Categoria: Animali

  • Peste suina, secondo caso in Oltrepo pavese

    PAVIA – E’ arrivata ieri la conferma del secondo caso di peste suina africana in Oltrepò Pavese. Gli esami effettuati all’Istituto Zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche, a Perugia, hanno appurato che anche la carcassa di cinghiale ritrovata in valle Staffora, nel territorio di Ponte Nizza (Pavia), è risultata contagiata.

    Nei giorni scorsi i test in laboratorio avevano registrato la presenza del virus in un’altra carcassa di cinghiale rinvenuta in una frazione di Bagnaria (Pavia). Ats Pavia ha stabilito di limitare il permesso della raccolta di funghi e tartufi nella zona solo per i residenti, proprietari e affittuari di case.

    La Lombardia è ufficialmente la quarta regione colpita dall’epidemia del morbo dei suini manifestatasi in primo luogo nel nostro Paese nei primi giorni del 2022 in Piemonte, a Ovada, in provincia di Alessandria. Coinvolti all’epoca circa 800 animali anche nella confinante Liguria e nei territori del Lazio. Tutte aree popolatissime dai cinghiali, principale “veicolo” del virus.

    «Sapevamo che sarebbe stata solo questione di tempo – spiega Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova – e che il Pavese, confinando con il Piemonte ed essendo estremamente vicino alla Liguria, regioni in cui la Psa è già presente, sarebbe stato il territorio più a rischio. È prioritario recuperare ciò che non è stato fatto finora, per evitare danni maggiori».

  • Aggressione all’allevatore comasco, la Regione: non è stato un lupo

    COMO Non è stato un lupo. L’allevatore di Tremezzina, in provincia di Como, lo scorso mese di maggio è stato aggredito da cani. Lo ha stabilito l’esito delle analisi dei laboratori della Fondazione Edmund Mach di Trento che su incarico di Regione Lombardia effettua le analisi genetiche sui campioni biologici presumibilmente di lupo.

    Tutto ciò avviene nell’ambito delle attività di monitoraggio della presenza e della distribuzione della specie sul territorio regionale. Dal risultato si evince che il dna è quello del cane. Lo fa sapere l’assessore regionale al Territorio e Sistemi verdi Gianluca Comazzi.

    Le indagini della Polizia Provinciale di Como non hanno poi riscontrato, in quell’area, la presenza di carcasse di animali riconducibili alla presenza di lupi. Quello che invece è certo è la frequente presenza di cani vaganti, fatto di cui diversi allevatori della zona si sono lamentati. Era infatti stata rilevata la presenza di due cani liberi che disturbavano gli animali al pascolo.

    La Regione Lombardia monitora la presenza del lupo già da anni. Il primo branco delle alpi lombarde si è formato nel 2015 proprio in Alto Lario. Da allora la presenza del lupo viene rilevata ogni anno, mediante monitoraggi sistematici e raccolta e verifica delle segnalazioni.

    “Regione Lombardia – ha aggiunto Comazzi – è soprattutto impegnata anche nella prevenzione. Nell’ambito del progetto Life Wolfalps EU sono infatti state create squadre di intervento a supporto degli allevatori il cui lavoro è informarli sulle modalità più efficaci di prevenzione dei danni”.

    Dal 2020 sono stati effettuati 116 interventi in campo a supporto delle aziende, 78 interventi di verifica della funzionalità di dotazioni per la prevenzione già in uso, 71 contatti con aziende agricole per fornire informazioni sulle opportunità di finanziamento per la prevenzione.

    Dal 2016, inoltre, sono stati consegnati anche 90 kit di prevenzione.

    “In questi ultimi mesi – ha concluso l’assessore regionale – in seguito a casi di predazione e richieste dal territorio, in particolare nell’Alto Lario, si sono intensificati i contatti con gli allevatori e i sopralluoghi ad hoc nelle aziende agricole per valutare le esigenze di protezione”. (LNews)

  • Regione Lombardia: con provvedimento su peste suina difeso comparto da 1.2 miliardi

    MILANO – Con l’ordinanza firmata dal presidente Attilio Fontana, Regione Lombardia mette in campo una serie di misure per prevenire la diffusione della Peste Suina Africana (PSA), a difesa del piu’ importante patrimonio suinicolo italiano.

    “Si tratta – commenta l’assessore all’Agricoltura, Sovranita’ Alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi – di un atto che recepisce le ultime normative comunitarie e nazionali, grazie al lavoro a stretto contatto con il Commissario nazionale all’emergenza Vincenzo Caputo, con il preciso scopo di evitare il dilagare della malattia, oggi ai confini tra Piemonte e provincia di Pavia, che potrebbe mettere a rischio un settore che vale 1,2 miliardi di euro”.

    In Lombardia si allevano oltre 4,5 milioni di suini in piu’ di 2700 aziende. “Se il problema va contenuto a partire dall’Oltrepo’ pavese – prosegue Beduschi – e’ chiaro che l’attenzione e’ massima nelle province orientali della regione, dove si concentrano le aziende piu’ grandi e il 77 per cento dei capi allevati in Lombardia. Questo territorio alimenta una delle filiere piu’ importanti per il comparto agroalimentare nazionale ed e’ il vero cuore produttivo di alcune delle specialita’ DOP e IGP piu’ famose al mondo”. Le province di Brescia (766 allevamenti e 31 per cento di quota produttiva), Mantova (463 allevamenti, 25 per cento quota produttiva) e Cremona (363 allevamenti e 20 per cento quota produttiva) rappresentano il piu’ importante distretto suinicolo nazionale. Un restante 21 per cento della produzione suinicola lombarda si concentra nelle province di Lodi, Bergamo e Pavia. Nei prossimi giorni, inoltre, aprira’ il bando regionale per interventi sulla biosicurezza, che mette a disposizione 2,2 milioni di euro per l’acquisto di recinzioni come opera di prevenzione dai cinghiali, possibili vettori di contagio, per gli allevamenti suinicoli. (