Categoria: Cultura e Tempo Libero

  • Abbiategrasso: sabato 18 ‘AssaggiAMO il TEATRO’, con Cuordiferro

    Abbiategrasso: sabato 18 ‘AssaggiAMO il TEATRO’, con Cuordiferro

    Sabato 18 novembre, all 16.00, presso l’ex Convento dell’Annunciata, torna la rassegna di teatro ragazzi AssaggiAMO il TEATRO con Cuordiferro, la storia di un brigante che terrorizza gli abitanti della città di Roccaverde.

    Nessuno riesce a catturarlo nonostante su di lui penda una ricca ricompensa per la cattura. Un giorno, il brigante viene visto da Fragolino, un bambino povero che è costretto a lavorare per poter vivere. Per paura di essere scoperto, Cuordiferro decide di rapirlo e di farne un suo servo.

    Tra loro, nasce una grande amicizia, che spingerà il brigante a costituirsi per regalare la taglia al suo giovane amico. Fragolino non vuole abbandonare Cuordiferro e decide così di presentarsi in tribunale per difendere il brigante, ma la sua difesa non sarà così semplice perché dovrà fare i conti con un giudice molto, ma molto severo.

    Un lavoro che si svolge attraverso diverse tecniche teatrali, dal teatro di figura a quello di narrazione, per un risultato di alta poesia performativa.

    PREVENDITA

    I biglietti sono acquistabili presso la biglietteria di Teatro dei Navigli, c/o l’ex Convento dell’Annunciata ad Abbiategrasso, dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle ore 19; in alternativa
    possono essere acquistati online sul sito di Vivaticket o acquistati tramite Whatsapp business
    scrivendo al numero 3456711773, aggiungendo al carrello l’evento scelto.

    Se scegliete questa opzione d’acquisto vi verrà inviato un link dal quale procedere al pagamento. I biglietti potranno poi essere ritirati prima dello spettacolo.

  • Robecchetto con Induno: “Il piccolo lettore mai sazio”

    Robecchetto con Induno: “Il piccolo lettore mai sazio”

    Nella biblioteca civica “Alda Merini” di Robecchetto con Induno nuovo appuntamento con le colazioni per “il piccolo lettore mai sazio”, promosse dall’Amministrazione comunale.

    L’evento culturale per avvicinare i bambini alla lettura si terrà a Malvaglio, nella struttura di via Novara, sabato 18 novembre dalle ore 10.00. Alla colazione seguiranno letture animate a cura di Emanuela De Dionigi della Cooperativa Il Naviglio e di un laboratorio di origami a cura di Alice Calcaterra.

    È necessario prenotare in biblioteca entro giovedì 16 novembre e i primi 15 iscritti avranno la possibilità di avere la consumazione della colazione gratuita.
    L’iniziativa è organizzata con il supporto dell’associazione “Gli Amici della Biblioteca” e il BarEmma.

  • Castano: gli studenti del “Torno” a tu per tu con Andrea Mattevi, ricercatore AIRC

    Castano: gli studenti del “Torno” a tu per tu con Andrea Mattevi, ricercatore AIRC

    In occasione della campagna nazionale “I Giorni della Ricerca”, l’AIRC torna tra i banchi di oltre 90 scuole di I e II grado per presentare un ricercatore, la sua esperienza professionale e personale di vita, per avvicinare i giovani alla bellezza della scienza, facendo loro scoprire le nuove frontiere della ricerca sul cancro. Al “Torno” di Castano Primo, lo scorso 7 novembre gli studenti e i docenti di classe terza degli indirizzi Biotecnologie sanitarie e Biotecnologie ambientali hanno così potuto conoscere da vicino il Prof. Andrea Mattevi, ordinario di Biologia molecolare presso l’Università di Pavia e volto noto dell’AIRC.

    Da anni, Mattevi si occupa di determinare la struttura molecolare delle proteine NADPH ossidasi, coinvolte nei processi di infiammazione messi in atto dai tumori, allo scopo di progettare nuovi farmaci capaci di modularne il funzionamento. In modo semplice e chiaro, pur senza rinunciare alla terminologia specifica e alle categorie concettuali che contraddistinguono le scienze biologiche e con le quali gli studenti dei due indirizzi stanno familiarizzando, Mattevi ha spiegato ai ragazzi che il “cancro” non è un’entità precisa, ma un modo per definire una serie di malattie anche molto diverse tra loro per origine, decorso e tipo di trattamento, anche se accomunate da alcune proprietà. Ha poi sottolineato il concetto di “evoluzione clonale”, arduo campo di battaglia dei ricercatori.

    I tumori – si sa – nascono da un’unica cellula che poi, in modo incontrollato si divide e prolifera. Le cellule tumorali, dunque, sono dei cloni della cellula di partenza. Il vero problema, tuttavia, è che non solo le cellule seguitino a proliferare, ma che, in quanto malate, siano instabili nel loro genoma e, dunque, soggette a continue mutazioni. Se fossero tutte uguali, il sistema immunitario le riconoscerebbe, ma poiché mutano, non vengono intercettate e, di conseguenza, resistono anche alle terapie. Questa è la vera sfida dei ricercatori impegnati a rendere sempre più curabili le malattie oncologiche.
    Di particolare efficacia comunicativa la similitudine impiegata dal professore, da più di vent’anni in prima linea nella lotta contro i tumori, per alludere al proprio impegno scientifico.

    <>.

    Non possiamo sapere quanti ricercatori in erba si nascondano fra gli studenti del Torno, ma quel che è certo è che il seme è stato gettato. Grazie alla professoressa Mariacarla Zoia, che dallo scorso anno scolastico ha aperto le porte dell’Istituto all’AIRC e alle sue fondamentali campagne di prevenzione, e al prof. Matteo Chiodini, gli studenti delle classi 3^C BTA, 3^B e 3^ D BTS sono impegnati in un progetto educativo-didattico di ampio respiro che, ad attività svolte in aula e nei laboratori di biologia dell’Istituto, affianca interventi di relatori esperti di alto livello.

    Finalità del progetto: sensibilizzare gli studenti in ordine al valore della ricerca scientifica e alla problematica dei finanziamenti, ma anche promuovere comportamenti di cittadinanza attiva e stili di vita sani, essenziali per prevenire l’insorgenza di malattie oncologiche.

    Il prossimo appuntamento è previsto per lunedì 11 dicembre. In quella data, la Dottoressa Marta Ponciroli, Medico di Medicina generale, affronterà il tema della prevenzione primaria dei tumori e delle malattie cardiovascolari.

    Laura Fusaro

  • Sedriano: Chiara Liccese, in arte Maiisha, selezionata per la serie Rai ‘Noi siamo leggenda’

    Sedriano: Chiara Liccese, in arte Maiisha, selezionata per la serie Rai ‘Noi siamo leggenda’

    Ancora un grande risultato per Chiara Liccese di Sedriano, ormai orgoglio per casa Mirò Music School. La giovanissima e talentuosa cantautrice, in arte Maiisha, voluta come voce per la nuova serie televisiva della Rai ‘Noi siamo leggenda’ che andrà in onda il 15 novembre alle 21.30. La serie è composta da 12 puntate, che andranno in onda con un doppio episodio settimanale.

    Dopo la messa in onda su Rai 2 e RaiPlay, approderà su Prime Video. A volere la presenza di Chiara è stato Matteo Buzzanca, noto produttore e compositore di colonne sonore. Buzzanca, occupatosi della realizzazione delle musiche della nuova serie TV, ha dato la possibilità a Chiara di realizzare il doppiaggio della voce cantata dall’attrice Sofya Gershevich che, nella serie, interpreta Greta. La sua voce sarà presente anche nel brano cantato insieme a JayDar ‘Indietro nel tempo’. La produzione della serie TV è affidata alla regia di Carmine Elia, regista della prima stagione di ‘Mare fuori’, ma anche di altre note fiction come ‘Sopravvissuti, La porta rossa e Don Matteo’.

    Noi Siamo Leggenda è un racconto di formazione. Al centro troviamo le storie di un gruppo di adolescenti di Roma, che hanno enormi problemi, ma possono contare su immensi poteri. Per Rosa Bulfaro, presidente di Mirò Music School è l’ennesima, grande, soddisfazione ottenuta grazie alla bravura di Chiara ‘Maiisha’.

  • Uccelli, vino rosa e Woody Allen. In viaggio con Camilla Garavaglia verso Lione (più o meno)

    Uccelli, vino rosa e Woody Allen. In viaggio con Camilla Garavaglia verso Lione (più o meno)

    Ho in mano due bicchieri di plastica pieni di vino rosé della Provenza, più un cartoccino in plastica con delle patatine fritte che tengo con la punta delle dita perché non mi cadano tutte a terra. Il primo bicchiere è per me e il secondo è per il mio autista che ha attraversato la Savoia e lo Jura per portarmi fino a qui, in questo parco ornitologico a 40 chilometri da Lione. Il mio autista sono io.

    Appena riesco a trovare un punto in cui appoggiare i due bicchieri, mi rendo conto che la folla sta per prendere posto sui sedili di fronte al grosso palcoscenico davanti allo stagno (l’unico palcoscenico al mondo che meriterebbe l’espressione “nella splendida cornice”. Chissà chi è stato il primo ad usarla? Scommetto un addetto somaro di un ufficio stampa) e siccome per una volta vorrei trovarmi a un concerto nei primi posti e non in fondo o di lato, butto giù il primo bicchiere di vino – liberandomi così una mano – e mi metto in coda.

    Non c’è niente di eroico nel guidare 6 ore, 6 ore e mezza da sola fino a Villars Les Dombes, un paesino che è un piacere guardare sulla mappa perché è perso tra centinaia di piccoli stagni e che si trova a 20 minuti di treno dal centro di Lione.

    Il fatto è che ho scoperto troppo tardi che Woody Allen e la sua jazz band avrebbero suonato al Blue Note di Milano e a Villa Ada a Roma e, trovando entrambi gli eventi sold out, ho deciso di puntare su altre tappe europee del tour per poter vedere finalmente dal vivo l’autore dei film che guardo e riguardo più spesso.

    Villars Les Dombes, più poetico e meno banale di Barcellona e Parigi, mi è sembrato da subito una buona idea.

    Giornalista che hai scritto che Woody Allen suona come una papera, in nome del cielo: perché al Blue Note hanno dato l’accredito a te e non a me? Sì, mi piace Woody Allen.
    I più scaltri di voi potrebbero averlo già notato solo guardando la copertina della mia newsletter (bravi, a voi non la si fa).

    Mi piace come regista, per quanto ne possa capire di regia, ma mi piace anche come personaggio: mi fa ridere, lo trovo geniale e il suo libro “A proposito di niente” (ne ho parlato qui, clicca dai) mi fa sempre sentire molto indignata nei confronti di Mia Farrow, delle sue malefatte e dell’ottuso puritanesimo americano che preferisce cancellare piuttosto che provare a capire.

    Woody Allen in realtà si chiama Allan Stewart Konigsberg (ma che meraviglia i nomi d’arte) e questo è di per sé già un indizio: il nome Woody viene scelto in onore di Woodrow Herman, un clarinettista americano molto famoso e molto amato dal giovane Allan. Anche nel suo libro/autobiografia, Woody Allen parla spesso dei suoi film con apparente disinteresse – del resto, fare film per qualcuno è un lavoro come per altri è un lavoro sfornare il pane o inviare 730 – e si rammarica, invece, di non aver tentato seriamente la carriera di clarinettista jazz.

    Lo so, è un cortocircuito: chi va a vedere Woody Allen, principalmente lo fa perché fan della sua carriera di regista (secondariamente, perché i musicisti che lo accompagnano hanno davvero i controcazzi) e non perché lo reputi un grande jazzista. Woody Allen lo sa molto bene, ma probabilmente se ne frega e anzi cavalca volentieri la nostra parafilia per i sui film spillandoci soldi per pararsi davanti a noi e suonare il piffero.

    Prima di raccontarvi come è andata, e se mi è piaciuto, e se è stato o meno emozionante, vi sottopongo un quiz di due domande. Le risposte sono in fondo alla newsletter.

    A. Il candidato associ la nazione corretta, Francia o Italia, a questi frammenti di articolo successivi al concerto di Woody Allen a Milano e a Villars Les Dombes:

    Woody Allen ha incantato il pubblico con più di 1.200 brani influenzati da melodie popolari dell’inizio del XX secolo, spiritual, blues e rag.

    Gli intenditori riconosceranno anche certi tocchi sapientemente disposti in omaggio ad artisti come Sidney Bechet, George Lewis, Johnny Dodds, Jimmie Noone e persino Louis Armstrong, a cui il regista è particolarmente affezionato.

    «L’arte del pernacchio». «Come nei suoi film tragicomici». «Aveva il clarinetto tappato». «Sta facendo una parodia». «Chi ha lasciato uscire le anatre?» (…) Tra i tanti commenti, anche la testimonianza di una donna che era nel pubblico. «Ero al concerto e sono stata una delle prime ad andarmene, il biglietto costava molto e sono delusa moltissimo» racconta.

    B. Il candidato associ la performance corretta – Blue Note o Villars Les Dombes – al prezzo del biglietto al pubblico:

    150 euro

    65 euro

    Come è andata
    Lo stagno del Parc des Oiseaux illumina il palcoscenico di luce riflessa: quella del sole, che diventa rosa come il mio vino e poi indaco e ultravioletta (ultraviolenta, come avrebbe detto la nonna se fosse stata qui), poi l’acqua diventa una distesa placida di velluto su cui si posano le rane, le libellule, le 250 specie di uccelli che qui vivono, e beati loro.

    Le persone silenziose sui gradoni di cemento, i sussurri in francese, gli applausi. La musica, solo quella, qualche risata educata e poi altri applausi. La processione verso l’uscita, le chiacchiere con Jean Louis – non lo so mica il francese ma lui, professore di Storia all’Università di Lione, ha insegnato a Bologna per anni – e sua nipote, le stelle sopra la mia auto, stanca per tutti i chilometri, e l’attesa con sigarette francesi fuori dal parco perché chissà mai che Woody Allen non passi di qui per andare in albergo.

    (non è passato).

    Come è andata?, è andata bene.

    Mi chiedo spesso se le cose che facciamo le facciamo per essere felici (anche solo per mezz’ora) o se invece le facciamo per legittimarci. Volevo essere davvero lì a vedere Woody Allen suonare o sono andata a vedere Woody Allen suonare in un posto fino a quel momento a me sconosciuto perché nella mia testa sono quella persona lì, quella che attraversa il Frejus* il traforo del Monte Bianco e prenota un hotel di merda senza personale con apertura a codice ma il codice non c’è e allora arriva il personale a parlare in farfallino fino a che tutto non si sistema ma è tardi ed è tutto chiuso e allora salta la cena e “meno male che sono partita il giorno prima del concerto santiddio”?

    Rispondo sinceramente: la prima. Però ascoltare ciò che la nostra testa ci dice riguardo a chi siamo davvero ci fa vivere dei gran bei viaggi. E mangiare dei pain au chocolat inattesi in un altrimenti ordinario mattino di settembre.

    Il mestiere di chi sforna pane e il mestiere di chi fa film
    Risposte al quiz: A: 1 Francia, 2 Italia. B, l’opposto della precedente. Ma continuiamo pure a sentirci migliori dei francesi.

    * Ah, giusto. A Lione sarei dovuta andare in treno ma poi c’è stata la frana che ha interrotto le comunicazioni su binario tra i due stati e quindi automobile. Sia messo agli atti che le mie intenzioni iniziali erano un po’ meno avventurose.

    di Camilla Garavaglia

  • Elio & Le Storie Tese: in concerto a Milano il 16 e 17 novembre

    Elio & Le Storie Tese: in concerto a Milano il 16 e 17 novembre

    In tutta Italia con il nuovo spettacolo “MI RESTA UN SOLO DENTE E CERCO DI RIAVVITARLO”. Giovedì 16 e venerdì 17 novembre al Teatro Arcimboldi Milano

    «”Mi resta un solo dente e cerco di riavvitarlo” è un picaresco viaggio musicale nel repertorio vecchio… (e anche no…!) di Elio e le Storie Tese. Una radiografia folle e ragionata della nostrana Terra dei Cachi 2023 dove gergo, ironia, incursioni surreali e filosofia assurdista disegnano un bel paese italiota grottesco e contemporaneo, popolato di bellimbusti modaioli e adrenalinici o di improbabili ammaestratori di cozze, di onorevoli poco onorati o di coltivatori biologico/transgenici, di bizzarri animali da bestiario fantastico o da hippies ormai imbolsiti e fuori tempo massimo. Canzoni, monologhi, scherzi musicali, performance strumentali virtuosistiche e sciagurate, come è nello stile mitico e identitario del gruppo. Grande capacità musicale e talento compositivo al servizio di un racconto deflagrato e sempre sorprendente, dove metodo e follia, genio e sregolatezza incrociano continuamente strade e ispirazioni.

    Un concerto teatrale senza un attimo di tregua, dove lo sguardo dissacrante e giocoso di Elio e le Storie Tese genera comicità e paradosso. Uno sberleffo ironico e autoironico, dove il Riso o il Comico non sono mai digestivi, ma piuttosto sovversione del senso comune, strumenti del pensiero divergente, ludica e ragionata aggressione alla noia. Uno sguardo beffardo e esilarante che attraverso la musica e le canzoni crea divertimento, spiazzamento e stupore… perché, dice il poeta, senza lo stupore c’è soltanto l’ovvio»

    Giorgio Gallione, famoso regista teatrale.

    ELIO E LE STORIE TESE sono tornati in tour nei teatri diretti dal regista Giorgio Gallione con lo spettacolo “MI RESTA UN SOLO DENTE E CERCO DI RIAVVITARLO”!

    Queste le prossime date del tour, prodotto da Hukapan e Imarts:

    14 e 15 novembre a Bologna – Teatro Duse

    16 e 17 novembre a Milano – Teatro Arcimboldi Milano

    19 novembre a Mantova – Pala Unical

    20 novembre a Trieste – Politeama Rossetti

    21 novembre a Udine – Teatro Nuovo Giovanni da Udine

    22 novembre a Padova – Gran Teatro Geox

    25 novembre a Cascina (Pisa) – Città del Teatro

    26 novembre a Isernia – Auditorium Unità d’Italia

    28 e 29 novembre a Torino – Teatro Colosseo

    1 dicembre a Piacenza – Teatro Politeama

    2 dicembre a Firenze – Tuscany Hall

    3 dicembre a Assisi – Teatro Lyrick

    5 dicembre a Gorizia – Teatro Verdi

    9 e 10 dicembre a Varese – Teatro di Varese

    11 dicembre a Mestre (Venezia) – Teatro Toniolo

    12 dicembre a Trento – Teatro Auditorium Santa Chiara

    14 dicembre a Aosta – Teatro Splendor

    15 dicembre a Brescia – Gran Teatro Morato

    16 dicembre a Parma – Teatro Regio

    18 dicembre a Cagliari – Teatro Massimo

    19 dicembre a Sassari – Teatro Comunale

    21 dicembre a Reggio Emilia – Teatro Valli

    I biglietti sono disponibili su Ticketone e nei punti vendita abituali.

    Per informazioni www.internationalmusic.it

    Sul palco: Elio, Faso, Cesareo, Christian Meyer, Vittorio Cosma, Jantoman, Paola Folli, Mangoni.

    Costumi a cura di Paolo Marcati. Realizzazione costumi Sartoria Contemporanea di Luca Rondoni.

    Partner della mobilità Trivellato Industriali.

    Ecco alcuni commenti di persone che non hanno ancora visto il tour.

    «La solita cagata»

    Gabriela Falagnulo, tiktoker ASMR.

    «Amme ezio e le cose tese non mi anno mai piaciuti xke sn boomer e cringe e nn sn rap»

    Peto69, influencer.

    «Aleeeeeeeeee!»

    Dott. Manlio Conticini, commercialista di Elio e le Storie Tese.

    «ALEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!»

    Agenzia delle Entrate di Milano.

  • Cassinetta di Lugagnano: venerdì 17 omaggio a Dario Argento

    Cassinetta di Lugagnano: venerdì 17 omaggio a Dario Argento

    Sta per arrivare un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti del cinema, in particolar modo del genere thriller. A Cassinetta di Lugagnano infatti, per la serie di incontri dedicati alla settima arte a cura di Francesco Carrà, verrà proiettato PROFONDO ROSSO, pellicola cult del 1975 firmata Dario Argento. Oltre alla consueta introduzione al film la serata prevede anche un omaggio alla celeberrima colonna sonora dei Goblin.

    Il tutto come sempre ad ingresso libero e gratuito! Ha ancora senso parlare di cineforum nel 2023? Francesco Carrà risponde così: << Tra piattaforme e streaming, purtroppo si sta perdendo l’abitudine alla visione collettiva di un film: un rito che amplifica le emozioni e che cerchiamo di preservare, raccontando anche qualcosa sulla storia del cinema e dei suoi autori.>> L’appuntamento è per Venerdì 17 Novembre, alle ore 21, presso la sala polifunzionale del Comune.

  • Workers, storie di ordinario sfruttamento: con Lule, ad Abbiategrasso dal 17 novembre

    Workers, storie di ordinario sfruttamento: con Lule, ad Abbiategrasso dal 17 novembre

    Workers – Storie di ordinario sfruttamento: l’installazione interattiva per sensibilizzare sul grave sfruttamento lavorativo apre ad Abbiategrasso dal 17 al 19 novembre presso i sotterranei del Castello Visconteo, situato in Piazza Castello 31. L’accesso è gratuito con prenotazione on-line. Lule Onlus e la Compagnia Teatrale FavolaFolle sono liete di presentare l’installazione interattiva “Workers – Storie di ordinario sfruttamento”, un’importante iniziativa di sensibilizzazione sul fenomeno del grave sfruttamento lavorativo. L’evento si terrà presso il suggestivo Castello Visconteo, situato in Piazza Castello 31 ad Abbiategrasso, dal 17 al 19 novembre. Si consiglia di prenotare la propria visita gratuita al link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-workers-abbiategrasso-171819-novembre-745416259097

    “Workers” è un progetto unico nel suo genere, ideato e realizzato dalla sinergia tra Lule Onlus e Compagnia FavolaFolle, all’interno del progetto “Mettiamo le Ali – dall’emersione all’integrazione” nell’ambito territoriale di “Derive Approdi”, progetto a contrasto della tratta di esseri umani e del grave sfruttamento. L’installazione è finanziata dalla Fondazione Comunitaria Ticino Olona Onlus e dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e patrocinato dal Comune di Abbiategrasso.

    Workers ad Abbiategrasso offrirà due contenuti speciali: 2 mattine riservate agli studenti degli istituti scolastici secondari di secondo grado, il venerdì e il sabato dalle 9:00 alle 13:00 e Sabato 18 novembre alle ore 16:00 si terrà il Flash Mob: “IO NON TRATTO”, organizzato in collaborazione con le ragazze della scuola di danza Tre6Zero di Arluno, per il coinvolgimento con la cittadinanza. “IO NON TRATTO” è un evento coreografico che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla consapevolezza della tratta di esseri umani e su azioni etiche e di contrasto. All’iniziativa seguiranno gli interventi del Sindaco Cesare Francesco Nai e di Mariapia Pierandrei, Presidente di Cooperativa Lule Onlus, la quale dichiara: “Workers rappresenta un mezzo di straordinaria importanza per l’emersione e la comprensione di questa problematica cruciale.

    Lo sfruttamento lavorativo è una sfida che affligge comunità e società in tutto il mondo. Affrontare questo problema richiede un impegno collettivo e un approccio multidisciplinare, in cui la sensibilizzazione svolge un ruolo fondamentale. “Workers” si distingue come un’iniziativa significativa che mira a sollevare il velo su questa realtà nascosta, offrendo l’opportunità di comprenderne appieno il vissuto e le storie delle persone vittime di grave sfruttamento lavorativo. La consapevolezza è il primo passo verso il cambiamento. Solo attraverso la conoscenza delle sfide che i lavoratori affrontano ogni giorno possiamo sperare di creare una consapevolezza collettiva per fare leva su scelte di acquisto etiche, nel rispetto dei lavoratori. I nostri progetti di contrasto al grave sfruttamento lavorativo e all’induzione alla schiavitù, si prefiggono di coinvolgere attivamente la società civile, le istituzioni e le organizzazioni non governative per affrontare questi problemi in tutte le sue forme. Unendo le forze e lavorando insieme, possiamo fare la differenza. Invito tutti a visitare Workers ad Abbiategrasso e ad unirsi a noi in questa importante azione di sensibilizzazione.”

    Durante la visita, i visitatori saranno guidati attraverso un percorso immersivo che porterà a scoprire le storie di persone vittime di sfruttamento lavorativo. L’installazione si avvale di una fusione creativa di elementi visivi e sonori, utilizzando anche la tecnologia per coinvolgere il pubblico in modo attivo ed empatico. Dieci stazioni per raccontare storie diverse, rappresentando situazioni reali di disagio e ingiustizia, ma anche di coraggio e speranza.

    L’evento sarà accessibile a tutti e ad ingresso gratuito, con i seguenti orari di apertura:
    Venerdì: dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00
    Sabato: dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 22:00
    Domenica: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00

    “Workers – Storie di ordinario sfruttamento” è un’azione promossa dal progetto anti-tratta “Mettiamo le Ali – dall’emersione all’integrazione”. Il progetto ha come obiettivo principale il contrasto al fenomeno della tratta di esseri umani e del grave sfruttamento lavorativo, favorendo l’inclusione e l’integrazione sociale delle persone coinvolte e creare una maggiore consapevolezza nella società riguardo alla realtà dell’emigrazione forzata e dello sfruttamento lavorativo che spesso colpisce persone vulnerabili e indifese.
    Attraverso l’installazione interattiva “Workers – Storie di ordinario sfruttamento”, il progetto “Mettiamo le Ali” offre al pubblico l’opportunità di conoscere da vicino le storie di chi è stato vittima di sfruttamento lavorativo, dando voce a quelle realtà spesso nascoste e poco visibili nella società.

    Lule Onlus e la Compagnia FavolaFolle invitano tutti i cittadini di Abbiategrasso e dei territori limitrofi a partecipare a questa esperienza significativa. L’obiettivo è quello di creare una maggiore consapevolezza su una tematica così importante e stimolare un dialogo costruttivo che porti a un futuro di giustizia e inclusione sociale.
    “Workers – Storie di ordinario sfruttamento” è un’occasione per comprendere meglio le sfide che affrontano i lavoratori sfruttati e unirsi per creare una comunità più solidale e consapevole.

  • A Bologna concerto di Natale con raccolta fondi per i bambini ucraini

    A Bologna concerto di Natale con raccolta fondi per i bambini ucraini

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    BOLOGNA (ITALPRESS) – Alla luce del conflitto in Ucraina e in linea con la missione di pace del Cardinale Matteo Zuppi e le direttive del Presidente Internazionale del Rotary R. Gordon R. McInally, il Distretto Rotary 2072 ha organizzato il Concerto di Natale “Note di Pace, Notte di Speranza”, nel quale si esibirà la YMEO (Young Musicians European Orchestra), con l’obiettivo di raccogliere fondi per offrire a 40 bambini ucraini orfani di guerra, o rifugiati, due settimane di vacanza al mare questa estate.
    L’evento si terrà sabato 2 dicembre, alle ore 21, nella Basilica di San Petronio (Bologna).
    Il Concerto di Natale sarà diretto da Paolo Olmi e presenterà per la prima volta in Italia il violinista brasiliano Guido Felipe Sant’Anna, che ha vinto la decima edizione del Concorso Internazionale Fritz Kreisler. Il programma, inoltre, prevede la presenza del Coro Ucraino dei bambini di Ternopil, il Coro di Voci Bianche e Coro Giovanile del Teatro Comunale di Bologna, i Cori Associati ad AERCO e le musiche di Mozart, Kreisler, Respighi e Haendel.
    Il Distretto Rotary 2072 ha inoltre coinvolto tutte e associazioni del territorio come Lions, Innerwheel, Soroptimis, per supportare l’iniziativa a favore dei bimbi ucraini, partecipando al concerto.
    L’appuntamento è rivolto a tutti: le porte della Basilica saranno aperte dalle 19:30 ed è prevista offerta libera per l’ingresso. Per maggiori informazioni rivolgersi al seguente indirizzo mail: concerto2dicembre@gmail.com.

    – foto: ufficio stampa Rotary Distretto 2072
    (ITALPRESS).

  • Natale 2023, ecco panettone e pandoro ‘griffati’ Eataly

    Natale 2023, ecco panettone e pandoro ‘griffati’ Eataly

    Eataly parte dai lievitati natalizi per inaugurare la sua linea di prodotti di private label. L’azienda, fondata da Oscar Farinetti, in occasione del Natale, lancia, in tutti gli store a livello globale, da New York al Middle East, la sua prima linea di grandi lievitati. Si tratta di tre panettoni e un pandoro disponibili in tutti i 50 punti vendita globali del gruppo.

    L’azienda, che si occupa di food retail partendo da prodotti della tradizione alimentare italiana, “ha scelto di inaugurare la linea di prodotti, prossimi a essere presentati, e che porteranno la firma del brand, proprio con i più classici dolci italiani delle feste”, spiega una nota. Le quattro nuove referenze includono il panettone classico, quello arancia e cioccolato, la versione accompagnata da crema al pistacchio e il pandoro.

    L’attenzione nella scelta delle materie prime ha privilegiato solo burro da panna piemontese, uova fresche, nocciole Piemonte Igp delle Langhe, gocce di cioccolato fondente italiano, scorze d’arancia italiana candite, uvetta, vaniglia del Madagascar e la crema al pistacchio tostato da spalmare al momento. Oltre alla linea di panettoni e pandoro, debuttano quest’anno anche le nuove confezioni regalo con prodotti simbolo dell’enogastronomia italiana.