Categoria: Sport

  • Parabiago, Rugby. First XV e Cadetta vittoriosi: i commenti degli allenatori

    Parabiago, Rugby. First XV e Cadetta vittoriosi: i commenti degli allenatori

    Vince il nostro First XV a Milano con Amatori un match ben guidato dai nostri, che tengono in mano le redini del gioco. Dopo il calcio di punizione che porta avanti i milanesi dopo pochi minuti, ribaltano il risultato e allargano il gap le mete di Toninelli, Cornejo (due), Messori nel primo tempo; Albano e Cucchi nel secondo.

    Solo a pochi minuti dalla fine la squadra milanese accorcia con una meta di Caldara, ma è ormai troppo tardi: la partita si chiude sul 8-38 per i Galletti.

    “Oggi siamo riusciti a portare a casa la partita nel modo in cui volevamo farlo, controllando la partita. – racconta il Coach Juan Pablo Sanchez. Siamo stati bravi nel primo tempo. Nel secondo tempo alcuni errori ci sono stati ma siamo stati bravi a non cedere. Nel complesso delle ultime tre partite abbiamo fatto 13 punti su 15 e questo è molto positivo. Adesso abbiamo due settimane per recuperare qualche infortunato e preparare la partita con Biella in casa: sarà sicuramente una bella partita, importante, che ci dirà dove possiamo arrivare. Dobbiamo lavorare a testa bassa.”

    Anche la Cadetta esce con un ottimo risultato dal match disputato per il campionato di Serie C con i Centurioni: 34 – 26 il risultato finale, dopo una partita combattuta che i nostri hanno costruito soprattutto nel primo tempo.

    “Ci aspettavamo una partita difficile e così è stato. – dichiara l’Head Coach Andrea Musazzi. Conoscevamo le doti dei Centurioni in possesso di un pacchetto di mischia molto fisico e aggressivo e abbiamo cercato di impostare il lavoro settimanale sul carattere e sull’organizzazione con buoni risultati in campo. Abbiamo avuto un ottimo inizio e siamo riusciti a portarci sul 21-0. Poi peccato aver pagato i nostri pochi errori con punti per i Centurioni che nel finale, complici 3 cartellini gialli a nostro sfavore, hanno provato a ribaltare il risultato: noi siamo stati bravi a stringere i denti e a rimanere compatti senza mollare.
    Un applauso meritato va a Jiiri Mynar, ragazzo arrivato dalla Repubblica Ceca grazie allo scambio culturale sportivo con il Rugby Club Bystrc che esordiva oggi con noi e autore di un ottima partita che gli è valsa il Man of the Match. Purtroppo Jiri ha dovuto abbandonare il campo per un infortunio alla spalla a tempo ormai scaduto e gli facciamo il nostro in bocca al lupo. Una seconda menzione è per il nostro capitano Thomas Palmieri, autore di 3 mete e come sempre esempio per il nostro gruppo. Adesso approfitteremo della domenica di pausa per recuperare e poi testa alla prossima partita con Fiumicello, un’ottima squadra.”

    IL TABELLINO
    Amatori Union-Parabiago 8-38 (3-26)

    Marcatori
    P.t.: 4′ cp Elemi (3-0), 8′ m Toninelli tr Silva Soria (3-7), 19′ m Cornejo tr Silva Soria (3-14), 26′ m Cornejo (3-19), 37′ m Messori tr Siva Soria (3-26)
    S.t.: 4′ m Albano (3-31), 31′ m Cucchi tr Silva Soria (3-38), 36′ m Caldara (8-38)
    Amatori Union
    Trivillin (61′ Crepaldi), Amicucci, Mazzotta, Maresca, Bertossi (46′ Di Ceglia D.), Elemi, Bertolini (46′ Gini), Demolli (57′ Pirotta), Grossi, Marroccoli (43′ Del Vecchio), Garbelotto, Carozzo, Curti V. (41′ Caldara), Guidetti (52′ Rolla), Cisimo (41′ Pisani).
    All. Pisati
    Rugby Parabiago
    Albano, Cucchi, Tucoulet, Hala (54′ Schlecht), Baudo (54′ Vitale), Silva Soria, Coffaro (46′ Zanotti), Galvani, Messori (57′ Ameglio), Toninelli, Caila (50′ Strada), Bertoni, Antonini (25′ Castellano), Cornejo (46′ Ceciliani), De Vita (50′ Zecchini).
    All. Sanchez
    Arb. Parisi (CT)
    AA1: Barrafranca AA2: Romascu

    Cartellini: 33′ pt giallo Marroccoli (AU); 36′ pt giallo a Cornejo (Parabiago); 2′ st giallo Garbelotto (AU); 30′ st giallo Maresca (AU); 35′ st giallo Ceciliani (Parabiago)
    Calciatori: Elemi (AU) 1/2; Silva Soria (Parabiago) 4/6
     

  • Calcio, Magenta corsaro anche a Meda: ad un punto dalla vetta. Il sogno continua

    Calcio, Magenta corsaro anche a Meda: ad un punto dalla vetta. Il sogno continua

    Iniziamo con una nota curiosa: traverse delle porte troppo basse, l’anticipo della 3’ giornata di Eccellenza del sabato pomeriggio, il testa coda fra Meda e Magenta, è iniziato con quaranta minuti di ritardo, alle 15.40 anziché alle 15 come previsto.

    Un fuori programma che ha portato gli addetti del Meda Calcio ad un tocco di creatività per risolvere il problema: così armati di badili e rastrelli hanno riportato al situazione alla normalità.

    I Canarini di Mister Lorenzi anche stavolta hanno offerto una prestazione super anche se la vittoria come racconta nella sua telecronaca il nostro partner Paolo Zerbi https://www.youtube.com/@paolozerbi1121 è stata tutt’altro che semplice.

    I gialloblu, infatti, avanti di due nel finale hanno subito il ritorno del Meda e hanno dovuto stringere i denti per portare a casa un successo pesante. Che li ha proiettati per una notte in testa alla classifica. L’indomani il Pavia è tornato prima ma di un solo punto. Il sogno della D continua così il Sindaco Luca Del Gobbo chiama i Magentini al ‘Plodari’ per la prossima gara casalinga di domenica 5 febbraio.

    GUARDA GLI HIGHLIGHTS Eccellenza Gir. A 23/24 – Meda – Magenta:

    https://www.youtube.com/watch?v=5m6EP0aAyLQ

    Segui il canale You Tube di Paolo Zerbi per essere sempre informato sul calcio del tuo territorio!

  • Novara Half Marathon, De Grandis (Fdi): un successo

    Novara Half Marathon, De Grandis (Fdi): un successo

    Sono stati la bellezza di 1600 i runner che domenica 28 gennaio hanno partecipato alla terza edizione della Novara half marathon. A tagliare il traguardo della mezza maratona omologata Fidal in prima posizione è stato il portacolori della Atletica Unicusano, originario del Burundi, Jean Marie Niyomukiza che nel 2022 aveva vinto e stabilito il nuovo tempo record della mezza maratona di Trecate. Secondo posto per il biellese, aviere dell’Aeronautica militare in forza all’aeroporto di Cameri, Michele Fontana. Terzo gradino del podio per Roberto Di Pasquali. Si è piazzato in quarta posizione il lombardo Michele Belluschi, vincitore a Novara di sei passate edizioni della Mezza di San Gaudenzio.

    “Il grande successo della Novara Half Marathon conferma il suo ruolo di appuntamento fisso nel panorama delle mezze maratone nazionali FIDAL – dichiara l’Assessore allo Sport Ivan De Grandis – Con oltre 1600 partecipanti, l’evento ha dimostrato il suo elevato livello, attirando sempre più partecipanti da tutta Italia e oltre confine. L’Assessore sottolinea “l’importanza di alzare ulteriormente l’asticella per il prossimo anno, poiché i grandi eventi sportivi rappresentano un’opportunità significativa per l’intero territorio – e conclude – “la presenza nella manifestazione della corsa dedicata ai diversamente abili conferma lo spirito sportivo novarese che va oltre all’agonismo puro e che sfrutta i grandi momenti sportivi cittadini a favore dell’inclusione, a testimonianza che a Novara lo Sport è a 360 gradi, come lo slogan di Novara Città Europea dello Sport 2025”.

  • Assocalzaturifici sostiene Rugby Oltre

    Assocalzaturifici sostiene Rugby Oltre

    Un’iniziativa per promuovere la responsabilita’ sociale nel comparto calzaturiero italiano. Assocalzaturifici, l’Associazione che rappresenta a livello nazionale le imprese che operano nel settore della produzione delle calzature, sostiene l’Impresa Sociale “I Bambini delle Fate” nell’iniziativa Rugby Oltre in Lombardia. Un progetto che ha come obiettivo quello di utilizzare questa disciplina sportiva come mezzo per lo stimolo e il miglioramento delle capacitaÌ€ motorie, cognitive e sociali in soggetti con disturbo dello spettro autistico, sfruttando le regole fondamentali del gioco e riadattandole alle necessitaÌ€ dei ragazzi e ragazze che partecipano all’attivita’.

    “Come Associazione credo che non si debba solo contribuire a valorizzare il territorio nazionale in termini occupazionali o di indotto economico – spiega Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici – anche il sostegno sociale per aiutare persone in difficolta’ e’ una nostra mission e sono felicissima di poterlo fare con l’Associazione che rappresento. Si tratta di un importante progetto e mi auguro dal profondo del cuore che le nostre aziende associate siano sensibili verso questa tematica e che si crei un network di solidarieta’ fra le nostre imprese calzaturiere con l’obiettivo di accrescere il valore etico della propria azienda. Lavorare responsabilmente e’ alla base di ogni attivita’ produttiva e mi auguro che un numero sempre maggiore di imprese aderisca a progetti come questi”.

  • Robecco sul Naviglio: al ‘Memorial Peppino Prisco’  con l’Inter Club Magenta vince il calcio sano

    Robecco sul Naviglio: al ‘Memorial Peppino Prisco’ con l’Inter Club Magenta vince il calcio sano

    Si è conclusa ieri nel tardo pomeriggio la maratona di tre week end di fila organizzata dall’Inter Club Magenta Nerazzurra 1978 ‘Kalle Rummenigge’ per omaggiare la memoria dell’indimenticato avvocato Peppino Prisco.

    Un’iniziativa alla quale l’Inter club guidato da Luciano Cucco tiene tantissimo e che quest’anno ha trovato un partner prezioso nel Concordia Robecco, così come nel comune, rappresentato nel momento della premiazione dalla Sindaca Fortunata Barni, altra interista doc, oltre che da altri componenti di Giunta e consiglieri delegati.

    Presente anche il comune di Magenta con Luca Aloi, presidente della massima assise cittadina e cugino rossonero.

    Quindi, gli ospiti d’onore, il figlio dell’Avvocato Peppino Prisco, Luigi, che con Luciano Cucco coltiva un’amicizia ormai storica, così come quel Walter Viganò da Robecco sul Naviglio – cugino della prima cittadina – che in serie A di partite ne ha giocate parecchie, oltre ad esser stato un simbolo della Cremonese amazza grandi degli anni Ottanta.

    E poi sempre a proposito di campioni del nostro territorio, Mister Cristian Stellini da Vanzaghello, secondo di Antonio Conte nell’Inter del 19 esimo scudetto, con alle spalle un passato anche nella massima serie, capitano del Genoa, una delle squadre, in cui l’allora terzino sinistro ha militato.

    Anche ieri i ragazzini si sono ‘dati battaglia’ sui campi da calcio del Concordia fin dalla prima mattinata, incuranti del freddo e della nebbia. Nel pomeriggio attorno alle 16,30 la finalissima che ha visto prevalere il Sedriano.

    Ma molto bello e all’insegna della sportività il messaggio lanciato da Luciano Cucco agli sconfitti genovesi, come sempre scortato dal figlio Andreas, oggi preparatore nel settore giovanile della Pro Patria: “Siccome questi ragazzini hanno fatto tanta strada per esser qui in questi tre fine settimana per ricordare una figura per noi fondamentale come quella dell’Avvocato Prisco, anche loro (facendo una deroga al regolamento in precedenza definito) si sono conquistati il diritto a partecipare al Memorial Cucchi in programma a giugno”.

    Un aspetto bello, che ci piace sottolineare. Soprattutto in un’epoca dove già a questi livelli prevale un agonismo che talvolta trascende in qualcosa di ben peggiore….

    Dunque, nel prossimo giugno al ‘Memorial Enrico Cucchi’ oltre ai Sedrianesi sarà invitata prendere parte un’altra squadra di Genova.

    Chi è intervenuto nel momento delle premiazioni dalla Sindaca Barni, passando per i campioni dello sport Viganò e Stellini, fino all’Avvocato Luigi Prisco, hanno rimarcato quanto siano essenziali sempre i valori sani, che quando si scende in campo debbono venire prima di tutto. Soprattutto del risultato.

    “Oggi – ha ricordato giustamente Mister Stellini – chi è arrivato secondo, non ha perso. Anzi, deve essere soddisfatto per l’ottimo piazzamento centrato”.

    Questo dev’essere il giusto approccio al mondo del pallone specie tra le nuove leve. E deve essere un insegnamento anche per i genitori e per tutti quelli che debbono aiutare a crescere e maturare sul campo e non, questi ragazzini all’insegna della sportività.

    Ovviamente senza dimenticare l’importanza dello studio e della scuola.

    A proposito – battuta finale – sull’argomento la Sindaca Barni e il cugino Walter hanno opinioni un po’ divergenti su che cosa sia più importante tra la palla e i libri…. però si chiariranno in famiglia. Ne siamo certi.

    Intanto, a Robecco sul Naviglio con l’Inter Club Magenta Nerazzurra ‘Kalle Rummenigge’ 1978 ha vinto lo Sport. Nel segno del grande Peppino!

  • Sinner, anatomia di un trionfo che ci ripaga da decenni di pane duro. Di Teo Parini

    Sinner, anatomia di un trionfo che ci ripaga da decenni di pane duro. Di Teo Parini

    E così, siamo stati più fortunati dei bookmakers. Medvedev favorito, ovviamente, ci poteva stare ma, per dirla alla maniera tommasina, i pronostici li sbaglia soltanto chi li fa e questa volta ha detto bene a noi che nella cavalcata di Sinner avevamo intravisto la gloria. È stata dura, anzi durissima. Perché se c’è qualcosa che non si può allenare è proprio l’esperienza che esige sempre il suo tributo e così anche un ragazzo glaciale come Jannik Sinner si è visto costretto a mettere mano al portafoglio. Un obolo lungo e pesante due set, i primi, di fatto non giocati perché, appunto, la finale Slam da debuttante è comprensibile faccia brutti scherzi. Medvedev che, al contrario, da queste parti ci era già passato più volte, dai blocchi di partenza è scattato come una molla; uno squalo che fiuta l’odore del sangue. Le ultime scoppole rimediate con l’azzurro sul finire del 2023, inoltre, devono averlo ben consigliato, del resto Daniil è ragazzo estremamente intelligente, perché alcune correzioni tattiche – la posizione avanzata in risposta su tutte – hanno scompaginato i piani del suo avversario che, complice la tensione, ci ha capito davvero poco per almeno un’ora e mezza. Quella che è servita al russo per incamerare due parziali simmetrici, 6-3 6-3 lo score, senza appello, frutto anche di una concretezza al servizio da scoraggiare qualunque tipo di ambizione.

    In piena tormenta, però, tra prime palle di servizio che non trovano il campo e una diagonale rovescia che incoccia la versione deluxe di Medvedev finendo sbriciolata, c’è qualcosa che fa pensare non sia ancora finita, che ci sia vita dentro Jannik: il body language. Quello di chi ha imparato a rigettare il concetto di sconfitta, almeno finché non finisce fuori l’ultima palla. Non a caso, l’essersi trovato sul cornicione è stato motivo di switch mentale, quello che può sempre aprire una nuova partita. Con Medvedev che ha sciaguratamente dilapidato energie preziose nel corso dei primi turni e che, snaturando un po’ il suo tennis canonico, ha dato fondo alle riserve mentali per fare da lepre in questa finale, il pensierino che deve aver dominato la mente di Sinner in quel frangente è quello di avere come migliore alleato il tempo, quindi un’ultima fiche pesante da giocare. Perché, ragionando lucidamente, il suo tennis non avrebbe potuto che crescere mentre quello del suo avversario avrebbe presto imboccato il ramo discendente della parabola. La pazienza dei forti, un’arma micidiale.

    E un’altra partita è iniziata davvero, con Sinner che si è messo a fare il Sinner post novembre 2023, quindi ingestibile, imponendo ai rally talvolta infiniti un ritmo forsennato e svuota-polmoni, e con Medvedev, a fare da contraltare, che si è visto rubare progressivamente campo da un rivale che sembrava nutrirsi di fatica per essere sempre più dominante, punto dopo punto, minuto dopo minuto. La sensazione, strappato il terzo set con un break chirurgico in chiusura di esso, era che Jannik avesse messo la freccia e che per tagliare in solitaria il traguardo fosse, appunto, solamente questione di tempo. Detto del linguaggio del corpo dell’italiano, robotico, lo sguardo di Medvedev si è invece fatto cupo, parallelamente alla perdita di aggressività dei colpi che lo ha costretto a subire il cannoneggiamento dell’azzurro e a macinare chilometri alla stregua di un maratoneta. Se il risultato è rimasto comunque in bilico fino alla fine è perché – giusto ribadirlo – il russo è un campione vero. Uno di quelli che con la spia della riserva accesa e senza più frecce nella faretra trova lo stesso il modo di vendere cara la pelle, vada come vada. Aggrappandosi al servizio, Daniil è rimasto lì, stanco ma non disposto a fare regali e dev’essergli riconosciuto.

    Tuttavia, quando dalla metà del quarto set è tornato ad assumere una posizione in risposta al servizio così arretrata da uscire dal campo visivo delle telecamere è stato definitivamente chiaro a tutti che non sarebbe stato lui il nuovo campione dello Slam australiano. Nel gergo rugbistico, Medvedev è arrivato corto alla linea di meta mentre, sempre attingendo dal mondo della palla ovale, le ondate di Sinner hanno spezzato i placcaggi a difesa del fortino. In sostanza, si fosse trattato di boxe, una vittoria per ko tecnico, con lancio dell’asciugamano dall’angolo del russo. L’autorità, infine, con la quale Sinner ha chiuso il match sancisce un’appartenenza, quella al club di chi, in prossimità della fiamma rossa dell’ultimo chilometro, non trema nemmeno di fronte alla morte. Insomma, l’Italia ha per le mani un campione vero. Moderno, che potrà non essere il più spettacolare di tutti nel gioco ma che vincente lo sarà di sicuro.

    In questa giornata di vera gloria, un pensiero va immediatamente al nostro Adriano Panatta che finalmente non è più solo e immaginiamo possa essere felice di condividere il privilegio che spetta ad un vincitore Slam insieme a Jannik. I tempi sono cambiati, con il tennis che sembra non essere nemmeno più un parente di quello reso entusiasmante da Panatta, e noi, inguaribili romantici nonché fanatici della bellezza, fatichiamo un po’ ad entrare in sintonia con l’evoluzione dello sport del diavolo. Jannik Sinner, però, di questo tennis è espressione luminescente e ci ripaga di tanti, troppi anni di pane duro, quando giocoforza ci siamo abituati a vedere vincere sempre gli altri. Per chiudere, un bravo va anche alla coppia di coach Vagnozzi-Cahill e a chi nella peggior diffidenza possibile, quella del post-Piatti, ha creduto con coraggio proprio in Vagnozzi. Uno che da giocatore alla pallina sapeva dare del tu e che qualche aggiustata tecnica a Sinner – il back di rovescio, per esempio – oltre ad un pizzico di fantasia qua e là ha saputo darla. Più che un azzardo un’altra scommessa stravinta dal team.

    Non riusciamo ad aggiungere altro. Oggi, per chi il tennis è sempre meraviglioso paradigma di vita, è una giornata davvero speciale. Quindi, grazie Jannik, ci hai reso davvero felici.

  • Tutta Italia si gode Jannik, l’Imperatore

    Tutta Italia si gode Jannik, l’Imperatore

    Dopo 47 anni, l’Italia ha un nuovo campione Slam in singolare maschile. Al suo 17mo major in main draw, Sinner è diventato il terzo italiano a conquistare un major in singolare maschile dopo Nicola Pietrangeli, campione al Roland Garros 1959-60, e Adriano Panatta, vincitore a Parigi nel 1976. Complessivamente Sinner è il dodicesimo italiano a vincere uno Slam nei tabelloni professionistici, il 31mo se consideriamo anche i tornei junior. Nella storia del tennis italiano hanno vinto uno Slam sei uomini e sei donne nei tabelloni “pro”, in tutte le specialità; dieci uomini e nove donne nei tornei junior tra singolare e doppio. Ecco gli uomini e le donne vincenti: SINGOLARE UOMINI 1959 Roland Garros: Nicola Pietrangeli, batte I. Vermaak (Saf) 36 63 64 61 1960 Roland Garros: Nicola Pietrangeli, batte L. Ayala (Chi) 36 63 64 46 63 1976 Roland Garros: Adriano Panatta batte H. Solomon (Usa) 61 64 46 76 2024 Australian Open: Jannik Sinner SINGOLARE DONNE 2010 Roland Garros: Francesca Schiavone, batte S. Stosur (Aus) 64 76(2) 2015 US Open: Flavia Pennetta, batte Roberta Vinci (Ita) 76 62.

    “Da oggi, più che mai, nel Pantheon dei Miti intramontabili del #tennis azzurro e mondiale. Uno stratosferico #Sinner è il re dell’Australian Open dopo una maratona di speranza, sofferenza ed emozione, trasformata in gioia incontenibile. Un italiano torna a vincere uno Slam quasi 48 anni…”. Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò su X sul successo di Jannik Sinner agli Australian Open.

    “Jannik Sinner scrive oggi una nuova pagina di storia che ci rende orgogliosi. Per la prima volta, l’Italia conquista lo slam australiano. Un’impresa memorabile degna di un vero campione”, scrive il premier Giorgia Meloni.

    “Concentrazione, testa, eleganza, forza da Campione! Il mondo si inchina al nostro Sinner che vince gli Australian Open battendo in finale il russo Medvedev ed entrando così nella storia del tennis. Grazie Jannik, orgoglio italiano”. Così su Facebook il ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida.

    In pochi mesi prima le finali di Torino, poi “il trionfo storico per l’Italia in Coppa Davis 2023, dopo 47 anni dall’impresa in Cile del 1976 di Panatta e compagni, e ora l’Australian Open, il suo primo trofeo del Grande Slam e primo successo italiano in un torneo major dopo l’ultimo di Panatta ormai 48 anni fa. Complimenti a Sinner ormai diventato uno dei più forti al mondo”. Lo ha detto Roberto Calderoli, ministro degli Affari regionali.

    “Emozione purissima! Oggi questo ragazzo ha scritto la storia del tennis italiano. E il bello di questo sport è che anche quando tutti pensano che sia finita, no, a tennis non è mai finita. Quindici su quindici, crederci sempre, non mollare mai. Il primo Slam per lui, il primo di una lunga serie. Grazie Jannik Sinner, viva lo sport, viva l’Italia”. Così su X il leader di Italia viva, Matteo Renzi, dopo la vittoria di Jannik Sinner in finale agli Australian Open di tennis.

  • Jannik Sinner nella storia e nella gloria: l’Australian Open è suo, l’Italia ha un immenso Campione

    Jannik Sinner nella storia e nella gloria: l’Australian Open è suo, l’Italia ha un immenso Campione

    Jannik Sinner ha vinto gli Australian Open di tennis. Il campione italiano, numero 4 del ranking, ha sconfitto in finale il russo Daniil Medvedev, numero 3 del ranking, con il punteggio di 3-6, 3-6, 6-4, 6-4, 6-3. Per il tennista italiano si tratta del primo trofeo Slam in carriera. Nessun italiano prima era mai riuscito a vincere il torneo australiano.

    Volevamo solo dirvi che Teo Parini Emme Pi e Ticino Notizie lo scrissero nel 2021, mentre dicevate ‘è acerbo’. Adesso tutti sul carro, tanto lo sapevamo. Bravo Teo.. e bravi noi. Adriano resti sempre nel nostro cuore, Jannik sei il nostro Imperatore austro ungrarico. Succede 48 anni dopo la vittoria di Adriano Panatta al Roland Garros. Ciò detto, Adriano resta e resterà sempre nei nostri cuori. A breve il comnento del ‘nostro’ Teo Parini. Immenso Jannik!

  • Sinner Medvedev: ok.. ma adesso chi vince? Di Teo Parini

    Sinner Medvedev: ok.. ma adesso chi vince? Di Teo Parini

    Per i bookmakers, il favorito è Daniil Medvedev. Perché? Proviamo a entrare nella loro testa. Gli head-to-head, i precedenti, mandano la bilancia dalla sua parte anche se, per amor di verità, consuntivo escluso non è che le ultime esperienze con Jannik Sinner al di là della rete gli abbiano detto particolarmente bene. Anzi, ci ha lasciato le penne. Ma, sempre i bookmakers che sprovveduti non sono, sempre su quella bilancia potrebbero mettere altri due sassolini non da poco. Il primo: Medvedev ha già vinto uno Slam e fatto altre finali e la questione dell’esperienza può fare tutta la differenza del mondo in uno sport mentalmente diabolico. Il secondo: il tennis al meglio dei cinque set, quello degli Slam, non è lo stesso sport giocato sulla breve distanza. E, almeno, sulla carta è il russo ad essere più rodato.

    Chi di scommesse ci campa, quindi, sembrerebbe preferire Medvedev. Evidentemente non hanno dato molto peso all’andamento del suo torneo nel quale in almeno un paio di circostanze è sembrato in procinto di salutare anzitempo la competizione. E se è ancora qui a giocarsi il titolo è solo perché lo sciagurato Zverev proprio non ce la fa a non regalare partite già in ghiaccio e anche in semifinale non si è smentito, tenendo in corsa l’avversario che probabilmente già pensava alla doccia fino al punto di lasciarlo scappare. Poi hai voglia a parlare di miracolo russo. Medvedev, semmai, è un miracolato perché ci ha messo ben poco del suo per uscire dal pantano, aspettando sornione che il suo avversario si decomponesse dalla tensione per passare all’incasso. Un’arte anche questa ma intrisa di fortuna. E su quest’ultima, si sa, meglio non fare mai troppo affidamento.

    Tutta un’altra musica, invece, il cammino di Sinner che se ha perso un set in sei partite è solo perché Djokovic gode anche nelle giornate peggiori di un rapporto benevolo con la sorte, finendo per strappare a Jannik un parziale dopo aver annullato il consueto match point. Per il resto, quindi, percorso netto per l’azzurro, apparso a tratti fare un altro sport rispetto ai malcapitati avversari; serbo incluso, al quale ha riservato un paio d’ore di brutale mattanza come forse non si era mai visto. Insomma, comprensibili le elucubrazioni dei bookmakers di cui sopra ma, ad aver seguito queste due settimane australiane, noi comuni aficionados non vediamo così nitidamente come Sinner possa essere considerato in difetto di credenziali. Non ci fosse in ballo la scaramanzia, ci verrebbe quasi da dire che la solidità psicofisica esibita, la competenza tecnico-tattica messa a punto col duo Vagnozzi-Cahill al box e la fiducia incamerata negli ultimi strepitosi mesi, siano argomentazioni sufficienti da metterlo al riparo da brutti risvegli. Ma non lo diremo.

    Quello che, al contrario, ci sentiamo di dire è che Medvedev, al di là di tutto, è un giocatore fenomenale ma Sinner è forgiato con lo stesso metallo pregiato e che siamo in procinto di vivere una giornata comunque storica per il tennis azzurro. Riportata a Roma la Coppa Davis lo scorso novembre, potrebbe essere la volta dell’agognato titolo Slam che manca ormai da mezzo secolo, quando fu il leggendario Panatta, tra ‘veroniche’, notti romane e donne meravigliose, a portarci sul tetto del mondo, sollevando nel cielo di Parigi la coppa dei Moschettieri nell’anno di gloria 1976. Nient’altro da aggiungere, per adesso, tanto ci si becca giù in trincea, questione di qualche ora.

  • Basket A2, domenica Vigevano contro Rieti

    Basket A2, domenica Vigevano contro Rieti

    Domenica 28 gennaio arriva sul parquet del PalaELAchem la Sebastiani Rieti, in un match valido per la ventunesima e penultima giornata della prima fase di campionato (ore 18.00, arbitri Pazzaglia di Pesaro, Moretti di Marsciano e Pecorella di Trani). I laziali occupano la quarta posizione in classifica nel girone verde con 12 vittorie e 8 scLe maglie della storica promozione in serie A2 all’asta per sostenere le trasferte dei tifosi giallobluonfitte, che all’andata si impose 80-71 e nell’ultima giornata sconfitta fra le mura amiche da Cantù. Coach Lorenzo Pansa analizza la sfida che attende Vigevano.

    “Giochiamo contro una delle squadre più solide del girone – racconta il tecnico piemontese -. Si tratta un avversario dotato di una delle rotazioni più solide del campionato, che fa dell’intensità difensiva e della fisicità la sua arma primaria, ma che allo stesso tempo dispone in attacco di punte di altissimo livello come Jazz Johnson e Alvise Sarto. Dal canto nostro dovremo farci trovare pronti a mettere in campo la nostra durezza ed energia, per essere decisi a combattare contro di loro per 40′ interi, sappiamo che non sarà facile ma è ancora vivo in tutti i noi il ricordo della sconfitta rimediata contro Latina nell’ultima nostra uscita casalinga. Per cui vorremmo riproporre e se possibile migliorare quanto fatto vedere nella trasferta successiva di Agrigento”.

    Continua nel frattempo la vendita on line dei biglietti validi per la sfida di domenica. All’indirizzo https://www.vivaticket.com/it/Ticket/elachem-vigevano-real-sebastiani-rieti/229030 è possibile assicurarsi un posto per assistere all’importantissimo match contro Rieti, un impegno nel quale i sostenitori gialloblu sono nuovamente chiamati a dare il proprio contributo.

    Le maglie della storica promozione in serie A2 all’asta per sostenere le trasferte dei tifosi gialloblu

    L’eco delle imprese realizzate nella passata stagione dalla ELAchem Vigevano riecheggerà nuovamente nelle prossime settimane grazie all’iniziativa realizzata dalla società a favore degli “Ultras Vigevano 07”, uno degli storici gruppi organizzati di tifosi, presente in forza sulle tribune del PalaELachem in occasione delle partite interne della squadra, e altrettanto presenti in buon numero persino nelle trasferte più lontane, con il solo scopo di sostenere i giocatori ducali. A breve verrà infatti aperta un’asta in cui verranno messe in vendita le divise (magliette e pantaloncini) utilizzate nell’indimenticabile annata di serie B, culminata con l’apoteosi delle finali di Ferrara, giocate nello scorso mese di giugno. Il ricavato servirà per sostenere economicamente le future trasferte dei tifosi al seguito della squadra allenata da Lorenzo Pansa, in programma da qui alla fine del campionato.

    L’asta sarà attiva dalle ore 23.00 di mercoledì 24 gennaio alle ore 24.00 di mercoledì 31 gennaio sulla pagina facebook https://www.facebook.com/ultrasvigevanesi1955. La base d’asta per le magliette sarà di 45 euro, quella dei pantaloncini partirà da 25 euro, con rilanci dalle 5