Categoria: Cultura e Tempo Libero

  • Creed Fisher – “This Ain’t The Hamptons” (2023) – by Trex Roads

    Creed Fisher – “This Ain’t The Hamptons” (2023) – by Trex Roads

    Ne ho conosciuti davvero pochi di artisti che uniscono l’essere prolifici a livelli altissimi alla qualità delle loro creazioni. Se devo pensare a un nome per spiegare questo concetto senza dubbio il primo della mia lista sarebbe Creed Fisher, un texano duro e puro.

    Ho conosciuto la musica di Creed in maniera davvero casuale cercando artisti di outlaw country classico in giro per la rete. Mi avevano colpito i titoli e le copertine dei suoi dischi e così ascoltando le sue canzoni, mi sono spinto sempre più in profondità cercando di conoscerne altre.
    La voce potente e intensa di Fisher è un marchio di fabbrica assolutamente riconoscibile e ancora di più lo sono i testi delle sue canzoni devoti all’”uomo che lavora” e al suo paese, soprattutto il Sud e sopra ogni cosa il Texas.
    Ho recensito ormai già 4 album di Creed Fisher, potete trovarli qui su Ticino Notizie se cercate il suo nome, e in nessuno di questi dischi ho trovato dei pezzi brutti o messi lì tanto per riempire uno spazio.

    Alcune volte ho dovuto fare scelte, non potevo recensirli tutti perché, come vi raccontavo, il nostro è prolifico a livelli inimmaginabili: nel 2020 sono usciti 4 dischi a suo nome, nel 2021 altri 3 e l’anno scorso due (contando anche il divertentissimo EP con la partecipazione di tanti piccoli outlaws, andate a scoprirlo non ve ne pentirete.)

    Incredibile che nessuno di questi dischi appaia raffazzonato o senza una produzione perfetta o una scrittura poco fluida, anzi! A margine di questo, ricordo che, il lavoro delle chitarre nei concerti e in tantissimi pezzi passati e anche nei 12 brani di questo Ain’t The Hamptons, è affidato alle mani magiche di un nostro connazionale ormai diventato uno dei chitarristi più apprezzati del circuito indipendente americano: l’umbro Emanuele Pistucchia. Quindi per me gioia doppia nel recensire i lavori di Creed.
    Emanuele, che, assieme alla mitica Orianna di WCN Radio (la radio dove viene trasmesso il mio programma Trex Music Club, ogni mercoledì alle ore 20, n.d.a.), abbiamo intervistato già un paio di volte, è stato testimone della crescita esponenziale della fama di Fisher.

    Dall’esibirsi in piccoli club per poche centinaia di persone a concerti e festival ‘sold out’ con migliaia di presenze ogni sera. E non solo in Texas, dove ormai Creed Fisher è sinonimo di leggenda locale, ma in giro per tutti gli Stati Uniti. Spero che la fama anche da questa parte dell’Oceano cresca (magari anche grazie a me) e un giorno di poterlo vedere mettere a ferro e fuoco anche le assi dei palchi europei, sarebbe magico.
    Questo disco è il terzo dopo aver firmato con l’etichetta indipendente Dirt Rock Empire e, come il precedente, è prodotto dallo stesso Fisher assieme a Bart Rose e Josh Rodgers e registrato nei mitici studi di registrazione Fort Worth Sound di Fort Worth, Texas.

    I singoli avevano anticipato la qualità del nuovo materiale e proprio uno dei singoli apre il disco: One of’Em è country rock potente, polveroso e dal carattere debordante. Le chitarre spingono un riff bellissimo e un testo che è la celebrazione delle cose che Creed e la sua gente amano, senza giudicare chi non la pensa come lui.

    La ballata malinconica Stars and Stripes è per i blue collar, per chi lavora e ama il suo paese ed è un po’ stanco del mondo di oggi e delle sue ideologie che cercando di imporre alla gente. Non è solo in questo Creed, ultimamente anche altri artisti indipendenti venuti dal nulla come lui hanno scatenato un seguito non indifferente senza orpelli, senza magie, ma solo parlando alla gente dei problemi veri, dei drammi e delle gioie che la gente normale vive ogni giorno.

    La musica di Creed è così e la gente lo capisce: nella musica indipendente il pubblico capisce quando sei sincero e vero e, se hai il talento narrativo e compositivo di Creed Fisher, il successo è una conseguenza di tutto questo.
    La title track è un country da leccarsi i baffi, come se ne scrivevano negli anni di Waylon Jennings e Merle Haggard e il titolo si spiega da solo: il posto da dove viene Creed e da dove viene il suo pubblico non ha nulla a che fare con il mondo dei milionari (per non dire di peggio) degli Hamptons. Anzi è proprio in un’altra Galassia.
    Lowdown & Lonesome è la mia preferita del disco: polverosa, sporca, pedal-steel e chitarre, armonica e il racconto della difficile vita del musicista indipendente su e giù per l’autostrada.

    Volete far conoscere Creed a qualcuno, ecco questo è il poster giusto! Splendida anche la successiva Hank Williams, il padre dell’outlaw country, un country rock che sfocia nel southern a cui le chitarre sferzanti regalano un carattere pazzesco. Il lavoro dei chitarristi di Creed è sempre magistrale sia da studio che dal vivo: energico, tecnico e mai banale.
    Gli assoli finali sono la classica ciliegia su questa fantastica torta.
    Dixie è una ballata dedicata alla sua terra, dove il violino e la voce di Creed prendono il proscenio e ci guidano verso il tramonto in lontananza, dove possiamo ammirare la bellezza degli arrangiamenti e l’abilità dei musicisti che si è portato in studio di registrazione per far prendere vita a queste storie di vita vera.

    Fantastico il southern rock chitarristico di You Ain’t From the South e perfetto il duetto con un altro grande artista texano indipendente Kaleb McIntire. Chitarre che sferzano l’aria, voci potenti e lo sfondo di banjo e polvere. Come sempre l’assolo finale è gioia per le orecchie.

    Il banjo e le chitarre hanno il compito di chiudere il disco con The Party’s Right Here: c’è tutto il country rock e il southern, la celebrazione di tutto ciò che Creed ama, ci sono Waylon e Hank, le birre ghiacciate e la voglia di svagarsi dopo la settimana lavorativa. Per inciso Creed ha fatto lavori veramente duri fino a pochi anni fa e sa benissimo di cosa parla quando racconta queste cose: le ha vissute e si sente.

    Un disco che avrebbe potuto essere solo buono e poco ispirato e invece, nonostante sia il 14°della sua discografia iniziata con Down Here in Texas nel 2012, è dannatamente bello, energico, arrangiato alla grande e suonato da una band dal talento assoluto.

    Una celebrazione in musica del Sud degli States, non solo del Texas: nei testi mai così incisivi e veri, ma soprattutto nella musica dove Creed sa mixare sapientemente il southern rock (a volte quasi sfiorando l’hard rock) al country dei classici, arrivando a essere oggi uno dei più credibili eredi dei grandi country men del passato.
    Se Merle, Hank e Waylon fossero qui non potrebbero altro che essere orgogliosi di essere stati gli ispiratori di un talento come Creed e sarebbero felici di sapere la loro eredità in mani così forti e sicure.

    Buon ascolto,
    Claudio Trezzani by Trex Roads

    Nel mio blog troverete la versione inglese di questo articolo.
    www.trexroads.altervista.org/strong>

  • Domenica l’Open day della Cooperativa Intrecci a Busto Arsizio

    Domenica l’Open day della Cooperativa Intrecci a Busto Arsizio

    BUSTO ARSIZIO VA RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO – Intrecci è nel suo 20° anno di attività. Un bel compleanno di storie, esperienze, ricordi e progetti. Noi operatori sul territorio di Busto Arsizio siamo sicuramente più giovani di storie ed esperienze, ma grazie alla forza dei 20 anni stiamo sperimentando occasioni di intervento e progettazioni potenti e carichi di ricchezza. E come gli altri colleghi le vogliamo raccontare.

    Lo faremo in una sera di settembre, una sera di un dì di festa – DOMENICA 17 SETTEMBRE – alla parrocchia di Sant’Anna, a Busto Arsizio, che è il luogo di una parte del nostro lavoro.

    Lo faremo con un’apertura straordinaria degli spazi messi a disposizione dalla parrocchia e prendendo in prestito le parole e la musica di Fabrizio De Andrè, per riassumere con la poesia e la “sacralità” della sua direzione ostinata e contraria la Strada che percorriamo ogni giorno in ogni incontro con le storie degli uomini e delle donne che beneficiano dei nostri interventi.

    Dalle 17.30 in poi ci saremo e avremo occasione di:

    Fare una merenda insieme, o comunque cominciare a incontrarci
    Dalle 18.00 circa ascoltare storie e canzoni di Faber grazie ad una raccolta casalinga di musica e parole che girerà nei nostri progetti e tra le storie dei nostri incontri quotidiani
    Dalle 19.30 in poi mangiare e bere qualcosa
    E in ultimo dalle 20.45 in poi unirci con tutte le nostre voci, con qualsiasi strumento che sappiamo suonare e qualsiasi passo di danza che sappiamo fare in una CANTATA POPOLARE (guidata da un gruppo di musicisti) che attraverserà tante canzoni di De Andrè e ci permetterà di vivere un momento di condivisione, libertà e riflessione
    Ci saranno con noi gli amici dell’associazione Oblò e della cooperativa la Valle di Ezechiele

    In attesa di vederci e cantare, il nostro lavoro prosegue, con tutto il giusto coinvolgimento di chi non vuole SENTIRSI ASSOLTO MA PER SEMPRE COINVOLTO.

    Ci vediamo domenica 17 settembre, a Busto Arsizio in Piazza Sant’Anna 1!

  • Gli Ambulanti di Forte dei Marmi arrivano a Legnano domenica 24 settembre

    Gli Ambulanti di Forte dei Marmi arrivano a Legnano domenica 24 settembre

    LEGNANO – Gli Ambulanti di Forte dei Marmi: le bancarelle del mercato di qualità più famoso d’Italia tornano finalmente a Legnano, con tutto il meglio del Made in Italy artigianale e le ultime tendenze della moda. Si potranno ammirare le ormai mitiche “boutique a cielo aperto” dell’originale Consorzio domenica 24 settembre in occasione della tradizionale Festa dell’Uva (nella consueta location di Via della Pace, nei pressi del Maniero della Flora, ed in collaborazione con la Contrada). Dunque, un appuntamento da non perdere assolutamente per i tanti appassionati del genere, come sempre all’insegna dello shopping più glamour e conveniente, con orario continuato, anche in caso di maltempo, dalle 8 alle 19.

    Sarà, come al solito, un autentico spettacolo di bancarelle, colori e pubblico, che faranno rivivere le magiche atmosfere del Mercato del Forte, sinonimo di genuinità e qualità artigianale garantita. Sui grandi banchi di vendita è infatti possibile trovare il meglio della tradizione toscana ed italiana dell’artigianato di qualità: abbigliamento, con nuove collezioni griffate e di stock, pelletteria di altissima fattura artigianale (borse e scarpe), la migliore produzione nazionale di cashmere, pellicceria, stoffe pregiate, biancheria per la casa, porcellane, bijoux, raffinati tessuti di arte fiorentina. La qualità è sempre rigorosamente declinata anche con la massima convenienza. Bandite per statuto imitazioni e “cineserie” di scarso pregio, è sui banchi de “Gli Ambulanti di Forte di Marmi” che si trovano le nuove tendenze della moda, spesso riprese anche da tanti fashion blog e magazine femminili.

    Non a caso il Consorzio (depositario del marchio unico, originale e registrato “Gli Ambulanti di Forte dei Marmi”), nato per primo nel 2002 dall’unione di alcuni dei migliori banchi storicamente e tuttora presenti nello storico e famoso (nel mondo) mercato di Forte dei Marmi, con lo scopo di renderne itinerante lo spettacolo nelle piazze nazionali, è stato da allora oggetto di diversi tentativi di imitazione.
    “Il nostro è un invito – spiega il Presidente del Consorzio, Andrea Ceccarelli – a diffidare di ogni tentativo di imitazione e valutare, invece, passando direttamente tra i nostri banchi, la qualità delle nostre merci e l’immagine coordinata delle nostre bancarelle. Il nostro marchio è ormai sinonimo di shopping esclusivo e conveniente”.

    Per conoscere nel dettaglio il calendario completo delle date dei mercati dello show itinerante de “Gli Ambulanti di Forte di Marmi®”, è possibile consultare l’unico sito web ufficiale (attenzione ai “fake”) www.gliambulantidifortedeimarmi.it, dal quale si accede anche alla pagina Facebook da oltre 164mila fans reali e certificati ed alla App del Consorzio.

    Evento-Mercato di qualità con “Gli Ambulanti di Forte dei Marmi®” in occasione della Festa dell’Uva
    • Domenica 24 settembre – Via della Pace, nei pressi del Maniero della Contrada La Flora – LEGNANO (Milano)
    Dalle 8.00 alle 19.00, con orario continuato anche in caso di maltempo

  • I frammenti del monumento di Gaston de Foix tornano a Castellazzo in Villa Arconati

    I frammenti del monumento di Gaston de Foix tornano a Castellazzo in Villa Arconati

    CASTELLAZZO DI BOLLATE – Si va, così, a ricostituire l’antico Camerino funebre: uno degli ambienti più significativi e spettacolari del collezionismo Arconati.
    Questo ambizioso progetto culturale di Fondazione Augusto Rancilio per il recupero del patrimonio storico-artistico di Villa Arconati è stato possibile grazie alla preziosa collaborazione del Castello Sforzesco di Milano, che ha concesso in comodato alla Villa i calchi ottocenteschi in gesso ricavati dalle sculture marmoree del monumento un tempo conservate a Castellazzo.

    LA STORIA DEL MONUMENTO FUNEBRE DI GASTON DE FOIX
    Il monumento funebre a Gaston de Foix fu realizzato nel primo ventennio del Cinquecento da Agostino Busti detto il Bambaia, all’interno del convento di Santa Marta a Milano, per il nipote del re di Francia Luigi XII, caduto valorosamente nella Battaglia di Ravenna contro la Lega Santa nel 1512. Con l’arrivo degli spagnoli a Milano e la cacciata dei francesi, il monumento non fu mai terminato e ben presto i suoi frammenti divennero il sogno proibito dei collezionisti d’arte, per via della maestria con cui furono realizzati.
    Tra le monache di Santa Marta vi erano anche alcune dame Arconati, pertanto non fu certo difficile per la famiglia riuscire ad accaparrarsi in breve tempo i pezzi più prestigiosi, ovvero i sette bassorilievi narrativi che narrano la vicenda in cui perse la vita il giovane Gaston de Foix. L’unico pezzo del monumento a cui le monache non vollero rinunciare fu la statua giacente del condottiero, che fu murata all’interno di una parete del convento, così da non poter essere portata via.
    Con le soppressioni napoleoniche, però, anche Santa Marta cessò di esistere e la statua passò prima nelle collezioni di Brera e successivamente in quelle del Castello Sforzesco, dove è conservata tutt’ora.

    IL CAMERINO DI CASTELLAZZO DAL SEICENTO ALL’ARRIVO DI CANOVA
    Dal Seicento all’inizio del Settecento la collezione Arconati si arricchì di diversi pezzi originali in marmo del monumento: oltre ai sette bassorilievi narrativi – incastonati nelle pareti del Camerino – giunsero alla Villa anche alcuni Apostoli e Profeti, lesene, lastre e pilastrini decorativi.
    La collezione di Castellazzo era divenuta talmente importante che all’inizio dell’Ottocento persino il critico Giuseppe Bossi e lo scultore Antonio Canova giunsero in visita per ammirarla: nel corso della visita Canova rimase talmente impressionato dalla bellezza dei marmi del Bambaia da affermare “Opere di tal natura sono pressoché impossibili ai nostri giorni”.

    LA GRANDE MOSTRA DI FINE OTTOCENTO E I GESSI DI CASTELLAZZO
    Nel 1872 il Ministero dell’Istruzione Pubblica tentò l’ardito progetto di realizzare una grande mostra in cui si intendeva ricostruire il monumento di Gaston de Foix attraverso calchi in gesso provenienti dalle collezioni pubbliche e private dove i frammenti erano conservati da ormai due secoli. All’epoca, infatti, ancora non ci si era resi conto che l’opera non era mai stata portata a termine.
    Il progetto di ricostruzione si presentò da subito arduo, poiché i frammenti erano dispersi in moltissime collezioni private: la Pinacoteca Ambrosiana di Milano, Palazzo Madama a Torino, il Museo del Prado a Madrid, il Victoria and Albert Museum di Londra solo per citarne alcune.
    Il formatore Pietro Pierotti fu incaricato di realizzare i calchi per la mostra; si recò, dunque, anche a Castellazzo, dove riuscì nell’impresa quasi impossibile di realizzare i calchi di tutti i pezzi, compresi i bassorilievi incastonati nelle pareti del Camerino.
    Fu probabilmente in quell’occasione che la ricca collezione passata alla proprietà della marchesina Luisa Busca, che all’epoca aveva solo diciassette anni, si arricchì di calchi in gesso – realizzati forse dallo stesso Pierotti – che intendevano completare l’allestimento del Camerino.
    L’allestimento più recente, che raccoglieva sia i pezzi originali in marmo che le copie in gesso, è documentato in una fotografia del secondo Ottocento: un documento dal grande valore storico e assai importante per la ricostruzione dell’ambiente.
    Negli anni ‘90 del Novecento, quando il patrimonio storico artistico del Castellazzo fu messo all’asta, il Comune di Milano acquistò tutti i pezzi originali in marmo, che sono oggi esposti presso la Sala degli Scarlioni del Castello Sforzesco.
    Le copie in gesso realizzate per la grande mostra di fine Ottocento, invece, furono conservate a Brera e successivamente confluirono nei depositi del Castello Sforzesco di Milano.

    IL PROGETTO DI RICOSTRUZIONE DEL CAMERINO DI CASTELLAZZO IN COLLABORAZIONE CON IL CASTELLO SFORZESCO

    «Il progetto di ricostruzione del Camerino di Castellazzo attraverso i gessi ottocenteschi è nato come un sogno ad occhi aperti» spiega Sonia Corain, Conservatore di Villa Arconati: «abbiamo fatto la richiesta di prestito senza sperarci troppo, e invece abbiamo subito trovato grande entusiasmo da parte della dottoressa Francesca Tasso, all’epoca Conservatore responsabile delle Raccolte Artistiche del Castello Sforzesco, che ha portato avanti con i suoi collaboratori l’iter per la concessione del prestito e ha, a tutti gli effetti, permesso che questo sogno diventasse realtà».
    Un paziente lavoro di restauro – finanziato da Fondazione Augusto Rancilio – di quasi un anno presso i depositi del Castello Sforzesco ha permesso ai gessi di tornare al loro antico splendore. Parallelamente, alla Villa, sono stati restaurati il Camerino e la copia in gesso del Giacente, l’unico pezzo di tutta la collezione di Castellazzo che è rimasto nel luogo originario in seguito alle spoliazioni del Novecento.
    Oltre alla statua giacente di Gaston de Foix, a ricostruire l’allestimento del Camerino arrivano dalle collezioni del Castello Sforzesco: i sette bassorilievi narrativi che illustrano le vicende che portarono alla morte del condottiero, due lesene a trofei, sei pilastrini decorativi, due lastre, una statua di Virtù e dodici tra Apostoli e Profeti, per un totale di 30 pezzi anticamente conservati a Castellazzo.
    Viene, così, a ricomporsi un piccolo scrigno di meraviglie che per secoli ha affascinato per la sua pregiata, quanto ardita, fattura.
    Si rinsalda, inoltre, un doppio filo culturale con le collezioni del Castello Sforzesco: da domenica 17 settembre i Visitatori potranno finalmente rivedere il Camerino di Villa Arconati così come si presentava anticamente, attraverso i calchi in gesso realizzati a fine Ottocento, e potranno ammirare al Castello Sforzesco gli originali in marmo che un tempo erano a Castellazzo.

    «Il recupero della memoria storica del Castellazzo è un progetto tanto stimolante quanto, spesso, complicato. Finora siamo riusciti a ritrovare incisioni e fotografie storiche che mostrano un’istantanea di ciò che questo luogo fu in un passato glorioso, ma inesorabilmente perduto. Veder “tornare a casa” alcuni tra i pezzi più importanti e prestigiosi della collezione di Villa Arconati scalda il cuore e ci dà la speranza che, magari, non sia un episodio isolato.
    Desidero esprimere il mio più vivo ringraziamento ad Antonella Ranaldi, che – negli anni in cui è stata Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Milano – ha seguito con professionalità e passione l’intero processo di restauro e riconversione culturale di Villa Arconati, fornendoci i suoi preziosi consigli riguardo al riallestimento del Camerino di Castellazzo e concedendo l’autorizzazione a questo importante progetto.
    Il mio ringraziamento va, poi, al Comune di Milano e al Castello Sforzesco per avere concesso il prestito dei pezzi, e in particolare a tutti coloro che hanno condiviso lo spirito e la sensibilità di questo “ritorno a casa”, spendendosi in prima persona perché questo sogno si realizzasse: Claudio Salsi, già Soprintendente Castello Sforzesco e Direttore Musei Archeologici e Musei Storici Castello Sforzesco; Francesca Tasso, Direttrice Area Musei del Castello Sforzesco, Musei Archeologici e Storici di Milano; Luca Tosi, Conservatore Pinacoteca e Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco; Fiorella Mattio, Conservatrice Raccolte Arte Applicata del Castello Sforzesco; e Laura Paola Gnaccolini, Funzionario Storico dell’arte Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Milano, che ha seguito il progetto di restauro realizzato con cura e passione da Marilena Anzani e Alfiero Rabbolini di ACONERRE snc – Arte Conservazione Restauro.
    Senza la sensibilità, la professionalità e la cura di tutte le persone che hanno collaborato al progetto, questo sogno non si sarebbe mai realizzato».

    Cesare Rancilio, Presidente Fondazione Augusto Rancilio

  • Boffalora, la Sucia entra nel clou: Meganoidi, Mc Chicken e Gamba de Legn. E poi..

    Boffalora, la Sucia entra nel clou: Meganoidi, Mc Chicken e Gamba de Legn. E poi..

    BOFFALORA Sfida anche il maltempo (e vincerà Boffalora…) il secondo fine settimana di Festa da la Sucia, che quest’anno il Comune di Boffa- con Sabina Doniselli, Francesco Belloni, Luca Recrosio e tutto lo staff capaci di proporre l’edizione più ricca di sempre- ha davvero deciso di fare in grande.

    Il clou di questo fine settimana sarà sicuramente la musica: la Sucia cala un vero tris d’assi, Meganoidi (questa sera), Mc Chicken (domani per la Notte Bianca) e Gamba de Legn (per la grande chiusura di domenica 17).

    MEGANOIDI Stasera dopo le 21, in piazza IV Giugno, spazio ai Meganoidi. La loro storia comincia a Genova, dove la band si forma nel 1997. Il gruppo si esibisce frequentemente dal vivo e, nel 1998, dà alle stampe l’EP d’esordio, SUPEREROI VS MUNICIPALE. Il gruppo intensifica l’attività live, e nella primavera del 2000 autoproduce e registra il proprio primo album, INTO THE DARKNESS, INTO THE MODA, che viene pubblicato in autunno. Mentre la prima tiratura (di 1000) copie va esaurendosi, nel marzo del 2001 la band decide di estrarre dall’album il singolo “Meganoidi” e di autoprodurne il video. Nel giugno del 2001 l’album viene stampato in una nuova edizione da Venus Distribuzioni.
    Da allora, una lunga serie di successi e di concerti.

    Poco altro da aggiungere su Mc Chickeh e Gamba: la Oktoberfest Tribute Band capitanata da Paolo Folli compie 20 anni ed è ormai celeberrima nell’Est Ticino. Hanno invece tagliato la linea dei 36 anni di storia i Gamba de Legn di Giovanni Parini, ormai vera e propria icona del blues-rock dialettale. Imperdibili.

    Per le ultime due giornate ci saranno anche la notte bianca di sabato 16 e i mercatini di domenica 17 settembre, fuochi artificiali di chiusura alle 22. Appuntamento inoltre venerdì 15 settembre con l’inaugurazione della mostra fotografica «Ozone» di Mario Cucchi e domenica alle 11.30 con l’esposizione e la premiazione del concorso fotografico Boffalora…tu come la vedi.

    IL PROGRAMMA COMPLETO

    VENERDI 15 SETTEMBRE
    Dalle ore 21.00 Piazza IV Giugno
    Concerto musicale del gruppo “Meganoidi” Apertura concerto a cura di “Mondocane!”.

    SABATO 16 SETTEMBRE
    NOTTE BIANCA
    Dalle 19:00 alle 1:00
    Musica, spettacoli e cene nel centro storico, in collaborazione con le associazioni e i commercianti di Boffalora

    Piazza IV Giugno dalle ore 21:30
    Musica dal vivo con la band “The McChicken Show”

    Piazza Matteotti Dalle ore 21:00
    Serata Danzante con “Nadia e Davide” e esibizione “Infinity Dance Academy”

    C/o Colombo & Garavaglia arredamenti
    Dalle ore 20:00 “Colora ciò che fai – Nonsolococktail”

    Parcheggio supermercato Sigma Via XXV aprile
    Spettacolo musicale “883 Fuori tempo Max”

    DOMENICA 17 SETTEMBRE
    Centro storico chiuso ai mezzi a motore dalle ore 9.00 alle ore 24.00

    Dalle 9.00 alle 23:00
    Mercatino Alimentare, Bancarelle Hobbisti e Associazioni, Street Food per le vie del centro storico

    Ore 10:30 Parco Mylius
    Shiatsu workshop a cura di Associazione GFP

    Ore 16.30 Parco Mylius
    Spettacolo Teatrale per bambini “Sto morto meglio!”
    Nell’ambito della Rassegna Teatrale “E’ arrivato… un bastimento”

    Ore 20.00 P.zza IV Giugno
    Musica dal vivo con la “Gamba De Legn”

    Ore 22.00 Spettacolo pirotecnico “I fuochi della Sucia”

    MOSTRE E ESPOSIZIONI
    Sala Consiliare, P.zza IV Giugno
    Sabato 09 e domenica 10 – Sabato 16 e Domenica17
    Dalle 10:00 alle 12:30, dalle 15:00 alle 23.00
    “In SAFFA” un sogno non ancora finito
    a cura a cura di UrbanaMente e Associazione storica “La Piarda”

    Cortile Scuola Primaria, ingresso Viale dei Certosini – domenica 17 settembre
    Esposizione Foto Concorso Fotografico “Boffalora… Tu come la vedi” 5° Edizione Ore 11.30 Premiazione vincitori del concorso

    Domenica 17 Settembre
    Viale dei Certosini Esposizione Bonsai
    A cura del gruppo Amici dei Bonsai di Boffalora ,

    Presso l’ex panetteria , Sartoria Nico Mostra Fotografica “Ozone” di Mario Cucchi da venerdì a domenica

  • Lexus LBX, qualità premium e design casual

    Lexus LBX, qualità premium e design casual

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Nello sviluppo del nuovissimo LBX, Lexus ha riscritto le sue regole, ripensando anche alcune delle sue convenzioni di design più note. Questo nuovo modello Full Hybrid, il più piccolo e dinamico del brand, rappresenta l’inizio di un nuovo percorso di Lexus che rompe le convenzioni del lusso e offre un’auto di dimensioni ridotte, con un’ampia gamma di scelte stilistiche che conquisteranno nuovi clienti. Il team che ha sviluppato LBX ha innovato i principi del design Lexus Next Chapter che hanno caratterizzato l’ultima generazione di modelli NX, RX ed RZ. Il desiderio era quello di produrre una vettura elegante, pensata per gli amanti del lusso e del comfort che scardinasse il classico design Lexus per proporre un’auto innovativa, pensata per un pubblico giovane ed europeo. Si tratta di una Lexus che si può guidare in jeans e sneakers, pur mantenendo le qualità distintive di Lexus, come l’artigianalità Takumi e l’ospitalità Omotenashi. che è l’attitudine di trattare i propri clienti come ospiti in casa propria, soddisfando le aspettative e anticipando i bisogni. E nulla rende più chiare le intenzioni dei progettisti quanto lo stile del frontale di LBX, con il nuovo “volto” Lexus. La griglia a clessidra, simbolo di ogni modello Lexus da oltre un decennio, è stata ripensata come un’unità più piccola, priva di cornice che si fonde con la carrozzeria.
    Inoltre, grazie al motore ibrido compatto, il bordo anteriore del cofano è stato abbassato sotto il livello dei fari, ispirandosi al “Resolute Look” che ha caratterizzato i modelli Lexus dai primi anni 2000 in poi. I nuovi dettagli includono l’integrazione intelligente delle luci diurne e degli indicatori di direzione in un’unica unità, con il familiare motivo a “L” Lexus invertito per indicare la direzione della svolta. L’assetto stabile e la sensazione di potenza fanno parte del look tradizionale dei SUV, qualità che il nuovo LBX mostra nonostante le sue dimensioni compatte. Tuttavia, se osservata lateralmente, gli elementi classici sono ben visibili: sbalzi corti per prestazioni agili e passaruota anteriori e posteriori fortemente svasati. La realizzazione della superficie tesa e muscolosa intorno alle portiere posteriori si è rivelata una delle sfide più difficili, ma è un elemento chiave per la straordinaria presenza su strada della vettura. Osservando LBX dalla parte posteriore, questo equilibrio di forme si riflette nell’abitacolo compatto dell’auto, che poggia su un solido telaio – un altro segnale visivo che è sinonimo di un baricentro basso, stabilità e agilità. L’attenzione è catturata anche naturalmente dagli pneumatici di grandi dimensioni e dalle ruote da 18″ e si ha la forte sensazione che LBX abbia una stabilità rassicurante, grazie al suo baricentro basso. Il messaggio visivo è che si tratta di un’auto che puoi guidare con sicurezza, sia sulle strade cittadine, che esplorando strade di campagna o viaggiando in autostrada.
    L’ispirazione per le importanti proporzioni di LBX è venuta da una fonte sorprendente: le torte di riso, una tradizionale offerta religiosa giapponese del periodo di Capodanno. La struttura è costituita da due dischi: uno piccolo posto sopra uno più grande. Lo spostamento della targa in basso nel paraurti posteriore ha consentito di ottenere una superficie del portellone posteriore pulita e lineare, che mette in risalto la scritta Lexus. Come già visto su altri SUV Lexus, LBX ha una barra luminosa posteriore con un design dedicato. In questo caso si estende oltre il profilo della portiera posteriore fino ai passaruota posteriori, enfatizzando la larghezza dell’auto e il suo aspetto ben piantato. Il design, ovviamente, non riguarda solo l’aspetto accattivante: non sono stati dimenticati dei dettagli accurati per ottenere le migliori prestazioni aerodinamiche possibili. Questo, a sua volta, è un fattore importante per conferire stabilità alla vettura e ottimizzare l’efficienza dei consumi. Il tetto, lo spoiler pronunciato e la combinazione di luci posteriori sono tutti elementi sagomati per agevolare il flusso d’aria sopra e lontano dall’auto. Le modanature della linea di cintura sono a filo con la carrozzeria e le alette sul bordo inferiore delle minigonne laterali contribuiscono all’efficienza aerodinamica, insieme allo stile accurato degli angoli del paraurti anteriore e dei lati del paraurti posteriore. Per apprezzare al meglio il design di LBX, Lexus offre una scelta di finiture di vernice esterna che includono vivaci tonalità di rosso, giallo e blu e l’opzione di una sorprendente combinazione bicolore con tetto e montanti neri a contrasto.

    foto: ufficio stampa Toyota Motor Italia

    (ITALPRESS).

  • Al Villaggio delle Zucche di San Martino Siccomario: illusionismo protagonista, sogno o son desto? Ma è tutto vero

    Al Villaggio delle Zucche di San Martino Siccomario: illusionismo protagonista, sogno o son desto? Ma è tutto vero

    Sabato 16 e domenica 17 Settembre il Pumpkin Patch alle porte di Pavia si trasforma in un fantastico luna park della mente: illusionismo e magia per grandi e piccoli

    PAVIA – Secondo appuntamento con la quarta edizione del Villaggio delle Zucche di San Martino Siccomario (Pv): tema protagonista del fine settimana del 16 e del 17 Settembre sarà L’Illusione (biglietti disponibili al link https://www.eventipavia.it/puravidafarm/villaggio-delle-zucche/ ).

    Tra le attrazioni del week-end l’Illusonarium di Mago Fax, set di performances in bilico tra vero e falso, serie di esperienze interattive che coinvolgono il pubblico, cercando di spiegare come a volte il cervello non è esattamente in grado di interpretare in modo corretto ciò che vede. Un vero e proprio Luna Park della Mente che divertirà tutta la famiglia.

    Nell’arco della giornata grandi e piccini potranno partecipare ai laboratori artistici tra cui quello di decorazione delle zucche e quello di illusionismo. E poi attrazioni in perfetto stile americano quali il toro meccanico sul quale mettere alla prova il proprio equilibrio e il CornHole abbatti i barattoli; i trattorini a pedali ed elettrici, le jeep elettriche e i pedalò per esplorare la Lanca, le barchette paddler; gli animali della fattoria e i pony che non vedono l’ora di accompagnare i più piccoli in una cavalcata nel parco; la Casetta del mais per “nuotare” e fare capriole in un mare davvero speciale e i gonfiabili.

    Non manca inoltre l’offerta food: il pubblico avrà l’imbarazzo della scelta tra le proposte del ristorante La Lanca e i vari food corner Caracas, Atene, Lisbona e Venezia. Al Villaggio delle Zucche, poi, il Mercatino di prodotti tipici del Puravida Farm per poter gustare direttamente a casa tua in famiglia le nostre prelibatezze home made.
    Un altro fine settimana all’insegna del sano divertimento, dello stare insieme, del gioco a stretto contatto con la natura. Dove? A portata di mano, a pochi chilometri da Pavia e a meno di 40 chilometri da Milano… al Villaggio delle Zucche che ha riaperto i battenti sabato 9 Settembre con la sua quarta edizione: il parco a tema firmato PuraVida Farm di San Martino Siccomario rivisita la tradizione nordamericana dei pumpkin patch, immensi campi di zucche dove le famiglie si recano alla ricerca della zucca perfetta per Halloween da portare a casa, da decorare o intagliare.

    Quello alle porte di Pavia è il più grande Pumpkin Patch del Nord Italia: un luogo sconfinato nel verde di un parco di 35.000 metri quadrati con alberi secolari, una fattoria didattica con pony, caprette, coniglie e galline, animazione, giochi, golosità nei punti-ristoro e laboratori didattici e creativi.
    Il Villaggio rimarrà aperto anche nelle giornate piovose per offrire un po’ di colore e divertimento. In caso di maltempo, si consiglia di munirsi di stivali da pioggia, impermeabile o giacca a vento e ombrello per tutta la famiglia.

    Il Villaggio delle Zucche c/o PuraVida, Via Piemonte, Località La Lanca – San Martino Siccomario (PV)
    Dal 9 Settembre al 12 Novembre, ogni fine settimana a partire dalle 10.
    Biglietti al link https://www.eventipavia.it/puravidafarm/villaggio-delle-zucche/

  • Con il Teatro dei Navigli, l’Estate a Vittuone non finisce: sabato arriva la Sirenetta Ariel

    Con il Teatro dei Navigli, l’Estate a Vittuone non finisce: sabato arriva la Sirenetta Ariel

    VITTUONE – Ultimo appuntamento di E…STATE A VITTUONE! 2023 sabato sera alle 21 nella splendida cornice di Parco A. Lincoln Teatro dei Navigli presenta la sua ultima produzione: La Sirenetta. Liberamente ispirata ad una delle fiaba più amate di Hans Christian Andersen, La Sirenetta, rivisitata in chiave teatrale da Luca Cairati. In scena l’applauditissimo cast di La Bella e la Bestia – Giulia Martina, Maurizio Misceo, Davide Najjar – in un continuo e coinvolgente scambio di personaggi ambientati in fondo al mar! Con La Sirenetta la regia ripropone il format vincente dell’armoniosa unione di prosa per bambini e musical, andando a confezionare un prodotto
    irresistibile per il nostro giovane pubblico.

    La Sirenetta Ariel, vive sul fondo del mare con suo padre, Re Tritone e le sorelle maggiori. Secondo la tradizione delle sirene, a quindici anni le viene concesso di nuotare fino in superficie per guardare il mondo sopra il mare, dove ha modo di vedere una nave comandata da un bellissimo principe, Eric, di cui si innamora. A seguito di una terribile tempesta, la Sirenetta riesce a salvare il principe dal naufragio, trasportandolo fino alla spiaggia; Ariel canta per lui, ma il principe ha perso conoscenza e non ha modo di vederla. Incantato dal ricordo della sua voce, Eric giura di trovare colei che lo ha salvato, mentre Ariel cerca un modo per unirsi a lui e al suo mondo. La risposta le arriva però dalla terribile Ursula, che la trasforma in umana per qualche giorno, in cambio della sua voce, che il principe tanto cercava… Come faranno i due innamorati a ritrovarsi?

    Ingresso libero, non occorre la prenotazione

  • Un sistema di videosorveglianza per tutelare i fontanili di Vittuone

    Un sistema di videosorveglianza per tutelare i fontanili di Vittuone

    È stato attivato il sistema di videosorveglianza nella zona dei fontanili. Si tratta di sei punti di controllo: quattro di questi sono veri e propri “varchi” che, oltre ad essere equipaggiati con una telecamera di contesto che riprende a colori il transito dei veicoli, effettuano anche la lettura delle targhe dei veicoli stessi; gli altri due sono postazioni “intermedie”, equipaggiate con telecamere ambientali.

    VITTUONE – Tenendo conto di tutti i sei punti di controllo, sono attive 16 telecamere, che inviano alla centrale di controllo, attraverso collegamento criptato su rete 4G, le registrazioni concentrate su NVR (Network Video Recorder) locale.

    Il sistema, che è stato finanziato da Regione Lombardia per il 90% del costo ed ha avuto il parere favorevole del Parco Sud Milano e della Soprintendenza al Paesaggio, è finalizzato, sottolinea l’assessore alla Sicurezza Angelo Poles, “alla tutela e al monitoraggio di un’area verde pregiata, quale è appunto quella dei fontanili, identificando e sanzionando gli incivili che abbandonano in quest’area i loro rifiuti”. Naturalmente, aggiunge Poles, “da questo sistema di videosorveglianza non hanno nulla da temere né i residenti, né i loro visitatori, né chi si reca alle cascine e nemmeno i corrieri”.

    Va ricordato che questo programma di videosorveglianza è partito già a fine 2020 con un progetto che si è poi decisamente ampliato nel 2022, con l’adesione ad un nuovo bando regionale che ha permesso di coprire larga parte dei costi, anche se ha richiesto un allungamento considerevole dei tempi sia per rispettare gli standard richiesti dal bando stesso, sia per soddisfare i requisiti del Parco Sud.

    Va infine sottolineato che, su richiesta degli agricoltori della zona di Cascina Maggiolina, verrà installato un lampione a led nel punto di accesso alle cascine, per permettere una maggiore illuminazione, e quindi visibilità, soprattutto nel periodo invernale.

  • Abbiategrasso, sabato 30 settembre festa di ringraziamento per il Portico della Solidarietà

    Abbiategrasso, sabato 30 settembre festa di ringraziamento per il Portico della Solidarietà

    ABBIATEGRASSO Sabato 30 settembre alle ore 16,00 nella sala Consiliare del Castello Visconteo di Abbiategrasso l’Associazione Andrea Aziani-Portico della Solidarietà organizzerà un incontro ove ringraziare Enti, Aziende, Gruppi che nel corso di questi anni hanno sostenuto l’attività della Associazione.

    Com’è noto dal 2017 presso i locali di via Pavia 52, grazie ad una convenzione con il Comune, l’Associazione mette a disposizione alimenti e generi di prima necessità a famiglie in difficoltà economiche.
    Sabato sarà quindi l’occasione, alla quale tutti sono invitati a partecipare, in cui i volontari avranno la possibilità di manifestare la riconoscenza a chi è stato loro vicino soprattutto durante il periodo della pandemia e successivamente durante quello caratterizzato dall’arrivo di profughi dall’Ucraina.

    In quelle situazioni la necessità di avere a disposizione in breve tempo una grande quantità di prodotti da distribuire assumeva una vitale importanza, ma grazie agli atti di generosità di privati cittadini, di numerosi Enti unitamente alle risorse fornite dal Comune si è potuto far fronte egregiamente ai vari bisogni.
    Oltre ai ringraziamenti, ai quali seguiranno gli Attestati di Benemerenza, l’Associazione racconterà in appositi pannelli la propria storia, le proprie motivazioni ideali e le testimonianze degli amici che hanno contribuito alla sua costituzione.

    Al termine, sarà offerto un piacevole rinfresco con l’opportunità di stabilire nuove amicizie e di consolidare quelle esistenti in un clima di grande solidarietà.

    UNA STORIA IMPORTANTE
    Associazione di Volontariato Andrea Aziani
    L’associazione di volontariato Andrea Aziani è nata da un gruppo di amici che da 20 anni condivide l’esperienza caritativa di risposta al bisogno alimentare delle famiglie in difficoltà.

    A Chi è rivolto
    Il Portico della Solidarietà si rivolge a quelle famiglie che la crisi economica ha portato sulla soglia della povertà. Infatti in questo “supermercato solidale” è per loro possibile rifornirsi gratuitamente di generi di prima necessità .

    Distribuzione di alimenti
    Il nostro auspicio è di collaborare con tutte le associazioni che operano nella distribuzione di alimenti
    L’accesso al Portico è regolato dai Servizi sociali del Comune e da enti caritativi del territorio come:

    Caritas Parrocchiali
    Ass. San Vincenzo
    Casa Agorà

    Come funziona
    Ad ogni famiglia che accede al Portico viene rilasciata una tessera punti con scadenza mensile che, in relazione alla composizione del nucleo famigliare, quantifica la possibilità di acquisire i generi alimentari disponibili; l’associazione si è impegnata a garantire un paniere minimo.

    Rispetto alla tradizionale distribuzione di generi alimentari, fatta con borse o pacchi contenenti generi stabiliti da chi distribuisce, l’utente del Portico, compatibilmente con i generi disponibili, ha la possibilità di scegliere ciò di cui ritiene di avere più bisogno