Bebo Ferra, Dario Deidda, Roberto Ottaviano, John Surman, lo stesso Pieranunzi, Vince Abbracciante e Nando Di Modugno.

    Come tutti sanno, Enrico Pieranunzi è, molto probabilmente, il pianista jazz italiano più conosciuto a livello internazionale e, nel corso della sua lunga e brillante carriera, è stato al fianco di alcuni miti leggendari, da Chet Baker a Charlie Haden, da Lee Konitz a Paul Motian, solo per citarne alcuni.

    Rassegna JAZZaltro Giovani

    Venerdì 17 maggio, Olgiate Olona (Va)
    Cinema Teatro Nuovo-Area 101, via Bellotti 22
    Christian Mascetta trio – Out of Space
    Christian Mascetta (chitarre), Pietro Pancella (basso elettrico), Michele Santoleri (batteria).
    Ore 21.
    Ingresso con libera donazione.

    Venerdì 31 maggio, Castellanza (Va)
    CineTeatro Dante, via Dante Alighieri 5
    Aldo Di Caterino ensemble feat. Enrico Pieranunzi
    Aldo Di Caterino (flauto traverso), Enrico Pieranunzi (pianoforte), Carlo Bavetta (contrabbasso), Cesare Mangiocavallo (batteria).
    Ore 21.
    Ingresso con libera donazione.

  • Evento letterario sui Navigli: due autrici si raccontano

    Evento letterario sui Navigli: due autrici si raccontano

    Sabato 25 maggio alle ore 17 presso lo Studio Mitti si terrà un ricco evento letterario.

    Due donne e autrici si racconteranno e racconteranno Milano attraverso la scrittura, presentando al pubblico i rispettivi libri – un romanzo e una silloge poetica – nello storico cortile in Alzaia Naviglio Grande n°4. Modera l’evento il giornalista Claudio Gambaro.

    Lo Studio MITTI nasce nel 2004 dalla passione per la pittura e l’acquerello di Maria Teresa Piantanida, in arte «Mitti». E’ un punto d’incontro per artisti, pittori, poeti e musicisti anche internazionali, con incontri culturali, dibattiti o esposizioni. Attraverso i suoi dipinti Mitti racconta per immagini, il colore, l’atmosfera e la poesia della vecchia Milano.

    Federica Carossi è nata nel 1982, è laureata in Lettere e vive ad Arese. Ha partecipato con una selezione di versi alle antologie «Le voci del tempo» e «S-cambio» pubblicate da Morellini Editore. Ha collaborato con alcune case editrici come lettrice editoriale, attualmente si occupa di editing, schede di valutazione e percorsi di scrittura. «Non ricordo l’inverno» (Marco Saya edizioni) è il suo esordio poetico, un libro che le ha cambiato la vita.

    Mara Di Noia, terapista alimentare e medico veterinario, è nata a Milano nel 1973 e vive nei pressi dell’Alzaia Naviglio Grande. Qui nel 2021 ha aperto il suo studio. Autrice di saggi su alimentazione vegetariana, medicina curativa e animali. ha pubblicato anche una raccolta di poesie. È una studiosa appassionata di storia e leggende del suo quartiere. Quest’anno ha pubblicato il suo quinto romanzo “Dosolina, l’Angelo dei bambini” (Edizioni Spartaco)

  • Billie Eilish, esce l’album “Hit Me Hard and Soft”

    Billie Eilish, esce l’album “Hit Me Hard and Soft”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    MILANO (ITALPRESS) – Billie Eilish ha pubblicato il suo terzo album in studio, “Hit Me Hard and Soft”, su tutte le piattaforme digitali e in formato fisico.
    Da oggi, il nuovo singolo “Lunch” è disponibile per la rotazione radiofonica in Italia.
    “Lunch” esplora sonorità e contenuti nuovi per Billie ed è un pezzo uptempo, pop, sexy e in cui i bassi sono pompati al massimo.
    -foto ufficio stampa Billie Eilish –
    (ITALPRESS).