Categoria: Sport

  • San Siro, dopo l’appello del Comune potrebbe diventare la ‘Casa dell’Inter’.  Beppe Sala manda messaggi ai nerazzurri

    San Siro, dopo l’appello del Comune potrebbe diventare la ‘Casa dell’Inter’. Beppe Sala manda messaggi ai nerazzurri

    Il Milan verso San Donato Milanese. I rossoneri non torneranno indietro, iter avviato

    MILANO – Beppe Sala ci spera ancora e lancia messaggi a distanza al Milan e, soprattutto, all’Inter: se uno dei due club decidesse di non costruire più un nuovo stadio e volesse rimanere al Meazza, il Comune è pronto a dargli una mano. E’ quanto riporta oggi Il Giorno nella sua versione on line.

    Il sindaco Giuseppe Sala è tornato a parlare del futuro del Meazza e spera che almeno una delle due squadre milanesi (nella fattispecie la ‘sua’ Inter) resti a giocare in quella che a quel punto diventerebbe la sua casa.

    Il ‘Meazza’ come è noto non più demolibile (per fortuna) per il vincolo annunciato dalla Sovrintendenza sul secondo anello che nel 2025 compirà 70 anni. Il primo cittadino spera che questo vincolo possa recare un vantaggio a Palazzo Marino.

    Il Milan sta andando avanti nell’iter urbanistico per costruire la sua nuova casa da 70 mila posti a San Donato Milanese e qui la strada sembra tracciata. Diverso il discorso sull’Inter che ha opzionato un’area del gruppo Cabassi a Rozzano.

    A questo proposito il Sindaco ha detto: “All’inizio della discussione con i due club su San Siro, quello che loro mi dicevano – soprattutto il presidente rossonero Scaroni – è che non è impossibile rimettere a posto il Meazza ma lo è con due squadre che giocano nello stesso impianto”, perché la gestione dei lavori sarebbe troppo complessa e Milan e Inter sarebbero costretti ad andare a giocare altrove per tre anni. Impensabile”.

    Insomma, se ne restasse una sola, tutto sarebbe anche logisticamente più facile. E qui che Sala tende la mano alla società del biscione. “Se una delle squadre decidesse di rimanere a San Siro, sarebbe una gran bella cosa e il Comune sarebbe disponibile ad aiutare”. Vedremo come finirà questa lunghissima telenovelas….

  • Kickboxing: riparte alla grande Tommaso Pucci (Versus Legnano)

    Kickboxing: riparte alla grande Tommaso Pucci (Versus Legnano)

    Guido Colombo e Tommaso Pucci (a destra)

    Doppio successo nella Kickboxing al debutto stagionale in un evento organizzato da Max Laudadio di “Striscia la Notizia”

    LEGNANO Sarà certamente difficile per il diciassettenne Tommaso Pucci bissare i trionfi della stagione sportiva 2022-23 che lo hanno visto conquistare a livello Juniores un titolo Europeo nelle MMA; il titolo italiano sempre nelle MMA ma anche nella Kickboxing e nel grappling e infine, primo legnanese nella storia, una medaglia di Bronzo ai campionati italiani di lotta greco romana. Se però il buon giorno si vede dal mattino le speranze di un bis sono assolutamente legittime.

    A Cuasso al Monte (VA) in un evento promosso e presentato dal celebre inviato di “Striscia la Notizia” Max Laudadio Pucci ha infatti disputato i primi 2 incontri di questa nuova stagione ottenendo altrettante nette vittorie nella Kickboxing combattendo contro 2 più esperti atleti maggiorenni. “Ottima prestazione sul piano fisico – commenta il suo maestro Guido Colombo – cosa non scontata visto che siamo ad inizio stagione mentre qualcosa di meglio si poteva fare sul piano tattico più che tecnico. I 2 verdetti sono stati comunque unanimemente a nostro favore”.

    Non c’è però il tempo per festeggiare nella palestra di Via Giusti 1 a Legnano. Gli allenamenti si stanno infatti facendo sempre più intensi dati i numerosi appuntamenti agonistici da qui a dicembre che dovrebbero anche vedere l’esordio di alcuni nuovi agonisti dello storico team legnanese di sport da combattimento.

  • Basket A2. Pansa indica la via contro Luiss Roma: “Avversario collaudato e da affrontare con determinazione”

    Basket A2. Pansa indica la via contro Luiss Roma: “Avversario collaudato e da affrontare con determinazione”

    VIGEVANO PV – Prima trasferta stagionale per ELAchem Vigevano nella seconda giornata del campionato di serie A2. la formazione lomellina, sconfitta settimana a domicilio da Trapani, fa visita sabato 7 ottobre (ore 18.30) sul neutro di Rieti alla Luiss Roma, l’altra neopromossa sul campo della passata stagione, che ha esordito espugnando il campo di Agrigento. I gialloblu faranno ancora a meno di Lorenzo D’Alessandro, il quale sta proseguendo il percorso di riabilitazione, ma ripartono dall’ottima prestazione fornita domenica scorsa.

    “Il punto di forza di Luiss è sicuramente un vissuto di squadra importante, fondamentalemnte si tratta della stessa squadra dell’anno passato, a cui si aggiungono due stranieri e una superstar della categoria quale Valerio Cucci. Tutto ciò permette loro di giocare a memoria, possedendo un sistema rodato e collaudato. Al pari nostro, Roma dispone di tanti giocatori esordienti per la categoria, anche se Fallucca ha grande chilometraggio in A2, così come lo stesso Cucci. Noi dovremo prima di tutto focalizzarci sulla nostra prestazione, effettuare passi in avanti dal punto di vista della consistenza e dell’esecuzione offensiva, scendere in campo con lo stesso piglio mostrato contro Trapani. E’ evidente che questa e la prossima partita contro Casale Monferrato sono importanti, perchè affrontiamo dirette concorrenti per la salvezza. Però trattandosi di seconda e terza giornata di campionato, non possiamo parlare di partite cruciali, le dobbiamo approcciare con la determinazione di chi vuole portare a casa il migliore risultato possibile”.

    Stasera quarto appuntamento al Coffee Time in compagnia di Battistini e ilmercurio

    Quarto appuntamento per gli appassionati di pallacanestro e tifosi della ELAchem Vigevano con il Coffee Time di via Giorgo Silva 43, dove ci sarà l’opportunità giovedì 5 ottobre alle ore 21.00 di incontrare i protagonisti della stagione gialloblu. Dopo Ike Smith, Fabio Bettanti, Filippo Bertoni, Giacomo Leardini, Gianmarco Bertetti, Filippo Rossi e Tyler Wideman, protagonisti delle scorse settimane, sarà il turno di Leonardo Battistini accogliere tutti coloro che desidereranno scattare selfie e foto in sua compagnia. Ma non solo: sarà presente anche https://www.instagram.com/ilmercurio/, diventato recentemente “padrino” di Nuova Pallacanestro Vigevano 1955, Non mancate!

  • Sinner, numero 4 al mondo.. e prova del 9- di Teo Parini

    Sinner, numero 4 al mondo.. e prova del 9- di Teo Parini

    Il nono torneo della carriera, terzo di quest’anno, in quanto a peso specifico vale almeno la somma dei precedenti otto, questione di avversari. Se qualche mese fa Jannik Sinner rompeva il ghiaccio vincendo il Masters 1000 di Toronto avendo in sorte un tabellone da torneo di fascia decisamente inferiore, a Pechino, invece, ha dovuto piegare la resistenza qualificata di due dei primi tre giocatori al mondo e lo ha fatto senza perdere nemmeno un set, dimostrando una certa freddezza nell’assicurarsi tutti e tre i tre tie-break disputati tra semifinale e finale. Dalla Cina, quindi, l’azzurro porta via la certezza di aver raggiunto il livello dei migliori, anche se Djokovic dev’essere ancora battuto una prima volta, e di poter guardare con ottimismo all’ultimo scampolo di stagione che prevede, tra l’altro, le Finals di Torino alle quali è ormai certo di poter partecipare. Con quello di ieri, Sinner raggiunge Fognini per numero di titoli vinti e mette nel mirino Panatta che ancora lo sopravanza ma di una vittoria soltanto, dieci contro nove. E sempre al pari di Panatta, battibile con i numeri ma inavvicinabile per tutto il resto, Sinner si è assicurato la quarta posizione del ranking mondiale, privilegio che alle nostre latitudini ha potuto vantare, Adriano a parte, solo la meravigliosa Francesca Schiavone nel 2011. Lontano, almeno per ora, il terzo posto di Daniil Medvedev, con il russo che lo sopravanza di più di duemila punti, quindi parecchio.

    A proposito del russo, al settimo tentativo, Sinner è riuscito ad avere la meglio di un giocatore che fino al giorno prima aveva rappresentato uno scoglio insormontabile e che, invece, nella finale di Pechino è caduto sotto al bombardamento incessante dell’italiano, capace di disinnescare la proverbiale difesa dell’avversario apparso per lunghi tratti di match in grande affanno e incapace di trovare la soluzione al ritmo infernale imposto con la tirannia dei grandi dalla miglior versione di Sinner ammirata fino ad ora. Il saldo positivo tra colpi vincenti ed errori gratuiti messo a referto da Jannik, al cospetto di un giocatore che notoriamente subisce winners con il contagocce, certifica la qualità tennistica esibita ieri in quello che è uno dei momenti più alti del tennis italiano nell’Era Open. Tirare forte e non sbagliare mai è una combo difficilmente attuabile, giacché, per definizione, il power tennis ha intrinseca una quantità di rischio elevata al punto che è inevitabile mettere in preventivo un cospicuo numero di errori che si spera finiscano almeno per essere bilanciati dalle bordate che restano dentro alle righe. Diversamente sarebbe PlayStation, livello di gioco che Sinner ha saputo avvicinare per quanto umanamente possibile; il modo, forse l’unico, per avere la meglio della completezza di Alcaraz e della regolarità di Medvedev.

    Tornando alla finale, Sinner ha finito per vincere due set in fotocopia, conclusi entrambi al tie-break con l’identico punteggio di sette punti a due nei quali nessuno dei giocatori in campo è riuscito a strappare la battuta al rivale, ciò a testimonianza dell’efficacia dei rispettivi turni di servizio. Se per Medvedev è abitudine consolidata – per dare l’idea, Daniil ha chiuso il primo parziale con una percentuale spaventosa di prime palle superiore al novanta per cento – lo è meno per l’azzurro che spesso, in passato, ha tribolato e non poco con il fondamentale della battuta ma che, al contrario, ieri lo ha premiato con numeri da primo della classe. Quelli che lavorano maniacalmente ogni giorno per limare le imperfezioni del loro gioco. La differenza vera, però, Sinner l’ha fatta con la risposta, quindi con la capacità di leggere il servizio del russo nei momenti importanti, quelli che al solito hanno deciso l’incontro. Il match point, per esempio.

    Apprezzabile, inoltre, la capacità di interpretazione delle situazioni di gioco, impensabile fino a non troppo tempo fa, sempre a testimonianza del lavoro svolto lontano dai tornei. La quantità di serve and volley, tipicamente non il suo il marchio di fabbrica, per punire la posizione in risposta troppo defilata del suo avversario denota almeno due cose: la grande lucidità e la capacità di scelta sotto stress e una capillare preparazione a tavolino del match. Che seguire a rete il servizio, preferibilmente giocato in slice da destra, potesse essere una fucina di punti “facili” lo aveva già dimostrato Djokovic nell’ultima finale a New York dalla quale Medvedev, proprio per questo aspetto tattico, ne era uscito con le ossa rotte. Sinner e il suo team, quindi, devono averne fatto tesoro, modificando con umiltà e lungimiranza lo schema di partita più consueto per adattarlo alla contingenza, quindi alle caratteristiche dell’avversario. Attitudine, quest’ultima, che è prerogativa dei grandi campioni e non un indice di debolezza come si potrebbe essere portati a credere. Incaponirsi, del resto, non è mai una buona idea, nemmeno per chi ha doti tecniche non replicabili come Alcaraz che, proprio nella semifinale persa con Sinner, ha palesato una una certa immaturità accettando di combattere la battaglia su un terreno più congeniale all’avversario, quasi a voler dimostrare di poter essere il migliore in qualunque circostanza, anche avversa.

    In definitiva, la settimana di Pechino ha tutti i crismi per rappresentare il vero punto di svolta nella carriera di Sinner perché certifica la la sopraggiunta capacità di correre testa a testa, e di vincere, con i più forti interpreti della disciplina. Vincere, lapalissiano, aiuta a vincere e l’autorità esibita nel farlo ha due risvolti immediati. Il primo si chiama fiducia: tra pensare di poter fare qualcosa e averla già fatta almeno una volta in passato ci passa il mare e, nello specifico, tornare in campo contro Medvedev – cosa che succederà spesso – dopo averlo battuto sarà tutta un’altra cosa. Il secondo si chiama rispetto, per alcuni financo timore. Perché chi ha ambizioni di gloria tennistica farà bene a includere in pianta stabile Sinner nei potenziali fattori di rischio. A non farlo, la possibilità di lasciarci le penne è molto alta. Insomma, ci siamo.

    di Teo Parini

  • Ciclismo: la “Tre Valli Varesine” accende i riflettori sulla provincia di Varese. Vince Van Wilder

    Ciclismo: la “Tre Valli Varesine” accende i riflettori sulla provincia di Varese. Vince Van Wilder

    VARESE – “Il Trittico e in particolare la ‘Tre Valli Varesine’ hanno acceso i riflettori sulla provincia di Varese di cui sono orgogliosamente rappresentante. La gara è stata seguita da migliaia di appassionati che hanno potuto ammirare le bellezze paesaggistiche e naturalistiche del nostro territorio, ricche di storia e cultura”.

    Così l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, che al traguardo della 102esima edizione della ‘Tre Valli Varesine’ ha premiato il vincitore, il belga Ilan Van Wilder. “La manifestazione, fiore all’occhiello dello sport lombardo – ha concluso l’assessore regionale – negli anni ha assunto un grande valore anche fuori dai nostri confini, diventando sempre più una competizione di caratura internazionale dall’enorme valore tecnico”

  • Motociclismo: il Team Insubria Yamaha al ‘Trofeo delle Regioni’

    Motociclismo: il Team Insubria Yamaha al ‘Trofeo delle Regioni’

    CASTELLARANO REGGIO EMILIA – Si è disputato sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre 2023 a CASTELLARANO, in provincia di Reggio Emilia, il Trofeo delle Regioni MX Junior edizione 2023, intitolato a G. Marinoni, un Trofeo che viene riproposto ogni anno, dove i migliori piloti di ogni regione si sfidano per portare alla vittoria la squadra della propria regione.
    Il nostro pilota MARIANI NATHAN #20 ha rappresentato i colori della sua regione Marche nella classe 125.

    Nelle qualifiche di sabato NATHAN registra un quarto tempo a pochi decimi dal primo. In gara domenica parte bene nelle 2 manche e si difende nella sua categoria con 2 ottavi posti (primo delle Marche).

    Si prospettano ora settimane di duro allenamento per i nostri piloti per arrivare pronti all’ultima Finale del Campionato Italiano Junior 125 che si disputerà in data 22 Ottobre a Cingoli.

  • Sinner come Panatta? Beh, per adesso manca Loredana Bertè. E poi.. di Teo Parini

    Sinner come Panatta? Beh, per adesso manca Loredana Bertè. E poi.. di Teo Parini

    Jannik Sinner è il nuovo numero quattro del tennis mondiale. Quarantasette anni dopo quel diavolo di Panatta, un azzurro torna ad occupare la posizione che sta ai piedi del podio. Chi vuole lasciarsi andare in titoli reboanti, ora sì, ha l’occasione ghiotta per farlo. È più giustificato adesso di quando, cavalcando una fortuna sfacciata, lo stesso Sinner ha tagliato il traguardo della semifinale a Wimbledon, sconfiggendo avversari da torneo di terza fascia, i casi della vita, prima di essere regolato senza appello da Djokovic. Perché il traguardo della finale di Pechino appena agguantato con lo scalpo dell’epocale Alcaraz – torneo che se non è prestigioso per etichetta lo è, quest’anno, per un lotto di partecipanti da urlo – abbinato al best ranking di cui sopra, è incontrovertibilmente il punto più alto, alla peggio uno dei primi due o tre, raggiunto nel gioco del tennis da un atleta di casa nostra da quando a fare di conto c’è il computer. Morale, se non è l’acme poco ci manca.

    In queste ore è un continuo lanciarsi in paragoni con il nazionalpopolare Adriano, la rockstar del tennis, ma, classifica a parte, è difficile mettere a confronto personaggi così differenti di due epoche che l’evoluzione della tecnologia rende peraltro lontanissime. Nessuno, tuttavia, storcerà il naso se ricordiamo che Panatta, vincitore di uno Slam e attualmente fa tutta la differenza del caso, ha condiviso il palcoscenico con tipi assai poco raccomandabili come Borg, Connors e Gerulaitis – i tre che lo precedevano in classifica nel magico 1976 – e, in generale, con avversari mediamente di qualità superiore rispetto a quelli che oggi insidiano Sinner nella corsa al vertice. Alcaraz escluso, con Djokovic lontano dalla sua versione migliore per ovvi motivi anagrafici, Medvedev che fuori dal cemento vale almeno cinquanta posizioni in meno e Zverev appiedato dalla sorte nel suo momento di maggior splendore e non ancora tornato a quel livello, Jannik può dormire sonni piuttosto tranquilli, perché ad inseguirlo non è che si intraveda all’orizzonte un McEnroe o un Lendl come invece successe a Panatta. Rune e Ruud, per citarne un paio, ma anche Tsitsipas e Rublev, sono decisamente poca roba al confronto. Che significa la possibilità concreta per l’italiano di arrivare in fondo con continuità ai tornei e, di riflesso, consolidare il ranking. Anche se, per la verità, ad oggi, escluso Alcaraz per i motivi che vedremo, non è che il bilancio nei confronti diretti con i migliori (si fa per dire) giocatori secondo la classifica sia ancora brillantissimo. Mai una vittoria con Djokovic, mai una vittoria con Medvedev, tanta fatica, dunque più sconfitte che vittorie, con Zverev e pure con Tsitsipas. Migliorerà e, inoltre, è difficile che perda gli incontri che deve tassativamente vincere per lignaggio tennistico e non è un aspetto banale.

    Alcaraz, comunque, continua ad essere un’altra cosa anche se Sinner lo ha battuto in quattro occasioni su sette e in una quinta, forse la più importante, ha perso solo di un soffio sciupando un match point a New York nel 2022. A chi sembra una contraddizione in termini è perché mastica poco di dinamiche tennistiche, giacché la storia della disciplina che fu pallacorda è piena di esempi simili, con il giocatore più dotato e anche più vincente che si trova a soffrire un avversario in particolare, per quelli che sono i mutui incastri tecnico-tattici che si instaurano in un match e che possono tranquillamente risultare sfavorevoli al più blasonato dei due. Per chi se lo ricorda, Wayne Ferreira fu certamente un buon giocatore ma in senso assoluto non così tanto virtuoso da giustificare una certa predilezione nel battere Pete Sampras, un califfo. Eppure successe spesso, con il sudafricano capace di imporsi in quasi il cinquanta per cento delle occasioni (sei su tredici, per gli amanti dei numeri). Alcaraz, nell’affrontare l’italiano, incappa in due problemi riconoscibili. Jannik è l’unico giocatore in attività in grado di sostenere il ritmo indiavolato dello spagnolo nello scambio. La velocità di crociera di Sinner tende asintoticamente a quella di Alcaraz che è marziana, e non è una blasfemia, con quest’ultimo che non è poi così tanto abituato a gestire un avversario che, in quanto a presa del tempo, sia in grado di rendergli quel tipo di pariglia. Sinner non ha mano educata ma in compenso di pietra lo è di sicuro e sul bombardamento è docente universitario.

    Il secondo motivo, invece, è più di natura caratteriale, oltre che una diretta conseguenza del primo. Carlitos, va ricordato, ha due anni di meno e non sono pochi a quell’età e pecca ancora un po’ di superbia come solo i più grandi interpreti, conscio di possedere un tennis con cui osservare tutti dall’alto. Quando Sinner gli resta in scia, infatti, perde un po’ la trebisonda come se ancora non accettasse l’idea di non riuscire a scrollarsi tutti da ruota – per usare una metafora ciclistica – già al primo scatto. Ma anche il connazionale Alberto Contador, il principe dello scatto in salita, aveva ben chiaro in testa che ci sono giornate non proprio favorevoli nelle quali è necessario armarsi di pazienza e sporcarsi le mani nel fango. Winning ugly – vincere sporco – come teorizzato da uno stratega vivente come Brad Gilbert. Jannik, in questa prima parte di carriera, tende a destabilizzarlo e, superfluo dirlo, è un grandissimo merito. Che riesca sempre a fare partita pari, quindi, non è affatto una sorpresa. Lo sarebbe e pure grossa, invece, se già da oggi pomeriggio riuscisse a essere competitivo anche contro il russo Medvedev, uno sgraziato almeno quanto efficace, che gli ha proposto grattacapi fino ad ora irrisolvibili. La solita questione degli incastri summenzionati, Daniil difende come solo Gentile su Maradona seppe fare, che giustificano lo zero a sei nei primi sei confronti diretti e una pessima sensazione di impotenza appiccicata sulla pelle.

    Tra poche ore (finale contro Medvedv in programma alle 13.30 di oggi, diretta su Supertennis, canale 212 di Sky e 64 del digitale terrestre), in ogni caso, avremo la possibilità di valutare l’eventuale cambio di tendenza e se Sinner, con il suo staff, hanno trovato le contromisure.
    Tornando al traguardo raggiunto, non è davvero il caso di fare gli schizzinosi: Sinner mai sarà, per genetica e per (minor) talento, l’entusiasmo travolgente di Panatta e del suo tennis dalla bellezza abbacinante, ma è lo stesso una benedizione per il nostro movimento che ha bisogno come l’aria di vantare una frequentazione continuativa ai piani alti. Due le certezze. La prima è che difficilmente lo si vedrà tirare tardi in qualche esclusivo club della capitale a una manciata di ore da una partita importante. La seconda è che, se la priorità di Adriano fu quella di scongiurare il rimpianto di aver sacrificato troppo dei suoi anni migliori per la causa del tennis, quella di Sinner è di guardarsi indietro senza poter dire di non aver fatto il possibile per diventare il più forte di tutti. Da appassionati della vita e delle sue innumerevoli sfaccettature non ci sentiamo di condividere, e di auspicare per un ventenne, questa sua linea integerrima ma da uomini di tennis non possiamo che essergli riconoscenti.

    Con l’allineamento contemporaneo di alcune situazioni favorevoli, evenienza niente affatto remota, Sinner ha la possibilità di eguagliare Panatta in un aspetto ancora più importante del numero quattro messo a fianco del nome. Evitiamo di verbalizzarlo ma solo per una mera questione di scaramanzia. Perché non succede, ma se succede…

    di Teo Parini

  • Parabiago: in Piazza Maggiolini installato il DAE donato dal Rugby Parabiago

    Parabiago: in Piazza Maggiolini installato il DAE donato dal Rugby Parabiago

    PARABIAGO – Domenica 1 ottobre il Rugby Parabiago e tutti gli amici di Valerio Antonioni hanno vissuto un momento speciale.
    È stato infatti installato in Piazza Maggiolini, all’angolo dove è situata la Farmacia Muzio, un DAE in ricordo di Valerio Antonioni, scomparso un mese fa, donato da Rugby Parabiago Cares alla città.

    Questa grande emozione è stata condivisa con la moglie Cecilia, con l’Associazione “60mila vite da salvare”, gli amici Harleysti di Valerio e Cecilia e con i tantissimi sostenitori della campagna #cuorerossoblù che hanno permesso di raccogliere i fondi necessari per l’acquisto di questo prezioso dispositivo salvavita.
    Sulla teca protettiva del DAE si legge: “In memoria di Valerio Antonioni – Giocatore, Allenatore, Dirigente, Educatore, Volontario di Rugby Parabiago a cui il Club, vuole esprimere ora e per sempre, il proprio grazie”. Emozione nelle parole di Marco Marazzini, Presidente di Rugby Parabiago e della moglie Cecilia, che hanno ringraziato tutti coloro che hanno permesso con questo gesto di mantenere vivo il ricordo di Valerio.

    Il DAE è già operativo e a disposizione di tutti. La postazione è una tra le prime in Lombardia ad essere dotata di modello DAE completamente automatico come consentito dalla legge 116/2021.

    Durante l’utilizzo di questo apparecchio sarà quindi sufficiente accenderlo e collegare i due elettrodi al torace: sarà poi il software ad eseguire l’analisi del ritmo cardiaco e ad erogare l’eventuale scarica in completa autonomia e sicurezza grazie a un sensore di movimento che interromperà l’operazione in caso di contatto accidentale con il paziente.

  • Virtus Mulino Cerano: la bellezza del calcio di Terza Categoria. Il Duca torna a fare lo speaker e porta bene

    Virtus Mulino Cerano: la bellezza del calcio di Terza Categoria. Il Duca torna a fare lo speaker e porta bene

    CERANO NO – Domenica il Sindaco di Cerano Andrea Volpi mi ha invitato a fare lo speaker alla prima partita interna della Virtus Mulino Cerano terza categoria novarese.. Anche il dirigente Ferrari me l’ha chiesto.
    Un ritorno alle origini e non voglio dire la classica frase: dove eravamo rimasti ?! Non sono così importante e bravo ma la chiamata o ri-chiamata mi ha fatto grande piacere. Sono 40 anni e più che vado allo stadio comunale del paese del Beato Pacifico, sarà la vicinanza con casa mia o per l’interagire di persone e movimenti ho sempre apprezzato questa struttura.

    Un impianto che ha visto momenti importanti e gloriosi e più di 800 persone al proprio interno. Certo l’atmosfera ceranese dialettale non è quasi più presente ma la sostanza è positiva. I colori sono nero – gialli e non più granata ma la foga e l’entusiasmo sempre in aumento.
    Io come sempre devo risvegliarmi dal luculliano pasto domenicale e correre allo stadio. Fortunatamente il dirigente Antonini ha già tutto pronto con cabina aperta.
    Rivedo lo storico presidente Farinelli e ricordo la prima volta che ho fatto una telecronaca: un disastro …
    La mia prima lettura delle formazioni risale al periodo della lira e con un’Italia con al governo il Cavalier Berlusconi…
    Tv – calcio e politica volevo fare …mi è rimasto solo lo spettacolo…

    Quanti momenti di condivisione e anche tristezza; vittorie, pareggi e sconfitte. Ieri i ragazzi hanno vinto 3 a zero un buon punto di partenza per una stagione partita con un caldo agostano e sani festeggiamenti…
    Ricordo ancora il profumo di patatine e salamelle; ho fatto di tutto in questo stadio ma alla cottura della pietanza solo una volta perché con la scusa di assaggiare finivano tutte in pancia mia.
    Il mister Rimola prosegue la tradizione di questa famiglia ceranese dedicata al pallone ..
    Avevo giocato con lui nel campetto adiacente a quello ufficiale. Erano gli anni dove il pallone era giocato all’oratorio e ovunque ci fosse la possibilità di vedere una porta.
    Alla fine una bella birra in compagnia e un buffet con patate arrosto e coscette di pollo e io rivedo in me: Boss Hogg.

    Ci sono due calciatori che assomigliano ai cugini Duke e pure una folta presenza di cugine Daisy… di ogni età !!!
    Ritorna tutto al ’90 e ’80 pure un Jesse zio si aggira nel dopo gara …

    Il ritorno a casa è pieno di ricordi ma anche di certezze….il tempo sarà ancora clemente e lo stadio è come il treno ….è sempre pieno ma di cose belle: passato, presente e futuro…..

    A pure il microfono e sempre quello degli anni ’80 ma la gioia è sempre tanta!!!

  • Basket, serie A2: che cuore l’Elachem Vigevano, ma alla fine vince Trapani

    Basket, serie A2: che cuore l’Elachem Vigevano, ma alla fine vince Trapani

    VIGEVANO Che cuore la Elachem, tornata sul palconoscenico dell’A2 di pallacanestro dopo 13 anni. Il cuore della squadra e dei 2mila tifosi che ieri al Palazzetto di via Cappuccini hanno assistito ad un match di alta tensione emotiva (e tratti di godibilissima pallacanestro) contro la Trapani che assomiglia già a una corazzata. Uno spettacolo JD Notae, potenzialmente futura guardia da Eurolwega,

    I siciliani si impongono 82-90 ma la ELAchem (senza D’Alessandro e con Leardini messo ko da una ginocchiata alla gamba dopo pochi minuti) non sfigura affatto davanti ai vincitori sette giorni fa della Supercoppa di categoria, cedendo alla forza degli avversari solamente negli ultimi 3′, quando il quintetto di coach Parente mette le marce alte per mettere al sicuro il successo.

    Trascinata nel primo tempo da un sontuoso Battistini (17 punti totali ma ben 15 nei 20′ iniziali, ELAchem ha tenuto testa nel punteggio, andando al riposo lungo avanti di due lunghezze. Sono state le penetrazioni di Notae e i tiri dalla ounga distanza di Imbrò a fare la differenza nella ripresa, con i Pullazi a chiudere i conti quando Vigevano, strenuamente, ha cercato di rimanere a contatto con Bertetti e Wideman. Il prossimo turno di campionato è previsto a Rieti, contro Luiss Roma, sabato 7 ottobre.

    Vigevano-Trapani 82-90 (24-22, 46-44, 68-70)

    Vigevano: Leardini, Bettanti, Smith 11, Wideman 19, Bertoni NE, Pisati NE, D’Alessandro NE, Strautmanis, Bertetti 19, Battistini 17, Rossi NE, Peroni 12. All.: Pansa Tiri da due: 15/35, tiri da tre: 13/35, tiri liberi: 13/19, rimbalzi: 29 (29+10)

    Trapani: Notae 26, Renzi 3, Imbrò 19, Mian 11, Pugliatti NE, Mollura, Mobio 5, Marini 11, Rodriguez 4, Pullazi 11. Tiri da due: 18/32/, tiri da tre: 11/30, tiri liberi: 21/28, rimbalzi: 41 (34+7)
    All.: Parente

    Pansa: “Impegno straordinario dei ragazzi, cresce l’attitudine del gruppo”

    Lorenzo Pansa analizza la sconfitta all’esordio contro Trapani. “I ragazzi hanno messo in campo una grande intesità e non dobbiamo assolutamente rimproverarci nulla, siamo cresciuti di volume di partita in partita, anche dal punto di vista dell’attitudine, costringendo Trapani a sudare otto camicie per lasciare Vigevano con i due punti. La strada è quella giusta, poi dobbiamo anche guardare le cose negative. E’ evidente che avevamo di fronte un avversario nettamente più forte di noi, credo che nel momento chiave della partita sia venuta fuori la differenza. Dal punto di vista della pallacanestro espressa, siamo in grado di fare meglio sia offensivamente che difensivamente non dal punto di vista dell’impegno ma dal punto di vista tecnico. Un pizzico di attenzione maggiore in certe giocate magari non ci avrebbe dato la vittoria, ma ci avrebbe consentito di rimanere nel match fino al 40′. E’ l’unico appunto che mi sento di fare ai ragazzi”.

    Battistini: ” Dopo questa partita guardiamo avanti con fiducia”

    Le parole di Leonardo Battistini al termine della sfida giocata contro Trapani. L’ala ha realizzato 17 punti, di cui ben 15 nel primo tempo. “Abbiamo provato subito a mettere in campo ciò che abbiamo imparato in questo mese e mezzo. Ci sono state cose molto buone e altre da correggere, come giusto che sia in questa fase della stagione. l’importante è che ognuno di noi ha messo in campo qualcosa per provare a vincere questa partita. I nostri avversari hanno giocato sempre in modo solido, anche quando noi abbiamo avuto delle fiammate. Guardiamo avanti, stiamo lavorando bene, mettiamo in campo l’atteggiamento giusto e ci toglieremo delle soddisfazioni”.

    (Foto tratte da pagina Facebook Vigevano 1955)