(Adnkronos) – Una nuova ondata di viticoltori con una vera passione per il Cabernet sta letteralmente esplodendo in Barossa Valley, dando origine a un movimento di interesse verso il vitigno francese che trova in questo areale uno stile unico di Cabernet Sauvignon. Barossa Valley rappresenta il 10,5% dei vigneti della nazione e ospita più di 170 aziende vinicole, molte delle quali si sono fatte un nome grazie alla loro spettacolare Shiraz. Kym Teusner, co-fondatore di Teusner Wines, ritiene che il Barossa Cabernet sia la tipologia da tenere d'occhio. “Barossa si preannuncia come una favolosa regione del Cabernet", afferma Teusner, che descrive in dettaglio la differenza tra i Cabernet prodotti nella regione più fresca e ad alta quota dell'Eden Valley e il fondovalle della Barossa Valley, più basso e più caldo. “La più fresca Eden Valley produce Cabernet Sauvignon con una chiara definizione varietale. Le condizioni climatiche più calde di Barossa Valley offrono vini con espressione più ricche e generose, che si aprono a profumi di ribes nero, moka, tabacco." Lo stile del Cabernet di Barossa si lega anche a una tendenza che vuole i vini della regione più complessi e strutturati. "Le persone si aspettano da Barossa Valley vini voluminosi e prepotenti", afferma Teusner. “Ma da tempo il nostro obiettivo è quello di produrre vini complessi, sì, ma anche eleganti e fruttati. Questo è molto più importante per noi del volume e della potenza”. Adnkronos – Vendemmie
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Categoria: Food
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Barossa Valley, è tempo di Cabernet Sauvignon?
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Emergente Sala: Alessia Chignoli la vincitrice 2023
(Adnkronos) – Si parla sempre meno della sala rispetto alla cucina. Ma è proprio il lavoro d'orchestra delle due figure a rendere l'esperienza, soprattutto in un ristorante gastronomico, indimenticabile. E talvolta è proprio la sala a valorizzare i piatti della cucina, a correggere con garbo e gentilezza, nonché professionalità, un piccolo disguido, un errore di stile. Con attenzioni, con un calice offerto, con la capacità, imprescindibile, di capire il tavolo e adeguarsi di conseguenza, illustrando la carta vini agli esperti e appassionati o a ridursi a un'ombra di fronte a un tavolo di innamorati, desiderosi solo di viversi la cena sottovoce, con parole sussurrate. Alla fine è proprio la sala, il contatto diretto con il cliente, a decretare il voto finale al ristorante. E spesso, proprio in questo periodo di grande carenza di figure professionali, è proprio la sala a risultare l'anello debole dell'organizzazione gerarchica e puntuale che è un ristorante. Ecco le prerogative con cui nasce Emergente Sala, il prestigioso premio dedicato al Miglior Giovane Professionista di Sala d'Italia, unico nel settore totalmente dedicato a questo modo, dove il critico gastronomico Luigi Cremona, scova le figure che hanno la stoffa per dirigere grandi tavole. I giovani che porteranno alto lo stendardo di questo lavoro che non ha (ancora) raggiunto l'appeal mediatico che ha avuto quello dello chef.Leggi l'articolo completo su Vendemmie.Adnkronos – Vendemmie
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Unica e impareggiabile Campania
(Adnkronos) – Il film “La grande bellezza” del regista campano Paolo Sorrentino si apre con una citazione di Louis-Ferdinand Céline: “Viaggiare, è proprio utile, fa lavorare l’immaginazione…”. Partiamo quindi per questa terra di grande bellezza che profuma di mare e di limoni, solare, vivace e originale come i suoi abitanti (e chi si scorda Totò, Eduardo De Filippo, Massimo Troisi?), dall’energia tellurica dei vulcani quiescenti come il Vesuvio-Monte Somma, i Campi Flegrei (“La contrada dell’universo dove i vulcani, la storia e la poesia hanno lasciato più tracce” scriveva Madame de Staël), Ischia-Monte Epomeo e altri spenti come Roccamonfina e Procida-Vivara. Una regione con panorami e racconti variegati: dalla divina costiera, alle isole, all’Appennino; dall’archeologia alla millenaria storia; dalla natura alla cultura. Un territorio che dal nord, Roccamonfina, al sud, al confine con la Basilicata, si estende per trecento chilometri. Leggi l'articolo completo su Vendemmie.Adnkronos – Vendemmie
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Un museo per il Ruchè a Castagnole Monferrato
(Adnkronos) – Aprirà al pubblico il prossimo 2 settembre 2023 il nuovo Museo del Ruchè a Castagnole Monferrato. Dopo 6 mesi di restauro, Luca Ferraris – promotore e finanziatore dell’iniziativa con il contributo di Regione Piemonte – presenta il nuovo Museo del Ruchè con 3 sale e l’Infernot. La nuova struttura propone un percorso multimediale e esperienziale, di approfondimento, che ripercorre la storia e la conoscenza di un vitigno, il Ruchè di Castagnole Monferrato, tra i più interessanti autoctoni piemontesi. Il Museo è costituito da una prima sala in cui la narrazione comincia dalla ricerca dell’oro in California – dove il bisnonno di Luca Ferraris trovò fortuna – prosegue con i documenti, gli strumenti di lavoro contadino, le macchine agricole recuperati dalla famiglia e si conclude con la figura di Don Giacomo Cauda, il papà del Ruchè. Negli anni ‘60 il parroco di Castagnole Monferrato fu, infatti, il primo a recuperare alcune vigne abbandonate, credere nelle potenzialità dell’uva che questi filari fruttano per produrre un vino varietale, secco, in purezza, che vinifica e comincia a vendere in bottiglia, dando inizio così all’affermazione del Ruchè in Piemonte. La seconda sala è un omaggio al Monferrato, patrimonio Unesco di indubbia bellezza e alle caratteristiche che lo rendono terroir vocato alla produzione di grandi vini come la stratificazione geologica millenaria dei terreni. Foto e video abbracciano completamente il visitatore che compie l’esperienza di immersione nel territorio anche attraverso le postazioni olfattive dove si esplorano i profumi profondi del Ruchè. In questa sala il protagonista è Randall Grahm, enologo americano, pioniere dell’introduzione di alcune varietà di vite francesi in California, amico di lunga data di Luca Ferraris e antesignano sostenitore del Ruchè negli Stati Uniti già nel 2003. La terza è la Sala Cinema: un docu-film che accompagna il visitatore nella storia moderna di Ferraris e del Ruchè, sempre più apprezzato dai consumatori internazionali chiudendo così il racconto vincente di un piccolo grande autoctono che ha conquistato il mondo. Ultima tappa della visita al Museo, l’Infernot la cui pietra, bianca arenaria qui nominata anche “da Cantoni”, permette la conservazione negli anni delle bottiglie grazie all’umidità e alla temperatura che mantiene costante. “Il Museo del Ruchè nasce nella casa dove è iniziata la storia imprenditoriale della mia famiglia – commenta Luca Ferraris -: è un luogo della memoria, una cantina storica, che abbiamo voluto eleggere a spazio di valorizzazione di un intero territorio che intorno al Ruchè ha costruito la sua fortuna”. Perché un Museo del Ruchè? Spiega Luca Ferraris: “Il nostro vino “raccontato” attraverso un Museo è cultura locale e contribuisce alla costruzione di un nuovo prodotto turistico, che si integra con altri percorsi enogastronomici e costruisce l’identità del Monferrato. L’enoturismo per Ferraris Agricola si è dimostrato sempre un’importante voce economica e in questo settore stiamo investendo importanti risorse private. Nel 2022, le visite e degustazioni in cantina, l’Agricirinquito, lo stesso Museo – che ancora non era restaurato – hanno fatto segnare un + 40% di presenze, quasi 12.600 persone solo nella nostra azienda – rispetto al 2021. Creando proposte strutturate siamo riusciti ad attirare nuovi turisti e il nostro obiettivo rimane quello di alimentare questo circuito virtuoso a servizio del territorio”. E conclude: “E’ per questo che il Museo, seppur già pronto, sarà aperto a settembre: in questi mesi estivi attiveremo tutte le collaborazioni con enti, uffici turistici, agenzie del territorio locali e non, per inserire il Museo tra le destinazioni di interesse del Monferrato”. Museo del Ruchè, Via Al Castello, 14, 14030 Castagnole Monferrato AT Per info www.museodelruche.it
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50 Top Pizza, ecco la classifica: i Masanielli di Caserta al primo posto
I Masanielli di Francesco Martucci, a Caserta, e 10 Diego Vitagliano Pizzeria, a Napoli, ex aequo come Migliori Pizzerie in Italia per il 2023. Questo il risultato secondo la guida 50 Top Pizza, annunciato ieri al Teatro Argentina di Roma, durante una cerimonia trasmessa in diretta sui canali social del network e presentata da Federico Quaranta.
Al secondo posto I Tigli di Simone Padoan, a San Bonifacio; chiude il podio Seu Pizza Illuminati di Pier Daniele Seu, a Roma. Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, ha salutato gli ospiti provenienti da tutta Italia, per la prima volta riuniti nella Capitale per una premiazione di 50 Top Pizza, e ha consegnato il premio Città di Roma a Gabriele Bonci. Al quarto posto 50 Kalò, a Napoli, di Ciro Salvo; quinta posizione per 180g Pizzeria Romana di Jacopo Mercuro, a Roma, che si aggiudica anche il premio speciale Pizza dell’Anno 2023 – Latteria Sorrentina Award con La Parmigiana Viaggiatrice; sesta posizione per I Masanielli – Sasà Martucci, a Caserta, che si aggiudica anche l’ambito premio Pizzaiolo dell’Anno 2023 – Ferrarelle Award; settima posizione per Francesco & Salvatore Salvo, a Napoli, a cui va anche il premio speciale Miglior Servizio della Birra 2023 – Birrificio Fratelli Perrella Award; ottavo posto per Dry Milano, a Milano, con alla guida Lorenzo Sirabella; nona posizione per Cambia-Menti di Ciccio Vitiello, a Caserta; al decimo posto La Notizia 94, a Napoli, di Enzo Coccia. Tra gli altri premi speciali: a 10 Diego Vitagliano Pizzeria, a Napoli, va il premio per il Miglior Servizio di Sala 2023 – Goeldlin Award; a Confine, a Milano, va il premio come Novità dell’Anno 2023 – Solania Award; a La Cascina dei Sapori, a Rezzato (BS), va il premio Frittatina di Pasta dell’Anno 2023 – Pastificio Di Martino Award; a Bob Alchimia a Spicchi a Montepaone Lido (CZ), va il premio Performance dell’Anno 2023 – Robo Award; ad Allegrìo, a Roma, va il One to Watch 2023 – Fedegroup Award; a Sbanco, a Roma, va il premio Migliore Proposta dei Fritti – Il Fritturista 2023 – Oleificio Zucchi Award; infine, a Meunier Champagne & Pizza a Corciano (PG), va il premio per la Migliore Carta dei Vini 2023 – Asti Docg Award.
Otto i Forni Verdi, ossia i riconoscimenti conferiti alle pizzerie ad alta sostenibilità ambientale, assegnati a: I Masanielli di Sasà Martucci, a Caserta; Le Grotticelle, a Caggiano; Pupillo Pura Pizza, a Frosinone; Denis, a Milano; Pizzeria Le Parùle, a Ercolano; Pizzeria Gigi Pipa, a Este; Pizzarium, a Roma, e Grotto Pizzeria Castello, a Caggiano. Tre i Benemerito della Pizza nel 2023: Alfonso Pecoraro Scanio, Davide Civitiello e Giancarlo Casa. La Campania è la regione più rappresentata con 28 pizzerie, seguita dal Lazio con 13 e dalla Toscana con 11. La guida Italia 2023 è composta da oltre 500 pizzerie, le prime 100 in classifica e le altre classificate come Pizzerie Eccellenti. Le prime 40 posizioni entrano di diritto nella classifica delle 100 Migliori Pizzerie del Mondo, che si ritroveranno il 13 settembre a Palazzo Reale di Napoli. ”È stato un anno esaltante – dichiarano i curatori Barbara Guerra, Luciano Pignataro e Albert Sapere – e molto intenso per noi, prima Barcellona e la guida Europa, poi Tokyo e la guida Asia Pacifico, New York con la guida Usa: un percorso pieno di emozioni per la grande comunità del mondo della pizza. Siamo arrivati a Roma, per la prima volta per la finale Italia, grazie alla volontà di Roma Capitale e di Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, che ha creduto prima di tutto nello slancio turistico che la pizza e il mondo dell’enogastronomia in generale può dare alla Capitale. Un anno senza sosta, perché adesso ci aspetta la grande finale a Palazzo Reale a Napoli del 13 settembre, per scoprire le 100 migliori pizzerie al mondo.” Grazie ad un accordo tra 50 Top Pizza e Quandoo – la piattaforma di prenotazione per ristoranti – dalle prossime settimane sarà possibile riservare un tavolo nelle pizzerie affiliate direttamente dal sito di 50 Top Pizza; inoltre tutte le pizzerie presenti in guida potranno beneficiare di condizioni particolarmente vantaggiose per aderire.
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World’s Best Vineyards 2023: Ceretto nella Top50 e Antinori nella Hall of Fame
(Adnkronos) – Il concorso mondiale per l’enoturismo, WBV – World’s Best Vineyards, lanciato a Londra dalla William Reed nel 2019 si è confermato, alla V edizione, un riferimento atteso per questo segmento in forte espansione. Dopo il successo tutto italiano della precedente edizione (con Antinori nel Chianti Classico al primo posto al mondo), quest’anno l’Italia conquista sette posizioni con 7 cantine italiane nella Top100: Ferrari Trento, Castello Banfi, Tenuta Cavalier Pepe, Donnafugata, Tenuta San Leonardo, Villa Sandi e Ceretto. Antinori entra nella Hall of Fame. L’azienda vincitrice di quest’anno è Catena Zapata (Argentina). I parametri sono tanti e non rigidamente limitati, è piuttosto l’esperienza complessiva degli esperti che definisce il valore dell’accoglienza in cantina. Oltre 22 regioni in tutto il mondo, cioè Paesi produttivi (Italia, Australia, Argentina e così via); ciascuno con un panel di circa 36 professionisti tra sommelier, giornalisti ed esperti nel settore enoturistico ed enogastronomico guidati da un capo-panel che in Italia è Chiara Giorleo, critica enogastronomica e formatrice freelance. Sette preferenze a testa da assegnare tra cantine del proprio Paese di origine ed estero da indicare liberamente (non c’è un elenco predefinito) con tanto di motivazioni per arrivare al calcolo finale cui concorrono i voti di tutti i panel che definirà le migliori 100 cantine al mondo in termini di ospitalità. La Top 50 è stata svelata con una splendida cerimonia in Rioja presso Bodegas Beronia. “È un’attesa ricca di tensione quella che precede la rivelazione dei 100 nomi e spesso una sorpresa scoprire le destinazioni enoturistiche preferite dai colleghi internazionali: alla definizione della classifica contribuiscono i voti di tutti i panel, non solo quello del proprio paese. Questo senza tralasciare il valore del tour nel paese ospitante la premiazione – come questo in Rioja – con l’augurio che un giorno si possa portare l’appuntamento in Italia” dichiara la referente Italia del concorso, Chiara Giorleo (Italy Academy Chair). Alla prossima edizione. 1 Catena Zapata – Argentina2 Bodegas de los Herederos del Marqués de Riscal – Spain3 VIK – Chile4 Creation – South Africa5 Château Smith Haut Lafitte – France6 Bodega Garzón – Uruguay7 Montes – Chile8 Domäne Schloss Johannisberg – Germany9 Bodegas Salentein – Argentina10 El Enemigo Wines – Argentina 29 Ceretto – Italy53 Villa Sandi59 Tenuta San Leonardo62 Donnafugata – Marsala65 Tenuta Cavalier Pepe87 Castello Banfi99 Ferrari TrentoAdnkronos – Vendemmie
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Un libro e un calice di Prosecco DOC
(Adnkronos) – Vino e libri, un connubio perfetto, che trova nuova vita nella nuova sinergia tra il festival letterario Pordenonelegge e il Consorzio Prosecco DOC con una serie di appuntamenti letterari ed enologici direttamente in cantina, curati e condotti dallo scrittore Alberto Garlini. “Pordenone legge in cantina” animerà dal 17 al 28 luglio 2023 tre serate con altrettanti protagonisti: tre grandi cantine da scoprire insieme per unire allo stimolo del dialogo la magia della degustazione di un vino di grande qualità. Appuntamento quindi nelle cantine Cabert di Bertiolo, lunedì 17 luglio, alle 20.30, con la scrittrice Catena Fiorello, per sfogliare insieme il suo “Ciatuzzu”, mercoledì 19 luglio, alle 20.30, presso l’azienda San Simone di Porcia con il giornalista Antonio Caprarica, per scrutare nel futuro di “Carlo III. Il destino della corona” e venerdì 28 luglio, sempre alle 20.30, negli spazi di Pitars di San Martino al Tagliamento con l’editorialista Beppe Severgnini, e la presentazione di “Neoitaliani”. Tre eccellenze della produzione vitivinicola che si apriranno per raccontare la storia della loro azienda, schiudendo così l’incontro a tre straordinari interpreti della cultura e della narrativa al grande pubblico. Al termine di ogni appuntamento, un brindisi conviviale nel segno del Prosecco DOC: perché la cultura intreccia da sempre il suo percorso con l’amore per il territorio, l’antica sapienza di far bene le cose e l’allegria dello scambio libero di pensieri e opinioni. Gli incontri sono a ingresso libero, fino ad esaurimento posti. È suggerita la prenotazione iscrivendosi sul sito. Info: Tel. 0434.1573100, segreteria@pordenonelegge.it.Adnkronos – Vendemmie
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L’estate del Gallo Nero
(Adnkronos) – Da giugno a settembre l’estate sulle colline del Chianti Classico si anima di ben 100 eventi curati dal Consorzio Vino Chianti Classico e suddivisi tra arte, musica, teatro e naturalmente vino.
L'arte
La mostra diffusa “Art message in a Chianti Classico Bottle”, curata da Francesco Bruni e Giuseppe D'Alia, presenta 7 nuovi artisti: Nian, Mono_graff, Rachel Morellet, Letizia Pecci, Cecco Ragni, Silvia Canton e Andrea Guanci. Ciascuno di loro ha interpretato il vino Chianti Classico con i propri mezzi espressivi, utilizzando come "tela" una bottiglia bordolese alta tre metri. Le opere sono visitabili liberamente e inserite in contesti di grande fascino nei 7 comuni del territorio, con l'invito a scoprire la vocazione artistica del Chianti Classico.
La musica
Tutto pronto per una delle nuove proposte dalla 9° edizione del Chigiana International Festival & Summer Academy: Chigiana Chianti Classico Experience, ciclo di 7 appuntamenti tra musica e vino, in collaborazione con l'Accademia Musicale Chigiana, in selezionate cantine del Gallo Nero. Un itinerario musicale che unisce il repertorio cameristico classico alla tradizione enogastronomica toscana e che vedrà protagonisti – con orario d'inizio all'ora del tramonto – i giovani talenti allievi dei Corsi di Alto perfezionamento Musicale dell'Accademia Chigiana.
Il teatro
Un format ormai ben sperimentato nel corso della prima edizione della Chianti Classico Summer è lo street theater DiVinum, in collaborazione con Arca Azzurra Eventi, uno spettacolo dedicato al vino e pensato per superare la barriera linguistica attraverso una forma narrativa accessibile a tutti, anche ai tanti spettatori stranieri presenti durante la stagione. Se il vino accompagna tutti questi appuntamenti con degustazioni, non possono mancare anche i principali eventi del territorio, ormai tradizioni da non perdere, EXPO Chianti Classico (7-10 settembre, Greve in Chianti); Vino al Vino (Panzano, 15-17 settembre); Montefioralle Divino (Montefioralle, 22-24 settembre).Adnkronos – Vendemmie
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Raddoppiate le imprenditrici agricole negli ultimi 10 anni
(Adnkronos) – Dal report fornito dal Centro studi di Confagricoltura e presentato durante l’evento capitolino 'Le donne unite per l'acqua' si evince che le imprese censite "mostrano particolare dinamismo quelle impegnate nelle società di capitali e di persone, che rappresentano il 28,2% del totale, in particolare nella fascia di età 18/29 anni raggiungono il 33,76% a dimostrazione dell'acquisita consapevolezza dell'importanza di costruire reti al femminile". Oltre il 31,5% dei dirigenti d’azienda in abito agricolo è donna, con la percentuale più alta riscontrata in Molise dove le donne al comando sono il 40%. "Vogliamo sancire – ha detto Alessandra Oddi Baglioni, presidente di Confagricoltura Donna – la volontà delle associazioni femminili di quattro settori agricoli cardine, vino, olio, ortofrutta e riso di unirsi per fare quadrato e affrontare il problema dei cambiamenti climatici. Siccità e alluvioni sono facce della stessa medaglia. Ci siamo riunite proprio per proporre, seguendo esigenze dei territori e produttive, un documento unitario che presenteremo alle istituzioni". Documento che è stato oggetto dei lavori svolti durante il convegno e che verrà presentato alle Istituzioni in cui le imprenditrici puntano l’attenzione sulla manutenzione dei bacini idrici e richiedono risposte programmatiche in grado di introdurre misure stabili di resilienza e adattamento.Adnkronos – Vendemmie —winewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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Viaggio all’Eolie: 5 indirizzi alla scoperta dell’arcipelago vitivinicolo
(Adnkronos) – Il nomignolo di “Sette Sorelle” rende perfettamente l’idea di questo arcipelago situato a 40 km al largo della Sicilia settentrionale; avvistandole dalla costa o in volo dall’alto anche nelle giornate di maggiore visibilità, le sette isolette sembrano somigliarsi tutte come terre gemelle. È il contatto ravvicinato all’approdo che consente di cogliere le peculiarità e le unicità di Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli, Vulcano: affioramenti di origine vulcanica che contano circa 64 km di sviluppo costiero. Nel 2000 le Eolie sono state proclamate patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, non soltanto per i due vulcani attivi Stromboli e Vulcano che rendono l’area rilevante dal punto di vista naturalistico, ma anche per l’importanza paesaggistica che si esprime anche con gli spettacolari tramonti, famosissimi i due momenti dell’anno – ad aprile fino i primi giorni di maggio e tra la fine di agosto e le prime due settimane di settembre – in cui il sole si tuffa nella bocca dello Stromboli. Isole di mare che hanno un’inclinazione agricola ed enoica storicamente legata alla necessità di autosufficienza, trasformata nel tempo in autentica vocazione vitivinicola che viene tutelata dal Consorzio della Malvasia delle Lipari e dalla IGT Salina, ricadenti in questo areale che da millenni è culla di una civiltà vinicola mediterranea. A bacca bianca è soprattutto la Malvasia ad essere il vitigno più coltivato, riconoscibile a colpo d’occhio grazie alla caratteristica foglia “prezzemolata”, ormai sempre più diffusa nella contemporanea tipologia secca; a bacca rossa è il Corinto Nero ad essere la varietà leader delle isole. La sostenibilità è un tema ricorrente per l’ecosistema Eolie: non è solo questione di risorse ma è un approccio culturale che si estende in modo trasversale a tutti i fruitori e visitatori delle isole. L’enoturismo è una delle attività che più avvicina il turista alla dimensione isolana fatta di ritmi leggeri, sostenibili appunto. Scopri tutti gli indirizzi per scoprire l’anima vitivinicola più profonda delle isole Eolie su Vendemmie.Adnkronos – Vendemmie
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