Categoria: Economia

  • Canneto Pavese: la storia secolare di un paese dove tutto ruota intorno al vino

    Canneto Pavese: la storia secolare di un paese dove tutto ruota intorno al vino

    (Adnkronos) – Canneto Pavese è un piccolo comune popolato da poco meno di 1300 abitanti, con una grande storia legata a doppio filo con la sua produzione vinicola e un presente in evoluzione. Sorge nel cuore dell’Oltrepò Pavese Orientale, tra la riva sinistra del torrente Versa e il crinale del pendio sulla riva destra del torrente Scuropasso, a un’altitudine compresa tra i 130 e i 280 metri. Città Internazionale della Vite e del Vino, fino agli anni ‘70 è stato il comune più vitato d’Italia e già a fine ‘800 i suoi vini erano esportati in America. Una fama che ha portato addirittura al cambiamento del nome del piccolo municipio pavese. Fino al 1885 l’attuale territorio di Canneto era infatti conosciuto come Montu’ de Gabbi, nota fin dall’800 per la produzione del
    “Vino de Caneto”
    : tra i tanti comuni italiani che hanno dato il nome ad alcune delle denominazioni vinicole più note, il singolare caso di un comune a cui è stato dato il nome dei vini che lo hanno reso celebre.  
    Canneto Pavese

     Ancora oggi, nonostante una diminuzione dell’area vitata, sono ben 500 gli ettari coltivati a vite su una superficie di 5,8 chilometri quadrati, per una produzione che, di anno in anno, conferma Canneto Pavese come il comune dell’Oltrepò con il maggior numero di riconoscimenti dalle principali Guide vinicole italiane.La caratteristica principale di Canneto Pavese, oltre alla densità di appezzamenti coltivati a vite, è la conformazione geografica del territorio, di colline in forte pendenza rivestite da un susseguirsi di filari. Si tratta in prevalenza di uve a bacca rossa che hanno reso celebre il piccolo comune oltrepadano, patria di denominazioni come il Buttafuoco e il Sangue di Giuda, la cui produzione è permessa, secondo il disciplinare, solo in alcune zone dell’Oltrepò che insistono prevalentemente sul territorio di Canneto Pavese.  
    Foto crediti Club Buttafuoco Storico

     Canneto Pavese è sede del Club del Buttafuoco Storico. Fondato nel 1996, raggruppa 16 produttori e 19 vigne cru dedicate alla produzione di quello che si è affermato come uno dei vini simbolo del territorio; affinato per tre anni prima della commercializzazione, è ottenuto dall’uvaggio di quattro uve identitarie quali Croatina, Barbera, Ughetta di Canneto e Uva Rara.  
    I produttori del Club del Buttafuoco Storico

     Canneto è la sede di alcune delle più note cantine dell'Oltrepò Pavese: da Giulio Fiamberti, erede di una tradizione vinicola di oltre due secoli e che quest’anno – dopo anni di riconoscimenti per i suoi due Cru di Buttafuoco Storico Vigna Solenga e Sacca del Prete, ha portato per la prima volta un Buttafuoco DOC (OP Buttafuoco Il Cacciatore 2020) all’ambito riconoscimento dei Tre Bicchieri a Giorgi Wines, azienda guidata da Fabiano Giorgi che da anni riceve importanti premi per i suoi vini spumante metodo classico (quest’anno è stata la volta del Tre Bicchieri assegnato al Top Zero Pas Dosé) e ha creato con Gerry Scotti una linea di vini che porta il nome del grande presentatore televisivo, divenuto il più celebre testimonial del territorio. Tra i vignaioli più riconosciuti, Paolo Verdi, noto sia per il suo grande Rosso Riserva “Cavariola” che per il Metodo Classico Vergomberra DOCG Dosage Zero e un vero e proprio artista del vino come Andrea Picchioni, autore di rossi straordinari come Rosso d’Asia, Bricco Riva Bianca e Arfena. Da non dimenticare Marco Maggi che ha dato una nuova identità all’eredità vinicola familiare diventando uno dei migliori interpreti del Buttafuoco e, recentemente, ha creato con Manuela Centinaio il nuovo progetto della Cantina Bosco del Sasso (con la consulenza enologica di Michele Zanardo) e Umberto Quaquarini, produttore – enologo che, alla terza generazione, ha portato l’azienda di famiglia – dominata da uno spettacolare olmo che domina la vigna Pregana, uno dei Cru del Buttafuoco Storico – alla conversione biologica. 
    I vini, foto crediti Club del Buttafuoco Storico

     Tappe obbligate per chi visita Canneto Pavese sono la Cantina Alchemica, sede di uno dei più interessanti esperimenti del mondo del vino italiano, quello del vignaiolo alchimista Giorgio Mercandelli e dei suoi vini biotici; la Tenuta Malpaga, situata su un poggio che domina il paese ed edificata sui resti di una fortezza del 1400 nelle cui cantine vengono affinati i vini biologici di Luca Gorini; la cantina con agriturismo di Franco Pellegrini, affacciata sul panorama mozzafiato che si gode dall’alto della frazione Solenga, dove sorgono alcune delle vigne più scoscese dell’Oltrepò e la Piccola Cantina dei Vini Fermi di Massimo Piovani, il sogno realizzato da uno dei tanti milanesi appassionati di viticoltura che frequentano l’Oltrepo nel weekend.  
    La terrazza panoramica del Ristorante Bazzini con vista sulle colline dell'Oltrepò

     La ristorazione a Canneto Pavese ha dal 1939 un nome protagonista, quello di
    Bazzini
    , storico ristorante dell’omonima famiglia rilanciato nel 2017 dopo oltre 75 anni di attività dallo straordinario lavoro di Mariella Mariotti e Riccardo Rezzani che lo hanno reso un punto di riferimento imprescindibile dove la cucina tradizionale dell’Oltrepò si integra con proposte stagionali contemporanee. Tra i piatti tipici e incomparabili, nonché denominazione comunale, il Bata Lavar, un grosso agnolotto ripieno al brasato servito solo al Ristorante Bazzini, secondo la ricetta originale delle massaie. 
    Bata Lavar del Ristorante Bazzini

     Per gli amanti dei salumi tappa obbligata è il
    Salumificio Daturi
    , dove i fratelli Floriana e Andrea producono artigianalmente salami, pancette, cotechini (il salumificio è detentore di un Guinness World Record per il più lungo del mondo, ben 16 metri) e la fragrante Coppa affinata nel vino rosso oltrepadano da accompagnare rigorosamente con il Miccone di Stradella, il pane tipico di questa area dell’Oltrepo.  
    Alcuni prodotti del Salumificio Daturi

     L’occasione perfetta per visitare Canneto Pavese e vivere tutte le esperienze proposte dai suoi protagonisti è senza dubbio la 42esima edizione della “Rassegna dei Vini”, in programma dal 15 al 17 luglio prossimi.  Quella del 2023 è un’edizione all’insegna del rilancio dello storico evento, organizzata dal nuovo corso della Pro Loco di Canneto Pavese, che si sta distinguendo per una fervente programmazione di iniziative in stretta collaborazione con i produttori.  
    Pro Loco Canneto Pavese con alcuni produttori

     Il fulcro della manifestazione sarà il Parco Comunale di Canneto Pavese, ristrutturato e portato a nuova vita dal lavoro del team di volontari della Pro Loco e da alcuni artigiani del territorio, che ospiterà un calendario di iniziative che uniscono l’assaggio dei migliori vini del territorio alla cucina e all’intrattenimento musicale. Tra gli appuntamenti imperdibili, la masterclass moderata da Fiorenzo Detti – AIS – dedicata al Metodo Classico del territorio (etichette di Giorgi Wines, Fiamberti Vini, Bruno Verdi, Azienda Agricola Biologica Quaquarini Francesco, Azienda Agricola Picchioni Andrea e Azienda Agricola Maggi Francesco) che si terrà sabato 15 luglio alle 18.30 presso la Sala della Cultura e del Vino. Il 17 luglio il gran finale sarà nel Parco Comunale con una cena curata dal Ristorante Bazzini e il suggestivo spettacolo pirotecnico che illuminerà, da mezzanotte in poi, la Valle di Recoaro. Il programma è disponibile sul sito a questo indirizzo.
     Per informazioni e prenotazioni infoline via whatsapp al numero 3339310810 Per prenotare le vostre degustazioni nelle cantine di Canneto Pavese nel corso della Rassegna: 
    Azienda Agricola Fiamberti 038588019
    Giorgi Wines 0385262151
    Francesco Maggi 038560233
    Giorgio Mercandelli 3333418574
    Franco Pellegrini 038588305
    Andrea Picchioni 0385262139
    Massimo Piovani 3385807500
    Azienda Agricola Quaquarini 0385560152
    Bruno Verdi 038588023
    Enoteca del Buttafuoco Storico 038560154Adnkronos – Vendemmie
     —winewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Su Rai 1 e Linea Verde il progetto di reintroduzione dello storione nel Parco del Ticino

    CASSOLNOVO “Sapessi com’è strano farsi un tuffo a Milano”: ieri, domenica 9 luglio alle 12.20 su Linea Verde – RaiUno e in diretta streaming su RaiPlay, con Angela Rafanelli e Peppone Calabrese, è proseguito il viaggio di #LineaVerdeEstate nella caotica città di #Milano, in #Lombardia.

    E spostandoci un po’ dalla metropoli.. Le telecamere Rai hanno documentato la reintroduzione dello storione nelle acque del Ticino. Nel cuore del parco del Ticino, a Cassolnovo (PV), vengono infatti allevate 4 specie di storione (da Storione Ticino, azienda che alleva storioni esclusivamente per Ars Italica Caviar, brand di Italian Caviar.)

    Nello studio sulla fauna ittica del Ticino del 1999 non fu catturato nessun esemplare di storione cobice, ma ne fu segnalata la presenza grazie ad osservazioni subacquee e di pescatori. Le cause che hanno portato alla scomparsa dello storione sono diverse: il prelievo dovuto alla pesca professionale; la costruzione di dighe; l’inquinamento delle acque; il degrado dell’habitat; il bracconaggio. Gli esemplari di storione cobice che vengono immessi nel fiume sono dotati di microchip per il riconoscimento e servono da rinforzo alle popolazioni già presenti nel fiume e che cominciano a mostrare, dopo anni, incoraggianti segnali di ripresa.

    Ecco il link della puntata, col servizio dedicato al Parco che inizia attorno al minuto 22. Buona visione.

    https://www.raiplay.it/video/2023/07/Linea-Verde-Estate—Milano-Idroscalo—09072023-6bfbd91c-c649-4667-98ea-147c9994f891.html?fbclid=IwAR0JP-aknfXM4DamLchpZ522JI_epjq7hPpyU0WnLpV_0W7_Xukieg70Xbs

  • Giovani Coldiretti donano mezzo milione di api all’Emilia Romagna

    MILANO – Mezzo milione di api sono state donate agli apicoltori della Romagna che hanno visto decimati a causa del maltempo gli alveari presenti sul territorio alluvionato.

    L’iniziativa è dei giovani della Coldiretti di Ferrara che hanno voluto fare un gesto concreto di solidarietà per sostenere la ripartenza. In speciali cassette predisposte per il trasporto in sicurezza e nel rispetto del benessere di questi preziosi insetti, cinque nuclei di api – riferisce la Coldiretti – sono stati consegnati ad apicoltori che hanno avuto danni anche a questa attività, perdendo in molti casi l’intero patrimonio aziendale oltre che il raccolto primaverile di miele. La cassettine – spiega Coldiretti – sono complete per formare una nuova famiglia, con la regina, le operaie ed i maschi.

    Numerosi apicoltori hanno infatti visto sparire il lavoro di anni in pochi attimi per effetto delle acque che hanno travolto gli alveari ma anche delle frane che hanno impedito di prendersi cura degli sciami con decine di milioni di api che sono morte. I nubifragi hanno anche spazzato via i fiori rimasti peraltro, in molti casi, senza nettare per via dell’eccesso di pioggia, e quindi le molte api sono morte letteralmente di fame. Con l’alluvione – sottolinea la Coldiretti – è venuto anche a mancare il prezioso lavoro di impollinazione delle api con la perdita di un numero elevato di famiglie che erano presenti nei 45mila alveari censiti in Romagna. Tre colture alimentari su quattro – spiega la Coldiretti – dipendono in una certa misura per resa e qualità dall’impollinazione dalle api, tra cui le mele, le pere, le fragole, le ciliegie, i cocomeri ed i meloni. Si tratta – conclude la Coldiretti – di un danno enorme per le imprese ma anche per la biodiversità ed il gesto di solidarietà è importante per contribuire alla ripresa dell’attività produttiva per gli apicoltori ahe hanno ricevuto i nuclei, ma è anch

  • APP di FIVI, come scoprire vigneti e cantine di oltre 1.600 Vignaioli Indipendenti

    APP di FIVI, come scoprire vigneti e cantine di oltre 1.600 Vignaioli Indipendenti

    (Adnkronos) – Si chiama semplicemente FIVI l’applicazione ufficiale della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, la prima tra le associazioni di vignaioli in Europa a utilizzare questo strumento di comunicazione e promozione. L’app – lanciata alla nascita nel 2020 e recentemente aggiornata – apre un canale diretto sul mondo dei Vignaioli Indipendenti italiani, dando la possibilità agli utenti di individuare oltre 1.600 aziende associate a FIVI con una ricerca in ordine alfabetico, per regione o parola chiave, oppure attraverso la mappa geo-localizzata, avviando così il navigatore per raggiungerle e mettersi in contatto per organizzare visite e degustazioni. “I Vignaioli Indipendenti sono i principali protagonisti dell’enoturismo, in Italia: perché sono intrinsecamente legati al loro territorio, che tutelano con il loro lavoro e raccontano attraverso i loro vini, e perché possono offrire al turista un’esperienza completa di conoscenza del mondo del vino, dal vigneto alla cantina” – racconta Rita Babini, vignaiola in Emilia Romagna e segretario nazionale dell’associazione. “FIVI è ramificata in tutta Italia -prosegue Rita -, dai pendii della Valle d’Aosta a Pantelleria. Con i suoi oltre 1.600 soci, rappresenta una rete perfetta non solo per il turista che vuole conoscere il nostro Paese attraverso le sue eccellenze enologiche, ma anche per le gite fuori porta e i week end di svago: a volte si possono scoprire piccoli tesori, a pochi chilometri da dove abitiamo, e i Vignaioli sono pronti a farveli scoprire”. Tra le funzioni dell’applicazione, oltre alla geo-localizzazione delle cantine più vicine alla propria posizione, c’è la possibilità di selezionare una lista di quelle preferite, per future visite o acquisti. E a proposito di acquisti, dalle schede aziendali – attraverso dei tasti rapidi – è possibile accedere agli e-commerce delle singole aziende per acquistare i loro vini. Nella sezione Eventi, infine, si potrà accedere al Catalogo del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, che si svolgerà a Bologna dal 25 al 27 novembre 2023, con più di mille Vignaioli presenti. L’app FIVI è disponibile, in lingua italiana o inglese, per il download gratuito negli store Apple e Android. Adnkronos – Vendemmie
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  • Rialzo tassi, 15 miliardi di euro di rate non pagate: Lombardia in testa

    MILANO Sfiora i 15 miliardi di euro il totale delle rate non pagate da quasi un milione di famiglie italiane: l’aumento del costo del denaro, l’incremento dei tassi e la corsa dell’inflazione riducono il reddito disponibile e mettono in difficolta’ i clienti delle banche nel rispettare le scadenze relative ai finanziamenti, denuncia uno studio della Fabi.

    Complessivamente, i crediti deteriorati delle famiglie sono arrivati, a marzo scorso, a 14,9 miliardi: si tratta, nel dettaglio, di 6,8 miliardi di mutui non pagati, di 3,7 miliardi di credito al consumo non rimborsato e di 4,3 miliardi relativi ad arretrati di altri prestiti personali. Del totale di 14,9 miliardi, 5,7 sono sofferenze, cioe’ credito che la clientela non rimborsera’ piu’, altri 7,1 miliardi sono inadempienze probabili, vale a dire denaro che realisticamente le banche non recupereranno, mentre circa 2 miliardi sono rate scadute, quindi posizioni debitorie meno a rischio.

    Le difficolta’ delle famiglie riguardano soprattutto i mutui a tasso variabile, particolarmente colpiti dall’aumento del costo del denaro portato dallo 0 al 4% in 11 mesi: questa categoria di prestiti immobiliari vale in totale circa 140 miliardi e rappresenta un terzo del totale di 425 miliardi erogati, prosegue l’analisi della Fabi. Sul piano territoriale, in cima a questa particolare classifica, ci sono Lombardia e Lazio con un ammontare delle rate non pagate oltre i 2 miliardi. Campania, Puglia e Basilicata, Sicilia e Veneto superano il miliardo. Emilia Romagna, Piemonte e Valle D’Aosta, e Toscana restano poco sotto il miliardo. Piu’ contenuto il valore delle somme non pagate nelle regioni piu’ piccole come l’Umbria dove le rate non pagate ammontano a 226 milioni, la Liguria (361 milioni) e la Calabria (418 milioni).

  • Tour della Costiera Amalfitana da Vietri a Positano. Un vino per ogni tappa

    Tour della Costiera Amalfitana da Vietri a Positano. Un vino per ogni tappa

    (Adnkronos) – Benvenuti nel sogno di ogni winelover, potremmo definirlo un viaggio “stappa ad ogni tappa”. In pratica è un tour della Costiera Amalfitana, dichiarata dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità, che prevede di degustare un vino in ogni destinazione: dieci in tutto. Il Sommelier Giovanni Siani ha studiato per noi un abbinamento vino-luogo, da Vietri sul Mare a Positano, portandoci alla scoperta di uno dei tratti di costa più suggestivi e più rinomati del nostro Belpaese.  “La Costiera Amalfitana è tutta “mari e monti”, un po’ come la Riviera Ligure, con le montagne che si affacciano sul mare – spiega Giovanni – vi porto in spiaggia ma anche in altura, dove ci aspettano panorami da togliere il fiato”. Leggi l'articolo completo su Vendemmie.Adnkronos – Vendemmie
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  • Bombe di grandine su Langhe e Roero

    Bombe di grandine su Langhe e Roero

    (Adnkronos) – Nel pomeriggio di ieri una violenta grandinata si è abbattuta sui comuni a sud-est di Torino tra Trofarello, Santena, Poirino, Pralormo, con ingenti danni anche nel Roero. I più colpiti, in provincia di Torino, risultano i territori di Santena e Pralormo. «Una desolazione, mai visto un fenomeno così violento sulle colline albesi – dichiara il direttore di Confagricoltura Cuneo e produttore vitivinicolo, Roberto Abellonio sulle colonne di Repubblica -. Alcuni vigneti sono stati spogliati di tutto, ma anche quelli dove una parte dei grappoli ha resistito dovranno poi fare i conti con le bruciature del sole e le malattie. La grandinata è arrivata nella fase più delicata, quando ormai i grandi lavori erano stati completati. Dove la grandine ha colpito, il danno complessivo è senza dubbio intorno al 50%, senza contare il surplus di lavoro e di spesa» Quindici minuti di furia degli elementi che sono bastati a devastare vigneti, coltivazioni, noccioleti.  Andrea Ferrero, direttore del Consorzio di tutela del Barolo e Barbaresco, sulle colonne de La Stampa dichiara: «Stavolta è stata colpita la zona più a est delle colline albesi: dal Roero, la grandinata si è spostata verso Treiso e Neive, per poi salire a Trezzo Tinella. I danni per la nostra denominazione riguardano l’area del Barbaresco. Le zone del Barolo e del Dogliani, invece, sono state risparmiate. Ma è ancora tutto da stimare nei dettagli». Il Presidente delle Regione Piemonte Alberto Cirio farà visita nella giornata di oggi ad alcune delle zone più colpite, in attesa di una stima dei danni è stato richiesto lo stato di calamità: «Ci siamo subito mobilitati – dichiara Cirio a La Stampa -, andrò in alcune aree per verificare la situazione. Abbiamo attivato le procedure per chiedere lo stato di calamità». Angelo Negro, produttore a Monteu Roero, una delle zone più colpite parlando con Repubblica fa il punto della devastazione: «Su un totale di 70 ettari di vigneto, contiamo i danni su circa 25 ettari. Molti grappoli sono caduti a terra, ma altri hanno resistito e ci consentiranno di portare a termine l’annata. A livello agronomico, stiamo valutando ogni singolo vigneto: per fortuna ci sono anche zone intatte e altre colpite solo in parte. Da oggi si inizia a lavorare con rame e zolfo per cicatrizzare tutto». Per limitare danni futuri Negro fa appello alla pratica della riserva vendemmiale: «È una pratica che funziona e che in molte aree stanno già adottando, compreso il Gavi e il Moscato». Il Consorzio di tutela del Roero ha avviato l’iter: «In assemblea è stata approvata la proposta di ammettere una riserva vendemmiale del 5%, che in casi come questo possono essere d’aiuto per integrare la produzione persa – dichiara Massimo Dammone, Presidente del Consorzio a Repubblica – Non si tratta di concedere un aumento di produzione. Il nostro disciplinare prevede una resa di 100 quintali per ettaro di uva destinata alla produzione di vino Docg, più 20 quintali rivendicabili come vino da tavola. Di questi 20 quintali, il 5% sarà considerato riserva vendemmiale e il Consorzio, in caso di necessità, avrà la facoltà di svincolarli e di trasformarli da vino da tavola a Docg». A Pralormo i produttori segnalano danni ai noccioleti con perdite, in alcuni casi, di almeno l’80% del raccolto. Le nocciole sono, infatti, in piena fase di riempimento della “mandorla”, pesano sui rami come i frutti maturi ma sono nella fase più delicata della crescita. Spaccati i rametti con i frutti, rotti gli apparati fogliari e atterrati i frutti. «Dovremmo immaginare tutti la frustrazione di questi agricoltori – osserva il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – Proprio mentre iniziava la tanto attesa trebbiatura del grano o mentre inizia la stagione degli ortaggi o si osservano mais e nocciole svilupparsi con buone promesse di raccolto, ecco la batosta. I nostri agricoltori, ancora una volta, provano sulla loro pelle gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici non dovuti all’agricoltura. Così, dopo un 2022 siccitoso questo 2023 si sta rivelando un anno disastroso per le grandinate e gli allagamenti con fenomeni tropicali che non erano conosciuti con questa frequenza e questa forza distruttiva». Adnkronos – Vendemmie
     —winewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

  • Prodotto alternativo alla caffeina: premiata brillante start up di Novara

    NOVARA “Bevevo troppi caffe’, e sapevo che non mi facevano bene. Quando poi a mia madre e’ stata diagnosticata una patologia correlata all’abuso di caffe’, ho cominciato a interrogarmi sull’opportunita’ di creare qualcosa che sostituisse la caffeina con gli stessi benefici ma senza i danni collaterali”.

    Sembra una semplice storia familiare, in realta’ e’ il racconto della nascita di una azienda innovativa. Lui e’ Lorenzo Pessini, comasco, 25 anni, biologo. “Da sempre – racconta all’AGI – ho immaginato il mio lavoro con l’obiettivo di sviluppare prodotti per migliorare la qualita’ della vita delle persone. E quando sono arrivato alla elaborazione del mio prodotto ho cercato da subito il modo di trasformarlo in una idea imprenditoriale”. Una intuizione che e’ diventata un progetto di impresa a Novara: Lorenzo, circa un anno fa decide di partecipare ad una edizione dell’Aperinnovativo, l’originale format della Fondazione Novara Sviluppo (un ente controllato dalla Provincia di Novara che si occupa di favorire la crescita di start up innovative) che dal 2016 crea momenti informali durante i quali i partecipanti hanno l’opportunita’ di ascoltare presentazioni, proporre i propri progetti, scambiare opinioni e idee, presentare la propria attivita’ o trovare partner. E’ qui che Lorenzo ha incontrato quello che oggi e’ il suo compagno di strada nell’avventura della start up: Carlo Longari, milanese dell’hinterland, laureando in Chimica e tecnologie farmaceutiche all’Universita’ del Piemonte Orientale a Novara. “Cercavo – racconta – una possibilita’ per avviare una mia azienda: e’ quello che ho sempre voluto fare, anche sulle orme della mia famiglia che ha una farmacia. Quando ho sentito Lorenzo raccontare il suo progetto ho capito che poteva essere l’idea giusta”. E’ nata cosi’ “Nous”, la startup di Lorenzo e Carlo, che in pochi mesi di vita ha raggiunto gia’ i primi traguardi.

    Nello scorso maggio l’azienda si e’ aggiudicata il premio “Start up now” promosso sempre dalla Fondazione Novara Sviluppo: 10.000 euro “che abbiamo investito .- raccontano – per depositare, proprio in questo luglio, il brevetto del nostro preparato”. E intanto una girandola di contatti che stanno dando forma e consistenza economica al progetto. “Ci stiamo orientando per ora principalmente – spiega Pessini – sul settore food and beverage. In Italia c’e’ un mercato potenziale di grandi dimensioni: ci sono 16 milioni di persone che non dovrebbero assumere caffeina ma che vogliono continuare a bere la loro bibita preferita. Senza contare tutto il mercato degli alimenti funzionali legati per esempio al mondo del fitness”. Il preparato di “Nous”, pero’, ha anche altre applicazioni. “Abbiamo testato con ottimi risultati l’utilizzo del nostro prodotto – spiegano i due giovani imprenditori – nel campo dell’alimentazione animale e in quello dei fertilizzanti agricoli. Ma questi saranno ambiti di sviluppo futuro”. In queste settimane Lorenzo e Carlo sono impegnati nel mettere insieme una rete di potenziali clienti b2b. “Abbiamo buoni segnali, e cominciamo a vedere i risultati del nostro lavoro”.

  • Robecco, un Weekend del gusto da gourmet: sabato 8 e domenica 9 a villa Terzaghi. Con la magia delle carni di Wilfred

    ROBECCO Ultimi due fine settimana imperdibili per i gourmet dell’est Ticino, ed ovviamente non solo. Nello splendido scenario di villa Terzaghi, e del suo parco, Maestro Martino e lo staff di chef Carlo Cracco lanciano i Weekend del Gusto che anticipano la pausa estiva. Tutti da vivere.. e da gustare.

    L’ex dimora di caccia settecentesca immersa nel verde del Parco del Ticino, sede dell’Associazione Maestro Martino con un ristorante didattico aperto al pubblico, sarà la protagonista di una serie di iniziative di ristorazione legate alla cultura enogastronomica, che avranno luogo nei fine settimana che vanno dal 17 giugno al 16 luglio.

    All’offerta del ristorante caratterizzata dai nuovi sapori del menù estivo, disponibile ogni giovedì e venerdì a cena, e il sabato e la domenica sia a pranzo che a cena, si aggiungono eventi straordinari ed esperienze uniche nel loro genere, dove realtà innovative del food saranno protagoniste dell’offerta che verrà narrata, non solo attraverso i nuovi piatti, ma anche con masterclass, show-cooking, degustazioni e appuntamenti culturali.

    Ma vediamo in dettaglio il programma di sabato 8 e domenica 9 luglio.

    Per ogni info e prenotazione: https://villaterzaghi.it/-/weekend-del-gusto/

    SABATO 8 LUGLIO
    Pranzo PIZZA D’AUTORE
    Degustazione pizze gourmet

    Pranzo e NUOVO MENU ESTIVO
    cena Ristorante

    DOMENICA 9 LUGLIO
    11:30 LA BOTANICA APPLICATA
    ALLA GASTRONOMIA
    Un percorso sensoriale con masterclass e degustazione
    sui nuovi utilizzi degli oli essenziali con Minoprio Essenze

    Pranzo e NUOVO MENU ESTIVO
    cena Ristorante

    17:00 CANTINA I MAGREDI
    Masterclass e degustazione vini del Friuli

    17:00 DA BEN COTTO A COTTO BENE
    Masterclass e degustazione con lo chef Mr.Big,
    Davide Bigarella, che ci farà esplorare il mondo della
    brace da un punto di vista completamente nuovo.

    18:30 COCKTAIL SHOW MIXING
    Masterclass e degustazione dei cocktail sostenibili
    del bartender Fabrizio Molteni.

    18:30 COCKTAIL PARTY

    GRILL – DA BEN COTTO A COTTO BENE

    Da ben cotto a cotto bene: La chimica della brace con Mr.Big

    Domenica 9 luglio ore 17.00 – Masterclass, showcooking e degustazione con il maestro Davide Bigarella

    Per tutti gli amanti della brace i Weekend del Gusto ospitano per 4 domeniche pomeriggio 4 lezioni dedicate al BBQ d’autore a cura di Wilfred – la macelleria online specializzata in carni provenienti dai migliori allevamenti del mondo. Lo chef Davide Bigarella, alias Mr.Big, ci farà esplorare il mondo della brace da un punto di vista completamente nuovo.

    All’offerta del ristorante caratterizzata dai nuovi sapori del menù estivo- disponibile ogni giovedì e venerdì a cena, e il sabato e la domenica sia a pranzo che a cena-cui si aggiungono eventi straordinari ed esperienze uniche nel loro genere, dove realtà innovative del food saranno protagoniste dell’offerta che verrà narrata, non solo attraverso i nuovi piatti, ma anche con masterclass, show-cooking, degustazioni e appuntamenti culturali.

    LA MAGIA DELLE CARNI DI WILFRED
    Come avviene dall’esordio della sua presenza a villa Terzaghi, Maestro Martino consente a tutti quanti frequentano i We del Gusto di venire a contatto con le più celebrate eccellenze del panorama enogastronomico italiano.

    Nel ‘caso di specie’ ci riferiamo a Wilfred, autentico colosso del settore carni gourmet. Come un maggiordomo a tua disposizione, o se preferisci il tuo “Personal Butcher”, la missione di Wilfred è portare a casa le carni più buone del mondo sulla tavola, o sulla griglia, rendendo semplice mangiare un cibo esclusivo.

    All’interno dello shop online una scelta completa di tagli pregiati, adatti ai più svariati gusti, ricette e tipologie di cottura: https://wilfred.shop/

    Wilfred seleziona le carni tra i più rinomati allevamenti al mondo, per offrirti una disponibilità continua di tagli delle razze più nobili come l’ Angus, Hereford e Wagyu.

    Le sue carni provengono principalmente da paesi tra i più noti al mondo per la qualità della loro carne come l’Argentina, Australia, Stati Uniti, Uruguay. Questo è dovuto non solo alle razze pregiate e il loro know-how ma anche dalla disponibilità di vastissime praterie e un clima che permette a questi animali di pascolare all’aperto durante la maggior parte dell’anno.

    Sicurezza Alimentare

    Le carni selezionate da Wilfred provengono esclusivamente da macelli e stabilimenti approvati dall’Unione Europea, a garanzia del rispetto delle più rigorose norme in materia di sezionamento e tracciabilità.

    L’Unione Europea impedisce l’ingresso di carni provenienti da allevamenti dove si usano gli ormoni. In particolare, dagli Stati Uniti (dove l’utilizzo di ormoni è consentito) è consentita l’importazione in Europa dei soli prodotti che rispettano gli elevati standard comunitari di igiene e sicurezza alimentare, nella fattispecie solo carne bovina NON trattata con gli ormoni.

  • Imprese: Francesca Biffi nuova leader di Donne Impresa Coldiretti

    Francesca Biffi e’ la nuova leader di Donne Impresa Coldiretti Lombardia, il movimento che raggruppa le imprenditrici agricole di Coldiretti a livello regionale.

    LOMBARDIA “L’elezione”, spiega la Coldiretti, “e’ avvenuta all’unanimita’ nella sede del mercato agricolo di Campagna Amica di Porta Romana a Milano”. “Sono molto emozionata, rappresentare le donne di Coldiretti Lombardia e’ un onore e per me che arrivo da una piccola realta’ familiare significa molto”, commenta la nuova responsabile regionale. “Il mio obiettivo e’ creare nuove sinergie sul territorio e valorizzare ancora di piu’ le attivita’ che gia’ vedono protagoniste le imprenditrici di Donne Impresa, a cominciare dall’impegno didattico nei confronti delle nuove generazioni, ma anche degli adulti per far conoscere sempre meglio la nostra agricoltura”. Imprenditrice agricola di Galbiate (Lecco), 39 anni e un diploma di liceo linguistico in tasca, Francesca ha lavorato per diversi anni come impiegata in uno studio legale, salvo poi decidere nel 2011 di prendere in mano le redini dell’impresa agricola di famiglia diventandone titolare. “Tornare in azienda e’ stata una scelta di cuore e di testa”, spiega Francesca Biffi, “non volevo che si perdesse tutto quello che i miei genitori e i miei nonni prima di loro avevano costruito e che oggi rappresenta la nostra tradizione e il legame con il nostro territorio”.

    L’azienda agricola Biffi Francesca “e’ una realta’ multifunzionale”, spiega la Coldiretti Lombardia, dove si allevano circa un centinaio di capi tra mucche, maiali, pecore e capre.

    Durante la bella stagione, Francesca lascia i suoi animali liberi di monticare nei pascoli nei dintorni dell’azienda. Il latte delle mucche, delle capre e delle pecore viene lavorato nel caseificio aziendale per ottenere formaggi stagionati e freschi, oltre che yogurt. Fiore all’occhiello della produzione e’ il Monte Regina, un formaggio d’alpe il cui nome rimanda alla montagna che svetta dietro l’azienda agricola Biffi. Oltre ai formaggi, Francesca produce anche salami. Tutti i prodotti sono venduti nello spaccio aziendale, aperto dal giovedi’ alla domenica, e nei mercati contadini di Campagna Amica. “L’azienda Biffi” continua la Coldiretti Lombardia “e’ una realta’ a porte aperte: oltre alla possibilita’ di acquistare direttamente in loco i prodotti trasformati, infatti, grandi e piccoli hanno l’opportunita’ di vedere da vicino come si svolge la vita in fattoria attraverso le visite guidate.

    Francesca, inoltre, organizza laboratori ed attivita’ didattiche in collaborazione con le scuole dell’infanzia e con le scuole primarie del territorio, anche attraverso il progetto scuola portato avanti proprio dal gruppo Donne Impresa di Coldiretti.
    “Un ringraziamento va a Wilma Pirola da cui prendo il testimone e che ha guidato il movimento di Donne Impresa Coldiretti Lombardia negli ultimi dieci anni: grazie al suo impegno e alla sua passione e’ riuscita a creare un gruppo vincente. Faro’ di tutto per essere all’altezza di questo ruolo e per creare nuove opportunita’ di protagonismo femminile. Chi mi conosce sa che grinta e voglia di fare non mi mancano” commenta la nuova leader di Donne Impresa Coldiretti Lombardia. Francesca Biffi “guidera’ il gruppo di Donne Impresa Lombardia per i prossimi cinque anni.

    Accanto a lei, in qualita’ di vice responsabili Wilma Pirola dalla provincia di Pavia e Nadia Turelli dalla provincia di Brescia, mentre in qualita’ di delegata Elena Lazzarini dalla provincia di Bergamo” conclude la Coldiretti Lombardia.