Categoria: Sport

  • Calcio: sabato  16 le Aquile di Magenta tornano in campo

    Calcio: sabato 16 le Aquile di Magenta tornano in campo

    Pronti per ripartire subito. Dopo la battuta d’arresto (largamente immeritata) di Broni, il Magenta vuole immediatamente rialzare la testa. L’occasione è propizia: gara casalinga sabato 16 marzo alle 17,30 al ‘Plodari’ contro la Sestese Calcio per l’anticipo del girone di Eccellenza.

    “Un incontro in serale con un’atmosfera suggestiva. Dopo l’affluenza dell’ultima giornata in casa ed il calore dato ai nostri ragazzi, ripetiamo un tifo così caldo”. Questo l’appello che campeggia sulla pagina Facebook del Magenta 1945. Dunque, nuova chiamata alle armi per proseguire nel rincorrere il sogno. “SIETE TUTTI CONVOCATI!”. Il ‘Plodari’ dovrà essere una bolgia, il 12 esimo uomo in campo: “I nostri ragazzi hanno bisogno di tutta la nostra spinta”. Adesso la palla passa ai Magentini, così da andare tutti a rete insieme!

  • Tennis: Sinner-Alcaraz, si balla tra le stelle (e il numero 1 del ranking mondiale..). Di Teo Parini

    Tennis: Sinner-Alcaraz, si balla tra le stelle (e il numero 1 del ranking mondiale..). Di Teo Parini

    È per partite come questa che ci si allena ogni maledetto giorno. Immaginiamo lo stiano pensando entrambi, Jannik e Carlitos, a poche ore da un match che vale tutto l’oro che c’è. Non è la finale di Wimbledon, ma un giorno racconteremo pure di quella, ma solo – e si fa per dire – la semifinale di Indian Wells, torneo vecchio come il mondo e il prestigio pesante come granito che, nella mente degli organizzatori, avrebbe tutti i sacramenti per essere insignito dello status di quinto Slam. E chissà che un giorno possa diventarlo. Intanto è teatro di un accadimento importante per il tennis tout court e, ancora di più, per quello azzurro. Il perché è presto detto: vincesse Sinner la sfida titanica contro il più talentuoso giocatore in attività salirebbe al numero due del ranking mondiale, scapito proprio del rivale. Superfluo ricordare che per l’Italia sarebbe una prima assoluta.

    Sinner, al lato pratico, sono ormai settimane che gioca e vince da tirannico numero uno ma anche il computer vuole ma sua parte e, ad oggi, Alcaraz e Djokovic ancora lo sopravanzano. Ma, appunto, lo spagnolo ha ormai l’azzurro negli specchietti con la stessa foga di sorpasso da scomodare il Nigel Mansell d’annata, quello che trovava il pertugio per infilarsi anche dove non c’era. Un altro record da abbattere è quindi alle porte e, a guardare la contingenza, sembra essere alla portata dell’italiano che in questo 2024 non ha ancora perso una partita, inanellando un filotto di successi che lo colloca in compagnia dei più grandi interpreti del passato. Alcaraz, dal canto suo, è un enigma e pure di quelli belli grossi. Detto di lui come del miglior tennista attuale in quanto a qualità tecnica, Carlitos, dal trionfo di Wimbledon ormai di quasi un anno fa non ne ha più azzeccate molte e dal possibile domino incontrastato si è passati alla versione sbiadita che lo contraddistingue ormai da troppo tempo.

    Questa settimana, però, qualche automatismo si è rimesso in moto e la stesa riservata a Zverev, che lo aveva clamorosamente battuto in Australia, in tal senso è un discreto segnale di vitalità. Buon per il tennis, Sinner incluso, perché, considerata la penuria di talento che c’è in giro, il tennis ha bisogno come l’aria di un Alcaraz al top delle sue sconfinate capacità e, lo si è visto con il Fedal, le rivalità garantiscono la buona salute del circus. E non si vede cosa possa eguagliare la chance di vedere rivaleggiare all’ultimo sangue gli antitetici per eccellenza, Jannik e Carlitos. Il robot e l’artista: vi ricorda qualcosa? A Indian Wells, insomma, il piatto è bello ricco e che ne possa venir fuori un gran match ci sono tutte. Per i bookmakers è Sinner il favorito per il titolo, soprattutto dopo la clamorosa eliminazione di Djokovic per mano di un Nardi meraviglioso. Ma, si sa, i pronostici sono lì apposta per essere disattesi. La fiducia potrebbe essere l’ago della bilancia ed è inutile ricordare quanta ne abbia alle spalle l’altoatesino che ha disimparato la parola sconfitta.

    In ogni caso, alle nostre latitudini viviamo davvero un gran momento; momento che troverà il suo acme dopo l’estate quando – questa volta la previsione è nostra – avremo il primo numero uno al mondo della storia d’Italia. Nell’attesa di sapere chi si sveglierà lunedì mattina sul secondo gradino del ranking, un pensiero positivo va a Matteo Berrettini che, lontano dalla gloria che ha conosciuto nemmeno così tanto tempo fa, ha fatto il suo ritorno in campo e, considerata la sfiga endemica che si porta appresso, è di per sé un’altra bella notizia. Una delle tante dalle tonalità celesti.

  • Abbiategrasso, prosegue Sport nei Parchi: sabato 16 tocca alla pallavolo

    Abbiategrasso, prosegue Sport nei Parchi: sabato 16 tocca alla pallavolo

    Il progetto “SPORT NEI PARCHI – Linea di intervento 2 – Urban sport activity e weekend” promosso da Sport e Salute S.p.A. e Associazione Nazionale Comuni Italiani – ANCI, è realizzato in collaborazione tra Comune di Abbiategrasso, Sport e Salute e le Federazioni Sportive Nazionali (FSN), le Discipline Sportive Associate (DSA), gli Enti di Promozione Sportiva (EPS).

    Il Progetto permette di realizzare attività motorie e sportive nei parchi urbani per la creazione di aree non attrezzate (c.d. “Isole di Sport”) messe a disposizione dai Comuni e gestite dalle ASD/SSD che sono state selezionate per lo svolgimento dell’attività motoria e sportiva a favore della cittadinanza: Wami Yoga, Ala Atletica, Pro Volley e Rugby club Abbiategrasso.

    Le ASD/SSD selezionate si impegnano ad offrire durante il weekend un programma di attività gratuite destinate a diversi target (bambini e ragazzi, donne, terza età) all’interno del Parco della Darsena.

    Il prossimo appuntamento sarà domani, sabato 16 marzo, alle 10.30 con “Pallavolo – Atletica”.

  • Basket. Vigevano 1955 tessera Marco Ceron fino alla fine della stagione

    Basket. Vigevano 1955 tessera Marco Ceron fino alla fine della stagione

    Nuova Pallacanestro Vigevano 1955 annuncia di avere messo sotto contratto fino alla fine della stagione Marco Ceron, guardia/ala di 195 centimetri per 100 chilogrammi. Nato il 16 giugno 1992 a Mirano (Ve), Ceron ha cominciato la stagione tra le fila dell’Umana Chiusi in serie A2.

    Cresciuto cestisticamente nella Pallacanestro Treviso, ha vestito in passato le maglie della stessa Venezia, Napoli, Pesaro, Brescia, Mantova, Virtus Bologna (con cui ha vinto una Supercoppa Italiana e una Eurocup) e Nardò nella passata stagione.

    Nelle categorie giovanili ha fatto parte della Nazionale under 20, medaglia d’argento ai Campionati Europei del 2011.

    “Cercavamo un giocatore di qualità, che fosse in grado da subito di allungare le rotazioni – afferma coach Lorenzo Pansa -, soprattutto un atleta estremamente motivato e disponibile a partecipare alla nostra missione. Lui ha dimostrato nei fatti di venire incontro alle esigenze della società, l’obiettivo è inserirlo prima possibile nei nostri schemi per schierarlo sin dalla prossima gara di campionato”.

    Ceron subito al lavoro: “Vigevano grande opportunità, trasmetterò la mia carica”

    Una prima veloce apparizione al PalaELAchem nella giornata di mercoledì per la presentazione ai nuovi compagni di avventura, una sessione atletica con il preparatore atletico Paolo Cucchi nella mattinata di giovedì e un allenamento finalmente completo insieme alla squadra nel pomeriggio. Marco Ceron si è immediatamente calato nella nuova avventura che lo vedrà coinvolto con Vigevano fino al termine della stagione. La 32enne guardia/ala veneziana, arrivata da Chiusi, ha voltato pagina e pensa solamente a immergersi nella sfida che lo attende nelle prossime settimane.

    “Quando è arrivata la telefonata di coach Lorenzo Pansa non ci ho pensato nemmeno un minuto – racconta Marco -. Ho attraversato un momento difficile dal punto di vista sportivo e cercavo qualcosa di stimolante e non avrei potuto trovare di meglio. E’ arrivata questa opportunita, non conoscevo L’allenatore prima dela nostra chiacchierata, ma ne ho tratto un’impressione molto buona. La società si è trovata corta nel ruolo di esterno, personalmente sono un giocatore che vivo di istinto, pronto a mettermi al servizio del gruppo. Spero di dare il mio contributo davanti ad un pubblico da serie A, sono stato in questo palazzetto qualche settimana fa, quando giocavo con Chiusi, non ci ho messo molto a capire che la passione presente a Vigevano, dovrebbe essere sempre in tutti i palazzetti. Qua il tifo è qualcosa di affascinante, uno stimolo a non mollare mai”.

    Arrivando da Chiusi (presente nel girone rosso), Ceron cambierà girone di appartenenza, passando al girone verde: “I ragazzi sono stati bravi a tirarsi fuori dalle ultime posizioni e nn era facile, adesso si tratta di completare l’opera. Una parte del lavoro è stata fatta, si tratta di completare l’opera e concretizzare gli sforzi che tutto l’ambiente ha compiuto. Posso solo promettere di dare tutto e anche di piu, voglio togliermi in fretta la ruggine accumulata in questo periodo, daro tutto e non vedo l’ora di scendere in campo, certo che compagni e tifosi mi faranno sentire subito uno di loro”.

  • Magenta: stanno arrivando i ‘Doctor bikeDays’. Siete pronti?

    Magenta: stanno arrivando i ‘Doctor bikeDays’. Siete pronti?

    E’ partito ufficialmente il conto alla rovescia in vista della ‘due giorni’ dei prossimi 23 e 24 marzo firmato Doctorbike, presso il negozio di Corso Europa 82 lungo l’ex Statale 11 di Massimo Calcaterra.
    I “Doctor bikeDays” sarà un grande evento interamente gratuito dedicato a tutti gli appassionati di ciclismo.

    “Una sorta di fiera espositiva – ci spiega Calcaterra che porta avanti la sua attività insieme alla compagna nella vita e nel lavoro Giuliana (per tutti ‘Giuly’) – con le novità del mercato bike e grande novità corsi formativi e work shop dedicati pensati per tutti i livelli di esperienza”.
    In altre parole, ci sarà la possibilità di apprendere, scoprire ed essere sempre più dentro al mondo a due ruote, ma al contempo ci sarà anche l’opportunità letteralmente di ‘scendere in pista’ in sella ai migliori marchi nel mercato della bici: Cube, De Rosa, 3T e Giant. Solo per fare alcuni nomi tra i più conosciuti.

    Ma andiamo con ordine ripercorrendo il programma di questi due giorni:

    Sabato 23 marzo sarà dedicato a formazione e workshop e come detto alla possibilità dalla mattina al pomeriggio (9,30 -17,30) di testare il meglio in circolazione nel mercato della bicicletta.
    Domenica 24 marzo al mattino (dalle 9:00 alle 12:00) sarà ancora l’occasione ideale, affiancati dallo staff di Doctorbike per provare tutto l’ampio campionario di bici che propone questo negozio sempre più all’avanguardia: bici da corsa, gravel ed e-bike. Dunque, un’opportunità per tutti.

    Da chi in bici pedala e tanto, ma anche per chi vuole provare l’esperienza di una pedalata assistita e magari trovare in questi nuovi modelli una soluzione comoda per gli spostamenti di tutti i giorni.
    Vi diamo due ultime informazioni di servizio per partecipare al meglio ai “Doctor bikeDays”: prima cosa per partecipare alle attività è obbligatoria la prenotazione (tel 02 97255461) , seconda non meno importante per i test bike è richiesto l’abbigliamento specifico da bici, il casco e un documento d’identità.

    A questo punto vi abbiamo dato tutte le anticipazioni del caso. Adesso tocca a voi chiamare e salire in sella !!! Massimo insieme a ‘Giuly’ e a tutto lo staff di Doctorbike vi aspettano con la consueta competenza, professionalità e disponibilità di chi ha saputo trasformare una grande passione in un lavoro.

    Un valore aggiunto fondamentale per chi ha l’ambizione di eccellere e di migliorarsi costantemente giorno dopo giorno con impegno e sacrificio.

    L’esatta metafora dello sport e, più ancora del ciclismo, che Massimo con la sua squadra hanno saputo trasformare in un’impresa. Sotto tutti i punti di vista.

    Per essere aggiornati sulle novità dell’evento seguiteci su https://www.instagram.com/doctorbike.store/

  • Milano Sanremo al via li 16 marzo (da Pavia)

    Milano Sanremo al via li 16 marzo (da Pavia)

    Svelati gli iscritti per l’edizione 115 della Milano-Sanremo presented by Crédit Agricole, la prima delle cinque Classiche Monumento, in programma sabato 16 marzo. Sono tanti i top riders attesi al via di Pavia a cominciare dal vincitore dell’edizione 2023 Mathieu Van der Poel e dal dominatore della Strade Bianche, nonchè 4° classificato sul traguardo di Via Roma dodici mesi fa, Tadej Pogacar.

    Al loro fianco tanti nomi di prestigio a cominciare dagli ex vincitori Alexander Kristoff (2014), Arnaud Démare (2016), Michal Kwiatkowski (2017), Julian Alaphilippe (2019), Jasper Stuyven (2021) e Matej Mohoric (2022), proseguendo con corridori del calibro di Jonathan Milan, fresco vincitore di due tappe e della Maglia Ciclamino alla Tirreno-Adriatico, Mads Pedersen, sei successi in questo inizio di stagione, Caleb Ewan, due volte secondo nella Classicissima, Cristophe Laporte, campione europeo in carica, Jasper Philipsen, vincitore di una tappa alla Tirreno-Adriatico, Filippo Ganna, secondo classificato nel 2023, e Arnaud De Lie, dieci successi nel 2023 ma ancora a secco in questa stagione

  • Calcio/Eccellenza. Il Magenta cade a Broni, ma il sogno continua …

    Calcio/Eccellenza. Il Magenta cade a Broni, ma il sogno continua …

    L’Oltrepò si prende il big match di giornata contro il Magenta e vola in vetta alla classifica del girone A, pur con una partita in più. 1-0 il risultato finale, a decidere la partita il destro magico di Carlos Florencianez.

    Di seguito gli highlights (extralarge) del match dal sito del nostro collega e partner Paolo Zerbi www.paolozerbi.com

    https://paolozerbi.com/oltrepo-magenta-gli-highlights-video-2/

  • La ‘garra’ latina di Italrugby.. e un futuro chiamato leggenda

    La ‘garra’ latina di Italrugby.. e un futuro chiamato leggenda

    Che fossimo diventati una signora squadra l’avevano detto i venti minuti di difesa furiosa che due settimane fa hanno sgretolato le certezze della Francia. Poi, il palo sfortunato che ha impedito agli azzurri di tornare da Lille con il trofeo Garibaldi ha un po’ offuscato i pensieri ma le avvisaglie che per la Scozia la trasferta a Roma di ieri non sarebbe stata una scorribanda di salute c’erano proprio tutte. Scozia che, per mettere le cose in chiaro, è uscita dai blocchi a cento all’ora sperando di spaventare questa nuova Italia facendo la voce grossa in avvio. Ha segnato due mete in dieci minuti ma proprio lì si è visto di che pasta è fatta la banda-Quesada. Perché non ha mollato di un millimetro, ha riordinato le idee e si è messa a macinare rugby. Di qualità.

    Quando hai in squadra due come Brex e Menoncello hai il dovere di pensare in grande perché quei due sono un’iradiddio, patrimonio dell’UNESCO, rappresentazione tridimensionale di ciò che è il rugby: cuore, testa, gambe, fosforo. Loro due, di tutto ciò ne hanno a chili e la meta di Brex, che è alba di una partita nuova e gloriosa, non è che la più scontata delle conseguenze. Spesso accade così: tu giochi le tue carte migliori ma l’avversario ti rende la pariglia sui denti, così l’inerzia ti sfugge di mano e non la riprendi più. Ecco, la sensazione che deve aver vissuto oggi la Scozia, che resta compagine fortissima ma il suo margine sull’Italia si è assottigliato al punto da costare loro il match odierno. Match nel quale gli highlanders sono rimasti a galla solo grazie alla competenza acquisita negli anni e il mestiere di chi è abituato a rigettare il concetto di sconfitta.

    Non vogliamo fare torto a nessuno perché ieri i ventitré in maglia azzurra hanno meritato tutti la lode, ma la capacità di placcare all’infinito con disciplina, Lamaro e Cannone in questo hanno due lauree a testa, è l’istantanea più bella che ci portiamo a casa da Roma, un pomeriggio di quelli che ti ripagano da anni bastardi nei quali le umiliazioni erano pillole amare da digerire. Invece siamo qua, con in mano la Cuttitta Cup a valle di un’impresa che racconteremo a sfinimento. Siamo belli anche perché ci complichiamo maledettamente la vita e le venti e passa fasi dell’ultima azione a possesso scozzese, con la possibilità concreta di perdere sul filo di lana in incontro già vinto, ci sono costate un infarto ma, si sa, senza sofferenza godi solo a metà.

    E poi c’è Lynagh e, per chi ha qualche annetto sulle spalle è questione di lacrimuccia. Già, perché il cognome è proprio quello di cotanto papà, uno dei più forti giocatori di ogni epoca che in passato impreziosì il campionato italiano. Non è finita, perché il figlio vestito d’azzurro ha messo a terra la meta della riscossa, sempre a proposito di belle storie da camino e amarcord. Menoncello man of the match a Lille, Brex a Roma. E pensa se quel palo nel cielo di Francia fosse rimasto due centimetri più in là. Vabbè, oggi è festa e terzo tempo sia. Birre in alto, questa volta è il caso di dirlo: eravamo pronti alla morte, abbiamo finito vivi e vegeti. Che meraviglia.

  • Rugby: Irlanda Inghilterra, molto più di una partita.. Go on home british soldiers!

    Rugby: Irlanda Inghilterra, molto più di una partita.. Go on home british soldiers!

    “For eight hundred years we’ve fought you without fear and we will fight you for eight hundred more”. È una strofa delle celebre canzone composta da Tommy Skelly all’indomani del 30 gennaio del 1972. Ricorda ai gendarmi di Sua Maestà che il popolo d’Irlanda non è in vendita, non lo è mai stato e non lo sarà mai.

    Ricorda, altresì, di quando i soldati del Reggimento Paracadutisti dell’esercito britannico, in quella tristemente nota come ‘Operazione Forecast’, durante una manifestazione organizzata dalla NICRA, i difensori dei diritti civili negati dall’impero inglese ai repubblicani d’Irlanda, ricevuto l’ordine dal Colonnello Wilford fanno fuoco sulla folla pacifica. Derry, la domenica di sangue. Quattordici difensori dell’Irlanda libera restano sull’asfalto. Marciavano verso il ghetto cattolico di Bogside, reclamando uguaglianza, pari dignità lavorativa, diritto alla casa, la cancellazione del voto per censo. Contro la discriminazione razziale, l’apartheid nordirlandese, erano a migliaia. Finché incontrarono le mitragliatrici. Cinque uomini furono giustiziati alle spalle, disarmati. Non avevano che vent’anni. Uno, invece, lo freddarono guardandolo negli occhi mentre teneva le mani sul capo in segno di resa. Quattordici, in tutto, non faranno ritorno a casa. Quella giornata di ordinaria follia imperiale fu spartiacque, il punto di non ritorno. La protesta fin lì pacifica diventa lotta armata, resistenza per la sopravvivenza. IRA, Bobby Sands, gli eroi nelle carceri, il sogno di libertà. Il resto è storia.

    Tutto ciò per dire che Irlanda contro Inghilterra, qualunque sia il contesto, non potrà mai essere una vicenda normale, come un qualsiasi altro incontro di uomini. Figuriamoci nel rugby, dove le due anime d’Irlanda ancora divise si fondono per ottanta minuti in un’unica patria, accompagnati dalle note dell’”Ireland’s Call” in luogo dei rispettivi inni nazionali. Questione di orgoglio, memoria ed appartenenza. Rugby, più che mai paradigma di vita. “We’re not British, we’re not Saxon, we’re not English, we’re Irish and proud we are to be”, sempre attingendo dalla prosa di Skelly. E domenica pomeriggio, per la quarta giornata del Sei Nazioni 2024, le due compagini di Irlanda e Inghilterra tornano a fronteggiarsi, faccia a faccia, sulla strada del torneo sportivo più antico al mondo. No, non è mai una partita normale. Vecchie ferite mai cicatrizzate animano lo spirito degli irlandesi ogni qualvolta si tratti di sbrigare una faccenda che includa gli inglesi e il rugby – una guerra, detto con il senso della misura dovuto trattandosi pur sempre di un gioco – non fa ovviamente eccezione.

    A questo match, Irlanda ed Inghilterra ci arrivano in condizioni psicologiche opposte. I verdi sono la squadra più forte d’Europa, forse del mondo, e sono lanciati verso la conquista del trofeo e del secondo Grande Slam consecutivo. Una corazzata senza difetti, una meraviglia. I bianchi, invece, non se la stanno passando un granché bene dopo l’exploit mondiale, tanto che dopo aver rischiato di perdere all’esordio contro l’Italia sono finiti tritati dagli scozzesi abbandonando ogni velleità di successo finale. Sono pur sempre inglesi, dunque gente dalla competenza rugbistica intagliata nei cromosomi, ma c’è il rischio concreto che domenica possano vivere un pomeriggio terribile e di sognarsi a lungo quelle maglie dal colore dei prati. Sarà anche il primo scontro senza Sexton, il condottiero d’Irlanda nonché mediano d’apertura tra i più forti di ogni epoca, che ha da poco appeso le scare al chiodo e che per un ventennio ha suonato la carica.

    Sarà strano non vederlo dirigere le operazioni ma Jack Crowley ha testa, mani e gambe per farlo rimpiangere il meno possibile. Appuntamento, quindi, a domenica. Quando le lacrime che al solito segneranno il viso di qualche gigantesco alfiere d’Irlanda durante le note dell’inno che è patriottica appartenenza – perché succede sempre – ci ricorderanno una cosa importante. La bellezza di sentirsi parte di una nazione e di quanto si possa essere fieri della propria storia. “Ireland, Ireland together standing tall, shoulder to shoulder we’ll answer Ireland’s call!”. Già, spalla a spalla.

  • Legnano: un week end di successi per la Versus

    Legnano: un week end di successi per la Versus

    La primavera è il periodo di maggiore attività nel mondo degli sport da combattimento e capita persino che si accavallino gli appuntamenti. È stato il caso della Versus nello scorso settimana. Il team legnanese ha infatti partecipato (con successo) a due diverse manifestazioni.

    Sabato Tommaso Pucci, già Bronzo ai Campionati Italiani Juniores lo scorso anno, ha conquistato il terzo posto nella Greco Romana Under 20 alla Coppa Piemonte di lotta olimpica a Torino. Il risultato, unito al recente quarto posto ai campionati italiani assoluti, conferma le possibilità di medaglia ai Campionati Nazionali Juniores che si terranno a fine marzo a Roma.

    Domenica invece esordio da agonisti nel circuito Born To Fight, uno dei più noti del Nord Italia, per due giovani atleti della palestra di Via Giusti 1 a Legnano.

    Mattia Grassini e Otman Fouzi hanno vinto nelle MMA Light nelle loro categorie (rispettivamente la 76 e la 84 chilogrammi). Fouzi ha poi conquistato una seconda medaglia nel grappling, uno sport riconosciuto dalla federazione mondiale della lotta che sintetizza le migliori tecniche delle principali discipline lottatori come judo, libera, greco romana e ju jitsu. L’allievo del Maestro Guido Colombo è arrivato in finale nella categoria – 80 KG perdendo di misura ai punti contro un avversario decisamente più esperto.

    Grande la soddisfazione in casa Versus dove però non c’è tempo per i festeggiamenti. Da qui a maggio sono infatti previste gare quasi ogni settimana nelle quali molto probabilmente debutteranno altri giovani del team legnanese.

    FOTO:
    PUCCI PODIO COPPA PIEMONTE:
    Tommaso Pucci, primo da destra, sul podio della Coppa Piemonte di lotta greco romana;
    Da sinistra FOUZI, COLOMBO E GRASSINI dopo La gara nel circuito born to fight