Categoria: Food

  • Commissione UE, irrilevante la prevedibile diminuzione della produzione di uva

    Commissione UE, irrilevante la prevedibile diminuzione della produzione di uva

    (Adnkronos) – Presa di posizione delle associazioni di produttori di vino di Italia, Spagna e Francia contro il rapporto della Commissione Ue a sostegno del regolamento SUR (ovvero sostainable use of pesticides regulation) che prevede il dimezzamento dell'uso della chimica in agricoltura e stima un impatto limitato sul vino etichettando la viticoltura come una “produzione non essenziale”. Italia, Francia e Spagna hanno invece rivendicato l’importanza del vino in Europa. “L’Unione Europea è il primo produttore di vino al mondo, con il 45% della superficie viticola mondiale. Questo settore ad alto valore aggiunto è vitale per molte regioni rurali europee, genera milioni di posti di lavoro e contribuisce in modo significativo alla bilancia commerciale dell’Ue”. Micaela Pallini, Federvini: “Respingiamo studio UE, settore vitivinicolo ha un ruolo essenziale nella nostra economia”. “Non prendere in debita considerazione il rilievo economico, occupazionale e sociale che il comparto vitivinicolo europeo ricopre appare un chiaro errore di valutazione. In Italia così come in altri Paesi membri dell’Unione europea, il settore assume un ruolo invece essenziale, assicurando benessere e lavoro a centinaia di migliaia di persone considerando anche l’indotto. Per questo non possiamo che respingere le conclusioni dello studio della Commissione europea, auspicando un intervento deciso dai nostri rappresentanti in sede comunitaria” ha commentato Micaela Pallini, Presidente di Federvini, alla luce del Rapporto della Commissione UE a sostegno del regolamento SUR che prevede il dimezzamento dell’uso della chimica in agricoltura e che etichetta la viticoltura come una produzione non essenziale in Europa. Lo studio prevede un calo della produzione di uva dovuto agli effetti della riduzione dei fitosanitari, stimato al 18% in Spagna, al 20% in Italia e al 28% in Francia. La Commissione europea ha inoltre aggiunto nel proprio report che la produzione di uva non è una coltura essenziale per la sicurezza alimentare europea e che una diminuzione della produzione di vino in Europa sarebbe irrilevante. Adnkronos – Vendemmie
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  • Come si coltiva un vigneto eroico?

    Come si coltiva un vigneto eroico?

    (Adnkronos) – La viticoltura eroica è una preziosissima forma di attività di coltivazione della vite da preservare, promuovere e valorizzare, sinonimo di difesa e protezione del territorio. Giovedì 13 luglio 2023, dalle 9 alle 18 (ingresso libero), nei filari circostanti Cantina Valle Isarco a Chiusa (BZ) andrà in scena Enovitis Extrême, il primo e unico evento dimostrativo dedicato alle tecnologie per i vigneti eroici. Il luogo scelto non è caso. L’Alto Adige è una regione davvero estrema dove si trova la viticoltura più settentrionale d’Italia. Trattori specializzati e transporter, portattrezzi, attrezzature per la difesa la potatura e la gestione del suolo, agevolatori del lavoro manuale, prodotti e accessori per l’impianto, mezzi tecnici per la concimazione, vivaismo, impianti d’irrigazione e molto altro, saranno in mostra in una grande vetrina all’insegna dell’innovazione. Adnkronos – Vendemmie
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  • Canneto Pavese: la storia secolare di un paese dove tutto ruota intorno al vino

    Canneto Pavese: la storia secolare di un paese dove tutto ruota intorno al vino

    (Adnkronos) – Canneto Pavese è un piccolo comune popolato da poco meno di 1300 abitanti, con una grande storia legata a doppio filo con la sua produzione vinicola e un presente in evoluzione. Sorge nel cuore dell’Oltrepò Pavese Orientale, tra la riva sinistra del torrente Versa e il crinale del pendio sulla riva destra del torrente Scuropasso, a un’altitudine compresa tra i 130 e i 280 metri. Città Internazionale della Vite e del Vino, fino agli anni ‘70 è stato il comune più vitato d’Italia e già a fine ‘800 i suoi vini erano esportati in America. Una fama che ha portato addirittura al cambiamento del nome del piccolo municipio pavese. Fino al 1885 l’attuale territorio di Canneto era infatti conosciuto come Montu’ de Gabbi, nota fin dall’800 per la produzione del
    “Vino de Caneto”
    : tra i tanti comuni italiani che hanno dato il nome ad alcune delle denominazioni vinicole più note, il singolare caso di un comune a cui è stato dato il nome dei vini che lo hanno reso celebre.  
    Canneto Pavese

     Ancora oggi, nonostante una diminuzione dell’area vitata, sono ben 500 gli ettari coltivati a vite su una superficie di 5,8 chilometri quadrati, per una produzione che, di anno in anno, conferma Canneto Pavese come il comune dell’Oltrepò con il maggior numero di riconoscimenti dalle principali Guide vinicole italiane.La caratteristica principale di Canneto Pavese, oltre alla densità di appezzamenti coltivati a vite, è la conformazione geografica del territorio, di colline in forte pendenza rivestite da un susseguirsi di filari. Si tratta in prevalenza di uve a bacca rossa che hanno reso celebre il piccolo comune oltrepadano, patria di denominazioni come il Buttafuoco e il Sangue di Giuda, la cui produzione è permessa, secondo il disciplinare, solo in alcune zone dell’Oltrepò che insistono prevalentemente sul territorio di Canneto Pavese.  
    Foto crediti Club Buttafuoco Storico

     Canneto Pavese è sede del Club del Buttafuoco Storico. Fondato nel 1996, raggruppa 16 produttori e 19 vigne cru dedicate alla produzione di quello che si è affermato come uno dei vini simbolo del territorio; affinato per tre anni prima della commercializzazione, è ottenuto dall’uvaggio di quattro uve identitarie quali Croatina, Barbera, Ughetta di Canneto e Uva Rara.  
    I produttori del Club del Buttafuoco Storico

     Canneto è la sede di alcune delle più note cantine dell'Oltrepò Pavese: da Giulio Fiamberti, erede di una tradizione vinicola di oltre due secoli e che quest’anno – dopo anni di riconoscimenti per i suoi due Cru di Buttafuoco Storico Vigna Solenga e Sacca del Prete, ha portato per la prima volta un Buttafuoco DOC (OP Buttafuoco Il Cacciatore 2020) all’ambito riconoscimento dei Tre Bicchieri a Giorgi Wines, azienda guidata da Fabiano Giorgi che da anni riceve importanti premi per i suoi vini spumante metodo classico (quest’anno è stata la volta del Tre Bicchieri assegnato al Top Zero Pas Dosé) e ha creato con Gerry Scotti una linea di vini che porta il nome del grande presentatore televisivo, divenuto il più celebre testimonial del territorio. Tra i vignaioli più riconosciuti, Paolo Verdi, noto sia per il suo grande Rosso Riserva “Cavariola” che per il Metodo Classico Vergomberra DOCG Dosage Zero e un vero e proprio artista del vino come Andrea Picchioni, autore di rossi straordinari come Rosso d’Asia, Bricco Riva Bianca e Arfena. Da non dimenticare Marco Maggi che ha dato una nuova identità all’eredità vinicola familiare diventando uno dei migliori interpreti del Buttafuoco e, recentemente, ha creato con Manuela Centinaio il nuovo progetto della Cantina Bosco del Sasso (con la consulenza enologica di Michele Zanardo) e Umberto Quaquarini, produttore – enologo che, alla terza generazione, ha portato l’azienda di famiglia – dominata da uno spettacolare olmo che domina la vigna Pregana, uno dei Cru del Buttafuoco Storico – alla conversione biologica. 
    I vini, foto crediti Club del Buttafuoco Storico

     Tappe obbligate per chi visita Canneto Pavese sono la Cantina Alchemica, sede di uno dei più interessanti esperimenti del mondo del vino italiano, quello del vignaiolo alchimista Giorgio Mercandelli e dei suoi vini biotici; la Tenuta Malpaga, situata su un poggio che domina il paese ed edificata sui resti di una fortezza del 1400 nelle cui cantine vengono affinati i vini biologici di Luca Gorini; la cantina con agriturismo di Franco Pellegrini, affacciata sul panorama mozzafiato che si gode dall’alto della frazione Solenga, dove sorgono alcune delle vigne più scoscese dell’Oltrepò e la Piccola Cantina dei Vini Fermi di Massimo Piovani, il sogno realizzato da uno dei tanti milanesi appassionati di viticoltura che frequentano l’Oltrepo nel weekend.  
    La terrazza panoramica del Ristorante Bazzini con vista sulle colline dell'Oltrepò

     La ristorazione a Canneto Pavese ha dal 1939 un nome protagonista, quello di
    Bazzini
    , storico ristorante dell’omonima famiglia rilanciato nel 2017 dopo oltre 75 anni di attività dallo straordinario lavoro di Mariella Mariotti e Riccardo Rezzani che lo hanno reso un punto di riferimento imprescindibile dove la cucina tradizionale dell’Oltrepò si integra con proposte stagionali contemporanee. Tra i piatti tipici e incomparabili, nonché denominazione comunale, il Bata Lavar, un grosso agnolotto ripieno al brasato servito solo al Ristorante Bazzini, secondo la ricetta originale delle massaie. 
    Bata Lavar del Ristorante Bazzini

     Per gli amanti dei salumi tappa obbligata è il
    Salumificio Daturi
    , dove i fratelli Floriana e Andrea producono artigianalmente salami, pancette, cotechini (il salumificio è detentore di un Guinness World Record per il più lungo del mondo, ben 16 metri) e la fragrante Coppa affinata nel vino rosso oltrepadano da accompagnare rigorosamente con il Miccone di Stradella, il pane tipico di questa area dell’Oltrepo.  
    Alcuni prodotti del Salumificio Daturi

     L’occasione perfetta per visitare Canneto Pavese e vivere tutte le esperienze proposte dai suoi protagonisti è senza dubbio la 42esima edizione della “Rassegna dei Vini”, in programma dal 15 al 17 luglio prossimi.  Quella del 2023 è un’edizione all’insegna del rilancio dello storico evento, organizzata dal nuovo corso della Pro Loco di Canneto Pavese, che si sta distinguendo per una fervente programmazione di iniziative in stretta collaborazione con i produttori.  
    Pro Loco Canneto Pavese con alcuni produttori

     Il fulcro della manifestazione sarà il Parco Comunale di Canneto Pavese, ristrutturato e portato a nuova vita dal lavoro del team di volontari della Pro Loco e da alcuni artigiani del territorio, che ospiterà un calendario di iniziative che uniscono l’assaggio dei migliori vini del territorio alla cucina e all’intrattenimento musicale. Tra gli appuntamenti imperdibili, la masterclass moderata da Fiorenzo Detti – AIS – dedicata al Metodo Classico del territorio (etichette di Giorgi Wines, Fiamberti Vini, Bruno Verdi, Azienda Agricola Biologica Quaquarini Francesco, Azienda Agricola Picchioni Andrea e Azienda Agricola Maggi Francesco) che si terrà sabato 15 luglio alle 18.30 presso la Sala della Cultura e del Vino. Il 17 luglio il gran finale sarà nel Parco Comunale con una cena curata dal Ristorante Bazzini e il suggestivo spettacolo pirotecnico che illuminerà, da mezzanotte in poi, la Valle di Recoaro. Il programma è disponibile sul sito a questo indirizzo.
     Per informazioni e prenotazioni infoline via whatsapp al numero 3339310810 Per prenotare le vostre degustazioni nelle cantine di Canneto Pavese nel corso della Rassegna: 
    Azienda Agricola Fiamberti 038588019
    Giorgi Wines 0385262151
    Francesco Maggi 038560233
    Giorgio Mercandelli 3333418574
    Franco Pellegrini 038588305
    Andrea Picchioni 0385262139
    Massimo Piovani 3385807500
    Azienda Agricola Quaquarini 0385560152
    Bruno Verdi 038588023
    Enoteca del Buttafuoco Storico 038560154Adnkronos – Vendemmie
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  • APP di FIVI, come scoprire vigneti e cantine di oltre 1.600 Vignaioli Indipendenti

    APP di FIVI, come scoprire vigneti e cantine di oltre 1.600 Vignaioli Indipendenti

    (Adnkronos) – Si chiama semplicemente FIVI l’applicazione ufficiale della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, la prima tra le associazioni di vignaioli in Europa a utilizzare questo strumento di comunicazione e promozione. L’app – lanciata alla nascita nel 2020 e recentemente aggiornata – apre un canale diretto sul mondo dei Vignaioli Indipendenti italiani, dando la possibilità agli utenti di individuare oltre 1.600 aziende associate a FIVI con una ricerca in ordine alfabetico, per regione o parola chiave, oppure attraverso la mappa geo-localizzata, avviando così il navigatore per raggiungerle e mettersi in contatto per organizzare visite e degustazioni. “I Vignaioli Indipendenti sono i principali protagonisti dell’enoturismo, in Italia: perché sono intrinsecamente legati al loro territorio, che tutelano con il loro lavoro e raccontano attraverso i loro vini, e perché possono offrire al turista un’esperienza completa di conoscenza del mondo del vino, dal vigneto alla cantina” – racconta Rita Babini, vignaiola in Emilia Romagna e segretario nazionale dell’associazione. “FIVI è ramificata in tutta Italia -prosegue Rita -, dai pendii della Valle d’Aosta a Pantelleria. Con i suoi oltre 1.600 soci, rappresenta una rete perfetta non solo per il turista che vuole conoscere il nostro Paese attraverso le sue eccellenze enologiche, ma anche per le gite fuori porta e i week end di svago: a volte si possono scoprire piccoli tesori, a pochi chilometri da dove abitiamo, e i Vignaioli sono pronti a farveli scoprire”. Tra le funzioni dell’applicazione, oltre alla geo-localizzazione delle cantine più vicine alla propria posizione, c’è la possibilità di selezionare una lista di quelle preferite, per future visite o acquisti. E a proposito di acquisti, dalle schede aziendali – attraverso dei tasti rapidi – è possibile accedere agli e-commerce delle singole aziende per acquistare i loro vini. Nella sezione Eventi, infine, si potrà accedere al Catalogo del Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti, che si svolgerà a Bologna dal 25 al 27 novembre 2023, con più di mille Vignaioli presenti. L’app FIVI è disponibile, in lingua italiana o inglese, per il download gratuito negli store Apple e Android. Adnkronos – Vendemmie
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  • Tour della Costiera Amalfitana da Vietri a Positano. Un vino per ogni tappa

    Tour della Costiera Amalfitana da Vietri a Positano. Un vino per ogni tappa

    (Adnkronos) – Benvenuti nel sogno di ogni winelover, potremmo definirlo un viaggio “stappa ad ogni tappa”. In pratica è un tour della Costiera Amalfitana, dichiarata dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità, che prevede di degustare un vino in ogni destinazione: dieci in tutto. Il Sommelier Giovanni Siani ha studiato per noi un abbinamento vino-luogo, da Vietri sul Mare a Positano, portandoci alla scoperta di uno dei tratti di costa più suggestivi e più rinomati del nostro Belpaese.  “La Costiera Amalfitana è tutta “mari e monti”, un po’ come la Riviera Ligure, con le montagne che si affacciano sul mare – spiega Giovanni – vi porto in spiaggia ma anche in altura, dove ci aspettano panorami da togliere il fiato”. Leggi l'articolo completo su Vendemmie.Adnkronos – Vendemmie
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  • Bombe di grandine su Langhe e Roero

    Bombe di grandine su Langhe e Roero

    (Adnkronos) – Nel pomeriggio di ieri una violenta grandinata si è abbattuta sui comuni a sud-est di Torino tra Trofarello, Santena, Poirino, Pralormo, con ingenti danni anche nel Roero. I più colpiti, in provincia di Torino, risultano i territori di Santena e Pralormo. «Una desolazione, mai visto un fenomeno così violento sulle colline albesi – dichiara il direttore di Confagricoltura Cuneo e produttore vitivinicolo, Roberto Abellonio sulle colonne di Repubblica -. Alcuni vigneti sono stati spogliati di tutto, ma anche quelli dove una parte dei grappoli ha resistito dovranno poi fare i conti con le bruciature del sole e le malattie. La grandinata è arrivata nella fase più delicata, quando ormai i grandi lavori erano stati completati. Dove la grandine ha colpito, il danno complessivo è senza dubbio intorno al 50%, senza contare il surplus di lavoro e di spesa» Quindici minuti di furia degli elementi che sono bastati a devastare vigneti, coltivazioni, noccioleti.  Andrea Ferrero, direttore del Consorzio di tutela del Barolo e Barbaresco, sulle colonne de La Stampa dichiara: «Stavolta è stata colpita la zona più a est delle colline albesi: dal Roero, la grandinata si è spostata verso Treiso e Neive, per poi salire a Trezzo Tinella. I danni per la nostra denominazione riguardano l’area del Barbaresco. Le zone del Barolo e del Dogliani, invece, sono state risparmiate. Ma è ancora tutto da stimare nei dettagli». Il Presidente delle Regione Piemonte Alberto Cirio farà visita nella giornata di oggi ad alcune delle zone più colpite, in attesa di una stima dei danni è stato richiesto lo stato di calamità: «Ci siamo subito mobilitati – dichiara Cirio a La Stampa -, andrò in alcune aree per verificare la situazione. Abbiamo attivato le procedure per chiedere lo stato di calamità». Angelo Negro, produttore a Monteu Roero, una delle zone più colpite parlando con Repubblica fa il punto della devastazione: «Su un totale di 70 ettari di vigneto, contiamo i danni su circa 25 ettari. Molti grappoli sono caduti a terra, ma altri hanno resistito e ci consentiranno di portare a termine l’annata. A livello agronomico, stiamo valutando ogni singolo vigneto: per fortuna ci sono anche zone intatte e altre colpite solo in parte. Da oggi si inizia a lavorare con rame e zolfo per cicatrizzare tutto». Per limitare danni futuri Negro fa appello alla pratica della riserva vendemmiale: «È una pratica che funziona e che in molte aree stanno già adottando, compreso il Gavi e il Moscato». Il Consorzio di tutela del Roero ha avviato l’iter: «In assemblea è stata approvata la proposta di ammettere una riserva vendemmiale del 5%, che in casi come questo possono essere d’aiuto per integrare la produzione persa – dichiara Massimo Dammone, Presidente del Consorzio a Repubblica – Non si tratta di concedere un aumento di produzione. Il nostro disciplinare prevede una resa di 100 quintali per ettaro di uva destinata alla produzione di vino Docg, più 20 quintali rivendicabili come vino da tavola. Di questi 20 quintali, il 5% sarà considerato riserva vendemmiale e il Consorzio, in caso di necessità, avrà la facoltà di svincolarli e di trasformarli da vino da tavola a Docg». A Pralormo i produttori segnalano danni ai noccioleti con perdite, in alcuni casi, di almeno l’80% del raccolto. Le nocciole sono, infatti, in piena fase di riempimento della “mandorla”, pesano sui rami come i frutti maturi ma sono nella fase più delicata della crescita. Spaccati i rametti con i frutti, rotti gli apparati fogliari e atterrati i frutti. «Dovremmo immaginare tutti la frustrazione di questi agricoltori – osserva il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – Proprio mentre iniziava la tanto attesa trebbiatura del grano o mentre inizia la stagione degli ortaggi o si osservano mais e nocciole svilupparsi con buone promesse di raccolto, ecco la batosta. I nostri agricoltori, ancora una volta, provano sulla loro pelle gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici non dovuti all’agricoltura. Così, dopo un 2022 siccitoso questo 2023 si sta rivelando un anno disastroso per le grandinate e gli allagamenti con fenomeni tropicali che non erano conosciuti con questa frequenza e questa forza distruttiva». Adnkronos – Vendemmie
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  • Robecco, un Weekend del gusto da gourmet: sabato 8 e domenica 9 a villa Terzaghi. Con la magia delle carni di Wilfred

    ROBECCO Ultimi due fine settimana imperdibili per i gourmet dell’est Ticino, ed ovviamente non solo. Nello splendido scenario di villa Terzaghi, e del suo parco, Maestro Martino e lo staff di chef Carlo Cracco lanciano i Weekend del Gusto che anticipano la pausa estiva. Tutti da vivere.. e da gustare.

    L’ex dimora di caccia settecentesca immersa nel verde del Parco del Ticino, sede dell’Associazione Maestro Martino con un ristorante didattico aperto al pubblico, sarà la protagonista di una serie di iniziative di ristorazione legate alla cultura enogastronomica, che avranno luogo nei fine settimana che vanno dal 17 giugno al 16 luglio.

    All’offerta del ristorante caratterizzata dai nuovi sapori del menù estivo, disponibile ogni giovedì e venerdì a cena, e il sabato e la domenica sia a pranzo che a cena, si aggiungono eventi straordinari ed esperienze uniche nel loro genere, dove realtà innovative del food saranno protagoniste dell’offerta che verrà narrata, non solo attraverso i nuovi piatti, ma anche con masterclass, show-cooking, degustazioni e appuntamenti culturali.

    Ma vediamo in dettaglio il programma di sabato 8 e domenica 9 luglio.

    Per ogni info e prenotazione: https://villaterzaghi.it/-/weekend-del-gusto/

    SABATO 8 LUGLIO
    Pranzo PIZZA D’AUTORE
    Degustazione pizze gourmet

    Pranzo e NUOVO MENU ESTIVO
    cena Ristorante

    DOMENICA 9 LUGLIO
    11:30 LA BOTANICA APPLICATA
    ALLA GASTRONOMIA
    Un percorso sensoriale con masterclass e degustazione
    sui nuovi utilizzi degli oli essenziali con Minoprio Essenze

    Pranzo e NUOVO MENU ESTIVO
    cena Ristorante

    17:00 CANTINA I MAGREDI
    Masterclass e degustazione vini del Friuli

    17:00 DA BEN COTTO A COTTO BENE
    Masterclass e degustazione con lo chef Mr.Big,
    Davide Bigarella, che ci farà esplorare il mondo della
    brace da un punto di vista completamente nuovo.

    18:30 COCKTAIL SHOW MIXING
    Masterclass e degustazione dei cocktail sostenibili
    del bartender Fabrizio Molteni.

    18:30 COCKTAIL PARTY

    GRILL – DA BEN COTTO A COTTO BENE

    Da ben cotto a cotto bene: La chimica della brace con Mr.Big

    Domenica 9 luglio ore 17.00 – Masterclass, showcooking e degustazione con il maestro Davide Bigarella

    Per tutti gli amanti della brace i Weekend del Gusto ospitano per 4 domeniche pomeriggio 4 lezioni dedicate al BBQ d’autore a cura di Wilfred – la macelleria online specializzata in carni provenienti dai migliori allevamenti del mondo. Lo chef Davide Bigarella, alias Mr.Big, ci farà esplorare il mondo della brace da un punto di vista completamente nuovo.

    All’offerta del ristorante caratterizzata dai nuovi sapori del menù estivo- disponibile ogni giovedì e venerdì a cena, e il sabato e la domenica sia a pranzo che a cena-cui si aggiungono eventi straordinari ed esperienze uniche nel loro genere, dove realtà innovative del food saranno protagoniste dell’offerta che verrà narrata, non solo attraverso i nuovi piatti, ma anche con masterclass, show-cooking, degustazioni e appuntamenti culturali.

    LA MAGIA DELLE CARNI DI WILFRED
    Come avviene dall’esordio della sua presenza a villa Terzaghi, Maestro Martino consente a tutti quanti frequentano i We del Gusto di venire a contatto con le più celebrate eccellenze del panorama enogastronomico italiano.

    Nel ‘caso di specie’ ci riferiamo a Wilfred, autentico colosso del settore carni gourmet. Come un maggiordomo a tua disposizione, o se preferisci il tuo “Personal Butcher”, la missione di Wilfred è portare a casa le carni più buone del mondo sulla tavola, o sulla griglia, rendendo semplice mangiare un cibo esclusivo.

    All’interno dello shop online una scelta completa di tagli pregiati, adatti ai più svariati gusti, ricette e tipologie di cottura: https://wilfred.shop/

    Wilfred seleziona le carni tra i più rinomati allevamenti al mondo, per offrirti una disponibilità continua di tagli delle razze più nobili come l’ Angus, Hereford e Wagyu.

    Le sue carni provengono principalmente da paesi tra i più noti al mondo per la qualità della loro carne come l’Argentina, Australia, Stati Uniti, Uruguay. Questo è dovuto non solo alle razze pregiate e il loro know-how ma anche dalla disponibilità di vastissime praterie e un clima che permette a questi animali di pascolare all’aperto durante la maggior parte dell’anno.

    Sicurezza Alimentare

    Le carni selezionate da Wilfred provengono esclusivamente da macelli e stabilimenti approvati dall’Unione Europea, a garanzia del rispetto delle più rigorose norme in materia di sezionamento e tracciabilità.

    L’Unione Europea impedisce l’ingresso di carni provenienti da allevamenti dove si usano gli ormoni. In particolare, dagli Stati Uniti (dove l’utilizzo di ormoni è consentito) è consentita l’importazione in Europa dei soli prodotti che rispettano gli elevati standard comunitari di igiene e sicurezza alimentare, nella fattispecie solo carne bovina NON trattata con gli ormoni.

  • Il cru italiano più antico ha 450 anni

    Il cru italiano più antico ha 450 anni

    (Adnkronos) – Anche il Botticino, tra le più piccole DOC italiane con soltanto 43 ettari iscritti all’Albo, ha il suo cru storico, che proprio nel 2023 compie 450 anni: si tratta del vigneto Pozzetto dal quale nasce il Gobbio, pluripremiato vino rosso di Noventa, azienda biologica condotta dalle sorelle Alessandra e Rossella Noventa col supporto di Cristian Campana e la consulenza di Carlo Ferrini. “Il Botticino, prodotto sulle alte colline tra Brescia e il Lago di Garda, ha una lunga tradizione; ignoravamo però che tra i nostri 11 ettari di vigna si nascondesse un appezzamento con una storia tanto importante”, dice Alessandra Noventa. “Dobbiamo ringraziare della scoperta il nostro conterraneo Claudio Casali, appassionato di storia locale, che per otto anni si è speso in meticolose ricerche”. Casali ha consultato i registri dell’archivio di stato e del catasto comunale esaminando migliaia di polizze d’estimo, documenti prodotti dal XIII al XVIII secolo che attestavano la storia patrimoniale delle famiglie, in particolare “tutti i beni stabili siti nel comune di residenza, le mercanzie, il bestiame e le teste”. Nel comune di Botesìn de Matina (Botticino Mattina, dove ha sede l’azienda), su 700 abitanti nel XVI secolo risultavano ben 140 polizze: un dato anomalo, riferibile sia all’abbondanza di terreni agricoli che alla solerzia archivistica di qualche monaco – il territorio è punteggiato di chiese e monasteri. Il legame con il vigneto Pozzetto emerge da una polizza del 1573, intestata al comune di Botesìn de Matina, dove si menziona un fienile con adiacente terreno vitato da cui si ricavano 400 litri di vino. Non solo: un'altra polizza datata 1641 attribuisce la proprietà del vigneto confinate, in località Chobio (antico nome di Gobbio) a tale Martino Novinta, antenato dei Noventa. Per le sorelle la seconda scoperta è stata oltremodo emozionante. “Un nostro avo già coltivava quel vigneto 300 anni fa, e noi ne siamo tornate in possesso solo nel 1998”, dice Rossella Noventa. “Far rivivere quelle vigne, dove tra l’altro dimorano ceppi secolari a piede franco, è il modo migliore per omaggiare i nostri antenati”. Per celebrare il 450esimo compleanno del vigneto Pozzetto, sabato 8 luglio alle 18 Noventa accoglierà Massimo Tedeschi, giornalista e scrittore, e Flavio Bonardi, presidente della Strada del Vino Colli dei Longobardi. Dopo una riflessione di carattere storico-culturale, è prevista la passeggiata nel vigneto e la degustazione. L’evento, aperto al pubblico con posti limitati, è prenotabile su www.noventabotticino.it. Sarà un’occasione per scoprire un territorio ricco di bellezze nascoste, assaggiando vini inusuali in un contesto naturale incontaminato e di rara suggestione. Adnkronos – Vendemmie
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  • Vino: i Sauternes di Château de Fargues nel portfolio Partesa

    Vino: i Sauternes di Château de Fargues nel portfolio Partesa

    (Adnkronos) – Arrivano in Italia le perle del Sauternes: Partesa, azienda leader in Italia nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione per il canale Ho.Re.Ca., ha firmato un accordo di importazione e distribuzione con Château de Fargues, realtà vinicola tra le più antiche e rinomate al mondo per la sua lunga storia di produzione di vini dolci. «Siamo estremamente orgogliosi di accogliere nella famiglia di Partesa for Wine un produttore di così grande prestigio come Château de Fargues e di portare in Italia i suoi sublimi Sauternes. Questa partnership, fondata sul valore condiviso della qualità, produttiva da un lato e distributiva dall’altro, consentirà al mercato italiano di scoprire e apprezzare gli straordinari vini della famiglia Lur Saluces, che, siamo certi, saranno accolti con entusiasmo da tutto il canale Ho.Re.Ca. e da tutti i wine lovers italiani» commenta Alessandro Rossi, National Category Manager Wine di Partesa. Situata nella prestigiosa denominazione “Sauternes”, nel cuore di Bordeaux, Château de Fargues è un esempio unico di continuità e longevità: la tenuta, fondata nel XIV secolo, appartiene dal 1472 alla famiglia Lur Saluces, che, generazione dopo generazione, ha affinato l’arte dell’elaborazione di vini Sauternes fino a renderli sinonimo di qualità e raffinatezza, una vera e propria icona dell’eccellenza enologica francese. «La famiglia Lur Saluces lavora con la massima ambizione possibile per produrre un vino unico. Dopo importanti investimenti in vigna, nelle cantine e nella storica fortezza del XIV secolo, è giunto il momento di dare al vino di Château de Fargues la distribuzione che merita. Il mercato italiano è particolarmente importante per noi, per la vicinanza culturale che ci lega agli italiani ma soprattutto per le origini piemontesi della nostra famiglia: discendiamo dall’ultimo marchese di Saluzzo, i cui titoli e armi portiamo orgogliosamente con la Corona di ferro che adorna ciascuna delle nostre bottiglie – spiega Philippe de Lur Saluces, titolare di Château de Fargues -. Siamo lieti di aver trovato in Partesa un partner dinamico e di prim'ordine a cui affidare il nostro vino per la distribuzione sul territorio italiano, e di aprire a tutti i suoi clienti le porte delle nostre cantine, dando loro accesso alle ultime annate commercializzate ma anche ai tesori che conserviamo gelosamente da molti anni. Ci avviciniamo quindi a questa alleanza con fiducia ed entusiasmo». Adnkronos – Vendemmie
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  • L’incanto di Napoli: dieci indirizzi per mangiare e bere bene

    L’incanto di Napoli: dieci indirizzi per mangiare e bere bene

    (Adnkronos) – Napoli è una di quelle città che ti entra dentro fin dalla prima volta che ci arrivi. Un luogo relativamente al quale gli stereotipi si sprecano, una bellezza assoluta vittima di mille pregiudizi. Perché non ci si può fare un’idea di Napoli senza averci camminato, non avendola vissuta almeno un po’. Da lì in poi non si può restare indifferenti, ma di solito ci si innamora. Dei colori, dei suoni e dei rumori, di un traffico che ha regole tutte sue e che basta apprendere per far sì che diventi un flusso comprensibile. Napoli è tante cose che qui sarebbe difficile raccontare. Di sicuro, soprattutto negli ultimi anni, la città si è affrancata da una tradizione che la vorrebbe tutta pizza, pur sublime, dato che l’arte del pizzaiolo partenopeo è stata riconosciuta niente meno che come patrimonio culturale immateriale dall’Unesco. La Napoli dei sapori avrebbe bisogno di un corposo volume per essere descritta, così qui ci limiteremo a darvi una nostra idea di quelli che sono i ristoranti che meritano di essere conosciuti oltre che per un’alta qualità dell’offerta, anche per la loro attenzione al mondo del vino. Adnkronos – Vendemmie
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