Categoria: Food

  • Coldiretti: il maltempo (almeno) porta i porcini, +20%

    Coldiretti: il maltempo (almeno) porta i porcini, +20%

    MILANO Non solo danni. Le condizioni climatiche anomale con il caldo intervallato dalla pioggia hanno spinto la nascita dei funghi in Italia con un’esplosione di porcini e aumenti nella raccolta fino al +20% rispetto all’anno scorso. È quanto emerge dal monitoraggio di Coldiretti. In particolare, in Lombardia si stima un aumento di circa un quinto rispetto all’anno scorso in particolare in alcune zone delle valli bergamasche, tra la Valle Imagna e la Valle Brembana, che però devono fare i conti con i danni delle grandinate degli ultimi giorni mentre in Veneto e Friuli Venezia Giulia, sulle Dolomiti Bellunesi, con il ritorno del caldo, si attende la ripartenza del boom di porcini, finferli, mazze da tamburo e imbutini.

    In Piemonte e Liguria la crescita non è ancora partita in grande stile, anche se nei boschi bisogna fare i conti con le distruzioni causate dai cinghiali che devastano intere zone di raccolta. Situazione in evoluzione in Emilia Romagna, sugli Appennini fra Modena e Bologna, mentre nel Centro Italia sono le zone della Lunigiana in Toscana a guidare le crescite, insieme alla fascia settentrionale dell’Umbria, positivo anche il Lazio con aumenti fino al +20%, mentre al Sud, ad eccezione di alcune aree della Sila in Calabria dove si stima un +10% rispetto al 2022, si paga il prezzo delle altre temperature estive, poche piogge e diversi incendi. Nelle attività di ricerca e raccolta, mette in guardia Coldiretti, è però necessario rispettare alcune fondamentali regole di sicurezza per evitare problemi e incidenti evitando improvvisazioni. Importante è la pianificazione dei percorsi, evitare poi punti ripidi o pericolosi, rispettare norme e vincoli specifici presenti nei diversi territori, raccogliere solo funghi di cui si sia sicuri e non fidarsi mai dei detti e dei luoghi comuni, e anche rivolgersi sempre, in caso di incertezza, per controlli, ai Comuni o alle Unioni micologiche, oltre a utilizzare per la raccolta cestini di vimini, che arieggiano i funghi e favoriscono la diffusione delle spore, mentre è meglio evitare le buste di plastica. L’attività di ricerca infine, conclude Coldiretti, ha anche una funzione economica grazie al coinvolgimento di molti vacanzieri spingendo il turismo di settembre.

    E se in Lombardia – evidenzia Coldiretti – si stima un aumento di circa 1/5 rispetto all’anno scorso in particolare in alcune zone delle valli bergamasche, tra la Valle Imagna e la Valle Brembana che pero’ hanno subito i danni delle grandinate degli ultimi giorni, in Veneto e Friuli Venezia Giulia – spiega Coldiretti – sulle Dolomiti bellunesi con il ritorno del caldo si attende la ripartenza del boom di porcini, finferli, mazze da tamburo e imbutini interrotto da maltempo e frane, mentre in Piemonte e Liguria la crescita non e’ ancora partita in grande stile, anche se nei boschi bisogna fare i conti con le distruzioni causate dai cinghiali che devastano intere zone di raccolta. Situazione in evoluzione in Emilia Romagna, sugli Appennini fra Modena e Bologna, mentre nel Centro Italia sono le zone della Lunigiana in Toscana a guidare le crescite, insieme alla fascia settentrionale dell’Umbria, positivo anche il Lazio con aumenti fino al +20%, mentre al Sud, ad eccezione di alcune aree della Sila in Calabria dove si stima un +10% rispetto al 2022, si paga il prezzo delle altre temperature estive, poche piogge e diversi incendi. I funghi rappresentano una risorsa importante per un Paese come l’Italia che puo’ contare su circa 11,4 milioni di ettari di bosco che copre il 40% della superficie del Paese, segnati spesso purtroppo – precisa la Coldiretti – dall’abbandono, incuria e dall’azione criminale dei piromani. L’attivita’ di ricerca – continua la Coldiretti – non ha solo una natura hobbistica, che coinvolge moltissimi vacanzieri ma spinge il turismo di settembre, scelto quest’anno da 9,8 milioni di italiani, con una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta una integrazione di reddito per migliaia di “professionisti” impegnati a rifornire negozi e ristoranti di prodotti tipici locali, grazie anche alle numerose sagre autunnali.

  • Arluno, tornano le grandi serate per amanti del vino: alla Petite Boite, mercoledì 20, si brinda con la Loira

    Arluno, tornano le grandi serate per amanti del vino: alla Petite Boite, mercoledì 20, si brinda con la Loira

    ARLUNO Sono tornate! Le grandi serate di degustazione cibo-vino alla Petite Boite di Arluno riprendono dopo la pausa estiva. E’ stata una novità fortemente apprezzate nei mesi scorsi, che Simona, Beatrice e Antonio hanno giustamente deciso di ripetere. E se a giugno si era pasteggiato a champagne, e a luglio salutato tutti con eccellenti vini dal Sudafrica, mercoledì 20 settembre si vola nella magica Loira.

    La formula è quella ormai vincente e consolidata (da tutto esaurito) sperimentata in questi mesi: una degustazione di piatti e vini provenienti da diverse (in questo caso) maison.

    In tavola arriveranno tris di formaggi della Loira, zuppetta ai frutti di mare con crostone di pane, magatello di vitello CBT su crema di asparagi.

    Il sommeelier Fabio Menni, assieme ad Antonio, ha selezionato tre grandi vini in abbinamento: Saumur Blanc, Sancerre e Poully Fume. Si comincia alle 20.30, al costo (come sempre eccezionale) di 30 euro. Info e prenotazioni al numero 331-9113311. ATTENZIONE, LA PRENOTAZIONE E’ OBBLIGATORIA. Non mancate!

    IL MITO DELLA LOIRA
    La Valle della Loira è una delle regioni vinicole più interessanti della Francia, oltre a a essere anche una delle più grandi. Vi si producono diverse tipologie di vini, sia bianchi che rossi e rosati, spumanti e anche vini dolci. La Valle della Loira è comunque famosa per i suoi vini bianchi, e in particolare da Sauvignon e Chenin Blanc, anche se possiede una produzione di vini rossi piuttosto interessante, basata soprattutto sui vitigni Cabernet Franc e Gamay. La Valle della Loira è inoltre celebre per il Muscadet, un vino famoso per il suo ideale abbinamento con i crostacei, prodotto con l’uva del vitigno Melon de Bourgogne, chiamato in questa regione Muscadet.

    I vitigni a bacca bianca principalmente coltivati nella Valle della Loira includono Sauvignon Blanc, Chenin Blanc, Melon de Bourgogne, Arbois, Chardonnay e Folle Blanche. Fra le uve a bacca nera ricordiamo il Cabernet Franc, Gamay, Grolleau, Pinot Nero, Cabernet Sauvignon, Malbec (conosciuto nella regione con il nome Côt), Pineau d’Aunis e Pinot Meunier.

    I formaggi prodotti nella Valle della Loira godono di una certa fama e cinque di essi, ottenuti soprattutto da latte di capra, sono certificati IGP: Sainte Maure du Touraine, prodotto nella regione della Touraine, Pouligny St. Pierre, Saint Maure, Crottin di Chavignol e la Pyramide di Valençay.

  • In Lombardia festival contro le fake news sulla carne rossa

    In Lombardia festival contro le fake news sulla carne rossa

    MILANO Sostenere i consumi di carne bovina, garantire la tracciabilità del prodotto e “sfatare le fake news sulla carne rossa”. Sono gli obiettivi del primo Festival della carne rossa lombarda in programma a Castel Goffredo (Mantova) il prossimo 16 settembre.

    Il Festival sarà dedicato ai consumatori, con un menù elaborato dallo chef stellato Alessandro Bianchini e ci sarà anche la biologa nutrizionista Cecilia Valenti, per divulgare le caratteristiche nutrizionali della carne rossa. Ai partecipanti verrà distribuito un questionario per conoscere le abitudini di consumo della carne rossa e i risultati saranno elaborati dall’Università di Verona. “Il Festival è una grande occasione per ribadire che i nostri allevamenti garantiscono ai consumatori un prodotto di qualità e allo stesso tempo dimostrare che in Lombardia la sostenibilità dell’agricoltura è nei fatti e viene fatta conoscere in modo trasparente” ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi durante la presentazione del festival.

    “È la migliore risposta – ha aggiunto – agli attacchi e alle demonizzazioni spesso orchestrati ad arte da chi è interessato a colpire un intero settore fondamentale per la nostra economia”. Gli obiettivi del festival “saranno resi possibili dal Consorzio Lombardo Produttori di Carne Bovina”, una realtà che vanta 346 soci e 432 allevamenti, per un patrimonio zootecnico intorno ai 95.000 capi. “Per ogni singolo ristorante o agriturismo – spiega il presidente del Consorzio, Primo Cortellazzi – verrà rilasciato uno specifico Qr Code che permetterà ai consumatori di conoscere dove l’animale è nato, dove è stato allevato, macellato, come è stato nutrito, oltre alle informazioni sul livello di sostenibilità dell’allevamento e di benessere animale”.

  • Coldiretti: contro il caro spesa torna la ‘cucina povera’ sul 70% delle tavole italiane

    Coldiretti: contro il caro spesa torna la ‘cucina povera’ sul 70% delle tavole italiane

    MILANO Con il caro spesa torna la cucina povera dei piatti anti-spreco preparati in quasi 7 famiglie su 10 (68%), con una svolta green spinta dall’impennata dei prezzi che sta mettendo in difficoltà soprattutto le fasce più disagiate della popolazione.

    E’ quanto emerge dal rapporto della Coldiretti “La spesa green degli italiani, dal bio al km 0 fino al ritorno del piatti poveri antispreco” diffuso in occasione dell’inaugurazione del Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale, con il Presidente nazionale Ettore Prandini allo stand C13 padiglione 30 della fiera di Bologna.Con l’inflazione alimentare che è stata pari al 9,8% ad agosto secondo l’ Istat e i rincari che raggiungono addirittura il massimo del 43% per lo zucchero. i cittadini – sottolinea la Coldiretti – adottano comportamenti più responsabili per salvare i bilanci, anche riducendo lo spreco. E le ricette della tradizione popolare con il riutilizzo degli avanzi o di ingredienti di base – spiega Coldiretti – sono l’asse portante della cucina italiana candidata a patrimonio immateriale dell’umanità per l’Unesco e spesso sono state riproposte nella loro eccezionale semplicità anche da cuochi e ristoranti di alto livello.Molti dei piatti più tradizionali afferma la Coldiretti – hanno origine proprio dall’esigenza di non sprecare cibo come – prosegue la Coldiretti – la ribollita toscana, i canederli trentini, la pinza veneta o al sud la frittata di pasta.

    Si possono preparare delle ottime polpette – sottolinea la Coldiretti – recuperando della carne rimasta semplicemente aggiungendo uova, pane duro e formaggio oppure la frittata di pasta per rivitalizzare gli spaghetti del giorno prima e ancora la pizza rustica per consumare le verdure avvolgendole in croccante sfoglia. Senza dimenticare la polenta, cibo di generazioni di italiani, che, quando avanza, può essere fritta e arricchita magari con pezzi di formaggio, oppure il pesce azzurro con le ricette tipiche regionali come le alici scottadito con o senza pan grattato o le sarde in saor con cipolla.Se avanza del pane, si può optare per la classica panzanella mettendo semplici ingredienti presenti in ogni casa, come pomodoro olio e sale per arrivare alla tradizionale ribollita che utilizza elementi poveri come fagiolo, cavoli, carote, zucchine, pomodori e bietole già cotte da unire al pane raffermo. Anche la frutta – ricorda la Coldiretti – può rivivere se caramellata o diventare marmellata oppure macedonia.Ma la tradizione rurale insegna anche a usare come ingredienti anche quelle parti della preparazione dei cibi che solitamente si gettano. L’acqua della pasta, soprattutto se abbiamo cotto paste ripiene come gli agnolotti, è arricchita dagli amidi e dalle proteine del grano. Si può dunque conservare in frigo per usarla come base per il brodo per risotti, carni, verdure in padella. L’acqua della bollitura delle verdure ha lo stesso utilizzo. I brodi di carne o pesce, ricchi di proteine, possono essere congelati e utilizzati per cotture successive o per minestre.Per aiutare le famiglie ad adottare comportamenti responsabili i cuochi contadini di Campagna Amica hanno elaborato una serie di consigli, attingendo alle numerose ricette antispreco della tradizione della campagna italiana per preparare un pasto completo a “spreco zero” ad alto tasso di risparmio per facilitare la vita quotidiana delle famiglie.

    Ma nonostante la maggiore attenzione a livello sociale, il tema dello spreco alimentare resta rilevante. Nelle case italiane si gettano mediamente a settimana 674,2 grammi di cibo pro capite, secondo Waste Watcher. Spreco che a livello nazionale costa 9,2 miliardi per l’intero anno. In Sudafrica e Giappone si spreca la metà che in Italia (324 e 362 grammi a settimana) mentre in Europa è la Francia il paese più virtuoso con 634 grammi settimanali, Germania e Regno Unito svettano con 892 e 859 grammi. Stati Uniti top-waste, con 1.338 grammi di cibo gettato a settimana.Ogni anno nel mondo viene gettato complessivamente quasi un miliardo di tonnellate di cibo, pari al 17% di tutto quello prodotto, con un impatto devastante sull’ambiente e sul clima, oltre che su un’economia già duramente colpita dall’emergenza Covid, secondo una analisi della Coldiretti su dati Onu. A guidare la classifica degli sprechi sono le abitazioni private – rileva Coldiretti – dove si butta mediamente circa l’11% del cibo acquistato mentre mense e rivenditori ne gettano rispettivamente il 5% e il 2%.

    Un fenomeno che determina anche – precisa la Coldiretti – effetti dirompenti sull’economia, sulla sostenibilità e sul piano ambientale per l’impatto negativo sul dispendio energetico e sullo smaltimento dei rifiuti. Si stima, infatti, che le emissioni associate allo spreco alimentare rappresentino l’8-10% del totale dei gas serra.“Un problema drammatico dal punto di vista etico oltre che economico contro il quale Coldiretti è impegnata da anni in un’opera di sensibilizzazione dei consumatori attraverso il progetto dei mercati di Campagna Amica per il contenimento degli sprechi con la più grande rete delle fattorie e dei mercati a chilometri zero che riduce le distanze ed i tempi di trasporto e garantisce maggiore freschezza e tempi più lunghi di conservazione degli alimenti”, ha sottolineato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

  • Casterno di Robecco: da venerdì via alla Festa Patronale

    CASTERNO Ci siamo quasi…venerdì serata inaugurale della festa!
    Dalle 18:00 bar aperto per l’aperitivo di benvenuto!

    La serata proseguirà con del buon cibo, il piatto speciale, tanta bella musica con il Karaoke e DJ Set con Cristina Vittorelli e Radio Magenta … manchi solo tu!

    Affrettati a prenotare il tuo tavolo e il piatto speciale, i posti vanno a ruba!

    Luciano 335 609 6610 anche su WhatsApp
    Merceria Ornella 02 947 1051

    A Casterno di Robecco è tutto pronto per la festa patronale di sant’Andrea, al via venerdì 25 agosto negli spazi dell’oratorio: musica, ottima cucina e tanta voglia di stare insieme, anche per suggellare il ritorno dalle vacanze estive.

    Domani, venerdì, aprono le cucine con un delizioso piatto speciale- la Calamarata- e dalle 21.30 karaoke e dj set con Cristina.

    Sabato 26 agosto giochi per bambini dalle 15, tornei di beach e green volley, aperitivo e cena con la specialissima cassoeula. Dalle 21.30 live con le Lime Mentali.

    Domenica 27 Santa Messa alle 10, giochi nel pomeriggio, asta di prodotti casternesi, risotto con osso buco e dalle 21 processione in paese.

    Lunedì 28, alle 20.45, l’Ufficio dei Defunti.

  • Regione Lombardia e la Sagra dell’Oltrepo citata da Guardian e CNN

    PAVIA La bontà semplice di una focaccia tradizionale, tonda e croccante, appena sfornata, bancarelle d’artigianato, musica, … e la festa nel Pavese è fatta. Anzi, di più, i turisti arrivano sempre più numerosi in piazza ad assaggiare la leccornia locale.

    E’ la “Sagra della Brusadèla” a Romagnese, piccolo borgo in Oltrepò Pavese, che si tiene, ogni anno, una domenica di fine agosto. Oggi presente in piazza Castello anche Barbara Mazzali, Assessore a Turismo, Moda, Design, Marketing Territoriale e Grandi Eventi di Regione Lombardia. “E’ una meraviglia vedere la cittadinanza di Romagnese che attende con il sorriso di assaporare il cibo più essenziale in assoluto, il pane fatto in casa, reso protagonista da una tradizione che si tramanda da cent’anni – commenta Mazzali-. Sorprende anche il laborioso impegno di chi riaccende con passione antichi forni a legna, testimoni di un passato radicato, per offrire ai propri compaesani una focaccia calda appena preparata. Le delizie enogastronomiche della nostra Lombardia, come la Brusadèla, rendono una domenica d’estate un momento unico non solo per i locali ma anche per i turisti, attirati qui da tradizione, sapori e un’atmosfera coinvolgente”. Non affatto stupita del successo della sagra, Mazzali aggiunge: “I dati regionali evidenziano come la provincia di Pavia sia diventata meta di americani, grazie anche a ottimo cibo e vino, castelli e piccoli borghi da visitare.”

    Soddisfatto il sindaco di Romagnese Manuel Achille osserva: “Giunta alla 29esima edizione, la Sagra della Brusadela rappresenta l’evento di punta della nostra stagione estiva, nonché una delle fiere più importanti di tutto l’Oltrepò pavese. La Brusadèla è divenuta ormai un simbolo iconico della nostra zona, già menzionata da tutti i media nazionali ed anche internazionali, come il giornale britannico “Guardian” e il canale Usa CNN”.

    Un tempo preparata dalle massaie del posto, la Brusadèla era una focaccia infornata prima di cuocere il pane per verificare che la temperatura del forno fosse adeguata. Questa pratica spiega anche l’origine del nome, che rimanda alla leggera bruciacchiatura della focaccia. L’impasto è molto semplice, composto solo da farina bianca, acqua, lievito e sale. Una versione dolce di questa focaccia prevede che essa sia cosparsa di zucchero o miele. Di forma tondeggiante, ben cotta e croccante, la brüsadela è un ottimo accompagnamento di salumi, formaggi e vini della tradizione locale.

  • Ferie, calcolo finale: 20 milioni gli italiani partiti ad agosto

    MILANO Non solo controesodo, con le ultime partenze salgono a 20 milioni gli italiani che hanno deciso di andare in vacanza nel mese di agosto, anche se in calo del 10 per cento rispetto allo scorso anno per effetto del caro prezzi ma anche di una certa tendenza alla destagionalizzazione delle ferie.

    E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixe’ divulgata in occasione del weekend di grande traffico per l’esodo ed il controesodo estivo del dopo ferragosto, segnato dall’ondata di caldo da bollino rosso in molte citta’. Nonostante la flessione, agosto – sottolinea la Coldiretti – resta il mese piu’ gettonato dagli italiani anche se fa segnare tradizionalmente i listini piu’ cari per alloggio, vitto, ombrelloni e lettini. Un costo aggiuntivo che – precisa la Coldiretti – risente quest’anno anche del balzo dell’inflazione con aumenti dei prezzi sono tutti gli aspetti della vacanza. Per la maggioranza degli italiani in viaggio (50 per cento) la durata della vacanza e’ inferiore alla settimana mentre per quasi un italiano su tre (25 per cento) – sottolinea la Coldiretti – e’ compresa tra 1 e 2 settimane, ma per un fortunatissimo 4 per cento che e’ di oltre un mese. Le vacanze 2023 registrano una netta preferenza sulle mete nazionali spinta da una maggiore prossimita’ ai luoghi di residenza, dal desiderio di riscoprire le bellezze d’Italia o dalla voglia di ritornare in posti gia’ conosciuti dove ci si e’ trovati bene negli anni precedenti e si e’ piu’ tranquilli rispetto ad ambiente, servizi e persone. Ma – spiega Coldiretti – c’e’ anche una quota del 28 per cento di italiani, oltre 1 su 4 tra coloro che viaggiano, che ha deciso di trascorrere una vacanza all’estero magari approfittando di condizioni economiche piu’ convenienti.

    Le vacanze 2023 registrano una netta preferenza sulle mete nazionali – continua la Coldiretti – spinta da una maggiore prossimità ai luoghi di residenza, dal desiderio di riscoprire le bellezze d’Italia o dalla voglia di ritornare in posti già conosciuti dove ci si è trovati bene negli anni precedenti e si è più tranquilli rispetto ad ambiente, servizi e persone. Ma – spiega Coldiretti – c’è anche una quota del 28% di italiani, oltre 1 su 4 tra coloro che viaggiano, che ha deciso di trascorrere una vacanza all’estero magari approfittando di condizioni economiche piu’ convenienti. La maggioranza degli italiani in viaggio – riferisce la Coldiretti – ha scelto di alloggiare nelle case di proprietà, di parenti e amici o negli appartamenti in affitto, in ripresa l’albergo, che si piazza davanti ai bed and breakfast ma nella classifica delle preferenze molto gettonati sono anche i 25mila agriturismi presenti in Italia spinti secondo Terranostra e Campagna Amica dalla ricerca di un turismo più sostenibile che ha portato le strutture ad incrementare anche l’offerta di attività con servizi innovativi per sportivi, nostalgici, curiosi e ambientalisti, oltre ad attività culturali come la visita di percorsi archeologici o naturalistici o wellness. Se il mare con il caldo si conferma in testa alla classifica delle mete preferite, campagna e parchi naturali contendono alla montagna il secondo posto ma – nota Coldiretti – recuperano terreno anche le città d’arte, prese d’assalto soprattutto dagli stranieri. Particolarmente apprezzate sono anche le scelte alternative per conoscere – sottolinea Coldiretti – una Italia cosiddetta “minore” con ben il 72% degli italiani in vacanza che dichiara di aver scelto di visitare i piccoli borghi magari anche solo con una gita in giornata. Tra gli svaghi preferiti dei turisti italiani questa estate accanto ad arte, tradizione, relax e puro divertimento, c’è la ricerca del cibo e del vino locali che – conclude la Coldiretti – è diventata la prima voce del budget delle vacanze Made in Italy nel 2023 con circa 1/3 della spesa per consumi al ristorante, street food o per l’acquisto di souvenir.

  • Caro vacanze: per risparmiare, 7 italiani su 10 scelgono cibo di strada

    Con l’aumento dei prezzi sette italiani su dieci (70 per cento) in vacanza scelgono questa estate il cibo di strada per assaggiare piatti tradizionali dei territori visitati ma anche per risparmiare qualcosa e far fronte agli effetti dell’inflazione.

    E’ quanto emerge dall’Indagine Coldiretti/Ixe’ su un fenomeno favorito dal moltiplicarsi di sagre, feste ed iniziative di valorizzazione alimentare nei luoghi di vacanza. Lo street food rappresenta per molti – rileva Coldiretti – una alternativa valida per mangiare fuori in vacanza anche per ottimizzare i tempi sia nelle localita’ turistiche che nelle citta’ d’arte. Tra i vacanzieri che mangiano cibo di strada ad essere nettamente preferito dall’83 per cento – sottolinea la Coldiretti – e’ il cibo della tradizione locale che va dalla piadina agli arrosticini fino agli arancini, mentre il 13 per cento sceglie i cibi etnici come il kebab o felafel e il 5 per cento quello internazionale come gli hot dog. Alla crescita del fenomeno pero’ si accompagna paradossalmente – denuncia Coldiretti – una preoccupante perdita del radicamento territoriale e un impoverimento della varieta’ dell’offerta, ma anche il rischio di uno scadimento qualitativo con preoccupanti riflessi sul piano sanitario. Si assiste, in particolare, ad una progressiva tendenza alla vendita nei centri storici di alimenti lontani dalle tradizioni gastronomiche locali, con un appiattimento e una omologazione verso il basso che distrugge le distintivita’. Il risultato e’ che i turisti trovano da Palermo a Milano gli stessi cibi di New York, Londra o Parigi a scapito – continua la Coldiretti – dei cibi piu’ rappresentativi dell’identita’ alimentare nazionale Dal kebab al sushi, dalla frutta esotica a quella fuori stagione, ma anche le caldarroste congelate durante tutto l’anno si trovano ovunque mentre – precisa la Coldiretti – per il baccala’ fritto da passeggio a Roma, l’intruglio della Versilia o il panino e milza a Palermo i turisti sono costretti a cercare su internet o nelle guide.

  • Ferragosto da bollino rosso: 36 gradi a Milano, ristoranti pieni

    MILANO Tornano i bollini rossi, ossia l’allerta massima per ondata di calore con rischi per la salute della popolazione generale, sul bollettino quotidiano del ministero della Salute.

    Dopo due settimane di tregua, domani e mercoledi’ saranno tre le citta’ da bollino rosso: Bolzano, Brescia e Firenze. Con massime percepite di 35 gradi a Bolzano, 36 a Brescia e e ben 38 nel capoluogo toscano. A cui si aggiungeranno mercoledi’ tre bollini arancioni, ossia condizioni di rischio per la salute di anziani e soggetti fragili: Bologna, Perugia e Verona. Ma le temperature saliranno un po’ ovunque: a Roma (bollino giallo) si salira’ dai 32 gradi di oggi ai 35 di domani e dopodomani, a Bologna si arrivera’ ai 37 gradi percepiti, a Catania 38 gradi, a Milano, Frosinone e Latina 36.

    Il Ferragosto si conferma comunque positivo per il comparto della ristorazione che conferma prenotazioni con punte del 90-95% nella maggior parte delle località turistiche, dal mare alla montagna, fino alle città d’arte (le grandi capitali come anche le più piccole). Ma c’è un campanello d’allarme che i ristoratori non possono ignorare: il turista italiano medio spende sempre di meno. E questo mette a rischio una fetta del comparto e, di conseguenza, l’intero sistema. Lo hanno spiegato a LaPresse i vicepresidenti di Fipe Confcommercio, Matteo Musacci Matteo Musacci, vp nazionale e presidente regionale della Fipe Emilia Romagna, e Aldo Mario Cursano, anche lui numero due nazionale e presidente Regionale toscano della federazione.

  • Ferragosto al ‘super’: in Lombardia vanno forte spiedini e salsiccia

    PREVALE LA TRADIZIONE PASTA (+20%), SALSICCIA (+25%), COSTINE E SPIEDINI (+15%) ALL’INSEGNA DEL MADE IN ITALY

    MILANO Far convivere la tradizione con un carrello della spesa particolarmente ragionato. Così, in sintesi, possono essere fotografati gli acquisti di milanesi e lombardi in vista del Ferragosto. Grande attenzione ai prodotti in promozione e occhi puntati sui prodotti a ‘marchio insegna’.

    Lo rileva l’Osservatorio dei ‘Supermercati Il Gigante’ (gruppo della Grande Distribuzione che conta complessivamente una settantina di punti vendita, una cinquantina dei quali in Lombardia) evidenziando come – rispetto allo stesso periodo del 2022 – si registri un incremento di vendite del 15% per la merce ‘in offerta’ e del 20% per quella con il marchio ‘Il Gigante’.

    “Complice l’inflazione e il costo delle materie prime e dell’energia – spiega il consigliere d’amministrazione Giorgio Panizza – si punta sempre più a una spesa ragionata”.

    In particolare, in vista del Ferragosto, si segnalano acquisti in crescita rilevante per la pasta (+20%), il pane casereccio (+10%) e la carne con specifiche richieste di salsiccia (+25%), costine e spiedini (+15%). Bene anche pomodori e insalate (+15%) oltre a vini e spumanti (+8%).

    Tutti acquisti con un forte orientamento per le etichette contrassegnate ‘made in Italy’.

    Si registra anche un deciso spostamento delle abitudini dei clienti verso altre attività mirate al risparmio “come iniziative ‘a tema’ – aggiunge Giorgio Panizza – con buoni sconto, coupon e sconti a reparto”.