Categoria: Ambiente

  • APRILE: La Primavera è arrivata da Zanzottera!

    APRILE: La Primavera è arrivata da Zanzottera!

    È arrivata la primavera ed è il momento di dedicarci ai nostri orti! E per chi non ha un orto potrà sbizzarrirsi con terrazzi e balconi!

    Da oltre quarant’anni Zanzottera è leader nella produzione e vendita di piante e fiori.
    Il punto di forza di Zanzottera è la produzione interna di moltissime piantine che troverete nel loro splendido vivaio di Magenta.

    Vastissima la scelta, con tantissimi tipi di ortaggi : pomodori (con più di 20 varietà prodotte internamente), lattughe e insalate, piante aromatiche, cetrioli, cavoli,insomma, tutto ma proprio tutto quello che cercate per il vostro orto!
    Fiore all’occhiello della produzione é il basilico ce ne sono ben 8 varietà : classico genovese, greco,anice-liquirizia,cannella,limoncello,rosso, glaciale e Thai.

    Quest’anno potrete coltivare la verdura anche in vaso con l’orto in balcone!
    Troverete tutto l’occorrente per realizzare un angolo di orto nei vostri balconi senza avere il giardino ed avere la soddisfazione di uno splendido raccolto anche nel vostro balcone di casa.

    E per chi vuole riempire gli spazi verdi con piante e fiori di stagione non manca una vastissima scelta di piante e fiori di ogni tipo, per accontentare tutte le vostre esigenze.

    Il nostro staff è sempre disponibile per darvi qualunque consiglio!

    Naturalmente troverete anche una vastissima scelta di terricci e concimi, vasi, accessori e prodotti per il vostro giardino

    Non resta che venire a trovarci nel nostro punto vendita di Magenta!

    Ortofloricoltura Zanzottera
    Via strada per Ossona 21 – Magenta (MI)
    Telefono: 029794557
    Orari: Apertura Lunedì- Sabato 8:30-12:00 / 14:00-19:00 Domenica 8:30-12:00 / 14:30-19:00

  • Ambiente, Arma dei Carabinieri Forestali: partono gli ‘Open Day’ della Biodiversità

    Ambiente, Arma dei Carabinieri Forestali: partono gli ‘Open Day’ della Biodiversità

    In occasione della 2^ edizione della Giornata del “Made in Italy” dedicata alla promozione della creatività e dell’eccellenza italiana, i Reparti Carabinieri Biodiversità hanno
    organizzato dal 3 al 17 aprile 2025 su tutto il territorio nazionale appositi “Open day” che
    consistono in giornate di educazione ambientale per veicolare i seguenti temi:

    ➢ Tutela e conservazione della biodiversità
    ➢ Tutela e conservazione delle razze equine autoctone
    ➢ Tutela e conservazione del germoplasma delle specie forestali autoctone
    ➢ Tutela e conservazione delle specie animali e vegetali minacciate d’estinzione
    Le giornate programmate a Roma a cura dei Carabinieri Forestali, il Raggruppamento

    Biodiversità e CITES, si svolgeranno presso la Sala Serviana in via Salandra 44, e prevedono
    giovedì 3 aprile dalle 09:30 alle 11:30 “La conservazione e la tutela della Biodiversità nelle zone umide”.

    Da lunedì 7 a mercoledì 9 aprile, sempre dalle 09:30 alle 11:30, tre incontri sul tema “Tutela e
    conservazione delle specie animali e vegetali minacciate d’estinzione”. A chiudere, le ultime tre giornate da martedì 15 aprile a giovedì 17 aprile, stesso orario, il tema “La conservazione del patrimonio ambientale attraverso esperienze sensoriali”.

  • Garbagnate Milanese si trasforma in una “spugna”

    Garbagnate Milanese si trasforma in una “spugna”

    Città metropolitana Spugna è un ambizioso piano per contrastare gli allagamenti causati da nubifragi e bombe d’acqua, che sempre più spesso minacciano l’intero territorio metropolitano, causando danni economici importanti e soprattutto disagi di ogni tipo ai cittadini.
    Sviluppato dalla Città metropolitana di Milano insieme a Gruppo CAP e 32 Comuni del territorio, grazie al finanziamento del PNRR, il progetto prevede a Garbagnate tre interventi innovativi, interamente basati su tecnologie naturali, che consentono di rigenerare un’area complessiva di 30.757 m2 sul territorio comunale, con un investimento di oltre 1,8 milioni di euro.

    ZOOM: VIA COMO, IL TERZO PROGETTO GARBAGNATESE

    Dopo piazza Madre Teresa di Calcutta e via dei Tigli, nella prima settimana di aprile prenderà il via il terzo intervento: questa volta i lavori si concentreranno nel parcheggio di Via Como, all’angolo con via Venezia, e dureranno circa quattro mesi.
    Il progetto prevede la creazione di un nuovo bacino di infiltrazione per la gestione delle acque meteoriche, che sarà realizzato nell’area del parcheggio del mercato, combinando soluzioni sostenibili e il miglioramento dell’area verde. Duplice la funzione: da un lato, garantire l’infiltrazione delle acque piovane, in particolare quelle di seconda pioggia, in caso di eventi meteorici eccezionali; dall’altro, offrire uno spazio naturalistico fruibile dai cittadini durante i periodi di asciutto.
    I lavori includeranno la realizzazione di un sistema per raccogliere e accumulare le acque piovane, prevenendo così il sovraccarico della rete fognaria durante le forti precipitazioni. Parte delle acque meteoriche, una volta ripulite, verranno convogliate nel bacino situato nell’area verde accanto al parcheggio.

    IL COMMENTO DEL SINDACO BARLETTA

    “L’impatto delle precipitazioni piovose è un tema di sempre più stringente attualità. Il progetto Città metropolitana Spugna – sviluppato in ideale sinergia con Gruppo CAP e Città metropolitana – ha l’evidente pregio di prevenire problematiche causate dalle acque piovane.
    È rassicurante che sul nostro territorio vengano sviluppati ben tre interventi, dando seguito a quanto, come Amministrazione, abbiamo evidenziato nel Piano di Governo del Territorio.
    Quanto verrà realizzato in via Como coniuga sostenibilità e vivibilità “green”, raccolta di acque piovane e offerta di uno spazio naturalistico, definendosi come una progettualità articolata e particolarmente soddisfacente”.

    LAVORI: DETTAGLI E TEMPISTICHE

    Durante i lavori, una porzione del parcheggio sarà temporaneamente chiusa.
    Tuttavia, la soluzione progettata dai tecnici di Gruppo CAP e del Comune di Garbagnate mira a limitare al massimo i disagi per i cittadini e per gli utenti del mercato. Le chiusure interesseranno solo alcune zone del parcheggio, a seconda delle fasi.
    Nella prima, che partirà a inizio aprile e durerà circa 3 settimane, il cantiere occuperà l’area verde e una piccola porzione di parcheggio adiacente, lungo il perimetro sud.
    Nella seconda, che partirà a fine aprile e durerà circa 10 settimane, il cantiere si estenderà a una porzione a forma di L, lungo i lati sud ed est del parcheggio, lasciando libere le restanti aree.
    Infine, nel mese di luglio, si renderà necessaria la chiusura temporanea di tutto il parcheggio per circa due settimane, durante le quali verrà ripristinato il manto stradale.

    Per approfondimenti e aggiornamenti su questo cantiere è disponibile la pagina dedicata sul sito di Gruppo CAP: https://www.gruppocap.it/it/cosa-facciamo/mappe-e-cantieri/cantieri-in-evidenza/garbagnate-milanese.
    È inoltre possibile inviare una mail a comunicazione.cantieri@gruppocap.it: i tecnici di Gruppo CAP sono a disposizione dei cittadini di Garbagnate per rispondere a dubbi, domande e risolvere puntualmente eventuali criticità.

    CITTÀ METROPOLITANA SPUGNA: UNA VISIONE D’INSIEME

    Città metropolitana Spugna mira a realizzare molteplici interventi di Drenaggio Urbano Sostenibile per far sì che le città siano in grado di assorbire l’acqua piovana, soprattutto negli eventi più intensi, senza intasare le reti fognarie ed evitando allagamenti.
    Il finanziamento del PNRR, ottenuto dalla Città metropolitana, pari a 50.194.050 euro, consentirà di riqualificare un’area complessiva pari a 530mila m2, attraverso 90 interventi in 32 Comuni, con l’obiettivo di adottare soluzioni innovative per aumentare il grado di resilienza delle città, attraverso una gestione più sostenibile delle acque meteoriche.
    Il piano prevede di realizzare circa 300mila metri quadrati di nuove superfici verdi, con 2mila nuove piante e 32mila nuovi arbusti; consentirà inoltre di risparmiare 126mila kWh annui di energia, pari a 11 tonnellate equivalenti di petrolio. Ad oggi, sono già 32 i cantieri avviati, che entro fine anno diventeranno 39, in 20 Comuni totali.

    Città metropolitana Spugna si basa sulle “Nature Based Solutions”, ovvero su processi naturali che sfruttano piante ed elementi vegetali per assorbire acqua e inquinamento, prevedono la sostituzione dell’asfalto con superfici permeabili in grado di far filtrare l’acqua e allo stesso tempo mitigare le isole di calore nel tessuto urbano.
    Si tratta di un concetto relativamente recente, utilizzato dalla Commissione Europea per identificare strategie, azioni, interventi, basati sulla natura che forniscono servizi ambientali e vantaggi socioeconomici capaci, qualora svolti in contesto urbano, di aumentare la resilienza delle città: aiuole, parcheggi, tetti e mura verdi, boschi urbani, sistemi di gestione alternative delle acque piovane, agricoltura urbana.

    Gli interventi del progetto Città metropolitana Spugna promuovono l’urbanizzazione sostenibile, stimolando la crescita economica e rendendo le città più attraenti per chi le vive.
    I sistemi di drenaggio urbano sostenibile, inoltre, contribuiscono a migliorare il benessere dei cittadini, a ripristinare gli ecosistemi degradati accrescendone la resilienza e la gestione del rischio idraulico-idrologico.

  • Presentato a Milano il manifesto europeo per i ghiacciai sottoscritto da 60 firmatari, i dati del report

    Presentato a Milano il manifesto europeo per i ghiacciai sottoscritto da 60 firmatari, i dati del report

    Dalle vette più alte del mondo per arrivare a quelle europee è sos ghiacciai. I grandi giganti bianchi a causa della crisi climatica e delle alte temperature arretrano di anno in anno e con loro rischiamo di perdere la più grande riserva d’acqua del pianeta.

    Negli ultimi 23 anni, dal 2000 al 2023, secondo gli ultimi studi scientifici, i ghiacciai globali, escludendo le calotte continentali di Antartide e Groenlandia, hanno perso il 5,4% della loro massa, una riduzione pari a circa 6558 miliardi di tonnellate. L’Europa Centrale, con Alpi e Pirenei, risulta essere l’area montana più colpita: qui le montagne si stanno riscaldando a una velocità circa doppia rispetto al resto del mondo e fenomeni come frane e colate detritiche sono in aumento. Un quadro a livello globale preoccupante, con ricadute importanti a valle, sulle comunità locali e sugli ecosistemi, su cui occorre intervenire subito.

    A indicare la bussola da seguire, alla vigilia della giornata internazionale dei ghiacciai, sono CAI (Club Alpino Italiano), CGI (Comitato Glaciologico Italiano), CIPRA ITALIA (Commissione internazionale per la protezione delle Alpi), EUMA (L’Unione Delle Associazioni Di Alpinismo, European Union Mountaineering Association) e Legambiente che giovedì mattina, presso l’Università degli Studi di Milano, presentano insieme ad un network di 60 firmatari tra ONG, enti di ricerca, aree protette e altre organizzazioni di diversi paesi, il Manifesto europeo per una governance dei ghiacciai e per le risorse connesse che hanno promosso. Obiettivo implementare azioni comuni per garantire un futuro sostenibile per i ghiacciai e per le comunità che da essi dipendono, il tutto attraverso un’azione partecipata e condivisa tra le aree transfrontaliere che condividono le stesse condizioni geomorfologiche ed unità ecologiche funzionali.

    Due i pilastri al centro del Manifesto europeo per una governance dei ghiacciai – ossia riduzione delle emissioni di gas serra limitando il riscaldamento globale a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali e più azioni di adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici sui ghiacciai – che si articolano su otto azioni comuni, 4 a livello europeo e 4 a livello generale, di cui si fanno portavoce le associazioni promotrici e i soggetti firmatari. Tutti uniti nel ribadire l’importanza di avviare una governance europea per tutelare e difendere la criosfera, che comprende ghiacciai, calotte glaciali, neve, ghiaccio marino e permafrost, insieme alle aree periglaciali e proglaciali e che rappresentano una delle componenti più sensibili dell’ambiente terrestre.

    Si stima, ad esempio, che riducendo le emissioni si potrebbero salvare i ghiacciai in 2/3 dei siti del patrimonio mondiale. Ad esempio, con emissioni molto basse e il raggiungimento della neutralità carbonica entro il 2050, in alcune zone, come ad esempio l’Himalaya, fino al 40% del ghiaccio regionale potrebbe essere preservato, e alcune aree glaciali potrebbero addirittura iniziare una lenta ricrescita tra il 2100 e il 2300. Anche in Asia centrale e nelle Ande meridionali, una riduzione rapida delle emissioni, in linea con il limite di 1,5°C, permetterebbe di conservare il doppio del ghiaccio rispetto agli scenari più critici.

    “Nel mondo – dichiarano i promotori – oltre due miliardi di persone dipendono dalla neve e dal ghiaccio delle montagne che alimentano fiumi, laghi e falde acquifere, risorse essenziali per ecosistemi, agricoltura, energia, industria e usi domestici. L’anno internazionale per la conservazione dei ghiacciai rappresenta un’opportunità unica per unire gli sforzi globali nella lotta contro la crisi climatica. Solo attraverso una collaborazione efficace e un impegno condiviso sarà possibile garantire un futuro sostenibile per i ghiacciai e per le comunità che da essi dipendono. È fondamentale, infatti, perseguire obiettivi urgenti e ambiziosi di riduzione delle emissioni, affiancandoli ad azioni di adattamento coordinate, sostenute e sempre più ambiziose, per favorire la resilienza climatica e lo sviluppo sostenibile. La sfida è enorme, ma il tempo per agire è ora”.

    A livello europeo, i promotori e firmatari del Manifesto si fanno portavoce di 4 azioni: 1) creare un sistema europeo di monitoraggio del rischio criosferico, favorendo la condivisione di esperienze maturate a livello locale e regionale e sviluppando un insieme comune di regole per il monitoraggio; 2) Istituire una rete multidisciplinare di competenze da condividere, con l’obiettivo di costituire una Governance Europea dei Ghiacciai (EGG); 3) valorizzare gli strumenti e le politiche internazionali per la mitigazione e l’adattamento alla crisi climatica nelle aree glaciali europee, 4) Sostenere la leadership e il ruolo guida dell’Europa a livello globale orientando le scelte dell’Unione Europea verso la tutela degli ambienti glaciali, dalle calotte polari ai ghiacciai, e promuovendo la riduzione degli impatti sulla criosfera, sull’uso del suolo e delle risorse idriche.

    A livello generale, i promotori e i firmatari del Manifesto indicano 4 azioni su cui concentrarsi: 1) sostenere il valore e la protezione dei ghiacciai, 2) collaborare con università, centri di ricerca e scuole per sensibilizzare e accrescere la consapevolezza di cittadini e istituzioni, sviluppando percorsi formativi finalizzati a creare nuove professionalità nel campo della mitigazione e dell’adattamento ai cambiamenti climatici, 3) Istituire spazi di confronto, 4) promuovere e mettere in rete le esperienze provenienti da diverse realtà geografiche, politiche e climatiche, al fine di rafforzare la cooperazione.

    Dati sos ghiacciai: Dall’Everest, il tetto del mondo, al Monte Bianco, la cima più alta d’Europa, la crisi climatica corre veloce tra i ghiacciai di tutte le vette. I dati messi in fila da Legambiente, incrociando diversi studi internazionali, e riassunti nel nuovo dossier dal titolo “Sos ghiacciai: un passato e un futuro da proteggere” che l’associazione ambientalista diffonde oggi – a supporto del Manifesto europeo e in vista della giornata mondiale dell’acqua dedicata ai ghiacciai – parlano chiaro: dal 2000 al 2023 la maggiore perdita relativa di ghiaccio si è verificata nelle regioni con una piccola area glaciale (cioè minore di 15.000 km²): Europa centrale (-39%), Caucaso (-35%), Nuova Zelanda (-29%), Asia settentrionale (-23%), Canada occidentale e Stati Uniti (-23%) e i ghiacciai di basse latitudini (-20%). (Fonte The GlaMBIE Team)

    Passando ai ghiacciai alpini, ad oggi si registra la perdita di almeno un terzo della massa e con l’incremento delle temperature previsto entro il 2050 tutti i corpi glaciali al di sotto dei 3500 metri di quota saranno scomparsi. Tra quelli già estinti: c’è il ghiacciaio di Flua in Piemonte (Fonte CGI), in Valsesia, mentre quelli del Canin (In Friuli-Venezia Giulia) (Fonte SMAA-CGI) e del Triglav (in Slovenia) sulle Alpi Orientali, si sono ridotti a residui sparsi di neve e ghiaccio. I prossimi destinati a scomparire sono quelli della Marmolada (Fonte SAT-CGI) e dell’Adamello (Fonte SGL-CGI).

    Nel resto mondo la situazione non è delle migliori: in Pakistan i 13.032 ghiacciai delle catene montuose del Karakorum, Hindukush e Himalaya hanno subito trasformazioni rapide, tanto che nel bacino del Palas (nell’Himalaya pakistano) si è assistito ad un ritiro del 16%, solo negli ultimi vent’anni. I ghiacciai montani lungo la costa occidentale della Groenlandia mostrano una riduzione di quasi il 15% dell’area complessiva e di circa il 19% del volume di ghiaccio, dal 1985 al 2020. Le montagne delle Ande hanno perso il 25% della loro copertura di ghiaccio dalla Piccola Era Glaciale. Infine, non va dimenticato che la fusione dei ghiacciai è responsabile per il 25-30% dell’attuale incremento osservato nel livello del mare. Nel mondo sono quasi due miliardi le persone che vivono vicino alle coste, e circa 800 milioni a meno di 10 m sopra il livello del mare. Oggi tale livello risulta circa 20 cm maggiore rispetto al 1900, con un ritmo di crescita che è aumentato di oltre tre volte e attualmente si attesta a 4,5 mm/anno.

  • CAP Evolution e i Comuni di Buccinasco e Trezzano insieme per una nuova comunità energetica

    CAP Evolution e i Comuni di Buccinasco e Trezzano insieme per una nuova comunità energetica

    Dalla collaborazione tra CAP Evolution, l’azienda di Gruppo CAP che opera nell’ambito del trattamento dei rifiuti e nella produzione di energia green, e le amministrazioni comunali di Trezzano sul Naviglio e Buccinasco, nasce la Comunità Energetica Rinnovabile Naviglio Grande.
    L’obiettivo è chiaro: produrre energia a km0, promuovere l’autoproduzione e la condivisione di energia rinnovabile, riducendo l’impatto ambientale e favorendo un consumo sostenibile.

    Nel comune di Buccinasco è stata individuata un’area di 9.500 m2 su cui verrà realizzato un impianto fotovoltaico da 600 kWp, con un investimento di 800 mila euro.
    La CER Naviglio Grande produrrà 700.000 kWh e l’energia prodotta permetterà, in parte, di alimentare l’impianto di depurazione di Gruppo CAP situato a Trezzano sul Naviglio, riducendo i costi e le emissioni derivanti dall’acquisto di energia. La restante energia prodotta, pari a circa l’83% del totale, sarà invece destinata al consumo collettivo, con benefici ambientali ed economici per l’intera comunità.

    “Con le nuove comunità energetiche, dimostriamo ancora una volta che la transizione ecologica è una sfida che si vince insieme. – afferma Nicola Tufo, Presidente di CAP Evolution – Attraverso questi progetti, non solo riduciamo i costi energetici e l’impronta ambientale, ma rafforziamo il legame con il territorio e promuoviamo un modello di sviluppo basato sulla collaborazione e sulla sostenibilità”.

    “Abbiamo creduto fin dall’inizio nel valore e nelle potenzialità delle comunità energetiche – dichiara Rino Pruiti, sindaco di Buccinasco – tanto che già nel 2023 avevamo provato a costruire una CER, salvo poi dover rinunciare per un Decreto ministeriale. Non ci siamo dati per vinti e abbiamo lavorato con il Comune di Trezzano per costituire la CER che permetterà di alimentare l’impianto di depurazione di Gruppo CAP. Un esempio virtuoso di collaborazione tra enti pubblici che porterà benefici ambientali al territorio, in un’ottica di sviluppo sostenibile che contiamo possa coinvolgere anche imprese e cittadini”.

    “L’unione fa la forza e il territorio trezzanese ancora una volta è al centro di un importante progetto non solo per la comunità. – afferma il sindaco di Trezzano sul Naviglio Giuseppe Luigi Morandi – Crediamo nelle nuove comunità energetiche e con la realizzazione del nuovo impianto fotovoltaico, oltre a condividere energia green con tutto il territorio forniamo benefici ambientali e favoriamo un consumo sostenibile in ottica della salvaguardia ambientale”.

    Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) sono associazioni che uniscono cittadini, enti locali, PMI, privati e attività commerciali con l’obiettivo di produrre, utilizzare e condividere energia rinnovabile sul territorio. Rappresentano un pilastro centrale della transizione energetica del nostro Paese, promuovendo l’autosufficienza energetica basata su fonti sostenibili. I partecipanti alle CER beneficiano non solo dell’energia verde generata, ma anche degli incentivi economici previsti per l’energia condivisa, erogati dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE). Esse mirano a creare un sistema virtuoso, favorendo la collaborazione tra amministrazioni locali e imprese che possono diventare produttori di energia o prosumer, ovvero soggetti che producono e consumano energia.

    All’interno delle CER, CAP Evolution offre il proprio supporto tecnico e operativo nelle fasi iniziali del progetto, occupandosi della predisposizione dello statuto, della gestione della contrattualistica e del processo di accreditamento presso il GSE. Inoltre, CAP lavora per garantire l’accesso agli incentivi previsti dalla normativa vigente sulle CER.

    Il progetto per la nascita della Comunità Energetica Naviglio Grande si inserisce in un piano più ampio di Gruppo CAP, che punta a sviluppare soluzioni energetiche sostenibili in tutta la Città metropolitana di Milano. Altri comuni come Busto Garolfo, Lacchiarella e Solaro sono già parte di questa visione, con iniziative che complessivamente produrranno oltre 9 milioni di kWh all’anno e coinvolgeranno investimenti per 10 milioni di euro.

  • Magenta, ASM in campo per lo sfalcio del verde

    Magenta, ASM in campo per lo sfalcio del verde

    Asm, l’azienda partecipata dal Comune di Magenta e da altri 10 Comuni del Magentino e del
    Castanese, ha avviato un piano di sfalcio dell’erba in tutto il territorio comunale.

    I giardinieri e gli operai di Asm, sotto la guida del capo tecnico e di un agronomo specializzato,
    hanno iniziato l’intervento, come da cronoprogramma concordato con l’amministrazione
    comunale, nella mattinata di lunedì 17 marzo.

    In campo ci sono quattro diverse squadre, che stanno lavorando in altrettante zone della città.
    Nella zono zona nord si è iniziato a sfalciare partendo dal confine con Marcallo, mentre in zona sud
    si è cominciato a lavorare dal confine con Corbetta; operai e giardinieri sono al lavoro anche in
    centro città, cominciando dalla zona dell’ospedale ‘Fornaroli’, e nelle frazioni di Pontenuovo e
    Pontevecchio, iniziando da quest’ultima località.

    L’intervento di taglio dell’erba si concluderà, salvo ritardi dovuto al maltempo, nel giro di due
    settimane.

    Soddisfatto l’assessore all’urbanistica, ambiente ed ecologia, Simone Gelli: “Grazie al lavoro in
    sinergia tra assessorato all’ambiente e Asm – ha detto l’assessore – quest’anno abbiamo un
    contratto che riguarda la cura del verde ancora più ricco e tarato sulle esigenze evidenziate
    durante il 2024. Sono sicuro che le nuove integrazioni al contratto saranno un ulteriore passo
    avanti nella gestione da parte del verde della nostra città.”

  • Abbiategrasso: anche quest’anno AMAGA presente ad “Abbiategreen”

    Abbiategrasso: anche quest’anno AMAGA presente ad “Abbiategreen”

    Anche quest’anno AMAGA SpA, la multi utiliy dell’Ovest Milanese partecipa ad Abbiategreen in programma in Fiera sabato 22 e domenica 23 marzo. Presso lo stand dell’Azienda guidata da Piero Bonasegale, sarà possibile conoscere da vicino attività, curiosità e soluzioni bio per un futuro più verde e sostenibile, su cui è impegnata AMAGA SpA.

    In particolare, le due conferenze su tematiche strategiche come l’energia verde e la tariffa puntuale.

    CONSULTA IL PROGRAMMA COMPLETO DELLA FIERA:

    https://www.abbiategrassodavivere.it/it/evento/abbiategreen-2025/?fbclid=IwY2xjawJEwg1leHRuA2FlbQIxMAABHSISwisfOjuqd1G7kByJcbCwG6rKt5_3ayfoNTb6A_Dde78Pgdx3tSl8aQ_aem_8IwVUBYNRGVWBdgpMuoLXQ

  • Gruppo CAP accelera sulla digitalizzazione: 20.000 nuovi contatori smart nel 2025

    Gruppo CAP accelera sulla digitalizzazione: 20.000 nuovi contatori smart nel 2025

    Grazie alla tecnologia NBIoT i contatori smart comunicheranno i dati di consumo direttamente, garantendo maggior efficienza nella lettura e nella fatturazione. L’obiettivo è completare il processo di digitalizzazione di tutto il parco contatori entro il 2029.

    Prosegue l’innovazione tecnologica di Gruppo CAP nella gestione del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano: la green utility ha avviato su larga scala l’installazione di contatori smart con tecnologia NBIoT (Narrowband Internet of Things), una soluzione all’avanguardia che consente la lettura centralizzata da remoto dei consumi, senza l’intervento di un letturista.

    Il vantaggio di questa innovazione risiede nella trasmissione diretta e continua dei dati di consumo, permettendo così di ridurre notevolmente i costi legati alla lettura dei contatori e di garantire una fatturazione a saldo basata sui consumi effettivi degli utenti. Un cambiamento significativo che garantisce maggiore precisione e trasparenza per i cittadini.

    Un percorso iniziato nel 2016 verso la digitalizzazione totale
    L’impegno di Gruppo CAP nel rinnovamento del parco contatori è partito già nel 2016 con l’adozione di smart meter letti in modalità “walk-by” e “drive-by”, che consentono, cioè, ai letturisti di raccogliere i dati a distanza, direttamente dalla vettura, senza dover accedere ai singoli contatori. Questo sistema ha migliorato notevolmente l’efficienza delle operazioni, garantendo in media una lettura ogni quattro mesi.

    Nel 2019, l’azienda ha avviato una prima sperimentazione della tecnologia NBIoT, con l’installazione di contatori pilota. Grazie agli ottimi risultati ottenuti, dal 2021 è partita l’implementazione su larga scala di questa soluzione, che rappresenta il futuro della gestione idrica digitale. A fine 2024, il parco contatori di Gruppo CAP contava quasi 290.000 unità, di cui circa 130.000 smart meter in radiofrequenza letti in modalità “walk-by” e “drive-by”; e 74.000 contatori di ultima generazione con tecnologia NBIoT.

    L’obiettivo per il 2025 è convertire all’incirca 20.000 contatori in smart meter, attraverso sia sostituzioni complete sia adeguamenti di contatori meccanici già esistenti, utilizzando, in entrambi i casi, la tecnologia NBIoT. Guardando al futuro, Gruppo CAP punta a completare l’intero processo entro il 2029, rendendo tutti i contatori smart grazie a un sistema integrato di dispositivi in radiofrequenza letti in modalità “walk-by” e “drive-by” e con tecnologia NBIoT.

    “L’adozione su larga scala dei contatori intelligenti rappresenta un importante passo avanti non solo in termini di efficienza operativa, ma anche di sostenibilità ambientale e di servizio al cittadino, rendendo più efficace la gestione delle risorse idriche – ha commentato Yuri Santagostino, Presidente di Gruppo CAP. Il nostro obiettivo è digitalizzare completamente il sistema di misurazione dei consumi, garantendo sempre più trasparenza, precisione e innovazione. Gruppo CAP si conferma un’azienda pubblica all’avanguardia, capace di coniugare innovazione tecnologica e attenzione alle esigenze dei cittadini, ponendosi come modello di eccellenza nel settore idrico”.

  • Qualità dell’aria, il bilancio della stagione invernale 2025 in Lombardia

    Qualità dell’aria, il bilancio della stagione invernale 2025 in Lombardia

    Il mese di febbraio ha chiuso una stagione invernale caratterizzata da frequenti perturbazioni, risparmiando alla Pianura Padana lunghe fasi di alta pressione nelle quali l’inversione termica, ovvero l’accumulo di aria fredda, ‘prigioniera’ degli strati più bassi dell’atmosfera, trasforma l’aria che respiriamo in una micidiale trappola piena di inquinanti.

    L’inverno appena trascorso è stato dunque, sotto il profilo della qualità dell’aria, uno dei meno peggiori di sempre. Soprattutto l’Est della regione ha beneficiato di correnti orientali che hanno alleviato la cappa di polveri.

    Meno peggio però non significa che tutto sia andato liscio: negli unici due episodi di alta pressione, fortunatamente abbastanza brevi, verificatisi tra gennaio e febbraio, si sono comunque raggiunti livelli micidiali di concentrazioni di polveri sottili. Ed in ogni caso le concentrazioni medie misurate nel bimestre sono risultate lontanissime dalle soglie raccomandate per la tutela della salute, fino a tre volte più alte dei livelli raccomandati dall’OMS, e molto peggio per le polveri ultrafini (PM2.5), più nocive per la salute respiratoria e cardiovascolare.

    Anche quest’anno, i territori più colpiti da livelli elevati di polveri sono stati, oltre a Milano, i capoluoghi della Bassa Pianura, ed in particolare Cremona e Lodi. Osserviamo nuovamente come l’aria peggiore non è detto si respiri nelle città, anzi. Tra i piccoli e medi centri agricoli in cui sono presenti le stazioni di misura di ARPA Lombardia, località come Viadana, Bertonico, Crema hanno fatto registrare concentrazioni medie allineate a quelle dei relativi capoluoghi provinciali, mentre nelle zone a più alta concentrazione di allevamenti intensivi, come a Codogno e a Soresina, si è andati perfino oltre.

    “Il numero eccessivo di animali allevati nella Pianura lombarda e la conseguente produzione di decine di milioni di tonnellate di liquami, sono fattori chiaramente correlabili al cattivo stato di qualità dell’aria nella nostra regione,” dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Nessuno sottovaluta il contributo della zootecnia alla bilancia agroalimentare lombarda, ma è arrivato il momento di chiederci se sia sostenibile concentrare milioni di capi in poche migliaia di Kmq, tra cui oltre la metà dei suini e un terzo di tutti i bovini da latte allevati in Italia. Ripensare le filiere dell’allevamento in Lombardia è una necessità, per la salute degli animali ma anche per la nostra”.

    Il discorso è leggermente diverso per i picchi di inquinamento, riguardo i quali Milano resta in testa alla classifica con oltre un giorno su tre di polveri oltre ogni limite. Sugli episodi acuti il contributo del traffico veicolare è infatti più significativo, e le grandi città, Milano prima fra tutte, dimostrano di soffrire ancora di livelli di congestione da traffico eccessivi.

    “Ci chiediamo cos’altro occorra affinché le città lombarde si decidano a fare fronte comune con il governo nazionale e regionale per meglio governare la mobilità urbana a suon di investimenti nel trasporto collettivo, indispensabile per ridurre l’impatto del traffico pendolare, commenta Federico Del Prete, responsabile mobilità e spazio pubblico di Legambiente Lombardia. “In regione, nonostante la pessima qualità dell’aria e i relativi impatti sulla sanità, continuiamo a vedere campi e boschi distrutti per fare spazio a nuove autostrade neanche fossimo negli anni Sessanta, mentre le città assistono inermi all’assedio del traffico motorizzato senza attivare misure credibili ed efficaci, a partire da una indispensabile revisione delle politiche della sosta su suolo pubblico.

  • AMAGA Abbiategrasso: al via il corso di educazione ambientale nelle scuole

    AMAGA Abbiategrasso: al via il corso di educazione ambientale nelle scuole

    “Abbiamo iniziato il nostro ciclo di incontri formativi nelle scuole primarie. Attraverso il gioco ed il racconto abbiamo imparato come prendersi cura dell’ambiente partendo dalla corretta raccolta differenziata. Perché se ci prendiamo cura tutti insieme del nostro mondo e della nostra comunità saremo più forti e potremo realizzare un futuro migliore sia per noi che per l’ambiente che ci circonda!”

    Con questo post attraverso i suoi canali social, Amaga SpA ha lanciato ufficialmente l’attività didattica nelle scuole con focus l’educazione ambientale. In particolar modo, il titolo dell’iniziativa che toccherà per il momento anche le scuole di Albairate, Cassinetta e Bareggio (oltre naturalmente Abbiategrasso) è “Giochiamo con l’Agenda 2030”.

    Prima tappa alla Primaria Umberto e Margherita di Savoia di Abbiategrasso dove sono coinvolte in questo percorso le classi seconde.