Categoria: Economia

  • Test sull’idrogeno all’aeroporto di Malpensa

    Test sull’idrogeno all’aeroporto di Malpensa

    L’idrogeno liquido come nuova frontiera per decarbonizzare il settore dell’aeronautica e promuovere una mobilità più sostenibile negli aeroporti: è quanto prevede il progetto Alright2t, coordinato da Enea, al quale aderiscono 21 tra aziende ed enti di ricerca a livello nazionale e internazionale, tra cui Sea che gestisce il sistema aeroportuale milanese.

    Alright2t è finanziato dalla Commissione europea con circa 10 milioni di euro. Il progetto prevede test in due aeroporti, Milano Malpensa e Parigi, per studiare, validare e dimostrare due approcci diversi per il rifornimento di idrogeno negli aerei e nei veicoli di movimentazione a terra. A Milano Sea sperimenterà il rifornimento “diretto” di idrogeno liquido. A Parigi verrà testato il rifornimento mediante la sostituzione del serbatoio di idrogeno liquido, che viene riempito altrove.

  • Un occhio ai denti per non russare. Gli esperti di Dentalow a TG Imprese

    Un occhio ai denti per non russare. Gli esperti di Dentalow a TG Imprese

    Con il dottor Ettore Rigoli, medico chirurgo dentista, direttore sanitario DENTALOW a Cardano al Campo, si fa il punto su diversi argomenti: il primo riguarda i materiali delle protesi dentarie per evitare allergie.
    Ma nel nuovo appuntamento con l’informazione di Ticino Notizie si parla anche dell’opportunità di approfondire con il dentista i problemi delle apnee notturne e del russamento, che possono portare a importanti disturbi. Un incontro per scoprire allora quali rimedi si possono attuare e quali sono le tecnologie disponibili.
    I “dentisti con il cuore” ricordano però anche che un grande aiuto alla salute arrivano da sane abitudini alimentari e un corretto stile di vita.

  • Arluno, Garavaglia (Fdi): ‘Da sempre vicini agli agricolori, li sosteniamo nelle loro battaglie’

    Arluno, Garavaglia (Fdi): ‘Da sempre vicini agli agricolori, li sosteniamo nelle loro battaglie’

    “L’agricoltura italiana è fondata da millenni su tradizione, qualità e salubrità. Regione Lombardia è la prima regione italiana per valore della produzione agricola. Fratelli d’Italia è al fianco degli agricoltori. No al green deal voluto dall’Europa ed a tutte le norme che non tengano nel dovuto conto il patrimonio dell’agricoltura italiana. Non si può obbligare a ridurre drasticamente in agricoltura l’utilizzo dei fitofarmaci oppure a lasciare a gelo ampie superfici, proprio in questo momento di congiuntura e rialzo delle materie prime, che si fa fatica, peraltro, a reperire a causa delle guerre in corso. Nella fattispecie, le misure prevederebbero l’obbligo di destinare almeno il 4% dei terreni coltivabili a funzioni non produttive, nonché l’obbligo di effettuare rotazioni delle colture e ridurre l’uso di fertilizzanti di almeno il 20%.

    La stessa Politica Agricola Comunitaria Pac, da quando è stata fondata, è passata dall’80% del bilancio a circa il 30% oggi. Noi siamo per il lavoro, per il made in Italy, contro il cibo sintetico, siamo per l’impresa agricola e al fianco degli imprenditori, siamo contro ogni azione che voglia distruggere l’eccellenza agroalimentare italiana nel mondo. Questa non è una battaglia di un settore, ma una battaglia che tutti dobbiamo vincere al fianco delle imprese agricole e del nostro Paese” lo dichiara Christian Garavaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia, che questa mattina era ad Arluno alla protesta del mondo agricolo a fianco del casello autostradale dell’A4.

  • Malpensa: 2023 da record, ora si rafforzano rotte per l’Asia

    Malpensa: 2023 da record, ora si rafforzano rotte per l’Asia

    Dopo un anno record che si è chiuso con il più alto numero di passeggeri nella storia del sistema aeroportuale milanese, oltre 35,2 milioni con una crescita del 22% sul 2022 e significativi aumenti di frequenze su molte rotte, il 2024 conferma lo sviluppo della connettività di Malpensa (scalo varesino gestito da Sea), a sostegno dell’espansione del traffico grazie alla notevole crescita di compagnie, voli e destinazioni. Nel dettaglio, spiega una nota, si consolida l’incremento del lungo raggio, soprattutto verso l’Asia, che porta l’aeroporto di Malpensa ad avere 176 destinazioni in 77 paesi collegati da 77 compagnie.

    Confermate le aspettative generate dalla notevole crescita della stagione invernale in corso che ha visto l’ingresso di due nuove vettori e due nuove destinazioni cinesi. Tra le novità, a partire dal 4 febbraio Cathay Pacific aggiungerà un ulteriore collegamento da Malpensa a Hong Kong, portando da 3 a 4 le frequenze settimanali. Turkmenistan Airlines atterra per la prima volta a Malpensa con un collegamento verso la sua capitale, Ashgabat, nuova destinazione su cui opererà dal prossimo 6 marzo con una frequenza alla settimana e dal 10 aprile con un secondo volo. Si tratta del primo storico volo passeggeri tra Italia e Turkmenistan.Hainan Airlines opererà dal 19 marzo una seconda rotta tra Milano e Chongqing, con 2 frequenze settimanali. A luglio ci sarà il ritorno della Thai Airways, per la prima volta con un volo giornaliero su Bangkok. L’offerta verso l’Asia si arricchirà anche di nuovo vettore, BeOnd, che introdurrà il collegamento diretto con le Maldive.

  • Economia. I numeri della CNA Lombardia: si affievolisce la crescita

    Economia. I numeri della CNA Lombardia: si affievolisce la crescita

    Con l’inizio del nuovo anno risuona un importante campanello d’allarme per l’economia della Lombardia. Le prospettive di crescita per il 2024 sono notevolmente peggiorate, tanto che il PIL dovrebbe crescere solamente dello 0,8%, in netto peggioramento rispetto alle stime di ottobre 2023 (+1,3%).

    Sono questi alcuni dei dati forniti da CNA Lombardia nel Primo Focus sull’andamento dell’economia regionale, realizzato dal Centro Studi Sintesi.

    Sulla stessa lunghezza d’onda anche la crescita dei consumi +1,2%, in rallentamento rispetto ai valori dell’anno precedente. Preoccupante anche la tendenza degli investimenti, che dopo anni di crescita impetuosa nella regione sono destinati a rallentare sensibilmente, solo +0,1%, sia rispetto all’anno precedente sia in riferimento alle stime dell’autunno scorso: una frenata imputata al rialzo dei costi di finanziamento, alle condizioni più rigide di accesso al credito e all’esaurirsi degli effetti legati agli incentivi nell’edilizia.

    “In generale, potremmo parlare di una situazione economica di tiepida crescita con performance abbastanza positive molto settorialmente concentrate – afferma Giovanni Bozzini, Presidente di CNA Lombardia -. Bene i servizi, il commercio, alberghi e ristoranti, bene soprattutto il turismo. Sono questi i settori che permettono all’economia regionale di segnare 76 mila occupati in più a fine 2023 rispetto al 2022″.

    Vista la situazione europea e internazionale occhi puntati anche sulle esportazioni. Dopo il biennio 2021-2022, contrassegnato da un progresso significativo dell’export della Lombardia, i dati gennaio-settembre 2023 indicano una debole crescita rispetto all’anno precedente (+1,6%).

    Si osservano performance positive rispetto al 2022 per meccanica (+6,5%), sistema moda (+6,8%) e agroalimentare (+7,8%), mentre il valore delle esportazioni nella metallurgia (-6,5%), nella chimica-gomma-plastica (-3,9%) e nel sistema casa (-1,3%) evidenzia contrazioni significative.

    Segnali contrastanti, invece, dalle varie province: molto bene Sondrio (+9,3%), Monza Brianza (+8,9%) e Lodi (+8,5%); seguono Bergamo (+4,7%), Milano (+4,7%), Varese (+2,4%), Lecco (+2%) e Pavia (+0,3%). In peggioramento, invece, Mantova (-11,5%), Brescia (-6,6%), Cremona (-6,3%) e Como (-0,6%).

    “Dopo il primo rimbalzo post-covid del 2021-2022, rallentano la crescita delle esportazioni – spiega Stefano Binda, Segretario di CNA Lombardia -. Solo il +1,6% nel 2023 rispetto al 2022. A soffrire soprattutto metallurgia, chimica-gomma-plastica, sistema casa. Impossibile non pensare agli effetti della recessione tedesca sulla Lombardia.”

    A pesare sulla crescita, davvero contenuta, di tutti gli indicatori è l’inflazione che in Lombardia nell’ultimo trimestre si è raffreddata, tanto che a dicembre 2023 fa registrare un +0,9% rispetto allo stesso mese del 2022.

    Ma considerando invece l’intero 2023, si osserva una crescita dei prezzi del +5,5%, che si aggiunge al +7,8% del 2022: in sostanza dal 2021 a oggi nella regione i prezzi sono aumentati del 13,7%. Nel 2023 la dinamica dei prezzi è guidata da alimentari e bevande (+9,1%), servizi ricettivi e ristorazione (+7,4%) e mobili e beni per la casa (+6,1%). Sul fronte territoriale a risentire maggiormente della crescita dei prezzi rispetto al 2022 vi sono la provincia di Milano (+6%) e Varese (+5,9%). Seguono Lecco (+5,7%), Lodi (+5,7%), Mantova (+5,6%), Como (+5,2%), Brescia (+5,1%), Pavia (+5,1%), Bergamo (+4,9%) e Cremona (+4,7%).

    “L’Inflazione sta rallentando la sua corsa ma non dimentichiamo che sommando 2022 e 2023 siamo al +13,2% in due anni – sottolinea Bozzini -. A guidare questa tendenza soprattutto alimentari e bevande, servizi ricettivi e ristorazione (settori in positiva crescita). Siamo preoccupati per la fiducia e la propensione ad investimenti e consumi.”

    Nota molto dolente che ha caratterizzato in negativo l’intero 2023 sono i prestiti alle imprese. Tra settembre 2022 e settembre 2023il totale dei prestiti alle aziende in Lombardia è diminuito del 7,8%: la flessione riguarda in particolare quelle di piccola dimensione (-10,8%).

    Con riguardo ai tassi di interesse, a novembre 2023 il tasso medio applicato ai nuovi prestiti fino ad 1milione di euro ha toccato il5,98% (+2,51 punti in un anno);relativamente ai prestiti di importo superiore a 1 milione di euro, invece, il tasso medio ha raggiunto il 5,3%(+2,62 punti in dodici mesi).

    Sul fronte dei territori a risentire maggiormente dell’accesso al credito sono le imprese della provincia di Brescia (-15,3%), seguita da Varese (-12,6%), Sondrio (-10,3%), Lecco (-10,1%), Como (-10%), Bergamo (-9,8%), Pavia (-9,5%), Cremona (-8,9%), Milano (-5,8%), Monza Brianza (-4,9%), Lodi (-4%), Mantova (-2,3%).

    “Resta alta, troppo alta, la pressione subita dalle micro e piccole imprese sul versante del costo del denaro – afferma Binda -. Il valore dei prestiti alle imprese è sceso del 7,8% tra settembre 2022 e settembre 2023. A pagare questo ‘credit crunch’ sono soprattutto le piccole imprese, per le quali il volume del credito erogato è calato del 10,8%.

    Si rende quindi necessaria una più energica azione della politica, a tutti i livelli, nei confronti del sistema bancario. Si tratta anche e soprattutto di ricostituire un processo di filiera forte ed equilibrato, tra Banche, Fondo Centrale di Garanzia e consorzi fidi.”

    Nota positiva relativa al terzo trimestre 2023 dell’economia lombarda è invece relativa all’occupazione e al turismo. Infatti, nei primi nove mesi dell’anno si registra un aumento del numero di 76.000 occupati(+1,7%) rispetto allo stesso periodo del 2022. Nello specifico, l’incremento del numero di occupati si concentra nei servizi (+2,6%) e nel settore commercio-alberghi-ristoranti (+5,3%), mentre la maggiore riduzione si riscontra nelle costruzioni, (-2,1%), nell’industria (-1,2%) e nell’agricoltura (-1,2%).

    “Ci lascia estremamente soddisfatti invece il dato dei flussi turistici – dichiara il Presidente di CNA Lombardia -.Tra gennaio e ottobre 2023 le presenze in Lombardia sono arrivate a 44 milioni di persone, con un incremento del 25% rispetto al 2019. La qualità delle produzioni artigiane è uno dei fattori che rende la Lombardia un territorio bello, una meta di grande capacità attrattiva.”

    Ancora da tenere monitorata, invece, la questione relativa alla demografia d’impresa. Nel quarto trimestre 2023, infatti, torna a scendere il numero di imprese attive in Lombardia: perse 4.587 aziende rispetto a settembre 2023. Tuttavia, rispetto a fine 2019 si osserva una sostanziale invarianza (+0,1 punti percentuali).

    Negli ultimi quattro anni la Lombardia ha visto comunque aumentare il numero di imprese di oltre 1.100 unità grazie al settore delle utilities (+11,2%),servizi (+10,5%) e all’edilizia (+1,2%), mentre si riscontra una diminuzione significativa per commercio-turismo (-5,6%),manifatturiero (-8,3%) e agricoltura (-5,7%).Sempre in riferimento al trend sul 2019, le migliori province risultano essere Milano (+3,1%), Varese (+0,7%), Monza e Brianza (+0,4%) e Brescia (+0,1%), mentre le peggiori sono Mantova (-7,7%), Sondrio (-4,5%), Cremona (-4,5%) e Pavia (-3,7%), Lodi (-3,3%), Lecco (-2,2%), Bergamo (-2%) e Como (-0,5%).

    Anche le imprese artigiane della Lombardia, che rappresentano il 28,6% delle imprese totali, non stanno attraversando un periodo estremamente florido: a dicembre 2023, infatti, sono calate di oltre 2000 unità rispetto a settembre 2023.

    Inoltre, tra il 2019 e il2023 il numero di imprese artigiane è diminuito di oltre9.100 unità, passando da circa 241.500 a poco più di 232mila, con una contrazione del 3,8%. in particolare, si nota la flessione delle imprese artigiane nel manifatturiero (-5.311 aziende in quattro anni), nell’edilizia (-2.701imprese) e nella logistica (-1.335).

    Sempre con riferimento al trend sul 2019, l’unica provincia a far segnare segno positivo è Varese (+2,6%). Tutte le altre fanno registrare un segno negativo a partire da Mantova (-11,2%), Cremona (-6,6%), Pavia (-6,5%), Lodi (-5,4%). Seguono Sondrio (-4,8%), Bergamo (-4,5%), Brescia (-4,2%), Lecco (-4,1%), Como (-4,1%), Monza e Brianza (-3,3%) e Milano (-2,8%).

  • Milano, dal 4 al 6 febbraio torna la Bit

    Milano, dal 4 al 6 febbraio torna la Bit

    Il 2023 e’ stato un anno eccellente per il turismo italiano, in particolare il turismo organizzato ha registrato un fatturato stimato di circa 6,5 miliardi di euro (+40 per cento su 2022). Inoltre il comparto del turismo in generale, secondo i dati dei primi 11 mesi del 2023, ha registrato 118,2 milioni di arrivi e 397,5 milioni di presenze (+5,4 per cento e +0,7 per cento allo stesso periodo del 2022; Istat), e dalle stime pubblicate a inizio gennaio da Assoturismo-Confesercenti), sull’anno turistico 2023, che contano 445,3 milioni di presenze nelle strutture ricettive nazionali (+8,1 per cento rispetto al 2022, con sorpasso sul 2019). Ma il 2023 e’ stato caratterizzato anche da un importante ritorno dei giovani, che sono tornati a rivolgersi alle agenzie di viaggio.

    E’ sulla base di questi dati, illustrati oggi durante una conferenza stampa da Magda Antonioli, Vicepresidente European Travel Commission e professoressa dell’Universita’ Bocconi e da Simona Greco, direttore manifestazioni di Fiera Milano, che la Bit – Borsa Internazionale del Turismo, organizzata da Fiera Milano, si prepara ad aprire le porte della sua 44esima edizione il 4 febbraio prossimo.Tra le novita’ di quest’anno, 26 nuovi nazioni, che solitamente non partecipavano perche’ fuori dal circuito turistico italiano.Inoltre con l’alleanza con Welcome Travel Group che, con la sua ampia rete e i suoi soci Alpitour World e Costa Crociere, offre un’anteprima sulle nuove frontiere di viaggio e tante nuove opportunita’ per gli operatori; e con la partnership tra BIT Milano e Federterme-Confindustria che vede per la prima volta l’area Thermalia all’interno della manifestazione: grazie alla partecipazione di piu’ di 30 espositori del settore si prospetta come un’occasione di confronto e rilancio unica per il comparto wellness/benessere, sempre piu’ al centro delle scelte dei viaggiatori di ogni eta’.

    Gli oltre 1.100 espositori provenienti da 66 Paesi incontreranno i top buyer presenti in Fiera, sia nazionali sia internazionali, provenienti principalmente da Europa (44 per cento), Nord America (14 per cento), Asia (14 per cento), Centro e Sud America (11 per cento) e Medio Oriente (8 per cento); Tre le aree tematiche in cui e’ suddivisa la manifestazione: Leisure, con le proposte delle destinazioni e degli espositori italiani e stranieri, BeTech per i servizi digitali e le startup, e il Mice Village con un focus sulla Meeting Industry.Nell’area Leisure, l’Italia e’ rappresentata da nord a sud, attraverso le sue unicita’ regionali.In un contesto, in cui l’Europa si conferma prima meta di viaggio per i turisti internazionali (700 milioni di arrivi, pari al 54 per cento del totale), anche l’Italia e’ ben posizionata, con dati del 2023 in netta crescita.Nel Bel Paese, nei primi 11 mesi dell’anno (dati ISTAT, 2024), si registrano, infatti, 118,2 milioni di arrivi e 397,5 milioni di presenze (rispettivamente +5,4 per cento e +0,7 per cento sul 2022, stesso periodo), con un incremento significativo del tasso di internazionalizzazione.A confermare quest’ultimo dato, subentrano i numeri registrati nel 2023 da Assoareoporti, che segnala 183 milioni di passeggeri, di cui il 65,6 per cento stranieri (cresce al +29 per cento il traffico internazionale). L’Italia si conferma meta piu’ desiderata, soprattutto dal segmento altospendente, anche secondo Euromonitor (2023) che inserisce Roma (settimo posto) e Milano (13 esimo) tra le prime 15 Top Travel Destination.

  • Le statistiche sui consumi italiani: bollette +38%, mutui  meno 13, carburanti in calo

    Le statistiche sui consumi italiani: bollette +38%, mutui meno 13, carburanti in calo

    Dalle bollette ai mutui, dalla telefonia, all’ortofrutta: le prospettive del nuovo anno e una sintesi del 2023 arriva dal rapporto Cara Italia realizzato da Facile.it e Consumerismo No Profit.A cominciare dalla luce e poi per le assicurazioni e l’ortofrutta non pochi sono gli aumenti.Ma ci sono anche alcuni ribassi.Nel 2023 una famiglia tipo con contratto di fornitura nel mercato tutelato ha speso tra luce e gas più di 2.100 euro; 1.930 euro chi ha scelto (bene) nel mercato libero.Cosa aspettarsi per il 2024?Secondo le stime di Facile.it, anche a causa del ritorno di oneri di sistema e Iva ordinaria sulle bollette del gas, quest’anno la spesa totale per l’energia potrebbe arrivare a 2.600 euro, con incrementi tra il 20% e il 38%. La rata di un mutuo variabile medio sottoscritto a gennaio 2022 (126.000 euro in 25 anni, Ltv 70%) alla fine dello scorso anno era salita di oltre il 60%. Nel 2024 le rate dovrebbero tornare finalmente a scendere: stando alle previsioni, 10 euro nel secondo trimestre, arrivando a -100 euro entro fine anno (-13%).

    Oggi i migliori tassi per nuovi mutui variabili (Tan) variano tra il 4,66% e il 4,90%, con una rata di partenza vicina ai 715 euro.In merito ai tassi fissi, in diminuzione ormai da settimane, si evidenzia come, sempre per un mutuo standard, i migliori tassi (Tan) vanno da 3,10% a 3,30%, con una rata mensile intorno ai 615 euro.Sul fronte dei prestiti secondo l’analisi di Facile.it, per un finanziamento standard da 10.000 euro in 5 anni, il tasso (Tan) medio è arrivato, a gennaio 2024, a 8,51% (era 8,12% un anno fa), con una rata pari a 209 euro.Per un prestito personale standard oggi è possibile trovare offerte con Tan vicino al 6%. Occhio sempre anche al Taeg; in questo caso, un buon tasso di riferimento varia tra 8% e 10%.

    L’analisi di Consumerismo su dati del MIMIT, anche nelle prime settimane del 2024 conferma il forte trend ribassista partito dallo scorso settembre, nonostante i fatti internazionali (il conflitto mediorientale o quello nel mar Rosso) che avevano fatto ipotizzare il contrario.A dicembre 2023 il prezzo del carburante ha raggiunto questi valori medi: Benzina – 1.773,26 €/1.000 litri (-2.66% su mese), Gasolio auto – 1.739,08 €/1.000 litri (-3.70% su mese), GPL – 722,71 €/1.000 litri (-0.43% mese). Ciò vuol dire, per una vettura familiare media che percorre circa 20.000 km all’anno, un risparmio considerevole, visto che rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – ad esempio – la medesima vettura diesel risparmierà oltre 10 centesimi a litro, che si trasformano in circa 240 euro anno a vettura. Per una vettura a benzina, invece, il risparmio sale a circa 270 euro l’anno.Secondo le ultime rilevazioni elaborate da Consumerismo, tra dicembre 2023 e gennaio 2024 i prezzi all’ingrosso sui mercati dell’ortofrutta hanno subito variazioni sostanziali, principalmente a causa di fenomeni atmosferici tali da aver determinato una forte oscillazione di alcuni prodotti essenziali per le tavole degli italiani.Al momento la spesa media a famiglia (con composizione di 4 persone) per frutta e verdura si attesta intorno a 130 euro mensili per un totale 1500 euro/anno circa. Un +14% rispetto allo stesso periodo rilevato lo scorso anno. La frutta incide per il 40% rispetto al totale sugli aumenti.

    In base all’analisi di Consumerismo, aumenta la disponibilità di alcuni prodotti, e quindi la riduzione del prezzo, come ad esempio per le rape; le patate mantengono stabilità e un andamento positivo, con una forte richiesta per il prodotto del Fucino; i finocchi sono abbondanti sul mercato, offerti a prezzi convenienti. E ancora, i prezzi della cicoria ritornano alla normalità, mentre si osserva ancora un trend in aumento per i prezzi delle pere emiliane.Il consiglio, considerato il rapporto qualità prezzi è quello di consumare: clementine, arance rosse, kiwi, mele, noci e mandarini. Mentre per gli ortaggi si consigliano cicoria, finocchi, cime di rapa, spinaci e carciofi.

  • La Lombardia corre (sempre) come un treno: nel 2023 Pil +5.5%, occupazione in crescita

    La Lombardia corre (sempre) come un treno: nel 2023 Pil +5.5%, occupazione in crescita

    Alla fine del 2023, rispetto a prima della pandemia, il PIL della Lombardia è addirittura al +5,5% secondo le stime più recenti, grazie anche alla più veloce e robusta ripresa registrata nel biennio precedente. Il ritmo di crescita della Lombardia distanzia nettamente anche le regioni europee benchmark: stimiamo Cataluña a +1,1%, Bayern a +0,4% e Baden-Württemberg ancora sotto del -1,0% nel 2023 a confronto con il 2019. Il rallentamento globale, e in particolare europeo e tedesco, ha inevitabilmente decelerato la dinamica anche della Lombardia che, tuttavia, si è distinta rispetto ai principali competitor per maggiore tenuta. La decelerazione sperimentata nel 2023 è attesa protrarsi nel 2024, con prospettive di crescita del +0,6% per il PIL della Lombardia, in linea alla media europea.

    È quanto emerge dal Booklet economia realizzato dal Centro Studi di Assolombarda e pubblicato su Genio&Impresa. Lato occupazione, per la Lombardia si stima a fine 2023 un pieno recupero del numero di occupati rispetto al 2019 (+0,9%), mentre le ore lavorate avevano già colmato nel 2022 il divario accumulato nella pandemia e nel 2023 sono a +2,8%. Le previsioni per il 2024 sono di ulteriore espansione, con l’occupazione che dovrebbe portarsi fino al +1,7% e le ore lavorate al +3,3%, sempre rispetto al pre-Covid. Lo scenario previsivo a livello macro si confronta con attese per il 2024 ancora abbastanza eterogenee da parte delle imprese a livello micro. Il 38,9% delle 400 imprese di Assolombarda che hanno partecipato alla flash survey di gennaio, prevede una situazione economica pressoché stabile tra l’anno corrente e quello appena concluso, il 29,7% prospetta un peggioramento e il 26,4% un’evoluzione positiva. Rispetto alla rilevazione precedente si è ampliata la quota di chi si attende un quadro in linea con il recente passato. Gli indicatori congiunturali più recenti confermano la perdita di tono dell’attività manifatturiera a fine 2023 e rilevano attese di domanda ancora ridimensionate in avvio 2024.

    In particolare, il clima di fiducia del manifatturiero nel Nord-Ovest a dicembre è di nuovo in calo; gli ordini in portafoglio sono pressoché stabili, le giacenze di prodotti finiti si riducono rispetto al mese precedente ma restano elevate nel confronto storico, mentre le aspettative di produzione per i prossimi 3-4 mesi si deteriorano sensibilmente, sui minimi da novembre 2020. I servizi nel Nord-Ovest registrano, al contrario, un aumento del clima di fiducia per il secondo mese consecutivo: a fine 2023, il saldo sull’andamento aziendale è sui massimi da giugno 2022 e crescono marcatamente gli ordinativi; tuttavia, si ridimensionano le previsioni su ordini e domanda per il breve termine, comunque ancora positive.

  • Inaugurato il sottopasso di Lainate in corso Europa

    Inaugurato il sottopasso di Lainate in corso Europa

    Inaugurato ieri mattina il sottopasso di corso Europa a Lainate, opera connessa all’ampliamento a 5 corsie dell’Autostrada A8 nel tratto Milano Nord – Lainate. All’evento era presente l’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche, Claudia Maria Terzi, insieme ai rappresentanti degli enti locali coinvolti. CENTRO ABITATO SGRAVATO DAL TRAFFICO – “Si tratta di un intervento rilevante – ha evidenziato l’assessore Terzi – perché sgrava il centro abitato da importanti flussi di traffico, stimati in 11.000 veicoli al giorno, servendo l’area industriale ad ovest di Lainate a cavallo dell’autostrada”.

    INTERVENTI A BENEFICIO DEL TERRITORIO – “Il sottopasso rende più efficiente la viabilità – ha proseguito Terzi – e si inserisce in un quadro di interventi, connessi all’ampliamento dell’A8, di cui beneficia il territorio e che Regione Lombardia ha seguito e segue con attenzione attraverso il coordinamento dei soggetti coinvolti: il prossimo passo sarà l’apertura del nuovo svincolo per Lainate e la conclusione di una serie di opere per la mobilità locale, compresa la riapertura della ciclabile lungo l’alzaia del Villoresi”.

    L’opera inaugurata oggi ha richiesto un investimento di oltre 17 milioni di euro e consiste in una bretella di collegamento tra corso Europa – SP101, a nord dell’autostrada, e la SP109 che si sviluppa a sud dell’interconnessione A8/A9 e passa sotto le quattro rampe autostradali.

    “E’ un momento storico per la nostra città. Abbiamo inaugurato oggi un’opera molto attesa dalla cittadinanza. Si tratta – ha precisato il sindaco di Lainate Andrea Tagliaferro – dell’infrastruttura principale che il progetto dell’ampliamento della quinta corsia restituisce come compensazione alla città. Dopo l’apertura della viabilità di collegamento Lainate-Rho, inaugurata lo scorso aprile che permette l’accesso diretto alla Milano-Laghi, quest’opera completa la circonvallazione esterna all’abitato alleggerendo la pressione del traffico sul centro cittadino, con un importante miglioramento per la viabilità di attraversamento della città di Lainate. Attendiamo che nei prossimi mesi siano completate anche le opere ancora in corso sul territorio comunale. Penso soprattutto alle piste ciclabili e ai lavori lungo il Villoresi, via Marche, vicolo Erba e gli ultimi interventi lungo il ponte di via Manzoni e nei sottovia di via Mengato e Gorizia”.

    “Vorrei esprimere la mia soddisfazione – ha dichiarato la consigliera delegata alle infrastrutture della Città metropolitana, Daniela Caputo – per la realizzazione di questo sottopasso che la Città metropolitana di Milano gestirà, in quanto Ente proprietario della strada provinciale 101. La positiva collaborazione con Autostrade per l’Italia, Regione Lombardia e il Comune di Lainate ha permesso di completare un importante e complesso intervento di ricucitura al servizio del territorio, che si inserisce in una più ampia strategia della Città metropolitana che continua a investire sullo sviluppo di modalità di spostamento sempre più sicure, efficienti e sostenibili”

  • La ricerca: gli italiani spendono più per gioco azzardo che per il cibo

    La ricerca: gli italiani spendono più per gioco azzardo che per il cibo

    Volatilità dei prezzi alla produzione, inflazione e consumi alimentari che cambiano. La ventunesima edizione del Forum impresa persona agroalimentare, aperta a Milano Marittima (Ravenna) alla presenza di oltre 450 imprenditori e manager di una delle più importanti filiere produttive italiane, ha avviato la riflessione sulla gestione delle nuove sfide poste dal mercato. La riflessione è partita dalla grande attenzione mediatica sui prezzi al dettaglio e la provocazione di Matteo Bonù, global client business partner di NielsenIQ, è stata che gli italiani spendono di più per giocare d’azzardo che per mangiare.

    “In Italia il giro d’affari annuo del largo consumo confezionato è di 134 miliardi di euro, mentre per il gioco d’azzardo si parla di 136 miliardi – commenta l’esperto – Veniamo da una narrazione che ha messo la spesa alimentare sotto i riflettori, ma la sua componente è assolutamente minoritaria nel panorama degli aumenti generali. Pensiamo a un mutuo a tasso variabile di 100.000 euro per 15 anni: con il rialzo dei tassi chi lo ha contratto si è trovato a spendere 141 euro al mese in più, quasi 1700 euro all’anno. Prendiamo invece la pasta di semola, consideriamo un consumo medio annuo per famiglia di 33 chili, l’impatto degli incrementi è stato di 9,90 euro all’anno. In ogni caso messi tutti assieme, gli incrementi del paniere alimentare impattano per un 10% sui rincari complessivi, ma la quota di comunicazione non è stata certo questa”.

    In questo scenario il consumatore va aiutato. NielsenIQ registra volumi di vendita in calo per una serie di prodotti. Ci sono vittime incolpevoli come frutta fresca, succhi, nettari e spremute. Poi ci sono referenze che sono state sostituite per l’aumento dei prezzi, come il caso dell’ittico; inoltre ci sono state le cosiddette “facili rinunce”, come liquori, aperitivi, gelati e surgelati. “Ma non tutte le categorie hanno il segno rosso – aggiunge Bonù – Chi ha aumentato le vendite risponde a tre bisogni fondamentali: nuovi stili di vita, quindi alimentazione sportiva, energy drink, frutta secca sgusciata e yogurt greco; proteine a basso costo come uova, pollo e tonno al naturale; gratifica, come caramelle, gomme, wafer, snack dolci e salati, specialità salate surgelate. Gli italiani tendono quindi a mangiare meno frutta e ad assumere più integratori e caramelle”.

    Ismea ha invece presentato la mappa della volatilità dei prezzi agricoli e Fabio Del Bravo, responsabile Direzione servizi per lo sviluppo rurale, ha ricordato come pandemia prima e tensioni geopolitiche poi, abbiano spinto al rialzo i prezzi dei prodotti agricoli: + 34% tra il 2019 e il 2023. “L’incertezza è la nuova normalità. I mercati agroalimentari si complicano e si moltiplicano i fattori di variabilità da tenere sotto controllo. Le avversità meteo non potranno che peggiorare nei propri effetti. In termini di prospettiva lo scenario – sia sul fronte geopolitico che climatico – non appare rassicurante, ma se lo straordinario diventa ordinario, è necessario poter contare su strumenti di intervento tarati sulla nuova normalità, con scelte più data-based. Se la volatilità dei prezzi, delle rese e dei costi è ormai un fattore strutturale, anche la gestione aziendale deve adeguarsi di conseguenza”.