Categoria: Cultura e Tempo Libero

  • Al Manzoni di Milano il Canova di Vittorio Sgarbi

    Al Manzoni di Milano il Canova di Vittorio Sgarbi

    27 e 28 febbraio 2024 ore 20,45 – Corvino Produzioni presenta Vittorio Sgarbi
    CANOVA Tra innocenza e peccato di Vittorio Sgarbi con Carlo Bergamasco Piano- Marcello Corvino violino

    Antonio Canova ha incarnato, con le sue sculture, l’ideale di una bellezza eterna, fondata su principi di armonia, misura, equilibrio, affermandosi come massimo esponente del Neoclassicismo italiano e lasciando in eredità un ideale estetico che continua a vivere fino a oggi. Canova tra innocenza e peccato intende indagare come questa eredità abbia influenzato i linguaggi artistici contemporanei, nella ricerca di un concetto di bellezza che trova declinazioni diverse – dalla fotografia alle esperienze scultoree più recenti – fino a venire talvolta negato in maniera radicale.

    A duecento anni dalla morte del Canova, Vittorio Sgarbi, vero animale da palcoscenico catalizzerà come un magnete, alla sua originale maniera, l’attenzione del pubblico per celebrare la vita dell’artista ripercorrendone le opere ancora attuali per poetica e risultati estetici. Accendendo dialoghi impossibili con alcuni artisti coevi e non, Sgarbi ricostruisce un periodo cruciale della storia dell’arte e della società del tempo. Canova è vivo perché le sue opere continuano a vivificare il nostro presente con la loro esistenza. Presenti in numerosi musei del mondo dai Musei Vaticani alla Galleria Borghese, dal Louvre all’Hermitage fino alla Gypsotheca di Possagno, le opere del Canova saranno riunite a teatro in una serata immaginaria, in uno spettacolo da non perdere per ripartire curiosi a visitare con occhi nuovi musei e collezioni.

    BIGLIETTI
    Prestige € 35,00 – Poltronissima € 32,00 – Poltrona € 23,00 – Poltronissima under 26 anni € 20,00
    Per acquisto:
    biglietteria del Teatro
    online https://www.teatromanzoni.it/acquista-online/?event=3346448
    circuito Ticketone

  • Servizio Civile Universale con il Parco del Ticino: si può aderire fino al 15 febbraio. Fatevi avanti!

    Servizio Civile Universale con il Parco del Ticino: si può aderire fino al 15 febbraio. Fatevi avanti!

    Ultimi giorni per aderire al nuovo bando di ???????? ?????? ?????????? che vede coinvolta ???? ?????? ????????? insieme a numerose aree protette lombarde, enti e associazioni del territorio! Sette i posti disponibili al Parco del Ticino. Il Servizio civile universale rappresenta un’importante esperienza di cittadinanza attiva ed è un’occasione di formazione e crescita personale e professionale per i giovani dai 18 ai 28 anni che sono una risorsa per il progresso culturale, sociale ed economico del nostro Paese.

    Il Parco lombardo della Valle del Ticino partecipa anche quest’anno, in quanto parco regionale, al Servizio civile universale. Sette i posti disponibili, cinque a Magenta(Mi) e due a Lonate Pozzolo (Va) . Possono aderire ad uno dei progetti di Servizio Civile Universale del Programma ARTICOLO 9 – NELL’INTERESSE DELLE NUOVE GENERAZIONI , i giovani tra 18 e i 28 anni. I progetti hanno una durata di 8 – 12 mesi e danno diritto ad un rimborso mensile di 507,30 euro per un impegno di cinque ore giornaliere.

    “Le esperienze degli anni passati hanno portato risvolti positivi e interessanti sia per i giovani che hanno partecipato sia per il nostro Ente – spiega la presidente del Parco del Ticino, Cristina Chiappa -, tanto che alcune di queste esperienze si sono trasformate poi in un rapporto di collaborazione più longevo. Siamo pertanto felici di aderire anche quest’anno al bando così da coinvolgere altri giovani, con la speranza che il nostro contributo possa fare la differenza nel loro percorso formativo e professionale”.
    I ragazzi che intendono svolgere il Servizio Civile Universale al PARCO LOMBARDO DELLA VALLE DEL TICINO potranno essere protagonista di uno dei seguenti progetti:
    AMBIENTE PARCO, AMBIENTE CULTURA
    ? Sede Magenta (MI) n. 2 posti disponibili Ufficio Educazione Ambientale e Turismo
    GESTIRE 2024
    ? Sede Magenta n. 3 posti disponibili Ufficio Agricoltura, Ufficio Fauna e Ufficio GIS e paesaggio
    ? Sede Lonate Pozzolo n. 2 posti disponibili Ufficio Protezione civile e Volontariato

    Scopri di più leggendo la news qui: https://ente.parcoticino.it/servizio-civile-universale/

    Le domande di candidatura devono essere presentate esclusivamente tramite la piattaforma DOL domanda online servizio civile .

    Non sai come fare? Ecco un breve video che potrebbe aiutarti!

    Vuoi fare la scelta migliore in base ai tuoi obiettivi? Contattaci prima di presentare la tua domanda: areaparchi@parconord.milano.it

    Il Servizio Civile Universale (SCU) è un’esperienza di un anno all’interno delle aree protette di Lombardia e di alcuni enti del territorio: progetti rivolti alla difesa non armata e non violenta della Patria, all’educazione, alla pace tra i popoli e alla promozione dei valori fondativi della Repubblica italiana, attraverso azioni per le comunità e per il territorio.

    Il bando è rivolto ai giovani dai 18 ai 28 anni di età, il Servizio Civile Universale offre l’opportunità di ampliare le proprie conoscenze ed essere coinvolti in attività basate sull’inclusione sociale e la cittadinanza attiva.
    Il nuovo bando scade il 15 febbraio alle ore 14.00

    ?? ?????? ???… La Valle del Ticino racchiude un composito mosaico di ambienti naturali, rappresentati dal fiume e da un articolato sistema di zone umide laterali e ambienti ripariali, da prati aridi e brughiere, dalle più vaste e meglio conservate superfici della foresta planiziale primaria, così come da paesaggi agrari tradizionali che rappresentano tipici ecosistemi seminaturali, tra i quali spiccano in particolare le risaie, di grandissima importanza per l’avifauna acquatica, nidificante e migratrice e i prati umidi da fieno, localmente denominati marcite.

    L’estensione e la complessità di questi ecosistemi, unici nel quadro di generale impoverimento che offre oggi la pianura Padana, fa sì che essi siano non solo serbatoi di biodiversità, ma anche corridoi e aree di sosta per facilitare la dispersione e la migrazione delle specie, rendendo il Ticino il più importante corridoio ecologico tra Alpi ed Appennini, anello essenziale di connessione biologica tra l’Europa continentale, il bacino del Mediterraneo e l’Africa.

    Il Parco Lombardo della Valle del Ticino partecipa, in quanto parco regionale, al Servizio civile universale.

  • San Valentino: lo celebra il 60% delle coppie, spesa media di 85 euro

    San Valentino: lo celebra il 60% delle coppie, spesa media di 85 euro

    Meno regali, più cene romantiche. Il caro-vita morde, ma gli italiani non rinunciano a San Valentino. Questo 14 febbraio saranno circa 6 su 10 a celebrare la Festa degli innamorati, per un budget medio di 85 euro a persona. Un valore in crescita di 14 euro rispetto allo scorso anno, ma a trainare – per quasi la metà dell’incremento – è l’inflazione. E l’aumento dei prezzi pesa sulle scelte degli innamorati, anche a tavola: una cena romantica su cinque, quest’anno, sarà preparata a casa per contenere i costi. È quanto emerge da un sondaggio su oltre mille consumatori condotto da IPSOS per Confesercenti in occasione della festa di San Valentino 2024. A festeggiare sono soprattutto ragazzi e giovani adulti: celebra il 66% delle persone dai 34 anni in giù, contro il 57% delle generazioni più vecchie.

    Ma a spendere di più sono i più grandi: il budget medio per persona è di 100 euro sopra i 35 anni, il 40% in più di quello dei più giovani. Anche quest’anno, la cena romantica è il modo preferito di festeggiare degli italiani, con il 73% di indicazioni da parte degli intervistati. Una quota che batte anche quella di chi farà un regalo, che si ferma invece al 61%. Solo il 5%, invece, festeggerà mentre è in viaggio con il partner. Tra chi celebra con una cena romantica, la stragrande maggioranza – il 69% – sceglierà un ristorante o pubblico esercizio: il 10% opterà per una pizzeria o una trattoria low-cost, mentre il 35% si orienterà su un locale di medio livello, mentre il 15% proverà un’esperienza superiore.

    Crescono, però, anche i pasti domestici: il 22% di chi celebra con una cena si metterà ai fornelli per preparare una cenetta romantica ‘homemade’, risparmiando senza rinunciare alla festa; a questi si aggiungono un altro 6% che affiderà il proprio San Valentino a un servizio di delivery ed un 3% che chiamerà invece uno chef a domicilio. Ancora una volta, i cioccolatini si confermano il dono romantico più gettonato dagli italiani, con il 37% delle indicazioni. Seguono i prodotti di profumeria – scelti dal 27% di chi fa un regalo – poi prodotti e accessori di gioielleria (24%) e fiori (23%). Al quinto posto, grazie alla spinta dei saldi invernali, i prodotti e accessori moda, scelti da 2 innamorati su 10. Seguono, tra i regali, vacanze e pacchetti di attività di coppia (entrambi all’11%) e prodotti o servizi di cosmetica/benessere (10%). “San Valentino resiste, nonostante ci sia una importante fascia di popolazione che fatica a venir fuori da un lungo periodo in cui inflazione e caro-vita hanno pesantemente intaccato potere d’acquisto e risparmi”, commenta Giancarlo Banchieri, Vicepresidente di Confesercenti e Presidente di Fiepet, l’associazione di categoria dei pubblici esercizi aderenti alla confederazione. “Una resilienza che non era scontata e che costituisce un segnale positivo per tutta l’economia. In particolare, per il settore pubblici esercizi, che ha vissuto un avvio dell’anno un po’ sottotono, tra rallentamento dei consumi ed aumento dei costi di impresa. L’auspicio è che questo 14 febbraio possa segnare un momento di ripresa”.

  • Treccani, San Valentino nel Dizionario Biografico degli Italiani

    Treccani, San Valentino nel Dizionario Biografico degli Italiani

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – La Treccani dedica una voce al primo Vescovo di Terni e fa chiarezza sulla festa degli innamorati La Treccani celebra s. Valentino, primo vescovo di Terni nato nella prima metà del IV secolo, e fa chiarezza sulla festa degli innamorati, in una voce del Dizionario Biografico degli Italiani a cura di Edoardo D’Angelo.
    Al vescovo ternano è legata l’attribuzione del patronato sugli innamorati, derivata però da eventi molto più tardi che niente hanno a che vedere con la realtà storica del personaggio. Fu infatti Papa Gelasio I, intorno al 495, che decise di abolire la lasciva festa pagana dei Lupercalia, legata ai riti pagani di fertilità e purificazione tipici della fine dell’inverno, che andava dal 13 al 15 febbraio. In questo modo Valentino di Terni, la cui festa cadeva il 14 febbraio, venne assunto come il protettore degli amori casti e verecondi, delle unioni legali e ufficiali, diventando così negli anni più celebre di Papa Gelasio I.
    Ancora più estraneo e posticcio il prolungamento di questa prima deviazione cultuale: la fortunata associazione tra amore e giorno di s. Valentino, che ha avuto e ha una diffusione eccezionale soprattutto nei Paesi di cultura anglosassone. Essa fu probabilmente introdotta, si discute se ex nichilo o appoggiandosi a qualche tradizione, dallo scrittore inglese Geoffrey Chaucer (1343-1400), nel poema Il parlamento degli uccelli. Qui, associando la ricorrenza di Valentino al fidanzamento di Riccardo II d’Inghilterra con Anna di Boemia, il poeta chiama il santo a sovrintendere alla ‘festa dell’amore’ che a febbraio inoltrato s’impadronisce di tutte le creature disseminate sulla Terra da madre Natura, uccelli compresi (Oruch, 1981).
    Il Dizionario Biografico degli Italiani, con i suoi 40.000 profili, tutti pubblicati in rete, traccia una biografia collettiva degli italiani che hanno contribuito alla storia artistica e politica, scientifica, religiosa, letteraria ed economica dalla caduta dell’impero romano d’occidente ad oggi.
    -foto ufficio stampa Treccani –
    (ITALPRESS).

  • Al via gli ordini di Renault Rafale E-Tech Full Hybrid

    Al via gli ordini di Renault Rafale E-Tech Full Hybrid

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Renault prosegue nella sua offensiva nell’elettrificazione e apre gli ordini di Rafale E-Tech Full Hybrid, il SUV coupè fiore all’occhiello della Marca. Rafale E-Tech Full Hybrid, che misura 4,71 metri di lunghezza, 1,86 metri di larghezza e 1,61 metri di altezza, è stato sviluppato sulla piattaforma CMF-CD. Con un design dalle proporzioni dinamiche e la forte personalità, offre un ottimo piacere di guida. Piacere condiviso con tutti i passeggeri che, a bordo, possono contare su tanto spazio ed equipaggiamenti innovativi. L’abitabilità della seconda fila è generosa, con uno spazio per le ginocchia di 302 mm. Lo spazio per la testa dei passeggeri dei sedili posteriori, pari a 880 mm, viene mantenuto, nonostante il profilo da coupè. Anche il bagagliaio non scherza con un volume di 627 litri. Il tetto panoramico Solarbay, particolarmente innovativo e progettato ricorrendo alla tecnologia PDLC (Polymer Dispersed Liquid Cristal), diventa opaco o trasparente su richiesta. Di facile utilizzo, si può gestire con comando vocale tramite Google Assistant o l’apposito pulsante.
    Dotato di motore ibrido potente ed efficiente da 200 cv, associato ad una trasmissione automatica multimode, Renault Rafale si pone ai massimi livelli del segmento in termini di autonomia (fino a 1.100 km) ed emissioni di CO2 (4,7 litri/100 km e 105 grammi di CO2/km, con riserva di omologazione finale).
    La precisione del telaio offre sensazioni di guida incomparabili, ulteriormente accentuate dal sistema a quattro ruote sterzanti di Renault, 4Control Advanced. Disponibili di serie nell’allestimento Esprit Alpine, le ruote posteriori sterzanti offrono un significativo miglioramento a livello di manovrabilità per aggirarsi nelle strade urbane e prendere le curve ad alta velocità. Il sistema multimediale OpenR Link abbatte le frontiere tra funzioni digitali fuori e dentro l’abitacolo, potendo contare su Google integrato ed oltre 50 applicazioni disponibili.
    Entro la fine dell’anno, Renault proporrà una versione ad alte prestazioni E-Tech 4×4 da 300 cv per un piacere di guida sempre maggiore. Questa versione sarà dotata di motore elettrico supplementare sul retrotreno e beneficerà di settaggi specifici del telaio. Dotato di un ricco equipaggiamento di serie, Rafale E-Tech Full Hybrid propone il motore E-Tech Full Hybrid da 200 cv e due livelli di allestimento: Techno, offerta a 43.700 euro ed Esprit Alpine, che costa 48.200 euro.

    foto: ufficio stampa Renault Group Italia

    (ITALPRESS).

  • Faccia da San Valentino!

    Faccia da San Valentino!

    “Tutti gli anni arriva e sempre puntuale …In un paese dove tutto (quasi) è in ritardo le feste spesose arrivano sempre puntuali a battere cassa… Gli italiani grandi risparmiatori e “mano di legno in quanto d acciaio” cercano come dei giocatori della Juventus di scartare il pallone…

    A proposito, ieri sera, ha suonato l’agonia bianconera del calcio…Avvocato dal cielo avrà cambiato squadra… L’amore va e viene, ma le spese sono sempre serie..

    Dal 1945 ad oggi abbiamo con tutto il nostro cuore e animo fatto di tutto per togliere le spese inutili; feste, matrimoni, battesimi, Pasqua, sagre di paese…

    Il fatto che il nostro Paese si divida in due categorie??? Beh, troppo poche…Le due caselle più grandi sono: tra chi spende e chi non spende…
    Mi ricordo ancora un San Valentino dove il fidanzato regalò all’avvenente e giovane fidanzata dei pesci…. Lei !!! Non gradi e trasformò esseri morti in vivi, bruciando un amore mal riposto …
    Purtroppo, molti ai momenti comandati arrivano sempre impreparati.

    Altri abbozzano scuse o malattie dell’ultima ora o tragedie greche, napoletane o nordiche.
    Magari tutte insieme per un passaggio indolore …Ma la nostra società che toglie feste per mettere altre…. vedi Ognissanti con Halloween…per spendere di più…
    Forse spendono sempre gli stessi … Altra categoria quelli che dicono di spendere, ma non li vedi mai in una sorta di misterioso acquirente.

    Poi quelli che dicono; quello non spende. Tutto questo discorso??? Cosa voglio dire ???
    Girate il soldo sull’amore e avrete molte domande. Per non spendere siamo un Paese di single in caccia
    Ma non di astinenti al piacere … Siamo libertini e pieni di amiche..90-60-90..
    Ma poi moriamo dietro alla solita donna… Esiste l’amore eterno??? Sì, se non è corrisposto …
    Tenete accesa la candela della speranza… Molto spesso chi più spende meno spende e viceversa…
    Ma il più delle volte chi non spende nulla e non ama nulla si prende tutto il banco e il credito…

    Sulle feste ho sempre scritto, ma su San Valentino posso fare una enciclopedia non diario di Massimo Moletti..
    Però oggi 13 febbraio 2024, ovvero, vigilia della festa degli innamorati; una nota ditta di trasporti sui social augura Buon San Valentino a tutti …

    Una distanza di speranza e un lastminute di occasione… Una opportunità per tutti…qualcuno ti ama sul nido del cuculo… Ma forse è la festa dei veri innamorati ….. Mai disprezzare una festa e mai festeggiare troppo la non riuscita.
    Perché le feste si trasformano in altre feste sempre …
    La festa o la vivi o la racconti ma mai mettersi in malattia… Se non festeggi tu gode un altro…; a Buon intenditore …
    Buon San Valentino a tutti”.

    *Nella foto in evidenza il nostro Duca di Saronno, alias Massimo Moletti, tra i protagonisti dello spot di San Valentino di ITA AIRWAYS

  • Lonate Pozzolo. Una mostra tra risaie e uccelli all’ex Dogana austriaca di Tornavento

    Lonate Pozzolo. Una mostra tra risaie e uccelli all’ex Dogana austriaca di Tornavento

    Domenica 18 febbraio 2024 alle ore 15.00 presso il centro Parco Ex Dogana di Lonate Pozzolo (VA) verrà inaugurata la mostra fotografica “Terra e Acqua, Equilibrio, Uomo e Natura” DI Giovanni Battista Colli.

    Questa mostra ha lo scopo di raccontare il fortissimo legame tra gli uccelli e la coltivazione del riso con la tecnica tradizionale della “semina del riso in sommersione”. Stiamo parlando di quello che molti ricordano e conoscono come “il mare a quadretti”, descritto anche come “mosaico di specchi” da Sebastiano Vassalli scrittore vincitore del Premio Strega nel 1990.

    Questo paesaggio agricolo, che ha caratterizzato diversi secoli di risicoltura in Lombardia e Piemonte, è purtroppo ormai quasi scomparso: queste foto sono state scattate dal 2019 al 2023, dall’autore Giovanni Battista Colli tra Vigevano, Cassolnovo e Mortara, una delle ultime aree dove ancora oggi possiamo trovare le risaie sommerse dall’acqua in primavera.

    Ci siamo mai chiesti per quale motivo da qualche tempo non ci sono più rane ai bordi delle risaie?

    Oggi il 70-80% delle terre risicole è seminato in asciutta, il “mare a quadretti” non c’è più e quelle che erano delle vere e proprie aree umide seminaturali, dove insetti, rane e uccelli vivevano in un equilibrio secolare, si sono trasformate in una distesa di polvere e desolazione. La tecnica tradizionale della risaia seminata in sommersione negli anni ‘90 si era meritata in Lomellina il riconoscimento europeo di Zona Protezione Speciale (ZPS), grazie alla capacità di richiamare e ospitare una miriade di uccelli di tantissime specie che ogni anno in primavera affrontano il loro lungo e faticoso viaggio dall’Africa fino al Nord Europa, passando dalla nostra pianura padana. Oggi la risaia seminata in asciutta è una “trappola ecologica” per insetti acquatici e anfibi e quindi un luogo non più accogliente per gli uccelli in migrazione.

    Ma c’è di più: l’abbandono della semina del riso in sommersione in primavera, contribuisce all’abbassamento della falda freatica superficiale in tutta la pianura risicola piemontese e lombarda, con pesanti ripercussioni sull’intera produzione agricola di pianura. Nascondendosi dietro un apparente risparmio d’acqua, la semina del riso in asciutta è infatti uno spreco poiché trascura l’acqua che scorre nei canali irrigui in primavera, senza immagazzinarla e lasciandola scorrere inutilizzata verso il mare. La tecnica tradizionale della semina del riso in sommersione ha invece il grande pregio di rallentare la corsa dell’acqua, stoccandola in primavera nella falda sotto i nostri piedi e mantenendo quell’equilibrio tra acqua e terra che in estate diventa linfa vitale per l’agricoltura e per tutti gli ambienti naturali che la circondano.

    Le colture agricole, insieme alle zone umide, alle siepi, ai filari, agli argini erbosi, ai boschi e boschetti, grazie alla falda ricaricata dalle risaie in primavera sopravvivono in estate anche con pochissima acqua (gli agricoltori dicono che “basta una goccia…”) e riescono a superare anche le lunghe siccità del clima che sta cambiando. I danni del cambiamento climatico spesso sono aggravati da comportamenti umani sbagliati.

    Le bellissime foto di Giovanni Battista Colli rappresentano una testimonianza di un patrimonio agro-naturale che stiamo trascurando quasi incoscientemente: un ringraziamento alto va all’autore della mostra per la costanza con cui frequenta ancora oggi le ultime risaie sommerse tra Novara e Vigevano e per la passione con cui, in silenzio e quasi senza accorgersene, ha sospeso quasi per sempre un quadro agricolo e naturale dalle origini antichissime, che l’uomo sta via via cancellando in pochissimi anni.

    L’augurio è che questa mostra contribuisca, insieme al lavoro di chi ha scelto di “curare la falda”, a stimolare il ritorno alla tecnica della semina del riso in sommersione, contribuendo a rallentare il prosciugamento delle falde e dei suoli delle aree risicole, ora che siamo forse ancora in tempo.

    La mostra sarà aperta al pubblico il sabato e la domenica dalle ore 10.00 alle 18.00.

  • Venezia in pillole: col Teatro Navigli a Magenta si festeggia Carnevale

    Venezia in pillole: col Teatro Navigli a Magenta si festeggia Carnevale

    Il 17 febbraio 2024, h. 17.00 MAGENTA Piazza Liberazione PANTAKIN VENEZIA IN PILLOLE Maschere: Stefano Perocco da Meduna Costumi: Licia Lucchese Grafiche: Furio Visintin Con Meredith Airò Farulla, Matteo Campagnol, Rossana Mantese, Emanuele Pasqualini, Irene Silvestri

    A Magenta, in Piazza Liberazione, alle ore 17:00, sabato 17 febbraio, andrà in scena Venezia in pillole, uno spettacolo che farà rivivere la magia della Commedia dell’Arte in occasione dei festeggiamenti carnevaleschi magentini. Come si fa a celebrare degnamente l’anniversario della fondazione di Venezia? Pantalone è alla ricerca disperata di aiuto che prontamente arriva nei panni del Dottore, seguito a sua volta da Brighella, Colombina e Arlecchino. Tra canzoni, danze e lazzi tipici della Commedia dell’Arte arriva la risposta: per festeggiare Venezia bisogna raccontare le sue storie. Cortigiane, capitani da mar, imperatori, gente comune e storie che viaggiano sul filo delle onde.

    Condensare 1600 anni di storia è assai difficile… milleseicento anni in milleseicento ore? No. Minuti? Ancora troppo. Allora, milleseicento anni in milleseicento secondi, che sono esattamente 26 minuti, ventisei come le lettere dell’alfabeto! Così comincia questa narrazione avvincente delle storie di Venezia, il cui ordine viene estratto casualmente dal pubblico tramite delle ballotte, come nell’elezione dei dogi. Sullo sfondo, le immagini proiettate di Venezia come non l’avete mai vista mentre l’incedere inesorabile dei secondi tiene il pubblico con il fiato sospeso: riusciranno le maschere a raccontare 1600 anni in 1600 secondi? Nell’ultima e terza parte gli attori, tolta la maschera di Commedia, raccontano la Venezia di oggi, fatta di momenti bellezza ma anche di spopolamento e acqua alta. Il rito del teatro si conclude con un desiderio per questa città unica nel suo genere. Spettacolo a ingresso libero e gratuito

  • Robecco ha celebrato il Giorno del Ricordo,  a cura di Franca Galeazzi

    Robecco ha celebrato il Giorno del Ricordo, a cura di Franca Galeazzi

    Il giorno dedicato al Ricordo della tragedia delle foibe, dell’esodo istriano, fiumano, giuliano e dalmata, si è chiuso la sera di sabato in una sala consiliare percorsa da immagini, scritte, ma soprattutto da parole che hanno ridato voce, attraverso la lettura del racconto ‘Il cartello,’ a dolorose vicende a lungo taciute, ignorate.

    Alle parole del sindaco Fortunata Barni di saluto e di riflessione sulla doverosa trasmissione della verità storica alle giovani generazioni, concetto ribadito anche dal presidente dell’Associazione Giuliano-Dalmata, Claudio Girardi, hanno fatto seguito quelle di Raffaella Nova Santagostino. Parole intense e commoventi con cui la scrittrice ha narrato la vicenda di Vladimiro/Vlatko, uno dei protagonisti della raccolta di racconti ‘All’ombra del ‘900. Storie di uomini soli’, ed. La Memoria del Mondo.

    Uno per tutti, Vladimiro. Uno a incarnare i tanti bambini e ragazzi che, strappati agli affetti più cari e al paese natio, con l’umiliante cartello di ‘profugo’ hanno attraversato l’Italia sul ‘treno della vergogna’ e che non senza sofferenza, grazie alle proprie doti, alla propria forza interiore, all’accoglienza da parte di istituzioni meritorie e/o di nuove famiglie, sono riusciti a ricostruirsi un’esistenza, un futuro segnato dal riscatto sociale, lavorativo e affettivo. Quest’ultimo, tuttavia, non è possibile per Vladimiro che, divenuto un valente tipografo, nonostante la vicinanza e l’incoraggiamento a sperare del buon e affezionato signor Cerutti, si consegnerà alla solitudine.

    Solitudine su cui pesa un’ombra lunga, scura e greve, poiché “Nessuno, da quel poco che ho capito, né da una parte, né dall’altra, ha riconosciuto le proprie colpe. Non ci sono imputati … Io non farò niente per vendicarmi e allora l’unica offesa contro la vita è quella di restare solo, fino alla fine”. Ecco quanto afferma Vladimiro, ormai adulto, al termine di una storia con la ‘s’ minuscola in cui l’autrice si è calata rispettosa del ‘vero’ sia storico sia poetico – Manzoni docet – e fedele all’esergo del libro: “Io cerco di ridurre la grande storia alle dimensioni della persona … Dove sono lacrime e sentimenti” (Svetlana Aleksievic, premio Nobel 2015).

  • Geolier premiato a Napoli con targa ricordo e medaglia della città

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    NAPOLI (ITALPRESS) – “A Emanuele Palumbo, Geolier, figlio di Napoli, in segno di gratitudine ed ammirazione, per il prestigioso traguardo conseguito, per aver rappresentato la Città e la sua cultura musicale nella gara canora più prestigiosa del Paese, il Festival di Sanremo 2024. Napoli, grande Città della Musica, è orgogliosa e sostiene i suoi talenti”. Così recita la targa consegnata al Maschio Angioino dal sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, al rapper Geolier, al secolo Emanuele Palumbo. Il 23enne, cresciuto nel rione Gescal a Secondigliano, è reduce dal grande successo ottenuto al Festival di Sanremo dove ha presentato il singolo “I p’ me, tu p’te”: il 60% di consensi ricevuti al televoto non è bastato all’artista partenopeo per aggiudicarsi la vittoria finale, ma al ritorno a casa è un vero e proprio bagno di folla quello che attende il rapper. Gremita la Sala dei Baroni per la consegna della targa personalizzata e la medaglia della città al cantante arrivato al secondo posto al Festival alle spalle di Angelina Mango, anche lei molto apprezzata a Napoli e omaggiata, quando nominata dal sindaco Manfredi, dal bel applauso del Castel Nuovo. All’incontro pubblico, introdotto dal consigliere delegato per la Musica e l’Audiovisivo, Ferdinando Tozzi, ha preso parte anche la presidente del Consiglio comunale, Enza Amato.
    “Geolier è espressione di una delle tante facce della nostra cultura musicale e questo riconoscimento era dovuto – sottolinea Gaetano Manfredi -. Ad Emanuele chiederemo un forte impegno per continuare delle attività che già abbiamo avviato con lui nelle nostre periferie. Abbiamo bisogno di testimonial per parlare al grande popolo dei giovani e mandare loro messaggi positivi utilizzando il loro linguaggio, la musica e le loro espressioni culturali. Sono molto dispiaciuto per alcune polemiche che ci sono state a Sanremo” aggiunge il sindaco che poi sottolinea: “Napoli è un luogo di grande cultura internazionale. Non cadiamo nelle polemiche e nelle contrapposizioni perchè sono ragionamenti provinciali. Sono contento che Geolier abbia reagito in maniera positiva perchè è anche segno di una città più matura, che non è vittima degli stereotipi ma guarda a testa alta alle sfide che ha davanti”.
    “Voglio ringraziare tutti quanti per la vicinanza a me che sono giovane, sono un ragazzo del 2000, e ai giovani – afferma Geolier parlando dal palco -. L’unione, noi napoletani, l’abbiamo sempre avuta. Io – prosegue – sono andato a Sanremo con l’obiettivo di portare il dialetto napoletano, la lingua napoletana anzi, e ci sono riuscito. Alla fine il risultato conta poco, sono rimasto contento di tutto. Sono stato grato del supporto della mia città che non era scontato, è stato esagerato, le persone si sono sentite veramente in diritto di supportarmi. Alla fine – conclude – quando un prodotto esce da Napoli i napoletani ne sono proprietari: quindi io sono proprietà di Napoli, per sempre”.

    – Foto: xc9/Italpress –
    (ITALPRESS).