(Adnkronos) – Nel pomeriggio di ieri una violenta grandinata si è abbattuta sui comuni a sud-est di Torino tra Trofarello, Santena, Poirino, Pralormo, con ingenti danni anche nel Roero. I più colpiti, in provincia di Torino, risultano i territori di Santena e Pralormo. «Una desolazione, mai visto un fenomeno così violento sulle colline albesi – dichiara il direttore di Confagricoltura Cuneo e produttore vitivinicolo, Roberto Abellonio sulle colonne di Repubblica -. Alcuni vigneti sono stati spogliati di tutto, ma anche quelli dove una parte dei grappoli ha resistito dovranno poi fare i conti con le bruciature del sole e le malattie. La grandinata è arrivata nella fase più delicata, quando ormai i grandi lavori erano stati completati. Dove la grandine ha colpito, il danno complessivo è senza dubbio intorno al 50%, senza contare il surplus di lavoro e di spesa» Quindici minuti di furia degli elementi che sono bastati a devastare vigneti, coltivazioni, noccioleti. Andrea Ferrero, direttore del Consorzio di tutela del Barolo e Barbaresco, sulle colonne de La Stampa dichiara: «Stavolta è stata colpita la zona più a est delle colline albesi: dal Roero, la grandinata si è spostata verso Treiso e Neive, per poi salire a Trezzo Tinella. I danni per la nostra denominazione riguardano l’area del Barbaresco. Le zone del Barolo e del Dogliani, invece, sono state risparmiate. Ma è ancora tutto da stimare nei dettagli». Il Presidente delle Regione Piemonte Alberto Cirio farà visita nella giornata di oggi ad alcune delle zone più colpite, in attesa di una stima dei danni è stato richiesto lo stato di calamità: «Ci siamo subito mobilitati – dichiara Cirio a La Stampa -, andrò in alcune aree per verificare la situazione. Abbiamo attivato le procedure per chiedere lo stato di calamità». Angelo Negro, produttore a Monteu Roero, una delle zone più colpite parlando con Repubblica fa il punto della devastazione: «Su un totale di 70 ettari di vigneto, contiamo i danni su circa 25 ettari. Molti grappoli sono caduti a terra, ma altri hanno resistito e ci consentiranno di portare a termine l’annata. A livello agronomico, stiamo valutando ogni singolo vigneto: per fortuna ci sono anche zone intatte e altre colpite solo in parte. Da oggi si inizia a lavorare con rame e zolfo per cicatrizzare tutto». Per limitare danni futuri Negro fa appello alla pratica della riserva vendemmiale: «È una pratica che funziona e che in molte aree stanno già adottando, compreso il Gavi e il Moscato». Il Consorzio di tutela del Roero ha avviato l’iter: «In assemblea è stata approvata la proposta di ammettere una riserva vendemmiale del 5%, che in casi come questo possono essere d’aiuto per integrare la produzione persa – dichiara Massimo Dammone, Presidente del Consorzio a Repubblica – Non si tratta di concedere un aumento di produzione. Il nostro disciplinare prevede una resa di 100 quintali per ettaro di uva destinata alla produzione di vino Docg, più 20 quintali rivendicabili come vino da tavola. Di questi 20 quintali, il 5% sarà considerato riserva vendemmiale e il Consorzio, in caso di necessità, avrà la facoltà di svincolarli e di trasformarli da vino da tavola a Docg». A Pralormo i produttori segnalano danni ai noccioleti con perdite, in alcuni casi, di almeno l’80% del raccolto. Le nocciole sono, infatti, in piena fase di riempimento della “mandorla”, pesano sui rami come i frutti maturi ma sono nella fase più delicata della crescita. Spaccati i rametti con i frutti, rotti gli apparati fogliari e atterrati i frutti. «Dovremmo immaginare tutti la frustrazione di questi agricoltori – osserva il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – Proprio mentre iniziava la tanto attesa trebbiatura del grano o mentre inizia la stagione degli ortaggi o si osservano mais e nocciole svilupparsi con buone promesse di raccolto, ecco la batosta. I nostri agricoltori, ancora una volta, provano sulla loro pelle gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici non dovuti all’agricoltura. Così, dopo un 2022 siccitoso questo 2023 si sta rivelando un anno disastroso per le grandinate e gli allagamenti con fenomeni tropicali che non erano conosciuti con questa frequenza e questa forza distruttiva». Adnkronos – Vendemmie
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Categoria: Economia
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Bombe di grandine su Langhe e Roero
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Prodotto alternativo alla caffeina: premiata brillante start up di Novara
NOVARA “Bevevo troppi caffe’, e sapevo che non mi facevano bene. Quando poi a mia madre e’ stata diagnosticata una patologia correlata all’abuso di caffe’, ho cominciato a interrogarmi sull’opportunita’ di creare qualcosa che sostituisse la caffeina con gli stessi benefici ma senza i danni collaterali”.
Sembra una semplice storia familiare, in realta’ e’ il racconto della nascita di una azienda innovativa. Lui e’ Lorenzo Pessini, comasco, 25 anni, biologo. “Da sempre – racconta all’AGI – ho immaginato il mio lavoro con l’obiettivo di sviluppare prodotti per migliorare la qualita’ della vita delle persone. E quando sono arrivato alla elaborazione del mio prodotto ho cercato da subito il modo di trasformarlo in una idea imprenditoriale”. Una intuizione che e’ diventata un progetto di impresa a Novara: Lorenzo, circa un anno fa decide di partecipare ad una edizione dell’Aperinnovativo, l’originale format della Fondazione Novara Sviluppo (un ente controllato dalla Provincia di Novara che si occupa di favorire la crescita di start up innovative) che dal 2016 crea momenti informali durante i quali i partecipanti hanno l’opportunita’ di ascoltare presentazioni, proporre i propri progetti, scambiare opinioni e idee, presentare la propria attivita’ o trovare partner. E’ qui che Lorenzo ha incontrato quello che oggi e’ il suo compagno di strada nell’avventura della start up: Carlo Longari, milanese dell’hinterland, laureando in Chimica e tecnologie farmaceutiche all’Universita’ del Piemonte Orientale a Novara. “Cercavo – racconta – una possibilita’ per avviare una mia azienda: e’ quello che ho sempre voluto fare, anche sulle orme della mia famiglia che ha una farmacia. Quando ho sentito Lorenzo raccontare il suo progetto ho capito che poteva essere l’idea giusta”. E’ nata cosi’ “Nous”, la startup di Lorenzo e Carlo, che in pochi mesi di vita ha raggiunto gia’ i primi traguardi.
Nello scorso maggio l’azienda si e’ aggiudicata il premio “Start up now” promosso sempre dalla Fondazione Novara Sviluppo: 10.000 euro “che abbiamo investito .- raccontano – per depositare, proprio in questo luglio, il brevetto del nostro preparato”. E intanto una girandola di contatti che stanno dando forma e consistenza economica al progetto. “Ci stiamo orientando per ora principalmente – spiega Pessini – sul settore food and beverage. In Italia c’e’ un mercato potenziale di grandi dimensioni: ci sono 16 milioni di persone che non dovrebbero assumere caffeina ma che vogliono continuare a bere la loro bibita preferita. Senza contare tutto il mercato degli alimenti funzionali legati per esempio al mondo del fitness”. Il preparato di “Nous”, pero’, ha anche altre applicazioni. “Abbiamo testato con ottimi risultati l’utilizzo del nostro prodotto – spiegano i due giovani imprenditori – nel campo dell’alimentazione animale e in quello dei fertilizzanti agricoli. Ma questi saranno ambiti di sviluppo futuro”. In queste settimane Lorenzo e Carlo sono impegnati nel mettere insieme una rete di potenziali clienti b2b. “Abbiamo buoni segnali, e cominciamo a vedere i risultati del nostro lavoro”.
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Robecco, un Weekend del gusto da gourmet: sabato 8 e domenica 9 a villa Terzaghi. Con la magia delle carni di Wilfred
ROBECCO Ultimi due fine settimana imperdibili per i gourmet dell’est Ticino, ed ovviamente non solo. Nello splendido scenario di villa Terzaghi, e del suo parco, Maestro Martino e lo staff di chef Carlo Cracco lanciano i Weekend del Gusto che anticipano la pausa estiva. Tutti da vivere.. e da gustare.
L’ex dimora di caccia settecentesca immersa nel verde del Parco del Ticino, sede dell’Associazione Maestro Martino con un ristorante didattico aperto al pubblico, sarà la protagonista di una serie di iniziative di ristorazione legate alla cultura enogastronomica, che avranno luogo nei fine settimana che vanno dal 17 giugno al 16 luglio.
All’offerta del ristorante caratterizzata dai nuovi sapori del menù estivo, disponibile ogni giovedì e venerdì a cena, e il sabato e la domenica sia a pranzo che a cena, si aggiungono eventi straordinari ed esperienze uniche nel loro genere, dove realtà innovative del food saranno protagoniste dell’offerta che verrà narrata, non solo attraverso i nuovi piatti, ma anche con masterclass, show-cooking, degustazioni e appuntamenti culturali.
Ma vediamo in dettaglio il programma di sabato 8 e domenica 9 luglio.
Per ogni info e prenotazione: https://villaterzaghi.it/-/weekend-del-gusto/
SABATO 8 LUGLIO
Pranzo PIZZA D’AUTORE
Degustazione pizze gourmetPranzo e NUOVO MENU ESTIVO
cena RistoranteDOMENICA 9 LUGLIO
11:30 LA BOTANICA APPLICATA
ALLA GASTRONOMIA
Un percorso sensoriale con masterclass e degustazione
sui nuovi utilizzi degli oli essenziali con Minoprio EssenzePranzo e NUOVO MENU ESTIVO
cena Ristorante17:00 CANTINA I MAGREDI
Masterclass e degustazione vini del Friuli17:00 DA BEN COTTO A COTTO BENE
Masterclass e degustazione con lo chef Mr.Big,
Davide Bigarella, che ci farà esplorare il mondo della
brace da un punto di vista completamente nuovo.18:30 COCKTAIL SHOW MIXING
Masterclass e degustazione dei cocktail sostenibili
del bartender Fabrizio Molteni.18:30 COCKTAIL PARTY

GRILL – DA BEN COTTO A COTTO BENE
Da ben cotto a cotto bene: La chimica della brace con Mr.Big
Domenica 9 luglio ore 17.00 – Masterclass, showcooking e degustazione con il maestro Davide Bigarella
Per tutti gli amanti della brace i Weekend del Gusto ospitano per 4 domeniche pomeriggio 4 lezioni dedicate al BBQ d’autore a cura di Wilfred – la macelleria online specializzata in carni provenienti dai migliori allevamenti del mondo. Lo chef Davide Bigarella, alias Mr.Big, ci farà esplorare il mondo della brace da un punto di vista completamente nuovo.
All’offerta del ristorante caratterizzata dai nuovi sapori del menù estivo- disponibile ogni giovedì e venerdì a cena, e il sabato e la domenica sia a pranzo che a cena-cui si aggiungono eventi straordinari ed esperienze uniche nel loro genere, dove realtà innovative del food saranno protagoniste dell’offerta che verrà narrata, non solo attraverso i nuovi piatti, ma anche con masterclass, show-cooking, degustazioni e appuntamenti culturali.
LA MAGIA DELLE CARNI DI WILFRED
Come avviene dall’esordio della sua presenza a villa Terzaghi, Maestro Martino consente a tutti quanti frequentano i We del Gusto di venire a contatto con le più celebrate eccellenze del panorama enogastronomico italiano.Nel ‘caso di specie’ ci riferiamo a Wilfred, autentico colosso del settore carni gourmet. Come un maggiordomo a tua disposizione, o se preferisci il tuo “Personal Butcher”, la missione di Wilfred è portare a casa le carni più buone del mondo sulla tavola, o sulla griglia, rendendo semplice mangiare un cibo esclusivo.
All’interno dello shop online una scelta completa di tagli pregiati, adatti ai più svariati gusti, ricette e tipologie di cottura: https://wilfred.shop/
Wilfred seleziona le carni tra i più rinomati allevamenti al mondo, per offrirti una disponibilità continua di tagli delle razze più nobili come l’ Angus, Hereford e Wagyu.
Le sue carni provengono principalmente da paesi tra i più noti al mondo per la qualità della loro carne come l’Argentina, Australia, Stati Uniti, Uruguay. Questo è dovuto non solo alle razze pregiate e il loro know-how ma anche dalla disponibilità di vastissime praterie e un clima che permette a questi animali di pascolare all’aperto durante la maggior parte dell’anno.
Sicurezza Alimentare
Le carni selezionate da Wilfred provengono esclusivamente da macelli e stabilimenti approvati dall’Unione Europea, a garanzia del rispetto delle più rigorose norme in materia di sezionamento e tracciabilità.
L’Unione Europea impedisce l’ingresso di carni provenienti da allevamenti dove si usano gli ormoni. In particolare, dagli Stati Uniti (dove l’utilizzo di ormoni è consentito) è consentita l’importazione in Europa dei soli prodotti che rispettano gli elevati standard comunitari di igiene e sicurezza alimentare, nella fattispecie solo carne bovina NON trattata con gli ormoni.

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Il cru italiano più antico ha 450 anni
(Adnkronos) – Anche il Botticino, tra le più piccole DOC italiane con soltanto 43 ettari iscritti all’Albo, ha il suo cru storico, che proprio nel 2023 compie 450 anni: si tratta del vigneto Pozzetto dal quale nasce il Gobbio, pluripremiato vino rosso di Noventa, azienda biologica condotta dalle sorelle Alessandra e Rossella Noventa col supporto di Cristian Campana e la consulenza di Carlo Ferrini. “Il Botticino, prodotto sulle alte colline tra Brescia e il Lago di Garda, ha una lunga tradizione; ignoravamo però che tra i nostri 11 ettari di vigna si nascondesse un appezzamento con una storia tanto importante”, dice Alessandra Noventa. “Dobbiamo ringraziare della scoperta il nostro conterraneo Claudio Casali, appassionato di storia locale, che per otto anni si è speso in meticolose ricerche”. Casali ha consultato i registri dell’archivio di stato e del catasto comunale esaminando migliaia di polizze d’estimo, documenti prodotti dal XIII al XVIII secolo che attestavano la storia patrimoniale delle famiglie, in particolare “tutti i beni stabili siti nel comune di residenza, le mercanzie, il bestiame e le teste”. Nel comune di Botesìn de Matina (Botticino Mattina, dove ha sede l’azienda), su 700 abitanti nel XVI secolo risultavano ben 140 polizze: un dato anomalo, riferibile sia all’abbondanza di terreni agricoli che alla solerzia archivistica di qualche monaco – il territorio è punteggiato di chiese e monasteri. Il legame con il vigneto Pozzetto emerge da una polizza del 1573, intestata al comune di Botesìn de Matina, dove si menziona un fienile con adiacente terreno vitato da cui si ricavano 400 litri di vino. Non solo: un'altra polizza datata 1641 attribuisce la proprietà del vigneto confinate, in località Chobio (antico nome di Gobbio) a tale Martino Novinta, antenato dei Noventa. Per le sorelle la seconda scoperta è stata oltremodo emozionante. “Un nostro avo già coltivava quel vigneto 300 anni fa, e noi ne siamo tornate in possesso solo nel 1998”, dice Rossella Noventa. “Far rivivere quelle vigne, dove tra l’altro dimorano ceppi secolari a piede franco, è il modo migliore per omaggiare i nostri antenati”. Per celebrare il 450esimo compleanno del vigneto Pozzetto, sabato 8 luglio alle 18 Noventa accoglierà Massimo Tedeschi, giornalista e scrittore, e Flavio Bonardi, presidente della Strada del Vino Colli dei Longobardi. Dopo una riflessione di carattere storico-culturale, è prevista la passeggiata nel vigneto e la degustazione. L’evento, aperto al pubblico con posti limitati, è prenotabile su www.noventabotticino.it. Sarà un’occasione per scoprire un territorio ricco di bellezze nascoste, assaggiando vini inusuali in un contesto naturale incontaminato e di rara suggestione. Adnkronos – Vendemmie
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Vino: i Sauternes di Château de Fargues nel portfolio Partesa
(Adnkronos) – Arrivano in Italia le perle del Sauternes: Partesa, azienda leader in Italia nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca., ha firmato un accordo di importazione e distribuzione con Château de Fargues, realtà vinicola tra le più antiche e rinomate al mondo per la sua lunga storia di produzione di vini dolci. «Siamo estremamente orgogliosi di accogliere nella famiglia di Partesa for Wine un produttore di così grande prestigio come Château de Fargues e di portare in Italia i suoi sublimi Sauternes. Questa partnership, fondata sul valore condiviso della qualità, produttiva da un lato e distributiva dall’altro, consentirà al mercato italiano di scoprire e apprezzare gli straordinari vini della famiglia Lur Saluces, che, siamo certi, saranno accolti con entusiasmo da tutto il canale Ho.Re.Ca. e da tutti i wine lovers italiani» commenta Alessandro Rossi, National Category Manager Wine di Partesa. Situata nella prestigiosa denominazione “Sauternes”, nel cuore di Bordeaux, Château de Fargues è un esempio unico di continuità e longevità: la tenuta, fondata nel XIV secolo, appartiene dal 1472 alla famiglia Lur Saluces, che, generazione dopo generazione, ha affinato l’arte dell’elaborazione di vini Sauternes fino a renderli sinonimo di qualità e raffinatezza, una vera e propria icona dell’eccellenza enologica francese. «La famiglia Lur Saluces lavora con la massima ambizione possibile per produrre un vino unico. Dopo importanti investimenti in vigna, nelle cantine e nella storica fortezza del XIV secolo, è giunto il momento di dare al vino di Château de Fargues la distribuzione che merita. Il mercato italiano è particolarmente importante per noi, per la vicinanza culturale che ci lega agli italiani ma soprattutto per le origini piemontesi della nostra famiglia: discendiamo dall’ultimo marchese di Saluzzo, i cui titoli e armi portiamo orgogliosamente con la Corona di ferro che adorna ciascuna delle nostre bottiglie – spiega Philippe de Lur Saluces, titolare di Château de Fargues -. Siamo lieti di aver trovato in Partesa un partner dinamico e di prim'ordine a cui affidare il nostro vino per la distribuzione sul territorio italiano, e di aprire a tutti i suoi clienti le porte delle nostre cantine, dando loro accesso alle ultime annate commercializzate ma anche ai tesori che conserviamo gelosamente da molti anni. Ci avviciniamo quindi a questa alleanza con fiducia ed entusiasmo». Adnkronos – Vendemmie
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L’incanto di Napoli: dieci indirizzi per mangiare e bere bene
(Adnkronos) – Napoli è una di quelle città che ti entra dentro fin dalla prima volta che ci arrivi. Un luogo relativamente al quale gli stereotipi si sprecano, una bellezza assoluta vittima di mille pregiudizi. Perché non ci si può fare un’idea di Napoli senza averci camminato, non avendola vissuta almeno un po’. Da lì in poi non si può restare indifferenti, ma di solito ci si innamora. Dei colori, dei suoni e dei rumori, di un traffico che ha regole tutte sue e che basta apprendere per far sì che diventi un flusso comprensibile. Napoli è tante cose che qui sarebbe difficile raccontare. Di sicuro, soprattutto negli ultimi anni, la città si è affrancata da una tradizione che la vorrebbe tutta pizza, pur sublime, dato che l’arte del pizzaiolo partenopeo è stata riconosciuta niente meno che come patrimonio culturale immateriale dall’Unesco. La Napoli dei sapori avrebbe bisogno di un corposo volume per essere descritta, così qui ci limiteremo a darvi una nostra idea di quelli che sono i ristoranti che meritano di essere conosciuti oltre che per un’alta qualità dell’offerta, anche per la loro attenzione al mondo del vino. Adnkronos – Vendemmie
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Cena gourmet con degustazione nello spazio: il conto è di 120.000 euro a testa
(Adnkronos) – Zephalto, la società francese specializzata nel turismo spaziale, offrirà a partire dal prossimo anno esperienze gastronomiche di alto livello nella stratosfera, ambendo a diventare il punto di riferimento per il settore. L’occasione è quella di una cena con vista sulla terra, godendosi un buon calice di vino e ammirando la curva blu della terra attraverso un oblò di sette metri quadri. L'esperienza si svolge in una capsula pressurizzata, i cui interni esclusivi sono stati progettati dall’interior designer parigino Joseph Dirand. Questa “astronave” di 20 mq, pensata per coniugare sicurezza e comfort, ha la capacità di ospitare sei ospiti oltre ai due piloti. La capsula è trasportata da un gigantesco pallone gonfiato ad elio chiamato Celeste, delle dimensioni del Sacré Coeur parigino. Ogni volo partirà da uno degli spazioporti di Zephalto. Céleste deve raggiungere un'altitudine di 25 km, un livello che consente l'ingresso nella stratosfera (da 12 a 50 km dalla terra). Un viaggio spaziale a basso impatto ambientale visto che l'esperienza genererebbe solo 26,6 kg di CO2 per l'intero volo, l'equivalente della produzione di jeans. Il fatto di non entrare nello spazio evita agli ospiti di viaggiare in assenza di gravità, senza doversi sottoporre a esami medici o allenamenti. Per assicurarsi una cena davvero unico sarà necessario spendere non meno di 120.000 euro a persona. Un biglietto esoso, certo, ma irrisorio in vista di un viaggio a bordo del razzo SpaceX, che costerebbe 50 milioni di dollari. Per il momento Zephalto ha già effettuato alcuni voli di prova, senza che nessuno sia riuscito ad entrare a piena quota. E per chi volesse rassicurazioni sulla fattibilità volare nella stratosfera non è una novità. Nel 1931, Auguste Piccard, un fisico svizzero, si avvicinò a un'altitudine di 16 km in una capsula pressurizzata attaccata a un pallone – tecnologia simile a Céleste de Zephalto. Un’impresa che segno un record mondiale. Il turismo spaziale è solo agli inizi. La Francia non è l'unico paese a portare avanti progetti ambiziosi. America, Asia, in particolare il Giappone, oltre all’Europa si stanno attrezzando. Adnkronos – Vendemmie
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Cresce il mercato immobiliare. Milano (sempre) la città più cara
MILANO Il mercato immobiliare nazionale continua a vedere rialzi nel primo semestre del 2023, nonostante un rallentamento della domanda e l’incremento dello stock a disposizione sul mercato. E’ quanto emerge da un report effettuato dall’Osservatorio semestrale del mercato residenziale di Immobiliare.it.
In calo anche l’accessibilità (intesa come affordability) di single e coppie nel Paese. Comprare casa nel nostro Paese costa oggi, in media, 2.125 euro al metro quadro, in rialzo del 2,5% rispetto all’inizio del 2023. I canoni d’affitto, invece, sono cresciuti del 5,4% nello stesso periodo, attestandosi a 12,5 euro al metro quadro di media nel Paese. Queste sono alcune delle evidenze più indicative emerse dal nuovo Osservatorio semestrale del mercato residenziale realizzato da Immobiliare.it Insights, società del gruppo di Immobiliare.it, il portale immobiliare leader in Italia, specializzata in big data e market intelligence per il settore immobiliare. Comprare casa nelle grandi città costa invece 3.236 euro al metro quadro di media, con la domanda che frena nell’ultimo semestre (-2,9%) e lo stock in offerta si accumula (+8,3%). Per quanto riguarda gli affitti, i canoni restano più alti nelle grandi città, dove superano i 16 euro al metro quadro di media contro i 10 delle città più piccole, ma sono queste ultime a vedere i maggiori tassi di crescita (+8,1% nel semestre, contro il 5,5% delle grandi). La città più cara per acquistare casa resta Milano, dove il prezzo al metro quadro medio ha superato quota 5.250 euro al metro quadro, seguita da Bolzano, Firenze, Bologna e Roma. Il capoluogo lombardo resta la città più costosa anche per gli affitti (22 euro/mq di media), in un podio che comprende Firenze e Bologna.



