Categoria: Sport

  • 35 atleti lombardi alle Paralimpiadi, anche Simone Barlaam e Alberto Amodeo da Cassinetta ed Abbiategrasso

    35 atleti lombardi alle Paralimpiadi, anche Simone Barlaam e Alberto Amodeo da Cassinetta ed Abbiategrasso

    Saranno ben 35 le atlete e gli atleti lombardi che complessivamente gareggeranno alle Paralimpiadi di Parigi dal 28 agosto all’8 settembre 2024.Cresce la pattuglia italiana rispetto a Tokio, salendo da 113 a 141 partecipanti e facendo segnare un nuovo record azzurro.Aumenta anche la rappresentanza lombarda in gara: saranno infatti 35 gli atleti della regione rispetto ai 24 delle precedenti Paralimpiadi, confermando così la Lombardia quale territorio più rappresentato, come conferma il Comitato Italiano Paralimpico.

    I lombardi, nel 2021, a Tokio, avevano gareggiato in 7 discipline mentre a Parigi gli sport con atleti provenienti dalla Lombardia saranno 8, con la novità del judo grazie al bresciano Simone Cannizzaro. “Alle atlete e atleti lombardi, come a tutto il resto della spedizione azzurra alla Paralimpiadi, va il mio grandissimo ‘in bocca al lupo’ – sono le parole del presidente della Regione, Attilio Fontana – sicuro che ognuno darà il massimo per regalarci tante emozioni, e medaglie, per proseguire i successi delle Paralimpiadi di Tokio dove l’Italia, grazie anche alla pattuglia lombarda, risultò la nazione europea più medagliata a partire dal primo oro della nuotatrice Alessia Berra, nativa di Monza e residente a Buccinasco in provincia di Milano”. Alla vigilia delle gare, anche il sottosegretario regionale allo Sport e Giovani, Federica Picchi, invia un messaggio ad atlete e atleti: “Lo sport – sottolinea Picchi – è anche e soprattutto inclusione e gli azzurri protagonisti a Parigi sono la rappresentazione più alta di quanto ogni disciplina sia ‘per tutti’ e da vivere con gioia e passione”. In vista dell’inizio delle competizioni, Regione Lombardia annuncia che, come per le Olimpiadi di Parigi, consegnerà a tutti gli atleti lombardi che prenderanno parte ai Giochi paralimpici un attestato di partecipazione e di ringraziamento.

    ATLETI LOMBARDI ALLE PARALIMPIADI SUDDIVISI PER PROVINCIA DI NASCITA MILANO (13) Fabio Bottazzini (atletica); Alessandro Galbiati (guida atletica); Arjola Dedaj (atletica); Federico Andreoli (ciclismo); Alberto Amodeo (nuoto); Simone Barlaam (nuoto), Federico Cristiani (nuoto); Martina Rabbolini (nuoto); Giulia Terzi (nuoto); Livia Cecagallina (tiro a segno); Andrea Liverani (tiro a segno); Daila Dameno (tiro con l’arco); Stefano Travisani (tiro con l’arco). BERGAMO (7) Martina Caironi (atletica); Oney Tapia (atletica); Claudia Cretti (ciclismo); Davide Plebani (ciclismo); Mirko Testa (ciclismo); Mirko Nicoli (canoa); Matteo Bonacina (tiro con l’arco). BRESCIA (5) Simone Cannizzaro (judo); Federico Bicelli (nuoto); Pamela Novaglio (tiro a segno); Veronica Yoko Plebani (triathlon); Giuseppe Romele (triathlon). CREMONA (1) Efrem Morelli (nuoto). LECCO (1) Kwadzo Klokpah (canoa). MONZA E BRIANZA (1) Alessia Berra (nuoto). PAVIA (3) Fabrizio Cornegliani (ciclismo); Monica Boggioni (nuoto); Giulia Pesci (tiro con l’arco). SONDRIO (1) Martino Pini (ciclismo); VARESE (3) Eleonora Mele (ciclismo); Federico Morlacchi (nuoto); Arianna Talamona (nuoto)

  • Jannik Sinner, obiettivo US Open

    Jannik Sinner, obiettivo US Open

    Anche questa volta Jannik Sinner non è stato particolarmente fortunato con il sorteggio. Quello degli imminenti Us Open, ultimo Slam stagionale, che ha disegnato il tabellone principale. Parte alta per l’azzurro, il depositario del numero uno e, quale numero due, presidio della parte bassa per Novak Djokovic. I due, quindi, si potranno eventualmente scontrare in finale, ammesso che ci arrivino. Sinner, soprattutto, la cui strada disegnata dalla sorte non è proprio quella che si dice una scampagnata di salute.

    Ciò, in quanto nei teorici quarti di finale l’avversario potrebbe essere Daniil Medvedev e in semifinale, molto probabilmente, ad attenderlo ci sarà Carlos Alcaraz. Il russo è tipo bizzarro ma sul cemento, se resta centrato, senza distrazioni o litigi vari, non parte mai battuto, anzi è facile sia lui il favorito. Lo spagnolo, poco da dire, è il tennista oggi più forte del pianeta e, in quanto a talento, uno dei più dotati di ogni epoca e non è un’iperbole. Insomma, se per diritto di ranking Djokovic non sarebbe mai potuto finire dalla parte di draw capeggiata da Sinner, questi ultimi due sarebbero potuti tranquillamente capitare altrove. Invece, l’azzurro, se vuole vincere il titolo, dovrà teoricamente vedersela con tutti e tre i rivali più quotati. Poteva andare decisamente meglio, magari con uno dei famigerati tabelloni alla Nadal, per chi se li ricorda.

    Farà il suo esordio newyorkese contro McDonald, statunitense quindi avvezzo alle condizioni di gioco ma che non può costituire un problema per un Sinner almeno in salute. Altro yankee al secondo turno, uno a scelta tra i non irresistibili Spizzirri e Michelsen. Morale, nulla di trascendentale. Sarebbe romantico, poi, un terzo turno contro l’eterno Wawrinka, ma è più probabile che sia il lungagnone cileno Jarry ad arrampicarsi fin lì per un match da non prendere con le molle. Prima del trittico del quale si è già detto poc’anzi, gli ottavi di finale potrebbero portare in dote all’altoatesino il temibile Paul, altro nordamericano ma decisamente più quotato dei precedenti, a meno che il nostro Sonego non azzecchi una prima settimana da sogno, ma è impresa difficile.

    Tutto ciò, salute psicofisica permettendo. Jannik ha vinto il Masters 1000 di Cincinnati non più tardi di lunedì scorso, vero, ma più di testa che di corpo, in quanto pare che l’anca abbia ripreso a dargli noia come spesso gli è accaduto in questa stagione. Inoltre, la vicenda del presunto doping, finita con il proscioglimento dell’ITIA, si spera non abbia lasciato strascichi nella mente dell’azzurro, investito inevitabilmente dalle bordate di colleghi, addetti ai lavori e aficionados più o meno probabili. Una storia antipatica che gli è già costata i punti incamerati ad Indian Wells e che potrebbe anche avere un seguito, qualora WADA e NADO optino per appellare la sentenza. Tuttavia, la quantità infinitesimale di Clostebol rinvenuta nel corpo di Sinner dovrebbe – il condizionale è d’obbligo – metterlo al riparo da guai più seri, ma in questi casi è sempre difficile lanciarsi in previsioni. In ogni caso, non ci sono i presupposti migliori per affrontare un torneo dello Slam, tuttavia l’azzurro ha dimostrato a più riprese di possedere una capacità di concentrazione granitica anche nei frangenti meno propizi.

    Lo scivolone olimpico non è certo sufficiente a togliere ad Alcaraz il riconoscimento di primo favorito, il murciano lo è ogni qualvolta imbracci una racchetta, ma a New York, con i campi che appaiono più veloci del solito, il suo margine di sicurezza sugli avversari potrebbe non essere quello chilometrico esibito, per esempio, a Wimbledon, tutto a vantaggio dello spettacolo. Spettacolo che potrebbe beneficiare delle gesta del nostro Lorenzo Musetti, il bronzo parigino, che nei momenti di luna buona rischia seriamente di essere l’attrazione più luminescente della kermesse. Inutile sbilanciarsi troppo, Lorenzo il Magnifico fa storia a sé ed è comunque un privilegio vederlo distribuire tennis d’autore. Una bellezza, la sua, che rende decisamente marginale la vicenda della conta dei punti. Di Matteo Berrettini, infine, c’è solo da sperare che la salute non ne intacchi ancora una volta il fisico statuario. Qualora dovesse stare bene, e purtroppo non è scontato, il Martello saprà essere protagonista come già gli è accaduto in passato. Anche contro Fritz, un cliente scomodo, che già al secondo turno tenterà di sbarrargli la corsa.

    Buon torneo a tutti.

  • Villa Cortese saluta Martina Rabbolini prima delle Paralimpiadi e le consegna una maglia celebrativa

    Villa Cortese saluta Martina Rabbolini prima delle Paralimpiadi e le consegna una maglia celebrativa

    Alla sua partecipazione alle Paralimpiadi di Parigi manca una manciata di giorni. Il sindaco di Villa Cortese Alessandro Barlocco e il suo vice Luigi Lamera hanno per questo voluto ricevere in municipio la talentuosa nuotatrice loro concittadina Martina Rabbolini. Per lei sarà la terza partecipazione alla kermesse dei cinque cerchi dopo quelle di Rio nel 2016 e Tokyo nel 2020. Nel corso dell’incontro l’amministrazione comunale ha consegnato a Martina una maglia celebrativa con i simboli di Parigi 2024 e della Tour Eiffel.

    Sotto di essi una scritta: “forza Martina, Villa è con te” anche in braille (l’atleta è ipovedente). “Dopo un pieno di medaglie ai campionati italiani assoluti di luglio e il raduno con gli altri 28 nuotatori azzurri a Ostia- spiega il primo cittadino del municipio di piazza Carroccio – l’atleta villacortesina in questi giorni è in Liguria con gli allenatori per affinare i dettagli con gli ultimi allenamenti prima di partire per raggiungere il villaggio olimpico di Parigi insieme agli atleti di tutto il mondo”. Martina sarà accompagnata dalla madre Sara, dal padre Christian e dal fratello Edoardo e gareggerà nelle specialità 400 stile libero S 11, 100 dorso S11 e 100 rana SB 11. Martina esercita anche la professione di dottoressa libera professionista avendo conseguito una laurea specialistica e un’abilitazione come biologa nutrizionista. Nei suoi interessi figura anche un intenso impegno nel sociale con scuole e aziende. Insomma, una vita a mille dentro e fuori dalla vasca natatoria.

    Cristiano Comelli

  • Partita da Parabiago la 1001 miglia (in bici..)

    Partita da Parabiago la 1001 miglia (in bici..)

    È partita venerdì da Parabiago la 6° edizione della 1001 Miglia, randonnée ciclistica di rilievo internazionale che vede i cicloamatori esplorare l’Italia partendo da Parabiago fino al Lazio, per poi rientrare dopo più di 1600 km. Questa è solo l’ultima, in ordine di tempo, delle tante manifestazioni sportive che si sono tenute al Centro Sportivo Venegoni – Marazzini nella bella stagione.

    La 1001 Miglia è un evento molto importante per la Città di Parabiago, essendo la 3°manifestazione per importanza a livello mondiale di cicloturismo amatoriale.

    “Siamo molto fieri del prestigio che è stato raggiunto dalla nostra corsa – ci racconta Fermo Rigamonti, ideatore della randonnée ben 16 anni fa. Fu un’intuizione importante all’epoca quella di svolgere la manifestazione ciclistica ogni quattro anni, alla fine delle Olimpiadi, legando la nostra corsa alla manifestazione sportiva più importante a livello globale. In questa edizione sono presenti circa 470 partecipanti di 49 Nazioni e ogni anno cresciamo. L’80% dei corridori proviene dall’estero, un numero che ci riempie di orgoglio, perché siamo una organizzazione familiare, nata per passione e che si è sviluppata negli anni fino ad arrivare ai numeri attuali.”

    La manifestazione va a toccare 7 Regioni, 23 Province, 143 Comuni d’Italia.
    “Dalla scorsa edizione partiamo dal Centro Sportivo Venegoni – Marazzini di Parabiago – continua Fermo. Siamo davvero grati all’Amministrazione Comunale, in particolar modo al Sindaco Cucchi e al Rugby Parabiago per averci dato questa opportunità perché abbiamo trovato una splendida location per la partenza, che soddisfa ampiamente le esigenze dei ciclisti e non posso che ringraziarli per il loro supporto. Scendiamo poi in Liguria, costeggiamo le Cinque Terre e risaliamo le Alpi Apuane, facciamo la Garfagnana e entriamo nella bassa Toscana passando da Pontedera e San Gimignano per arrivare a Siena. Da lì facciamo una buona parte della via Francigena che va verso Bolsena, dove invertiamo la rotta tornando verso nord. Risaliamo verso il Monte Peglia, entriamo in Umbria e costeggiamo il Lago Trasimeno. Ci inoltriamo in Toscana facendo il Pratomagno, Arezzo, Fiesole, Dicomano. Superiamo l’Appennino Tosco Emiliano e scendiamo a Lugo, dove inizia il tratto di pianura. Percorriamo circa 200 km della ciclovia che costeggia il fiume Po, passando da borghi come Brescello e arriviamo a Fombio, per percorrere poi la ciclabile del Naviglio Grande e dell’Autostrada, la famosa Tav da Arluno a Boffalora, per poi tornare a Parabiago. Una peculiarità di quest’anno è quella di portare i cicloamatori in strade il più possibile verdi, non frequentate da un grosso traffico. In questo percorso di 1600 km ci sono 16 Comitati di Tappa che sono dislocati a distanza di 80/100 km l’uno dall’altro dove, grazie alla presenza degli organizzatori e alla loro assistenza, i cicloturisti possono mangiare e riposare. Tramite il Roadbook a loro disposizione, i ciclisti conoscono esattamente il percorso e hanno tutte le indicazioni descritte in modo molto preciso. Hanno un tempo minimo e massimo di percorrenza di tappa, ma anche globale. La velocità massima è quindi limitata, per ragioni di sicurezza ma anche per lo spirito non competitivo della manifestazione. I cicloamatori non potranno percorrere il percorso in meno di 78 ore e non potranno impiegarci di più di 134 ore.”
    L’arrivo del primo cicloamatore è quindi previsto nella tarda serata di lunedì 19 agosto, quando le porte del Venegoni – Marazzini saranno aperte per l’arrivo dei primi ciclisti: ad attenderli ci saranno tanti volontari pronti a dare supporto dopo la grande fatica. Il close time dell’intera manifestazione è previsto per giovedì 22 agosto alle ore 10:30.
    “Per riuscire a gestire un evento di così grande portata sono impiegati circa 450 volontari. Non credo potremo ingrandirci di più…credo si sia raggiunto il massimo – sorride l’ideatore e organizzatore della 1001 Miglia. Oltre al Rugby Parabiago e al Comune, voglio spendere una parola di ringraziamento per la Protezione Civile, l’Unità Cinofila di Nerviano e a tutti coloro che, in questo momento, su gran parte del suolo italiano, si stanno prodigando perché tutto proceda al meglio.”

    La 1001 Miglia è l’apice di una lunga serie di eventi sportivi che hanno caratterizzato la primavera e l’estate parabiaghese al Centro Sportivo Venegoni – Marazzini.
    Dal mese di maggio in poi è stato un susseguirsi di appuntamenti per gli appassionati: a partire dal Trofeo del Galletto, evento nazionale di minirugby dedicato ai più piccoli che ha visto più di 1000 bambini divertirsi nei weekend del 4-5 maggio e del 25-26 maggio, passando dal torneo di Rugby Touch che si è tenuto l’11, alla gara di crossfit Hold Fast Competition del weekend successivo, alla gara regionale di atletica leggera del 2 giugno fino ad arrivare alla randonnée 1001 Miglia ora in corso.

    Un centro sportivo che ha vissuto anche l’organizzazione di giornate infrasettimanali di sport dedicate ai piccolissimi con la Scuola dell’Infanzia Paolo Neglia di Vanzago e la Festa dei Remigini di tante scuole del territorio del 6 giugno, così come la giornata di chiusura dell’anno scolastico della Scuola Secondaria di 1° grado dell’Istituto Barbara Melzi e della Fondazione Gattinoni di Pregnana Milanese. Senza dimenticare il Red&Blue Summer Camp che lungo tutta l’estate accompagnerà bambini e bambine in un percorso educativo, sportivo e culturale dove il Centro Sportivo diventa un luogo sicuro di amicizia e socialità per i più piccoli.

    Tanto sport, divertimento e aggregazione che fanno del Centro Sportivo Venegoni – Marazzini un fiore all’occhiello della Città di Parabiago.

  • Quel podio olimpico tutto cubano, ma senza bandiera né inno

    Quel podio olimpico tutto cubano, ma senza bandiera né inno

    Cos’hanno in comune Andy Diaz, Diaz Fortun e Pichardo? Oltre, ovviamente, ad essere tre formidabili triplisti e aver condiviso il podio olimpico di Parigi giusto qualche settimana fa? Sono cubani di nascita. In altre parole, il salto triplo maschile è affare di Cuba, l’isola ribelle che da decenni subisce la prepotenza occidentale per il solo fatto di ostinarsi a non chinare il capo davanti ai fautori del mondo unipolare. Pichardo, dei tre, è quello numericamente più titolato e vanta medaglie d’oro mondiali ed europee oltre, appunto, al recente argento parigino. Oggi, però, gareggia per il Portogallo. Diaz Fortun, invece, i suoi salti li esegue per la gloria spagnola e le due ultime competizioni importanti in ordine di tempo, Europei ed Olimpiadi, le ha messe in cascina entrambe.

    Infine, c’è Andy Diaz, a competere per casa Italia. Sì, perché, non più tardi del febbraio del 2023, il Ministro Piantedosi ha fatto in modo che gli fosse conferita la cittadinanza italiana e, pertanto, a Parigi ha fatto il suo esordio in maglia azzurra. Un esordio, appunto, di bronzo. Un passo indietro. Nell’estate del 2021, Andy Diaz, all’atto di salire sul volo per Tokyo – la sede delle penultime Olimpiadi – faceva perdere le sue tracce. Atterrò in Italia con destinazione Livorno. Il suo gancio è Fabrizio Donato, ex triplista anch’esso, pure lui medagliato. Ora sono le Fiamme Gialle ad assicurarsi i suoi servigi da atleta. Si sa, le medaglie fanno sempre gola. Così, Diaz va a rimpinguare un medagliere italiano già decisamente capiente che, a Parigi, per la spedizione azzurra significa Top Ten e per il CONI l’ovvio ritorno a trecentosessanta gradi.


    I tre saltatori sono quindi accomunati da un conseguenza della loro scelta di vita. Hanno beneficiato gratuitamente delle strutture sportive cubane e dei relativi tecnici per diventare campioni, salvo poi fare le fortune di nazioni che ne hanno acquistato la professionalità.

    Lecito, più o meno, ma senza dubbio di poca riconoscenza. Antipatico, pure, se si pensa alla fatica che costa alla Cuba poverissima il sacrificio di tenere viva una meravigliosa tradizione sportiva. Figlia della Rivoluzione e di un incrollabile desiderio di Fidel Castro, tutto in condizioni di embargo criminale a cui è sottoposta da decenni. ‘Bloqueo’, per dirla alla cubana, appoggiato dalle stesse nazioni che poi si assicurano la prestazione dell’atleta in cambio di benefici solitamente negati alle medesime latitudini a quelli che non eccellono nello sport. Non si può avere la controprova ma è assai probabile che i tre saltatori non sarebbero diventati tali qualora nati (poveri) altrove.

    Legge del mercato, mercificazione dell’uomo e, en passant, dello sport. In un periodo storico nel quale il pensiero egemone occidentale si adopera a demonizzare i confini dipinti alla stregua di catene, in un processo di liquefazione delle strutture sociali e di liberalizzazione selvaggia della circolazione di ogni cosa, uomini inclusi. Cuba, con mezzi economici pressoché azzerati e volontà commovente, è la nazione dell’America Latina con il maggior numero di medaglie olimpiche dopo il gigante brasiliano. Se non è un miracolo, poco ci manca. Tuttavia, prima della Rivoluzione in un paese alla mercé del malaffare, di sport per le strade nemmeno l’ombra. Castro e Guevara, al contrario, lo hanno sempre considerato un aspetto inscindibile dal resto della vita e fin da subito si posero il problema di garantire l’accesso allo sport all’intera popolazione. Ci riuscirono. Via gioco d’azzardo prostituzione e faccendieri; dentro campi da gioco e campioni. Forgiati, questi ultimi, dal socialismo cubano che ci fa così tanta paura.

    E pure da una Costituzione antesignana che, a riguardo, include proprio il Diritto allo sport tra i suoi articoli. Così, camminare per le città dall’Avana a Santiago, significa imbattersi in playground a perdita d’occhio e di diversa natura. Tutti gratuiti, tutti a disposizione delle scuole. E sempre parlando di scuola, è interessante ricordare che ogni bambino cubano ha il dovere di imparare a praticare uno sport di squadra e uno individuale di combattimento. Non a caso a Cuba nascono giganti come fu, per esempio, Teofilo Stevenson, l’imperituro pugile che rifiutò milioni di dollari per non mancare di rispetto a milioni di cubani che lo adoravano. Oppure come Mijain Lopez, l’uomo capace di vincere cinque ori olimpici in cinque edizioni diverse dei Giochi. Record mai raggiunto da nessun abitante del pianeta Terra, che se fosse nato a Miami anziché a Herradura avrebbe una visibilità e una fama da rockstar. Ma è cubano. Mijain, lottatore di professione, che non perde mai occasione per ringraziare la patria e i principi morali che la sorreggono per la possibilità di assurgere a leggenda che gli è stata concessa. Insomma, non è mica detto si debba necessariamente fare la scelta di crescere, imparare, usufruire e fuggire. A Cuba li chiamano disertori ma dalle nostre parti fa gioco propagandistico definirli esuli. Ma tant’è.

    “Abbiamo formato i nostri atleti per fargli servire il popolo, perché donino allegria, gloria e onore al popolo” ripeteva spesso Fidel Castro disquisendo di sport. Una frase, questa, paradigmatica di come Cuba concepisca lo sport quale lasciapassare per il benessere sociale e che plasticamente traduce il sentimento e l’orgoglio di un popolo intero. Sport uguale vita, ma solo se di tutti.

  • Basket A2, il calendario delle amichevoli di Vigevano

    Basket A2, il calendario delle amichevoli di Vigevano

    Cominciata l’attività sul campo, spettano dodici giorni di allenamento filati (con l’unica eccezione di un giorno di riposo concesso lunedì 19 agosto) alla ELAchem Vigevano prima dell’esordio agonistico, previsto domenica 25 agosto fra le mura amiche del PalaELAchem contro Crema (serie B nazionale) con palla a due alle ore 18. Il secondo appuntamento è previsto mercoledì 28 agosto (in anticipo di un giorno rispetto al programma originario), sempre in casa, contro OrziBasket, altra squadra militante in serie A2, con inizio alle ore 18.00.

    Tre giorni dopo, sabato 31 agosto, sarà invece il turno del “Memorial Bertolazzi” con la sfida di Omegna contro la Paffoni Fulgor Basket Omegna, appartenente alla serie B nazionale. La settimana successiva arriva il doppio impegno del torneo di Lignano Sabbiadoro: venerdì 6 settembre è prevista la semifinale alle ore 21.15 contro Cividale del Friuli, finale il giorno successivo (3°/4° posto alle ore 17.00, 1°/2° posto alle ore 19.15). Sabato 14 settembre trasferta a Piacenza per affrontare l’Assigeco (serie A2), le ultime sgambate sono previste in casa contro Desio (serie B nazionale) giovedì 19 settembre ma soprattutto sabato 21 settembre, quando Vigevano 1955 ospiterà la formazione svizzera del Massagno, finalista dello scorso campionato elvetico, in un’amichevole dal prestigioso sapore internazionale, valevole per la prima edizione del “Trofeo Rotary Lomellina”.

    Il calendario:
    Dom. 25/08/24 – ELAchem Vigevano-Crema – ore 18.00
    Mer. 28/08/24 – ELAchem Vigevano- OrziBasket – ore 18.00
    Sab. 31/08/24 – Memorial Bertolazzi – Omegna-ELAchem Vigevano – orario da definire
    Ven. 06/09/24 – Torneo Lignano Sabbiadoro – ELAchem Vigevano-Cividale del Friuli – ore 21.15
    Sab. 07/09/24 – Torneo Lignano Sabbiadoro – Eventuale 3°/4° posto ore 17.00/eventuale 1°/2° posto ore 19.15
    Sab. 14/09/24 – Assigeco Piacenza-ELAchem Vigevano – orario da definire
    Gio. 19/09/24 – ELAchem Vigevano-Desio – orario da definire
    Sab. 21/09/24 – ELAchem Vigevano-SAM Basket Massagno (Svi) – ore 21.00

  • San Siro, ipotesi di vendita?

    San Siro, ipotesi di vendita?

    L’ipotesi di Milan e Inter è “l’acquisto” dello stadio Giuseppe Meazza di San Siro che “naturalmente dovrà avvenire con una gara pubblica”. Lo riferiscono fonti vicine ai club milanesi a chiarimento della “comunicazione” giunta venerdì mattina al sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in cui è stato riferito che le squadre sono pronte a prendere “considerazione ipotesi relative all’acquisto o al diritto di superficie dello stadio” e delle “aree di pertinenza”.

    E’ lontana, invece secondo le stesse fonti, l’ipotesi che ha (ri)cominciato a circolare di una new company a capitale misto pubblico-privato (maggioranza pubblica) da patrimonializzare con il conferimento dell’impianto. Si tratta della proposta ‘D’Alfonso-Scalpelli’, dai nomi dell’ex assessore al Commercio di Milano e dell’intellettuale, politico e manager, già circolata nel 2022-23, per la creazione di una società pubblico-privata con Palazzo Marino al 51% del capitale e il restante 49% in mano ai privati. Alla società andrebbero conferiti gli attuali terreni e lo stadio di Milano per patrimonializzarla. La missione sarebbe quella di progettare e realizzare la rigenerazione e lo sviluppo dell’intera zona San Siro come distretto sportivo metropolitano sul modello per Arexpo spa che da 8 anni gestisce lo sviluppo urbanistico nei terreni dell’Esposizione Universale 2015, di cui il sindaco Sala è stato commissario unico. “Nessuna società ulteriore – spiegano – sarebbe complesso anche per il Comune”.

  • Parte la serie A:  Milan e Inter in pole position

    Parte la serie A: Milan e Inter in pole position

    Il conto alla rovescia per l’inizio della Serie A è quasi terminato, e l’attesa cresce tra squadre e tifosi, pronti a sostenere i propri beniamini. Si comincia sabato 17 agosto, con una giornata che vedrà subito protagoniste le due squadre milanesi, entrambe con i favori del pronostico nei confronti delle rispettive avversarie.

    Il primo match della stagione 2024/2025 sarà quello dei Campioni d’Italia, che apriranno ufficialmente il campionato affrontando il Genoa in trasferta (anche se, nello stesso orario, si giocherà anche Parma-Fiorentina). Secondo le quote Serie A, la squadra di Simone Inzaghi è la favorita per la vittoria: il segno “2” è quotato a 1.60, contro il 5.40 della vittoria del Genoa, mentre il pareggio è a 3.85. In serata, alle 20:45, sarà il turno del Milan, che ospiterà il Torino a San Siro: il segno “1” è quotato a 1.72, il pareggio a 3.60, e la vittoria dei granata a 4.74. Va detto che il Torino si presenta con una rosa ancora incompleta e priva di due pedine fondamentali come Vlasic e Schuurs, entrambi indisponibili.

    Anche Inter e Milan potrebbero avere bisogno di ulteriori ritocchi per completare le rispettive rose, ma quelle attuali sono comunque di gran lunga superiori, sia tecnicamente che qualitativamente, alle prime avversarie di questa tanto attesa nuova stagione.

    La squadra di Fonseca (Milan) sembra ancora in ritardo nel completamento della rosa rispetto ai cugini nerazzurri. Diverse trattative sono in corso, in particolare per Emerson e Fofana, ma nelle ultime ore è emerso anche un forte interesse per Federico Chiesa, uno dei giocatori in uscita dalla Juventus.

    Il nome dell’attaccante azzurro è un obiettivo anche per Marotta. Non è un segreto che l’Inter stia cercando di piazzare un paio di attaccanti, come Correa e Arnautovic, e l’ex giocatore della Fiorentina potrebbe rappresentare un vero colpo di mercato: si vocifera addirittura di un possibile scambio con Frattesi.

    Infine, tra Milan e Inter, c’è ancora il tema dello stadio, una questione che si sta prolungando forse troppo e che dovrà essere risolta prima o poi. Sarà San Siro a restare il teatro delle sfide milanesi? È ancora presto per dirlo…

  • Basket A2: Vigevano ‘apre le porte’ al pubblico il 12 agosto

    Basket A2: Vigevano ‘apre le porte’ al pubblico il 12 agosto

    In attesa del via della nuova stagione, fissato per lunedì 12 agosto con il primo giorno di raduno al quale i tifosi potranno liberamente assistere dalle tribune del PalaELAchem a partire dalle ore 17 circa, sono stati definiti i numeri di maglia del roster che affronterà il campionato di serie A2. Accanto ai quattro confermati (Giacomo Leardini con lo 00, Kristofers Strautmanis con il 12, Filippo Rossi con il 33 e Michele Peroni con il 66) c’era curiosità per conoscere i numeri dei nuovi arrivati. Ebbene, Celis Taflaj avrà il 4, Myles Mack vestirà il 7, Matteo Galassi l’8, Prince Oduro l’11, Gabriele Stefanini il 15, Gabriele Andretta il 16, Francesco Tedoldi il 17 e Mihajlo Jerkovic il 68.

    Intals al fianco di Vigevano 1955 per la stagione 2024/25

    Intals entra a fare della famiglia della Nuova Pallacanestro Vigevano 1955 nel ruolo di official sponsor a partire dal prossimo campionato di serie A2. L’azienda che ha sede a Milano e siti produttivi a Parona (Pv) e Ambivere (Bg), vanta una storia ultracentenaria nella produzione di leghe di alluminio (circa 200 mila tonnellate all’anno), utilizzando metalli di recupero, residui di lavorazione e rottami di raccolta, che altrimenti andrebbero smaltiti come rifiuti. Le leghe prodotte sono successivamente impiegate da altre aziende per la produzione di nuovi oggetti, grazie alla caratteristica dell’alluminio di poter essere completamente riutilizzato, evitando quindi l’estrazione dai giacimenti naturali, nel pieno rispetto dell’ambiente, e permettendo allo stesso tempo di valorizzare e preservare risorse energetiche e naturali, grazie all’attenzione sull’innovazione tecnologica.

    Grande soddisfazione viene espressa dall’amministratore delegato dell’azienda, Marco Vedani: “Con la Nuova Pallacanestro Vigevano condividiamo valori, visione e radicamento sul territorio. I tesserati, i tifosi e le aziende partner creano intorno alle società sportive delle vere e proprie comunità. Siamo orgogliosi di entrarne a far parte”.

    “Ci leghiamo a una società come Intals che si colloca in una posizione importante sul mercato grazie alla passione, tradizione e determinazione, tutti valori che la accomunano alla Nuova Pallacanestro Vigevano 1955. Siamo fieri di avere Intals al nostro fianco”, ha dichiarato il presidente gialloblu Marino Spaccasassi.

  • C’è anche Novara nel trionfo olimpionico delle ginnaste azzurre

    C’è anche Novara nel trionfo olimpionico delle ginnaste azzurre

    “Complimenti al team manager novarese della nazionale femminile di ginnastica artistica, Massimo Contaldo, grazie al quale c’è anche un po’ di Novara in queste Olimpiadi. Dopo la medaglia conquistata nei giorni scorsi, ieri sera un altro straordinario risultato delle ginnaste Alice D’Amato e Manila Esposito con l’oro e il bronzo dopo una gara emozionante e piena di colpi di scena. A Massimo, a sua moglie Donatella Sacchi, già ginnasta novarese alle Olimpiadi di Montreal e anche lei presente a Parigi in qualità di Presidente del Comitato Tecnico internazionale di Ginnastica Artistica Femminile, vanno le nostre congratulazioni per il grande lavoro di gestione e supervisione delle atlete, oggi sul podio di uno sport che vede una rinascita anche grazie agli stimoli e ai contenuti dei nostri dirigenti.

    Sono sicuro che anche noi possiamo ambire ad avere atlete di livello olimpico nel prossimo futuro, grazie anche alle competenze di altissimo livello che abbiamo sul territorio, ma ciò sarà possibile solo attraverso investimenti mirati e concreti per creare strutture moderne e ben attrezzate, capaci di far nascere e crescere nuovi talenti. Le due società storiche della città, la Ginnastica Pro Novara e la Ginnastica Libertas Novara, giocano un ruolo fondamentale in questo scenario. Proprio in questa direzione stiamo andando restituendo lo spazio della palestra storica del sotto Stadio alla Pro Novara e creandone uno nuovo dedicato a Libertas. Queste realtà non solo offrono da sempre una formazione tecnica di altissimo livello, ma coltivano anche i valori dello sport e dello spirito di squadra, contribuendo a creare una solida base per i giovani atleti e offrendo loro una valida alternativa alle distrazioni odierne. Lavorando insieme, istituzioni e società, possiamo puntare a risultati di primissimo livello.” – così il Vicesindaco e Assessore allo Sport Ivan De Grandis