Categoria: Sport

  • Caso Sinner, facciamo chiarezza

    Caso Sinner, facciamo chiarezza

    Potremmo fare i tifosi, magari quelli che sul carro del tennis ci sono saliti solo ora che, dopo decenni di pane duro, le vacche azzurre sono grasse come mai prima d’ora. Quelli che un quindici l’hanno visto per sbaglio solo ora che Jannik Sinner alza un trofeo dietro l’altro e che, avendo compreso poco dello sport che fu di Bill Tilden, ragionano (con la s davanti) da tifosi della peggior specie, quelli calcistici. Dove, più che l’amore per lo sport al di sopra dei suoi protagonisti, c’è il disprezzo dell’avversario e per chi non la pensa come loro. Quindi, potremmo raccattare like a valanga difendendo ad oltranza il campione altoatesino, secondo il principio per il quale la miglior difesa resta l’attacco e dando addosso a chiunque si faccia venire un sospetto in merito alla brutta vicenda doping che lo ha coinvolto.

    Noi di TicinoNotizie.it, però, non vendiamo tappeti, ci occupiamo di tennis da quando un italiano al secondo turno di uno Slam lo si festeggiava come un evento irripetibile e, soprattutto, abbiamo altri modelli di tennisti per i quali spellarsi le mani. Nei limiti del possibile, quindi, proviamo ad essere neutrali, raccontando ciò che sappiamo senza fare i democristiani, pratica diffusa e che non amiamo. Allora, cosa sappiamo? Jannik Sinner è risultato positivo a due controlli un anno fa, marzo 2024, per l’ormai noto Clostebol che, in sintesi, è uno steroide anabolizzante che la WADA, del cui operato avremmo comunque molto da obiettare, include nelle sostanze proibite, perché – lo dicono i dottori – migliora le prestazioni sportive. Usato dai comuni mortali per lesioni sulla pelle, pare faccia aumentare la massa muscolare e agevolare il processo di recupero, e in ragione di ciò, non lo si può usare. Un aspetto assai dibattuto, poi, è quello della misura. Sembra che la quantità rinvenuta dalle analisi sia modesta e la sentenza, a riguardo, definisce “bassa” la concentrazione nelle urine. Per spiegare il motivo, l’entourage del numero al mondo ha fatto leva su due aspetti: quantità, appunto, e casualità.

    La gestione dell’antidoping spetta alla ITIA che, senza preavviso, ha facoltà di pizzicare i tennisti per i suoi controlli. Rilevata la positiva, quindi, si avvale di tribunali sportivi i dipendenti, e chissà che voglia dire, chiamati ad esprimersi. ITIA che, facendo buona la tesi della non responsabilità diretta dell’atleta ha assolto Sinner. La tesi difensiva, infatti, è quella della contaminazione figlia di un errore del fisioterapista, reo di aver massaggiato l’assistito senza guanti e con le mani sporche del farmaco usato in precedenza dallo stesso fisioterapista per curarsi un taglio ad un dito. Per carità, tutto può accadere in questa vita, ma quella che si è fatta è la seguente ricostruzione. Un professionista a libro paga del più forte giocatore al mondo e non un neolaureato alle prime armi, consapevole di quanto sia delicata la faccenda doping che impone agli atleti una vita monastica e controllata oltre la paranoia, utilizza un prodotto con impressa la scritta ‘doping’ a carattere cubitale (tutti ne abbiamo vista una analoga sulle confezioni di qualche farmaco), se la spalma sulle mani, non indossa guanti e massaggia il suo assistito che, presentando piccole ferite ai piedi, dà modo al farmaco di lasciare una piccolissima traccia nelle sue urine.

    Ricostruzione tecnicamente possibile con la percentuale di accadimento che non è bulgara ma, sì sa, a volte la sfiga ci vede davvero lungo. Gli aficionados di lunga data, allora, potrebbero rivalutare la famosa contaminazione da tortellino killer che portò agli onori della cronaca l’inconveniente di Sara Errani, alla quale credettero pochino, perché tra le due tesi difensive è forse quella più probabile ed è davvero tutto dire. Occasionale, dunque, e pure irrisoria. Non abbiamo modo di dubitare che, effettivamente, al momento del test la percentuale di Clostebol fosse quella dichiarata, Tuttavia, ciò che dovrebbe far alzare un minimo le antenne è che, quest’ultima, non sia una quantità nell’organismo costante nel tempo e, pertanto, tutto sta a quando la ricerca venga fatta. Da non medici, qui di, è lecito pensare che se ne avesse assunto un bidone giorni o settimane prima, probabilmente il suo corpo, qualora anticipatamente indagato, ne avrebbe palesata una risultanza maggiore. Che poi, più precisamente, ad essere stato rilevato è un metabolita, sostanza prodotta mentre il farmaco viene progressivamente degradato durante il metabolismo. In altri termini, lo si può trovare anche in assenza di tracce dello steroide, una sorta di cartina al tornasole.

    Tornando all’iter, l’ITIA in estate assolve Sinner perché non ne riconosce l’intenzionalità, insomma non poteva sapere cosa passasse nella mente del fisioterapista. Che ci sta, per carità, ma non è questo il nocciolo. È il resto ad essere, appunto, accadimento a percentuale ridotta. A non essere di quell’avviso, però, è la WADA che sceglie la via del ricorso perché, dicono, vale il dogma per il quale l’atleta è responsabile del suo staff. Tempistica del ricorso metà aprile 2025, ma non ci si arriva perché gli avvocati dell’azzurro, fatti evidentemente due calcoli, patteggiano i ben noti tre mesi di stop che non compromettono i futuri Slam e, altresì, non portano alla revoca dei trofei vinti da marzo 2024 in qua. Senza accordi, l’eventualità peggiore sarebbe stata, ma infatti, quella di scomodare il CAS. Una roulette russa: piena assoluzione o un anno (o più) di stop. Allora, meglio tre mesi e tutti d’accordo in una sorta di condono che chiarisce quello che si vuole essere chiarito.

    Ogni caso ed ogni sentenza fanno ovviamente storia a sé, non siamo tanto sprovveduti da non pensarlo, ma quella che capitò al ciclista Agostini una decina d’anni fa, tanto per fare un parallelismo, assomiglia molto all’attualità ma al netto della pena. Due anni e carriera abortita per lui, ma si sa che i ciclisti sono sempre un po’ più colpevoli degli altri. Oltre al fatto che gli avvocati scaltri costano una marea di soldi che un pedalatore gregario difficilmente può mettere da parte. Noi, però, ricordiamo. I giornalisti e gli addetti ai lavori, che oggi fanno da scudo umano a Sinner elevando barricate a priori, all’epoca Agostini lo massacrarono brutalmente alla stregua di un criminale. Tanto che finì per appendere la bicicletta al chiodo. Eppure il Clostebol non è cambiato, come non è cambiata, a quanto pare, la consuetudine di abbracciare preferentemente le cause dei potenti, una cosa vecchia come il mondo.

    Ad una pattinatrice spagnola, per fare un altro po’ di storia, furono comminati sei anni, tanto per dire. Lei, raccontando la causa dell’assunzione del farmaco, non fu minimamente creduta. Considerato quanto talvolta sia facile addurre motivazioni bizzarre ma convincenti, chissà cosa deve aver detto a suo tempo la pattinatrice per fare incazzare a tal maniera la WADA. La chiusura del caso Sinner – che, detto a scanso di equivoci stravince sul campo per manifesta superiorità, lo ribadiamo, non ci piace. Perché, a nostro personale avviso che non ha la pretesa di essere quello di tutti, puzza di due cose fastidiose. Una, la peggiore, che la legge è uguale per tutti ma palesemente un po’ più uguale per i ricchi. Due, e non è trascurabile nemmeno questa, che la chiusura del cerchio in salsa democristiana, quella che non scontenta nessuno e in particolare i padroni, è l’ennesimo precedente destinato a future repliche. Nella sua banalità espressiva, Zverev, uno dei pochi colleghi a non essere omertosi nella circostanza, ha fatto notare che tre mesi sono egualmente ingiusti; sia nel caso di non colpevolezza, troppi, che in caso di colpevolezza, pochi. Comunque, sbagliati. Colpevole o innocente non è dato sapersi, la fine di una storia buttata in vacca.

    La questione antidoping, per finire, ha tre complesse caratteristiche intrinseche che la caratterizzano, ragion per cui lasciamo ad altri maggiormente esperti lo spiegone più generale. Inquadramento, complessità scientifica e limiti di applicabilità. Che, insieme agli interessi economici, immancabili dove girano valanghe di soldi, fanno sì che nel 99,9 per cento dei casi rasenti la burla. E, cosa ancor più pruriginosa, dà modo a troppa gente, quella che prima si rischiava di incontrare solo al bar, che senza mai essersi occupata di sport riduce questioni serie a stupido tifo da soccer. Per i quali i Sinner del mondo sono, a prescindere, dal lato giusto della ragione. Magari perché salutano sempre.

  • Italrugby, i galletti francesi sono troppo forti: che imbarcata..

    Italrugby, i galletti francesi sono troppo forti: che imbarcata..


    Partita difficilissima da interpretare, perché da ogni angolazione la si osservi ne esce un quadro differente. A basarsi sullo score, in realtà, ci sarebbe ben poco da commentare: undici mete a tre, a questi livelli di eccellenza, è ciò che si dice una mattanza. Dopo un avvio coraggioso, incoraggiante e pure un po’ sfortunato, su Roma si è abbattuta la marea dei Blues e per sull’Italia la notte è calata anzitempo. Tuttavia, limitarsi a guardare il tabellone è roba da imbucati nel salotto del rugby e, allora, per prima cosa c’è da dire che l’Italia ha incontrato la Francia che, per le nostre intrinseche caratteristiche strutturali, è ciò che di peggio possa accadere.

    I cugini, quelli del rugby color Champagne, uniscono fantasia, velocità di pensiero, competenza rugbistica e pure chili nei raggruppamenti, ed il mix di tutto ciò significa la possibilità di sfruttare il motore di una Ferrari con la corazza di un tank. Orchestra ipersonica, la loro, che viaggia alla velocità del suono e la cui musica è decisamente più rock che classica. Solo una, pertanto, la strategia utile per tentare di arginare una simile macchina da guerra. Rallentare con ogni mezzo lecito il gioco, addormentare la partita, farne una battaglia casa per casa. Nel fango, possibilmente. Lo sanno bene gli inglesi, mica i georgiani, che nell’ultimo match hanno sorpreso i transalpini al termine di una partita giocata più per depotenziare l’avversario che per far emergere le proprie virtù. Winning ugly – per dirlo alla Brad Gilbert, il noto guru tennistico – al punto da levare ai francesi, minuto dopo minuto, ogni certezza, fino all’incepparsi di un meccanismo sulla carta perfetto.

    Noi, purtroppo, non siamo l’Inghilterra, la coperta è troppo corta per imbastire quel tipo di match in trincea ed assurgere a granello di sabbia nel meccanismo e, allora, Quesada deve aver pensato che tanto valesse giocare a testa alta, provando a rispondere colpo su colpo in campo aperto. Velocità e ribaltamento di fronti, forti della serenità conseguita grazie alla risicata vittoria contro il Galles comunque allo sbando di due settimane fa. La scelta, a metà tra lo spettacolare coraggio e l’incoscienza, ha avuto due esiti antitetici, racchiusi in un solo match. Proviamo a separare.

    Il primo, quello positivo, è per noi di aver saputo riproporre scampoli del gioco alla mano arioso e frizzante già esibito durante la gestione Crowley e, in parte, nello scorso Sei Nazioni. La relativa facilità di creare occasioni di attacco. Gioco che nei primi due incontri di questo torneo è letteralmente sparito dai radar, tutto appannaggio di un mood sparagnino e utilitaristico che ci ha consentito di evitare l’imbarcata in Scozia e, appunto, di infilzare i derelitti dragoni gallesi, marcando due sole mete in due match. Ieri, chi lo nega è in malafede, le trame offensive azzurre hanno prodotto situazioni financo entusiasmanti, tradotte da tre marcature di una certa fattura ed una quarta (che avrebbe significato il punto di bonus offensivo, specialmente quella di Gesi) sfiorata a più riprese. Una meta in prima fase, come quella meravigliosa finalizzata da Menoncello, inoltre, è qualcosa che i francesi non concedono mai troppo volentieri, perché sintomatica di amnesie difensive indotte anche dalla bravura degli avversari e in termini di bilancio significa molto per gli azzurri.

    Il secondo, quello negativo, è stato il palesarsi della differenza abissale di cilindrata che ci separa ancora oggi dalla Francia. Francia che, va detto, può esibire un movimento in patria che consta di tesserati e, soprattutto, di euro che noi ci possiamo scordare. Il mismatch, in soldoni, per l’intelligenza artificiale è di quelli persi in partenza. Provando noi a fare la Francia, infatti, con quest’ultima messa nelle condizioni ottimali per sprigionare tutti i suoi cavalli, alla lunga ci ha sbattuto sul muso la differenza mortificante di lignaggio che ci separa. Con il match, un assolo transalpino in versione Playstation, che ha finito per farci sembrare ancor meno competenti di quanto realmente possiamo vantare con cognizione di causa. Insomma, per indossare noi l’abito della festa, abbiamo consentito ai cugini di tirare fuori dall’armadio il frac lavato e stirato. Risultato, cinquanta punti di scarto in un tabellone, ahinoi, quasi cestistico.

    Fa sorridere l’idea di scomodare l’arbitraggio con un divario simile, ma almeno una meta attribuita ai francesi in situazione di equilibrio (o quasi) grida vendetta, ma siamo tutti gente di rugby e accettiamo con dignità l’ennesimo pagamento di pedaggio alla legge del più forte. Ma tant’è. Tornando alla partita ed alle sue istantanee meravigliose, ieri in campo s’è visto un marziano. DuPont, infatti, non gioca a rugby, lo insegna, ed averlo ammirato da vicino è davvero una fortuna sfacciata. Teoricamente, il francese sarebbe il mediano di mischia della squadra ma Antoine, nell’arco dello stesso incontro, assume tre o quattro ruoli differenti con la medesima competenza e manualità. Definizione plastica, DuPont, di poliedricità applicata al rugby, anzi allo sport tout court; uno che sta alla palla ovale come Jordan stava a quella a spicchi. Un ragazzo epocale, insignito ieri del titolo scontato di Man of the match.

    Tirando le somme, il post partita, per chi si sforza di fare sempre un passo oltre al risultato che vale fino ad un certo punto, è una guerra interiore tra la voglia di rimproverare i nostri per un’interpretazione troppo all’arma bianca al cospetto dei giocolieri per desossiribonucleico, almeno in relazione alla nostra competenza contingente, e quella di applaudire lo spirito offensivo azzurro, tradotto da giocate nei ventidue avversari perfettibili ma ricche di qualità individuali e di team. E chi continua a rimarcare gli errori individuali difensivi azzurri quasi con scherno, tradotto si intende i placcaggi sbagliati, dovrebbe sapere che quasi ottantacinque per cento di positività, su questi palcoscenici, è un buon numero e che, soprattutto, se si placca per necessità il doppio degli avversari in condizioni di apnea l’errore è fisiologico, oltre che dietro l’angolo, anche per califfi come i nostri Negri, Brex, Cannone e via dicendo. Gente di assoluta competenza che in un pomeriggio ha dovuto placcare quanto un pari ruolo francese farebbe in tre partite o più.

    Adesso, nemmeno il tempo di leccarsi le ferite, è già tempo di sfida all’Inghilterra. Altro test terribile nel quale saremo chiamati a reagire a questa scoppola dolorosissima ma con la tranquillità di chi il Sei Nazioni lo chiuderà con una certezza dettata proprio dai crismi del rugby. Uno sport crudo, nel quale non ci si inventa nulla e dove, salvo rarissimi miracoli, a vincere è sempre il più forte. Al più debole, però, l’onere inesausto di dare di sé la migliore versione possibile. Risaputo, del resto, che il popolo suo generis del rugby è ammaliato dal ‘quanto’ ma ancora di più dal ‘come’. Ieri gli azzurri, con buona pace dei detrattori occasionali, l’hanno fatto al cospetto di una compagine che, nelle giornate di grazia, è sinonimo di abbacinante bellezza e concreta spavalderia ed è giusto rendere il merito. Duole ammetterlo, i cugini fanno ancora tutto un altro sport. Si chiama sempre rugby, ma la velocità di pensiero transalpina, che si traduce in mani che si trovano al buio e occhi che non hanno bisogno di guardarsi, lo fa sembrare arte. Roba da Louvre.

  • Calcio, Serie D. Il Magenta torna alla vittoria, corsaro sul campo della Castellanzese

    Calcio, Serie D. Il Magenta torna alla vittoria, corsaro sul campo della Castellanzese

    Segnatevi bene questa data: domenica 23 febbraio 2025. Già perchè oggi il Magenta ha conquistato la prima vittoria di questo soffertissimo inizio d’annata. La gara del ‘Provasi’ dopo le ultime scialbe prestazioni, non lasciava presagire nulla di buono. I ragazzi di Mister Lorenzi parevano in caduta libera. In modo per certi versi inspiegabile, visto che cosa avevano fatto vedere a dicembre. E invece no: oggi è arrivato il classico colpo d’ala. Che può rilanciare le aspettative della compagine del Presidentissimo Cerri, se non in chiave salvezza, quanto meno, in prospettiva Play Out. Ad oggi la salvezza è a 7 punti, ossia, quota 33, quanti ne hanno Crema e Sangiuliano City.

    Forse, è servito anche da ‘tonico’ il chiarimento – ci teniamo a rimarcalo, del tutto cordiale e più che mai civile nei torni garbati – avuto in questi giorni tra il presidente e una delegazione del Gruppo Storico, gli ‘irriducibili’ giallobù che anche oggi hanno offerto una prova superba sulle tribune a Castellanza.

    Un retroscena di cui eravamo a conoscenza, ma che proprio per non creare pressione ulteriore attorno alla squadra, abbiamo voluto rivelare solo oggi a vittoria conquistata.

    E’ stato una sorta di ‘patto di ferro’ siglato tra club e tifosi. Perché i ragazzi e mister Lorenzi, vogliamo dare tutto, fino all’ultima goccia di sudore, per conquistare la salvezza. Così come i tifosi staranno accanto alla squadra a prescindere dai risultati. Vogliono solo vedere quella ‘garra’ che oggi al ‘Provasi’ si è vista in abbondanza. Dunque, bene avanti così. Con un presidente tifoso che ci ha messo tanti ‘soldini’ e una smisurata passione per il Magenta Calcio e che era il primo ad esser costernato per questa moria di risultati.

    Ma veniamo alla gara di oggi. Magenta che parte bene determinato e che dopo poco più di 10 minuti è già in vantaggio con Toldo. La punta è arrivata nelle ultime settimane dalla Pro Sesto. Quindi, Gatelli assesta su calcio di rigore al 15 esimo il classico uno due che stende la Castellanzese che prima di questa gara sopravanzava il Magenta di 6 punti.

    I gialloblù devono subire il ritorno dei padroni di casa che al 20′ esimo del primo tempo, anche loro su calcio di rigore, accorciano le distanze con Chessa.

    Chiude definitivamente i conti ancora Toldo al secondo minuto della ripresa. E’ il gol che suggella la vittoria e che chiude virtualmente la partita con una bel 3 a 1 fuori casa per le Aquile.

    Alla fine è grande festa in campo e sulle tribune. Dopo questa giornata si avvicina anche il Fanfulla fermo a 28 punti che è caduto per 2 a 1 sul campo della Casatese Merate. Sempre a 29 c’è la Nuova Sondrio oggi sconfitta per 2 a 0 dal Vigasio.

    Neanche a farlo apposta i lodigiani e il Sondrio saranno i prossimi avversari del Magenta. Due gare assolutamente decisive per indirizzare la stagione in un modo o nell’altro. Più nel dettaglio, domenica 2 marzo il Magenta scenderà in campo a Sondrio. Mentre la settimana successiva toccherà ai gialloblù ospitare il Fanfulla.

    Da segnalare dietro la sconfitta tiratissima dell’Arconatese sul campo del Ciliverghe per 3 gol a 2. Senz’altro il pareggio sarebbe stato per il Magenta il risultato migliore. Invece, così il Ciliverghe resta appaiato al Magenta a quota 26 punti, mentre l’Arconatese resta ultima staccata a 22 punti ma in una fase di forma comunque buona.

    F.V.

    (nelle foto, sopra il Gruppo Storico al seguito, sotto la rifinitura prima della partita di oggi)

  • It’s your vibe, è lo slogan di Milano Cortina 2026

    It’s your vibe, è lo slogan di Milano Cortina 2026

    “IT’s Your Vibe” sarà il cuore pulsante dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali, rappresentando un innovativo sistema di comunicazione destinato a diventare centrale per Milano Cortina 2026.

    I Giochi 2026 saranno, infatti, una grande esperienza condivisa che celebra l’energia, la passione e la connessione tra le persone. Per dare voce a questo spirito, per la prima volta nella storia dei Giochi Olimpici e Paralimpici, è stato scelto un motto dinamico e generativo, che non è semplicemente una frase ma un ecosistema che si adatta a ogni storia e a ogni emozione, e che riesce a rendere protagonisti, attraverso “IT’s Your Vibe”, tutti coloro che amano i Giochi.

    Il motto di Milano Cortina 2026 è quindi un concetto dinamico, modulare e versatile che si adatta a ogni momento e a ogni storia che questi Giochi racconteranno: può celebrare il talento degli atleti e trasformarsi in “IT’s Talent – IT’s Your Vibe”; evidenziare la creatività e l’innovazione diventando “IT’s Creativity – IT’s Your Vibe”; oppure trasmettere l’energia e le emozioni che rendono questi Giochi indimenticabili con “IT’s Energy – IT’s Your Vibe”.

    Ma “IT’s Your Vibe” è molto di più: IT simboleggia l’Italia e, allo stesso tempo, anche Milano Cortina 2026. I suoi valori, il suo stile e il suo dna.

    Un motto che si declina anche sui territori che ospiteranno i Giochi (IT’s Milano – IT’s your Vibe, IT’s Cortina – IT’s your Vibe), sugli sport (IT’s Figure Skating – IT’s your Vibe, IT’s Para Alpine skiing – IT’s your Vibe…) e sui valori.

    L’obiettivo è quello di mettere le persone al centro dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Ovunque verrà utilizzato, questo motto diventerà un simbolo di unione, capace di coinvolgere tutti sotto un’unica grande vibrazione: quella di Milano Cortina 2026. Ogni individuo, in qualsiasi parte del mondo, potrà riconoscere in questi Giochi qualcosa di proprio, qualcosa che trascende la competizione sportiva per diventare una vera e propria celebrazione globale.
    Perché questi Giochi sono il frutto del contributo di tutti, arricchito dalle emozioni e dalle connessioni che uniscono le person

  • Calcio, Serie D. Il Magenta domenica 23 per l’onore contro la Castellanzese

    Calcio, Serie D. Il Magenta domenica 23 per l’onore contro la Castellanzese

    Il Magenta dopo la sequela di scoppole ricevute prova a ripartire domenica 23 febbraio dallo Stadio Giovanni Provasi di Castellanza. Dove alle 14,30 scenderà in campo contro la Castellanzese per la 29 esima giornata del campionato di Serie D, girone B.

    Certo, l’ultimo cinque a uno casalingo subito contro la Casatese Merate lanciata in zona Play Off ha lasciato molto scorie.

    I tifosi chiedono impegno e non rassegnazione. Vogliono vedere quella ‘garra’ che dopo l’ottimo dicembre non si è più vista con il 2025.

    Per questo la ‘piazza’ pensava che ci sarebbe stato il cambio sulla panchina di Lorenzi. Una sorta di tentativo, forse tardivo, per dare una sferzata di vitalità a chi va in campo.

    E invece no. Nessun cambiamento e per la verità anche pochissima voglia di parlare. Onestamente il Magenta Calcio non è un club che comunica molto. Così anche questi giorni sono passati secondo la consegna del silenzio a livello di vertici societari.

    A parte un post su Facebook che in parte dovrebbe far ben sperare sulla voglia di rivalsa dei Magentini:

    “Siamo pronti a lavorare sodo, a dare il massimo e a migliorarci sempre. Oggi la nostra prima squadra tornerà in campo per allenarsi nel nostro centro sportivo con ancora più determinazione, con l’obiettivo di dare tutto per questo progetto e lasciarsi alle spalle questo momento difficile. Noi continuiamo a crederci, ma abbiamo bisogno anche di voi!”

    Parole da cui il Magenta riparte e con lui anche la tifoseria. Alla fine la Castellanzese è avanti di soli sei punti a quota 29 che è anche la ‘zona di galleggiamento’ per cercar poi di evitare i Play Out. Ad oggi il rischio reale è la retrocessione diretta, però, se i gialloblù dovessero svegliarsi e inanellare un filotto positivo, allora, se ne potrebbe riparlare.

    Del resto con quella di domenica 23 ci sono ancora 10 partite da giocare, ovvero, 30 punti in palio. Tanti, anzi tantissimi per non lottare ….

    F.V.

  • Abbiategrasso, un’altra grande domenica di festa per l’Arc Rugby

    Abbiategrasso, un’altra grande domenica di festa per l’Arc Rugby

    Una società in crescita, sana, appassionata, entuasiasta, che attraverso lo sport sta dando un grande esempio, ad Abbiategrasso e in tutto l’Est Ticino: l’Arc Rugby Abbiategrasso, sodalizio sempre più presente in città (e non solo).

    Domenica 16 si è svolta la Festa del Rugby Under 12, un evento speciale organizzato dall’Arc Abbiategrasso Rugby, che ha voluto celebrare non solo lo sport, ma anche i valori fondamentali che lo rendono una vera scuola di vita. Sotto la guida del presidente Stefano Albini, la manifestazione ha unito atleti, famiglie e giocatori adulti, in un’atmosfera di allegria, spirito di squadra e solidarietà.

    Fin dalla sua fondazione nel 2018, l’Arc Abbiategrasso Rugby si è distinto per il suo impegno nel formare non solo ottimi giocatori, ma anche cittadini consapevoli. La società accoglie bambini a partire dai 4 anni, offrendo loro un ambiente educativo dove il rispetto, la lealtà e il coraggio sono insegnati sul campo e applicati nella vita quotidiana. L’esperienza del rugby, infatti, va ben oltre la tecnica: è un percorso di crescita personale che coinvolge tutte le età, dai giovani talenti agli adulti che continuano a correre con la palla ovale.

    Il rugby è uno sport dove la lealtà viene sempre al primo posto, e dove ogni partita diventa un’occasione per imparare e trasmettere valori fondamentali. Durante la Festa Under 12, questi principi sono stati messi in luce attraverso momenti di gioco, esercitazioni e attività di gruppo che hanno coinvolto l’intera comunità sportiva. L’evento ha sottolineato come lo sport, se vissuto con passione e impegno, possa rappresentare un potente strumento di aggregazione e crescita personale.

    Oltre alla celebrazione dei giovani talenti e dei valori sportivi, l’Arc Abbiategrasso Rugby ha dimostrato il suo forte legame con il territorio. In un gesto concreto di solidarietà, la società nei mesi scorsi ha donato generi di prima necessità alla sede operativa della San Vincenzo San Martino di Magenta, situata in via Santa Crescenzia. Questo contributo evidenzia come il rugby possa essere un ponte tra il mondo sportivo e quello sociale, offrendo supporto a chi ne ha più bisogno e rafforzando il tessuto della comunità.

    La Festa del Rugby Under 12 è stata molto più di un semplice evento sportivo: è stata una giornata in cui si sono fusi passione, educazione e impegno sociale. Grazie alla dedizione di tutti i componenti dell’Arc Abbiategrasso Rugby, guidati da Stefano Albini, il rugby continua a insegnare valori fondamentali, creando un ambiente in cui il gioco diventa strumento di formazione e aggregazione per tutte le età. Un esempio luminoso di come lo sport possa contribuire a costruire una società più unita e solidale.

    Complimenti al presidente Albini, a tutti gli atleti e alle loro famiglie. Complimenti sinceri.

  • La Milano Torino il 19 marzo: partirà da Rho, passerà da Magenta

    La Milano Torino il 19 marzo: partirà da Rho, passerà da Magenta

    E’ stata presentata ieri a Rho la 106^ Milano-Torino presented by Crédit Agricole. La corsa più antica del mondo, la cui prima edizione risale al 1876, partirà il prossimo 19 marzo da Rho per terminare dopo 174 km davanti alla Basilica di Superga.

    Le rampe finali, con la loro pendenza costante, hanno scritto pagine memorabili della storia della corsa. Da Contador a Roglic, da Valverde a Nibali, il recente albo d’oro è di primissimo livello. Svelata anche la lista dei team che saranno al via. Il percorso è sostanzialmente pianeggiante nella prima metà, ondulato con alcune asperità degne di nota nella seconda. Partenza da Rho per attraversare su strade pianeggianti l’alta pianura padana nella zona delle risaie toccando Magenta, Novara e Vercelli per portarsi quindi verso il Po solcando in perfetta pianura le risaie. Segue una parte ondulata lungo strade larghe e prevalentemente rettilinee fino a raggiungere il circuito finale.

    Dopo San Mauro Torinese si costeggia il Po in Corso Casale per salire alla basilica di Superga una prima volta (si devia 600 mt prima dell’arrivo) per scendere su Rivodora con una discesa impegnativa che riporta a San Mauro e quindi risalire fino all’arrivo con pendenze anche oltre il 10%.

  • Volley Novara: Sim Immobiliare ISSA non riesce a replicare contro Legnano

    Volley Novara: Sim Immobiliare ISSA non riesce a replicare contro Legnano

    La Sim Immobiliare ISSA ha affrontato, sabato 15 febbraio al PalaVolley di Legnano (MI), la partita del girone di ritorno del campionato di serie B1 nazionale contro G.S. FO.CO.L. Volley.

    L’incredibile vittoria di andata per le novaresi non ha però trovato lo stesso risultato: vince Legnano per 3 set a 1. Le atlete di Coach Daniele Adami hanno accennato un iniziale recupero con la vittoria del secondo set, ma senza riuscire a mantenere una costante presenza in campo.
    Risultati parziali: 25-19; 19-25; 25-19; 25-17

    Il campionato di B1 nazionale prosegue con una partita interna, sabato 01 marzo alle ore 17:30, alla Palestra Peretti di Corso Risorgimento 237 a Novara, in cui la Sim Immobiliare ISSA incontra Libellula Banca CRS di Cuneo.

    La serie C Hajro Tetti ISSA ha perso, sabato 15 febbraio a Caselle Torinese (TO), per 3 set a 1 nella partita di cartello contro Caselle Volley. Le atlete novaresi di Coach Simona Restuccia hanno provato il recupero con la vittoria del terzo set e un quarto set che le ha viste lottare punto a punto, non concretizzando però la positiva conclusione.
    Parziali: 25-19; 25-16; 22-25; 25-23

    Il prossimo appuntamento del girone di ritorno vede la Hajro Tetti ISSA impegnata, sabato 01 marzo alle ore 20:30, impegnata contro ZS CH Valenza alla Palestra Peretti di Novara.

    Le giovanili ISSA Novara hanno completato il fine settimana pallavolistico con la partita delle atlete dell’Under 13, sabato 15 febbraio, a Vercelli contro Unipolglass S2M Volley per il girone sedicesimi.

  • Vincenti il First XV del Rugby Parabiago, buone le prove di Cadetta e RP Women

    Vincenti il First XV del Rugby Parabiago, buone le prove di Cadetta e RP Women

    I tifosi presenti sugli spalti hanno davvero potuto gustare una bella partita ieri al Venegoni – Marazzini. Una prova convincente del Rugby Parabiago che ha portato i colori rossoblù a battere il Petrarca Padova – unica squadra ad aver avuto la meglio sui nostri nel girone d’andata – con il risultato finale di 44-22.

    I Galletti hanno controllato molto bene la partita e già nel primo tempo il risultato di 22-8 mostrava già una certa superiorità dei nostri.
    Nel secondo tempo, il continuo lavoro della nostra ottima mischia e la buonissima prova dei tre quarti, ottimamente guidati in regia dal Man of The Match Facundo Silva Soria, hanno portato alla vittoria finale.

    Ottimi gli innesti dalla panchina che hanno mantenuto alto il ritmo per tutta la gara, buonissima la fase difensiva, buono anche il tentativo di spaziare su tutto il fronte offensivo nelle fasi d’attacco. Una vittoria importante, che permette di mantenere il passo e conservare i punti di distanza dagli inseguitori, tutti a bottino pieno nei loro match. Complimenti al Petrarca che non ha mai mollato e ha mostrato davvero tanta resilienza durante tutta la partita.

    “Siamo sicuramente contenti di come ha risposto la squadra oggi – commenta l’Head Coach Daniele Porrino. È stata una partita ordinata e i giocatori hanno fatto tutto ciò che andava fatto. Ottima la concentrazione soprattutto nei primi minuti e nel primo tempo, dove siamo riusciti ad impostare quello che volevamo nel gioco, con una buona comprensione difensiva. Dobbiamo migliorare un po’ a livello di disciplina ma ci stiamo lavorando e siamo sulla strada buona.”

    Prestazione inappuntabile anche per la nostra squadra cadetta, nonostante il risultato finale abbia premiato il Calvisano per 24 a 19, come si evince dalle parole dell’Head Coach Juan Pablo Sanchez.
    “È stata una partita molto equilibrata. Il Calvisano è una bella squadra, solida, con una mischia pesante. Noi abbiamo fatto una grande partita in mischia chiusa e in generale i ragazzi hanno lottato fino all’ultimo minuto con grande carattere e attitudine. Eravamo riusciti a passare avanti nel risultato, ma purtroppo per un nostro errore gli avversari hanno fatto la loro quarta meta. A parte il risultato negativo, per noi è stata una partita positiva dal punto di vista della mentalità e anche del gioco. Continuiamo a lavorare con convinzione dei nostri mezzi.”

    Positivo il risultato delle Rugby Parabiago Women che si aggiudicano il match giocato a Monza con l’Amatori Union con il finale di 27-10, dopo una partita molto combattuta. Woman of the Match Elisa Frison, leader in campo con una prova esemplare. Ma non è piena la soddisfazione dello staff per quanto riguarda una prestazione un po’ sotto tono.

    “Come staff siamo contenti di aver ottenuto 5 punti in classifica, tuttavia la performance della squadra non è stata rappresentativa di come sappiamo giocare – dichiara l’Head Coach Nicholas Serra. Abbiamo incontrato un A&U Milano determinata ed aggressiva e non siamo stati in grado di rispondere alla loro mentalità, giocando individualmente al posto che collettivamente, precludendoci così molte opportunità che altrimenti avremmo potuto sfruttare a nostro vantaggio. Vorremmo più attitudine di squadra nel proseguo della stagione e lavoreremo con le ragazze per raggiungerla.”

    L’appuntamento per le Rugby Parabiago Women sarà ad Alessandria già la prossima domenica, quando le nostre ragazze incontreranno il Lyons Tortona. Per vedere in campo le nostre Seniores maschili si dovrà invece aspettare il primo weekend di marzo: il 1° marzo ci sarà la sfida fuori casa con Verona per il First XV, mentre domenica 2 la Cadetta sfiderà a Velate la squadra locale. Alé Para!

    IL TABELLINO
    Rugby Parabiago vs Rugby Petrarca 44-22 (22-8) Centro Sportivo Venegoni-Marazzini 16 febbraio 2025 ore 14.30 – Serie A maschile

    Marcatori: 2’ m. Mikale tr. Silva Soria (7-0), 14’ cp. Ormson (7-3), 16’ m. Paz tr. Silva Soria (14-3), 25’ m. Moioli (19-3), 35’ cp. Silva Soria (22-3), 40’ m. Fioriti (21-8) st: 45’ m. Ceciliani (27-8), 49’ m. Tognon tr. Ormson (27-15), 53’ cp. Silva Soria (30-15), 58’ m. Cornejo tr. Silva Soria (37-15), 77’ m. Raccanello tr. Ormson (37-22), 78’ m. Vitale tr. Silva Soria (44-22)
    Rugby Parabiago: Grassi N. (41’ Vitale), Cortellazzi (58’ Facchinato), Paz (58’ Coffaro), Hala, Moioli, Silva Soria, Zanotti, Mikaele (41’ Galvani), Mugnaini, Messori, Toninelli, Viero (57’ Zecchini), Castellano (20’ Catalano – 51’ Cornejo), Ceciliani, Antonini (64’ Nadali)
    All. Porrino
    Rugby Petrarca: Della Silvestra, Stella (58’ Bisaglia), Santinello, Ormson, Ganzetti (75’ Barghigliani), Benvenuti, Raccanello, Scappato (41’ Lucas), Goldin, Tognon (75’ Zaccarello), Bertuzzi (57’ Zapparoli), Bonfiglio, Aligo (58’ Pidone), Goat (23’ Baldone), Fioriti
    All. Maistri
    Arb. Palombi
    AA1 Ivarone AA2 Barbagli
    Cartellini 24’ g. Raccanello (Rugby Petrarca), 57’ g. Goldin (Rugby Petrarca), 70’ g. Cornejo (Rugby Parabiago)
    Calciatori: Ormson ¾ (Rugby Petrarca), Silva Soria 6/8 (Rugby Parabiago)
    Note: Giornata fredda e soleggiata, campo pesante, 300 spettatori
    Player of the Match: Silva Soria (Rugby Parabiago)

  • Calcio, Serie D. Magenta in caduta libera. La Casatese Merate ne fa cinque

    Calcio, Serie D. Magenta in caduta libera. La Casatese Merate ne fa cinque

    E’ un Magenta sempre più alla deriva quello che questo pomeriggio al Plodari ha subito cinque goal dalla Casatese Merate che volendo usare una metafora non hanno certo fatto ostaggi.

    Del resto, i brianzoli che ora hanno 49 punti in classifica e sono ad un passo dai Play Off sono scesi in campo determinati a fare bottino pieno. L’esatto il contrario delle Aquile ormai allo sbando.

    Peraltro, in gare come queste in cui il gap tra le squadre è palese, se non giochi quanto meno con il coltello tra i denti, è impossibile non soccombere. Cosa che è puntualmente successo al Magenta che già dopo meno di 20 minuti era sotto di 2 gol a zero. Alla mezzora il terzo gol della Casatese Merate con Ferrante e partita letteralmente in ghiaccio.

    Da parte dei gialloblù nessun segnale di reazione. Tanto che dopo l’intervallo i tifosi più appassionati del Gruppo Storico per protesta ma soprattutto per la tanta amarezza provata sono rimasti al bar

    Un’amarezza che è quella che sta provando lo stesso Presidente Cerri che ce l’ha messa davvero tutta per metter in piedi una compagine capace di affrontare in modo dignitoso questa stagione.

    E invece un altro spettacolo indecoroso. Peraltro, i numeri dopo la pausa natalizia sono a dir poco negativi per usare un eufemismo: 8 sconfitte e 1 pareggio.

    Statistiche che dovrebbero portar lo stesso Mister della promozione pur storica in serie D a trarne le debite conseguenze.

    Nel dopo partita si vociferava delle dimissioni di mister Lorenzi, certo non l’unico colpevole, però, mentre stiamo scrivendo non c’è ancora nulla di certo.

    Di sicuro, c’è solo il pesantissimo passivo subito sul terreno amico con il goal della bandiera di Raso al 44 esimo minuto quando ormai la partita non aveva più alcun significato.

    I tifosi più vicini al Magenta, encomiabili per il supporto prestato e per come stanno affrontando questa esperienza in serie D del Gruppo Storico, hanno accolto la squadra con uno striscione che era già stato anticipato in un lungo e ancorché condivisibile post divulgato via social nei giorni scorsi, dopo l’inopinata sconfitta contro il Ciliverghe: ‘Solo per la Città’.

    Già, loro ci sono stati oggi solo per Magenta e il suo blasone che non merita di affondare così. Quando ci sono ancora 10 partite da giocare e ben 30 punti in palio. Se ci pensa a mente fredda quello che sta accadendo al Magenta è uno scandalo sportivamente parlando.

    Anche il Ciliverghe ne ha prese quattro oggi fuori casa sul terreno del Pro Palazzolo, dunque, resta al penultimo posto in coabitazione col Magenta a 23 punti.

    Ma in virtù della classifica e dello scontro diretto vinto, oggi sarebbe il Magenta a scender direttamente in Eccellenza insieme all’Arconatese: oggi col Vigasio è finita zero a zero. E dunque anche la squadra di Arconate che pareva spacciata adesso è a 22 punti, ancora ultima, ma in uno stato di forma fisico e mentale decisamente migliore dei gialloblù.

    Prossima gara del Magenta sul campo della Castellanzese. Ma lo scriviamo solo per la cronaca. Oggi lo spessore dell’avversario sembra relativo. Il primo nemico del Magenta è se stesso. “Mancano gioco, identità e grinta” ha commentato a caldo un tifoso eccellente delle nostre Aquile.

    Se non si tenta la svolta da qui alla fine assisteremo ad una sequela di altre umiliazioni che l’Associazione Calcio Magenta 1945 nell’Ottantesimo della sua nascita non si merita davvero.

    RIVEDI LA PARTITA E SEGUI IL CANALE YOUTUBE DI PAOLO ZERBI: