Categoria: Economia

  • Champagne Bruno Paillard, la fedeltà dei multi-millesimati

    Champagne Bruno Paillard, la fedeltà dei multi-millesimati

    (Adnkronos) – Tra i vini per l’estate non possono mancare le bollicine e in particolar modo lo Champagne. Brioso, elegante nobile e fresco, è adatto ad ogni occasione e capace di elevare qualsiasi pietanza. Sotto una pergola o a bordo piscina, tra tovaglie di lino e barbecue all’aperto, la Maison di Champagne Bruno Paillard festeggia la stagione della spensieratezza e del tempo ritrovato. Sempre fedeli a loro stessi, gli Champagne Bruno Paillard, distribuiti in esclusiva da Cuzziol GrandiVini Srl, sono vini di assemblaggio che uniscono le parcelle, i terroir e i vitigni, comprendono una parte importante di vini di riserva, già vini assemblati a quelli dell’annata precedente, che a loro volta annoverano dal 25 al 50% di vini di riserva sempre dell’anno prima, succedendosi e includendosi così dall’origine della Maison, il 1985, in uno spirito “Solera”. Vini realizzati con la prima spremitura, il coeur de cuvée, la più pura; vini concepiti per sostenere il tempo, vini di sofisticata eleganza, rappresentano l’espressione volutamente personale della grandezza dei vini di Champagne: l’essere gessosi, freschi, tesi, nordici. Quattro champagne, il Dosage Zero deciso e di grande freschezza con un naso di frutta bianca e mandorla fresca; l’Extra-Brut Première Cuvée, il partner ideale dall’aperitivo alla cena con un assemblaggio costituito di 22% Pinot Meunier, 33% Chardonnay, 45% Pinot Noir; l'Extra-Brut Rosé Première Cuvée, il Pinot Nero proveniente dai villaggi di Verzenay, Bouzy, Mailly o Les Riceys secondo gli anni e una parte di Chardonnay della Côte des Blancs a renderlo particolarmente raffinato; infine l’Extra-Brut Blanc de Blancs Grand Cru caratterizzato da una sofisticata eleganza è a base di Chardonnay proveniente esclusivamente da grand cru – classificati 100% – della famosa «Côte des Blancs». La vinificazione rimane quella un tempo riservata allo champagne «Demi Mousse»: durante il travaso che precede la seconda fermentazione – in bottiglia – e l’invecchiamento, vengono aggiunti meno zuccheri di quanto non si faccia con uno champagne normale. Multi-millesimati che caratterizzano e definiscono l’identità della mano Paillard, lo stile inconfondibile e riconoscibile, una firma, data da Bruno Paillard – il fondatore – e trasmessa a sua figlia Alice, oggi alla guida della Maison.Adnkronos – Vendemmie
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  • Carlo Sangalli rieletto presidente di Confcommercio Lombardia

    Carlo Sangalli rieletto presidente di Confcommercio Lombardia

    MILANO Carlo Sangalli è stato rieletto ieri per acclamazione presidente di Confcommercio Lombardia dal nuovo Consiglio Generale (riunitosi in Confcommercio Milano): 48 consiglieri in rappresentanza delle 10 Associazioni territoriali Confcommercio lombarde.

    Ad affiancarlo per i prossimi cinque anni Carlo Massoletti, vicepresidente vicario, e Giuseppe Freri, vicepresidente. “Il terziario di mercato traina l’economia lombarda – dichiara Sangalli – in particolare i settori dei servizi, della ristorazione e del commercio. In questo contesto ancora positivo preoccupano l’inflazione e il rialzo dei tassi che potrebbero generare una fase recessiva della nostra economia”.

    “Punto di forza della nostra Regione – prosegue Sangalli – e’ certamente la collaborazione pubblico-privato, fatta di ascolto e azioni concrete, che ha permesso di sostenere il sistema imprenditoriale anche nei momenti piu’ complessi”. In Lombardia sono piu’ di 541mila le imprese attive nel terziario di mercato (erano 537mila cinque anni fa): il 66 per cento del totale delle imprese (814.196).

    “Una meritata e logica conferma per quello che è sempre più un baluardo, un punto di forza del sistema del commercio lombardo e, più in generale, dell’intero Paese”. Così Attilio Fontana, governatore della Regione Lombardia, sulla conferma di Carlo Sangalli alla presidenza di Confcommercio Lombardia. “A lui e a tutti i componenti della sua squadra – ha aggiunto Fontana – un sincero augurio di buon lavoro, nella certezza che sapranno replicare quanto di buono” realizzato fin qui.

  • Assovini Sicilia, Mariangela Cambria è la nuova presidente

    Assovini Sicilia, Mariangela Cambria è la nuova presidente

    (Adnkronos) – Cambio al vertice di Assovini Sicilia, Mariangela Cambria è la nuova presidente dell’associazione che riunisce cento aziende vitivinicole siciliane di piccole, medie o grandi dimensioni, che condividono principalmente tre elementi: il controllo totale della filiera vitivinicola, dal vigneto alla bottiglia; la produzione di vino di qualità imbottigliato; la visione internazionale del mercato. Nominata nella seduta di lunedì 10 Luglio dal neo eletto Consiglio di Amministrazione, Mariangela Cambria, messinese, co-proprietaria dell’azienda Cottanera insieme ai fratelli Francesco, Emanuele e allo zio Enzo, si occupa di marketing comunicazione e accoglienza. Subentra a Laurent Bernard de la Gatinais, che ultima il suo mandato alla presidenza durato 3 anni. Un vertice tutto al femminile, con Lilly Ferro alla vice presidenza e Josè Rallo, consigliere delegato al coordinamento delle attività di finanza agevolata. “Voglio ringraziare tutti i colleghi del consiglio che mi hanno voluto e appoggiato- commenta la neo presidente Mariangela Cambria. Assovini Sicilia è una associazione complessa, dalle tante anime. Il mio obiettivo è quello di dare continuità allo spirito di squadra e associazionismo voluto dai miei predecessori e di interpretare il ruolo dell’associazione come collante tra le grandi e le piccole cantine. Assovini ha anche il compito di continuare a portare la Sicilia nel mondo. L’Isola è pienamente un continente vitivinicolo dalle mille sfaccettature e diversità dove il vino è veicolo di cultura ed eccellenza”, conclude Mariangela Cambria. Del nuovo Consiglio di amministrazione di Assovini fanno parte: Mariangela Cambria (Presidente); Lilly Ferro (Vice Presidente); Josè Rallo (Donnafugata); Achille Alessi (Terre di Giurfo); Federico Lombardo di Monte Iato (Firriato); Alberto Aiello Graci (Graci); Santi Planeta (Planeta); Laurent Bernard de la Gatinais (Rapitalà); Costanza Chirivino (Tasca d’Almerita). Adnkronos – Vendemmie
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  • Commissione UE, irrilevante la prevedibile diminuzione della produzione di uva

    Commissione UE, irrilevante la prevedibile diminuzione della produzione di uva

    (Adnkronos) – Presa di posizione delle associazioni di produttori di vino di Italia, Spagna e Francia contro il rapporto della Commissione Ue a sostegno del regolamento SUR (ovvero sostainable use of pesticides regulation) che prevede il dimezzamento dell'uso della chimica in agricoltura e stima un impatto limitato sul vino etichettando la viticoltura come una “produzione non essenziale”. Italia, Francia e Spagna hanno invece rivendicato l’importanza del vino in Europa. “L’Unione Europea è il primo produttore di vino al mondo, con il 45% della superficie viticola mondiale. Questo settore ad alto valore aggiunto è vitale per molte regioni rurali europee, genera milioni di posti di lavoro e contribuisce in modo significativo alla bilancia commerciale dell’Ue”. Micaela Pallini, Federvini: “Respingiamo studio UE, settore vitivinicolo ha un ruolo essenziale nella nostra economia”. “Non prendere in debita considerazione il rilievo economico, occupazionale e sociale che il comparto vitivinicolo europeo ricopre appare un chiaro errore di valutazione. In Italia così come in altri Paesi membri dell’Unione europea, il settore assume un ruolo invece essenziale, assicurando benessere e lavoro a centinaia di migliaia di persone considerando anche l’indotto. Per questo non possiamo che respingere le conclusioni dello studio della Commissione europea, auspicando un intervento deciso dai nostri rappresentanti in sede comunitaria” ha commentato Micaela Pallini, Presidente di Federvini, alla luce del Rapporto della Commissione UE a sostegno del regolamento SUR che prevede il dimezzamento dell’uso della chimica in agricoltura e che etichetta la viticoltura come una produzione non essenziale in Europa. Lo studio prevede un calo della produzione di uva dovuto agli effetti della riduzione dei fitosanitari, stimato al 18% in Spagna, al 20% in Italia e al 28% in Francia. La Commissione europea ha inoltre aggiunto nel proprio report che la produzione di uva non è una coltura essenziale per la sicurezza alimentare europea e che una diminuzione della produzione di vino in Europa sarebbe irrilevante. Adnkronos – Vendemmie
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  • Agricoltura. A Roma l’Assemblea Nazionale ANBI presenti i Ministri Lollobrigida e Pichetto Fratin

    Si è tenuta a Roma in settimana l’Assemblea di ANBI, l’Associazione che raccoglie i Consorzi di bonifica del Paese.

    ROMA – Si tratta di un appuntamento che si svolge ogni anno, aperto agli operatori dell’intero mondo della bonifica italiano con la partecipazione di esponenti delle istituzioni, delle parti sociali e dell’imprenditoria. L’edizione 2023 ha previsto ben cinque panel di discussione, che hanno stimolato il confronto attorno ai grandi temi dell’ambiente, del territorio, dell’acqua e del cibo. ANBI, nel corso dei lavori, è tornata poi a riproporre le azioni prioritarie da attuare per gestire al meglio la risorsa idrica ai tempi dei cambiamenti climatici; è stata, pertanto, sottolineata la necessità di un Piano straordinario 2023-2030 per la realizzazione di nuovi invasi sostenibili e multifunzionali.

    Il cosiddetto Piano Laghetti per lo stoccaggio d’acqua è già stato predisposto con un pacchetto di 389 progetti, redatti dai Consorzi di bonifica e per la maggior parte subito cantierabili. Nell’ambito delle due giorni si sono susseguiti numerosi e qualificati interventi; hanno partecipato all’iniziativa, tra gli altri, i Ministri dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il Vice Ministro delle Infrastrutture Galeazzo Bignami e di Josè Nuncio
    Presidente dell’associazione Irrigants d’Europe https://irrigantsdeurope.eu/, che affronta le problematiche poste dalla relazione acqua/energia/cibo rispetto all’agricoltura irrigua in Europa. E’ stato letto, inoltre, un messaggio di saluto a firma del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha annunciato la candidatura italiana della città di Roma a sede del World Water Forum 2027.

    L’Italia riprova in questo modo ad ospitare il prestigioso evento internazionale, dopo che la precedente candidatura di Assisi, Roma e Firenze per il 2024 era stata superata da quella di Bali, in Indonesia.

  • Come si coltiva un vigneto eroico?

    Come si coltiva un vigneto eroico?

    (Adnkronos) – La viticoltura eroica è una preziosissima forma di attività di coltivazione della vite da preservare, promuovere e valorizzare, sinonimo di difesa e protezione del territorio. Giovedì 13 luglio 2023, dalle 9 alle 18 (ingresso libero), nei filari circostanti Cantina Valle Isarco a Chiusa (BZ) andrà in scena Enovitis Extrême, il primo e unico evento dimostrativo dedicato alle tecnologie per i vigneti eroici. Il luogo scelto non è caso. L’Alto Adige è una regione davvero estrema dove si trova la viticoltura più settentrionale d’Italia. Trattori specializzati e transporter, portattrezzi, attrezzature per la difesa la potatura e la gestione del suolo, agevolatori del lavoro manuale, prodotti e accessori per l’impianto, mezzi tecnici per la concimazione, vivaismo, impianti d’irrigazione e molto altro, saranno in mostra in una grande vetrina all’insegna dell’innovazione. Adnkronos – Vendemmie
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  • Canneto Pavese: la storia secolare di un paese dove tutto ruota intorno al vino

    Canneto Pavese: la storia secolare di un paese dove tutto ruota intorno al vino

    (Adnkronos) – Canneto Pavese è un piccolo comune popolato da poco meno di 1300 abitanti, con una grande storia legata a doppio filo con la sua produzione vinicola e un presente in evoluzione. Sorge nel cuore dell’Oltrepò Pavese Orientale, tra la riva sinistra del torrente Versa e il crinale del pendio sulla riva destra del torrente Scuropasso, a un’altitudine compresa tra i 130 e i 280 metri. Città Internazionale della Vite e del Vino, fino agli anni ‘70 è stato il comune più vitato d’Italia e già a fine ‘800 i suoi vini erano esportati in America. Una fama che ha portato addirittura al cambiamento del nome del piccolo municipio pavese. Fino al 1885 l’attuale territorio di Canneto era infatti conosciuto come Montu’ de Gabbi, nota fin dall’800 per la produzione del
    “Vino de Caneto”
    : tra i tanti comuni italiani che hanno dato il nome ad alcune delle denominazioni vinicole più note, il singolare caso di un comune a cui è stato dato il nome dei vini che lo hanno reso celebre.  
    Canneto Pavese

     Ancora oggi, nonostante una diminuzione dell’area vitata, sono ben 500 gli ettari coltivati a vite su una superficie di 5,8 chilometri quadrati, per una produzione che, di anno in anno, conferma Canneto Pavese come il comune dell’Oltrepò con il maggior numero di riconoscimenti dalle principali Guide vinicole italiane.La caratteristica principale di Canneto Pavese, oltre alla densità di appezzamenti coltivati a vite, è la conformazione geografica del territorio, di colline in forte pendenza rivestite da un susseguirsi di filari. Si tratta in prevalenza di uve a bacca rossa che hanno reso celebre il piccolo comune oltrepadano, patria di denominazioni come il Buttafuoco e il Sangue di Giuda, la cui produzione è permessa, secondo il disciplinare, solo in alcune zone dell’Oltrepò che insistono prevalentemente sul territorio di Canneto Pavese.  
    Foto crediti Club Buttafuoco Storico

     Canneto Pavese è sede del Club del Buttafuoco Storico. Fondato nel 1996, raggruppa 16 produttori e 19 vigne cru dedicate alla produzione di quello che si è affermato come uno dei vini simbolo del territorio; affinato per tre anni prima della commercializzazione, è ottenuto dall’uvaggio di quattro uve identitarie quali Croatina, Barbera, Ughetta di Canneto e Uva Rara.  
    I produttori del Club del Buttafuoco Storico

     Canneto è la sede di alcune delle più note cantine dell'Oltrepò Pavese: da Giulio Fiamberti, erede di una tradizione vinicola di oltre due secoli e che quest’anno – dopo anni di riconoscimenti per i suoi due Cru di Buttafuoco Storico Vigna Solenga e Sacca del Prete, ha portato per la prima volta un Buttafuoco DOC (OP Buttafuoco Il Cacciatore 2020) all’ambito riconoscimento dei Tre Bicchieri a Giorgi Wines, azienda guidata da Fabiano Giorgi che da anni riceve importanti premi per i suoi vini spumante metodo classico (quest’anno è stata la volta del Tre Bicchieri assegnato al Top Zero Pas Dosé) e ha creato con Gerry Scotti una linea di vini che porta il nome del grande presentatore televisivo, divenuto il più celebre testimonial del territorio. Tra i vignaioli più riconosciuti, Paolo Verdi, noto sia per il suo grande Rosso Riserva “Cavariola” che per il Metodo Classico Vergomberra DOCG Dosage Zero e un vero e proprio artista del vino come Andrea Picchioni, autore di rossi straordinari come Rosso d’Asia, Bricco Riva Bianca e Arfena. Da non dimenticare Marco Maggi che ha dato una nuova identità all’eredità vinicola familiare diventando uno dei migliori interpreti del Buttafuoco e, recentemente, ha creato con Manuela Centinaio il nuovo progetto della Cantina Bosco del Sasso (con la consulenza enologica di Michele Zanardo) e Umberto Quaquarini, produttore – enologo che, alla terza generazione, ha portato l’azienda di famiglia – dominata da uno spettacolare olmo che domina la vigna Pregana, uno dei Cru del Buttafuoco Storico – alla conversione biologica. 
    I vini, foto crediti Club del Buttafuoco Storico

     Tappe obbligate per chi visita Canneto Pavese sono la Cantina Alchemica, sede di uno dei più interessanti esperimenti del mondo del vino italiano, quello del vignaiolo alchimista Giorgio Mercandelli e dei suoi vini biotici; la Tenuta Malpaga, situata su un poggio che domina il paese ed edificata sui resti di una fortezza del 1400 nelle cui cantine vengono affinati i vini biologici di Luca Gorini; la cantina con agriturismo di Franco Pellegrini, affacciata sul panorama mozzafiato che si gode dall’alto della frazione Solenga, dove sorgono alcune delle vigne più scoscese dell’Oltrepò e la Piccola Cantina dei Vini Fermi di Massimo Piovani, il sogno realizzato da uno dei tanti milanesi appassionati di viticoltura che frequentano l’Oltrepo nel weekend.  
    La terrazza panoramica del Ristorante Bazzini con vista sulle colline dell'Oltrepò

     La ristorazione a Canneto Pavese ha dal 1939 un nome protagonista, quello di
    Bazzini
    , storico ristorante dell’omonima famiglia rilanciato nel 2017 dopo oltre 75 anni di attività dallo straordinario lavoro di Mariella Mariotti e Riccardo Rezzani che lo hanno reso un punto di riferimento imprescindibile dove la cucina tradizionale dell’Oltrepò si integra con proposte stagionali contemporanee. Tra i piatti tipici e incomparabili, nonché denominazione comunale, il Bata Lavar, un grosso agnolotto ripieno al brasato servito solo al Ristorante Bazzini, secondo la ricetta originale delle massaie. 
    Bata Lavar del Ristorante Bazzini

     Per gli amanti dei salumi tappa obbligata è il
    Salumificio Daturi
    , dove i fratelli Floriana e Andrea producono artigianalmente salami, pancette, cotechini (il salumificio è detentore di un Guinness World Record per il più lungo del mondo, ben 16 metri) e la fragrante Coppa affinata nel vino rosso oltrepadano da accompagnare rigorosamente con il Miccone di Stradella, il pane tipico di questa area dell’Oltrepo.  
    Alcuni prodotti del Salumificio Daturi

     L’occasione perfetta per visitare Canneto Pavese e vivere tutte le esperienze proposte dai suoi protagonisti è senza dubbio la 42esima edizione della “Rassegna dei Vini”, in programma dal 15 al 17 luglio prossimi.  Quella del 2023 è un’edizione all’insegna del rilancio dello storico evento, organizzata dal nuovo corso della Pro Loco di Canneto Pavese, che si sta distinguendo per una fervente programmazione di iniziative in stretta collaborazione con i produttori.  
    Pro Loco Canneto Pavese con alcuni produttori

     Il fulcro della manifestazione sarà il Parco Comunale di Canneto Pavese, ristrutturato e portato a nuova vita dal lavoro del team di volontari della Pro Loco e da alcuni artigiani del territorio, che ospiterà un calendario di iniziative che uniscono l’assaggio dei migliori vini del territorio alla cucina e all’intrattenimento musicale. Tra gli appuntamenti imperdibili, la masterclass moderata da Fiorenzo Detti – AIS – dedicata al Metodo Classico del territorio (etichette di Giorgi Wines, Fiamberti Vini, Bruno Verdi, Azienda Agricola Biologica Quaquarini Francesco, Azienda Agricola Picchioni Andrea e Azienda Agricola Maggi Francesco) che si terrà sabato 15 luglio alle 18.30 presso la Sala della Cultura e del Vino. Il 17 luglio il gran finale sarà nel Parco Comunale con una cena curata dal Ristorante Bazzini e il suggestivo spettacolo pirotecnico che illuminerà, da mezzanotte in poi, la Valle di Recoaro. Il programma è disponibile sul sito a questo indirizzo.
     Per informazioni e prenotazioni infoline via whatsapp al numero 3339310810 Per prenotare le vostre degustazioni nelle cantine di Canneto Pavese nel corso della Rassegna: 
    Azienda Agricola Fiamberti 038588019
    Giorgi Wines 0385262151
    Francesco Maggi 038560233
    Giorgio Mercandelli 3333418574
    Franco Pellegrini 038588305
    Andrea Picchioni 0385262139
    Massimo Piovani 3385807500
    Azienda Agricola Quaquarini 0385560152
    Bruno Verdi 038588023
    Enoteca del Buttafuoco Storico 038560154Adnkronos – Vendemmie
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  • Su Rai 1 e Linea Verde il progetto di reintroduzione dello storione nel Parco del Ticino

    CASSOLNOVO “Sapessi com’è strano farsi un tuffo a Milano”: ieri, domenica 9 luglio alle 12.20 su Linea Verde – RaiUno e in diretta streaming su RaiPlay, con Angela Rafanelli e Peppone Calabrese, è proseguito il viaggio di #LineaVerdeEstate nella caotica città di #Milano, in #Lombardia.

    E spostandoci un po’ dalla metropoli.. Le telecamere Rai hanno documentato la reintroduzione dello storione nelle acque del Ticino. Nel cuore del parco del Ticino, a Cassolnovo (PV), vengono infatti allevate 4 specie di storione (da Storione Ticino, azienda che alleva storioni esclusivamente per Ars Italica Caviar, brand di Italian Caviar.)

    Nello studio sulla fauna ittica del Ticino del 1999 non fu catturato nessun esemplare di storione cobice, ma ne fu segnalata la presenza grazie ad osservazioni subacquee e di pescatori. Le cause che hanno portato alla scomparsa dello storione sono diverse: il prelievo dovuto alla pesca professionale; la costruzione di dighe; l’inquinamento delle acque; il degrado dell’habitat; il bracconaggio. Gli esemplari di storione cobice che vengono immessi nel fiume sono dotati di microchip per il riconoscimento e servono da rinforzo alle popolazioni già presenti nel fiume e che cominciano a mostrare, dopo anni, incoraggianti segnali di ripresa.

    Ecco il link della puntata, col servizio dedicato al Parco che inizia attorno al minuto 22. Buona visione.

    https://www.raiplay.it/video/2023/07/Linea-Verde-Estate—Milano-Idroscalo—09072023-6bfbd91c-c649-4667-98ea-147c9994f891.html?fbclid=IwAR0JP-aknfXM4DamLchpZ522JI_epjq7hPpyU0WnLpV_0W7_Xukieg70Xbs

  • Giovani Coldiretti donano mezzo milione di api all’Emilia Romagna

    MILANO – Mezzo milione di api sono state donate agli apicoltori della Romagna che hanno visto decimati a causa del maltempo gli alveari presenti sul territorio alluvionato.

    L’iniziativa è dei giovani della Coldiretti di Ferrara che hanno voluto fare un gesto concreto di solidarietà per sostenere la ripartenza. In speciali cassette predisposte per il trasporto in sicurezza e nel rispetto del benessere di questi preziosi insetti, cinque nuclei di api – riferisce la Coldiretti – sono stati consegnati ad apicoltori che hanno avuto danni anche a questa attività, perdendo in molti casi l’intero patrimonio aziendale oltre che il raccolto primaverile di miele. La cassettine – spiega Coldiretti – sono complete per formare una nuova famiglia, con la regina, le operaie ed i maschi.

    Numerosi apicoltori hanno infatti visto sparire il lavoro di anni in pochi attimi per effetto delle acque che hanno travolto gli alveari ma anche delle frane che hanno impedito di prendersi cura degli sciami con decine di milioni di api che sono morte. I nubifragi hanno anche spazzato via i fiori rimasti peraltro, in molti casi, senza nettare per via dell’eccesso di pioggia, e quindi le molte api sono morte letteralmente di fame. Con l’alluvione – sottolinea la Coldiretti – è venuto anche a mancare il prezioso lavoro di impollinazione delle api con la perdita di un numero elevato di famiglie che erano presenti nei 45mila alveari censiti in Romagna. Tre colture alimentari su quattro – spiega la Coldiretti – dipendono in una certa misura per resa e qualità dall’impollinazione dalle api, tra cui le mele, le pere, le fragole, le ciliegie, i cocomeri ed i meloni. Si tratta – conclude la Coldiretti – di un danno enorme per le imprese ma anche per la biodiversità ed il gesto di solidarietà è importante per contribuire alla ripresa dell’attività produttiva per gli apicoltori ahe hanno ricevuto i nuclei, ma è anch

  • APP di FIVI, come scoprire vigneti e cantine di oltre 1.600 Vignaioli Indipendenti

    APP di FIVI, come scoprire vigneti e cantine di oltre 1.600 Vignaioli Indipendenti

    (Adnkronos) – Si chiama semplicemente FIVI l’applicazione ufficiale della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, la prima tra le associazioni di vignaioli in Europa a utilizzare questo strumento di comunicazione e promozione. L’app – lanciata alla nascita nel 2020 e recentemente aggiornata – apre un canale diretto sul mondo dei Vignaioli Indipendenti italiani, dando la possibilità agli utenti di individuare oltre 1.600 aziende associate a FIVI con una ricerca in ordine alfabetico, per regione o parola chiave, oppure attraverso la mappa geo-localizzata, avviando così il navigatore per raggiungerle e mettersi in contatto per organizzare visite e degustazioni. “I Vignaioli Indipendenti sono i principali protagonisti dell’enoturismo, in Italia: perché sono intrinsecamente legati al loro territorio, che tutelano con il loro lavoro e raccontano attraverso i loro vini, e perché possono offrire al turista un’esperienza completa di conoscenza del mondo del vino, dal vigneto alla cantina” – racconta Rita Babini, vignaiola in Emilia Romagna e segretario nazionale dell’associazione. “FIVI è ramificata in tutta Italia -prosegue Rita -, dai pendii della Valle d’Aosta a Pantelleria. Con i suoi oltre 1.600 soci, rappresenta una rete perfetta non solo per il turista che vuole conoscere il nostro Paese attraverso le sue eccellenze enologiche, ma anche per le gite fuori porta e i week end di svago: a volte si possono scoprire piccoli tesori, a pochi chilometri da dove abitiamo, e i Vignaioli sono pronti a farveli scoprire”. Tra le funzioni dell’applicazione, oltre alla geo-localizzazione delle cantine più vicine alla propria posizione, c’è la possibilità di selezionare una lista di quelle preferite, per future visite o acquisti. E a proposito di acquisti, dalle schede aziendali – attraverso dei tasti rapidi – è possibile accedere agli e-commerce delle singole aziende per acquistare i loro vini. Nella sezione Eventi, infine, si potrà accedere al Catalogo del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, che si svolgerà a Bologna dal 25 al 27 novembre 2023, con più di mille Vignaioli presenti. L’app FIVI è disponibile, in lingua italiana o inglese, per il download gratuito negli store Apple e Android. Adnkronos – Vendemmie
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