Categoria: Cultura e Tempo Libero

  • Ottobre, vacanze per 1 milione (e 100mila) di italiani

    Ottobre, vacanze per 1 milione (e 100mila) di italiani

    Sono 1,1 milioni gli italiani che non si arrendono alla fine dell’estate ed hanno scelto di trascorrere almeno qualche giorno fuori casa nel mese di ottobre, favoriti dal caldo anomalo. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixe’ per il primo weekend di ottobre segnato dal clima favorevole per tutta la prima decade.

    Una scelta che – sottolinea la Coldiretti – si avvantaggia dei costi minori e dello scarso affollamento sia sulle strade che nei luoghi di destinazione. Ma la ricerca del risparmio non e’ la sola ragione, poiche’ ad apprezzare le vacanze fuori stagione sono anche coloro cercano il relax e la tranquillita’ per riposarsi e tornare in forma alla routine quotidiana. Si registra in particolare un aumento in percentuale – precisa l’associazione degli agricoltori – del turismo legato alla natura in montagna, nei parchi e nelle campagne con la possibilita’ di assistere alle tradizionali attivita’ di settembre come il rito della vendemmia o avventurarsi nei boschi alla ricerca dei porcini, finferli e trombette.

  • Croce Rossa, domenica 1 a Paderno Dugnano le Lombardiadi

    Croce Rossa, domenica 1 a Paderno Dugnano le Lombardiadi

    PADERNO DUGNANO Domenica 1 Ottobre 2023, presso l’istituto superiore C.E. Gadda di Paderno Dugnano, andrà in scena la seconda edizione delle Lombardiadi, evento rivolto ai Giovani CRI di Regione Lombardia. L’obiettivo della manifestazione, che vuole essere un momento di festa e di partecipazione quali erano le Olimpiadi ad Atene, permetterà ai volontari under 32 degli 87 comitati lombardi di conoscersi, creando sinergia e collaborazione. Partecipazione ed esperienze All’evento Lombardiadi di CRI parteciperanno un minimo di 350 persone, suddivise tra staff e concorrenti.

    Questi ultimi saranno divisi su 24 squadre che si sfideranno su 5 prove relative ad ambiti in cui Croce Rossa si impegna: la salute, il sociale, il diritto internazionale umanitario, i cambiamenti climatici e la comunicazione efficace. Durante l’evento sarà anche allestito uno spazio espositivo in cui volontari specializzati nei diversi settori condivideranno le proprie esperienze con i ragazzi. Conoscenza e divertimento La giornata di Domenica 1 Ottobre sarà anche l’occasione per far conoscere le numerose attività che Croce Rossa Italiana propone e organizza, in modo tale che le nuove leve si sentano coinvolte e siano pienamente consapevoli delle potenzialità dell’associazione di cui fanno parte.

    In ultimo, ma sicuramente non per importanza, lo scopo dell’evento è anche il divertimento e il piacere di stare bene insieme. Croce Rossa Italiana – Comitato Regionale Lombardia, quale organizzatore, è certo che questo evento sia, per il secondo anno consecutivo, un momento di condivisione ed entusiasmo per tutti i giovani volontari.

  • Honda NT1100, due nuove colorazioni per il modello 2024

    Honda NT1100, due nuove colorazioni per il modello 2024

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – La Honda NT1100, la touring crossover capace di unire prestazioni, comfort, praticità e uno stile unico, è stata la moto touring di maggior successo in Europa con circa 12.000 unità vendute dal suo lancio commerciale avvenuto nel 2022. Per il 2024 riceve due nuove colorazioni. Le nuove colorazioni Matt Blue Jeans Metallic e Candy Chromosphere Red affiancano il confermato Matt Iridium Gray Metallic. Su tutte e tre le colorazioni il portapacchi è verniciato in Matt Ballistic Black Metallic. Delle oltre 12.000 NT1100 vendute in Europa dal lancio nel 2022 ad oggi, oltre il 66% sono state scelte dai clienti con l’inimitabile cambio a doppia frizione DCT (Dual Clutch Transmission). Per far sì che l’NT1100 sia cucita attorno alle esigenze del suo pilota le versioni accessoriate (NT1100 Urban ed NT1100 Travel) ne migliorano ulteriormente la già ottima praticità e il comfort sulle lunghe percorrenze. L’NT1100 YM24 sarà disponibile nei concessionari di tutta Europa alla fine di quest’anno ad un prezzo che sarà comunicato in prossimità della commercializzazione.
    (ITALPRESS).
    – Foto: ufficio stampa Honda –

  • Jake Stringer – “Just Happy To Be Here” (2023) by Trex Roads

    Jake Stringer – “Just Happy To Be Here” (2023) by Trex Roads

    Questa settimana è stato difficile scegliere di quale disco parlarvi. Venerdì scorso, giorno solitamente scelto dagli artisti per far uscire gli album o i singoli nuovi, il mercato indipendente è stato invaso da nuova fantastica musica. Ho contato ben 9 dischi di cui parlarvi. Nove avete capito bene.

    Un amico italiano, fan come me di questo tipo di musica e filosofia, scherzosamente ha commentato questo venerdì “intenso” dicendomi che ormai stare dietro a tutti e ascoltarli sta diventando un lavoro. Non va lontano dalla realtà, quando i dischi sono così tanti ascoltarli come meritano spesso è difficile e magari di qualcuno di loro vi parlerò fra qualche settimana.
    La scelta sul disco di cui parlarvi per me è stata quasi automatica, perché volevo scegliere unartista di cui non avevo mai parlato e uno che è indipendente dalla testa ai piedi.
    Jake Stringer viene da un luogo che ha dato i natali a parecchi musicisti country rock di valore e cioè la zona del Midwest ai piedi delle Ozark Mountains nel Missouri.

    Ultimo di 8 figli, ha vissuto la sua vita in una zona rurale, di duro lavoro e circondata dalla bellezza e forza della natura.
    Dopo i suoi 20 anni per oltre 15 anni Jake è stato un musicista, ma ovviamente ha dovuto far fronte anche con il mantenersi e quindi ha fatto i lavori più duri e diversi: meccanico, operaio in un’azienda che produceva cibo per cani, saldatore e venditore di strumenti musicali, ha suonato la batteria, ovunque, servisse e lo pagassero.
    Ha sempre sentito di avere dentro di sé qualcosa da raccontare e circa 8 anni fa ha cominciato a scrivere canzoni. Ha iniziato come quasi tutti i musicisti di cui vi racconto ogni settimana: si è comprato un van e ha cominciato a girare per locali cercando ingaggi e cercando di far circolare il suo nome.
    Lo ripeto spesso: è un lavoro duro, dove ci vuole la passione, oltre al talento, perché tanti poi mollano quando vedono che la luce in fondo al tunnel è davvero in fondo e molto lontana.
    Stringer ha visto uno dopo l’altro musicisti con cui aveva cominciato questa avventura mollare e cercare fortuna con altri lavori, abbandonando i propri sogni. Lui no.
    A suo nome, assieme ai Better Than Nothing, sono usciti due EP: Let the Wolf Out nel 2017 e Howdy…We’ve Been Expecting You nel 2018.
    La vita in tour è stata dura: 500.000 chilometri spesi su e giù per gli States, dormendo spesso solo in un van con due figli a casa, ma lo ha portato finalmente all’agognato esordio discografico.
    Leggere e informarmi sulla sua storia mi ha fatto pensare che meritava di stare in queste pagine, di essere conosciuto e parlarvene mi riempie di responsabilità.
    Perché dico così? Perché reputo che incuriosire anche solo uno di voi lettori ad un artista così sia la mia missione: un CD in più, un fan in più, uno “ascolto online” in più fa veramente la differenza nella vita di artisti come Jake Stringer e fidatevi merita tutta la vostra attenzione.
    Non troverete la sua musica pubblicizzata in riviste mainstream o in pompose radio che hanno poco da farvi ascoltare di vero e qualitativo, ma di sicuro se amate il country rock e l’honky tonk non potrete non essere conquistati dalle 10 canzoni di questo Just Happy To Be There.
    La casa discografica con cui ha collaborato per questo disco è una denominazione di origine controllata del country indipendente (già dal suo nome): la Death Before Pop Country Records e la produzione, masterizzazione missaggio affidati a Paul Carabello (che nel disco suona anche la chitarra) regalano alle canzoni un sound potente e incisivo.
    Premete play e lasciatevi conquistare da un groove che non vi mollerà lo stomaco con l’iniziale Setting Fires To See The Light. Voce potente e chitarre che avvolgono gli speaker, con un geniale tocco di violino. Che ritmo!
    Sound polveroso come fossimo in un bellissimo film western ed ecco arrivare Mojave Green: la voce di Jake Stringer è potente e il brano ha quasi un che di epico con il tappeto creato dalla steel guitar.

    Tulsa in The Rearview pare influenzata dalla città nominata nel titolo: c’è un sapore di red dirt che avvolge questo brano dall’andamento honky tonk. Una delle mie preferite, che mi piacerebbe sentire dal vivo, soprattutto quando si arriva all’assolo che prende ispirazione dal sound dei grandi del passato. Chi ha detto Waylon Jennings?
    Il rock che attraversa il country di Thumbin’ for a Ride regala anche qui la sensazione che il buon Jake si sia abbeverato alla fonte degli outlaws degli anni ’70 e ci abbia messo il suo tocco personale.
    D’altronde fare l’autostop non era proprio di quegli anni?
    Lone Coyote è una fantastica ballata country dal sapore western, accarezzata dal sound della steel guitar di Scott McCumber. Una bellissima cavalcata in un Grand Canyon con la potente voce di Stringer a raccontarci storie. La band alle spalle di Jake è un gruppo di talentuosi musicisti che regalano prestazioni di altissimo livello.
    Il violino che regala malinconia e intensità alla splendida The Well è la magia che il country indipendente regala ai suoi fans: storie vere e musica che prende l’anima.
    Un esordio che chi ama il country e l’honky tonk dal sapore settantiano, non può lasciarsi scappare. D’altronde la Death Before Pop Country non si muove così per caso e se sceglie un artista potete stare certi che dagli speaker poi uscirà solo musica di qualità, vera ed emozionante e questo disco è così: vero ed emozionante, come la sua copertina.
    Compratelo, ascoltatelo e se vi ha regalato le stesse emozioni che ha regalato a me, fategli pubblicità, taggatelo, fate girare il suo nome: lo merita e merita che il suo sogno di essere un musicista continui e lo porti ad un successo sempre più grande.

    Buon ascolto,
    Claudio Trezzani by Trex Roads

    Nel mio blog troverete la versione inglese di questo articolo.
    www.trexroads.altervista.org

  • Abbiategrasso Dementia Friendly: tutte le iniziative in calendario

    Abbiategrasso Dementia Friendly: tutte le iniziative in calendario

    ABBIATEGRASSO Nel 2016 Abbiategrasso è diventata la prima città d’Italia amica delle persone con demenza, con l’attivazione sul territorio del progetto Dementia Friendly Community – DFC. Obiettivo principale del progetto, ideato da Federazione Alzheimer, è favorire l’inclusione e la partecipazione delle persone con demenza e dei loro familiari nella vita sociale e abbattere lo stigma associato, che si può trasformare in una vera e propria barriera di accesso all’informazione, alla diagnosi tempestiva e all’accesso ai servizi.

    Negli anni, gli enti che collaborano al progetto, tra cui si cita il Comune di Abbiategrasso, si sono adoperati sul territorio per dare vita a numerose iniziative aperte al pubblico, con grande successo e coinvolgimento attivo da parte della comunità cittadina. Corsi di formazione a diversi attori sociali della comunità abbiatense tra cui i commercianti del centro città, grazie alla presenza all’interno del Tavolo Promotore di Confcommercio, corsi di ginnastica per anziani con decadimento cognitivo insieme a i propri famigliari, in collaborazione con Ate-Ascra, coinvolgimento attivo degli studenti del Liceo Bachelet ad indirizzo Scienze Umane, e visite guidate adattate per essere fruibili anche a persone con demenza, in collaborazione con la Pro Loco, sono solo alcune delle attività che hanno preso forma all’interno del progetto DFC. E i prossimi mesi non saranno da meno!

    Grazie al sostegno ricevuto con il bando “Una mano a chi sostiene”, l’iniziativa di solidarietà dedicata agli enti no profit promossa da Fondazione Cattolica, la DFC nei prossimi mesi colorerà la città di Abbiategrasso con numerose proposte. Ma non mancheranno le novità: da un concerto gospel con i Joyful Singers previsto per il 7 ottobre alle ore 21.00, presso l’Ex Convento dell’Annunciata, che servirà a lanciare il calendario degli appuntamenti previsti quest’anno, all’apertura di un Info Point “Dementia Friendly Community” presso la Biblioteca Civica, dove sarà possibile consultare e procurarsi materiale informativo sempre aggiornato sulle iniziative in corso nella nostra città, sulla malattia e su come prendersi cura della persona con demenza, con l’opportunità di diventare “Dementia Friends” cioè una persona preparata a poter offrire il proprio aiuto in caso di necessità ad un concittadino anziano con difficoltà cognitive. Una novità è rappresentata dalla possibilità di sperimentare in prima persona l’esperienza che vive qualcuno affetto da demenza attraverso l’uso della realtà virtuale: incontri dedicati a questo verranno calendarizzati all’interno dell’Info Point in cui studenti, volontari ed esperti saranno disponibili a far provare questa esperienza.

    Ed ancora, un’altra novità sarà rappresentata dalla diffusione di un questionario con il quale si vuole comprendere il grado di conoscenza e di consapevolezza da parte dei cittadini abbiatensi in merito al progetto. Rispondendo a queste domande si fornirà un aiuto concreto per capire il punto di vista della comunità. Le risposte saranno infatti una bussola per orientare le azioni future.

    Ecco l’elenco completo delle iniziative in programma.

  • Corbetta: domenica arriva la Festa d’Autunno

    Corbetta: domenica arriva la Festa d’Autunno

    CORBETTA – L’autunno inizia a risplendere in città! Vi aspetto Domenica 1 Ottobre a Corbetta per la “Festa d’Autunno” in occasione dell’Antica Festa della Beata Vergine del Santo Rosario.
    Dalle 8.30 mercatini, bancarelle e prodotti tipici in centro e sul corso, alle 14.30 e alle 15.30 laboratori con i madonnari per bambini in età scolare fino ad esaurimento posti.

    Il Sindaco Marco Ballarini

    Con questo messaggio il Sindaco Marco Ballarini invita i suoi concittadini al primo appuntamento in agenda che apre di fatto l’Autunno corbettese.

    Un mix tra tradizione religiosa e momento d’aggregazione

  • Per continuare a sognare: le spose di Lady Anna scelgono il dual dress

    Per continuare a sognare: le spose di Lady Anna scelgono il dual dress

    Nella recente fashion week milanese sono stati numerosi i look da sposa in passerella, ma scegliere l’abito per il giorno del sì resta un vero e proprio viaggio, che emoziona sempre.

    E allora come riconoscere quello giusto, quando le vip ultimamente ne cambiano due o addirittura tre? Come scegliere il modello che riesca a vestire la propria personalità ma che sappia al contempo valorizzare la fisicità?
    Anna Ragusa ha un’esperienza pluridecennale nel settore sposa, prima come produttrice e da tempo come creatrice: “L’abito tradizionale si trasforma accompagnando la sposa dalla cerimonia al party”.

    Questo è possibile grazie ad un accorgimento che piace molto. “È la proposta del dual dress, il doppio abito, ovvero parti di abito che si possono staccare dopo la cerimonia, come una sopragonna lunga o vaporosa, dei manicotti, una manica più coprente”.

    Le possibilità sono quindi diverse per la cerimonia che richiede un rigore maggiore e “poi la sposa sfoggia un abito più aderente quando inizia la festa un abito che esalta di più la sua femminilità e dunque la sposa non cambia l’abito ma è l’abito che si trasforma accompagnando la sposa durante tutta la giornata”.

    Se l’abito da sposa giusto è quello che si sceglie con il cuore, è vero anche che un occhio va dato anche alla praticità: “Questa modalità scelta da spose di tutte le età e resa possibile grazie all’attenta sartoria che ci contraddistingue”, sottolinea Anna Ragusa dal suo atelier Lady Anna di Sedriano tra una prova e l’altra alle spose dell’autunno.

    È tempo invece di scegliere per le spose del 2024 tra abiti fluidi e drappeggiati, pizzi e tulle ricamati l’abito giusto – o gli abiti giusti, ad esempio proprio con il dual dress – per il giorno più importante.

  • Abarth 595, sessant’anni della “piccola ma cattiva”

    Abarth 595, sessant’anni della “piccola ma cattiva”

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    TORINO (ITALPRESS) – Sessant’anni fa, nel settembre del 1963, Carlo Abarth presentava al mondo la Fiat-Abarth 595. Basata sulla Fiat 500 D, prese il nome dalla sua cilindrata che era stata aumentata grazie a un lavoro sui cilindri e sui pistoni e sui loro materiali completamente nuovi. L’anima corsaiola del modello era sottolineata dalla coppa dell’olio maggiorata in alluminio che sporgeva sotto il fascione posteriore e, soprattutto, dalla marmitta sportiva a doppia uscita tipo “Record Monza”. Il risultato fu un’auto piccola ma particolarmente aggressiva e rumorosa che contava sul 30% di potenza in più rispetto alla versione originale, 27 CV a 5.000 giri e una velocità massima di 120 km. Un mese dopo, il 31 ottobre 1963, la 595 venne presentata al pubblico al Salone di Torino. Come naturale evoluzione della 595, Carlo Abarth presentò al Salone di Ginevra del marzo 1964 la Fiat-Abarth 695, seguendo quel concetto di aggiornamento tecnico che divenne presto un pilastro della tradizione Abarth. Successivamente, il fenomeno dei kit di trasformazione permise di apportare le principali migliorie Abarth sulle vetture Fiat di serie, trasformandole sia meccanicamente che esteticamente.
    I valori di performance e stile promossi da questi capostipiti sono oggi parte integrante del patrimonio della gamma Abarth che, oltre alla Nuova Abarth 500e, comprende l’Abarth 595 da 165 CV e l’ancora più performante Abarth 695 da 180 CV. Entrambi i modelli offrono prestazioni entusiasmanti, uno scarico ruggente e uno stile attraente ma audace. Oggi, il successo di entrambi i modelli conferma che, anche dopo sessant’anni, i valori che Carlo Abarth ha infuso nelle sue creazioni sono ancora estremamente attuali e vivi nell’animo degli appassionati del marchio dello Scorpione. In occasione dell’anniversario e per tutto il mese di ottobre, sulle Abarth 695 in pronta consegna viene offerto gratuitamente nel prezzo della vettura, il “pack competizione” del valore di 2.500 euro. Il “pack competizione” comprende i cerchi in lega da 17″ SuperSport, i sedili sportivi Sabelt con guscio in carbonio ed il Badge “Competizione”, equipaggiamenti che arricchiscono perfomance e stile in linea con il carattere della vettura.
    (ITALPRESS).
    – Foto: ufficio stampa Abarth

  • Faccia da Sukuzi Arena… ma la coperta è corta – A cura di Massimo Moletti

    Faccia da Sukuzi Arena… ma la coperta è corta – A cura di Massimo Moletti

    Coperta o fiato corto? Il gusto del nero e azzurro mi fa dimenticare che la festa all’Arena di Verona è anticipata a mercoledì sera Cosa vuoi questi nostalgici vanno a cena il sabato e poi sono quasi tutti in riserva lavorativa possono stare in piedi fino a mezza notte??

    Siamo un pò delle Cenerentole aspettando il ritorno del ‘Principe Azzurro’ nel vedere la quasi 60 enne Lorella Cuccarini “Sogno erotico” di molti miei coetanei e di eterno riposo al cimitero…il tempo è stato galantuomo o la vista ce l’ha fatta perdere anni fa.
    Quest’anno vedo più spazio per gli anni ’90 e aggiunta degli anni duemila; ormai tanti anni ’70 e pure ’80 hanno domicilio in paradiso…

    La coperta è corta come la gonna di Mietta che mette in mostra molto e bene tranne la voce che Minghi non ha mai avuto..
    La canzone successo anni ’90 iniziò è sempre attuale: vattene amore, erano già avanti…
    Ama fa l’impossibile e qui dimostra perché io sono sul divano e lui è il nuovo Baudo; tira fuori dal sarcofago o dalla cripta i Jalisse con fiumi di parole e qui ricordo le discussioni eterne per avere un bacio o la compagnia della bella dell’università. che poi il Vincente ti portava via come le onde il castello di sabbia nella spiaggia della vita.
    Mietta esce una seconda volta e mi fa capire che non bisogna dire mai basta: fine gnocca mai
    Mai appendere il perizoma al chiodo mai piantare un chiodo per metter il perizoma e fare qualche volta come Sharon Stone ..
    Arriva Alexia star italiana del pop anni ’90 verso chiusura e iniziò secolo …nuovo
    Queste serate purtroppo solo tre fanno riemergere alla mente che eravamo felici senza castelli e forse senza mai andare in spiaggia..
    Anni che anche se ormai avevano telefonino e internet erano ancora belve contenute.
    Perché eravamo quelli delle cabine per telefonare e del computer fisso per comunicare …Una generazione con catena lunga ma sempre legati al passato..

    Aspettavamo nelle prime tv tematiche di musica le canzoni; Gomme somene it’s rainy day…
    Ballo al suono di :subshine reggae e le canzoni ascoltate con walkman con cuffia condivisa con amica del cuore ma a noi batteva molto più in giù.
    Le ultime canzoni come: dragostea din tei mi riporta alle discoteche e iniziò degli apericena in disco bar …La generazione col bicchiere in mano per fare vedere che consumavi per non essere invitato a bere o uscire da porta.
    La vita serale col tombino per uscire a fumare per parlare con tipa. Sugar baby e le lustrate di vista e concorsi di bellezza e calendari…
    Anche l’inizio secolo a un suo fascino serale, mattutino e pomeridiano.
    La musica rende speciale ogni parte della giornata e ogni sezione della nostra vita…Il tempo passa ma la bella della classe, treno , bus e università resta …
    Ama ha capito; fin che la barca va lasciala andare anche se non sappiamo nuotare o remare. Basta che va …i castelli di sabbia in cielo, memoria e cuore nessuna onda gli potrà fermare.

  • Esselunga, pesca, allegoria (e dolore).

    Esselunga, pesca, allegoria (e dolore).

    La soggettiva inquadra un bimbo, un preadolescente quindi ancora la specie, che nel suo cercare tra i prodotti coglie una pesca. Il frutto dalla buccia tanto serica e vellutata quanto aspra al morso che allega i denti; sbucciata, la polpa luminosa e dolce, invita.

    Allegoria: non rimanere in superficie, apri, entra. Svestite il rancore, guardatevi nudi.
    Un bimbo, ancora estraneo al canone adulto, la gabbia d’acciaio del linguaggio pari per grandezze e meschinità, manifesta mimicamente la potenza del sentimento, poi, molto poi verrà il suo saper dire: nessun maggior dolore, che ricordarsi del tempo felice nella miseria; accadrà da adulto e forse saprà, nei giorni duri, che in ogni sentimento s’affresca l’ombra della malinconia. Ma non ancora. L’amore, il contenuto autentico del cortometraggio meta commerciale, che sente un bimbo per i genitori è indiscutibile. L’ora del vero sentire coincide in lui nel coricarsi sotto le coperte del letto genitoriale. Sarà poi, molto poi, dall’adolescenza alla vecchiezza, quell’amore, perduto, soggetto di costante ricerca, vana. In quell’amore, infantile, si coglie il puro disinteresse, bello di per se stesso bello.

    Simmetria, proporzione, armonia. L’incrinatura e la frattura, costante in ogni rapporto umano da tempi immemorabili del due fratelli gemelli, il bimbo la rigetta e, quando la deve accettare, il dovere fatto obbligo dinanzi al quale egli è impotente, si adopera nel ricomporlo. Ancora non comprende, è in formazione, o forse ha già compreso tutto e non lo accetta. Tenta di aggiustare con un gesto, il dono ch’è allegoria per definizione. L’oggetto è la forma della sostanza: l’amore. Il kintsugi, l’arte giapponese di cucire la ceramica saldandola con l’oro, si coglie nel sorriso del bimbo. Non sa ancora il bimbo la complessità, il cum plexo, il piegato dentro, tutto da aprire per comprendere, se mai sarà possibile.

    Il cortometraggio Esselunga fa discutere, certo, è interessante. Non è immediato. Non è un commerciale scontato, del tipo IKEA: squarcio di un catalogo in movimento con un bimbo a comparsa, infatti l’attenzione viene sollecitata dal prezzo in chiaro dei prodotti. Questo “corto” non provoca alcuna discussione. Lo vedi e non lo pensi. Il ‘corto’ di Esselunga, al contrario, è metacommerciale. Va di là dal suo perimetro di pura vendita, accende una luce nella notte nera del conformismo. Fa pensare. Quindi fa male, è invitabile. Ed è un bene. Il dolore illumina.

    Emanuele Torreggiani