Categoria: Ambiente

  • Al via le asciutte autunnali sui Navigli occidentali

    Al via le asciutte autunnali sui Navigli occidentali

    L’esigenza del Consorzio è quella di intervenire in alcuni punti degli storici canali: lungo il Naviglio Grande, da Vermezzo a Milano, lungo il Naviglio Pavese da Milano a Vellezzo Bellini e lungo il Naviglio Bereguardo a Motta Visconti.

    I lavori termineranno entro marzo 2024; l’asciutta sarà totale sole dove necessario. Il 28 dicembre verrà posizionata una tura in prossimità del ponte Richard Ginori a Milano in modo da poter garantire la presenza di un certo livello idrico sino in Darsena e a Conchetta sul Naviglio di Pavia.

    Il Consorzio provvederà invece ad asciugare il tratto di Naviglio dal ponte Ginori a Castelletto di Abbiategrasso per consentire lo svolgimento dei lavori pianificati.

    Non appena il tratto richiamato sarà completamento asciutto, MM SpA avvierà il ripristino definitivo della falla apertasi qualche tempo fa sul fondo del canale in territorio milanese.

    La fine di questi ultimi lavori è prevista indicativamente entro la metà del mese di marzo 2024. Contestualmente all’inizio dell’asciutta saranno effettuati i primi recuperi della fauna ittica.

  • Nasce un nuovo bosco urbano a Vittuone

    Nasce un nuovo bosco urbano a Vittuone

    Cresce il capitale arboreo naturale del territorio di Vittuone. Il Comune ha approvato l’accordo di attuazione del progetto SUPERB (Systemic solutions for upscaling of urgent ecosystem restoration for forest related biodiversity and ecosystem services), proposto dal Parco Nord Milano, destinatario del finanziamento della Commissione europea (Horizon 2020), nell’ambito del progetto Forestami.

    Il progetto SUPERB ha una durata di quattro anni, è coordinato dallo European Forest Institute e riunisce enti europei, tra istituti di ricerca e università, oltre a partner rappresentativi di agenzie governative, organizzazioni non governative e associazioni impegnate nella gestione e nella tutela della biodiversità di vari ecosistemi, con particolare focus su quello forestale.

    Il progetto SUPERB interessa 12 macroaree situate in 13 Paesi europei, tra cui la Pianura Padana, dove è prevista la piantagione di 10 ettari di boschi in ambito urbano e peri-urbano con l’obiettivo di individuare le migliori tecniche di realizzazione e le più valide soluzioni di gestione, oltre che di innescare un meccanismo di estensione della pratica di forestazione urbana a livello regionale, nazionale e comunitario.

    L’area individuata, a seguito degli incontri tenutisi tra l’Amministrazione comunale, i tecnici comunali e i responsabili del progetto SUPERB, è il bosco urbano che si trova a sud del territorio comunale, precisamente tra la Statale 11 e la Strada provinciale 227 diramazione.

    L’attività sperimentale di riforestazione a Vittuone ha diversi obiettivi, fra cui i principali sono: la valutazione di differenti densità d’impianto, in modo da determinare quale possa essere la soluzione ottimale in termini di efficienza e di qualità del risultato; la valutazione dei risultati in termini di attecchimento e sviluppo di un’ampia varietà di specie arboree e arbustive.

    Da sottolineare che la scelta di impiegare varie specie arboree e arbustive deriva dal fatto che i cambiamenti climatici stanno causando notevoli difficoltà di sopravvivenza ad alcune specie tipiche del bosco di pianura ed è quindi importante individuare nuove ed efficaci soluzioni per la forestazione urbana.

    Il lavoro assume una valenza scientifica importante; i risultati delle piantagioni potranno offrire indicazioni significative nella revisione della struttura dei boschi in chiave di contrasto ai cambiamenti climatici e concorreranno a definire linee guida a livello europeo per il risanamento delle foreste.

    Siamo orgogliosi di essere stati scelti per questo progetto che ha un’alta valenza ambientale e scientifica.

  • Bareggio: trenta ‘furbetti dei rifiuti’ pizzicati nel 2023

    Bareggio: trenta ‘furbetti dei rifiuti’ pizzicati nel 2023

    A pochi giorni dalla fine dell’anno sono state superate a Bareggio le 30 multe per abbandono di rifiuti. L’ultima in ordine di tempo è quella comminata per la discarica abusiva lasciata nei pressi della Cascina Mezzana da due cittadini residenti in un Comune limitrofo. Al termine di una breve attività di indagine, la Polizia Locale li ha identificati e sanzionati con 500 euro così come previsto dal regolamento comunale.

    Pochi giorni prima, era stato rintracciato il colpevole di un abbandono nei pressi del Carrefour. “Su questo tema, come abbiamo già ribadito più volte – afferma il vicesindaco Roberto Lonati – da parte della nostra Amministrazione ci sarà sempre tolleranza zero. Chi viene a Bareggio ad abbandonare i rifiuti deve sapere che molto difficilmente resterà impunito. Anche nel nuovo mandato l’Amministrazione comunale sta continuando, e se possibile intensificherà ulteriormente, la dura lotta contro questo malcostume. Un grande ringraziamento anche all’associazione Bareggio Pulita e alla Polizia Locale per il supporto che ci danno in questa battaglia”.

  • Trecate-Cerano: progetto pilota per la sostenibilità idrica

    Trecate-Cerano: progetto pilota per la sostenibilità idrica

    Nasce in Piemonte un nuovo modello per la gestione efficiente della risorsa idrica, capace di contribuire al soddisfacimento del fabbisogno idrico di tutti in territori complessi, e di accrescere l’offerta di acqua per far fronte alle sfide della crisi climatica, attraverso la realizzazione di nuove infrastrutture idrauliche per aumentare la capacita’ di resilienza delle comunita’. Sono questi gli obiettivi del primo Progetto Pilota in Italia per la creazione di un Comparto Territoriale ad Alta Sostenibilita’ Idrica, realizzato dal Gruppo di Lavoro creato ad hoc in seno ad Assoreca (l’associazione che nel sistema Confindustria rappresenta le aziende che operano nei settori dell’ambiente, sicurezza, energia, salute e responsabilita’ sociale) insieme a Est Sesia, il maggior consorzio di irrigazione in Italia, che ha sede a Novara, con il patrocinio della Regione Piemonte. Nel progetto pilota – che e’ stato presentato agli stakeholder del territorio – sono coinvolte, tra gli altri partner, dieci tra le maggiori societa’ di ingegneria del Paese.

    Il Progetto Pilota e’ stato costruito a misura dell’area di Trecate e Cerano, in provincia di Novara, che concentra, in un territorio contenuto, ogni tipo di esigenza rispetto al settore idrico: industriale, civile, agricolo, zootecnico. Il progetto propone in sintesi quattro diverse tipologie di intervento che mirano a ricaricare la falda, ottimizzare il ciclo idrico del Polo Industriale, realizzare invasi sfruttando le opportunita’ offerte dal territorio e recuperare le acque di depurazione. Il tutto a partire dalla grande mole di dati forniti da Est Sesia, raccolti in oltre 100 anni di attivita’. L’idea progettuale si muove su piu’ livelli: il recupero e l’immissione nella rete di irrigazione delle acque utilizzate nel ciclo produttivo del polo industriale di San Martino di Trecate, utilizzandole per l’agricoltura. Si pensa poi al recupero di due cave dismesse per la realizzazione di invasi che consentirebbero il recupero di oltre 3 milioni di m3 di acqua.

    Infine Infine, la presenza di un depuratore nel territorio di Cerano offre l’opportunita’ di recupero di acque reflue depurate da impiegare in agricoltura. “Il primo progetto in Italia di Comparto Territoriale ad Alta Sostenibilita’ Idrica – spiegano da Est Sesia – vuole superare la concorrenza tra settore agricolo, industriale e civile e passare da un modello competitivo a un modello sinergico della gestione della risorsa idrica”. Gli ultimi dettagli operativi prima dell’avvio del progetto saranno messi a punti gia’ nel prossimo gennaio.

  • Parabiago. Opere ferroviarie nel rispetto del territorio agricolo

    Parabiago. Opere ferroviarie nel rispetto del territorio agricolo

    E’ stata siglata la convenzione tra ETVilloresi e Rete Ferroviaria Italiana (RFI), che affida al Consorzio la realizzazione del nuovo tratto di derivatore Valle Olona nei Comuni di Pogliano e Vanzago, nell’Alto Milanese.

    L’intervento si è reso necessario dal momento che il quadruplicamento della linea ferroviaria tra Rho e Parabiago comporta un allargamento della piattaforma ferroviaria che restringe significativamente lo spazio occupato dal canale, già oggi compreso tra ferrovia e abitazioni. Il Valle Olona è un importante derivatore del Canale principale Villoresi, che irriga circa 3.600 ettari di terreni coltivati prevalentemente a mais.

    Il nuovo tracciato del canale, il cui progetto è in fase di elaborazione, non solo consentirà di preservare e migliorare la funzione irrigua del vettore, ma rappresenterà anche un’occasione di valorizzazione territoriale, essendo situato in ambito limitrofo all’urbanizzato dei due Comuni attraversati, all’interno del Parco Agricolo Sud e in prossimità dell’oasi WWF di Vanzago.

    Il costo complessivo di 20,6 milioni di euro è stato finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti; l’impegno del Consorzio è quello di terminare i lavori entro aprile 2026, in tempo per l’avvio della stagione irrigua. Di fondamentale importanza per la riuscita dell’intervento e il rispetto delle tempistiche la stretta collaborazione, peraltro già avviata, con i Comuni interessati, il Parco Agricolo Sud Milano e le aziende agricole servite del canale.

    Questo importante intervento di salvaguardia della funzionalità idraulica del sistema irriguo e di mantenimento della funzione ecosistemica del canale, determinante per il territorio rurale circostante, è il risultato di una sintonia tra Consorzio, Rete Ferroviaria Italiana, Ministero dell’Ambiente e Regione Lombardia a dimostrazione che la sinergia tra i diversi attori pubblici crea valore per il territorio.

  • Consorzio ETVilloresi: approvato il preventivo  2024

    Consorzio ETVilloresi: approvato il preventivo 2024

    Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 14 dicembre ha approvato il Bilancio di Previsione 2024, che risponde all’esigenza di dare impulso alle attività di manutenzione, efficientamento e innovazione tecnologica della rete irrigua, indispensabili per contenere gli effetti negativi dei cambiamenti climatici.

    Nel corso del nuovo anno il Consorzio proseguirà il percorso intrapreso per l’ammodernamento infrastrutturale e dei mezzi d’opera e per l’adeguamento della struttura organizzativa e delle procedure operative con l’obiettivo di migliorare i servizi resi ai propri utenti e ai cittadini.

    Parallelamente all’attuazione del Piano comprensoriale approvato nel 2023, che prevede oltre allo sviluppo della rete consortile la valorizzazione del territorio rurale, sarà avviata l’elaborazione del nuovo Piano di classifica da adottare entro la metà del 2025.

    In collaborazione e per conto di Regione Lombardia saranno avviati dal Consorzio i lavori per importanti opere di difesa idraulica e idrogeologica. Entreranno, infatti, nel vivo le attività per la realizzazione delle vasche di laminazione di Carnate (MB) e Gessate (MI), mentre proseguirà la progettazione delle vasche di Bussero (MI) e di Inzago (MI). Sono previsti anche significativi lavori su corsi d’acqua di importanza regionale, come il torrente Bozzente a Rescaldina (MI) e il Molgora nelle province di Milano e Monza Brianza.

  • Parco del Ticino verso i 50 anni: premiato il logo celebrativo, realizzato da studenti di Gallarate

    Parco del Ticino verso i 50 anni: premiato il logo celebrativo, realizzato da studenti di Gallarate

    Il 9 gennaio 1974 vedeva la luce il Primo Parco Regionale d’Italia, il Parco Lombardo della Valle del Ticino: istituito per tutelare il fiume Ticino e il suo territorio, fortemente voluto da una raccolta firme presentata a Regione Lombardia dai cittadini. Il Parco conta ad oggi un’estensione tutelata di circa 91.000 ettari che si estende su 3 Province (Varese, Milano, Pavia) per un totale di 47 comuni a partire da nord all’uscita dal Lago Maggiore sino a sud alla confluenza con il fiume Po.

    Nel 2024 ricorreranno 50 anni da questo momento storico. Il Parco intende festeggiare la ricorrenza con un ricco programma di eventi e di prodotti editoriali che abbracceranno tutto l’arco dell’anno e che saranno presentati alla stampa il prossimo 9 gennaio, data di istituzione del Parco.

    In occasione di questa storica ricorrenza , l’Ente magentino ha indetto lo scorso ottobre un concorso, aperto ai Licei Artistici, Istituti d’arte, Istituti di Grafica e Design o Istituti similari con sede nel territorio del Parco, per l’ideazione di un logo celebrativo .
    Le proposte di logo sono state valutate da una Commissione secondo i criteri di originalità, attinenza al tema, adattabilità a riduzioni ed ingrandimenti, adattabilità a riproduzione su gadget,

    Tra le 46 proposte ricevute è risultata vincitrice la proposta di Federico Maran e Gabriele Castiglioni, studenti dell’Istituto Superiore Giovanni Falcone Gallarate.
    Ai vincitori del concorso sarà corrisposto da parte dell’Ente un premio pari ad un rimborso spese per l’acquisto di materiale didattico/tecnologico.

    Gli studenti accompagnati dagli inseganti, i professori Sposaro Stefania, Re Luisa e Talone Italo, sono stati premiati venerdì pomeriggio da Cristina Chiappa- Presidente del Parco del Ticino e dal Consiglio di Gestione del Parco, in apertura della Comunità del Parco.

    “Siamo veramente felici che questo piccolo concorso abbia riscosso grande successo con quasi 50 diverse proposte – dichiara la presidente Cristina Chiappa -. Cerchiamo sempre più spesso di raggiungere le scuole superiori, dove ci piacerebbe che i programmi formativi lascino grande spazio alle proposte didattiche del Parco, così che possa essere sempre più conosciuto ed apprezzato. Siamo lieti di conferire questo premio a due studenti di un istituto di Gallarate, i cui cittadini dimostrano sempre grande sensibilità nei confronti dei Parco e delle sua attività. Questo logo ci accompagnerà per i prossimi 12 mesi e ci darà modo di ricordare il grande impegno e la grande passione di tutti coloro che quotidianamente lavorano per mantenere la grande bellezza del Parco del Ticino”.

  • Legambiente: Lombardia sempre più circolare… e riciclona

    Legambiente: Lombardia sempre più circolare… e riciclona

    Ospite della Fondazione Triulza presso MIND, L’edizione 2023 di Ecoforum Economia Circolare, con le sue oltre cento amministrazioni presenti, traccia un quadro nel suo complesso rassicurante per ciò che riguarda la sinergia tra politica e aziende su un tema delicato come quello dei rifiuti, evidenziando però criticità ancora consistenti, con una parte di regione ancora restia a una piena adozione dell’economia circolare.

    I dati 2022 analizzati in questa edizione mostrano l’aumento dei comuni ‘Rifiuti Free’ (65% di RD con meno di 75 Kg. / abitante / anno di rifiuto secco non riciclabile) rispetto alla precedente.

    Comuni Ricicloni, al suo trentesimo anno di monitoraggio, è il dossier che valorizza le performance delle amministrazioni lombarde nella gestione dei rifiuti. Un elenco che pone gli sfidanti obiettivi stabiliti da Legambiente Lombardia, più che mettere in competizione le amministrazioni. Promuovere e migliorare la raccolta differenziata nei territori, aumentare la qualità delle frazioni raccolte, introdurre la raccolta dell’organico in tutti i comuni e, infine, monitorare l’effettivo recupero di materia. Il ‘podio’ del dossier, che attribuisce la qualifica di comune ‘Rifiuti Free’, è il raggiungimento di una percentuale di Raccolta Differenziata pari o superiore al 65% contemporaneamente a un rifiuto secco non riciclabile pari o inferiore a 75 Kg. / abitante / anno.

    Tutti obiettivi che le provincie, salvo alcune eccezioni, mostrano prima di tutto di comprendere, poi di voler raggiungere con sempre maggiore impegno. La provincia che ha mostrato più innovazione è quella di Mantova, che sfiora l’80% dei comuni già ‘Rifiuti Free’, seguita da Monza-Brianza con oltre il 54% e Milano con oltre il 33%. Male Pavia e Sondrio, seguite da Como, dove non si raggiunge il 10% (rispettivamente 5%, 1% e 9%).

    TAB_province_RFree
    ‍Miglioramento evidente per quasi tutte le città capoluogo, nessuna delle quali entra però tra i ‘Comuni Ricicloni’ premiati da Ecoforum. Mantova è la città più vicina alla ambita soglia dei 75 Kg./ab./anno di residuo secco non riciclabile, totalizzando 89,4 Kg./ab./anno. Per tutte le altre invece, l’obiettivo è ancora lontano dall’essere raggiunto. Spiccano però le buone performance di Cremona, che si attesta su 100,6 Kg./ab./anno di residuo secco e Lodi con 107. A seguire, Bergamo con 111,9, Lecco con 116,6 e Monza con 111,4. Chiudono la classifica Pavia con 197,5 Kg./ab./anno e Sondrio che, con 228,1 Kg./ab./anno risulta ancora una volta il capoluogo con più indifferenziato pro-capite conferito dopo la differenziazione dei rifiuti.

    Un sacco residuo “pesante” (oltre i due quintali per abitante ogni anno) quello di Sondrio, la cui produzione totale annua di indifferenziato si attesta attorno alle 4,8 tonnellate: un po’ meno del doppio della produzione dell’intera città di Lecco, a fronte però di 44.793 abitanti contro i 21.180 di Sondrio.‍ “La Lombardia è una regione che conferma grandi potenzialità nel campo dell’economia circolare,” commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Comuni Ricicloni è la cartina di tornasole di un impegno diffuso da parte delle amministrazioni e delle aziende. Le realtà più virtuose premiate oggi devono non solo tenere il passo, ma farlo fare anche ai capoluoghi. I casi delle amministrazioni nelle provincie di Sondrio e di Pavia evidenziano diversi fattori negativi, tra cui la dimensione dei comuni, spesso piccoli, la mancanza di impianti per il riciclo, la poca determinazione della politica locale, ma il cambiamento può e deve arrivare anche in realtà come queste ultime”

    “Il nostro Ecoforum Economia Circolare è appuntamento l’annuale che promuove sinergie multidisciplinari con i diversi portatori di interesse,” afferma Andrea Causo, direttore di Legambiente Lombardia. “È un evento che rivela un percorso più articolato della sola giornata di restituzione, valorizzando le relazioni esistenti tra istituzioni, imprese e istituti di ricerca per accelerare i processi di innovazione in corso, spesso disaggregati tra loro, e creando nuove enrgie a venire.”

    L’evento organizzato da Legambiente Lombardia ha ricevuto il patrocinio di Regione Lombardia, ANCI Lombardia e ARPA Lombardia, con main partner Silea e CEM Ambiente, partner Mantova Ambiente ed è stato realizzato con il supporto di A2A. Media partner di eccezione La Nuova Ecologia, con la presenza del direttore Francesco Loiacono che ha moderato la plenaria. I Comuni ‘Rifiuti Free’ sono stati premiati dalla presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto.

  • In Regione Lombardia cala la produzione di rifiuti: -3.2%

    In Regione Lombardia cala la produzione di rifiuti: -3.2%

    Scende nel 2022 la produzione dei rifiuti urbani in Lombardia con un decremento del -3,2%, attestandosi a 4.616.465 tonnellate. Diminuisce anche la produzione pro-capite che cala del -3,1% rispetto all’anno precedente che passa da 478,6 kg/abitante per anno (1,31 kg/abitante per giorno), a 463,9 kg/abitante per anno (1,27 kg/abitante per giorno). La percentuale di raccolta differenziata a livello regionale rimane al 73,2%, lo stesso valore registrato anche nel 2021. Nel 2022 si è registrato inoltre un aumento nel recupero complessivo di materia ed energia: si è passati dal 83,9% nel 2021 al 84,8% nel 2022, con una leggera diminuzione del recupero di materia, dal 62,8% al 62,7%, ma un incremento del recupero di energia, dal 21,1% al 22,1%. Lo rende noto il report di Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) riguardante la produzione e gestione dei rifiuti urbani in Lombardia.

    “Sono valori molto positivi – commenta l’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia Giorgio Maione – che premiano sia gli sforzi di Regione sia di tutti i cittadini che si sentono coinvolti nelle tematiche ambientali. Vedere questi valori in continuo miglioramento sono sicuramente uno stimolo per tutti. L’economia circolare lombarda sta diventando sempre di più un modello. Ma non ci fermiamo, continuiamo a investire in impianti, nuove tecnologie e campagne di sensibilizzazione”. In tutte le province lombarde si è registrata una contrazione nella produzione pro-capite rispetto ai dati del 2021: le diminuzioni maggiori sono state riscontrate nelle province di Mantova (-7,8%), Cremona (-7,1%), Monza e Brianza (-5,5%), Varese (-4,9%) e Pavia (-4,8%) mentre quelle con i decrementi minori sono state la Città Metropolitana di Milano (-0,5%) e Bergamo (-2,3%).

    IL CONFERIMENTO IN DISCARICA – In discarica sono state smaltite direttamente 1.890 tonnellate di rifiuti indifferenziati pari allo 0,041%; tale quantitativo è in diminuzione rispetto al dato del 2021 (pari allo 0,045%); ciò evidenzia come il ricorso alla discarica, quale ultima forma di smaltimento diretto dei rifiuti urbani indifferenziati, sia assolutamente residuale (si tratta essenzialmente di rifiuti ingombranti o spazzamento strade), rispetto alla termovalorizzazione e al trattamento meccanico-biologico. LA RACCOLTA DELL’UMIDO – Rispetto agli obblighi entrati in vigore dal 1° gennaio 2022 di raccolta differenziata dei rifiuti organici, compreso il compostaggio domestico o di comunità/prossimità, i Comuni della Lombardia hanno ancora necessità di alcuni sforzi di allineamento. Nel 2022 l’83,3% dei comuni (pari a 1.255) ha effettuato la raccolta dell’umido domestico, nel 2021 erano 1.220.

  • Sic della Brughiera di Malpensa: Regione Lombardia dice no

    Sic della Brughiera di Malpensa: Regione Lombardia dice no

    La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore al Territorio e Sistemi Verdi, Gianluca Comazzi, e di concerto con gli assessori Giorgio Maione (Clima e Ambiente) e Claudia Maria Terzi (Infrastrutture e Opere Pubbliche) ha approvato una delibera che ‘boccia’ l’istituzione di un nuovo sito di importanza comunitaria (SIC) e zona di protezione speciale uccelli (ZPS) Brughiere di Malpensa e Lonate, avanzata da associazioni ambientaliste e del territorio.

    “L’area individuata dalle associazioni – ha detto Comazzi – è compresa nei confini del Parco del Ticino ed è già zona protetta. Gli habitat presenti risultano già tutelati in altri siti di Rete Natura 2000 in Lombardia e, come rilevato dal Ministero dell’Ambiente già nel 2016, non è emersa, per l’area in oggetto, la necessità di istituire nuovi siti. Questo però non significa ignorare la salvaguardia dell’ambiente, infatti, abbiamo dato mandato all’Osservatorio regionale per la Biodiversità di proseguire il monitoraggio dell’area, anche attraverso il coinvolgimento diretto del Parco della Valle del Ticino. Inoltre, apriremo sempre con il parco, un tavolo di lavoro condiviso per individuare ulteriori misure di tutela e conservazione delle emergenze naturalistiche presenti. I nostri siti Rete Natura 2000 rappresentano un’eccellenza di inestimabile valore per i quali lavoriamo costantemente in modo da garantirne la salvaguardia e la valorizzazione per le generazioni presenti e future”.

    Parte dell’area interessata dalla proposta è compresa nel masterplan ‘Aeroporto di Milano Malpensa Masterplan 2035’ che prevede l’ampliamento dell’aeroporto di Malpensa. Regione Lombardia ha già identificato 246 siti Rete Natura 200 (373.806 ettari), pari a quasi il 16% del proprio territorio, individuando 209 specie di interesse comunitario e ponendole quindi sotto protezione.

    La Giunta regionale, prendendo atto dei caratteri naturalistici presenti nell’area, ha contemperato che le esigenze economiche, sociali e culturali, ai termini del DPR 357/1997, individuano il Masterplan Malpensa 2035 come ‘opera di interesse strategico per il Paese’.

    L’aeroporto di Malpensa, infatti, è riconosciuto dal Piano Nazionale Aeroporti come aeroporto di ‘rilevanza intercontinentale’ e, a livello europeo, rappresenta un nodo della TEN-T Core Network; nell’ultimo biennio (dati Assaeroporti) ha movimentato merce per un totale di oltre 700.000 tonnellate/anno, valori che rappresentano il 70% dei movimenti di merci a livello nazionale