Categoria: Economia

  • Case, i dati dei notai: calano mutui e quindi vendite, Milano -3,74%

    MILANO Nel primo bimestre le compravendite di fabbricati abitativi sono calate del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2022, con un andamento diversificato sul territorio: alcune province presentano variazioni positive come Torino (+3,26%), Bologna (+2,88%), Bari (+1,14%) e Palermo (+2,11%) mentre in altre si registrano flessioni come Milano (-3,74%), Verona (-1,45%), Roma (-2,09%), Firenze (-5,28%), Napoli (-14,9%).

    E’ quanto emerge dalla rilevazione del Consiglio Nazionale del Notariato, sulla base dei dati statistici Notarili. In particolare, il Notariato ha presentato una prima ricognizione effettuata in 9 grandi citta’ italiane in merito alle seguenti tipologie di atti: mutui, surroghe, compravendite di fabbricati abitativi. Le citta’ in esame sono Roma, Milano, Napoli, Bari, Bologna, Torino, Palermo, Verona, Firenze. Dal campione emerge in tutte le citta’ un calo delle compravendite nel mese di febbraio 2023, tranne a Torino dove le transazioni sono addirittura maggiori rispetto al mese di gennaio. Nello stesso periodo dell’anno sul fronte dei mutui si rileva un calo medio del 23,56%, ben piu’ alto rispetto al calo delle transazioni immobiliari. Nonostante alcune province, come Verona, mostrino a gennaio una quasi stazionarieta’ della richiesta di mutui (-0,5%), tutte le citta’ subiscono un calo a due cifre, che a Napoli in particolare e’ pari a piu’ di un terzo rispetto al bimestre 2022 (-35,4). Va segnalato inoltre che la fascia di eta’ che ha subito la riduzione minore e’ quella degli under 36 probabilmente in considerazione delle agevolazioni fiscali in vigore fino a fine dicembre 2023 per l’acquisto della prima casa e l’estensione del fondo prima casa all’80% in scadenza il prossimo 30 giugno. Sul calo medio nazionale del numero delle persone fisiche che hanno contratto un mutuo, pari a – 21,15%, la fascia di eta’ 18-35 anni si ferma a – 19,3% rispetto al -20,11% degli under 45, -22,36% degli under 55 e -25,67% under 65 fino al picco del -33,3% della fascia 66-75 anni.

  • Turismo, Confesercenti vede un’estate rosa: 212 milioni di presenze, stranieri +9.6%

    MILANO Nonostante le incertezze meteo di giugno, per il turismo si prevede un’estate calda: nel trimestre estivo il sistema ricettivo italiano dovrebbe registrare 212,8 milioni di presenze, circa 12,5 milioni in più rispetto all’estate 2022 (+6,2%).

    A trainare la crescita, ancora una volta, i turisti stranieri (+9,6%). È quanto emerge dall’indagine di Assoturismo-Confesercenti, realizzata dal Centro studi turistici di Firenze, su un campione di 1.492 imprenditori della ricettività in Italia. “Previsioni positive, che potrebbero anche migliorare: la sensazione di tutto il comparto è che i valori ritorneranno oltre i livelli pre-Covid grazie alle partenze di coloro che ancora non hanno programmato il viaggio”, sottolinea l’indagine, “per la domanda straniera, la ripresa è già arrivata. Il crollo scatenato dalla pandemia è stato recuperato, e quest’estate ci saranno più turisti stranieri rispetto al pre-Covid. Si prevedono infatti per il trimestre oltre 101,2 milioni di presenze straniere, il +9,6% rispetto allo scorso anno e un valore più alto (+0,9%) anche di quello registrato nell’estate 2019. Gli incrementi più significativi sono stati segnalati per i flussi tedeschi – presenti in tutte le aree e tipologie di offerta, ma soprattutto nelle località dei laghi – francesi, svizzeri, olandesi, britannici, austriaci e belgi. Tra i mercati extraeuropei aumentano soprattutto i visitatori Usa: l’interesse dei turisti americani è orientato prevalentemente verso le città/centri d’arte e le aree rurali e della collina”.

    “Anche il numero di turisti italiani continua a crescere, sebbene più lentamente”, sottolinea l’indagine di Confesercenti, secondo la quale “per l’estate si prevede un aumento del +3,3%, con oltre 111,6 milioni di presenze stimate, ancora il -1,2% rispetto al 2019. Dunque, per la prossima estate dovrebbe ridursi sensibilmente la differenza tra le due componenti del mercato: la quota della domanda italiana è stimata al 52,4%, contro il 47,6% della domanda estera (i valori del 2019 erano rispettivamente 52,9% e 47,1%)”. Per il settore alberghiero le aspettative di crescita si attestano al +6,4%, trainate dal +10,7% di richieste giunte dai mercati esteri. Prenotazioni in crescita anche per il settore extralberghiero, con un +5,9%; ancora determinanti sono le richieste degli stranieri, stimate al +8,4% rispetto al 2022. “Durante il periodo estivo la crescita del mercato sarà avvertita in tutte le aree del Paese, anche se non in maniera uniforme. Infatti, l’andamento migliore è stato segnalato dagli imprenditori del Nord Ovest e del Sud/Isole, sostenuto grazie alle prenotazioni dei turisti stranieri rispettivamente del +14,8% e del +16,2%. Valori altrettanto positivi sono stati segnalati dagli imprenditori del Centro e del Nord Est, anche questi trainati dalle richieste della domanda straniera”, sottolinea l’indagine, aggiungendo che “i risultati migliori del periodo sono attesi per le imprese ricettive delle città d’arte/centri minori, con una crescita stimata del +8,3%. Per l’estate la crescita stimata degli italiani è del +5,7%, mentre le presenze straniere aumentano del +9,7%. Cresce anche il grado di internazionalizzazione delle città, borghi e centri minori, che ospiteranno prevalentemente stranieri (64,5% del totale). Per le località dei laghi e le aree rurali e di collina la variazione attesa è del +7,8%. In crescita anche il movimento turistico delle località marine e montane, rispettivamente con il +5,9% e il +6,6%. Abbastanza positiva anche la percezione delle imprese che operano nelle località termali e ad ‘altro interesse’, con una crescita stimata rispettivamente del +3,5% e del +3,4%”.

  • Coldiretti: 25 milioni di italiani fanno la spesa ‘dal contadino’

    MILANO Sono circa 25 milioni gli italiani che hanno acquistato cibo dai contadini, trainati da una nuova sensibilita’ verso i cibi salutari ma anche dalla volonta’ di recuperare un contatto diretto con chi coltiva i prodotti che portano in tavola.

    E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Censis, diffusa in occasione della giornata mondiale della gastronomia sostenibile promossa il 18 giugno dalle Nazioni Unite per mettere al centro l’importanza di un’alimentazione che rispetti l’ambiente e che si avvalga di ingredienti biologici a chilometro zero, senza sprechi.

    L’Italia – spiega Coldiretti – e’ il Paese della Ue con la piu’ estesa rete organizzata di mercati contadini con 15.000 agricoltori coinvolti in circa 1.200 farmers market di Campagna Amica per un fatturato nazionale della filiera corta con vendita diretta che raggiunge i 6 miliardi di euro all’anno. Un sistema organizzato da nord a sud del Paese che – continua l’associazione degli agricoltori – non ha solo un valore economico ma anche occupazionale ed ambientale. Un primato riconosciuto a livello mondiale dove Campagna Amica si e’ fatta promotrice della World Farmers Markets Coalition di cui fanno parte realta’ di tutti i continenti come Usa, Australia, Giappone, Canada, Cile, Ghana, Inghilterra, Danimarca e Norvegia con il coinvolgimento di 250 mila agricoltori e loro famiglie. Le vendite dirette con gli acquisti a km zero tagliano anche del 60% lo spreco alimentare rispetto ai sistemi alimentari tradizionali secondo l’Ispra e garantiscono un contributo importante alla lotta contro l’inquinamento e i cambiamenti climatici che provocano danni e vittime in tutto il mondo. E’ stato calcolato infatti che – sottolinea la Coldiretti – un chilo di ciliegie dal Cile per giungere sulle tavole italiane deve percorrere quasi 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e l’emissione di 21,6 chili di anidride carbonica, mentre un chilo di mirtilli dall’Argentina deve volare per piu’ di 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto, attraverso il trasporto aereo. “Il successo dei farmers market e’ frutto della legge italiana che premia la multifunzionalita’ dell’agricoltura e che abbiamo fortemente sostenuto per avvicinare le imprese agricole ai cittadini e conciliare lo sviluppo economico con la sostenibilita’ ambientale e sociale” afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini

  • Aree interne della Lombardia: 7mila euro di reddito in meno

    I centri minori rappresentano il 3,6% della popolazione totale della regione (355.741) e al loro interno l’artigianato pesa per il 29,8%. Dal PNRR stanziati 13,6 milioni di euro

    Giovanni Bozzini, Presidente CNA Lombardia: “Valorizzare le autonomie locali”

    Il reddito medio di un abitante delle Aree Interne della Lombardia è di oltre 7.000 euro in meno rispetto a quello degli abitanti dei poli urbani e in dieci anni le stesse Aree Interne hanno perso il 2,8% delle imprese e il 4,1% della popolazione.

    Sono questi alcuni dei dati presentati da CNA Lombardia con la ricerca del Centro Studi Sintesi sull’andamento dell’economia regionale, in particolare nelle Aree Interne, ovvero una parte preponderante del territorio italiano che si connota per un’organizzazione spaziale fondata su “centri minori”, spesso di piccole dimensioni che, in numerosi casi, sono in grado di garantire ai residenti solo una limitata accessibilità ai servizi essenziali.

    Tra le aree interne e i cosiddetti poli vi è dunque un divario netto ed evidente, che comprende reddito pro capite e allo stesso modo calo demografico della popolazione e delle imprese, pesando inevitabilmente anche sull’artigianato che occupa il 29,8% nelle stesse zone.

    “Siamo profondamente preoccupati per le conseguenze negative di questa disparità – afferma Giovanni Bozzini, Presidente di CNA Lombardia -. Le Aree Interne, che rappresentano il 3,6% della popolazione totale della regione, svolgono un ruolo vitale nell’economia locale. In particolare, l’artigianato è un settore cruciale che crea posti di lavoro e preserva le tradizioni. Per questo riteniamo necessario un intervento immediato per sostenere le Aree Interne della Lombardia e contrastare la desertificazione economica e demografica che le sta colpendo. Occorre valorizzare le autonomie locali. Il PNRR, con i suoi quasi 14 milioni di euro stanziati per queste zone, può rappresentare un’occasione unica per avviare politiche concrete a sostegno di queste comunità locali, attraverso interventi mirati e strutturali per favorire lo sviluppo imprenditoriale e migliorare l’accesso ai servizi essenziali”

    In Lombardia ben 225 comuni, la cui media abitanti è 1581, figurano tra le Aree Interne (pari al 14,9% del totale) e sono per la quasi totalità ubicati in montagna (97,2%), per una superficie territoriale del 25,6% del totale, con un’estensione di 6.117 kmq. Le aree interne lombarde sono 6 e riguardano: Alto Lago DI Como/Valli del Lario, Lario Intelvese/Lario Ceresio, Valchiavenna, Valcamonica, Valtrompia, Appennino Lombardo/Alto Oltrepo Pavese. Inoltre coinvolgono demograficamente il 3,6% della popolazione totale (355.741 abitanti) caratterizzato da un indice di vecchiaia alto che presenta due persone over 64 ogni under 15.

    Sul fronte delle imprese, nel 2022, sono 38.687 quelle situate nelle Aree Interne della regione, il 3,7% della totalità delle imprese attive in Lombardia, e producono un valore aggiunto di 4,1 miliardi di euro, circa il 2,1% sul totale regionale. I lavoratori, invece, sono 113.313, circa il 2,8% sul totale, e sono così suddivisi: 30,2% nel commercio, alberghi e ristoranti, 29,8% nell’industria, 14,1% nelle costruzioni, 4,3% nell’agricoltura e 21,4% in altri servizi.

    “CNA Lombardia guarda alle aree interne, forte di questa ricerca, come ad un terreno cruciale per comprendere quanto politiche di governo delle naturali tendenze dei mercati possano aiutare a contrastare diseguaglianze materiali e culturali, gap di opportunità e di servizi, mortalità imprenditoriale, crisi sociale e calo demografico”, afferma Stefano Binda, segretario regionale di CNA, che prosegue “per noi la Lombardia deve costruire equilibri armonici tra metropoli, territori ed aree interne, privilegiando un modello intessuto dai valori e dai pilastri di un’economia fatta di imprenditorialità diffusa, cura del territorio, sostenibilità, inclusione sociale. Non dovrebbero più esserci, secondo noi, i cosiddetti “luoghi che non contano”.

    I comuni delle Aree Interne manifestano un livello di spesa corrente pro capite ampiamente superiore a quello di aree più prossime ai poli urbani: in Lombardia l’impegno è di 1041 euro contro una media di 730 euro delle altre aree. Le spese comunali dei territori analizzati sono così suddivise: 37,7% viabilità e territorio, 27% servizi generali, 12,4% istruzione e cultura, oneri vari 8,6%, settore sociale 8% e sviluppo economico 6,3%.

    Anche per questo motivo esiste una politica territoriale volta a migliorare la qualità dei servizi ai cittadini e a incrementare le opportunità di crescita economica nei territori interni e a rischio marginalizzazione. Si tratta della SNAI (Strategia Nazionale per le Aree Interne) che ha l’obiettivo di invertire l’attuale tendenza di spopolamento delle aree interne. La SNAI è stata definita per la prima volta nell’accordo di partenariato 2014-2020, lo strumento di programmazione nazionale dei fondi strutturali e di investimento europei assegnati all’Italia, ma recentemente, l’accordo di partenariato 2021-27 ha confermato la necessità di dare continuità al sostegno alle Aree Interne.

    Il finanziamento degli interventi avviene mediante i Programmi Operativi Regionali (POR) dei fondi comunitari e con risorse nazionali stanziate dalla legge di stabilità: a valere per il ciclo di programmazione 2014-20, le Aree Interne della Lombardia sono state destinatarie di risorse per circa 81,5 milioni di euro. Il PNRR prevederà investimenti per il potenziamento di servizi e infrastrutture sociali per un valore di 13,6 milioni di euro.

    “È incoraggiante notare che esista una politica territoriale mirata a migliorare la qualità dei servizi e a promuovere l’economia nelle Aree Interne – sottolinea Giovanni Bozzini -. La Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) rappresenta un impegno concreto per investire nelle Aree Interne e fornire loro le opportunità di crescita e sviluppo necessarie. È dunque fondamentale garantire finanziamenti adeguati a implementare la SNAI e attuare interventi mirati. Come associazione di categoria, siamo impegnati a collaborare con le istituzioni e le parti interessate per garantire un uso efficace ed efficiente di tali finanziamenti, lavorando insieme per promuovere lo sviluppo sostenibile delle Aree Interne, stimolare l’artigianato locale e creare un ambiente favorevole all’imprenditoria. Solo attraverso una visione integrata e un impegno congiunto possiamo superare le sfide e creare opportunità di crescita per le Aree Interne della nostra Regione.”

  • L’andamento dei mutui in Lombardia nel report di Kiron

    Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 12.854,6 milioni di euro, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si registra una variazione delle erogazioni pari a -16,7%, per un controvalore di -2.583,1 milioni di euro.

    La fotografia indica ancora un ridimensionamento nell’erogazione del credito concesso alle famiglie, che conferma la tendenza sia del terzo trimestre 2022 (quando la variazione è stata pari a -9,9%) sia del secondo trimestre 2022 (-4,9%). Gli ultimi dodici mesi si sono chiusi con 55.288,8 milioni di euro erogati, con una variazione pari a -9,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    LOMBARDIA
    Le famiglie lombarde hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 3.263,8 milioni di euro, che collocano la regione al primo posto per totale erogato in Italia, con un’incidenza del 25,39%; rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente in regione si registra una variazione delle erogazioni pari a -16,2%, per un controvalore di -631,9 milioni di euro.
    Se si osserva l’andamento delle erogazioni sui 12 mesi, e si analizzano quindi i volumi dell’intero anno solare 2022, la regione Lombardia mostra una variazione negativa pari a -9,5%, per un controvalore di -1.451,5 mln di euro. Sono dunque stati erogati in questi ultimi dodici mesi 13.864,6 mln di euro, volumi che rappresentano il 25,08% del totale nazionale.

    PROVINCE DELLA LOMBARDIA
    Nel quarto trimestre 2022 le province della Lombardia hanno evidenziato il seguente andamento.
    La provincia di Bergamo ha erogato volumi per 285,6 mln di euro, facendo registrare una variazione rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno pari a -18,9%. Nell’ultimo anno, invece, sono stati erogati 1.227,0 mln di euro, pari a -5,7%.

    A Brescia sono stati erogati volumi per 289,1 mln di euro, corrispondenti a una variazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente pari a -23,0%. Nei precedenti dodici mesi sono stati erogati 1.288,1 mln di euro (-12,8%).
    La provincia di Como ha erogato volumi per 184,7 mln di euro, la variazione sul trimestre è pari a -15,4%. Il 2022 ha evidenziato volumi per 754,6 mln di euro, corrispondenti a -12,6%.
    In provincia di Cremona i volumi erogati sono stati 76,1 mln di euro, con una variazione pari a -23,2%. Nel 2022 sono stati 323 mln di euro, (-8,1% rispetto al 2021).

    In provincia di Lecco sono stati erogati volumi per 75,8 mln di euro, la variazione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente pari a -21,2%. Sommando i volumi dei precedenti quattro trimestri, i volumi sono stati 336,5 mln di euro e la variazione -7%.
    Lodi ha erogato volumi per 60,1 mln di euro, la variazione sul trimestre è pari a -18,0%. Questi dodici mesi hanno evidenziato volumi per 253,9 mln di euro e una variazione pari a -13,3%.
    La provincia di Mantova ha erogato volumi per 84,9 mln di euro, facendo registrare una variazione sul trimestre pari a +7,5%. L’anno 2022 ha segnalato un totale di 336,9 mln di euro(+5,7%).
    A Milano sono stati erogati volumi per 1.526,2 mln di euro, la variazione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente è risultata essere pari a -17,2%. I quattro trimestri passati, invece, hanno visto un totale 6.585,6 mln di euro (-8,8%).

    La provincia di Monza-Brianza ha erogato volumi per 292,5 mln di euro, facendo registrare una variazione pari a -7,4% nel trimestre. Nel 2022 stati erogati 1.148,1 mln di euro (-8,3% del 2021).
    In provincia di Pavia i volumi erogati sono stati 112,2 mln di euro, la variazione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente pari a -7,6%. Nei dodici mesi precedenti, invece, sono stati erogati 456,5 mln di euro, pari a -5,1%.
    In provincia di Sondrio sono stati erogati volumi per 32,8 mln di euro, facendo registrare una variazione pari a -0,3%. Nell’intero 2022, invece, sono stati erogati 116,0 mln di euro (-10,6%).
    Varese ha registrato volumi erogati per 243,8 mln di euro, con una variazione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente pari a -15,4%. I volumi di questi ultimi dodici mesi sono stati 1.038,4 mln di euro e la variazione è stata pari a -18,1%.

    IMPORTO MEDIO DI MUTUO – LOMBARDIA
    Attraverso l’elaborazione dei dati provenienti dalle agenzie di mediazione creditizia Kìron ed Epicas, Kìron Partner ha analizzato la tendenza rispetto all’importo medio di mutuo erogato.
    Nel quarto trimestre 2022 in Lombardia si è registrato un importo medio di mutuo pari a 132.926 euro, in aumento rispetto a quanto rilevato durante lo stesso trimestre dell’anno precedente, quando il ticket medio ammontava a 124.616 euro. Mediamente colui che sottoscrive un mutuo nella regione viene finanziato circa l’8% in più rispetto al mutuatario medio italiano.

    CONCLUSIONI
    In Italia il contesto macro-politico ed economico condizioneranno l’andamento finanziario delle famiglie. Attualmente, l’impatto sulle operazioni di acquisto immobiliare è neutro e non ha penalizzato un mercato che resta su livelli molti buoni.
    La BCE ha garantito massima attenzione al controllo della spinta inflattiva; inoltre, lo stimolo all’economia che, attraverso il PNRR, sta interessando il nostro Paese ha sicuramente generato interessanti opportunità per chi ha sottoscritto un mutuo.
    Per l’anno corrente Kìron Partner SpA ha già rilevato nei primi due mesi un calo della domanda di circa 20 punti percentuali rispetto al pari periodo del 2021, tenuto conto che in buona parte si riferiscono a operazioni legate alla finalità surroga e sostituzione, ci aspettiamo per il 2023 una riduzione del volume dei mutui di poco inferiore a quella registrata nel 2022.

  • Arluno, la Petite Boite alza l’asticella: giovedì 22 grande serata con le bollicine italiane

    ARLUNO Sempre più in alto, come diceva il celebre spot. Alla Petite Boite gli amanti del vino e delle cose buone si devono segnare col circoletto rosso la data del 22 giugno, giovedì prossimo, quando il bel locale di Antonio, Simona e Beatrice proporrà una serata imperdibile con le grandi bollicine italiane.

    Assieme alla passione e alla guida enoica di Fabio Menni, sommelier Fisar, giovedì 22 ci sarà uno straordinario ‘derby’ tra bollicine italiane: Franciacorta contro Trento Doc. Due grandi etichette franciacortine contro due altrettanto grandi prodotti trentini. Si comincia con Cabochon 2014 (etichetta di punta della maison Monterossa), si prosegue con Berlucchi Palazzo Lana 2011, quindi il derby si sposta a nord est. Ferrari Riserva Lunelli 2015 e Maso Martis Riserva 2013.

    Ovviamente in tavola arriverano deliziosi piatti in abbinamento: caprese finger food, bignè salati al pecorino e baccalà mantecato, prosciutti crudi di Parma e cinta senese, cozze tarantine, cheese cake al salmone, mini tartare di scottona, bruschettona con pomodori del Piennolo.

    Il tutto al prezzo di 49 euro, davvero invidiabile considerando le etichette che arriveranno nei calici. Prenotazioni al 331-9113311 (Antonio), e attenzione.. Fate in fretta!

    FRANCIACORTA E TRENTO DOC
    Il Franciacorta è considerato uno dei migliori Metodi Classici Italiani, equivalente italiano del metodo Champenoise, ossia con rifermentazione in bottiglia.

    La produzione del Franciacorta inizia nei primi anni 60’ quando una serie di produttori si pone l’obiettivo di produrre una tipologia in grado di competere con le bollicine dell’oltralpe. I punti cardine della produzione sono infatti la qualità e l’eleganza, ricerca e passione, innovazione e dedizione.

    Il Franciacorta viene oggi prodotto solo in una ristretta zona che si estende a sud del lago d’Iseo in provincia di Brescia in circa 20 Comuni.

    Esistono diverse tipologie di Franciacorta, ma la più particolare è sicuramente la sua versione Satèn. Questo top di gamma viene prodotto a partire da sole uve a bacca bianca, in particolare Chardonnay. La pressione interna alla bottiglia è inferiore a 5 atmosfere il che rende questi spumanti particolarmente morbidi e cremosi.

    La zona delimitata per la produzione del vino Trento DOC comprende territori della provincia di Trento ubicati nella Valle dell’Adige, nella Valle di Cembra, nellaVallagarina, nella Valle del Sarca, nella Valsugana e nelle Valli Giudicarie, incidendo praticamente sullo stesso territorio della Trentino DOC. La zona di produzione della Trento DOC incide per un’area vitata di circa 800 ettari all’interno di questo territorio. I terreni vitati destinati alla produzione del vino Trento DOC, ubicati prevalentemente in declivio, si spingono fino agli 800 m s.l.m.

    La produzione di spumante metodo classico in Trentino è più che secolare. Negli ultimi cento anni la produzione di spumante è ininterrottamente progredita sia per numero di produttori, sia per quantitativi di bottiglie ottenute. La Trento DOC è stata la prima denominazione italiana ad essere riservata esclusivamente allo spumante ottenuto con il metodo della rifermentazione in bottiglia.

    Il Trento DOC è prodotto utilizzando le varietà di vite localmente più idonee alla spumantizzazione con il metodo della rifermentazione in bottiglia: Chardonnay, Pinot bianco, Pinot nero e Pinot Meunier. La raccolta delle uve destinate alla produzione dello spumante Trento DOC avviene, di norma, in epoca più precoce rispetto alle uve destinate alla produzione di vini fermi per assicurare il giusto equilibrio fra zuccheri ed acidità necessario per ottenere uno spumante di qualità. La vinificazione delle uve avviene prevalentemente in purezza con, eventuale, successivo assemblaggio delle diverse componenti in fase di costituzione della partita (cuvèe).

  • Bcc della Lombardia, un 2022 da 36 miliardi di raccolta

    MILANO Il 2022 si chiude positivamente per le 27 Bcc della Lombardia che, con 205 mila soci, 5.400 dipendenti, 736 sportelli e oltre un milione di clienti, sono presenti in 523 comuni, in 136 dei quali come unico istituto di credito.

    Positivi i risultati dall’analisi delle masse intermediate: 36 miliardi di raccolta diretta, per una crescita annua pari a +1,3%, a fronte del calo registrato dalla media dell’industria bancaria regionale (-3,4%), cui si aggiungono 9,3 miliardi di euro di raccolta indiretta; oltre 25 miliardi di euro di impieghi lordi a favore principalmente di imprese e famiglie, con un aumento di +1,7% su base d’anno (contro il +1,3% dell’industria bancaria complessiva); in crescita del 3% anche gli impieghi vivi (per un totale di 24,6 miliardi di euro), rispetto al +1,7% registrato dall’industria bancaria su base d’anno. Questi i principali risultati registrati al 31 dicembre 2022 dalle Bcc lombarde, rappresentati questa mattina nel corso dell’assemblea annuale della federazione lombarda delle Banche di Credito Cooperativo tenutasi a Varese, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, dell’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi, del direttore generale Finlombarda Giovanni Rallo e del presidente di Confcooperative Lombardia, Massimo Minelli. Riguardo ai settori di destinazione del credito: a dicembre 2022 gli impieghi lordi erogati alle famiglie superano i 9 miliardi di euro e presentano un incremento più significativo di quello del sistema bancario complessivo (+5,5% contro +3,8%); al netto delle sofferenze la variazione sale del 6,1% (+4,1% per l’industria bancaria.) Supera i 15 miliardi di euro il sostegno al settore produttivo lombardo, il 24% dei quali destinati a micro e piccole imprese del territorio.

  • Inflazione, a Milano morde di più: rincari per 2145 euro

    MILANO Milano è la città d’Italia dove l’inflazione colpisce di più, con una spesa aggiuntiva annua equivalente a 2.145 euro per una famiglia media. Lo rileva l’Unc, che ha stilato la classifica sulla base dei dati dell’Istat.

    Medaglia d’argento per Genova con un incremento di 2.071 euro a famiglia. Sul gradino più basso del podio Bolzano con una spesa supplementare pari a 2.046 euro annui. Al quarto posto un ex aequo, Siena e Grosseto, +8,7% e una stangata pari a 1.961 euro per entrambe. Seguono Firenze (+1.959 euro), Ravenna (+1.957 euro), all’ottavo posto Mantova (+1.955 euro), poi Varese (+1.951 euro). Chiude la top ten Bologna (+1.946 euro). Sull’altro fronte della classifica, la città più virtuosa d’Italia in termini di spesa aggiuntiva più bassa è Potenza, dove in media si spendono 987 euro in più all’anno. Al secondo posto Catanzaro (+1.121 euro). Medaglia di bronzo Reggio Calabria (+1.177 euro). Seguono, nella classifica delle ‘risparmiose’, Campobasso (+1.263 euro), Sassari (+1.278 euro), al sesto posto Bari (+1.301 euro), poi Ancona (+1.312 euro), Cagliari (+1.315 euro) e Caserta (+1.323 euro). Chiude la top ten delle migliori Trapani (+1.335 euro). (

  • Carrefour inaugura a Milano lo store di Terre d’Italia

    MILANO Carrefour Italia ha inaugurato a Milano il suo flagship Terre D’Italia, in Piazza De Angeli, consolidando la sua presenza nel capoluogo lombardo con un’esperienza di store inedita. Il nuovo flagship offre, infatti, una selezione di proposte regionali e di vini a marchio Terre D’Italia pensate per uno dei momenti preferiti dai milanesi: l’aperitivo.

    Una novità assoluta per Carrefour Italia, in quanto si tratta di un format inedito, un luogo dove vivere una experience completa, fatta di degustazioni di vini e menù aperitivo, oltre a piccole soluzioni per il pranzo con prodotti Terre d’Italia. All’esperienza di acquisto – con un ampio assortimento di prodotti alimentari (oltre 400) e una selezione di vini di più di 500 etichette, di cui 370 esclusive – Carrefour affianca ora una nuova modalità di consumo, direttamente in punto vendita, e la possibilità di partecipare ad eventi settimanali, in collaborazione con alcune cantine vinicole selezionate. Lo spazio comprende, infatti, un dehor esterno con 30 posti a sedere, dove poter assaporare taglieri, taralli e vini del territorio italiano. Lo spazio interno, di circa 50 mq, vanta inoltre un’importante sezione dedicata all’enoteca, con 15 vini in mescita a rotazione. I clienti avranno inoltre la possibilità di scegliere tra le numerose bottiglie esposte quale consumare durante il momento dell’aperitivo. Da sempre attenta al supporto e al corretto inserimento delle risorse nella sua realtà e a fornire un servizio pensato per andare incontro alle esigenze dei propri clienti, nei mesi prima dell’apertura del flagship, Carrefour ha fornito momenti di formazione riguardanti anche la qualità e le caratteristiche dei prodotti venduti all’interno del nuovo store. Ai collaboratori, infatti, è stata data l’opportunità di andare in visita presso i fornitori di vini e formaggi per conoscere bene l’intero assortimento, anche attraverso degustazioni dedicate. Di grande importanza è stata, inoltre, la formazione sul campo effettuata all’interno dei bar presenti nei punti vendita Carrefour. In questo modo, le risorse hanno avuto l’occasione di comprendere le dinamiche di questa realtà, dando anche vita, durante un’attività di team building, a un nuovo delizioso cocktail: il De Angeli (Cocktail a base Gin, Bitter, Succo Pompelmo, Lime, Agave, Menta), che si potrà sorseggiare proprio all’interno del nuovo flagship Terre D’Italia e che mette insieme ingredienti che rappresentano il carattere di ogni persona del team.

    ”Con l’apertura del flagship Terre D’Italia, Carrefour continua a raccontare l’italianità attraverso le eccellenze eno-gastronomiche della Penisola, anche durante l’aperitivo” ha dichiarato Bruno Moro, Direttore Merci di Carrefour Italia. ”I dati di vendita ci confermano che i prodotti Terre D’Italia sono molto apprezzati dai nostri clienti, comprese le ultime novità come la Pinsa fresca e il Franciacorta Saten Filari del Lago, e nei prossimi mesi saranno disponibili nuovi prodotti eno-gastronomici. Con l’ampliamento dell’offerta Terre D’Italia e l’apertura del flagship a Milano, ci impegniamo per soddisfare i gusti di tutti portando i sapori della tradizione italiana a tavola”. Situato in una delle zone di maggior espansione del capoluogo lombardo, il flagship Terre d’Italia offre la possibilità di sorseggiare un bicchiere di vino assaporando specialità della tradizione italiana, come il Prosciutto di Parma DOP 24 mesi e la Mozzarella di Gioia del Colle DOP di latte vaccino. Mentre la selezione di prodotti gastronomici è pensata per accompagnare le degustazioni dei vini nel momento dell’aperitivo, durante l’orario del pranzo sono previsti anche risotti e altre pietanze. Il primo flagship Terre D’Italia è aperto dal lunedì alla domenica, dalle 10:00 alle 22:00, e si trova a Milano, in Piazza De Angeli, angolo Via Privata dei Martinitt 3. Proprio in Piazza De Angeli, Carrefour sta portando avanti un progetto di riqualificazione della fermata della metro attigua al negozio, con l’obiettivo di rendere più pulita e gradevole l’intera area. Inoltre, sempre con l’obiettivo di presidiare uno dei momenti di consumo più amati dagli italiani e guidare i consumatori al perfetto aperitivo fatto in casa, Carrefour ha recentemente lanciato anche uno speciale ”AperiBook”, ossia una raccolta digitale di abbinamenti enogastronomici Made in Italy studiati insieme ad Al.ta Cucina, primo social network culinario al mondo. Otto proposte, realizzate utilizzando alcuni prodotti simbolo delle eccellenze regionali del nostro Paese, a marchio Terre d’Italia, presentate in abbinamento a vini selezionati e scaricabili gratuitamente sul sito Carrefour: www.carrefour.it.

  • Pagare l’IMU nelle Poste a Milano e provincia: ecco come

    MILANO In occasione della prossima scadenza IMU 2023 prevista per domani, venerdì 16 giugno, Poste Italiane vuole illustrare alcune modalità operative per accedere senza disagi al pagamento della prima rata di acconto dell’imposta sugli immobili, risparmiando e ottimizzando il proprio tempo.

    Oltre alla possibilità di pagare online direttamente dal sito poste.it, l’Azienda ricorda ai cittadini intestatari di immobili soggetti al tributo che hanno scelto di effettuare il versamento in un ufficio postale, che è possibile recarsi in una delle 284 sedi milanesi per il pagamento.
    Inoltre si può pianificare la propria visita prenotando l’operazione a sportello da tablet e smartphone con le APP Ufficio Postale, Postepay, BancoPosta o direttamente dal sito dal sito www.poste.it, tramite l’opzione “Cerca l’ufficio postale e prenota”.

    Il sistema di prenotazione da remoto, disponibile in 224 sedi della provincia di Milano, consente di prendere appuntamento selezionando data e fascia oraria disponibili, oppure di scegliere se prendere subito il numero e di recarsi immediatamente in Ufficio Postale.
    Tale scelta è facilitata dalla possibilità di monitorare il proprio turno, controllando dalle APP il numero dei clienti in attesa.
    Anche dal canale WhatsApp è possibile prendere appuntamento o richiedere il proprio biglietto elettronico, per farlo occorre solo memorizzare sullo smartphone il numero 3715003715 e seguire le indicazioni suggerite.

    Poste Italiane ricorda infine che in 29 Uffici Postali della città di Milano è possibile eseguire l’operazione fino alle 19.05 di venerdì 16 giugno. In provincia l’orario continuato è disponibile in 47 Uffici Postali. Di seguito l’elenco:

    BRESSO CINISELLO BALSAMO
    CINISELLO BALSAMO 1 CORMANO
    CUSANO MILANINO ARESE
    BOLLATE CORNAREDO
    GARBAGNATE MILANESE LAINATE
    NOVATE MILANESE PADERNO DUGNANO
    RHO SETTIMO MILANESE
    BUCCINASCO CASSANO D’ADDA
    CESANO BOSCONE CORSICO
    MELEGNANO MELZO
    OPERA PAULLO
    PESCHIERA BORROMEO PIEVE EMANUELE
    PIOLTELLO ROZZANO
    SAN DONATO MILANESE SAN GIULIANO MILANESE
    SEGRATE VIGNATE
    ABBIATEGRASSO BAREGGIO
    CASTANO PRIMO CERRO MAGGIORE
    LEGNANO MAGENTA
    NERVIANO PARABIAGO
    TREZZANO SUL NAVIGLIO CARUGATE
    CASSINA DE’ PECCHI CERNUSCO SUL NAVIGLIO
    COLOGNO MONZESE GORGONZOLA
    SESTO SAN GIOVANNI TREZZO SULL’ADDA
    VIMODRONE