Categoria: Ambiente

  • Riserva Mab Ticino Valgrande, arrivano a 4 milioni di euro: anche per progetti a Cuggiono e Morimondo

    Riserva Mab Ticino Valgrande, arrivano a 4 milioni di euro: anche per progetti a Cuggiono e Morimondo

    L’anno 2023 si è chiuso con due ottime notizie per le aree UNESCO naturalistiche italiane e, in particolare, per la nostra Riserva della Biosfera Ticino Val Grande Verbano: grazie ai fondi stanziati dal Ministero per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica (MASE) nell’ambito del Programma “Siti naturali UNESCO per il clima 2023” e del Programma “Siti naturali UNESCO e ZEA per l’educazione ambientale 2023”, sono in arrivo presso i Comuni e gli Istituti Comprensivi delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado site nei comuni della nostra Riserva MAB significative risorse – rispettivamente 3.787.277,87 e 156.295,64 Euro – destinate a finanziare in totale 23 progetti in 22 Comuni della Riserva e 36 proposte didattiche presso 18 istituti della nostra area MAB.

    La finalità di tali fondi abbraccia due tra gli obiettivi più significativi perseguiti dai territori dotati del riconoscimento UNESCO grazie al Programma MAB “Man and Biosphere”: la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e la realizzazione di iniziative pilota di educazione ambientale, volte a sensibilizzare gli studenti più giovani del nostro territorio sulle tematiche relative al delicato equilibrio che lega l’uomo all’ambiente.

    Tali temi rappresentano alcuni tra gli ambiti di intervento più cari alle aree MAB sin dalla loro istituzione nel lontano 1971: la cura del territorio nel suo insieme, il miglioramento della qualità di vita della popolazione, la salvaguardia ambientale attraverso la riduzione degli impatti negativi delle attività umane, l’accrescimento della consapevolezza riguardo al ruolo delle comunità umane nella conservazione e nel miglioramento dell’equilibrio uomo-natura.
    “Siamo orgogliosi di aver colto questa opportunità fornita dal Ministero per ottenere qualcosa di importante per il nostro territorio – commenta la presidente del Parco del Ticino, Cristina Chiappa – Un risultato che evidenzia l’importanza delle azioni svolte dall’area Mab UNESCO , con il coinvolgimento degli Enti locali, grazie alle quali potremo ottenere importanti benefici sia per i cittadini che per l’ambiente”.

    Nello specifico, il Programma del MASE “Siti naturali UNESCO per il clima 2023” ha messo a disposizione delle aree MAB nazionali 50.084.945,40 di Euro in favore dei comuni ricadenti, in tutto o in parte nei siti UNESCO di interesse naturalistico, tra i quali è presente anche la nostra Riserva della Biosfera – una delle più densamente popolate con i suoi ben 211 Comuni.

    A seguito della presentazione di una manifestazione di interesse, i Comuni – in collaborazione con gli enti gestori di riferimento per la propria area territoriale – hanno presentato alla nostra Riserva MAB una serie di proposte di intervento relative a diverse aree tematiche, tra cui:
    ● il ripristino di terreni degradati pubblici che presentano un potenziale di mitigazione climatica;
    ● il ripristino di habitat ricchi di carbonio e che risultano determinanti per la riduzione delle emissioni e l’adattamento ai cambiamenti climatici;
    ● il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici;
    ● la realizzazione di servizi e infrastrutture per la mobilità sostenibile come piste ciclabili, parcheggi di interscambio e postazioni per il bike sharing;
    ● la gestione, il mantenimento e la valorizzazione delle aree boscate;
    ● l’innovazione tecnologica per la prevenzione ed il governo degli incendi boschivi.

    Le proposte sono confluite nella progettualità presentata in risposta al bando dalla Riserva della Biosfera Ticino Val Grande Verbano, ottenendo un finanziamento di Euro 3.787.277,87 in favore dei 22 Comuni in cui sono localizzati i 23 interventi proposti: Bèe, Besozzo, Briona, Cavallirio, Comignago, Cuggiono, Cunardo, Dormelletto, Duno, Gignese, Luvinate, Maggiora, Morimondo, Oleggio Castello, Orino, Prato Sesia, Premeno, San Martino Siccomario, Valle Cannobina, Varallo Pombia, Varese e Zerbolò.
    Per i Comuni afferenti all’ambito territoriale del Parco Ticino Lombardo, i progetti finanziati riguardano nello specifico:
    ● l’efficientamento energetico dell’asilo nido “Il baule dei balocchi” a Morimondo;
    ● la riqualificazione dell’impianto termico e frigorifero a servizio del palazzo comunale di Cuggiono;
    ● la realizzazione di un tracciato cicloturistico per il collegamento della località Santa Croce al centro abitato di San Martino Siccomario;
    ● l’adeguamento e riqualificazione della pista ciclabile degli Erbatici a Zerbolò.
    ● il completamento di interventi di deimpermeabilizzazione e rinaturalizzazione del tratto del fiume Bardello all’interno dell’area comunale “ex Cartiera” a Besozzo.

    Le risorse rappresentano non soltanto un contributo economico che potrà essere impiegato sul nostro territorio e in favore di attività e professionisti locali: costituiscono soprattutto un investimento nel nostro futuro, con l’obiettivo di accrescere la sostenibilità degli enti, dei servizi e delle infrastrutture del nostro territorio.

    Questa opportunità proposta dal Ministero evidenzia inoltre l’importanza e la rilevanza delle azioni svolte dalle aree UNESCO per il nostro ecosistema, grazie anche al coinvolgimento sempre più attivo delle realtà locali che hanno preso sempre più coscienza della necessità di gestire il territorio nel suo insieme per ottenere risultati significativi dal punto di vista ambientale – superando confini e logiche puramente amministrative. Ciò rispecchia infatti la nostra convinzione che solo con un’azione diffusa si potranno ottenere benefici importanti sia per la popolazione che per l’ambiente, mirando ad accrescere la qualità della vita senza penalizzare le attività economiche.

    Inoltre, dal momento che educare le nuove generazioni ad un approccio più consapevole nel rispetto dell’ambiente e della biodiversità è fondamentale per garantire uno sviluppo sostenibile, grazie al Programma “Siti naturali UNESCO e ZEA per l’educazione ambientale 2023, il Ministero per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica ha stanziato ben 2.319.021,54 di Euro per la realizzazione di progetti pilota di educazione ambientale destinati a studenti degli istituti comprensivi delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado situate nei siti UNESCO naturalistici italiani.
    Con la partecipazione a tale bando, la nostra Riserva MAB ha ottenuto un finanziamento di 156.295,64 Euro per la realizzazione di 36 proposte didattiche presso 18 Istituti comprensivi che risiedono nei seguenti Comuni della Riserva: Abbiategrasso, Baveno-Stresa, Bellinzago Novarese, Cannobio Casorate Sempione, Cunardo, Ferno, Gallarate, Garlasco, Gravellona Toce, Magenta, Oleggio, Pavia, Trecate, Varese e Verbania.
    Per quanto riguarda l’ambito territoriale del Parco Ticino Lombardo, gli istituti coinvolti sono i seguenti:
    ● I.C. Tiziano Terzani – Abbiategrasso (MI)
    ● I.C. Carlo Fontana – Magenta (MI)
    ● I.C. Poma – Garlasco (PV)
    ● I.C. Scopoli – Pavia (PV)
    ● I.C. Toscanini – Casorate Sempione (VA)
    ● I.C. Croce – Ferno (VA)
    ● I.C. Ponti – Gallarate (VA)
    ● I.C. De Amicis – Gallarate (VA)

    Ogni progetto avrà durata biennale ed è costituito da un elenco di singole iniziative comprensive di uscite sul campo nell’area della Riserva e/o di attività laboratoriali che interessano i seguenti ambiti di applicazione:
    ● tutela e valorizzazione della biodiversità, degli habitat e degli ecosistemi: comportamenti per la salvaguardia delle specie vegetali e animali;
    ● rifiuti e raccolta differenziata: comportamenti attenti e responsabili a beneficio dell’ambiente e del territorio;
    ● cambiamenti climatici ed energie rinnovabili: azioni necessarie a contrastare il cambiamento climatico e ridurre i rischi per l’ambiente e le persone.
    Il finanziamento accordato copre i costi per il trasferimento delle classi durante le uscite, l’acquisto degli strumenti necessari a svolgere le varie attività, l’affidamento di incarichi a guide naturalistiche, oltre ai costi per la produzione e divulgazione di materiale didattico.

    L’istruttoria, per entrambi i Bandi di finanziamento, è stata seguita e realizzata dai quattro Enti Parco gestori della Riserva in riferimento al proprio ambito territoriale, ossia il Parco Lombardo Valle del Ticino, l’Ente di Gestione delle Aree Protette Ticino e Lago Maggiore, il Parco Nazionale della Val Grande e il Parco Regionale Campo dei Fiori.

    In conclusione, è con grande entusiasmo che andiamo incontro a questo anno appena iniziato, che si presenta ricco di iniziative e opportunità per gli enti e le scuole del nostro territorio: un anno all’insegna della valorizzazione del nostro straordinario patrimonio naturalistico, ambientale e paesaggistico e della consapevolezza del nostro dovere di custodirlo al meglio per le generazioni a venire.

    Di questi risultati esprime ampia soddisfazione il consigliere del Parco Lombardo della Valle del Ticino con delega al MAB Giovanni Brogin: “Grazie al riconoscimento a Riserva della Biosfera e ai fondi ad essa destinati dal MASE, oggi il nostro territorio riceve importanti risorse economiche per dare concreta attuazione a iniziative di cui i primi beneficiari saranno i Comuni e gli Istituti Scolastici. I fondi, infatti, saranno veicolati dalla Riserva MAB, direttamente a tali soggetti che ne potranno usufruire per interventi sul patrimonio pubblico e per azioni di educazione ambientale nelle proprie scuole con benefici per tutta la comunità. Dopo i primi finanziamenti sull’educazione ambientale ricevuti nel 2023, l’assegnazione di queste nuove risorse alle aree MAB sottolinea il crescente ruolo che le stesse stanno assumendo a livello nazionale. Rivolgo un doveroso ringraziamento alle strutture tecniche dei quattro Parchi che hanno coordinato la presentazione delle domande e seguiranno le fasi di rendicontazione, ma soprattutto un apprezzamento ai Comuni e alle scuole che hanno colto tale opportunità di finanziamento che speriamo, contribuisca ad accrescere la consapevolezza dell’importanza e delle opportunità che derivano dall’appartenenza alla rete UNESCO delle Riserve della Biosfera”.

  • Boffalora, Cusago, Corbetta, Casorezzo, Bernate: ecco le cicilabili che il Pirellone finanzierà nell’Est Ticino

    Boffalora, Cusago, Corbetta, Casorezzo, Bernate: ecco le cicilabili che il Pirellone finanzierà nell’Est Ticino

    Ecco in dettaglio tutte le piste ciclabili che verranno realizzate coi fondi di Regione Lombardia nei Comuni dell’Est Ticino. In totale sono 14 gli interventi previsti, che pubblichiamo Comune per Comune. Il totale dei finanziamenti nell’area metropolitana milanese ammonta a 5 milioni di euro.

    Realizzazione percorso ciclopedonale via De Gasperi I lotto Comune di Pantigliate € 73.000,00- Realizzazione nuova pista ciclabile tratta viale Europa – Attraversamento SP 114 Comune di Cusago € 150.000,00- Realizzazione della pista ciclabile Pobbia – via Milano – SP ex SS11 Ovest Comune di Corbetta € 600.000,00 – Realizzazione nuovo percorso ciclopedonale tra la fermata MM Centro ed il parco Berlinguer -Zona “Garden City” Comune di Cologno Monzese € 650.000,00 – Messa in sicurezza pista ciclabile tratti via delle Chiuse e via C. Porta – LOTTO 1 VIA C. PORTA Comune di Casorezzo € 120.000,00 – Realizzazione tratto ciclo-pedonale via Montenero Comune di Calvignasco € 127.000,00 – Prolungamento della pista ciclopedonale Bernate Ticino – Casate, parte prima Comune di Bernate Ticino € 255.000,00 – Pista ciclabile lungo il CSNO (Canale Scolmatore Nord ovest) Ramo Seveso e ramo Olona – primo lotto funzionale AIPO € 2.000.000,00 – Realizzazione di nuove passerelle ciclopedonali sul cavo Biraghi e sul cavo Lisone in parco Bozzini e bosco in città Comune di Opera € 88.000,00 – Manutenzione straordinaria e modifica pista ciclopedonale in via Val Seriana Comune di Lainate € 145.000,00 – Realizzazione pista ciclabile che collega il centro storico e la frazione di Pontenuovo Comune di Boffalora Sopra Ticino € 50.000,00 – Realizzazione pista ciclabile nella rete Bicipolitana Comune di Rozzano € 120.000,00 PROV. INTERVENTO BENEFICIARIO FINANZIAMENTO PIANO DGR 6047/2022 – Ammodernamento delle piste ciclopedonali di connessione alla stazione ferroviaria di Pieve Emanuele Comune di Pieve Emanuele € 65.000,00- Realizzazione pista ciclopedonale nel comune di Tribiano Comune di Tribiano € 500.000,00

    Totale € 4.943.000,00

  • Eugenio Villoresi, l’Ingegnere di Dio

    Eugenio Villoresi, l’Ingegnere di Dio

    Si è tenuta a Somma Lombardo (VA) una conferenza dedicata allo storico ingegnere che ha progettato il Canale Villoresi (nelle foto il ritratto e il monumento dedicatogli nella piazza milanese Leonardo da Vinci).

    L’iniziativa Eugenio Villoresi, l’ingegnere di Dio ha rappresentato l’occasione per approfondire il lato umano del personaggio, contraddistinto da una forte tenacia e da una profonda fede cristiana, che lo hanno sostenuto negli anni anni in cui il tecnico monzese ha dovuto fronteggiare il generale scetticismo – rivelatosi a tratti vero e proprio ostruzionismo – che ha circondato sin da subito l’ambiziosità del suo progetto.

    Nel corso della conferenza sono stati proiettati diversi video, tra cui quello di animazione Il Panperduto e la Regione del Villoresi, realizzato di recente da ETVilloresi nell’ambito del progetto Interreg V-A Italia-Svizzera MuLM – Il Museo più Lungo del Mondo, che restituisce la vicenda umana e professionale di Eugenio Villoresi.

    Le immagini dei filmati a cura di Carmelo Maisano e le letture dell’attrice Roberta Turconi hanno poi anticipato i contenuti dell’inedito romanzo Il mormorio del mare di Valerio Villoresi, tra i discendenti in vita di Eugenio.

    Alla conferenza è intervenuta, per il Consorzio, su invito degli organizzatori il Direttore Generale Valeria Chinaglia.

  • Qualità dell’aria: anno migliore di sempre in Regione Lombardia

    Qualità dell’aria: anno migliore di sempre in Regione Lombardia

    Per quanto riguarda la qualità dell’aria, il 2023, per la Lombardia, è l’anno migliore da quando è stata avviata la misurazione. Il PM2.5, infatti, per la prima volta, ha rispettato i limiti in tutte le stazioni della rete e, per quanto riguarda il PM10, per l’ottavo anno dal 2014 (con l’eccezione del 2015 e del 2017), in tutte le stazioni è stato rispettato il valore limite della concentrazione media annua pari a 40 µg/m3. Ottimi risultati anche sulla media giornaliera: il numero delle stazioni che hanno superato il limite è stato più che dimezzato passando da 43 a 20. Migliorano anche le emissioni di Biossido di azoto (NO2). In più dell’80% delle stazioni, infatti, la concentrazione media annua è risultata inferiore a quella del 2022. Questi alcuni dei dati emersi dal primo bilancio di Arpa Lombardia sui dodici mesi appena trascorsi.

    ASSESSORE MAIONE – “Questi valori – afferma l’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia Giorgio Maione – fotografano un continuo miglioramento e premiano le nostre politiche e gli sforzi di tanti cittadini, lavoratori e imprese. I numeri confermano che stiamo facendo tanto in un territorio che è quello che traina l’economia dell’intero Paese e dove i livelli produttivi sono sempre molto alti. Nel 2024 abbiamo in programma altri investimenti: 6 milioni per il rinnovo del parco veicoli delle aziende, 23 milioni per la sostituzione degli impianti a biomassa legnosa e altri due bandi in fase di progettazione per le autovetture dei privati e per l’interramento degli effluenti di allevamento. Sostenibilità economica e ambientale fa rima con innovazione”.

    PM10 CONTINUA A MIGLIORARE – Per quanto riguarda il PM10, in sei capoluoghi di provincia – 2 in più rispetto all’anno precedente – (Pavia 33, Bergamo 21, Como 15, Lecco 6, Sondrio e Varese 4) è stato rispettato il limite di 35 giorni non oltre la soglia di 50 µg/m3. Scegliendo la stazione peggiore in ciascuna città, si sono verificati 62 giorni di superamento a Mantova, 49 a Milano, 46 a Cremona, 43 a Lodi, 40 a Brescia e a Monza.

    Ampliando il periodo di analisi, nel 2006 i giorni di superamento della soglia erano risultati 149 a Milano, 138 a Cremona, 113 a Pavia, 162 a Lodi, 145 a Monza, 148 a Mantova, 146 a Brescia, 90 a Bergamo, 102 a Como, 83 a Lecco, 56 a Varese, 138 a Sondrio.

    MIGLIORANO ANCHE LE POLVERI FINI (PM2.5) – Nel 2023 il valore limite annuale dei PM2.5, pari a 25 µg/m3, è stato rispettato per la prima volta in tutte le stazioni di monitoraggio.

    Nei capoluoghi di provincia le concentrazioni si sono attestate sui seguenti valori (dato peggiore della città): Cremona 22 µg/m3, Brescia, Lodi e Milano 21 µg/m3, Bergamo 20 µg/m3, Pavia 19 µg/m3, Monza 18 µg/m3, Mantova 17 µg/m3, Sondrio 16 µg/m3, Como e Varese 15 µg/m3, Lecco 14 µg/m3.

    La massima concentrazione media annua nei capoluoghi nel 2022 era stata a Milano 26 µg/m3, Cremona e Monza 25 µg/m3, Brescia e Lodi 23 µg/m3, Bergamo 22 µg/m3, Como 21 µg/m3, Mantova 20 µg/m3, Pavia e Sondrio 19 µg/m3, Varese 17 µg/m3 e Lecco 16 µg/m3.

    Considerando l’intera Regione, nel 2023 le concentrazioni medie annue più elevate si sono registrate nella stazione di Soresina e Spinadesco in provincia di Cremona (24 µg/m3).

    BIOSSIDO DI AZOTO (NO2) Registra un trend complessivamente in miglioramento anche il valore limite di NO2 superato; il valore limite sulla media annua (40 µg/m3) è stato superato solo a Brescia e Milano.

    Con riferimento alle stazioni peggiori dei capoluoghi di provincia la situazione delle medie annue dell’NO2 del 2023 è la seguente: Milano 44 µg/m3, Brescia 41 µg/m3, Bergamo 37 µg/m3, Monza 34 µg/m3, Como 31 µg/m3, Varese e Lecco 30 µg/m3, Pavia 29 µg/m3, Cremona e Lodi 25 µg/m3, Mantova 23 µg/m3 e Sondrio 22 µg/m3.

    OZONO (O3) – Per tutte le province, ad eccezione di Lodi e Pavia, il numero di superamenti registrato nel 2023 è nettamente inferiore al 2022 nonostante la stagione estiva sia stata caratterizzata da un numero di giorni con temperature massime oltre ai 35 °C tra i più alti registrati negli ultimi 20 anni.

    Nella stazione peggiore sono stati 113 giorni di superamento dell’obiettivo per la protezione della salute nella provincia di Lecco, 98 in provincia di Bergamo, 89 in provincia di Como, 87 in provincia di Lodi e Pavia, 84 in provincia di Milano, 83 in provincia di Varese, 70 in provincia di Cremona, 67 in provincia di Monza e Brianza, 63 in provincia di Mantova, 64 in provincia di Brescia, 18 in provincia di Sondrio a fronte di un valore obiettivo per la protezione della salute di non più di 25 giorni oltre la soglia (di 120 µg/m3 come massima media mobile giornaliera di 8 ore da valutarsi come media su tre anni).

    Benzene, monossido di carbonio e biossido di zolfo restano, da anni, ampiamente sotto i limiti.

  • Città Metropolitana. Rigenerazione urbana territoriale: firmato il protocollo d’intesa

    Città Metropolitana. Rigenerazione urbana territoriale: firmato il protocollo d’intesa

    Nuovi spazi da riqualificare ed adibire a progetti di student housing. L’ambizioso progetto della Città metropolitana di Milano di fare da cabina di regia territoriale per importanti interventi di rigenerazione urbana continua con la firma di un Protocollo d’intesa col Comune di Cinisello Balsamo, che fa seguito alla ricognizione avviata nei mesi scorsi dall’ente di area vasta e ad un primo confronto col mondo universitario.

    Mercoledì 10 gennaio, a Palazzo Isimbardi, il documento è stato firmato dal vicesindaco dell’ente di area vasta, Francesco Vassallo e dal sindaco di Cinisello Balsamo Giacomo Giovanni Ghilardi.

    L’accordo, promosso dal consigliere delegato Giorgio Mantoan, è frutto di un confronto che si è svolto negli scorsi mesi tra l’ente di area vasta e il Comune di Cinisello a cui ha preso parte, oltre a tecnici di Città metropolitana, anche il consigliere Roberto Maviglia.

    Proprio il Piano Strategico triennale (2022-2024) della Città Metropolitana di Milano, nell’ambito del driver 9 (“Rigeneration housing”) promuove la rigenerazione territoriale nella sua accezione più vasta, che lega gli interventi di trasformazione fisica del territorio ad azioni nel campo dei servizi alla persona e dello sviluppo dei sistemi economici locali, sostenendo i Comuni nell’attivazione di progetti. Non solo: il Piano Territoriale Metropolitano (PTM) della Città metropolitana di Milano disciplina appositi strumenti per dare supporto tecnico ai Comuni in merito ai progetti riconosciuti di rilevanza sovracomunale o metropolitana, con priorità alle iniziative che contribuiscono al raggiungimento di obiettivi di rigenerazione territoriale.

    Le Strategie Tematico Territoriali, infine, pongono l’attenzione sulla valorizzazione dei “Luoghi urbani della Mobilità (LUM)”, caratterizzati da un’alta accessibilità, e sulla promozione della “Città dei 15 minuti” quale modello di equità territoriale e sociale: il Comune di Cinisello Balsamo è parte della “Città centrale” e ha un LUM di rilevanza sovracomunale, in corrispondenza della nuova fermata di interscambio MM1-MM5.

    La sua posizione strategica ha quindi fornito le condizioni per proseguire nel percorso di collaborazione per sviluppare azioni e sinergie in tema di rigenerazione urbana e territoriale, utili alla valorizzazione dei beni degradati e sotto utilizzati con particolare attenzione alla realizzazione di servizi sovracomunali.

    La collaborazione prevede l’attivazione di un tavolo di lavoro, la cooperazione all’elaborazione di progetti di valorizzazione del patrimonio degradato o sottoutilizzato che attivi processi di rigenerazione urbana e territoriale; il monitoraggio del percorso, la sperimentazione di possibili forme di incentivazione e misure regolamentari finalizzate all’innovazione della qualità urbana.

    La sottoscrizione del Protocollo d’intesa, della durata di un anno, rappresenta un impegno pubblico in un’ottica di sussidiarietà e collaborazione, che prevede l’attivazione del tavolo di lavoro.

    “Un importante passo in avanti verso un obiettivo ambizioso: mettere a sistema le opportunità del territorio in termini di spazi che possono essere oggetto di rigenerazione urbana, così da avviare progetti concreti che possano soddisfare le necessità della cittadinanza – afferma il vicesindaco della Città metropolitana di Milano Francesco Vassallo –.

    In questi mesi è aumentata notevolmente la domanda di alloggi per studenti a prezzi calmierati e il nostro obiettivo è proprio quello di individuare possibili edifici che, opportunamente recuperati, possano andare incontro a questa esigenza o, comunque, a forme di housing sociale. Ringrazio il consigliere delegato Giorgio Mantoan per aver creduto fortemente in questa opportunità e gli uffici per il fondamentale supporto e l’impegno profuso. Speriamo che a questo Protocollo ne seguano presto altri”.

    Il tavolo permetterà anche di approfondire gli strumenti amministrativi necessari a promuovere progetti di housing per giovani nel Comune di Cinisello Balsamo, a partire dall’edificio dell’ex Liceo Peano, di proprietà della Città metropolitana. Ulteriori edifici del territorio sono stati segnalati dall’Amministrazione comunale in occasione di una ricognizione promossa dall’ente di area vasta.

    “La Città metropolitana di Milano lavora da tempo in cooperazione con i propri Comuni ad una strategia per la rigenerazione urbana e territoriale attraverso la riqualificazione di spazi e complessi edilizi sottoutilizzati o degradati – prosegue Giorgio Mantoan, Consigliere delegato allo Sviluppo Economico, Politiche Giovanili, Rapporti con Sistema delle Università, Forestazione urbana e Progetto ForestaMI, Coordinamento Fondi Europei -. Il nostro obiettivo è salvaguardare l’inclusione abitativa, la promozione sociale, culturale e occupazionale, l’ambiente e la mobilità. Abbiamo creduto fortemente nell’attivazione di un percorso di confronto in tutta l’area metropolitana, che, nel mese di ottobre, ci ha visti mettere sul tavolo dell’università 20 aree per, potenzialmente, 3000 posti letto e 800 alloggi. Cinisello Balsamo è il primo Comune con cui sottoscriviamo questa intesa. L’auspicio è che questo tavolo di lavoro porti a concretizzare progetti di rigenerazione. L’impegno su questo fronte è alto, perché comprendiamo la grande esigenza della popolazione, soprattutto studentesca, e di tutto il territorio”.

    “La firma del Protocollo segna un passo importante per lo sviluppo della nostra città. Interessa la riqualificazione di un ambito strategico, che sarà coinvolto in diversi cambiamenti, tra cui l’arrivo di una fermata della Linea 5 della Metropolitana. In particolare l’edificio da tempo dismesso, quale l’ex Istituto scolastico Peano, potrà finalmente tornare ad avere un valore sociale e culturale ospitando un progetto di ampio respiro – dichiara il sindaco del Comune di Cinisello Balsamo Giacomo Ghilardi -. Si tratta di un esempio virtuoso di collaborazione tra Enti che permetterà di valorizzare un bene pubblico e nel contempo offrire nuovi servizi per i giovani di cui il territorio necessita.

  • Est Ticino: Legambiente Lombardia premia 12 Comuni “Ricicloni” del Consorzio dei Navigli

    Est Ticino: Legambiente Lombardia premia 12 Comuni “Ricicloni” del Consorzio dei Navigli

    Sono 12 i Comuni serviti da Consorzio dei Navigli S.p.A., azienda del Sud Ovest Milanese leader nella gestione integrata dei rifiuti, che lo scorso dicembre sono stati premiati da Legambiente Lombardia come “Comuni Ricicloni” per i risultati raggiunti nel 2022. E precisamente si tratta di: Albairate, Bernate Ticino, Besate, Bubbiano, Calvignasco, Cassinetta di Lugagnano, Cisliano, Corbetta, Mesero, Nosate, Ozzero e Vittuone.

    È quanto emerge dal 30ª edizione del dossier di Legambiente (sui dati 2022), che attribuisce la prestigiosa qualifica di comune “Rifiuti Free”, al raggiungimento di una percentuale di raccolta differenziata (RD) pari o superiore al 65% contemporaneamente a un rifiuto secco non riciclabile pari o inferiore a 75 Kg/abitante/anno (PSR).

    In totale sono 353 i comuni lombardi che rispettano questi parametri. I 12 Comuni “Rifiuti Free” serviti da Consorzio rappresentano il 27,27% di quelli rientrati nell’elenco della provincia di Milano. Lo scopo del monitoraggio è di promuovere e migliorare la raccolta differenziata nei territori, aumentare la qualità delle frazioni raccolte, introdurre la raccolta dell’organico in tutti i comuni e, infine, monitorare l’effettivo recupero di materia.

    Ecco i dati che riguardano i 12 ‘Comuni Ricicloni’ di Consorzio dei Navigli S.p.A., pubblicati nel dossier di Legambiente Lombardia che è stato presentato ufficialmente lo scorso 14 dicembre a Rho-Fiera (Cascina Triulza), in occasione dell’edizione 2023 di “Ecoforum Economia Circolare”: Albairate (4.723 abitanti, 67,8 di PSR e 84,2% di RD – Raccolta differenziata); Bernate Ticino (2.952 abitanti, 41,5 di PSR e 89,6% di RD – Raccolta differenziata); Besate (2.051 abitanti, 46,3 di PSR e 88,4% di RD – Raccolta differenziata); Bubbiano (2.478 abitanti, 69,5 di PSR e 82,0% di RD – Raccolta differenziata); Calvignasco (1.211 abitanti, 60,3 di PSR e 84,5% di RD – Raccolta differenziata); Cassinetta di Lugagnano (1.912 abitanti, 56,8 di PSR e 86,9% di RD – Raccolta differenziata); Cisliano (5.095 abitanti, 73,4 di PSR e 84,1% di RD – Raccolta differenziata); Corbetta (18.778 abitanti, 59,3 di PSR e 85,2% di RD – Raccolta differenziata); Mesero (4.229 abitanti, 52,9 di PSR e 87,2% di RD – Raccolta differenziata); Nosate (645 abitanti, 70,5 di PSR e 83,5% di RD – Raccolta differenziata); Ozzero (1.391 abitanti, 58,1 di PSR e 87,7% di RD – Raccolta differenziata); Vittuone (9.248 abitanti, 53,4 di PSR e 86,8% di RD – Raccolta differenziata).

    «I dati del dossier 2023 di Legambiente Lombardia dimostrano ancora una volta le performance virtuose dei Comuni da noi serviti, con percentuali di raccolta differenziata molto alte e una progressiva e significativa diminuzione della parte indifferenziata. – afferma Carlo Ferrè, presidente del Consorzio dei Navigli – Sono risultati che premiano l’impegno dei cittadini e degli amministratori locali che in questi anni hanno sostenuto con convinzione le politiche di gestione del Consorzio che oggi si colloca tra le realtà nazionali più importanti del settore».

    Oggi sono 19 i Comuni Soci di Consorzio dei Navigli S.p.A., società mista pubblico-privata: Arluno, Bernate Ticino, Besate, Bubbiano, Busto Garolfo, Calvignasco, Casorate Primo, Cassinetta di Lugagnano, Cisliano, Corbetta, Cusago, Inveruno, Mesero, Morimondo, Nosate, Ozzero, Torre d’Isola, Vanzaghello e Vittuone.

    I Soci privati, che detengono il 30% del capitale sociale e che, con i propri servizi operativi hanno contribuito in maniera decisiva al conseguimento del prestigioso risultato, sono Idealservice Soc. Coop. di Udine e Spazio Aperto Soc. Coop. Sociale di Milano, cui si aggiunge, a partire dal secondo semestre 2022, Econord S.p.A. di Varese.

    In Lombardia su 1.506 comuni soltanto 353 hanno i parametri per essere classificati “Rifiuti Free”.

  • Il Po sale di due metri: addio siccità (per fortuna)

    Il Po sale di due metri: addio siccità (per fortuna)

    Per effetto del maltempo con intense precipitazioni e la caduta della neve, il livello idrometrico del fiume Po è salito di oltre due metri in un solo giorno pur rimanendo ben al di sotto la soglia di criticità. È quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti a Boretto nella mattina del 7 gennaio, sugli effetti della perturbazione che ha colpito l’Italia con l’allerta arancione in Emilia Romagna e gialla in altre 12 regioni da Nord a Sud del Paese. Dopo un inverno caldo e siccitoso, l’innalzamento del più grande fiume italiano è rappresentativo di quanto avviene lungo la Penisola dove – sottolinea la Coldiretti – si registrano frane, alberi caduti e problemi di viabilità e non mancano le preoccupazioni per la stabilità idrogeologica del territorio soprattutto nelle aree già colpite dall’alluvione come la Toscana e la Romagna.

    L’arrivo della pioggia e della neve – sottolinea la Coldiretti – salvano peraltro l’Italia dalla siccità dopo il clima anomalo del 2023 che sta facendo emergere i primi sintomi di stress idrico che, accompagnati alla scarsità di neve in diversi settori dell’arco alpino e su gran parte della dorsale appenninica, hanno fatto scattare il campanello d’allarme nelle campagne. La situazione è difficile a macchia di leopardo lungo tutta la Penisola dal Piemonte alla Sicilia. Sulle Alpi torinesi manca l’80% della neve necessaria per creare le scorte idriche per consentire alle coltivazioni di crescere mentre in Sicilia le precipitazioni – sottolinea la Coldiretti – sono state le più scarse da oltre cento anni nel secondo semestre dell’anno 2023 secondo il Servizio informativo agrometeorologico regionale.

    L’arrivo della neve in questa stagione – precisa la Coldiretti – è quindi importante anche per l’agricoltura, secondo il vecchio adagio contadino “sotto la neve il pane”, perché insieme alla pioggia garantisce acqua alle campagne. Mentre il freddo è necessario per fermare le popolazioni di insetti, dannose per le colture, che potrebbero sopravvivere e svernare per attaccare i raccolti nella prossima primavera. La svolta climatica è dunque una necessità – continua la Coldiretti -, dopo un 2023 bollente segnato peraltro in Italia anche da una media di 9 eventi estremi al giorno con oltre 6 miliardi di danni all’agricoltura nazionale tra coltivazioni e infrastrutture con grandinate, trombe d’aria, bombe d’acqua, ondate di calore e tempeste di vento. Importante è però – conclude la Coldiretti – che il cambiamento sia progressivo senza ondate di freddo estremo e gelate improvvise ma anche manifestazioni violente che distruggono le coltivazioni e le infrastrutture.

  • A Carpiano, nel Milanese, primo distributore di biodiesel

    A Carpiano, nel Milanese, primo distributore di biodiesel

    Il biodiesel arriva anche nel Milanese. E’ stato inaugurato a Carpiano il primo distributore di Hvo100 in Lombardia, uno spazio che, spiegano in una nota le società coinvolte nel progetto, segna anche una svolta storica nel settore dei combustibili a basso impatto ambientale. L’accordo è nato tra due aziende che operano nel mondo dei combustibili in ottica green. Costantin ha chiuso il 2022 con 959 milioni di fatturato, servendo direttamente, tra cui privati e aziende più di 20.000 clienti. EkoPoint (35 milioni di fatturato, 25 dipendenti) nasce con la prospettiva di dare impulso ai carburanti ecosostenibili, nel rispetto delle nuove normative dettate dalle direttive europee. “La mission di EkoPoint -spiega Stefano Cantarelli, titolare di Ekopoint- si basa sull’assunzione di comportamenti eticamente corretti e responsabili, guardando con estremo interesse ai mutamenti e alle nuove esigenze di mercato, ai bisogni dei consumatori fornendo loro i migliori servizi. La nostra proposta commerciale rimane improntata principalmente sull’utilizzo di prodotti che derivano dalle energie rinnovabili a basso impatto ambientale. Vogliamo fare impresa guardando ai profitti ma anche al contesto sociale, rispettosi verso l’ambiente e nei confronti delle persone”.

    ”Siamo orgogliosi di questa nuova partnership, che per noi ha una doppia valenza storica -afferma Marco Vetrali, direttore commerciale presso Costantin-. Da un punto di vista territoriale, è la prima volta che il nostro Hvo100 arriva in Lombardia, ed in particolare nel Milanese, porta di accesso a nuove possibilità commerciali. La seconda è il fatto che con EkoPoint inizia una nuova fase di distribuzione del carburante green: non sarà possibile trovarlo solo nei distributori Costantin, ma anche in altre marche. Contiamo così di accelerare la sua diffusione a livello nazionale”.

    L’Hvo100, la cui sigla sta per ‘Hydrogenated vegetable oil’, combustibile vegetale idrogenato ottenuto 100% da materie prime rinnovabili e che può essere utilizzato da i veicoli a diesel di ultima generazione, in grado di abbattere le emissioni dei mezzi fino al 90%, è sempre più al centro dell’attenzione degli addetti ai lavori. Dal punto di vista tecnico è stato testato ed è già largamente utilizzato. Per Costantin, azienda del settore carburanti di Borgo Veneto (nel Padovano), si tratta di una scelta improntata a favorire la transizione ecologica nel settore dei trasporti. Con l’apertura milanese, sono 26 le stazioni di servizio Costantin in cui è presente l’Hvo100, compresa quella di Merlara, l’unica in Italia ad aver completamente eliminato il diesel fossile.

    “In un momento in cui l’attenzione internazionale pare essere tutta sull’elettrico -sottolinea Luca Cavatton, responsabile del progetto Hvo100 per Costantin- crediamo sia importante dare una seconda vita al settore dei carburanti tradizionali, attraverso un’alternativa realmente ecologica. Abbiamo deciso di vendere l’Hvo nei nostri distributori a un prezzo di molto inferiore al diesel tradizionale; lo abbiamo fatto per mandare un messaggio forte sia al consumatore finale che agli operatori di settore”.

  • Legambiente Lombardia: 2023, polveri sottili in calo

    Legambiente Lombardia: 2023, polveri sottili in calo

    Il 2023 si conclude con novità importanti, e positive, per quanto riguarda gli inquinanti atmosferici più temibili: le polveri sottili, a cui le statistiche sanitarie imputano la gran parte delle patologie collegate allo smog. In Lombardia, il 2023 appena trascorso si chiuderà come l’anno con l’aria migliore di sempre, o almeno da quando la sua qualità viene misurata, attraverso il sistema delle centraline di monitoraggio installate da ARPA Lombardia.

    Si tratta di un deciso miglioramento di qualità che si verifica dopo diversi anni di dati sfavorevoli che non lasciavano intravedere una prospettiva di cambiamento a breve. Sicuramente hanno contribuito le vicissitudini di un anno meteorologicamente anomalo, soprattutto per quanto riguarda la frequenza e la durata dei fenomeni di inversione termica che favoriscono l’accumulo degli inquinanti negli strati bassi dell’atmosfera, quelli in cui noi tutti viviamo e respiriamo, più che per le politiche introdotte. L’evoluzione degli indicatori nei prossimi anni dirà se e in che misura i dati del 2023 esprimono una reale tendenza di miglioramento o un caso isolato.

    “Cogliamo questi segnali di miglioramento con cauto ottimismo, ma sappiamo che la strada da fare per raggiungere livelli adeguati di qualità dell’aria è ancora molto lunga e richiede politiche più impegnative, che ancora non vediamo, soprattutto sui versanti della mobilità sostenibile e delle emissioni di fonte agricola,” dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “In ogni caso, è una strada da percorrere con maggiore determinazione per i molti benefici che si possono generare, oltre alla riduzione dello smog: una maggiore qualità dell’ambiente urbano, la riduzione della congestione stradale, il contenimento delle emissioni climalteranti e degli impatti della zootecnia intensiva, per non parlare dei benefici sanitari”.

    Del miglioramento di quest’anno, peraltro, non hanno beneficiato tutti allo stesso modo. L’aria migliore, infatti, è stata rilevata nel quadrante nord-occidentale della regione, nelle valli alpine ma anche nei capoluoghi delle aree più densamente urbanizzate e industrializzate della regione, da Varese a Bergamo passando per Como e Lecco. Città in cui la media annuale del Pm10 si è mantenuta su valori vicini a 20 microgrammi per metro cubo (dai 18 di Lecco ai 24 di Bergamo), e il numero delle giornate con aria irrespirabile è rimasto ben al di sotto del parametro indicato dalla normativa comunitaria, peraltro in fase di revisione (le 35 giornate/anno con livelli di PM10 superiori ai 50 microgrammi per metro cubo): nel 2023, o meglio fino alla data odierna, i superamenti sono stati solo 4 a Varese e 19 a Bergamo.

    Un quadro di qualità dell’aria che si mantiene ancora al di sopra delle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che indica per il PM10 un valore soglia medio annuo pari a 15 microgrammi per metro cubo, ma che vede questo traguardo finalmente più raggiungibile. Per tentare di fornire una interpretazione del deciso miglioramento della qualità dell’aria in queste città, si può notare che, dai dati dell’inventario emissivo regionale (INEMAR), si tratti dei capoluoghi delle province lombarde in cui la fonte prevalente di emissioni di particolato primario è costituita dalla combustione di legna (per riscaldamento domestico). Il miglioramento misurato potrebbe dunque indicare, almeno in parte, un miglior uso degli impianti termici delle abitazioni, e in particolare un sempre minor ricorso ai micidiali caminetti aperti.

    Decisamente peggiore, e lontanissimo dalle raccomandazioni OMS, il quadro nei capoluoghi padani della Lombardia orientale, con Cremona, seguita da Mantova e Brescia, che svettano nella classifica delle città più inquinate. Qui la media annua, seppure in miglioramento rispetto agli anni passati, si ferma ad un valore intorno ai 30 microgrammi per metro cubo (31 a Cremona, 29 a Brescia, Mantova e Lodi). Mantova è anche prima per numero di giorni con aria irrespirabile (60 nel 2023), ben al di sopra dei 35 giorni imposti dalla norma europea.

    Una situazione che, oltre alle condizioni atmosferiche di minor ricambio dell’aria, riflette anche la persistenza delle emissioni di fonte zootecnica, causa principale, insieme al traffico veicolare, della formazione del particolato secondario, ovvero quello che si genera direttamente in atmosfera per effetto della reazione chimica tra l’ammoniaca rilasciata dagli allevamenti intensivi, tutti concentrati nella pianura lombarda orientale, e gli ossidi di azoto che esalano dagli veicoli su strade e autostrade, in particolare da quelli a propulsione diesel.

    Milano, insieme alle vicine Monza e Pavia, quest’anno non domina la classifica in negativo, ma occupa una posizione intermedia, con le polveri poco sotto i 28 microg/mc. Peggiore il dato per quanto riguarda il numero di giorni con aria oltre i limiti, che a Milano sono stati finora 49 su 35 consentiti, confermando un quadro che, nonostante l’indubbio miglioramento, è ancora lontano da un giudizio di salubrità. Sicuramente il quadro di mediocre qualità dell’aria è dominato, per queste città, dal traffico veicolare, sia urbano che delle vicine autostrade gravate dalla circolazione di mezzi commerciali, ma i dati forniti da ISPRA e da numerose ricerche che valutano la diffusione di inquinanti nel bacino padano certificano che, perfino nel centro di Milano, il contributo legato alle emissioni di fonte zootecnica risulta tutto fuorché trascurabile.

    “Le emissioni derivanti dalla zootecnia, in una delle regioni europee con la maggior concentrazione di animali allevate nelle stalle, sono state troppo a lungo sottovalutate come fonte emissiva, e quindi non registriamo in questo ambito i miglioramenti che invece ci sono stati in altri settori, dalle emissioni industriali a quelle domestiche,” spiega Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia. “Purtroppo, dobbiamo dirci con onestà che, sebbene ci siano importanti margini di miglioramento legati alle tecnologie e alle buone pratiche agricole, nella nostra regione occorre anche prendere seriamente in considerazione una strategia di riduzione del numero degli animali concentrati negli allevamenti, in quanto si tratta di un dato fuori scala rispetto alla possibilità di gestire una quantità di liquami che eccede fortemente il fabbisogno delle colture, e che pertanto è inevitabilmente destinata a produrre inquinamento di acqua, aria e suolo”.

  • PNRR: finanziati i due progetti della Città metropolitana di Milano per la forestazione

    PNRR: finanziati i due progetti della Città metropolitana di Milano per la forestazione

    La Città metropolitana di Milano ha ottenuto un finanziamento di oltre 2,5 milioni di euro nell’ambito del PNRR Missione 2 -Componente 4 – Investimento 3.1 “Tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano” per il biennio 2023-2024, a seguito dell’avviso emanato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e destinato alla forestazione urbana e periurbana del territorio delle Città metropolitane.

    I progetti finanziati sono stati redatti da un gruppo di progettazione costituito dai tecnici di Città metropolitana, Politecnico di Milano, Università di Milano Bicocca e Parco Nord Milano (nell’ambito della collaborazione già consolidata con il progetto Forestami).

    Due i progetti presentati, dislocati su 19 Comuni, in continuità con le politiche della Città metropolitana di Milano e nel rispetto degli obiettivi dati dall’avviso: preservare e valorizzare la naturalità diffusa, la biodiversità e i processi ecologici legati a ecosistemi pienamente funzionali e resilienti; contribuire alla riduzione dell’inquinamento atmosferico e alla rimozione del particolato nelle aree metropolitane, aiutando così a proteggere la salute umana; contribuire a ridurre le procedure di infrazione per la qualità dell’aria; recuperare i paesaggi antropizzati valorizzando le periferie e le connessioni ecologiche con le aree interne rurali (corridoi ecologici, reti ecologiche territoriali) e il sistema delle aree protette; frenare il consumo di suolo e ripristinare suoli utili. I due interventi interessano complessivamente aree per 62,51 ettari e prevedono, come da avviso ministeriale, la piantagione di 1000 piante per ettaro, tra specie arboree e arbustive.

    “Sono soddisfatto di questo successo, che è il frutto di una intensa collaborazione con il territorio: Città metropolitana e i suoi Comuni insieme per contrastare gli effetti della crisi climatica – afferma il Consigliere delegato alla Forestazione urbana, Giorgio Mantoan – Il lavoro per individuare aree che rientrassero nei criteri fissati dal Ministero è stato davvero complesso ed è stato fatto in stretto contatto con le amministrazioni locali e i partner di progetto.

    La Città metropolitana sarà protagonista di un’estesa attività di riforestazione, con il fine di contribuire al contrasto degli effetti del cambiamento climatico che come vediamo quotidianamente ha effetti rilevanti sulla vita di tutti noi. Con questi progetti potenziamo il capitale naturale del nostro territorio, nell’ottica di una vera e propria infrastruttura verde”.

    Il primo progetto, denominato “Incrementare il capitale naturale per rafforzare la rete ecologica territoriale”, interessa i Comuni di Casorezzo, Locate di Triulzi, Peschiera Borromeo, Pozzo d’Adda e San Colombano al Lambro: si inserisce all’interno di una visione territoriale generale e di sistema, caratterizzata da infrastrutture verdi esistenti e da potenziare e nel suo complesso lavora per migliorare la continuità e la connessione ambientale ed ecologica a diverse scale, individuando nuove aree per la forestazione urbana appartenenti ad ambiti agricoli, situate al margine dell’edificato, in prossimità di linee d’acqua e all’interno di parchi.

    Il secondo progetto, denominato “La forestazione urbana per mitigare le isole di calore”, interessa i Comuni di Basiano, Cambiago, Cernusco sul Naviglio, Cologno Monzese, Gorgonzola, Lainate, Liscate, Masate, Milano, Nerviano, Paderno Dugnano, Pero, Pieve Emanuele e Segrate: l’obiettivo è aumentare il capitale naturale di un contesto fortemente urbanizzato e densamente popolato per contrastare l’innalzamento delle temperature attraverso la forestazione, come Nature-based solutions (NBS). Gli interventi di forestazione urbana sono quindi orientati a mitigare i rischi climatici legati alle temperature estreme e alle precipitazioni intense, indirizzando le azioni sugli hotspot della Città metropolitana, ponendo particolare attenzione alle aree a nord del territorio, le quali sono più a rischio per la presenza di isole di calore.

    L’approvvigionamento delle piante autoctone per la realizzazione dei progetti avverrà presso i vivai di ERSAF.