Categoria: Cultura e Tempo Libero

  • Maerna (Fdi): grazie a Francesco Alberoni, che portò la sociologia alle masse

    Maerna (Fdi): grazie a Francesco Alberoni, che portò la sociologia alle masse

    MILANO “La morte del sociologo ed intellettuale Francesco Alberoni priva la cultura italiana di un autentico gigante.

    Il quale ha sempre saputo cogliere l’evoluzione della società e l’ha raccontata con quella semplicità ed efficacia che lo hanno fatto diventare di famiglia per tanti italiani. Come colto efficacemente da Marcello Veneziani i suoi scritti sui consumi, sui movimenti collettivi e sull’innamoramento e l’amore rispecchiano il giro di boa di una società che passava dalle ideologie al privato, dal collettivo al singolo e alla coppia, dalla politica ai consumi. Alberoni, efficacemeete, portò la sociologia alle masse. Avvicinandosi a Fratelli d’Italia e a Giorgia Meloni compì un atto di amore e coraggio”. Lo dichiara Umberto Maerna ,deputato di Fratelli d’Italia.

  • 76 esimo Locarno Film Festival: il gran finale con il resoconto della nostra Monica Mazzei

    “Ma quanto è bello il Festival del Film e lo spirito che vi aleggia?
    Non ho, almeno per ora, nessuna esperienza degli altri festival, ma non penso che tutti trasmettano lo stesso calore umano, spirito di amicizia e condivisione, amore per il cinema ma anche per la gente, tutta la gente, non certo solo l’attore famoso, che si respira a Locarno nei giorni della kermesse.
    Non è scontato e non è evidente”.

    LOCARNO CH – Il Pardo è fondato su una profonda e rispettosa collaborazione improntata alla fiducia, tra tutti i membri dello staff, che poi crea un legame con tutta la Città, sino all’operatore ecologico.
    Il festival ticinese, arrivato alla 76a edizione, è internazionale ma anche un po’ di nicchia.
    Ma è qui che emerge il vero amore per il cinema: qui si trova il vero regista che attraverso i propri occhi ed il proprio linguaggio, racconta storie di vita.
    Niente “piatti facili”, qui.
    Ma desiderio di comprendere ed immedesimarsi.
    Come ha detto, animato da grande passione il Presidente Marco Solari, che sul palco di ieri sera ha salutato la propria piazza, una “piazza” che ha presieduto come un condottiero per oltre un ventennio, il cinema degli ideali è quello che ha il compito di dare voce e visibilità anche ai perseguitati di regimi; tra questi molti artisti, attori, registi, torturati allo scopo di sopprimerne l’anima libera.
    Il Presidente, che, a richiesta unanime di tutto lo staff, ha ricevuto un “pardino” come ringraziamento per tutto il lavoro e la dedizione verso il Festival, ed è stato nominato “Presidente onorario a vita”; ha infine chiamato sul palco per ringraziarla, la moglie, ossia colei che gli è stata sempre vicina nonostante momenti difficili, nei quali lui era completamente assorbito dal suo lavoro.
    Si è tinto così anche di tanto amore questa bellissima edizione storica, nella quale abbiamo visto scorrere sullo schermo tanti scorci di filmati d’archivio, sulle dichiarazioni di Solari in tutti questi anni, che ci hanno permesso di verificare come lui sia stato di parola, nel concretizzare il suo progetto iniziale.
    Vi sono stati in collegamento anche i ringraziamenti del Presidente della Confederazione Alain Berset, anche lui prossimo a lasciare la politica, chiudendo indubbiamente un’epoca fondamentale per la cultura.
    Aggiungo che Solari aveva specificato come Berset è stato colui al quale gli svizzeri si sono affidati con piena fiducia, in tempo di pandemia, per essere per una volta davvero “governati” e non solo “amministrati”.
    Tra i due vige quindi un patto di stima e fiducia reciproche.
    “Cinema libero in un festival libero”, è ciò che Marco Solari si augura anche per il futuro e sinceramente, anch’io e penso la quasi totalità degli estimatori.
    “Volevamo anche le rose”, era il titolo di un film che una regista italiana portò al Festival nel 2007.
    Locarno si è molto dedicata in questi anni sia alla questione femminile, come a quella delle diversità (forse ormai oggi è tempo di definirle complementarità), e di tutti gli oppressi e del bisogno urgente di uguaglianza che poi è l’unica via per l’educazione alla pace in una comunità e tra nazioni.
    Ed il cinema è sogno, ispirazione e deve portare ciò nella vita quotidiana di ognuno, a volte spigolosa e difficile, ma che non per questo deve dimenticare le più grandi aspirazioni umane.
    Locarno fa anche questo: ci racconta la vita vera ma ci regala anche il sogno.
    E di sogno se ne è visto molto, anche onirico come inconscio; trame delle quali da fil rouge ha fatto spesso quel fuoco simbolico e quasi rituale, che un po’ cenerizza ed un po’ purifica, forse per dare avvio ad una nuova vita; così come il suo contrario, quell’acqua dove immergersi, che poi è la parte più profonda di noi.

    INTERVISTA AUDIO AL REGISTA SIMONE BOZZELLI, DEL FILM “PATAGONIA”:

    https://www.facebook.com/watch/?v=249550604613120

    A cura di Monica Mazzei

  • Ryanair, tariffe salvataggio su rotte cancellate da WizzAir

    MILANO Ryanair ha lanciato “tariffe di salvataggio a partire da 24,99 euro per accogliere i viaggiatori italiani interessati dalle ultime cancellazioni da parte di Wizz Air da Catania, Milano, Lamezia Terme, Napoli e Torino, in vista della prossima stagione invernale ’23”.

    Ne da’ notizia la compagnia aerea. “Mentre Wizz Air riduce ulteriormente la propria presenza in Europa tagliando altri voli domestici e rotte in Italia in vista dell’inverno ’23 da Catania, Milano, Lamezia Terme, Napoli e Torino – dichiara Mauro Bolla, country manager per l’Italia della compagnia – Ryanair ancora una volta salva la situazione con tariffe di salvataggio a partire da soli 24,99 euro per accogliere i viaggiatori italiani colpiti dagli ultimi tagli da parte di Wizz Air”.

  • Perché si festeggia il Ferragosto- di Alfredo Cattabiani

    Perché si festeggia il Ferragosto- di Alfredo Cattabiani

    Oggi il Ferragosto, spostato al 15 ma dilatato a tutto il mese o quasi, è all’insegna del riposo e della villeggiatura, ma vi si celebrano ancora sagre e feste fra cui la più importante è l’Assunzione al cielo della Beata Vergine Maria

    «Nel 18 a.C. Augusto, il primo imperatore romano, istituì alle Calende del mese le “Feriae Augusti”, le Feste di Augusto da cui è nato il nostro Ferragosto.

    Oggi il Ferragosto, spostato al 15 ma dilatato a tutto il mese o quasi, è all’insegna del riposo e della villeggiatura, ma vi si celebrano ancora sagre e feste fra cui la più importante è l’Assunzione al cielo della Beata Vergine Maria.
    Non diversamente accadeva nell’antica Roma fin dall’epoca monarchica quando le settimane centrali del mese erano costellate di feste in onore di alcune divinità, fra cui Diana al 13 di agosto.
    La dea, il cui nome era scandito arcaicamente “Diana” la cui radice significava “spazio celeste”, aveva fra le altre funzioni quella di tutelare le nascite.

    Servio, forse per nobilitarla apparentandola alla greca Artemide, narrava che il suo simulacro l’aveva portato Oreste nel Lazio: fermatosi nella selva Aricina, sulle rive dell’attuale lago di Nemi, vi aveva istituito un santuario. In realtà il santuario nulla doveva ai Greci e rifletteva un culto locale alla dea che, secondo Servio, era “Luna in cielo, Diana in terra e Proserpina negli inferi”, e simile in tutto a Giunone Lucina o Regina.

    Il tuscolano Egeo Libio, dittatore della Lega fra i popoli latini, aveva poi sostituito l’antico santuario con un tempio, centro della Lega stessa.
    Nella selva attorno al tempio – Diana era detta anche “la regina delle selve”- e custodito da un singolare sacerdote, vigeva nei tempi arcaici un rituale sanguinoso: qualsiasi fuggiasco poteva sostituirsi al sacerdote se riusciva ad avvicinarsi a un albero sacro alla dea e a staccarvi un ramo – il ramo d’oro – che gli consentiva di battersi con chi lo custodiva e di ucciderlo. Sicché il sacerdote, narrava Strabone, “tiene la spada in mano, guardandosi continuamente attorno s’egli viene assalito, per potersi difendere”.

    “Ma la gara” soggiungeva Pausania “non è aperta ai liberi, bensì a schiavi fuggiti ai loro padroni”.
    Quando Servio Tullio strinse un patto d’alleanza fra i popoli del Lazio e Roma, trasportò il centro della Lega dalla selva Aricina all’Aventino costruendovi un nuovo tempio in onore di Diana.
    Ma il tentativo di Roma non dovette convincere gli alleati se Tarquinio, ultimo re, spostò nuovamente il centro della Lega alla selva Ferentina, nel tempio di Giove Laziale sul monte Albano.
    Rimase tuttavia la Festa di Diana al tempio dell’Aventino dove convenivano al mattino del 13 agosto padroni e servi, senza distinzione di casta. Le donne, che durante l’anno usavano appendere alle pareti del santuario tavolette votive e consacrare le proprie vesti alla dea, la invocavano soprattutto come “Diana Lucina”, protettrice dei parti.

    Nello stesso giorno si svolgeva in un bosco di lauri sull’Aventino, al centro del quale vi era un tempietto, la festa in onore di Vortumno, il dio preposto alla trasformazione e al mutamento ciclico che determinava le stagioni e faceva maturare i frutti.
    “Grazie a me” gli faceva dire Properzio “si azzurrano i grappoli della prima uva, la spiga si gonfia di latice. Puoi vedere qui le dolci ciliege, le prugne d’autunno, le more arrossate al sole dell’estate; qui con corone di frutti l’innestatore viene a pagare il suo voto.”.

    Si susseguivano il giorno 17 le feste in onore di Portuno, il dio dei porti e delle porte, apparentato a Giano, anch’egli significativamente festeggiato nello stesso giorno; e il 19 le “Vinali Rustiche” dedicate a Venere.

    “Si dà il nome di Vinali rustiche al 19 agosto”, spiegava Varrone “perché in quel giorno si dedicò un tempio a Venere, e a questa dea sono sacri gli orti: onde è il giorno feriato per gli ortolani”.»
    Contemporaneamente s’indiceva la futura vendemmia.

    Il 21 del mese di Augusto era invece consacrato a Conso, dio del raccolto immagazzinato; il 23 a Openconsiva, l’abbondanza agricola personificata.
    Infine le sagre d’agosto si chiudevano con un altro sacrificio a Vortumno».

    (da “Ferragosto” in Aestas”, capitolo VII del “Calendario”)

  • Come ogni anno, ecco il buon FERRAGOSTO che ci arriva dalla meravigliosa Capri

    L’Alba Incantata illumina il Ferragosto a Capri: auguri di meraviglia

    Ferragosto a Capri, l’alba dorata dai Faraglioni è da Cartolina
    Ferragosto a Capri con l’alba che dipinge un paesaggio da cartolina, Il sole si fa strada tra le pieghe del mattino, donando all’isola di Capri uno spettacolo indimenticabile.

    Un augurio di buon Ferragosto da un luogo che sembra uscito dalle pagine di un libro di fiabe: Capri, la perla del Mediterraneo. Questo piccolo paradiso marittimo si veste dei colori dell’alba, regalando un’immagine mozzafiato che cattura cuore e anima.

    Nella foto scattata di primo mattino dalla spiaggia di Marina Piccola descrive Il sole che sorge da dietro la collina di Tuoro, illuminando il cielo e il mare con raggi dorati che sembrano dipingere una tela d’arte vivente. Due elissi azzurri si stagliano come gemme preziose, incastonate nel paesaggio e dando vita a una scena di rara bellezza.

    Il protagonista di questa fotografia, Luigi Louis Molino, editore ed esperto di marketing e comunicazione, ha catturato un attimo di pura magia. Dalla spiaggia di Marina Piccola, il suo obiettivo ha immortalato l’incanto dell’alba di Ferragosto, creando un’immagine che racconta la storia di un’isola incantata e di un risveglio che sembra uscito da un sogno.

    Le acque del mare di Marina Piccola si tingono di sfumature dorate, riflettendo la luce del sole che sorge dietro i Faraglioni. Queste imponenti scogli simbolo dell’isola , sembrano emergere dal mare come guardiani di un segreto millenario. E mentre la fascia dorata si estende sulle onde, un senso di meraviglia pervade chiunque abbia la fortuna di assistere a questo spettacolo naturale.

    L’immagine catturata dal dott. Molino è molto più di una semplice fotografia: è un invito a immergersi con calma e senza rincorrere i ritmi frenetici della quotidianità nell’atmosfera unica di Capri, a lasciarsi affascinare dalla sua bellezza pura senza tempo. L’isola si presenta come un luogo incantato, dove la natura e la storia ancora si fondono in un connubio perfetto. Un posto dove l’alba di Ferragosto diventa un regalo speciale per chiunque scelga di visitarla.

    In questo giorno di festa e di gioia, Capri ci offre uno spettacolo indimenticabile. Un augurio di buon Ferragosto che arriva dal cuore di questa meravigliosa isola, dove l’alba dietro i Faraglioni è solo uno dei tanti tesori nascosti in attesa di essere scoperti da tutti ma anche salvaguardati.

    Immagini e parole si fondono per raccontare l’incanto dell’alba di Ferragosto a Capri, un regalo che la natura offre generosamente e che rimarrà impresso nella memoria di chi ha la fortuna di vederlo.

    La foto é di Luigi Louis Molino per ag/Promediacom

  • Per Alpine l’innovazione passa attraverso il lino

    Per Alpine l’innovazione passa attraverso il lino

    La rubrica Motori a cura di ItalPress su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Imboccando la strada della decarbonizzazione nel rispetto dell’ambiente e della leggerezza, Alpine fa rotta sul lino per essere sempre più innovativo. L’Alpine A110 E-ternitè, prototipo 100% elettrico, ne è la perfetta dimostrazione. Questo prototipo funge da laboratorio mobile per testare le innovazioni che proiettano Alpine verso il “Dream garage”. Un modello che mantiene la leggendaria agilità di Alpine con un’incomparabile leggerezza per un’auto elettrica di questo segmento. Il peso di 1.378 kg comprende 392 kg di batterie. Nel complesso, il modello elettrico pesa 258 kg in più rispetto all’A110 termica. L’A110 E-ternitè vanta un rivestimento di lino su cofano, tetto, lunotto posteriore, scocca dei sedili e futura minigonna posteriore. Dietro a questi componenti decarbonizzati della carrozzeria, si celano due appassionati ricercatori: Florent e David. Hanno messo a punto tutti questi componenti per preparare il futuro con l’adozione di nuove tecnologie. Per loro, la scelta del lino è stata ovvia. Si tratta di un materiale naturale e la sua produzione è meno energivora delle fibre di carbonio, in genere utilizzate per alleggerire le auto sportive.
    La bassa densità e quindi la leggerezza, la resistenza e le proprietà acustiche conferiscono ulteriori vantaggi a questo materiale di origine biologica. Ma come si passa dalla trama di lino al rivestimento del cofano, alla scocca del sedile o al tetto? Il laboratorio Alpine di Les Ulis, situato nella regione parigina, riceve il tessuto secco dal fornitore. La scelta della trama effettuata con l’ufficio design di Alpine è ricaduta sul bi-biais, ossia una trama intessuta a 45° con filo di cotone. Il tessuto è composto per il 95% da lino e per il 5% da cotone. Mediante un processo di infusione, è impregnato di resina epossidica per ottenere una composizione finale con l’80% di lino e il 20% di resina. La trama è poi disposta in uno stampo, facendo attenzione a verificare il suo orientamento e il numero di pieghe necessarie. La superficie esterna del componente, ossia quella che risulterà visibile, è posizionata a contatto con lo stampo. Il tutto è ricoperto da un telo e messo sottovuoto. Una volta estratto dallo stampo, il componente del prototipo è rifinito manualmente e assemblato nell’Alp’Innov Center.
    (ITALPRESS).
    -foto ufficio stampa Alpine-

  • Per Alpine l’innovazione passa attraverso il lino

    Scopri le ultime notizie di Motori su ticinonotizie.it

    ROMA (ITALPRESS) – Imboccando la strada della decarbonizzazione nel rispetto dell’ambiente e della leggerezza, Alpine fa rotta sul lino per essere sempre più innovativo. L’Alpine A110 E-ternitè, prototipo 100% elettrico, ne è la perfetta dimostrazione. Questo prototipo funge da laboratorio mobile per testare le innovazioni che proiettano Alpine verso il “Dream garage”. Un modello che mantiene la leggendaria agilità di Alpine con un’incomparabile leggerezza per un’auto elettrica di questo segmento. Il peso di 1.378 kg comprende 392 kg di batterie. Nel complesso, il modello elettrico pesa 258 kg in più rispetto all’A110 termica. L’A110 E-ternitè vanta un rivestimento di lino su cofano, tetto, lunotto posteriore, scocca dei sedili e futura minigonna posteriore. Dietro a questi componenti decarbonizzati della carrozzeria, si celano due appassionati ricercatori: Florent e David. Hanno messo a punto tutti questi componenti per preparare il futuro con l’adozione di nuove tecnologie. Per loro, la scelta del lino è stata ovvia. Si tratta di un materiale naturale e la sua produzione è meno energivora delle fibre di carbonio, in genere utilizzate per alleggerire le auto sportive.
    La bassa densità e quindi la leggerezza, la resistenza e le proprietà acustiche conferiscono ulteriori vantaggi a questo materiale di origine biologica. Ma come si passa dalla trama di lino al rivestimento del cofano, alla scocca del sedile o al tetto? Il laboratorio Alpine di Les Ulis, situato nella regione parigina, riceve il tessuto secco dal fornitore. La scelta della trama effettuata con l’ufficio design di Alpine è ricaduta sul bi-biais, ossia una trama intessuta a 45° con filo di cotone. Il tessuto è composto per il 95% da lino e per il 5% da cotone. Mediante un processo di infusione, è impregnato di resina epossidica per ottenere una composizione finale con l’80% di lino e il 20% di resina. La trama è poi disposta in uno stampo, facendo attenzione a verificare il suo orientamento e il numero di pieghe necessarie. La superficie esterna del componente, ossia quella che risulterà visibile, è posizionata a contatto con lo stampo. Il tutto è ricoperto da un telo e messo sottovuoto. Una volta estratto dallo stampo, il componente del prototipo è rifinito manualmente e assemblato nell’Alp’Innov Center.
    (ITALPRESS).
    -foto ufficio stampa Alpine-

  • Michela Murgia e la Misercordia di Dio: una riflessione coraggiosa (e controcorrente) di Costanza Miriano

    Dopo la morte di Michela Murgia abbiamo pubblicato una riflessione non banale e non scontata di Giuliano Ferrara. Adesso ne pubblicihiao una seconda, firmata dalla scrittrice cattolica Costanza Miriano. Buona lettura.

    Il mondo ha il diritto di beatificare chi vuole con le sue liturgie laiche. Adesso è il momento di una scrittrice dalla buona penna e dall’intelligenza brillante che si è impegnata per diventare la bandiera delle battaglie dell’ individualismo e del soggettivismo più sfrenati. Aveva avuto un’infanzia oggettivamente difficile e questo ha inevitabilmente condizionato il suo sguardo sulla famiglia. Era uno sguardo ingannato, vedeva patriarcato e violenza maschile anche dove non c’era; forse non aveva conosciuto nemmeno un uomo di quelli che sanno dare la vita per una donna e dei figli, o forse quando li ha visti non li ha saputi riconoscere (era separata e non aveva avuto figli). Insomma rappresentava i non valori dominanti, quindi tutto meno che coraggiosa, perché totalmente a favore di vento, e grazie a questo la sua voce è stata molto rilanciata da quando il mondo si è accorto di lei (io l’ho conosciuta al tg3 quando aveva scritto solo il suo libro sui call center, Il mondo deve sapere: davvero ha saputo sfondare partendo dal nulla).

    Che il mondo la beatifichi dunque è normale. Che lo facciano i media cattolici sinceramente no. Ho sentito e letto dei pezzi che manco per santa Caterina da Siena. Era schierata per tutto quello che è contro il Catechismo della Chiesa cattolica, aborto, eutanasia, dava dei fascisti a chi non la pensava come lei (quindi tutti i cattolici), era per promuovere forme di aggregazione basate sulla confusione sessuale, riteneva che il sesso non è un dato biologico oggettivo. Mi chiedo allora perché abbia disposto che il suo funerale fosse in una chiesa e secondo un credo che contestava. Mi chiedo come mai i media cattolici siano affetti da un complesso di inferiorità così forte da esaltare chi contesta il Catechismo e la nostra visione dell’uomo. Mi chiedo come si faccia a dire con tanta certezza che ha combattuto la buona battaglia, e che ha conservato la fede, come San Paolo. La fede non è solo sapere che esiste Dio. Magari l’ha riacquistata nell’ultimo momento, ma perderla l’aveva persa.
    Piuttosto possiamo dire che crediamo nella misericordia di Dio, e la invochiamo su di lei e su ciascuno di noi.

  • Regione Lombardia SOLD OUT a Ferragosto, dai laghi all’Oltrepo

    Regione Lombardia SOLD OUT a Ferragosto, dai laghi all’Oltrepo

    MILANO “La Lombardia è una regione che ha un’offerta turistica ricchissima partendo dai nostri laghi che sono straordinari, e già meta ambita da un turismo internazionale, come il lago di Como, iconico per il mercato nordamericano. Siamo ‘sold out’ in quasi tutte le nostre province ormai da Pasqua con una leggera flessione in agosto”.

    Così in una nota l’assessore al Turismo della Regione Lombardia Barbara Mazzali. Tra i luoghi più gettonati Mazzali cita anche il lago di Garda, legato tradizionalmente al mercato tedesco, ma che oggi “è anche meta ambita di cinesi e vive un ritorno di inglesi, scandinavi e americani”. E i turisti che arrivano in Lombardia “sono da sempre abituati ad apprezzare l’alta qualità dei servizi dei nostri albergatori e ristoratori. Un turista che ama il bello, e la nostra Regione ne è la massima espressione”. Dall’osservatorio dell’assessorato, inoltre, “abbiamo registrato un forte incremento di prenotazioni last minute che compenseranno sicuramente il calo registrato subito dopo gli eventi atmosferici che ci hanno coinvolto” aggiunge Mazzali sottolineando che l’anno scorso le prenotazioni last minute si attestavano intorno al 5% mentre quest’anno hanno raggiunto il 20%. “Abbiamo province come Pavia diventata meta di americani, grazie anche a un Oltrepò pavese meraviglioso – conclude l’assessore -. Senza dimenticare Valtellina e Valcamonica, mete eccezionali per chi ama la montagna. Abbiamo 4 mila chilometri di piste ciclabili, sulle 20 mila in tutta Italia, a disposizione di un turismo ciclopedonale con mete di straordinaria bellezza, a cui si aggiungono cammini religiosi e culturali”.

    Laghi lombardi protagonisti, dunque, della nostra offerta turistica, una sorta di rivincita rispetto alle spiagge e al mare. “C’è bisogno di mete più lente e ‘delicate’ – osserva Mazzali – dove il turista entra in contatto con le nostre comunità, viene accolto anche dalle narrazioni tipiche, tradizionali e produttive di una zona, di un territorio. I nostri ristoratori sono considerati tra i migliori del nostro Paese e i loro servizi sono un’eccellenza, servizi destinati a un turismo di qualità, che si propone a chi ha voglia di stare bene e di godersi ogni piccolo dettaglio, dal panorama mozzafiato fino alle prelibatezze che trova in tavola. Dalla nostra meravigliosa Sirmione, a Limone, Salò, a Desenzano, per andare in su verso Tremosine dove troviamo un turismo più sportivo. I nostri laghi hanno una peculiarità: riescono a soddisfare sia il turista outdoor che vuole muoversi, andare in bici, fare surf, sia chi vuole contemplare tutte le bellezze, culturali, geografiche. Come la nostra strada della Forra, straordinaria, definita da Churchill l’ottava meraviglia del mondo”. “Dal nostro osservatorio – continua Mazzali – abbiamo registrato un forte incremento di prenotazioni last minute che compenseranno sicuramente il calo registrato subito dopo gli eventi atmosferici che ci hanno coinvolto. L’anno scorso infatti le prenotazioni last minute si attestavano ad un 5%, quest’anno hanno raggiunto il 20%. Abbiamo province come Pavia diventata meta di americani, grazie anche a un Oltrepò pavese meraviglioso, tra offerta enogastronomica, castelli e centri storici da visitare. Senza dimenticare Valtellina e Valcamonica, mete eccezionali per chi ama la montagna. Abbiamo 4 mila chilometri di piste ciclabili, sulle 20 mila in tutta Italia, a disposizione di un turismo ciclopedonale con mete di straordinaria bellezza, a cui si aggiungono cammini religiosi e culturali che attraversano i borghi più belli d’Italia e i centri delle nostre bellissime località. Luoghi eccezionali che lasciano tutti a bocca aperta e che io amo dal primo all’ultimo”.

  • Italia-Albania: la villeggiatura costa il 248% in più…

    Italia-Albania: la villeggiatura costa il 248% in più…

    “In Italia i servizi turistici costano fino al 248% in più rispetto alle località balneari dell’Albania, e i fortissimi rincari registrati nel nostro paese sul fronte di strutture ricettive, stabilimenti balneari e ristoranti spingono una consistente fetta di cittadini a scegliere mete estere per le proprie vacanze estive”.

    Lo afferma Consumerismo No Profit, che ha messo oggi a confronto prezzi e tariffe delle principali mete balneari albanesi con quelle del nostro paese. Per dormire 7 notti in una delle località di mare più note dell’Albania, dal 21 al 28 agosto in camera doppia, la spesa minima parte dai 175 euro a Valona fino ad arrivare ai 420 euro di Qeparo, analizza Consumerismo. Se si scelgono strutture esclusive o di lusso, il costo massimo, sottlinea, “raggiunge i 5.653 euro a Valona, e si attesta sui 2.300 euro nelle altre mete albanesi. Numeri molti diversi in Italia: nella stessa settimana un soggiorno parte da un minimo di 564 euro a Milano Marittima, 735 euro a San Vito Lo Capo e 889 euro a Villasimius, ma può arrivare, sempre se si scelgono strutture esclusive, a 17.378 euro a Viareggio e oltre 15mila euro a Milano Marittima”. Mettendo a confronto 6 note località di mare albanesi con altrettante destinazioni balneari italiane, rileva, “si scopre che nel nostro paese le tariffe minime delle strutture ricettive risultano più care in media del +130% rispetto all’Albania, con punte del +248% per gli hotel di alta categoria”.

    Si passa poi agli stabilimenti balneari, che in Italia costano in media il 162% in più rispetto alle coste albanesi: “per l’affitto giornaliero di un ombrellone e due lettini si va infatti da un costo medio di 20/30 euro di Milano Marittima ai 30/50 euro di Gallipoli, contro i 10/15 euro dei lidi albanesi”, sottolinea Consumerismo. “Albania più conveniente anche sul fronte della ristorazione: un pasto completo a base di pesce costa infatti in media nei ristoranti albanesi tra i 20 e i 25 euro a persona, contro i 45/65 euro dell’Italia”, rileva. “Gli abnormi rincari praticati da alberghi, stabilimenti balneari, ristoranti e servizi turistici in Italia stanno modificando profondamente le scelte degli italiani, spingendoli sempre più a optare per mete estere per le proprie vacanze – spiega il presidente di Consumerismo, Luigi Gabriele – Non è certo un caso se si registra un calo del -30% delle presenze di connazionali presso le principali località balneari del nostro paese, mentre le spiagge di Albania, Croazia e Spagna sono prese d’assalto dai turisti italiani. Una dimostrazione di come i cittadini puniscono chi specula sui listini e chi alza eccessivamente prezzi e tariffe, cambiando abitudini e scegliendo operatori più economici”, conclude Gabriele.