Categoria: Sport

  • Faccia da europei ! ritorno bambino

    Faccia da europei ! ritorno bambino

    “Il pallone in Italia è una religione. Diventiamo nazionalisti davanti a un tricolore! Integrazione? Vedremo stasera ma dagli addobbi di certi locali mi sembra lontana.La Rai fa l’ennesima brutta figura non manda in onda tutte le partite.
    Neanche avesse chissà che palinsesto da coprire …C’erano delle sicurezze in passato, pure a Cerano o come lo chiamavano i meridionali cerane…
    In un paese dove i veneti non sanno una parola di dialetto locale noi vogliamo integrare il foresto…
    Le altre nazionali sono piene di stranieri, ma non erano integrati ??? Avevano le colonie e il loro sistema funziona !!! Frasi di vita vissuta da chi non ha nemmeno superato il Ticino.
    Stasera gioca la Nazionale ma quanti anti paesani tra i nostri tricolori.
    In un paese dove viene prima il partito poi la nazione pure nel calcio funziona questa equazione: prima la squadra di club e poi la nazionalità.

    Il gioco può essere superiore al tifo. In questi europei capiremo che in questo nostro paese l’integrazione non esiste.
    Non immagino i caroselli e grida di liberazione di un popolo festeggiante per goal in vantaggio
    Eravamo piccoli con tutte le nostre bandierine sul mappa mondo o atlante.
    Volevamo scoprire e studiare la geografia poi il mondo è arrivato qui con tutti i suoi problemi
    Meno affascinante ai nostri occhi. Siamo un popolo di emigranti adesso tocca accogliere: si ma i nostri lavoravano.
    Beh, visto la nostra classe nella delinquenza forse qualcuno ha fatto altro di bene.
    Vedremo tutte le partite e poi quel fascino del mondiale 1986 e il suo sistema di passaggio turno.
    Beh, fino al 1994 dove la nazionale di Baggio passò come terza
    Questo Europeo porta indietro la memoria alla grande Olanda di Van Basten con il trio del Milan di Berlusconi.

    La sorprendente ripescata Danimarca e la sua favola calcistica e la Germania contro la Repubblica Ceca poi il Golden goal francese fino alla sorprese greche e doppietta spagnola e il Portogallo del grande Cristiano Ronaldo.
    Ma chi è campione in carica ??? Ah noi con le parate di Gigio Donnarumma e le notti magiche in salsa Europee col mister col ciuffo e conto in banda galattico.

    Una gioia e partecipazione meglio di un mondiale dove siamo assenti da due turni …Il nostro paese i nemici e detrattori li porta in casa …Quanti tirano contro perché si vergognano di essere italiani
    Questa sera un solo grido: viva il calcio !!!

    Anche se l’inflazione e pioggia di milioni lo sta rovinando e perdendo il fascino del magico …
    Giocano sempre per le nostre serate, pomeriggi e aperitivi. In questo la Rai non ti fa fare indigestione di pallone.

    Lei perde tutto pure il bello della sfera che rotola: servizio pubblico o nessun servizio.
    Questa sera inizia l’avventura degli azzurri per cercare il bis o la bella figura gioca con Albania un derby di casa.
    Bisogna avere paura del razzismo, bisogna avere paura dello spirito di rivalsa? Tutti noi meritiamo di più o ne siamo convinti. Pure di vedere una partita di calcio come quando eravamo bambini senza i tagli della Rai. Una soddisfazione e sfogo lo meritiamo …”

  • Ripartono le attività al Kayak Point di Garbagnate Milanese

    Ripartono le attività al Kayak Point di Garbagnate Milanese

    Nel 2020 la pandemia da Covid 19 aveva inevitabilmente interrotto le attività sportive presso il kayak point di Garbagnate Milanese, che ETVilloresi ha realizzato in occasione di Expo Milano 2015 presso il casello idraulico di proprietà grazie ad importanti finanziamenti comunitari POR FESR.

    Con il coinvolgimento dell’ASD Philla Natura Sport di Pioltello (MI) ripartono ora i corsi tra l’entusiasmo generale degli organizzatori e degli sportivi locali: si riattualizza la funzione ricreativo-fruitiva che il Canale Villoresi sta sempre più ricoprendo negli ultimi anni.

  • Bettini- Rugby Parabiago- convocato in Nazionale Under 20

    Bettini- Rugby Parabiago- convocato in Nazionale Under 20

    A San Benedetto del Tronto ci si prepara per l’ultimo raduno pre-Mondiale U20 e il responsabile tecnico della Nazionale Italiana Roberto Santamaria ha convocato 33 giocatori: tra di essi c’è il nostro giovane Galletto, Pietro Bettini!

    Per lui e per gli azzurrini è previsto il ritrovo domani e un cammino di preparazione che li porterà a sabato, quando ci sarà il test match con i pari età della Spagna (calcio d’inizio alle ore 18:00).

    Nelle ore immediatamente successive sarà ufficializzato il gruppo dei 30 atleti selezionati per il Sudafrica, dando all’appuntamento marchigiano una valenza particolarmente interessante in chiave tecnica con proiezione sulla massima competizione mondiale.

    “Un raduno per noi molto importante, il più lungo tra quelli fin qui svolti, quindi utile a tutti, staff e giocatori, per lavorare un po’ più in profondità anche sulle dinamiche di gruppo”, esordisce nel commento il capo-allenatore Roberto Santamaria. “Finalizzare queste giornate alla disputa di una partita è poi quello che ci serve in questa fase, e contro la Spagna sappiamo che sabato non ci sarà regalato nulla, dovendo affrontare una squadra pronta al suo primo Championship, motivatissima e consistente in tutte le aree di gioco, come dimostrato dalla vittoria al Trophy e dalle successive uscite nel corso degli ultimi mesi”.

    Sull’ingresso di Andrea Marcato e Alessandro Lodi nello staff, il tecnico esprime la sua massima soddisfazione: “Sono davvero felicissimo di poter condividere questo incarico con due figure come Andrea e Alessandro, due amici, due allenatori che stimo molto, ma soprattutto due persone con cui so già in partenza che lavorare assieme sarà un piacere, il loro ingresso rappresenta un vero valore aggiunto per questa Nazionale. Chiaro che dovremo trovare un allineamento in tempi rapidi su svariati punti, visto che il Mondiale è alle porte, ma ripeto, partiamo tutti avvantaggiati proprio per la loro qualità professionale e umana”.

    Dopo San Benedetto del Tronto, il tempo delle scelte, con i 30 giocatori cui affidare la campagna del Championship 2024: “Scegliere non è mai facile, ma fa parte del nostro sport e tutti, staff e giocatori, ne siamo consapevoli. Chi arriva nel giro di questa Nazionale lo fa grazie al valore che è stato in grado di dimostrare in campo, e tra Sei Nazioni e Mondiale ogni anno le opportunità si ripresentano, per cui fatti salvi i limiti dell’età, un’eventuale esclusione non è mai una decisione definitiva. Chiaro che un’idea precisa già ce l’abbiamo, ma la Spagna saprà sciogliere gli ultimi dubbi, poi tutti partiremo per Città del Capo sereni e decisi a dare il massimo nella competizione più difficile che esista”.

    Con il pubblico di San Benedetto a fare la sua parte: “Ci contiamo molto, questi ragazzi onorano la maglia Azzurra ogni volta che scendono in campo, come regolarmente dimostrano le loro performance al Sei Nazioni: il supporto dei tifosi è fondamentale, e tutti noi ci aspettiamo una bella spinta dalla città e da tutte le Marche, una terra che ci ha già dimostrato nelle scorse settimane un affetto davvero emozionante”.

    La squadra farà base per tutto il periodo presso l’Hotel Casale in località Colli del Tronto, sfruttando poi per le sedute di allenamento il centro sportivo della U.R San Benedetto, con Captain’s Run fissato alle 17:15 di giovedì sul prato del “Nelson Mandela”.

    I biglietti per la partita sono disponibili su piattaforma Ticketone a condizioni estremamente vantaggiose, mentre è confermato il live streaming della gara sul sito federugby.it e sul canale YouTube della FIR.

  • Magenta, Calcio. Domani sera tutti al ‘Plodari’ per dare la carica a Mister Lorenzi e ai suoi ragazzi. “Qui si fa la Storia”

    Magenta, Calcio. Domani sera tutti al ‘Plodari’ per dare la carica a Mister Lorenzi e ai suoi ragazzi. “Qui si fa la Storia”

    Da un capitano (anzi da un Comandante) ad un altro capitano il passo è breve. Da Vasco Rossi a Jordan Pedrocchi, il condottiero di questo Magenta Calcio ad un passo dalla serie D. “Qui si fa la Storia” canta il Blasco sul ponte di comando nella ‘pancia’ del Meazza in questi giorni. E da Magenta risponde alla sua maniera il nostro Capitano Jordan Pedrocchi con un video caricato sui social in queste ore per caricare la truppa e i Magentini che saranno ad Altavilla Vicentina domenica pomeriggio, ma anche quelli che domani sera passeranno dal ‘Plodari’ per un saluto alla squadra che passerà di lì attorno alle 20,30.

    Perchè domani sera allo stadio va in scena il ‘Magenta Calcio Show’ un grandissimo evento con i Dj di 105 e tanto altro. Un evento per festeggiare e chiudere la stagione. Qualcosa che quando era partita la macchina organizzativa in pochi pensavamo potesse acquisire un’importanza del genere. Un significato unico.

    Già perchè domani è la vigilia di una partita storica per le nostre Aquile. Altro che birra, musica e salamelle (con rispetto parlando…).

    Domani sera il divertimento sarà assicurato, il programma è davvero di assoluto livello con tantissime sorprese, ma l’adrenalina è già a mille. Così come la testa e i cuori gialloblu sono tutti protesi verso la meta di Vicenza. L’ultima, quella più importante, più desiderata. Più difficile. Perché si dovrà andare a fare risultato in casa dell’Altavilla. Un avversario ostico, quadrato. Ma non impossibile. Per la banda di Mister Lorenzi dove potrebbe bastare anche un uno a uno per passare di categorie dopo il risultato a reti inviolate dell’andata.

    E allora ecco che serve l’entusiasmo e il calore di una Città intera. La ‘Città della Battaglia’ con la sua Aquila che può tornare a volare alto. In pochi, pochissimi, ci credevano all’inizio di questa annata comunque vada eccezionale.

    Anche se saggiamente il Presidente Cerri ha dichiarato più volte che tutto questo non viene per caso. Ma è il frutto di un progetto. Di un percorso studiato, passo dopo passo.

    Adesso siamo all’ultimo giro di boa. I Magentini lo sanno bene. Così come sanno che la grandezza del progetto non sarà scalfita da un eventuale insuccesso.

    Ma a questo non ci vogliamo pensare. Restando sempre in tema musicale, citando un successo di qualche estate fa… noi Magentini … vogliamo andare a comandare!

    L’APPELLO DEL CAPITANO:

    https://www.facebook.com/reel/980323837150026

  • Magenta: tre atleti della Pro Fighting vincono il Campionato Nazionale Unificato Light

    Magenta: tre atleti della Pro Fighting vincono il Campionato Nazionale Unificato Light

    Grandi soddisfazioni per la Pro Fighting Magenta. Tre suoi atleti nel weekend scorso hanno vinto il Campionato Nazionale Unificato Light della federazione WBFC presso il Centro Sportivo Sandro Pertini di Cornaredo.

    Complimenti a Rijitano Federico che ha vinto nella categoria Cadetti a -47kg, Cavalcante Kevin che ha vinto nella categoria Senior a -90kg e a Arrabito Deniel che ha fatto un secondo posto (medaglia d’argento) nella categoria Juniores -60kg.
    Complimenti anche a tutta l’associazione Pro Fighting, Stefano Pirovano e ai maestri Alessio Dipietro Vincenzo Luciano Labriola.

  • Basket, “Stagione positiva”: nei tornei Uisp vittoria del Magenta-Vittuone per Under16 e Under 17, secondo posto per gli Under19

    Basket, “Stagione positiva”: nei tornei Uisp vittoria del Magenta-Vittuone per Under16 e Under 17, secondo posto per gli Under19

    Si è conclusa con il botto durante il fine settimana appena passato, la stagione dei 2007-2008, con la doppia vittoria Under 17 e Under 16 nelle Final Four UISP. Al termine di una stagione lunghissima, “con 73 partite disputate, oltre al torneo di Pesaro di dicembre 2023 (concluso al primo posto) e alle amichevoli di inizio anno, si può dire che la passione e la voglia di basket siano state soddisfatte, con risultati si tutto rispetto”, ha commentato Simone Bagatti, responsabile tecnico di entrambe le società.
    Secondo posto invece per gli Under19.

    Questi i numeri. Finale Under 17M Uisp: Magenta – Legnano 81-70 (con i parziali 25-16, 17-19, 21-16, 18-19) Vitali 10, Negri, Achilli 4, Asllani, Ferrari 20, Lampugnani 8, Guzu 16, Pesce 23, Cardarelli.
    Finale Under16M Uisp: Magenta – Rozzano 74-49 (con i parziali 17-15, 20-11, 20-14, 17-9) Cavalli 10, Ghezzani 5, Magnaghi 12, Rossetti 13, Pinaroli 6, Laurenti 17, N’dungu 3, Morsenchio 6, Dubla 2

    Giovedì 6 giugno si era intanto concluso il campionato Under 17 FIP Gold, con “la conquista dell’undicesimo posto regionale nella prestigiosa categoria (che è un risultato di tutto rispetto), e nel weekend la prestigiosa doppietta del campionato UISP ha messo la ciliegina sulla torta di un’ annata molto positiva”. Bagatti ci tiene a sottolineare “in particolare, come con un gruppo di 21 elementi si sia riusciti a conquistare due titoli praticante in contemporanea, coinvolgendo tutti con grande passione, mettendo in evidenza le ottime qualità di tutto il gruppo”.
    “Sono fiero di tutta la squadra”, ha commentato il sedicenne Alessio Rossetti portavoce dei ragazzi.

    Ora c’è una settimana di stacco, in attesa del torneo di Lloret de Mar, in Spagna, dal 30 giugno al 6 luglio, dove “i “nostri” 2007-2008 cercheranno, ancora una volta, di essere protagonisti, ovviamente su entrambi i fronti”, ha concluso Bagatti.

  • Magenta, Calcio il sogno per la Serie D è ancora vivo: tutto rimandato di una settimana

    Magenta, Calcio il sogno per la Serie D è ancora vivo: tutto rimandato di una settimana

    “Plodari” esaurito ieri in ogni ordine e posto per sostenere il Magenta verso la vittoria. Si è visto davvero il tifo delle migliori occasioni.

    Atmosfera caldissima, pubblico da favola con il sostegno incessante degli “Eagles Ultras Magenta” alla squadra di Mister Lorenzi.

    I Vicentini sono un avversario arcigno e iniziano la gara con un pressing asfissiante. Stanno corti e il Magenta ha meno spazio del solito. Si prova a giocare anche di rimessa ma la difesa dell’Altavilla è sempre ben piazzata.

    Ne escono 45 minuti molto equilibrati con momenti di studio e qualche occasione per entrambe le parti, ma senza vere e proprie palle gol. A parte un bel tiro di Jordan Pedrocchi di poco a lato.

    La ripresa è la fotocopia del primo tempo. Anche se il Magenta spinge con maggiore decisione. Ci alcune ripartenze in cui manca un po’ di precisione. Servirebbe maggior lucidità anche sui calci piazzati.

    Ma il peso della finalissima nazionale play off andata per la Serie D si sente tutto. Soprattutto sul giovane bomber Avinci. Nel finale il Magenta deve subire un ritorno dei vicentini. Ma la partita resta tutto sommato bloccata. Alla fine lo zero a zero è giusto. Tutto rimandato tra una settimana.

    Il Magenta potrà sperare in due risultati utili: la vittoria e il pareggio ma segnando almeno un goal, dato che a questi livelli è ancora valido il vecchio regolamento del goal fuori casa che vale doppio.

    Alla fine il pubblico ha applaudito convinto tutta la squadra. La convinzione di poter fare il miracolo c’è ancora tutta. I Magentini si stanno intanto preparando per andare al seguito dei loro beniamini.

    Poco più di 200 Km separano la Città della Battaglia da Altavilla Vicentina che tra una settimana dovrà colorarsi di gialloblù. Avanti Magenta, il sogno continua!

  • Roland Garros: ad Alcaraz basta fare il compitino

    Roland Garros: ad Alcaraz basta fare il compitino

    In una partita a tratti davvero brutta – dirlo è inevitabile deontologia – causa tensione generalizzata e forse vento, si è osservata comunque piuttosto nettamente la classica differenza tra un grande giocatore e uno epocale. Sascha Zverev non ha ancora dimostrato di essere un vincente dei grandi tornei, ma ad averne di tennisti in grado di mettere insieme una carriera come la sua, checché ne dicano in molti. Fondamentali di rimbalzo solidi, super tenuta atletica, servizio devastante per continuità oltre che potenza. Risultato dell’armamentario messo in campo dal tedesco è questa finale disputata Parigi, a valle di un percorso che ha incluso gente poco raccomandabile come Rune, sconfitto in cinque set, e Ruud, in quattro. Seconda finale Slam della sua vita tennistica dopo quella degli US Open ceduti malamente a Thiem. Tradito dalla paura, quel giorno, annacquato alla lunga da Carlitos Alcaraz e dall’immancabile fifa, oggi. Perché, appunto, lo spagnolo non è un campione, di quelli ne nascono diversi, ma un giocatore che si ha la fortuna di apprezzare una volta ogni morte di Papa. Anche nelle giornate peggiori, tipo quella odierna, nella quale in maniera sinusoidale alterna senza soluzione di continuità bellezze ed obbrobri. Al punto che c’è chi lo pensa e chi mente: Sinner contro questa versione instabile di Alcaraz ci vince con la pipa in bocca, pure a mezzo servizio. Può darsi.

    A Zverev piace molto incanalare lo scambio sui piani della regolarità, impostando una velocità di crociera medio-bassa che corrisponde alla sua zona confortevole di tennis. Quando ci riesce, per bravura o limiti altrui, diventa tignoso e vince spesso, perché potrebbe ripetere il gesto standard per due giorni di fila. Per non correre alcun rischio, Alcaraz, la cui tavolozza dei colori, al contrario, prevarica l’arcobaleno, ha speso il tempo del match senza mai giocare due volte di fila la stessa palla, mandando spesso ai matti il suo avversario che si è visto costretto a fronteggiare situazioni nuove ad ogni quindici. Roba da emicrania. Partita tutto sommato in controllo, nonostante l’altalena pericolosa del punteggio e, soprattutto, le consuete distrazioni suicide esibite da un giocatore, Carlitos, che talvolta dimostra di essere troppo innamorato del suo inesausto talento al punto da vagare chissà dove con la mente. Il narcisismo, peraltro comprensibile, di chi ha per le mani la possibilità di fare qualunque cosa e rischia di incappare nella scelta sbagliata. L’anticamera del disastro oggi (quasi) sfiorato.

    Ne è venuto a capo lo stesso perché quando lo ha deciso ha sbattuto in faccia al rivale la differenza abissale di lignaggio tennistico. Lo si diceva già anni fa, del resto, incontrando l’ironia di molti addetti ai lavori. Di come Alcaraz fosse quantomeno della stessa genia dei tre dioscuri pigliatutto che l’hanno preceduto e più talentuoso di almeno due di essi. Forse ora, dopo il terzo Slam diverso messo in bacheca ed a un Australian Open dal chiudere il Career a poco più di vent’anni, il concetto sarà un po’ più chiaro anche a loro. Insomma, se sta bene – e non sempre succede perché le noie fisiche costituiscono un suo annoso problema – è difficile che Alcaraz possa perdere una partita importante. Differenza, appunto, di competenza nella disciplina: unico tennista epocale di un’epoca non particolarmente generosa in quanto a talento. Agli avversari, comunque, il dovere di restargli in scia il più possibile sperando che gli caschi qualcosa dalle tasche. Come ha fatto l’onesto Zverev che, seppur dal ridotto bagaglio in dotazione, ha attinto fino all’ultima arma.

    Giornata sferzata dal vento, questa di Parigi, e non è mai una buona notizia per i tennisti, costretti a complicare piani ontologicamente già complicati per genesi. Ciò, purtroppo, a discapito della qualità complessiva del gioco, perché molti errori in queste situazioni sono imputabili alle bizze climatiche. Fortuna che il cilindro di Alcaraz ne abbia risentito poco oltre il minimo sindacale e, pur senza la continuità dei giorni deluxe dai quali è risultato essere per la verità assai lontano, le prodezze balistiche ad impreziosire lunghi frangenti di apatia non sono mancate. Partita, dunque, a sprazzi, con Zverev che, realisticamente, ha fatto ciò che gli è umanamente possibile, quindi prendersi le amnesie del rivale e regalare il meno possibile, e Alcaraz a sfregare la lampada che ospita un genio nella circostanza non sempre ricettivo. Risultato, cinque set. Primo ad allungare nei due set iniziali, Sascha può forse rimproverarsi di aver capito tardi, o non averlo fatto per nulla, che Alcaraz quest’oggi era piuttosto incline alla generosità e all’errore gratuito. Ma è difficile pensare che il risultato finale potesse essere troppo diverso da così. Alla lunga la Ferrari trova sempre il modo di sopravanzare la Panda, con rispetto parlando, anche se monta il ruotino.

    Disquisizioni a parte, l’epilogo è che Carlitos, dopo New York e Wimbledon, si prende anche Parigi e riporta lungo la Senna un principio che probabilmente latitava a quelle campanilistiche latitudini ormai dal 2009, anno di gloria federeriano; quello per il quale vale la coincidenza niente affatto scontata tra bellezza profusa e vittoria. Noi, e quelli come noi esigenti il giusto, da Alcaraz pretendiamo decisamente di più, già a partire dal prossimo Wimbledon. Perché, in assenza di ciò, gli spunti da ricordare rischiano di calare in maniera drastica. A Zverev, invece, vanno i nostri più sinceri complimenti. Sempre doverosi nei riguardi di chi, per provare a vincere, chiede e ottiene da sé stesso tutto quel che c’è nel serbatoio.

    Appuntamento ora in Church Road, teatro dei Championships, e chissà che il desaparecido Nick Kyrgios, ancora in tema di bellezza, possa aggirarsi per il quartiere e metterlo a soqquadro. Prima dell’auspicabile rivincita tra gli amici-nemici Jannik e Carlitos, il gotha odierno con buona pace dei volitivi Zverev del circus.

  • Magenta: venticinque anni di vita per il Fukai Karate, tra campioncini in erba e atleti navigati

    Magenta: venticinque anni di vita per il Fukai Karate, tra campioncini in erba e atleti navigati

    Se c’è una società che ha fatto la storia sportiva di Magenta questa è certamente il Fukai Karate del Maestro Antonio Montagna. Venerdì sera ha festeggiato i 25 anni di vita in palestra. Con una serie di esibizioni, dai più piccoli a chi sta raccogliendo soddisfazioni e vittorie a livello nazionale. Per tutti il riconoscimento della medaglia commemorativa e gli applausi di chi ha partecipato. Genitori, amici e persone che si vogliono avvicinare ad una disciplina dura, come il karate, ma che è in grado di forgiare il carattere di una persona.

    “Un ringraziamento al Fukai Karate del Maestro Montagna – ha commentato l’assessore allo Sport Maria Rosa Cuciniello – il lavoro che svolgete è encomiabile e lo si vede dalla passione che riuscite a trasmettere ai più piccoli che si avvicinano al Karate”. Non è mancato il presidente del consiglio comunale di Magenta Luca Aloi, appassionato di Karate. Momenti di spettacolo con le tre recenti medaglie d’oro ai campionati nazionali di Karate di Cervia che hanno incoronato i fratelli Kevin e Nicolas Iosa (ragazzi e juniores) e Alessandro Colombo (cadetti) che hanno dimostrato tutto il loro talento. Per tutti, ma soprattutto per i più piccoli, l’emozione di essere giudicati dopo la loro esibizione.

    Una palestra di vita il karate, una disciplina in grado di insegnare il rispetto per l’avversario e l’autocontrollo. Auguri a tutti gli atleti del Fukai Karate per il primo quarto di secolo di vittorie.

  • Roland Garros: Sinner e la pedagogia di una sconfitta

    Roland Garros: Sinner e la pedagogia di una sconfitta

    Jannik Sinner che tiene in campo Carlitos Alcaraz per cinque set e quattro ore significa una cosa sola, che l’italiano è davvero un gigante. Ha perso, diranno alcuni. Tante grazie. Contro uno che senza distrazioni o vezzi narcisistici esplora vette di magnificenza balistiche federeriane e che ha il triplo delle soluzioni per le mani, giocare punto a punto e soccombere solo sul filo di lana è roba da campionissimi. Alcaraz ha un difetto, tende a piacersi molto in ciò che fa, che altro non è che l’anticamera della distrazione. Che, a sua volta, è preludio della frittata. Gli succede spesso di divagare con la mente ma altrettanto spesso salva comunque la pelle, questione di surplus di cilindrata. Non contro Jannik, perché se all’azzurro regali qualcosa ti fa secco, anche se sei giocatore epocale come il murciano. Non oggi, succede.

    In questo momento, niente può essere migliore della loro rivalità e il match odierno, una semifinale Slam con tutte le implicazioni concettuali possibili, ne è stata la plastica conferma. Se le sono date di santa ragione ma purtroppo per Sinner il suo avversario è rimasto centrato fino alla fiamma rossa dell’ultimo chilometro, raggiunta grazie alla mezz’ora paradisiaca che ha spaccato in due la partita a cavallo fra il quarto e il quinto set; mezz’ora che può tranquillamente essere presa e custodita nel caveau del tennis. Dev’essere fiero, Jannik di questo match, disputato con un serbatoio non proprio capiente e pure con qualche crampo. Perché il tennis, ciò che c’è di più lontano al mondo dalla scienza esatta, non è mica detto che finisca sempre per premiare il più talentuoso, cioè Alcaraz, sovente gratifica il più quadrato, quello che ha più voglia, chi della materia privilegia lo stato solido. Aspetti nei quali Sinner è titolare di cattedra universitaria.

    Vale molto questa sconfitta, quindi, per almeno tre motivi. Il primo è che l’anca dolente sta bene
    . Un malanno che ci aveva messo in allarme e che, invece, pare essere stato risolto a tempo record senza particolari strascichi. Il secondo è che anche sulla terra, superficie almeno fino a ieri meno amica dell’altoatesino, è cavallo da corsa. Insomma, Jannik sul mattone tritato ci perde due partite a stagione, male che vada. La terza, e forse più importante, è la conferma di una peculiarità che vale non meno del talento. Jannik, anche in condizioni psicofisiche non ottimali, ha la capacità di dare di sé la migliore versione possibile, costringendo il suo avversario a non poter mai abbassare la guardia. Chi pensa sia poco è perché ignora le basilari dinamiche dello sport del diavolo.

    Spiace che Sinner non ce l’abbia fatta, si rifarà molto presto, ma c’è da essere euforici per la presenza di nostri connazionali in tutte le altre finali parigine. E da domani si torna a sognare. Chiosa finale tutta a beneficio di Alcaraz. Per chi ha visceralmente amato i Federer Moments, quelli teorizzati dal compianto David Foster Wallace, l’unica chance di trovare soddisfazione da una partita di tennis, oggi, è quella di attendere che Carlitos decida di transitare per qualche minuto su traiettorie inesplorate quindi sconosciute. Consentendo, così, che un’equazione niente affatto scontata, bellezza uguale vittoria, torni ad essere veritiera. Qualcosa che nella storia del tennis hanno fatto in pochi.