Categoria: Cultura e Tempo Libero

  • Restaurata la cupola di Santa Maria in Vallicella a Roma

    Restaurata la cupola di Santa Maria in Vallicella a Roma

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – La cupola di Santa Maria in Vallicella a Roma, anche nota come Chiesa Nuova, sta riprendendo vita poco alla volta. A rinascere adesso è la cupola con il dipinto dedicato al tema dell’antico testamento realizzato da Pietro da Cortona che è stata sottoposta a un lavoro di restauro. Alla cerimonia di inaugurazione dell’opera hanno partecipato sia il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, accompagnati dal Soprintendente Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, Daniela Porro. Presenti tra gli altri anche l’Assessore alla Cultura di Roma Capitale Miguel Gotor e il Cardinale Giovanni Battista Re.
    Ad occuparsi del lavoro, durato circa due anni inframezzati da varie pause, è stata la Soprintendenza Speciale tramite il finanziamento del Fondo Edifici di Culto, organo del Ministero dell’Interno. Si è trattato di un lavoro che ha unito diverse discipline e diversi studi scientifici, permettendo di delineare l’opera di Pietro da Cortona. Gli studiosi hanno così definito quanto già si conosceva del pittore, avendo a che fare con la sua maniera di realizzare il dipinto che smontava, rimontava, cambiando idea durante le fasi di creazione.
    Il restauro interno alla chiesa proseguirà con un altro dipinto dello stesso pittore posizionato nell’abside e poi con le navate.
    “È un importante recupero di un’opera che è di proprietà del Fondo Edifici di Culto” ha dichiarato Piantedosi che rivolgendosi a chi si sta occupando del lavoro di restauro ha aggiunto: “È molto bello vedere la cura e la passione che mettete e che mettiamo anche noi del Ministero dell’Interno. Abbiamo tra le nostre missioni la cura dei beni di culto che ci furono assegnati. È qualcosa che rivendichiamo con molta forza perché attiene a una delle missioni storiche del Ministero nella tutela delle libertà di culto e delle libertà civili. Lo facciamo in maniera non accessoria ed episodica e non a margine delle principali attività narrate. La tutela del bello del nostro paese attiene alla valorizzazione della nostra storia di cui dovremmo andare sempre più orgogliosi. Diamo il nostro contributo cercando attraverso la competenza e la passione di valorizzare e tutelare i beni e di riproporli alle future generazioni. Questo è stato fatto qui”. Riferendosi di nuovo a chi si occupa del recupero dei beni interni a questa Chiesa ha concluso “La passione che mettete è emozionante. Senza la passione di chi ama questi beni, tenderebbero ad essere affetti dai malanni che l’usura del tempo propone. Saremo sempre al fianco di coloro i quali esprimono questa passione. L’occasione è stata utile per fare qualche riflessione con il collega Sangiuliano per un’ulteriore iniziativa congiunta per valorizzare i beni culturali del nostro paese”.
    Gli ha fatto eco Sangiuliano che ha dichiarato: “Il patrimonio religioso è parte essenziale e fondante del patrimonio della nazione. Come i nostri musei costituisce uno dei punti cardinali di una geografia identitaria della nazione. Se dovessimo scrivere una storia di essa, anche relativa al periodo pre unitario, non potremmo prescindere dalle chiese, dal patrimonio religioso. Questo costituisce anche una straordinaria occasione di sviluppo socio economico”. Il Ministro ha aggiunto: “Questi sono luoghi che costituiscono un unicum nel mondo. La bellezza delle nostre chiese non ha eguali. Trascorrere alcune ore qui dentro è un’esperienza unica soprattutto di arricchimento spirituale”.
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    (ITALPRESS).

  • Al ‘Torno’ di Castano un incontro per mostrare le rarità manzoniane

    Al ‘Torno’ di Castano un incontro per mostrare le rarità manzoniane

    Nella mattinata dilunedì 18, presso l’Aula Magna del “Torno” di Castano Primo, gli studenti hanno incontrato il Direttore dell’antica e prestigiosa Biblioteca Capitolare di Busto Arsizio, con cui l’Istituto da alcuni anni collabora alla realizzazione del Progetto “Leggere il passato per scrivere il futuro”, promosso e coordinato dalla Professoressa Laura Fusaro con l’obiettivo di salvaguardare e valorizzare parte del patrimonio archivistico ivi conservato e, al tempo stesso, ampliarne la fruibilità da parte del pubblico.

    Mentre l’anno manzoniano volge al termine, a conclusione delle attività che ogni singola classe ha svolto per celebrare il 150° anniversario dalla scomparsa del grande scrittore, il Dottor Salvatore Bollini Marcora, in via del tutto eccezionale, ha portato in visione due vere e proprie chicche letterarie: le edizioni “ventisettana” (in tre volumi) e “quarantana” del capolavoro, quelle uscite dalla penna del Manzoni prima e dopo aver “sciacquato i panni in Arno”.

    Il Dottor Bollini Marcora, esperto di finanze e investimenti ma appassionato conservatore della Biblioteca Capitolare, cui dedica molto del suo tempo libero, ha esordito presentando il capolavoro manzoniano da una prospettiva non consueta: descrivendolo cioè anzitutto come un romanzo che ha molto a che fare con l’economia, sia per alcune delle vicende narrate, prima fra tutte l’assalto ai forni di Milano, causato dal forte aumento dei prezzi del pane che aveva ridotto alla fame la popolazione, sia per la scelta del Manzoni di pubblicare in proprio l’edizione definitiva del romanzo, così da evitare ristampe abusive che avevano preso di mira la sua opera fin dalla prima uscita nel 1827.

    Molte le curiosità svelate intorno alle rare “ottocentine” mostrate agli studenti: dal tipo differente di carta impiegata per le due edizioni, alle effettive date di stampa dei tre volumi che ci ostiniamo a titolare Ventisettana (i primi due vennero pubblicati, in realtà, nel 1924 e nel 1925), alla tiratura di 10.000 copie della Quarantana, alla decisione di smaltire le copie rimaste invendute (oltre la metà, a causa del costo elevato), destinandole in omaggio agli alunni delle scuole elementari di Milano, al rapporto di stretta collaborazione intessuto dall’autore con Francesco Gonin, giovane e promettente pittore torinese cui, a partire dal 1939, Manzoni affida l’incarico di illustrare molte delle scene del romanzo.

    A riassumere per sommi capi la complessa storia redazionale de “I Promessi Sposi”, a partire dalla “prima minuta” ancor priva di titolo, e l’accurata opera di revisione linguistica effettuata dal Manzoni sulla prima edizione, nel tentativo di trovare una lingua nuova, viva e vera, come lui stesso ebbe a definirla, ossia capace di stabilire una buona comunicazione fra autore e lettori, ha provveduto la Professoressa Fusaro, docente di Italiano e Storia del “Torno”.

    L’incontro, breve ma intenso, si è svolto in un’aula magna gremita di alunni di classi diverse e di diversi indirizzi che, al termine della relazione, hanno avuto il privilegio di osservare da vicino i preziosi volumi, sfogliandone le pagine e fotografandone alcuni particolari.

  • Repossi racconta Lady D nel libro “Il gioielliere delle principesse”

    Repossi racconta Lady D nel libro “Il gioielliere delle principesse”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – Complice l’ultima stagione di The Crown di Netflix, la principessa Diana torna sotto i riflettori e la sua stella di icona senza tempo è più popolare che mai. La conferma viene dall’asta a Hollywood di un abito disegnato dallo stilista di moda Jacques Azagury e indossato dalla principessa negli anni ’80 ora appena battuto per la cifra record di 1.148 mila dollari. Una cifra che ne fa l’abito della principessa più costoso di sempre. La principessa, quella vera non quella interpretata per la serie di Netflix, l’ha conosciuta bene Alberto Repossi. Il gioielliere italiano divenuto famoso a Parigi e in Costa Azzurra per i suoi gioielli scelti da Royals di tutto il mondo fu infatti tra gli ultimi a vedere Diana quell’estate del 1997 poco prima della fine. Repossi lo racconta, intervistato dalla firma del Corriere della Sera, Enrica Roddolo, nel nuovo libro “Il gioielliere delle principesse” (Cairo). “Quell’estate del ’97, ricevetti una telefonata come altre dall’allora direttore dell’hotel Ritz che mi chiese se a Monaco avessimo degli anelli di diamanti per il fidanzamento di un loro cliente molto importante – racconta nel libro Repossi -. Ovviamente la mia risposta fu affermativa, dopodichè non ebbi più notizie per il servizio che avrei dovuto rendere, così finii per dimenticarmi la richiesta. Durante i primi giorni di quell’estate, senza appuntamento, mentre erano in crociera, Diana e Dodi passarono alla nostra boutique di Monaco…e il figlio di Mr Al Fayed, Dodi, e la principessa, dopo aver chiesto al nostro direttore di boutique se fossi presente, indicarono e scelsero un gioiello che avevano visto semplicemente nella vetrina esterna quel giorno. L’euforia si impossessò all’istante della nostra Maison, intuimmo la portata dell’avvenimento e il conseguente ritorno d’immagine. La scelta di quell’anello di diamanti mi fu confermata dalla principessa stessa e da Dodi Al Fayed, qualche giorno più tardi a Saint-Tropez, durante un incontro privato”.
    “L’appuntamento fu fissato a Saint-Tropez, dove erano di passaggio durante la loro estate in Costa Azzurra, perchè volevo verificare la misura del dito della principessa. Diana era la donna del momento, sotto i riflettori planetari. Insomma, avevamo tanti modelli di montature nella nostra Maison, anche più preziose, che avrei avuto piacere di sottoporre alla principessa. Ma lei – ricorda – quella mattina, incontrandomi, non ebbe esitazioni, confermò che quel modello indicato nella boutique di Monaco andava benissimo. Quello che non andava bene era la misura dell’anello, avrei dovuto stringerlo. Ma era agosto, il nostro atelier in Italia era chiuso in piena estate, spiegai quindi che appena possibile avrei eseguito la consegna. Nulla da fare, mi dissero che ne avevano bisogno imperativamente per il 30 agosto”.
    Repossi racconta nel libro-biografia di aver dato a Mr Al Fayed anche una serie di cataloghi perchè la principessa aveva visto nella vetrina al Ritz degli oggetti esposti e aveva chiesto un appuntamento per la settimana successiva per rimodellare in chiave più moderna delle “Royalties”, cioè dei gioielli reali che lei possedeva da tempo.
    “Dal portiere agli impiegati, io e mia moglie, tutti eravamo letteralmente euforici, un’atmosfera magica. E riuscii persino a prendere, quel sabato sera del 30, l’ultimo aereo per Monte Carlo e concludere così il weekend con nostra figlia Gaia. Felicemente a casa. Ripensai poi alla dinamica di quella sera, che aveva lasciato uno strascico di emozioni indimenticabili”.
    Dopo l’incidente mortale di Lady D, Repossi per rispetto nei confronti della principessa, di quella tragedia consumatasi in una notte d’estate, annullò tutte le campagne pubblicitarie di quell’anello, che fu immediatamente ritirato dalle vetrine delle boutique: non si trovava più in distribuzione. “Cancellammo anche dalla produzione la collezione Dis-moi oui – dice Repossi -. Anche se ovviamente ci arrivarono molteplici sollecitazioni a sfruttare l’occasione, in Giappone per esempio, rifiutammo tutte le proposte di nuove collaborazioni e collezioni ispirate all’anello entrato ormai nell’immaginario del mondo perchè legato a quella sventura. Non volevamo lucrare su quell’atroce incidente, volevo solo dimenticare il dolore di quel risveglio, la mattina del 31 agosto, con la notizia della morte di Diana, la “mia” principessa”.
    Di più, Repossi, scrive Roddolo nel suo nuovo libro a quattro mani con il gioielliere, ha poi anche collaborato con la fondazione della principessa Diana per contrastare attivamente lo sfruttamento macabro di quell’anello, il proliferare di un commercio di gioielli ispirati al Dimmi di sì, per evitare il proliferare di tante copie o contraffazioni che in quegli anni arrivarono sul mercato. Un mito, quello di Diana arrivato fin qui alla vigilia del 2024. Con l’abito principesco aggiudicato per più di 1 milione di dollari.

    – foto cover libro –
    (ITALPRESS).

  • Oltre mille Pack Sleep Dacia venduti in pochi mesi

    Oltre mille Pack Sleep Dacia venduti in pochi mesi

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – L’arte di vivere all’aria aperta non è più un’attività stagionale per chi ha un Dacia Jogger dotato di Pack Sleep. Una volta montate le tendine oscuranti sui finestrini, Jogger si trasforma in una camera da letto a prova di vento, pioggia e luce per tutto l’anno. Nonostante l’arrivo dell’autunno, il ritmo degli ordini non accenna a diminuire, con oltre cento nuovi clienti al mese che ordinano il Pack Sleep acquistando Jogger o rivolgendosi al servizio post-vendita (tutti i Jogger sono, infatti, compatibili). A Dicembre 2023 è stato superato il traguardo delle mille vendite in meno di un anno dal debutto. Il Pack Sleep, primo elemento della gamma di accessori InNature proposta da Dacia, è stato lanciato in occasione della presentazione della gamma Extreme, consentendo di trasformare Jogger in una vera e propria camera con letto matrimoniale.
    Il Pack Sleep consiste in un box di legno, adatto alle dimensioni del bagagliaio di Jogger, che si apre in meno di 2 minuti formando un letto matrimoniale con tanto di materasso. Quest’ultimo occupa tutta la parte posteriore dell’auto, dallo schienale dei sedili anteriori al portellone del bagagliaio, passando sopra i sedili della seconda fila che sono ripiegati. Lo spazio per dormire che ne deriva è particolarmente generoso: 190 cm di lunghezza e fino a 130 cm di larghezza, con uno spazio in altezza di almeno 60 cm. Volume di carico per riporre bagagli e attrezzature. Quando il box del Pack Sleep è completamente chiuso nel bagagliaio di Jogger, il volume di carico è pari a 220 litri, nascosto da sguardi indiscreti dal copri bagagliaio. Una parte della zona di carico della struttura del Pack Sleep può essere ribaltata formando un tavolino che consente, ad esempio, di consumare comodamente i pasti al riparo del portellone aperto di Jogger.
    Il box del Pack Sleep pesa solo 50 kg, per cui, in caso di necessità, può essere facilmente rimosso. Si adatta a tutti i Jogger, compresi quelli già in circolazione. Può essere completato da accessori che ottimizzano il comfort di utilizzo: tendine oscuranti per tutti i finestrini e tenda da portellone che si collega al posteriore di Jogger per incrementare ulteriormente lo spazio. La storia di successo prosegue. Nuovo Dacia Duster non poteva essere lanciato senza una versione specifica del Pack Sleep che gli permette di trasformarsi in una sorta di campo base su ruote.

    foto: ufficio stampa Renault Group Italia

    (ITALPRESS).

  • Pippo Pollina: il resoconto del suo showcase nel Canton Ticino. A cura di Monica Mazzei

    Pippo Pollina: il resoconto del suo showcase nel Canton Ticino. A cura di Monica Mazzei

    “L’altro”: noi cantautori scriviamo storie da sempre, su note di 4 minuti. Dieci anni di vita europea nel romanzo d’esordio di Pippo Pollina.

    La serata è stata arricchita da intermezzi musicali di Pippo Pollina alla chitarra; e da diversi interventi video registrati, con letture di passaggi fondamentali del suo libro, grazie a volto e voce dell’attrice, drammaturga e regista teatrale italiana, EGIDIA BRUNO, la cui presenza ha preso vita per mezzo di una grande installazione video, superiore al palco.

    La sera del 15 dicembre, ha visto accogliere di nuovo Pippo Pollina in Rsi, in diretta suRadio ReteDue.
    A condurre l’appuntamento, il veterano Gian Luca Verga.
    Dovete sapere che Pollina, cantautore, musicista e giornalista è anche scrittore: il suo primo romanzo di formazione è appena uscito: “L’altro”, edito da squi[libri], per la collana CARTE DA MUSICA LA NARRATIVA DI SQUILIBRI e sta riscuotendo un immenso successo, al punto che, dopo essere andato in stampa in Italia, Germania ed Austria, a breve sarà stampato anche in Francia.

    Un libro nato durante il confinamento quando, compreso che non sarebbe durata appena due settimane, lo scrittore ha deciso di dare vita a personaggi che gli frullavano in testa da un po’; ma non si è trattato comunque di una “prima volta”, visto che Pippo è ancora reduce dagli echi di un altro successo recente: “Cento Chimere”, un libro simbolo soprattutto della vita dell’autore, ricco di assonanze auto-biografiche.

    Parallelamente a questo traguardo, l’autore ha annunciato che il 12 gennaio 2024, uscirà sulla piazza cantautorale anche con un nuovo disco: “NELL’ATTIMO. DIECI CANZONI FATTE A MANO”.
    Proprio con questo lavoro, il prolifico Pollina si esibirà nuovamente al Teatro Sociale di Bellinzona, nel febbraio 2024.

    Ma procediamo con ordine.

    L’ultimo appuntamento in agenda di presentazione dell’opera di Pippo, coincide peraltro con l’ultima serata per il 2023, di questi show case radiofonici, sempre molto apprezzati dal pubblico presente come a casa.

    Verga lo introduce definendo il volume come una storia dalle sfumature “drammaturgiche”, e non per niente gli domanderà in seguito, se lo vede traspositato in una serie televisiva oppure in un film.
    Un romanzo ambientato in Sicilia ed in Germania, ha asserito il conduttore, che si snoda tra più livelli temporali e che parte dalla fine degli anni Ottanta fino alle Torri Gemelle, raccontando cosa è successo in Europa in quel lasso di tempo.

    In questo lunghissimo periodo, ci sono stati molti cambiamenti che hanno ribaltato le nostre vite, come l’avvento di Internet, per esempio.

    Da questi incontri l’autore di origine siciliana si è portato a casa tanta simpatia e calore umano, partendo da sei date nella propria regione sino a Bolzano:

    “Ciò che ho notato dalle testimonianze dei lettori, è che ciascuna regione del pubblico ha prodotto una interpretazione e percezione un po’ diversa del mio romanzo, che è ricco e denso”, ha esordito Pippo, “Ciascuno preferiva approfondire e far suo un aspetto diverso, da quello psicologico dei personaggi a quello dell’elemento dedicato a Cosa Nostra, per esempio; mentre altri erano più interessati all’aspetto legato al fenomeno del Neo Nazismo in Germania, o dei legami tra i personaggi”.

    Secondo Pollina Internet è stato con il suo avvento quasi prepotente il fenomeno di massa determinante nel periodo tra la caduta del Muro e le Torri: “Ha rivoluzionato completamente le nostre relazioni sociali ed il nostro modo di comunicare”.

    Quali cambiamenti preponderanti per l’Italia con la fine della Guerra Fredda? Indubbiamente la nascita della Seconda Repubblica per iniziare; ma non è possibile dimenticare le stragi di Mafia e le trattative Stato-Mafia, passando per il processo a Giulio Andreotti.

    Con il suo romanzo però, Pippo compie un’operazione derivante da un suo quesito: quanto il macrocosmo influisce sul microcosmo? La risposta ne diviene lo scopo.

    La critica morale di Pollina verte su quello che era il motto negli anni Ottanta: fregarsene della politica e di ciò che accadeva nel mondo, e pensare solo a fare un sacco di soldi: a suo avviso, di questa mentalità, l’Italia paga le conseguenze ancora oggi.

    Un altro valore che da allora non viene più insegnato, secondo Pippo, è quello della “sconfitta”:
    “La sconfitta è un valore perché ti insegna l’autocritica, a riflettere su te stesso e produce molti buoni frutti, più della vittoria. È un po’ come nel gioco del calcio: noi osanniamo chi segna il goal, che poi esulta come un pazzo; ma dovremmo custodire anche l’esperienza di chi ha perso il match”.

    I protagonisti della trama nata dalla penna di Pippo Pollina, ossia Nana’ Conigliaro e Frank Fischer, vivranno le proprie vicissitudini umane all’interno di queste trasformazioni: diciamolo, che nasceranno amori ed amicizie, non vi saranno “solo” fatti storici!
    Ed il filo della memoria, legato alle emozioni, alle nostalgie ed ai ricordi dei personaggi, avvince il lettore: questo il feedback delle circa 1500 persone che fino all’altro ieri, sono corse a queste presentazioni d’autore, in giro per tutta Italia per concludere nella Svizzera italiana.

    Pippo non si ritiene in possesso di una vera tecnica narrativa: difatti, ritiene che ad aiutarlo a sintetizzare concetti sia stata proprio la scrittura di innumerevoli testi di canzoni in oltre QUARANTANNI DI CARRIERA.
    “I tempi musicali latro non sono che il ritmo di una storia che culmina nel ritornello”.

    Dopo i primi intermezzi di lettura al leggio da parte di Egidia Bruno, Pippo si è addentrato in un altro tema: chi dovrebbe essere ad occuparsi della lotta a Cosa Nostra?
    “Non è un’operazione che si può delegare unicamente ad istituzioni quali polizia e tribunali. Dietro Cosa Nostra vi è tutto un fenomeno culturale e storico, che va rivoluzionato attraverso le scuole e un mutamento di mentalità della popolazione, partendo dai giovanissimi!”

    È qui che Pippo fa suo un altro celebre slogan di quegli anni, che videro protagonisti anche Falcone e Borsellino, che sapevano per primi che tutta la società doveva partecipare al cambiamento: “Chi rivoluzionerà la società? Un esercito di maestri elementari!”.

    C’era chi veniva ucciso, proprio per aver tentato di portare questo cambiamento di quartiere in quartiere, nelle aule delle scuole elementari.

    Pollina sottolinea poi un altro contesto: l’influenza della cultura patriarcale in Italia, dal dopo Fascismo in avanti, che ha penalizzato tutta l’Italia, in alcune regioni di più, in altre di meno, ma comunque su tutta la penisola: “Il padre-padrone era il marchio distintivo di una intera generazione, che ne raccoglieva la tradizione e la portava avanti, influendo sul comportamento dei figli a tutti i livelli”.

    Il grande finale ha racchiuso tutto il succo di ciò che fa qualunque tipo di autore: portare cultura:

    “La cultura e l’arte sono le ultime ancore di salvezza dell’Umanità! Oggi anche la libertà di espressione è in pericolo in Italia… Penso e spero che non si sia ancora al culmine dei divieti ad esprimere le proprie opinioni, ma velati ci sono e se ne avvertono i segnali chiaramente. Io stimo moltissimo i giovani di oggi che lottano per la parità di genere e per il clima: siamo agli sgoccioli ed un guadagno smodato ed immorale, porta i grandi della Terra ad ignorare i cambiamenti; dimenticando che tra 30 anni tutti questi soldi non serviranno perché rischiamo non ci sia più nessuno!”

    Alla domanda di mia sorella Aida se pensa di portare questi temi ed il libro nelle scuole, Pippo Pollina ha risposto: “L’idea, non appena ne avrò il tempo, è proprio questa ed i messaggi di apprezzamento che ricevo dalle scuole, mi fanno ben sperare!”.

    Monica Mazzei (foto nella nostra gallery)
    freelance culturale
    monica.mazzei.eventi@gmail.com

  • Paola e Chiara, dal 22 dicembre il nuovo singolo “Solo mai”

    Paola e Chiara, dal 22 dicembre il nuovo singolo “Solo mai”

    Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

    ROMA (ITALPRESS) – In attesa di vederle a Sanremo nell’inedita veste di conduttrici del PrimaFestival 2024, Paola & Chiara arrivano in radio e su tutte le piattaforme digitali con “Solo mai”, il terzo singolo inedito – dopo Furore e Mare Caos – delle sorelle più famose del pop italiano fuori venerdì 22 dicembre per Columbia Records/Sony Music Italy. Scritto e prodotto da Paola e Chiara Iezzi con il produttore svedese Stefan Storm, “Solo mai” è una nitida fotografia dell’esistenza umana e delle sue contraddizioni. In questo viaggio emotivo guidato da sonorità synth-pop e dance di matrice prettamente 80s, Paola & Chiara sentono l’urgenza di riflettere sullo struggimento interiore dell’essere umano per recuperare il senso più profondo dell’esistenza, cioè l’Amore, contrapposto alla tendenza verso la competizione, l’appiattimento dei valori e l’ostilità che lentamente distruggono il nostro vivere.

    Foto: ufficio stampa Goigest

    (ITALPRESS).

  • ‘Alle radici del territorio’: la cultura di Canegrate dell’età del Bronzo (XIII secolo a.C.)

    ‘Alle radici del territorio’: la cultura di Canegrate dell’età del Bronzo (XIII secolo a.C.)

    Nel 1926 fu individuata una necropoli a cremazione da parte dell’ingegner Guido Sutermeister, dipendente della Franco Tosi, ma anche archeologo in erba, nel senso che era sempre lui a correre dove affiorava qualcosa da lavori di scavo con l’unico scopo di documentare e salvare i fittili. E’ quello che successe un secolo fa a Canegrate, ma fu grazie a Ferrante Rittatore Wonwiller, incaricato dalla Soprintendenza alle Antichità della Lombardia – a cui furono affidati i lavori di scavo della vasta necropoli (circa 200 tombe, tutte a incinerazione) – che oggi tale ritrovamento ha potuto essere portato all’attenzione del folto pubblico presente, e il dottor Quirino ha raccontato quali erano i costumi, le attività e la società della popolazione vissuta nel nostro territorio circa tremila anni fa.
    L’aspetto curioso dell’incontro organizzato ieri a palazzo ‘Leone da Perego’ di Legnano per la presentazione della mostra (che rimarrà aperta fino al 17 marzo 2024) è stata la presenza dei parenti dello scopritore e di colui che seguì lo scavo della vasta necropoli (Sutermeister e Rittatore).
    L’ideatore della mostra, l’archeologo Tommaso Quirino della Soprintendenza che si occupa dell’Ovest milanese (colui che ha studiato anche la spada di Turbigo), ha ringraziato i Sindaci di Legnano e Canegrate, ma anche le figure storiche che si occupano dell’archeologia nel nostro territorio e che hanno collaborato, insieme a tanti altri, alla realizzazione della mostra: da Anna Maria Volontè che opera nel Museo Civico legnanese da decenni, ma anche una ‘quasi’ turbighese Sara Zannardi (il padre è l’ottico ‘storico’ di Via Allea).
    La mostra è articolata in cinque sale: nella prima è esposta la prima tomba scoperta nel 1926 e, a seguire, tutte le altre scoperte. In alcune tombe le urne furono rinvenute capovolte e ciò sembrerebbe indicare che le ceneri contenute fossero quelle di donne. Nella quinta sala compare la ‘spada di Turbigo’ rinvenuta nel 2017 nel Ticino ai ‘Tre Salti’. Una tale deposizione nel fiume sembrerebbe avere uno scopo rituale, propiziatorio del passaggio sul fiume. “Era un fenomeno diffuso – ha detto il dottor Quirino – strettamente legato alla transumanza degli animali, ma non solo”.

    DIDA 1 – Alcuni dei ‘mastrini’ del Sutermeister esposti in mostra in cui annotava tutti i dettagli dei ritrovamenti. Da notare la corrispondenza tra l’oggetto e il disegno dell’ingegnere; 2 – La ‘spada di Turbigo’ esposta in mostra

  • Donne e motori, il Museo Fratelli Cozzi mette il gentil sesso su rombanti Alfa Romeo

    Donne e motori, il Museo Fratelli Cozzi mette il gentil sesso su rombanti Alfa Romeo

    La mostra fotografica “Donne e motori? Gioie e basta” si fa itinerante. Dopo l’inaugurazione dello scorso 21 novembre presso la Sala Rossa del Museo Fratelli Cozzi, per i prossimi 12 mesi la mostra sarà collocata in vari luoghi pubblici e privati come biblioteche, scuole, sale comunali e spazi espositivi.

    Una copia della mostra è attualmente esposta all’Istituto Istruzione Superiore G. Galilei di Legnano fino al 22 dicembre. Un’altra copia è distribuita tra A&A Studio Legale di Busto Arsizio (https://www.albeeassociati.it/), Boardwalk Srl (https://boardwalk.it/), Quattro STP (https://quattrostprl.it/), Studio Guenzani di Gallarate (http://www.guenzani.net/), Studio Cozzi di Busto Arsizio (https://studiocozzi.com/) e The Zen Srl (https://thezen.agency/), tutti questi partner de “Il Luogo delle Imprese”: un punto fisico e virtuale, nato per supportare le aziende all’interno del complesso sistema delle loro relazioni su un percorso di evoluzione selettiva, uno spazio di confronto tra professionisti ed imprenditori dove l’analisi dei processi, la pianificazione ed il controllo di gestione sono al centro delle attività, delle decisioni operative e delle scelte strategiche, insieme a Formazione e Cultura; un luogo in cui mondi diversi si incontrano per generare opportunità e valore sul territorio dell’Alto Milanese.

    L’iniziativa, giunta alla sua seconda edizione, è composta da 20 fotografie di donne a bordo di 20 auto Alfa Romeo, provenienti dalla collezione del Museo. L’obiettivo principale è quello di rappresentare la relazione tra donne e automobili, superando stereotipi e pregiudizi antiquati che spesso la circondano. Le protagoniste sono state fotografate da Camilla Albertini, tutte con le mani sul volante e lo sguardo rivolto allo specchietto retrovisore. Il risultato è una narrativa visiva che trasmette potenza e riconosce l’identità, un album collettivo che mira a sensibilizzare l’osservatore sull’urgenza di raggiungere e preservare una parità autentica e tangibile. Si tratta di un cambiamento di prospettiva che, innanzitutto, richiede un mutamento culturale.
    Elisabetta Cozzi in merito al progetto dichiara: “Siamo davvero felici di dare il via alla seconda edizione di questo progetto fotografico per sensibilizzare tutti sull’urgenza di una vera parità, che nasce anche dalle battaglie culturali”.

    Boardwalk ha voluto ospitare le fotografie negli uffici di Busto Arsizio per “mantenere viva l’attenzione sulla necessità di leggere il presente in maniera divergente, rispetto a stereotipi che hanno troppo spesso impedito agli imprenditori di esprimere le piene potenzialità delle loro aziende. Pensare per Cambiare.” Questo è la riflessione che vuole condividere Emilio Buonanno, Presidente della società di consulenza aziendale che opera con le PMI dell’Alto Milanese.
    Un doveroso grazie a chi ha creduto nell’iniziativa: Fineco, NiEW, Würth e Wyler Vetta come sponsor, Quattroruote e Ruoteclassiche come media partner, Università LIUC per la collaborazione e ACI Storico, ASI e FIVA per il prestigioso patrocinio all’iniziativa.
    Il progetto supporta le attività del CIF – Centro Italiano Femminile di Legnano.
    Per proporre altre location in cui esporre la mostra è possibile scrivere a info@museofratellicozzi.com.

    Riportiamo, infine, tutte le grandi protagoniste della seconda edizione:
    Teresa Alaniz: Director of Design Delivery & Strategist NiEW, ALFA ROMEO 4C
    Sara Ambrosetti: Responsabile Comunicazione e Organizzazione Eventi Boardwalk Srl e vicepresidente reAct – Associazione di Cultura Liberale, ALFASUD SPRINT
    Sara Ambrosini: Sales Marketing Manager Wyler Vetta, ALFA ROMEO SZ SPRINT ZAGATO
    Silvia Arnoldi: Responsabile Settore Grandi Clienti e Sistemi Logistici Würth Italia, ALFA ROMEO 75 EVOLUZIONE
    Jessica Berra: Consulente finanziario Fideuram – Volontaria orfanotrofio Embu Children’s Home in Kenya, ALFA ROMEO 2600 BERLINA
    Lorenza Bravetta: Direttore Museo Nazionale dell’Automobile, ALFA ROMEO 1750 GT Veloce
    Maria Bussolati: Direttrice Museo Mille Miglia, ALFA ROMEO 2600 SPIDER TOURING SUPERLEGGERA
    Valentina Casella: Avvocato Partner Casella e Associati – Board member Mondadori Group, Banco Desio, Italmobiliare, InnovUP, ALFA ROMEO GT JUNIOR Scalino
    Luisa Cazzaro: Presidente Delegazione Lombardia AIDDA (Associazione Imprenditrici Donne Dirigenti d’Azienda), ALFA ROMEO AR 51 (Matta)
    Laura Confalonieri: Giornalista, vicedirettrice di Quattroruote e Ruoteclassiche, ALFA ROMEO MONTREAL
    Elisabetta Cozzi: Fondatrice e Presidente Museo Fratelli Cozzi – Presidente Associazione Friends of Museo Fratelli Cozzi, ALFA ROMEO GIULIA SS
    Francesca De Lucchi: Presidente Terziario Donna Confcommercio Milano – Membro consiglio esecutivo CAPAC – Fondatrice e CEO Divina Piadina, ALFA ROMEO GIULIA SPIDER
    Anna Gervasoni: Prorettore LIUC – Università Cattaneo, Direttore generale AIFI – Associazione italiana del private capital, ALFA ROMEO GTV
    Paola Longo: Owner Longo un Mondo di Specialità – Vicepresidente Associazione Le Donne del Vino -Enotecaria, ALFA ROMEO ALFASUD 1.2 GIARDINETTA
    Monica Mailander Macaluso: Presidente Fondazione Gino Macaluso per l’Auto Storica, ALFA ROMEO 2600 SPRINT
    Silvia Nicolis: Presidente MUSEO NICOLIS – LAMACART – Vicepresidente MuseImpresa – Componente di Giunta, delega Turismo Camera di Commercio di Verona, ALFA ROMEO 2600 SPRINT
    Lorena Pelliciari: CFO e Presidente Comitato Manageriale di Sostenibilità FinecoBank, ALFA ROMEO SPIDER 2.0
    Federica Simonetto: Presidente Gruppo Giovani Imprenditori Alto Milanese – Owner SF&A Serramenti Simonetto – Founder Lemonlights srl, ALFA ROMEO FORMULA BOXER
    Patrizia Toia: Europarlamentare e Vicepresidente ITRE Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia, ALFA ROMEO 6C 2500 Freccia d’oro
    Riccarda Zezza: CEO e Founder Lifeed – autrice di “Cuore Business per una storia d’amore tra persone e lavoro” e co-autrice di MAAM Maternity as a Master”, ALFA ROMEO 1900 SUPER

    Per ulteriori informazioni: https://www.museofratellicozzi.com/news/donne-e-motori-gioie-e-basta-le-protagoniste/.

  • Coldiretti: italiani spenderanno 189 euro a testa per regali di Natale

    Coldiretti: italiani spenderanno 189 euro a testa per regali di Natale

    Quasi un italiano su cinque (18%) attende l’ultima settimana per acquistare i regali di Natale con la spesa che cresce a 189 euro a testa in aumento del 6% rispetto allo scorso anno. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Ixe’ che traccia il primo bilancio dello shopping di Natale 2023 con gran parte dei pacchi che si trovano gia’ sotto l’albero. Tra i luoghi di acquisto i negozi battono internet, mentre al terzo posto si piazzano i mercatini – sottolinea la Coldiretti – che si moltiplicano nelle citta’ e nei luoghi di villeggiatura e rappresentano una grande tentazione per acquisti last minute. Una opzione che garantisce spesso la possibilita’ di trovare regali ad “originalita’ garantita” al giusto prezzo.

    Quest’anno saranno, infatti, ben 28 milioni gli italiani che si recheranno tra le bancarelle, con un prepotente ritorno degli acquisti fatti di persona rispetto al boom dell’on line fatto registrare negli anni della pandemia. A fare regali sono complessivamente quasi 42 milioni di italiani – continua Coldiretti – che per il 32% contengono il budget sotto la soglia dei 100 euro, mentre il 38% arriva fino a 200 euro e un altro 12% si spinge a 300 euro. Ma c’e’ anche un 11% che spende tra 300 e 500 euro, un 2% che arriva a 1000 e una ristrettissima minoranza dell’1% che supera i 2000 euro, mentre un 4% preferisce non svelare quanto sborsera’.

    In cima ai regali piu’ gettonati si piazzano abbigliamento e accessori, subito davanti a prodotti alimentari e vino, che precedono giocattoli, libri e musica e articoli per la casa. In quasi quattro case su dieci (37%) trovano inoltre quest’anno spazio sotto l’albero i cesti enogastronomici con una varieta’ di scelta per tutti i gusti e per tutte le tasche, dal patriottico al low cost, dal beauty al lusso, senza dimenticare la solidarieta’ e il fai da te. La tendenza e’ pero’ verso la personalizzazione con cesti fai da te a tema con i prezzi che variano notevolmente, ma normalmente oscillano da un minimo di 20 euro sino a superare i 200 euro per quello con specialita’ piu’ ricercate ed esclusive. La preferenza per il cibo testimonia la spinta verso regali utili e all’interno della famiglia – spiega Coldiretti -, tra i parenti e gli amici si preferisce scegliere oggetti o servizi a cui non e’ stato possibile accedere durante l’anno. Un fenomeno che e’ sostenuto in Italia dalla presenza della rete dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica alla quale fanno riferimento oltre mille mercati dove e’ possibile acquistare senza intermediazione direttamente dai produttori cibi locali a chilometri zero che – conclude la Coldiretti – non devono essere trasportati da migliaia di chilometri di distanza e garantiscono maggiore freschezza.

  • Rotary Magenta: la prestigiosa ‘Paul Harris’ al nostro Graziano Masperi e a Pietro Pierrettori

    Rotary Magenta: la prestigiosa ‘Paul Harris’ al nostro Graziano Masperi e a Pietro Pierrettori

    Sabato 16 Dicembre, nel corso della prenatalizia del Rotary Club Magenta, il nostro cronista Graziano Masperi e il presidente della Pro Loco Pietro Pierrettori hanno ricevuto il riconoscimento “Paul Harris Fellow” a 1 zaffiro per l’impegno e la collaborazione nella realizzazione del service del Club dedicato al ricordo del magentino Giovanni Cattaneo.

    Il “Paul Harris Fellow” è la massima onorificenza rotariana; il suo nome è in onore di Paul Harris il fondatore del Rotary. L’onorificenza fu istituita nel 1947, alla morte del fondatore (in quell’occasione i rotariani contribuirono con un versamento alla Fondazione Rotary di 2 milioni di dollari).

    Il “Paul Harris Fellow” viene attribuita dal Club su parere del Consiglio Direttivo a Soci del Rotary ed anche a personalità non rotariane od associazioni ed enti che si distinguono particolarmente per l’attività di servizio.

    “Non sono uno da serate di gala o cene eleganti. Alla giacca e cravatta preferisco la maglietta da runner, agli ambienti mondani preferisco camminare per vicoli degradati. Ma la Paul Harrys assegnatami dal Rotary mi fa strapiacere ( anche se immeritata)..grazie Ranzini Andrea . Parlare con il generale Pennino dei suoi tre anni in Pakistan e della mia recente esperienza, con l’Alpino Luca Parazzini, la cantante Yoko e il suo Giappone, la cavaliera Raffaella Mastaglia e tanti altri”: così il nostro inossidabile Graziano, a cui vanno le sincere felicitazioni di tutta la famiglia di Ticino Notizie.