Categoria: Food

  • A Milano, domani, coi soldi del Monopoli ci compri un panino…

    MILANO Durante le ore trascorse di fronte al tabellone del Monopoli, ognuno di noi, alternandosi nel gioco, ha sperimentato il brivido di sentirsi ora sovrano, ora mendicante, talvolta magnate senza scrupoli, altre volte sfortunato passante.

    Nel piccolo universo colorato posizionato al centro del tavolo, le Banconote di Monopoli sono dispensatrici di adrenalina e amarezza, facendo provare l’euforia della vittoria così come il bruciore della sconfitta. Non vi è dubbio che ogni aspirante gigante dell’economia, di fronte a montagne di banconote accumulate durante una partita, abbia sognato almeno una volta di poter conservare quei fogli di carta fuori dalla scatola del gioco, trasformandoli magicamente in denaro per fare veri acquisti. L’8 giugno, per dare il Via! all’iniziativa “Paga con Monopoly”, il sogno diventerà finalmente realtà. Basta fare un salto in centro in Piazza XXV Aprile a Milano, per vivere un’esperienza unica e irripetibile: godersi un delizioso panino gourmet, bere qualcosa in compagnia di amici e colleghi, e saldare il conto del pranzo con le leggendarie banconote del Monopoly. L’appuntamento è dalle 12:00, quando un simpatico food truck chiamato per l’occasione ”Al Panino Imprevisto” entrerà in scena con lo stile di un vero tycoon dell’immobiliare, pronto a insaporire la pausa pranzo di tutti i passanti con un pizzico di divertimento.

    Nel cuore del quartiere di Porta Garibaldi sarà possibile godere di un banchetto degno di Parco della Vittoria: un panino gourmet – vegetariano o classico – accompagnato da patatine croccanti come una fresca banconota di Monopoli da 500 e una bevanda a scelta. Per pagare il pranzo non sarà possibile utilizzare euro, ma solo l’iconico Monopoly Dollar che ha accompagnato e continua a accompagnare intere generazioni in ore e ore di sano e puro divertimento in scatola. Per averle non sarà necessario ipotecare nessuna proprietà o ritrovarsi a cedere le fortunate Stazioni, ma basterà trovare hostess e steward che, muniti di banconote Monopoly, saranno felicissime di distribuire tutto il necessario per ottenere un pasto da magnati e fornire tutte le indicazioni del caso per aderire subito all’iniziativa “Paga con Monopoly”. L’esperienza sensoriale creata da Monopoly in Piazza XXV Aprile è, infatti, solo un ”piccolo assaggio” di un progetto molto più ampio, realizzato da Hasbro Italy in collaborazione con Tlc Worldwide Italia. Dal 22 maggio al 2 luglio, per ogni Monopoly acquistato e partecipante all’iniziativa, si godrà non solo un’avventura senza tempo fatta di conquiste, negoziazioni e un pizzico di fortuna, ma anche di 50 euro in forma di crediti spendibili per vivere esperienze esclusive attraverso la piattaforma di Tlc Worldwide. I voucher, riscuotibili entro il 30 settembre 2023, saranno poi fruibili fino al 31 marzo 2024. E i 50 crediti saranno accumulabili sulla piattaforma per ogni Monopoli acquistato.

  • Sabato e domenica a Cascina Caremma si sogna. Torna il Prog And Frogs Music Festival

    Sabato 10 e domenica 11 giugno torna il festival di musica e buone vibrazioni nel Parco del Ticino a Besate. Programma eccezionale con Claudio Simonetti’s Goblin, Maschera di Cera, Jumbo, Estate di San Martino, The Lost Vision of the Chandoo Priest e CFC.

    Prog And Frogs: la quinta edizione a Cascina Caremma
    Sabato 10 e domenica 11 giugno
    dalle ore 18.00
    Caremma al Molino
    Cascina Caremma, Besate (MI)
    Ingresso Libero

    Sabato 10 e domenica 11 giugno torna a Cascina Caremma (Besate – MI) Prog And Frogs Music Festival, giunto alla Quinta Edizione. Prog And Frogs è una rassegna unica nel suo genere per la scelta della location, la qualità del cartellone e l’ideazione da parte di tre realtà differenti: l’imprenditoria sul territorio di Gabriele Corti (Cascina Caremma), la discografia indipendente e progressiva di Matthias Scheller (AMS Records), l’esperienza radiofonica di Renato Scuffietti (From Genesis To Revelation). Prog And Frogs – orgogliosamente ad ingresso libero, all’aperto ma al coperto… – recupera il clima, lo spirito e gli umori dei free festival anni ’60 e ’70, quando la musica legava meditazione, arte, cultura e protesta. Il luogo prescelto è perfetto: immersa nel Parco del Ticino, Cascina Caremma è una realtà partita nel 1988 con la conversione dei terreni al metodo di produzione biologico, divenuta nel corso degli anni un apprezzato agriturismo ma soprattutto un laboratorio di idee e iniziative per la tutela e la valorizzazione del territorio. Per la prima volta i concerti si terranno in Caremma al Molino, a pochi minuti dalla cascina, dove un tempo un vecchio mulino serviva i campi della zona. Presenterà le due serate Mox Cristadoro, collezionista e divulgatore mediatico.

    Sabato 10 giugno dalle 18.00 si parte con tre imperdibili formazioni, che sintetizzano tre direzioni del rock progressivo italiano. In apertura The Lost Vision of the Chandoo Priest, ossia Francesca Zanetta (Unreal City, Quel che Disse il Tuono) e Niccolò Gallani (Cellar Noise, Quel che Disse il Tuono). Un’esperienza visionaria che i due multistrumentisti realizzano attingendo alla cultura psichedelica degli anni ’60, dai Pink Floyd alla musica cosmica tedesca, per arrivare al prog-rock scandinavo degli ultimi anni. A seguire una delle band storiche del prog tricolore, l’Estate di San Martino: il gruppo umbro, attivo dal 1975, è tornato di recente con il nuovo disco Kim, un concept sul darwinismo, il transumanesimo e il contrasto tra religione e scienza, all’insegna di un audace progressive rock contemporaneo. Gran finale con i Claudio Simonetti’s Goblin: il tastierista non ha bisogno di presentazioni, ha cambiato il volto della musica italiana in particolare grazie alle colonne sonore di Profondo Rosso e Suspiria di Dario Argento e ha una popolarità internazionale che non accenna a diminuire. Con i suoi Rock Tales, Mox Cristadoro racconterà le vicende di Simonetti e dei Goblin.

    Domenica 11 giugno un altro tris di giganti. In apertura i CFC, nati nella primavera del 1974 grazie all’amore per i Genesis, che omaggiarono con passione diventando una delle cover band più prolifiche dell’ovest milanese, non solo di Peter Gabriel e compagni ma anche del prog nazionale ed internazionale. A seguire il ritorno dal vivo di un’altra band storica del nostro prog, tra le più seminali e longeve: i Jumbo. Formazione eclettica, irriverente e critica, i Jumbo hanno da sempre puntato su testi aspri e pungenti e la loro musica così aggressiva e tagliente li ha resi un gruppo di culto. Chiude Prog And Frogs 2023 la Maschera di Cera: la formazione genovese, guidata da Fabio Zuffanti e Alessandro Corvaglia, con la presenza di Martin Grice dei Delirium, è uno dei nomi cardine per la riscoperta del glorioso suono prog italiano degli anni Settanta. La band sta celebrando il ventennale di attività con concerti anche all’estero e le ristampe dei primi due amatissimi album. Per i Rock Tales di Mox Cristadoro il focus sarà sulla Cramps Records, che celebra cinquant’anni di musica alternativa in Italia.

    Prog And Frogs è anche mercatino new age (artigianato vario, vinile, liuteria), Foodstock (ristorazione con piatti legati alla tradizione e vegetariani, realizzati con i prodotti BIO della Cascina) e sabato notte si terrà il dopo festival parallelo a cura di Reti Sonore, che si occuperà anche del camping.

    Più informazioni su www.progandfrogs.com

  • Alla Petite Boite di Arluno, mercoledì 7, arriva Sua Maestà lo Champagne!

    ARLUNO Il re dei vini, il vino dei re. Simona, Beatrice e Antonio lo avevano promesso e ora mantengono la parola: mercoledì 7 giugno si saluta l’estate, alla Petite Boite di Arluno, con una imperdibile serata dedicata allo Champagne!

    La formula è quella ormai vincente e consolidata (da tutto esaurito) sperimentata in questi mesi: una degustazione di piatti e vini provenienti da diverse (in questo caso) maison. A tavola arriveranno vere sfiziosità come tigelle, gnocco fritto, pestato di lardo e squacquerone con affettati; insalata di riso basmati con salmone, mango avocado e salsa di yogurt e soia; a seguire carnaroli con robiola, zafferano e verdure croccanti; per finire un freschissimo vitello tonnato. Nei calici ci finiranno i vini di grandi case, emblemi della Francia vinicola: Pascal Cheminon (Premier Cru), Perrier Jouet Grand Brut e Moet Chandon Imperial Brut.

    Appuntamento alle 20.30 al prezzo SENSAZIONALE di 29 euro: chiamare SUBITO Antonio al 331-9113311, i posti finiscono sempre presto…

    IL MITO CHAMPAGNE
    La Champagne si trova a 150 km da Parigi, al limite settentrionale per la coltivazione della vite in Francia. È una situazione limite dal punto di vista climatico: difficile produrre vino di qualità al di sopra del 50° parallelo nord – Reims si trova al 49,5° – e la temperatura media annuale nella regione Champagne è di 10,2°C (al di sotto dei 9,6° l’uva fatica a maturare). Quello di questa zona è definibile come un clima di transizione, in cui si fondono e si alternano severe gelate invernali ed estati soleggiate, a momenti di mite clima atlantico. Anche il sottosuolo, costituito prevalentemente da calcare e gesso, gioca un ruolo in prima linea. Durante i mesi invernali il gesso, estremamente poroso, trattiene le abbondanti precipitazioni e le ridistribuisce gradualmente nella stagione estiva, fornendo la giusta umidità alle radici. Nei mesi invernali fa la stessa cosa con il calore solare, assorbendolo durante il giorno e rilasciandolo di notte. Posizione geografica, suolo, clima e, non ultimo, l’uomo hanno così contribuito congiuntamente a generare una tipica personalità alla produzione di questo vino.

    La produzione dello Champagne prevede due grandi categorie: cuvée sans année, risultato di vini di annate diverse, oppure millesimé, espressione di una sola annata e risultato di uve di una o più varietà coltivate in un solo cru o in cru diversi, anche distanti tra loro.

    Sono previste inoltre cuvée da sole uve Chardonnay provenienti da vigneti differenti, dette Blanc de Blancs, e cuvée ottenute con Pinot Noir, con Pinot Menieur, o dell’insieme dei due, dette Blancs de Noir. Se dall’assemblage si cerca di ottenere una cuvée d’eccellenza, si parla di Cuvée de Prestige.

  • Il caro inflazione ‘sgonfia’ il carrello: alimentari meno 4.7%

    MILANO Il caro prezzi taglia del 4,7% le quantità di prodotti alimentari acquistate dagli italiani nel 2023, che sono però costretti però a spendere comunque il 7,7% in più a causa dei rincari determinati dalla crisi energetica.

    È quanto emerge dall’analisi Coldiretti sugli effetti dell’inflazione nel primo trimestre del 2023 sulla base dei dati Istat sul commercio al dettaglio. La situazione di difficoltà è resa evidente dal fatto che – sottolinea la Coldiretti – volano gli acquisti di cibo low cost con i discount alimentari che fanno segnare un balzo del +9,1% nel trimestre nelle vendite in valore, il più elevato tra gli scaffali del dettaglio.Proseguono quest’anno quindi le difficoltà che nel corso del 2022 hanno portato gli italiani a tagliare gli acquisti di frutta e verdura che sono crollati del 9% in quantità rispetto all’anno precedente, ai minimi da inizio secolo, secondo l’analisi di Coldiretti sulla base dei dati Cso Italy. Gli italiani – sottolinea la Coldiretti – hanno ridotto del 17% le quantità di pere, del 11% le arance e l’uva da tavola, dell’8% le pesche, le nettarine e i kiwi e del 5% le mele mentre tra gli ortaggi crollano del 24% gli acquisti di asparagi e del 20% quelli di radicchio.

    Il risultato è che con 5,5 miliardi di chili nel 2022 il consumo di frutta e verdura degli italiani – precisa la Coldiretti – è risultato di mezzo miliardo di chili inferiore a quello dell’anno precedente con preoccupanti effetti sulla salute dei cittadini.Una situazione che – precisa la Coldiretti – evidenzia la difficoltà in cui si trovano le famiglie italiane che, spinte dai rincari, orientano le proprie spese su canali a basso prezzo rinunciando anche alla qualità. Per difendersi dagli aumenti 8 italiani su 10 (81%) hanno preso l’abitudine di fare una lista ponderata degli acquisti da effettuare per mettere sotto controllo le spese d’impulso, secondo l’analisi Coldiretti/Censis che evidenzia come siano cambiati anche i luoghi della spesa con il 72% degli italiani che si reca e fa acquisti nei discount, mentre l’83% punta su prodotti in offerta, in promozione. Le famiglie infatti – sottolinea la Coldiretti – vanno a caccia dei prezzi più bassi anche facendo lo slalom nel punto vendita, cambiando negozio, supermercato o discount alla ricerca di promozioni per i diversi prodotti.”Occorre lavorare per accordi di filiera tra imprese agricole ed industriali con precisi obiettivi qualitativi e quantitativi e prezzi equi che non scendano mai sotto i costi di produzione come prevede la nuova legge di contrasto alle pratiche sleali e alle speculazioni”, ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare l’esigenza di “aumentare le risorse destinate all’agroalimentare nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sostenendo progetti di filiera per investimenti dalla pasta alla carne, dal latte all’olio, dalla frutta alla verdura con più di 50 proposte e migliaia di agricoltori, allevatori, imprese di trasformazione, università e centri di ricerca coinvolti”.

  • Vola il Gorgonzola: +5.2% di export nel mondo

    MILANO Il Gorgonzola Dop, una delle principali Denominazioni d’origine made in Italy, ha chiuso il 2022 con una crescita sia della produzione (+7,2%) che dell’export (+5,2%) e per il futuro punta sui giovani. È quanto è emerso dall’assemblea del Consorzio del Gorgonzola Dop che ha riunito a Milano i 39 produttori soci del Consorzio in un appuntamento intitolato

    “Generazioni G: Condividere per crescere” e nel corso del quale è stato fatto il punto sull’annata di uno dei formaggi italiani più amati e presente in piatti tradizionali e diffusi come il risotto o la pizza.

    La produzione di Gorgonzola Dop negli ultimi anni ha mostrato una crescita costante che l’ha portata a quota 1.76 milioni di forme ad aprile 2023, con un incremento del +7,26% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    Anche l’export è partito con segno positivo facendo registrare, a gennaio 2023, un +5,2%.

    “Il 2022 è stato l’anno più difficile dell’ultimo decennio – ha commentato il presidente del Consorzio del Gorgonzola Dop, Alberto Auricchio – con una congiuntura sfavorevole che è pesata su tutti i grandi formaggi. Sono molto orgoglioso, tuttavia, che non abbiamo ceduto sulla qualità, e mai lo faremo. L’andamento positivo di questo inizio d’anno mi fa essere più fiducioso. Certo non si può nascondere il calo di consumi che si sta ripercuotendo anche sul nostro settore. L’estero continua a darci una mano ricercando le eccellenze italiane come il Gorgonzola Dop, ma basti pensare che anche la Germania, tradizionalmente nostro primo importatore, fatica a mantenere i numeri del passato perché lì il calo dei consumi è molto forte soprattutto sul cibo”.

  • Risomania: a Garlasco tre giorni dedicati al re dei cereali

    Tra gli eventi in programma la tavola rotonda “Riso italiano: le sfide del futuro”, presente Giovanni Daghetta, Responsabile Riso di Cia Lombardia

    Pavia – Dal 9 all’11 giugno si terrà a Garlasco (Pavia) RisoMania, il festival che celebra quello che a buon titolo è considerato il re dei cereali: il riso. Istituito dall’Amministrazione Comunale di Garlasco, in collaborazione con la Pro loco ed il mondo associazionistico cittadino, nell’ottica di una forte e vasta promozione e valorizzazione del territorio, RisoMania si svilupperà tra le strade e le piazze principali della Città e sarà un momento di festa ma anche di studio e di dibattito dedicato ad un settore agricolo che rappresenta la spina dorsale dell’economia del territorio.

    Molti gli eventi che si terranno nella tre giorni di RisoMania, tra cui spicca la tavola rotonda dal titolo “Riso italiano: le sfide del futuro”, un momento di confronto tra esperti, tecnici, rappresentanti del mondo risicolo e risiero, utile per capire l’evoluzione agricola del tipico cereale bianco. La tavola rotonda si terrà presso il Teatro Martinetti di Garlasco il 10 giugno alle ore 11. Tra gli autorevoli presenti che animeranno la discussione anche Giovanni Daghetta, risicoltore ed ex presidente di Cia Lombardia, nonché attuale Responsabile Riso di Cia Agricoltori Italiani Lombardia.

    Oltre alla tavola rotonda, molti i momenti dedicati ai diversi attori del settore di riferimento ma anche e soprattutto ai consumatori, come eventi culturali, esposizione di mezzi antichi e nuovi, esposizione e vendita di prodotti del territorio (non solo riso ma anche per esempio vino), degustazioni, laboratori per bambini, dimostrazioni di trasformazione dal risone al riso commestibile, gite organizzate tra le risaie, esposizione di animali da cortile (rinnovo dell’antico mercato degli uomini), gare di risottate tra pro-loco del distretto del commercio e tra ristoranti, somministrazione di risotti in Piazza, mostre fotografiche e musica dal vivo.

  • Ritirati Gorgonzola e pancetta a rischio di Listeria

    Ritirati Gorgonzola e pancetta a rischio di Listeria

    MILANO Alcuni lotti di formaggio Gorgonzola dolce dop sono stati richiamati dai supermercati della catena MD per un possibile rischio microbiologico dovuto alla possibile presenza del batterio Listeria monocytogenes.

    Lo indicano tre richiami pubblicati sul sito del ministero della Salute riguardanti il marchio prodotto dall’azienda Igor Srl, a Cameri, in provincia di Novara. I prodotti in questione sono il Gorgonzola dop venduto a marchio “Dolce lettere dall’Italia” con numero di lotto 10427001, il Gorgonzola dop “Dolce lettere dall’Italia” con numero di lotto 10427002 e il Gorgonzola dop “Dolce malga paradiso” con numero di lotto 10427001. A essere interessato da un richiamo è anche un lotto di pancetta tesa salata, arrostita e pancetta all’asse prodotto dal Salumificio Bonalumi, prodotto il 27 marzo 2023 in uno stabilimento a Mozzo, in provincia di Bergamo. I consumatori che avessero già acquistato i prodotti interessati dai richiami sono invitati a restituirli al punto vendita. La Listeriosi, ovvero la malattia causata da questo batterio, si presenta in genere come gastroenterite nel giro di poche ore dall’ingestione del cibo contaminato. In alcuni rari casi può portare all’insorgenza di meningiti, encefaliti e setticemie. Nei mesi scorsi diversi prodotti erano stati ritirati per rischio di contaminazione da listeria, come wurstel al pollo, tramezzini al salmone e pancake al cioccolato, prosciutto cotto, gorgonzola dolce, sfilacci di pollo e carne equina.

  • La pizza “Perfetta” di Federica e Mattia: un sogno che si realizza. Perché chi non sogna…

    In principio fu il panettone… L’esordio di un grande appassionato di panificazione e lievitazione, che nella vita (professionale) faceva e fa altro, ma che insieme alla sua compagna di vita ha realizzato un sogno.

    Da qui nasce PERFETTA, la nuova pizzeria gourmet di via Volta a Magenta. Andiamo a scoprirla…

    Magenta – Siamo stati in via Volta 60 (a due passi dalla sede di Confcommercio e dal centro cittadino), dove Mattia Milazzo e Federica Romani hanno coronato una grande aspirazione tramutandola in realtà: Perfetta nasce da lì. Da una smisurata passione.

    L’IDEA
    Quando è cominciato tutto?
    “Beh, anzitutto siamo stati e siamo consumatori di pizza buona, abbiamo girato parecchio e fatto corsi che ci hanno introdotto a questo magnifico mondo: la panificazione e la lievitazione, un settore che sta crescendo vorticosamente segnando il wine and food”, ci hanno detto Mattia e Federica, seduti a uno dei loro bei tavoli interni al locale, che nasce tuttavia prettamente come locale da asporto.

    “Il passo successivo fu con gli amici: una battuta, fai una pizza così buona… Mattia nel 2017 cominciava già a sfornare, e la prima cosa che produsse… fu panettone. Magari lo faremo a Natale, vediamo. Le mani in pasta le abbiamo da tanti anni”.

    Nella vita Federica fa la farmacista e Mattia si occupa di web e comunicazione conducendo un’avviata agenzia con sede proprio a Magenta. “Il cibo se buono influisce molto sulla salute, quindi…” In effetti non fa una piega. Con loro, a bordo di questa nuova avventura condotta da giovani preparati e appassionati (degli Under 40 dinamici e attivi, quanto bisogno ce n’è) ci sono anche Andrea Bianchi e Alessandro Pappani.

    L’idea di aprire una pizzeria matura nel 2022, si lavora sul modello e i dettagli, arriva il business Plan, la scelta degli ingredienti e come comunicarli (i ragazzi sono del mestiere, si vede e sono assai bravi: efficace il claim “Non è la solita pizza.”).

    L’opportunità di aprire in via Volta arriva a fine febbraio, i ragazzi cercavano “una location centrale e ben servita”. Perfetta ha aperto i battenti venerdì 12 maggio e venerdì 26 maggio, dalle 18 alle 21 ci sarà l’inaugurazione: accorrete numerosi, perché la pizza è davvero da non perdere.

    Quanto alle materie prime, ‘primo’ segreto di una grande pizza, Mattia e Federica hanno scelto le farine di Molino Pasini, abbinati a ingredienti e topping di qualità per guarnirle al meglio.

    IL MENU
    Ci saranno 10 pizze fisse più le stagionali, insomma “niente funghi ad agosto”. Giusto! A mezzogiorno spazio alla pizza in teglia di tipo romana, la sera pizza tonda da asporto, ci sarà possibilità di consumare in loco ma l’obiettivo principale è recapitare la pizza a casa.

    “proponiamo un prodotto che se scaldato è buonissimo anche il giorno successivo”

    Assieme alla pizza sono proposti diversi vini (intelligentemente scelti), pensati proprio in abbinamento alla pizza e a temperatura adeguata, scelti da esperti sommelier.

    “Nei prossimi mesi abbiamo diverse idee ‘in forno’; ci piacerebbe proporre dei veri aperipizza, assieme a serate di degustazione di pizza, puntanto su quello che è il nostro target: il livello medio alto”. Assieme alle pizze, oltre a ottimi vini (non perdetevi il Rosato altoatesino, provare per credere) ci sono anche le (ottime) birre artigianali di Zona Mosto, che nasce a Rho. “Quello della pizza um mondo in fortissima evoluzione. Consolidare questa impresa e dare forma ai nostri sogni è ad oggi il nostro sogno”, ci dicono all’unisono.

    Perfetta è presentissima sui social e ovunque serva, nel web. Colori accattivanti, grafica emotivamente calda, azzeccata, tanta passione che trasuda da grafiche e pagine social.

    Esiste una pagina Facebook, ma per ordinare si può cercare Perfetta su JustEat, Deliveroo e le altre piattaforme. A questo link tutte le pizze e le possibilità di prenotazione. Le pizze vengono consegnate a Magenta, Corbetta, Marcallo, Robecco e Boffalora.

    Alcune pizze per ingolosirvi? Perfetta, Cantabrica, Crudo 24, Norman, Carbonara… La pizza ‘romana’ di mezzodì che abbiamo assaggiato e ha fatto centro (e crunch….). I ragazzi hanno puntato davvero alto.

    UN MONDO CHE CAMBIA
    La pizza non è più quella di una volta, questo lo sappiamo ormai. Si può avere nostalgia di tutto, delle torte della nonna e dei sapori di una volta. Difficilmente della pizza: sarà che scriviamo questo articolo da Milano, ma oggettivamente parlando, la pizza è migliorata in modo radicale negli ultimi 10 anni – da Nord a Sud, e persino all’estero.

    La pizza è parte della nostra identità, uno dei cibi più amati e consumati del mondo, rito sociale ancora prima che gastronomico che tutti osserviamo più o meno di frequente. Uscire a mangiare una pizza è come vedersi per un caffè, uno stile di vita, ma se prima era sinonimo di occasione-economicamente-non-impegnativa, oggi mangiare una pizza ha la stessa valenza di andare al ristorante.

    La ‘gourmettizzazione della pizza’ è arrivata inesorabile insieme a quella della cucina e degli hamburger, iscrivendo le pizzerie a tutti gli effetti fra i locali di ricerca (e di tendenza) da segnare in agenda e in cui fare un’esperienza gastronomica di tutto rispetto.

    La direzione intrapresa da Federica e Mattia è esattamente questa, e il fatto che arrivi da giovani e dinamici imprenditori è un incredibile valore aggiunto. Magenta e tutto l’est Ticino hanno assoluto bisogno di ragazzi e ragazze così. In bocca al lupo da tutti noi, team di Perfetta!

  • La pizza costa il 30% in più.. ma perché?

    I prezzi della pizza Italiana sono cresciuti 2.5 volte più velocemente dell’inflazione.

    Una pizza margherita costa il 30% in più rispetto a un anno fa (Bloomberg).

    Mentre l’inflazione in Italia è attualmente all’8.3% (Istat).

    Come mai questo divario? Una possibile spiegazione si trova a 1000 km ad ovest di Napoli, in Spagna. Seguendo le ultime statistiche di Reuters, il paese produttore del 40% di olio nel mondo quest’anno ha sofferto una siccità senza precedenti che ha distrutto quasi la metà degli uliveti.

    Gli esperti prevedono un crollo di quasi il 50% della produzione per il 2023, riducendo le scorte mondiali di olio d’oliva del 10%. In Italia, il prezzo dell’olio d’oliva è salito di oltre il 30%. Ma non è solo l’olio d’oliva ad alzare i prezzi delle nostre pizze. Alla base di una pizza ci sono diverse materie prime come: farina, pomodori, mozzarella e soprattutto energia.

    Ognuno dei quali appartiene ai due settori più colpiti dall’inflazione secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI): quello energetico e quello alimentare. Vediamoli nel dettaglio attraverso le analisi del famoso Pizza Margherita Index di Bloomberg.

    Pizza Margherita Index: cosa ci dice sull’Inflazione in Italia?

    Il Pizza Margherita Index è l’indice elaborato da Bloomberg per monitorare gli effetti dell’inflazione sui consumi più basilari in Italia. Usando i dati dell’Istat e dell’Ismea (l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) tiene conto dei prezzi dei quattro ingredienti base per una pizza (farina, pomodori, mozzarella e olio d’oliva) e il consumo di elettricità necessario per cucinarla in un forno elettrico domestico.

    I prezzi di elettricità e gas in Italia sono stati soggetti a rincari e a una forte volatilità dovuti da due anni di pandemia e lo scoppio del conflitto Russo-Ucraino. Nonostante una decrescita nei primi tre mesi del 2023, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) ha avvertito un ritorno degli aumenti in bolletta con rispettivamente un +25% in bolletta luce e +15% in bolletta gas.

    Oltre ai costi per l’energia, l’olio d’oliva è aumentato del 43.7% a marzo 2023 rispetto allo stesso prezzo di marzo 2022, la mozzarella costa in media il 27% in più, seguita da farina (+22%) e pomodori (+10%) (Borsa Merci Telematica Italiana (Bmti)).

    Il risultato: un maxi rialzo del 30% sul prezzo finale del nostro amato piatto nazionale fatto in casa. Infatti, se si considera il prezzo della pizza preconfezionata, Bloomberg ha registrato un aumento di solo il 9.9%.

    Questi dati ci dicono molto sul peso dell’inflazione sui carrelli spesa degli Italiani e non solo. Infatti, a prescindere dalla pizza si tratta di ingredienti che spesse volte (se non sempre) sono nella lista spesa di una famiglia italiana tipo.

    Quanto Pesa l’Inflazione agli Italiani?

    Purtroppo, secondo le analisi del World Economic Forum l’economia globale sta entrando in un periodo di inflazione permanentemente più elevata, alimentata da quattro forze: la deglobalizzazione, il cambiamento climatico, la spirale salari-prezzi e i mercati globali altamente liquidi (Chief Economists Outlook: Maggio 2023).

    I redditi meno abbienti sono quelli maggiormente colpiti da questo spropositato aumento del carovita. Stando a un’indagine di Altroconsumo, un italiano su tre si trova in una condizione economica difficile: ad Aprile 2022 il 31% delle persone intervistate ha dichiarato di non essere riuscito ad accumulare risparmi a fine mese. A dicembre, questa percentuale era salita al 41%.

    Per quanto riguarda l’acquisto di beni alimentari, il 20% delle persone ha dichiarato di comprarne meno: il 31% ha ridotto l’acquisto di carne e pesce, mentre il 16% ha diminuito il consumo di frutta e verdura.

    Chiaramente queste statistiche riflettono la preoccupante situazione economica che il nostro paese sta attraversando caratterizzata da estrema incertezza e una marcata avversione agli investimenti.

    Fonte: https://energia-luce.it/news/prezzo-pizza-e-inflazione/

  • Doppio Malto (colosso del ‘beer and food’) sbarca a Magenta: apertura luglio 2023, sarà all’ex Toc?

    MAGENTA Tutto è iniziato nel birrificio Doppio Malto di Erba, in provincia di Como, dove sono nate decine di tipologie di birra che hanno ottenuto negli anni oltre 100 premi in tutto il mondo.

    Dal 2020 il birrificio di Erba resta attivo come sede di sperimentazione per le nuove ricette, mentre la produzione si sposta in Sardegna, a Iglesias, nel nuovo birrificio Doppio Malto con una capacità produttiva di cinque milioni di litri.

    Crediamo nella birra sincera. Soprattutto quando parla la nostra lingua, artigianale e intrepida: quando racconta di viaggi, scoperte, emozioni. Ogni sorso una lezione di geografia, amore e magia.

    Ogni ingrediente un trattato di felicità. Per sentirla parlare così abbiamo fondato il birrificio Doppio Malto e scritto la magna carta del Mastro Birraio.

    Doppio Malto è una realtà importante, e in grande crescita, nel mondo del beer and food. Partita dalla Lombardia è arrivata in molte parti d’Italia, persino in Europa. Ora tocca a Magenta.

    Attualmente il marchio gestisce una mole rilevante di locali: 38 ristoranti, 700 dipendenti, 15 locali in fase di apertura nel 2023. Numeri decisamente significativi.

    Doppio Malto ora aprirà a Magenta, entro il mese di luglio 2023 come emerge dal sito del marchio e della sezione Lavora con noi: i posti di lavoro offerti coprono diverse mansioni, da restaurant manager a kitchen manager, da cameriere a operatore di cucina.

    Ora ovviamente la domanda è DOVE aprirà il colosso birrario del Comasco: l’indiziato principale, ossia l’immobile, è quello che fino allo scorso anno era occupatod a AL TOC, in posizione privilegiata a ridosso della statale 11.

    Le voci si rincorrono da mesi, ossia quelle che davano in arrivo all’ex TOC un grosso operatore del settore: adesso, con l’ufficializzazione dell’apertura, appare molto probabile che Doppio Malto si insedierà esattamente lì.

    AL TOC, da diversi anni e prima della chiusura nei mesi passati, si era caratterizzato come punto vendita di carne di qualità, mercato agroalimentare e ristorante dove venivano proposti carni, hamburger ed altri piatti. Superata la terribile parentesi del COVID il locale era ripartito, sino ad arrivare allo stop.

    Per Magenta si tratta di un’ottima notizia: l’arrivo in città di un brand come Doppio Malto rappresenta un valore aggiunto, in termini di occupazione ma anche di immagine. E di questi tempi un inserimento commerciale di questo valore ha un grande peso. Specie per un giornale come il nostro, che da sempre PLAUDE alle nuove iniziative commerciali e imprenditoriali. Quindi, in bocca al lupo a Doppio Malto!