Categoria: Sport

  • Magenta/Robecco: nasce una nuova ASD, è Ardita Combat Club

    Magenta/Robecco: nasce una nuova ASD, è Ardita Combat Club

    Nel 2025 nasce Ardita Combat Club, una nuova associazione sportiva dilettantistica (ASD) fondata da tre istruttori: Dipietro Alessio, Giacometti Davide, Labriola Vincenzo, con oltre dieci anni di esperienza nel settore. Un progetto nato dalla condivisione di idee, valori e una visione comune: andare oltre il semplice “corso” per costruire una vera e propria squadra, unita dentro e fuori dal tatami.

    Ardita si propone come un centro completo per la formazione sportiva, con un team multidisciplinare che include, oltre ai tecnici sportivi, anche preparatori atletici, massoterapisti e nutrizionisti. L’obiettivo è offrire un supporto a 360° a chiunque voglia intraprendere un percorso di crescita, sia personale che sportiva.

    I corsi sono aperti a tutti: adulti e bambini, amatori e agonisti, ognuno con orari e programmi pensati su misura. Al centro del metodo Ardita c’è la qualità, non solo tecnica ma anche umana. Gli istruttori lavorano per creare un ambiente sano, dinamico e accogliente, dove ciascuno possa sentirsi a proprio agio e trovare gli strumenti per raggiungere i propri obiettivi.

    Rispetto, dedizione e umiltà sono i pilastri di questa nuova realtà, che punta a formare non solo atleti, ma persone consapevoli e motivate. In Ardita Combat Club si cresce insieme, come squadra.

  • Us Open: Alcaraz è perfetto, Sinner no

    Us Open: Alcaraz è perfetto, Sinner no

    Quarantotto è il numero che ha inchiodato Jannik Sinner alla sconfitta nella finale degli US Open disputata e, appunto, persa contro Carlos Alcaraz. È la percentuale deficitaria di prime palle di servizio messe in campo dall’italiano, troppo poco per pensare di fare partita pari con il rivale che, come non bastasse, ha pure trovato una di quelle poche giornate nelle quali non è affatto in vena di fare regali. Risultato, una partita a conti fatti mai in discussione nella quale Carlitos ha dato l’impressione di poter alzare a piacimento i giri del motore quando necessario ad assestare la spallata. In soldoni, più forte.

    Jannik non è che abbia disputato un brutto match. Più semplicemente, in questa circostanza, l’avversario è riuscito con merito a fargli pesare il surplus di soluzioni a disposizione, mantenendo sempre alta la pressione in risposta che ne ha condizionato il rendimento, come si diceva poc’anzi, al servizio. Sempre interrogando i numeri, ad un certo punto, sul finire del quarto set e dunque del match, lo score recitava il doppio dei punti vincenti – i winner – a tutto vantaggio di Alcaraz: quaranta contro venti. Tantissimo.

    Significa che il murciano, ontologicamente un macinatore di gioco nonché profusore di varietà, ha saputo tenere costantemente in mano le redini del gioco, nonostante la consueta consistente velocità di crociera mantenuta da Sinner nello scambio da fondo campo. Non stupisce, allora, che Carlitos abbia fatto corsa di testa dal primo all’ultimo chilometro senza mai consentire a Jannik, in apnea già in uscita dai blocchi, di mettere il naso fuori dall’acqua. Un solo break concesso (tre in tutto il torneo) e un numero di ace in doppia cifra, con picchi di velocità in battuta sopra le centotrenta miglia orarie, sono gli ulteriori aspetti che sanciscono una superiorità che nell’occasione va, forse, oltre lo score finale.

    Quello che ha sorpreso, semmai, è stata la sua capacità di non incappare in quei passaggi a vuoto, veri e propri non auspicabili marchi di fabbrica, che in passato gli sono costati carissimi in diverse circostanze. Insomma, inutile girarci intorno: questo Alcaraz avaro di concessioni è fuori portata. Fortuna vuole, per Sinner e per il tennis tout court, è che le giornate perfette non siano mai la regola nello sport del diavolo e, pertanto, l’azzurro potrà pensare di tornare a far valere la sua granitica costanza già dal prossimo confronto diretto. In ragione di quanto detto, allora, una finale newyorkese obiettivamente non memorabile perché mai realmente combattuta, benché infarcita di una buona numerosità di soluzioni balistiche di prestigio. In ogni caso, lapalissiano sottolinearlo, resta pur sempre il meglio che si possa ammirare oggi e non solo per merito di questi due straordinari atleti.

    Le note dolenti, infatti, giungono dal resto del seeding. Alcaraz e Sinner hanno dimostrato per l’ennesima volta di poter disporre con la pipa in bocca di tutti gli altri avversari. L’azzurro ha lasciato per strada, prima della finale, solo due set, mentre lo spagnolo ha perso il suo primo ed unico parziale del trionfale torneo solo per mano di Sinner. Morale, la differenza tra i primi due giocatori del ranking mondiale e i restanti è, purtroppo per il gioco, abissale. Considerazione, quest’ultima, sintomatica di un periodo storico non propriamente fortunato, per usare un eufemismo. A proposito. Alcaraz, con la vittoria odierna, si è preso, oltre al titolo dello Slam, anche il trono di numero uno al mondo strappandolo al rivale storico che, pertanto, abdica dopo sessantacinque settimane di regno. Sessantacinque, una delle strisce più lunghe mai registrate nell’Era Open, ad ulteriore testimonianza dell’eccezionalità del lavoro svolto dal nostro connazionale.

    Se il tennis dei maschi globalmente non ride, dove un decimo del miglior Djokovic con quaranta primavere sulle spalle è ancora tabù per il novantanove per cento dei tennisti professionisti e vorrà pur dire qualcosa, quello delle donne non è che navighi in acque migliori, anzi. I maschietti, quantomeno possono godere di un campione epocale, Alcaraz, e di una rivalità, quella con Sinner, che infiamma il pubblico. Non sarà il Fedal, che nostalgia, ma pare appassionare sufficientemente la gente. Tra le donne, invece, si è nei dintorni dei minimi storici in quanto a qualità. Aryna Sabalenka, simpaticissima ma non è tipicamente una numero uno memorabile.

    Tuttavia, nonostante i consueti psicodrammi, è riuscita a fare proprio il titolo degli US Open confermando il risultato di dodici mesi or sono. Amanda Anisimova, sconfitta in finale, è giocatrice più talentuosa e potenzialmente più forte di lei ma non più tardi una mancata di settimane fa rimediava un doppio sei a zero, la famigerata bicicletta, nella finale di Wimbledon al cospetto della tecnicamente rivedibile, per usare un eufemismo, Iga Swiatek. Con le restanti contendenti, da Coco Gauff in giù, che se la passano pure peggio. Insomma, tempi cupi in gonnella.

    Più in generale e tornando agli uomini, ciò che spaventa l’universo tennis è l’assenza, allo stato attuale, di alternative credibili. Un silenzio tombale. Ciò, di fatto costringe gli aficionados a sperare che a Carlitos, la cui dedizione al lavoro pare non essere la stessa che anima Jannik, non passi di colpo la voglia di sacrificare oltremodo alla causa della sport i suoi vent’anni. Con i Major, quindi con il tennis che conta, l’appuntamento è rimandato a Melbourne per l’estate australiana di inizio anno. Happy Slam che, salvo auspicabili sorprese, sarà teatro dell’ennesima rivincita tra i due tiranni. Ammesso che l’off season non sparigli le carte.

  • Gp Monza da record, 369mila presenze

    Gp Monza da record, 369mila presenze

    Record di presenze al Gran Premio d’Italia di Formula 1. Sono state 369.041 le persone registrate all’Autodromo di Monza, il 10% in più rispetto all’edizione dello scorso anno.

    La corsa si conferma così come uno degli appuntamenti più attesi e seguiti del calendario del Mondiale e premia la capacità di attrarre e gestire grandi eventi sportivi internazionali dell’intero sistema organizzativo italiano. Che guarda già al 2026: già nei prossimi giorni sarà possibile acquistare i biglietti per l’edizione 97 del Gran Premio d’Italia, in programma dal 4 al 6 settembre del prossimo anno.

    “L’entusiasmo e il clima di festa di questi tre giorni sono l’immagine migliore per inquadrare il valore e il significato di questo evento. Una fotografia che ci inorgoglisce e ci spinge a guardare al futuro con positività e propositività. L’orgoglio di constatare, ancora una volta, come il Gran Premio di Monza sia simbolo vincente in Italia e nel mondo”. Così Geronimo La Russa, presidente di Aci Milano e presidente eletto di Aci Italia, commenta il successo di pubblico del Gran Premio d’Italia che si sta disputando all’Autodromo di Monza.

    “Tutto ciò – prosegue Geronimo La Russa – come giustamente evidenziato dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ci spinge a lavorare, fin da settimana prossima, con tutte le Istituzioni preposte, per predisporre gli atti formali necessari per prolungare ulteriormente il contratto che ci lega alla Formula Uno”.

  • In morte di Antonio Bailetti, Medaglia d’Oro alle Olimpiadi di Roma del 1960

    In morte di Antonio Bailetti, Medaglia d’Oro alle Olimpiadi di Roma del 1960

    TURBIGO – Una persona speciale, il nostro campione del ciclismo, medaglia d’oro, alle Olimpiadi di Roma del 1960 (100 Km cronometro a squadre). L’ultima volta che ci siamo visti, negli incontri che si fanno ogni due anni per il ‘Turbighese d’Oro’, (una sua iniziativa, diventata da poco istituzionale), mi diede una medaglietta con la seguente scritta: “A Giuseppe, con stima -Toni”. La conservo religiosamente in memoria di un atleta che ha fatto grande Turbigo. Insieme a Lino Braga, nel 2001, avevamo pubblicato un volumetto che raccoglie la sua storia sportiva coniugata con quella dell’altro campione turbighese, Raffaele Marcoli. Ci ringraziò al punto di farlo ristampare nel 2016 in occasione di un meeting, nel parco del palazzo De Cristoforis, che fece con i campioni del suo tempo (Zilioli, Balmamion, …).
    Partecipò sempre alla vita sportiva del paese e assunse la carica di Capitano nella famosa contesa tra il ‘Turbigh in su’ e il Turbigh in giò’.
    In tempi recenti la malattia lo ha allontanato dalla realtà, ma la sua gente non lo ha mai dimenticato e mancato di andare a trovarlo, proprio perché era entrato nell’anima del paese, quella che non muore mai anche col passare del tempo.

    IL RICORDO DI LAURA MIRA BONOMI, già sindaco di Turbigo dal 2001 aò 2011:
    ‘Carissimo Tony,
    sei stato un campione nello sport, ma soprattutto di bontà e umiltà.
    Il tuo sorriso e la tua particolare pacatezza, pareggiavano appieno la grinta con la quale hai affrontato tutte le sfide della tua lunga vita accanto alla cara Ivonne.
    A noi spetta di onorare il tuo luminoso esempio di rettitudine.
    Con immenso affetto’
    Laura Mira Bonomi

  • Busto Garolfo, ciclismo: martedì 9 il memorial Stefano Martolini

    Busto Garolfo, ciclismo: martedì 9 il memorial Stefano Martolini

    Il prossimo 9 settembre Busto Garolfo ospiterà una giornata interamente dedicata al ciclismo giovanile con il Quarto Memorial Stefano Martolini, valido come Campionato provinciale di Milano e Monza Brianza. La manifestazione gode del sostegno della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate. L’appuntamento, organizzato dalla S.C. Busto Garolfo, vuole ricordare Stefano Martolini, il 35enne ex direttore sportivo dell’associazione locale della S.C. Busto Garolfo A.D.S., tragicamente scomparso il 22 maggio 2022 durante il Trofeo Comune di Castelfidardo, nelle Marche. Figura molto conosciuta e amata nell’ambiente ciclistico locale, Stefano è stato per diversi anni allenatore dei ragazzi della società bustese e tra gli organizzatori della Tre Sere Ciclistica di Busto Garolfo.

    Il Memorial che porta il suo nome diventa così un momento non solo sportivo ma anche di memoria e di riconoscenza verso chi ha dedicato tanto al ciclismo giovanile.

    A contendersi il titolo provinciale saranno gli esordienti e gli allievi, sia maschili sia femminili, con partenza alle ore 15.30 dal velodromo comunale Battaglia di via Cellini 22 a Busto Garolfo. Il ritrovo per gli atleti è fissato alle ore 14 nello stesso impianto.

    «Per noi il Memorial Stefano Martolini è un appuntamento che va oltre lo sport. Stefano è stato un amico, un allenatore e un punto di riferimento per tanti ragazzi che si sono avvicinati al ciclismo grazie alla sua passione e alla sua dedizione», ha dichiarato Marino Fusarpoli, presidente della S.C. Busto Garolfo A.D.S. «Ricordarlo con una giornata che porta il suo nome significa tenere viva la sua presenza e il suo insegnamento. Il fatto che questa manifestazione coincida anche con il campionato provinciale ci rende orgogliosi, perché unisce il valore agonistico al valore umano. Siamo felici di vedere tanti giovani corridori e le loro famiglie ritrovarsi a Busto Garolfo per una vera festa del ciclismo, nel segno della memoria e della comunità».

    Ricordo condiviso anche dal presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi, che sostiene la manifestazione sportiva. «Il Memorial Stefano Martolini è una manifestazione che porta con sé un significato profondo: il ricordo e l’impegno delle persone non si esauriscono mai, ma continuano a vivere e a trasmettersi nelle nuove generazioni. Stefano ha dedicato tempo, passione ed energie ai ragazzi, e oggi quegli stessi valori li ritroviamo nella dedizione dei giovani allo sport. Come banca di comunità, crediamo che lo sport giovanile sia una straordinaria palestra di vita, dove si imparano il rispetto, la fatica, la lealtà e la condivisione. Valori che sono alla base non solo dell’attività sportiva, ma anche del vivere quotidiano e del costruire insieme una società più forte e più unita».

    La giornata proseguirà poi con le gare dedicate ai giovanissimi, sempre maschili e femminili, impegnati nel 41° Trofeo Nino Rosardi, valido per la giornata del ciclismo milanese. Il ritrovo per queste categorie è previsto alle ore 16.30 al velodromo, con start delle competizioni alle ore 18.00. In programma le prove sprint per G1, G2 e G3 e le prove scratch per le categorie G5 e G6.

  • Magenta: ripartono i corsi per tutti con il Fukai Karate nella palestra di via Caracciolo

    Magenta: ripartono i corsi per tutti con il Fukai Karate nella palestra di via Caracciolo

    L’associazione sportiva dilettantistica Fukai Karate di Magenta organizza, dal mese di settembre, corsi di Karate-Go Shotokan Ryu per bambini e bambine, ragazzi, adulti, presso la palestra della scuola primaria Giovanni XXIII, con entrata in via Caracciolo, tutti i martedì e venerdì. I corsi saranno organizzati come segue:

    Dalle ore 18,00 alle ore 18,40 (bambini e bambine 5 e 7 anni)
    Le lezioni di queste fasce si basano essenzialmente su una attività motoria di base con mirate attività ludico-sportive specifiche per i piccoli atleti dove la componente “gioco-karate“ sarà predominante. Si effettuano percorsi motori di varie difficoltà e giochi di abilità a squadre, indispensabili per una corretta formazione del piccolo studente.

    Dalle ore 18,30 alle ore 19,15 (bambini e bambine 7 e 9 anni)
    Le lezioni di queste fasce si basano essenzialmente su una attività simile a quella precedente ma con l’inserimento di qualche approfondimento delle tecniche del karate.

    Dalle ore 19,00 alle ore 20,00 (ragazzi di qualsiasi livello tecnico e adulti agli inizi della pratica)
    Le lezioni saranno impostate su attività dove la componente sportiva del karate sarà predominante. Si eseguiranno specifici esercizi ginnici per migliorare sia la coordinazione motoria sia la velocità esecutiva degli spostamenti, caratteristica importante per praticare correttamente la disciplina karate.

    Dalle ore 20,00 alle ore 21,00 (ragazzi e adulti di livello medio e alto)
    Studio completo e approfondito del karate tradizionale con metodologie moderne di lavoro.
    Approfondimento delle tecniche del karate specifiche per la difesa personale.
    (Eventuali spostamenti di fascia oraria saranno concordati con la Direzione Tecnica dei corsi)
    Lezioni prova a tutti gli interessati – Ampio parcheggio
    Info 338 7771140 fukaikaratemagenta@gmail.com www.fukaikaratemagenta.it

  • Formula 1: Calderoli, a Monza genera 200 mln indotto, tenuto in calendario grazie a Lega

    Formula 1: Calderoli, a Monza genera 200 mln indotto, tenuto in calendario grazie a Lega

    “Il Gran Premio di Formula 1, che si disputerà domenica a Monza, dove sono attesi più di 300mila spettatori, genererà un indotto da 200 milioni di euro secondo le stime del centro Studi di Confcommercio Milano, Lodi e Monza e Brianza, con 63 milioni spesi per gli alloggi, 58 per lo shopping, 31 per la ristorazione, 29 per i biglietti e 11,6 per i trasporti. Uno straordinario flusso di denaro che ricadrà sul territorio monzese e lombardo, coinvolgendo diversi settori, dal commercio ai servizi al turismo. Ritengo sia doveroso ricordare che abbiamo la possibilità di continuare ospitare questo grande evento sportivo grazie soprattutto al lavoro costante, quotidiano, della Lega al Governo nazionale e regionale, grazie all’impegno e alla spinta politica nel corso di questi anni del ministro Matteo Salvini, degli altri ministri della Lega, e dei governatori leghisti, prima di Roberto Maroni e poi di Attilio Fontana”.

    Lo dichiara il Ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie, sen. Roberto Calderoli

    “Ricordo tra l’altro-aggiunge Calderoli -che appena un anno fa e’ stato prolungato l’accordo con l’organizzazione del Mondiale di Formula 1 per ospitare il gran premio a Monza fino al 2031, un altro grande risultato ottenuto grazie al lavoro in sinergia delle istituzioni nazionali e locali. Dal Governo alla Regione Lombardia fino al territorio tutti hanno lavorato per mantenere Monza nel calendario del Mondiale di F1, facendo squadra con l’Aci e la Sias, per raggiungere questo straordinario risultato. W il GP di Monza!”, dice Calderoli.

  • Gp Monza 1975, Piero Lardi Ferrari ricorda Niki Lauda

    Gp Monza 1975, Piero Lardi Ferrari ricorda Niki Lauda

    “È stata una combinazione di istinto e fiducia. Clay Regazzoni aveva detto a mio padre che Niki aveva un talento straordinario e una sensibilità fuori dal comune. Poi arrivò il Gran Premio di Monaco: Niki fu eccezionale al volante di una monoposto che non poteva competere con i top team”.

    Il vice presidente della Ferrari, Piero Ferrari, ricorda Niki Lauda, in occasione del Gran Premio d’Italia, in cui la scuderia di Maranello celebrerà i 50 anni dal primo titolo mondiale di Niki Lauda. “Cosa convinse suo padre a puntare su questo giovane austriaco quasi sconosciuto, nel 1974? Mio padre seguì quella gara da Fiorano e decise subito che valeva la pena puntare su di lui. Ripensandoci oggi, è incredibile come una decisione così semplice, basata sull’istinto e su una corsa vista in TV, abbia cambiato la storia della Ferrari”.

    Lei era a Monza il 7 settembre 1975, quando Niki conquistò il suo primo titolo mondiale. Qual è il ricordo più vivido di quella giornata?, la domanda dal sito Ferrari. “Non dimenticherò mai quell’atmosfera – ricorda Piero Ferrari – Clay Regazzoni vinse la gara e, con Niki terzo al traguardo, avevamo la certezza matematica del titolo. Dopo il podio, Niki ed io ci abbracciammo e ricordo di aver desiderato che quel momento non finisse mai. Non fu solo una vittoria per la Ferrari; fu l’inizio di una nuova era, e per me ebbe un valore profondamente personale, come festeggiare con l’amico di una vita”.

    Lauda era conosciuto come “il computer umano”, ma dai suoi ricordi emerge un lato molto diverso. Com’era lontano dalla pista? “Era brillante – conclude Piero Ferrari – ma anche divertente, spensierato e pieno di vita. La sera uscivamo spesso a cena a Modena, tra risate, scherzi e persino scommesse sui risultati dei Gran Premi. Chi perdeva pagava per tutti. Dietro la sua precisione e disciplina, c’era un ragazzo che amava la vita e l’amicizia. È questo il Niki che porterò sempre con me”.

  • SOI Inveruno, verso l’ottantesimo con un’offerta sportiva “all inclusive”

    SOI Inveruno, verso l’ottantesimo con un’offerta sportiva “all inclusive”

    Con il claim “Scopri il tuo talento e vivi la passione per lo sport con noi” si apre ufficialmente la stagione sportiva 2025/2026 della SOI Inveruno, che si conferma una delle realtà più radicate nel territorio, capace di offrire un’ampia proposta sportiva per tutte le età, dai bambini fino agli adulti.

    Gli allenamenti e le competizioni dei tre settori principali – Atletica, Basket e Volley – si svolgeranno anche nelle palestre di Furato e Mesero oltre che naturalmente presso le nuove strutture di Inveruno che includono anche una nuova area a disposizione degli atleti, attrezzata con macchinari specifici per il potenziamento muscolare e la riabilitazione (foto). Per l’atletica gli iscritti avranno a disposizione inoltre la pista comunale di Castano Primo, altro punto di riferimento importante della zona sia per l’allenamento che per le competizioni organizzate direttamente dalla società gialloblu, grazie all’ottimo rapporto con la GS Castanese.

    Il calendario degli allenamenti, distribuito dal lunedì al venerdì in diverse fasce orarie, è pensato per venire incontro alle esigenze di tutte le famiglie. La società si rivolge ai più piccoli con corsi di avviamento allo sport, ai ragazzi con percorsi di crescita tecnica e formativa e agli adulti con attività agonistiche e amatoriali, favorendo così un’offerta davvero inclusiva.

    La nuova stagione conferma alcune unicità e vantaggi per chi sceglie di entrare a far parte della grande famiglia SOI, grazie all’offerta sportiva “all inclusive” che comprende, tra l’altro, l’assicurazione e i costi di iscrizione a tutte le competizioni, atletica inclusa. Inoltre, durante il mese di settembre, sarà possibile partecipare a un periodo di prova gratuito, previa presentazione del certificato medico, così da vivere da vicino l’esperienza e lo spirito che caratterizzano la SOI.

    La stagione che parte in queste settimane sarà molto importante anche perché sarà quella che porterà ai festeggiamenti degli 80 anni di attività della società sportiva gialloblu, fondata nel 1946.

    Con oltre 500 tesserati e una lunga tradizione di impegno sportivo ed educativo, la SOI Inveruno rappresenta oggi un punto di riferimento per lo sport nell’Alto Milanese. La stagione 2025/2026 si apre dunque come un’occasione speciale per scoprire e coltivare il proprio talento, condividendo passione, amicizia e valori attraverso lo sport.

    Foto: Nuova area potenziamento e riabilitazione

  • Cresce il “Progetto giovanile basket di Vigevano”

    Cresce il “Progetto giovanile basket di Vigevano”

    Prende sempre più forma il “Progetto giovanile basket di Vigevano”, iniziativa ideata dalla Nuova Pallacanestro Vigevano 1955 in collaborazione con Comune di Vigevano, ASDBT Congregatio Altae Turris e Basket Club Trecate, giunta al secondo anno di vita, con lo scopo di creare sotto l’egida della società ducale un settore giovanile in un tessuto sociale dove la pallacanestro è religione, partendo dal mondo della scuola primaria, per far conoscere e insegnare la pallacanestro a ogni età.

    Alle tre società già coinvolte si aggiungerà il Basket College Novara guidato da Andrea Delconte, che ha aderito con entusiasmo ad una proposta che si sviluppa all’insegna della reciprocità e della cooperazione e prevede l’organizzazione di iniziative a carattere informativo, educativo, ludico-sportivo e agonistico, con l’obiettivo di ottenere uno strumento per l’educazione dei giovani, promuovendo valori come come il rispetto, l’etica sportiva, la perseveranza e l’impegno.

    Tutte le novità programmate per il futuro verranno illustrate nel corso di un incontro con la stampa in programma giovedì 4 settembre alle ore 18.00 presso la sala stampa del palaELachem, alla presenza del Presidente di Vigevano 1955 Marino Spaccasassi, del Presidente di ASDBT Congregatio Altae Turris Marco Merlotti, del presidente del Basket Club Trecate Giovanni Baraggini, del presidente di Basket College Novara Andrea Delconte e di Lorenzo Bruni, responsabile tecnico del progetto. L’incontro verrà trasmesso in diretta sul canale youtube di Vigevano 1955 all’indirizzo https://www.youtube.com/@Vigevano1955, dove basterà iscriversi ed entrare nella sezione “live”.