Categoria: Sport

  • Fabio Capello al Sicily Business Forum: “Spalletti è l’allenatore che oggi incarna il mio modello di leadership”

    Fabio Capello al Sicily Business Forum: “Spalletti è l’allenatore che oggi incarna il mio modello di leadership”

    Essere umili, rispettosi, studiare e aggiornarsi costantemente, essere fedeli ai propri valori, saper ascoltare le opinioni di chi si ha intorno seppure nella consapevolezza che, alla fine, nelle decisioni si è sempre soli e che ogni giorno vieni giudicato su qualunque cosa: da come ti comporti quando vinci a quando perdi, come ti comporti con Ronaldo così come con uno della primavera. Questa la ricetta del successo che Fabio Capello, uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio italiano, ha condiviso a Catania con la nutrita platea del Sicily Business Forum.

    L’allenatore ha ripercorso tutte le principali tappe della sua lunga carriera con i 400 imprenditori che si sono riuniti nella sala del Four Points by Sheraton Catania Hotel per il più grande evento di business del Sud Italia, realizzato da Plurimpresa in collaborazione con Performance Strategies. L’excursus è partito dal suo primo e più grande allenatore, suo padre, le cui parole dette all’uscita dalla scuola a 15 anni, “Provaci!”, sono state un mantra scolpito nella sua mente per tutta la vita, un input a superare qualsiasi sfida gli si sia presentata.

    Capello ha messo l’accento sull’importanza di saper individuare e gestire i tipi di leader diversi: quelli in campo, quelli dello spogliatoio, quelli positivi e anche quelli negativi, come Ronaldo Luís Nazário de Lima, definito da Capello il “numero uno, quello con più qualità in assoluto” tra i giocatori che ha conosciuto, ma anche un calciatore il cui comportamento dentro e fuori dal campo, lo esasperò al punto da decidere di allontanarlo. “Si rifiutava di impegnarsi per rimettersi in forma e aveva un’influenza negativa su altri 7-8 giocatori che si facevano trascinare nei suoi bagordi serali”. Un ricordo che viene contrapposto invece a quello di David Beckham, ricordato dall’allenatore come un modello di leader positivo: “un ragazzo splendido, di un’umiltà unica”.

    La sconfitta più cocente, ricordata da Capello, è stata quella al Milan nell’anno del rientro dal Real Madrid. “Accettai di tornare – ha detto – perché Berlusconi mi chiamò e mi disse che avevano bisogno di me. Mi sentivo in debito nei suoi confronti, a lui dovevo tutto. Era quello che mi aveva tolto dall’ufficio e riportato in campo. Mi fece fare corsi da manager, dei corsi di inglese, altri in ambito psicologico. Vedeva qualcosa in me”. Ma, a differenza della prima esperienza alla guida del Milan, quella stagione non ebbe un buon epilogo.
    “Trovai una squadra – ha raccontato – che non riuscii ad amalgamare e mi mandarono via. La sconfitta va gestita e va studiata: devi capire gli errori che hai compiuto per non ripeterli più. Dopo quell’esperienza mi venne ancora più voglia di rimettermi in gioco e di non cadere più. Con tanta fatica e tanta volontà, riuscii poi a vincere un campionato con la Roma”.

    Fondamentale, per Capello, è il tema dell’umiltà e il rispetto “Sono cose che si hanno dentro. Ciò che insegnavo sempre ai miei calciatori era il fatto di trattare sempre con rispetto ed educazione tutti i componenti di una squadra: dai massaggiatori, ai magazzinieri, fino a tutta l’équipe”. Rispondendo alla domanda di Safiria Leccese in merito a chi tra gli allenatori del panorama attuale incarni il suo modello di leadership, Capello ha risposto: “Considerato quello che ha fatto a Napoli, direi Luciano Spalletti”.

    Infine, il segreto per reggere la pressione. “Io ho avuto una forza: in casa non si parlava mai di calcio e io non leggevo mai i giornali, né quando vincevo, né quando perdevo. Vivevo – ha detto l’allenatore – in una sorta di camera sterile. In casa non ho mai portato un trofeo, li tengo in cantina, perché per me quando hai vinto hai fatto solo il tuo lavoro e devi pensare al dopo”.

  • Ozzero: sabato 23  in campo Sindaci e Magistrati per Il Melograno e l’Hospice

    Ozzero: sabato 23 in campo Sindaci e Magistrati per Il Melograno e l’Hospice

    La Nazionale italiana dei sindaci in campo domani alle 14,30 ad Ozzero contro Nazionale Italiana Magistrati in favore di Anffas Onlus di Abbiategrasso – Fondazione “Il Melograno” Onlus e Hospice Abbiategrasso.

    Una bellissima iniziativa nel segno della solidarietà e dei veri valori dello sport. A calcare il terreno da gioco ad Abbiategrasso anche il primo cittadino di Ozzero Guglielmo Villani.

    Accanto all’ormai storica Nazionale Magistrati c’è la meno conosciuta Nazionale dei Sindaci.

    Nel 2002, l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni d’Italia) ha promosso un’importante e lodevole iniziativa: la formazione di una squadra di calcio composta da Sindaci Italiani.

    Lo scopo era, ed è tuttora, quello di organizzare manifestazioni in varie città d’Italia e all’estero, dove siano presenti importanti progetti a carattere sociale, il cui ricavato venga di volta in volta devoluto ad Associazioni benefiche attive sul territorio o su più ampia scala.

  • Resta con noi Nick, non ci lasciar, la notte mai più scenderà.. di Teo Parini

    Resta con noi Nick, non ci lasciar, la notte mai più scenderà.. di Teo Parini

    Nick Kyrgios, quello che le anime belle del tennis descrivono come bad boy per qualche racchetta dilaniata al cambio di campo o per la sua incapacità di omologarsi al diktat insipido del politically correct nelle esternazioni pubbliche, deve fare un annuncio. Criptico: l’annuncio dell’annuncio. Questa sera alle ore 21 di un non meglio menzionato fuso orario dalle sue pagine social farà sapere qualcosa, a quanto pare, di importante. Tanto dal doverlo, appunto, preannunciare. E, considerato che non gioca una partita praticamente da un anno e mezzo, il dubbio di sentire ciò che noi adoratori viscerali del piu grande talento vivente del dopo Federer non vorremmo sentire è piuttosto assillante. Nick, non è che stai per dire che può bastare così e che lo switch da tennista a cronista è irreversibile? No, eh.

    Ventotto anni e una scarsissima propensione a sacrificare il bello della vita e pure il giusto, che nel suo caso significa aiutare chi sta indietro, Kyrgios, piombato come un uragano sul pianeta tennis quando giovanissimo fece secco Nadal (quello vero) a Wimbledon, numericamente parlando ha disatteso ogni attesa possibile. Insomma, tra cinquant’anni, quando la nostra generazione sarà ormai chiamata a fare altro e da altre parti, il rischio che saranno in pochissimi a parlare di lui, causa assenza dagli almanacchi, è concreto. Fortuna che siamo nell’epoca di YouTube e, chi avrà la fortuna di sentirlo nominare, potrà studiarsi la carriera dell’australiano che non vinceva mai, perché imbolsito dalle nottate al pub e allergico ad allenatori e metodi. Trofei a parte, Kyrgios, per almeno i prossimi due secoli, sarà considerato il più forte giocatore di ogni epoca a non aver sollevato al cielo manco un Mille ma, paradossalmente, il tennis gli deve tantissimo, checché se ne dica. Quando si è allenato se non con costanza almeno con una sporadicità non distruttiva, ha preso il trio Federer-Nadal-Djokovic al loro acme e li ha messi in riga. E lo ha fatto senza una straccio di idea tattica in testa che fosse una, così, di solo braccio.

    Un arto eterodiretto dagli dèi del gioco, il suo, e governato da una delle mani più educate di ogni tempo. Mano dalla quale, parafrasando il Clerici-pensiero dedicato a McEnroe ma fa lo stesso, vorremmo essere accarezzati per quanto sensibile. Così, imparato molto alla svelta a non riporre aspettative sul suo operato tennistico, abbiamo goduto dell’eccezione alla regola, l’antidoto alla noia del tennis post Bollettieri, l’elevazione del talento a unica regola di vita e non solo quella sportiva. E chissenefrega se gli abbiamo visto lanciare la sedia al cambio di campo o abbiamo sentito urlare al suo box le peggio cose, del resto non ha mai ambito ad essere considerato l’allievo modello da indicare ai giovani. Perché quello che gli si è ammirato fare imbracciando la racchetta con l’aria di chi non vede l’ora di stringere la mano all’avversario per catapultarsi al bancone del bar ci ha ripagato di decenni – peraltro lontani dal concludersi – di tennis orripilante e stereotipato; degrado stilistico del gioco che fu di Tilden, Laver, Panatta e McEnroe. Quindi meraviglioso.

    Per carità, tipo stano Kyrgios. Dunque, potrebbe essere la sua solita baracconata per informarci di quale sarà il torneo che lo vedrà fare il rientro nel circus. Magari proprio sull’erba di Wimbledon, dove un paio di stagioni fa a momenti ci scappava il colpo gobbo, con Djokovic puntuale e cinico nel ricordare all’ecosistema tennis che è sempre la meticolosità robotica l’unica via per il successo. Anche se i colpi sono quelli di Kyrgios. Altresì, potrebbe anche rendere partecipe i suoi tifosi dell’ennesima iniziativa benefica intrapresa per conto della fondazione che porta il suo nome e si impegna a fare sì che non esistano bambini di serie b su questo pianeta. È fatto così, Nick, buono come solo le peggiori teste di cazzo sanno essere. Noi, infatti, non dimentichiamo i giorni nefasti della pandemia e dell’impotenza generale. Quando lo potevi vedere rimbalzare da una casa all’altra del suo quartiere a consegnare la spesa a chi la spesa non poteva permettersi di farla. E di tante altre cose, al pari di un lungolinea di rovescio, il suo marchio di fabbrica, un tweener o una volée no look. Il tutto condito dal ghigno strafottente, ma che strafottente non è, di chi nella vita ha capito che è non prendendosi mai troppo seriamente che per definizione non si perde mai.

    Certo, in tempo di guerra le cose importanti sono altre – che scoperta – ma per gli estimatori dello sport quale diffusore di bellezza la giornata di oggi rischia di non essere la migliore possibile. Perché, sì, Djokovic è un gigante epocale e pure Sinner è un campione di razza, ma se l’occhio non esige la sua parte ci si diverte solo a metà. E un match di Kyrgios sta ad uno di Rune – o di chi volete voi, a scelta – come novanta minuti di Rivera in mezzo al campo stanno a quelli di Furino. Staremo a sentire. Sperando, con tutto l’egoismo del caso, che quel diavolo di un Kyrgios annunci alla sua maniera di voler concedere a sé e al tennis un’ultima chance. Così, di puro talento ignorante, come piace maledettamente a noi.

  • Al via la ‘Sedrianocup’, torneo internazionale di calcio giovanile giunto alla quinta edizione

    Al via la ‘Sedrianocup’, torneo internazionale di calcio giovanile giunto alla quinta edizione

    E’ ai nastri di partenza la quarta edizione della SWC, il prestigioso torneo internazionale giovanile di calcio che trasformeranno Sedriano e Bareggio, cittadine nel cuore dell’hinterland milanese, in un’arena globale dove eccellenze sportive e spirito internazionale si incontrano e si uniscono in un’unica passione.

    Patrocinato dai Comuni di Sedriano e Bareggio, dal 28 al 31 marzo, verranno accolti 31 club, con un totale di 54 squadre e circa 1200 atleti provenienti da vari paesi, pronti a dare il meglio di sé sui campi di gioco e a regalare spettacoli di talento e passione pura per questo sport.

    Il torneo prenderà ufficialmente il via giovedì 28 marzo alle ore 18.30 con una cerimonia di inaugurazione presso il Sedriano Football Center, in via Campo Sportivo 12 a Sedriano, con ingresso gratuito per tutti gli appassionati. Ogni club sarà presentato in un’emozionante fusione di colori, culture e tradizioni, mentre spettacoli mozzafiato intratterranno il pubblico, dando il via a un’avventura sportiva straordinaria. La presentatrice d’eccezione e madrina dell’evento sarà Eva Gini, giornalista di Sport Mediaset e grande sostenitrice del Sedriano Football Club.

    Le oltre 270 partite si svolgeranno nei centri sportivi di Sedriano, Bareggio e Vighignolo dove i giovani talenti si metteranno alla prova, si confronteranno con coetanei provenienti da diverse culture e, come già accaduto nelle passate edizioni, nasceranno legami di amicizia e rispetto che vanno ben oltre il campo da gioco.

  • Magenta. Conto alla rovescia per i “Doctor bikeDays”

    Magenta. Conto alla rovescia per i “Doctor bikeDays”

    E’ partito ufficialmente il conto alla rovescia in vista della ‘due giorni’ dei prossimi 23 e 24 marzo firmato Doctorbike, presso il negozio di Corso Europa 82 lungo l’ex Statale 11 di Massimo Calcaterra. I “Doctor bikeDays” sarà un grande evento interamente gratuito dedicato a tutti gli appassionati di ciclismo.

    “Una sorta di fiera espositiva – ci spiega Calcaterra che porta avanti la sua attività insieme alla compagna nella vita e nel lavoro Giuliana (per tutti ‘Giuly’) – con le novità del mercato bike e grande novità corsi formativi e work shop dedicati pensati per tutti i livelli di esperienza”.

    In altre parole, ci sarà la possibilità di apprendere, scoprire ed essere sempre più dentro al mondo a due ruote, ma al contempo ci sarà anche l’opportunità letteralmente di ‘scendere in pista’ in sella ai migliori marchi nel mercato della bici: Cube, De Rosa, 3T e Giant. Solo per fare alcuni nomi tra i più conosciuti.

    Ma andiamo con ordine ripercorrendo il programma di questi due giorni:

    Sabato 23 marzo
    sarà dedicato a formazione e workshop e come detto alla possibilità dalla mattina al pomeriggio (9,30 -17,30) di testare il meglio in circolazione nel mercato della bicicletta. Domenica 24 marzo al mattino (dalle 9:00 alle 12:00) sarà ancora l’occasione ideale, affiancati dallo staff di Doctorbike per provare tutto l’ampio campionario di bici che propone questo negozio sempre più all’avanguardia: bici da corsa, gravel ed e-bike. Dunque, un’opportunità per tutti.

    Da chi in bici pedala e tanto, ma anche per chi vuole provare l’esperienza di una pedalata assistita e magari trovare in questi nuovi modelli una soluzione comoda per gli spostamenti di tutti i giorni. Vi diamo due ultime informazioni di servizio per partecipare al meglio ai “Doctor bikeDays”: prima cosa per partecipare alle attività è obbligatoria la prenotazione (tel 02 97255461) , seconda non meno importante per i test bike è richiesto l’abbigliamento specifico da bici, il casco e un documento d’identità.

    A questo punto vi abbiamo dato tutte le anticipazioni del caso. Adesso tocca a voi chiamare e salire in sella !!! Massimo insieme a ‘Giuly’ e a tutto lo staff di Doctorbike vi aspettano con la consueta competenza, professionalità e disponibilità di chi ha saputo trasformare una grande passione in un lavoro.

    Un valore aggiunto fondamentale per chi ha l’ambizione di eccellere e di migliorarsi costantemente giorno dopo giorno con impegno e sacrificio.

    L’esatta metafora dello sport e, più ancora del ciclismo, che Massimo con la sua squadra hanno saputo trasformare in un’impresa. Sotto tutti i punti di vista.

    Per essere aggiornati sulle novità dell’evento seguiteci su https://www.instagram.com/doctorbike.store/

  • Calcio, Eccellenza: brutta caduta casalinga per il Magenta e adesso il primo posto si allontana

    Calcio, Eccellenza: brutta caduta casalinga per il Magenta e adesso il primo posto si allontana

    Niente da fare. Momentaccio per il Magenta Calcio che dopo aver condotto fin qui un campionato letteralmente sontuoso, rischia di perdersi sul più bello.

    Ieri pomeriggio al ‘Plodari’ era in programma il turno infrasettimanale di recupero contro l’Ardor Lazzate che adesso con i suoi 51 punti è in scia al Magenta secondo a 54 ma staccato dall’Oltrepò a quota 59.

    Dopo il pareggio interno agrodolce con la Sestese, c’era tanta voglia di tornare al successo per le Aquile anche ieri sostenute da un buon pubblico.

    Purtroppo dal campo è giunto un altro verdetto. L’Ardor Lazzate è sceso in campo con molta più cattiveria agonistica e soprattutto nella seconda fase dell’incontro anche maggiore lucidità.

    Il Magenta è andato negli spogliatoi sotto di un gol. Nella ripresa il copione non è cambiato. Non è bastata la generosità ai padroni di casa. I brianzoli hanno portato il risultato sul 3 a 0. Nel finale a tempo ormai scaduto il gol della bandiera di David Nossa.

    Adesso arriva la pausa pasquale, quanto mai propizia, per ricaricare le energie in vista del rush finale. Magenta finora protagonista di questo campionato d’Eccellenza. Tutto può ancora succedere. A patto di tornare ad essere quelli di un mese fa.

    GUARDA LE IMMAGINI PRINCIPALI DELLA GARA SUL SITO WWW.PAOLOZERBI.COM
    https://paolozerbi.com/magenta-ardor-lazzate-gli-highlights-video/

    Risultati e marcatori dei tre recuperi

    VERBANO-SESTESE 0-0

    MAGENTA-ARDOR LAZZATE 1-3 Reti: 31′ Giangaspero (A), 14′ st Fogal (A), 47′ st Giangaspero (A), 50′ st Nossa (M).

    ACCADEMIA PAVESE-CASTANESE 3-2 Reti: 6′ rig. Zani (A), 9′ Salom (C), 28′ Gambazza (A), 28′ st Zani (A), 37′ st Salom (C).

  • Doctorbike Days 2024: Massimo Calcaterra a TG Imprese in attesa del fine settimana dedicato alle due ruote

    Doctorbike Days 2024: Massimo Calcaterra a TG Imprese in attesa del fine settimana dedicato alle due ruote

    Manca poco per il Doctorbike Days 2024, in programma sabato 23 e domenica 24 marzo, quando lo store di Magenta si trasformerà in un tempio del ciclismo. Nell’attesa, Massimo Calcaterra, il dottore della bicicletta, ospite a TG Imprese di Ticino Notizie, parla del suo sogno diventato realtà rivolgendosi agli sportivi, sia principianti che professionisti.
    Tra gli argomenti, durante l’intervista l’ex corridore spiegherà cos’è la biomeccanica del ciclismo e parlerà di parametri di assetto e servizi innovativi.
    Perché la bicicletta si può vivere in tanti modi e può diventare un’esperienza coinvolgente.

  • Ss Versus Legnano: due argenti per Mattia Grassini

    Ss Versus Legnano: due argenti per Mattia Grassini

    A poche settimane dal successo nel circuito Born To Fight Mattia Grassini della Versus Legnano torna altre due volte sul podio in una gara nazionale di sport da combattimento. È accaduto al Kombat Day di Cornaredo, gara valida come preselezione per i campionati italiani. Il giovane atleta Legnanese ha infatti ottenuto 2 medaglie d’Argento nelle MMA e nella lotta specialità grappling.

    “Un bottino che poteva essere molto più ricco” spiega il suo maestro e DT della Versus Guido Colombo. “Per cominciare Mattia era iscritto nella categoria – 80 KG che però è stato deciso di accorpare nella classe di peso superiore la – 85 KG. Nonostante questo si è comportato molto bene ed è arrivato in finale dove stava vincendo ma ha ceduto a pochi secondi dalla fine ad un atleta molto più esperto. Poi è stata la volta delle MMA dove Mattia ha vinto al primo round contro un atleta del prestigioso team Canonico di Torino. Si è così guadagnato un posto in finale ma abbiamo rinunciato a disputarla perché si era infortunato nel primo match. Nulla di grave ma ho preferito evitare il rischio di una lesione più seria. Da qui a fine aprile abbiamo infatti diverse altre gare ed uno stop prolungato sarebbe controproducente per la maturazione di Mattia. Le gare di queste settimane gli stanno permettendo di fare esperienza e di cominciare ad evitare quegli errori tipici di chi come lui è alla prima stagione da agonista. È un atleta in cui crediamo molto, siamo convinti che l’apice del suo potenziale sia ancora molto lontano”.

  • Rugby Parabiago: buone prestazioni delle Seniores, ma i risultati non  sorridono ai colori rossoblù

    Rugby Parabiago: buone prestazioni delle Seniores, ma i risultati non sorridono ai colori rossoblù

    Che sarebbe stata una domenica impegnativa era nelle previsioni per tutte le nostre squadre Seniores: il First XV in casa della prima della classe Cus Torino, le Rugby Parabiago Women in Conference Cup con Benetton Treviso e la Cadetta con Cus Pavia. Nonostante le buone prestazioni non sono arrivate vittorie, ma sui campi si sono viste comunque tante luci, come hanno sottolineato i tecnici a fine partita.

    Cus Torino – Parabiago, finita 24-23 per i padroni di casa, è stata una partita giocata con tanta attitudine e determinazione, come si evince dalle parole dell’Head Coach Daniele Porrino.
    “Complimenti ai ragazzi che hanno lottato per 80 minuti. Il Cus Torino è una squadra completa, molto brava a giocare nello spazio. I nostri ragazzi hanno messo in campo l’atteggiamento giusto, tanta attitudine e tanta voglia di lottare.

    Peccato perché possiamo migliorare un po’ di disciplina, di scelte individuali nei momenti difficili. Questo ha caratterizzato la partita e non ci ha permesso di riuscire a ribaltare ma con questa base di attitudine ora il lavoro di noi allenatori debba essere concentrato su come far capire ai giocatori come comportarsi nei momenti difficili, in situazioni di sotto numero. Mi prendo la responsabilità di non aver trasmesso la giusta gestione del gioco nella situazione di oggi con una squadra così. Complimenti a tutti i ragazzi.”

    Buona anche la prestazione delle Rugby Parabiago Women che in Coppa Conference escono sconfitte dalle ragazze del Benetton Treviso, squadra impegnata in Élite femminile, con il risultato di 7 – 36.

    “Siamo molti contenti – esordisce l’Head Coach Samantha Grieco. Finalmente le ragazze hanno eseguito le consegne, hanno messo in campo un’attitudine molto positiva, sono state concrete soprattutto nella fase difensiva. Hanno fatto tutto quelle che abbiamo chiesto: sono state aggressive, salivano, erano organizzate. Hanno portato in campo un’attitudine come gruppo molto positiva. Il risultato che ci interessava era la loro comprensione delle richieste e ci hanno pienamente soddisfatto.”

    “Domenica sicuramente positiva per le ragazze – aggiunge il Direttore Tecnico del Settore Femminile Riccardo Rizzo. Mi è piaciuto molto l’atteggiamento messo in campo, di estrema determinazione e durezza nei contatti, sui placcaggi, nei punti di incontro. Sicuramente abbiamo avuto dei palloni in attacco che avremmo potuto sfruttare meglio, però per un po’ di frenesia e un po’ di imprecisione non sono andati a buon fine.

    Da sottolineare che i tre quarti in campo erano molto giovani, con due ragazze del 2001, tre del 2005 e due del 2006: una bella linea verde che ci fa bene sperare per il futuro. È comunque una sconfitta, con un avversario di categoria superiore, che però lascia segnali molto positivi. Oggi era importante fare una prestazione di questo tipo, ma dobbiamo proseguire su questa strada già dalla prossima partita. Nota di merito a Sofia Ceresini, meritatamente Woman of the Match, ma tutta la mischia ha giocato molto bene, in particolar modo la terza linea. Un applauso anche alle esordienti Erica Castiglioni e Marta Cruz Blanco.”

    Molta delusione trapela invece dalle parole dell’Head Coach della Cadetta, che nel match di Serie C con Cus Pavia esce sconfitta per 20 a 27, nonostante il buon match a tratti disputato.

    “Abbiamo iniziato la partita con il giusto atteggiamento e costretto Pavia a difendere – racconta Andrea Musazzi. Poi, su un’azione in soprannumero, abbiamo subito una meta su intercetto e un calcio piazzato che ci hanno costretto a subire un passivo di 10-0. Ma abbiamo saputo reagire e ci siamo portati in vantaggio. Siamo stati superiori nelle fasi statiche dove in mischia chiusa abbiamo macinato metri ma siamo stati imprecisi nell’utilizzo del piede e abbiamo forzato ricicli che ogni volta hanno concesso a Pavia di recuperare il pallone. Onore a loro che hanno lottato fino alla fine ma credo che la sconfitta sia arrivata per demerito nostro e per mancanza di una leadership in campo nei momenti cruciali. Siamo delusi e ci dispiace per il pubblico venuto a tifare per noi: dobbiamo ritrovare la fiducia nei nostri mezzi e la confidenza che avevamo un mese fa il prima possibile.”

    IL TABELLINO
    Grugliasco, “Campo Angelo Albonico” – domenica 17 marzo 2024 ore 15.30 – Serie A maschile, XVII giornata

    IVECO CUS TORINO RUGBY v RUGBY PARABIAGO 24-23 (14-16)
    Marcatori: p.t. 3’ m. Piacenza tr. Zanatta (7-0); 7’ cp. Joubert (7-3); 14’ m. Torres tr. Zanatta (14-3); 33’ m. Bertoni tr. Joubert (14-10); 37’ cp. Joubert (14-13); 40’ cp. Grassi (14-16); s.t. 41’ cp. Zanatta (17-16); 46’ m. Coffaro tr. Joubert (17-23); 70’ m. Caputo tr. Zanatta (24-23)IVECO CUS Torino Rugby: E. Reevs; Monfrino, Torres (58’ Groza), G. Reeves (cap), Civita (60’ Telloni); Zanatta, Cavallaro (41’ Cruciani); Andreica, Spinelli (41’ Di Fiore), Quaglia; Piacenza, Ciotoli; Barbotti (50’ Lombardo), Caputo, Valleise (45’ Liguori) A disposizione: Cataldi, Riccardi All. Lucas D’Angelo

    RUGBY PARABIAGO: Grassi; Cortellazzi, Albano (54’ Durante), Schlecht, Vitale; Joubert, Coffaro (44’ Grassi F.); Paganin (60’ De Vita), Toninelli (73’ Moioli), Messori (38’ Antonini); Caila (44’ Mikaele), Bertoni (53’ Zecchini); Castellano, Cornejo, Strada (44’ Ceciliani)All. Daniele PorrinoArb. Matteo Angelo Locatelli (Bergamo)Cartellini: 23’ giallo Spinelli (Torino), 23’ rosso Castellano (Parabiago), 39’ giallo Ciotoli (Torino), 60’ giallo Monfrino (Torino)Calciatori: Zanatta (CUS Torino) 4/4; Joubert (Parabiago) 4/4; Grassi (Parabiago) 1/1Note: Giornata soleggiata 18° circa. Campo in buone condizioni. Circa 600 spettatori. Punti conquistati in classifica: IVECO CUS Torino Rugby 4, Rugby Parabiago 1

  • Lode e onori a Federica Brignone, la nostra ‘Signora delle Nevi’

    Lode e onori a Federica Brignone, la nostra ‘Signora delle Nevi’

    Noi che abbiamo visceralmente amato Deborah Compagnoni e la sua gentilezza nel tirare le curve e nella vita, quando ancora gli sci erano attrezzi lunghissimi e governabili solo da pochi eletti, a guardare la gara magistrale che è valsa il successo numero ventisette della carriera di Federica Brignone un emozionante back in the days lo abbiamo vissuto in pieno. La valdostana nata a Milano già trentaquattro anni fa, infatti, ha a fatto proprio l’ennesimo gigante della stagione infliggendo un distacco siderale alle avversarie, trasmettendo una sensazione di superiorità tecnica tale da ricordare quando a non avere rivali era proprio Debby, la più bella sciata da quando gli attrezzi hanno smesso di essere ricavati dai tronchi. Sì, l’impressione è stata quella e si immagina non possa esserci complimento migliore.

    Come le possa essere sfuggita la Coppa di specialità resta un mistero. Anzi no, perché la causa è quel maledetto mese di gennaio nel quale Fede ha bucato un paio di gare, finendo per essere scavalcata dalla costanza certosina di una altrettanto valorosa Lara Gut. Ma il secondo posto nella classifica finale di gigante, unito alla seconda piazza nella classifica generale sempre dietro alla ticinese e alle tante vittorie parziali più annessi podi a grappolo, fa della sua stagione un capolavoro. E, considerata la condizione psicofisica, spiace davvero sia finita qui. Brignone, per la verità, è una garanzia da almeno tre lustri, capace di vincere, prima italiana di sempre, la Coppa del Mondo del 2020 oltre che tre medaglie olimpiche e tre mondiali di cui una d’oro. Sessantotto, invece, sono le apparizioni sul podio, una sola in meno del mito di Gustavo Thoeni, tanto per rendere l’idea della grandezza di questa atleta.

    Del resto che potesse diventare la sciatrice più vincente della storia azzurra era scritto nel suo corredo cromosomico. Fede, infatti, è figlia di Maria Rosa Quario detta Ninna, campionessa degli anni Settanta con quattro successi all’attivo in slalom speciale, disciplina meravigliosamente interpretata. Non era facile raggiungere un livello superiore a quello materno, ci è riuscita e passeranno diversi anni prima che una connazionale possa insidiarle lo status di regina azzurra all-time. Meno estroversa ed empatica di Sofia Goggia – sempre a proposito di fenomeni epocali – ma forse è solo in apparenza, ciò che non le manca è la schiettezza, quella prerogativa di chi non si produce mai in esternazioni banali, come troppo spesso accade, invece, ai suoi colleghi sciatori e agli sportivi in generale. Pane al pane, anche se c’è da essere scomodi.

    Certo che a leggere la classifica finale, a voler essere più pignoli del dovuto, un minimo di rammarico c’è. Perché l’assenza prolungata dell’aliena Mikaela Shiffrin causa infortunio, una che fa uno sport tutto suo, e il risicato distacco dalla vincitrice Gut fanno rimpiangere quel paio di uscite dopo Natale senza muovere il punteggio intrise di un po’ di sfortuna. Insomma, il clamoroso bis nella Generale non era così tanto lontano e, appunto, dispiace che la stagione sia già passata in archivio, perché in questo momento a Fede le avversarie non vedrebbero nemmeno le code degli sci. Ma è giusto una considerazione statistica che nulla toglie a quanto di gigantesco ha fatto vedere quest’anno.

    Con gli auguri di pronta guarigione a Sofia Goggia, ma la bergamasca è dura come il granito e non ne ha certo bisogno, e rinnovando i complimenti a Federica, ringraziandola anche per aver fatto rivivere il mito di Deborah Compagnoni a chi come noi ha una certa età e tende a guardare più indietro che avanti, va in archivio il 2023-2024 dello sci alpino. Detto tutto il bene possibile di Brignone, e con Goggia e Bassino tra le migliori dieci della classifica nonostante le reciproche disavventure, un po’ di preoccupazione per il ricambio generazionale purtroppo c’è. Alle spalle del tris di regine Fede-Sofi-Marta – una compresenza che, peraltro, ha la stessa possibilità di accadimento di un passaggio della cometa di Halley – lo sci azzurro in gonnella fatica un po’ a rinnovarsi e si spera che la primavera faccia sbocciare qualche nuovo talento capace di non fare rimpiangere troppo questo inarrivabile periodo di vacche grasse.

    Del resto, ci hanno abituato troppo bene queste ragazze; talmente brave da veicolare una surreale sensazione di normalità quando, invece, di normalità non hanno proprio nulla: sono uno spettacolo della natura.