Categoria: Ambiente

  • Parco Agricolo Sud Milano, i big del centro destra hanno illustrato le novità: governance e prospettive future

    Lunedì 20 gennaio 2025, il Centro Polifunzionale Sandro Pertini di Peschiera Borromeo ha ospitato un importante incontro pubblico dedicato alla recente riforma della governance del Parco Agricolo Sud Milano (PASM). L’evento, organizzato dal centrodestra cittadino, ha visto la partecipazione di figure chiave della politica regionale e locale, suscitando grande interesse tra amministratori, agricoltori e cittadini.

    Un dibattito atteso

    Tra i relatori principali, spiccano i nomi di Franco Lucente, Assessore regionale alla Mobilità e primo firmatario del Progetto di Legge sul PASM, Gianluca Comazzi, Assessore al Territorio e Sistemi Verdi, e Silvia Scurati, Consigliere regionale e cofirmataria della legge. Moderatrice della serata è stata Vera Cocucci, Consigliere di Città Metropolitana di Milano, che ha guidato con vivacità il confronto tra i protagonisti. Il convegno è stato introdotto dagli organizzatori locali: Carla Bruschi Coordinatrice cittadina di Forza Italia, Daniele Pinna Segretario cittadino della Lega e Andrea Canino Coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, che hanno rivolto parole di soddisfazione per la cospicua presenza del pubblico: «Un argomento di estremo interesse che coinvolge il nostro territorio». L’evento ha visto anche le considerazioni di tanti amministratori del territorio e la presenza come auditori di Giorgio Bianchini del WWF Sud Milano, e Walter Ferrari, noto naturalista divulgatore e grande conoscitore del Parco Agricolo Sud Milano.

    L’intervento di Franco Lucente

    Franco Lucente (Fratelli d’Italia) ha aperto il dibattito con una panoramica sul lungo iter legislativo che ha portato alla riforma. «Questa legge, approvata nel dicembre 2022, segna una svolta nella gestione del Parco Agricolo Sud Milano. Abbiamo lavorato per tre anni, affrontando ostacoli e divergenze, ma con la consapevolezza che l’80% del parco è di proprietà agricola e richiede soluzioni concrete per i nostri agricoltori», ha dichiarato.

    Lucente ha sottolineato l’importanza di una governance più inclusiva, che prevede un consiglio direttivo composto da 11 membri, tra cui rappresentanti di Regione Lombardia, del Comune di Milano, della Provincia e due esponenti del mondo agricolo. Ha anche rassicurato il pubblico sulla tutela ambientale: «Abbiamo inserito un rappresentante delle associazioni ambientaliste per garantire una visione a 360 gradi. Il nostro obiettivo è valorizzare il parco senza compromettere l’equilibrio tra ambiente e attività produttive».

    Silvia Scurati: tutela e sviluppo

    Silvia Scurati (Lega) ha raccontato il percorso politico dietro la legge, sottolineando la coesione tra le forze di centrodestra. «Abbiamo lavorato insieme per garantire che questa riforma rispondesse alle esigenze del territorio. Non è solo una questione di governance, ma di rispetto per chi vive e lavora nel parco», ha spiegato.

    Scurati ha anche affrontato le critiche ricevute, chiarendo che la legge non comporta consumo di suolo: «La nostra priorità è mantenere il parco agricolo. Investiremo in educazione ambientale e nella promozione dei prodotti locali, come già avviene in altri parchi regionali».

    Gianluca Comazzi: un approccio pragmatico

    Gianluca Comazzi (Forza Italia) ha evidenziato il ruolo strategico della Regione Lombardia nella gestione del parco. «Non possiamo permettere che i nostri agricoltori attendano anni per ottenere autorizzazioni. Con questa riforma, puntiamo a sburocratizzare i processi e a garantire una gestione più efficiente», ha affermato.

    Comazzi ha inoltre ricordato gli sforzi per armonizzare le normative regionali e locali, eliminando le discrepanze che hanno rallentato lo sviluppo del parco: «Siamo passati da una gestione frammentata a una visione unitaria, aumentando anche i fondi disponibili da 360.000 a quasi 700.000 euro annui». Comazzi ha poi spiegato che il nuovo Statuto è già stato approvato da Città Metropolitana di Milano e da 50 dei 60 comuni del Parco Agricolo Sud Milano, presto ci sarà una Delibera che consentirà a Regione Lombardia di adottarlo e renderlo operativo: «Finalmente avremo un Presidente che si occuperà a tempo pieno del Parco Agricolo Sud Milano».

    Le voci dal territorio

    L’incontro ha dato spazio anche a sindaci e rappresentanti locali. Mario Orfei, ex candidato sindaco a Peschiera Borromeo, e attuale Consigliere comunale, ha raccontato le difficoltà incontrate nella gestione delle pratiche burocratiche con il Parco Sud: «Abbiamo esempi di aziende agricole bloccate per anni. Questa riforma è una risposta concreta alle loro necessità».

    Luciano Nieto, di Confagricoltura, ha elogiato la nuova visione strategica: «Finalmente un modello che mette al centro gli agricoltori e i servizi ecosistemici. Il parco non deve essere una riserva indiana, ma un luogo di innovazione e sviluppo sostenibile».

    Rodolfo Corazzo, sindaco di Rodano, ha ricordato un episodio emblematico: «Anni fa, per ottenere una risposta su una pratica relativa a 20.000 metri di terreno, abbiamo atteso tempi biblici. Questa nuova governance è fondamentale per snellire le procedure».

    Giulio Guala, sindaco di Colturano, ha espresso soddisfazione per il cambio di gestione: «La rigidità del Parco ci ha obbligati a rivedere interamente il nostro PGT per una strada di soli 700 metri. Con questa riforma, speriamo in maggiore ascolto per le esigenze locali».

    Carmine Lanzetta, vicesindaco di Tribiano, ha condiviso la frustrazione per anni di immobilismo: «I cittadini si rivolgono a noi per risolvere problemi con il Parco, ma spesso abbiamo trovato un muro di gomma. Questa nuova governance porterà un cambiamento reale».

    Loris Carmagnani sindaco di Carpiano ha elogiato la coesione tra gli amministratori: «Siamo un territorio ricco di agricoltori che necessitano di supporto immediato. Questa riforma rappresenta un passo avanti per tutti noi».

    Vera Cocucci, moderatrice e Consigliere di Città Metropolitana nonché del Comune di Mediglia, ha sottolineato l’impatto positivo della nuova gestione: «Il Parco non deve essere un ostacolo, ma un alleato per agricoltori e amministratori locali».

    L’evento si è concluso con un caloroso applauso, testimonianza dell’interesse e della partecipazione della comunità. La riforma del Parco Agricolo Sud Milano rappresenta un banco di prova per la politica lombarda, chiamata a dimostrare che è possibile coniugare tutela ambientale e sviluppo economico.

  • A lezione di ambiente nelle scuole del territorio con il Consorzio dei Navigli

    Sono già circa 1.000 gli studenti del territorio che hanno partecipato al progetto di educazione ambientale sull’inquinamento causato dal mondo dell’industria tessile e rivolto alle scuole di ogni ordine e grado dei Comuni del Sud Ovest Milanese soci di Consorzio dei Navigli S.p.A., società che si occupa di gestione integrata dei rifiuti, educazione ambientale e promozione turistica del territorio.

    Nel periodo compreso tra settembre e dicembre 2024 sono stati coinvolti centinaia di alunni delle scuole primarie di Bernate Ticino, Casorate Primo, Vittuone e Corbetta.

    Gli educatori del Consorzio dei Navigli hanno tenuto lezioni teoriche e pratiche con l’obiettivo di sviluppare il senso di responsabilità di bambini e ragazzi sul tema dell’inquinamento prodotto dall’industria tessile. In gran parte la causa è riconducibile alla cosiddetta “fast fashion”, settore dell’industria dell’abbigliamento che produce collezioni nuove in tempi brevissimi (più di 50 collezioni all’anno) mediante l’utilizzo di materiali inquinanti e di scarsa qualità.

    «Gli alunni hanno potuto sperimentare con interesse il tema dell’inquinamento tessile nella loro vita quotidiana iniziando, per esempio, a leggere le etichette dei loro capi di abbigliamento. – afferma Carlo Ferrè, presidente del Consorzio dei Navigli – Gli incontri sono stati strutturati per comprendere da dove nascono le fibre dei capi che indossano per poi arrivare a capire dove vanno a finire. L’attenzione è stata poi focalizzata sulle azioni, su cosa possono fare di concreto per contribuire a salvaguardare l’ambiente».

    «L’inquinamento provocato dall’industria tessile è di grande attualità. Gli abiti sono al quarto posto per consumo di risorse e in media, ogni cittadino, butta via 11 kg di vestiti all’anno, tra scarpe e altri prodotti in tessuto», spiega Christian Migliorati, direttore del Consorzio dei Navigli che ha avviato anche la raccolta del rifiuto tessile attraverso l’installazione di appositi cassoni con relativa cartellonistica all’interno delle piattaforme ecologiche dei Comuni Soci.

    Il progetto di educazione ambientale proseguirà fino al termine dell’anno scolastico coinvolgendo altri studenti delle scuole dei Comuni soci che progressivamente stanno aderendo. Inoltre, continuerà ad essere promosso anche in occasione di eventi pubblici come fiere e altre manifestazioni del territorio.

  • Qualità aria in Lombardia, la Regione: dati in costante miglioramento

    Qualità aria in Lombardia, la Regione: dati in costante miglioramento

    Alla conclusione della prima fase di validazione, sono ora disponibili le valutazioni sull’andamento della qualità dell’aria dell’anno 2024 fotografato dagli strumenti certificati della rete di rilevamento di Arpa Lombardia. Tutti i dati utilizzati per questo bilancio sono pubblici, reperibili sul sito e dall’inconfutabile valore scientifico: provengono infatti da strumenti conformi alle norme, di cui è garantita, tramite apposite procedure di controllo e assicurazione di qualità, l’affidabilità e la comparabilità.

    “I numeri – ha dichiarato Giorgio Maione, assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia – confermano il miglioramento del trend su base pluriennale. Nel periodo invernale ci sono frequenti situazioni di inversione termica che trasformano tutta la Pianura Padana in una sorta di recipiente chiuso, ma i dati scientifici di Arpa, unico ente titolato a certificarli, ci dicono che la direzione è giusta. Nel 2025 investiremo ancora sull’abbattimento delle emissioni degli edifici pubblici e dei servizi abitativi con un bando da 34 milioni di euro; sull’abbattimento delle emissioni derivanti dal traffico veicolare con un bando da 10 milioni di euro dedicato a strade verdi e smart; sulla sostituzione di autovetture inquinanti peri cittadini con 23 milioni di euro e sull’innovazione in agricoltura con 15 milioni di euro. È ancora aperto inoltre il bando da 23 milioni di euro dedicato alla sostituzione degli impianti di riscaldamento a biomassa. Investimenti che si aggiungono a quelli fatti negli ultimi anni per la sostituzione dei veicoli inquinanti di aziende e privati. La collaborazione con gli altri territori del bacino padano è costante per una azione omogenea”.

    Come ormai da qualche anno, anche nel 2024 è stato rispettato ovunque il limite annuale per il PM10 (media di 40 microgrammi per metrocubo). Inoltre, per il secondo anno dopo il 2023, anche la media annua del PM2.5 ha rispettato in tutte le stazioni lombarde il limite normativo di 25 microgrammi per metrocubo. Permangono invece in alcune zone del territorio lombardo superamenti del limite giornaliero fissato per il PM10 (rispetto ai 35 giorni consentiti), pur all’interno di un trend pluriennale in progressiva e continua riduzione.

    Buone notizie anche per il biossido di azoto (NO2), che non ha superato la media annuale di 40 microgrammi per metro cubo (limite di legge) nella quasi totalità delle stazioni di monitoraggio. Si segnala in particolare che sono scese al di sotto del limite anche le stazioni ad alta densità di traffico, Milano in Viale Marche e Brescia in Via Turati, che lo scorso anno avevano superato i limiti.

    Il trend positivo dovrà continuare nel tempo, anche alla luce della direttiva europea 2024/2881, che fissa obiettivi ancora più ambiziosi rispetto a quelli attualmente in vigore, per avvicinarsi sempre più alle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

    La situazione in dettaglio per i diversi parametri è la seguente:

    Numero di giorni di superamento dei 50 microgrammi al metrocubo di PM10 nella stazione peggiore di ciascun capoluogo: 68 giorni a Milano, 57 a Cremona, 56 a Brescia, 54 a Monza, 50 a Mantova, 49 a Lodi, 47 a Pavia, 40 a Bergamo, 21 a Como, 9 a Lecco, 8 a Sondrio e 5 a Varese. Considerando l’intera Regione, il numero di giorni di superamento più elevato nel 2024 è stato registrato nella stazione di Soresina (CR), con 75 giorni oltre il limite e nella stazione di Rezzato (BS), con 70 giorni sopra il limite.

    Media annua del PM2.5 – Nella stazione peggiore di ciascun capoluogo, le medie sono le seguenti: Monza 24 µg/m³, Cremona 23 µg/m³, Brescia 22 µg/m³, Lodi e Milano 21 µg/m³, Pavia 19 µg/m³, Bergamo 18 µg/m³, Mantova e Sondrio 16 µg/m³, Como 15 µg/m³, Varese 13 µg/m³, e Lecco 11 µg/m³. Considerando l’intera Regione, nel 2024 le concentrazioni medie annue più elevate si sono registrate nella stazione di Soresina in provincia di Cremona, con 25 µg/m³, comunque sotto al limite.

    Media annua NO2 – La media nella stazione peggiore di ciascun capoluogo è la seguente: Milano 39 µg/m³, Brescia 38 µg/m³, Varese 35 µg/m³, Bergamo e Como 33 µg/m³, Lecco e Monza 28 µg/m³, Pavia 26 µg/m³, Cremona e Mantova 24 µg/m³, Lodi 22 µg/m³e Sondrio 21 µg/m³. L’unica stazione attualmente sopra al limite in Lombardia è quella di Cinisello Balsamo, con 42 µg/m³, stabile rispetto al 2023.

  • Un doppio invito da ‘Novara Green’ e ‘Legambiente’

    Un doppio invito da ‘Novara Green’ e ‘Legambiente’

    Doppio appuntamento questo sabato 11 gennaio con Novara Green e Legambiente con iniziative sempre tese a ripopolare il verde urbano. Primo ritrovo fissato alle 9,45 presso il monumento ai Caduti di viale IV novembre.

    Qui si terrà la consegna ufficiale alla vincitrice della prima edizione di ‘balconi in fiore’, Chiara Martelli, dell’albero premio dedicato a lei, il ringraziamento di Novara Green per la bellezza che ha saputo regalare a tutti i novaresi con il suo colorato terrazzino.

    Questo sarà il primo di numerosi altri appuntamenti simili fissati nel corso della giornata.
    Sabato saranno, infatti, consegnati ufficialmente ai vari donatori 23 nuovi alberi.

    Grazie all’attenzione e alla generosità dei Novaresi ‘adotta un albero’, l’iniziativa promossa da Legambiente e sostenuta da Novara Green, raggiunge l’importante traguardo delle 120 piante, tra alberi e arbusti, piantate in città.

  • Lombardia. Nel 2024 rimosse 53 tonnellate di plastica e rifiuti dall’ambiente grazie a Plastic Free Onlus

    Lombardia. Nel 2024 rimosse 53 tonnellate di plastica e rifiuti dall’ambiente grazie a Plastic Free Onlus

    Un “bottino” di 53.164 chilogrammi di plastica e rifiuti rimossi da spiagge, parchi e aree pubbliche cittadine, frutto di ben 225 appuntamenti di pulizia ambientale tra clean up, passeggiate ecologiche e raccolte dedicate ai mozziconi di sigaretta.

    È il risultato raggiunto in Lombardia nel corso del 2024 dall’onda blu dei volontari di Plastic Free Onlus, l’organizzazione impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica. Alle attività di rimozione rifiuti sul campo, si aggiungono le sensibilizzazioni soprattutto verso le nuove generazioni. Grazie a 166 incontri tenuti durante l’anno negli istituti scolastici regionali, infatti, si è riusciti a raggiungere 12.020 studenti con interventi personalizzati per fasce d’età per illustrare l’importanza di amare il Pianeta non inquinando, di effettuare una corretta raccolta differenziata e di come scelte alternative alla plastica possano farci prevenire ulteriori disastri ambientali.

    “Si è concluso un anno straordinario per la nostra associazione che ha varcato i confini nazionali per raggiungere 34 Paesi nel mondo – dichiara Matteo Bignardi, referente regionale Plastic Free – Anche le volontarie e i volontari della Lombardia hanno dato il proprio contributo a tutela del Pianeta. Lo abbiamo raggiunto anche grazie all’impegno delle amministrazioni locali con cui abbiamo sottoscritto 32 protocolli d’intesa per agevolare e intensificare i rapporti con i referenti locali, promuovendo pratiche virtuose a beneficio dei cittadini. Nel 2024, sono stati nove i Comuni Plastic Free della Lombardia: Borgo Virgilio (MN) con tre tartarughe, Milano, Cernusco sul Naviglio 2 tartarughe (Milano); Monza 2 tartarughe, Brugherio, Villasanta (Monza Brianza); Olgiate Molgora (Lecco); Pavia, Landriano (Pavia). Ci auguriamo – conclude Matteo Bignardi – che sempre più Comuni colgano questa opportunità candidandosi gratuitamente entro il prossimo 15 gennaio”.

    Nel 2024, infine, con il suo fondatore e presidente Luca De Gaetano, Plastic Free Onlus ha dato vita al Comitato Scientifico, guidato dal prof. Ennio Tasciotti, fondatore e direttore dello Human Longevity Program all’IRCCS San Raffaele di Roma, inserito dalla Stanford University nella prestigiosa classifica dei top 1% degli scienziati mondiali, nonché Rete delle Università per l’ambiente. L’impegno di Plastic Free è rivolto anche verso il suo simbolo, la tartaruga. Nel corso dell’ultimo anno, ne sono state salvate 31 da morte certa mentre 3.879 tartarughine sono state accompagnate alla nascita grazie al Centro di Recupero di Calimera, in provincia di Lecce.

    www.plasticfreeonlus.it

  • Il 2025 ricomincia dallo smog: fine d’anno con la pianura avvolta nelle polveri sottili

    Il 2025 ricomincia dallo smog: fine d’anno con la pianura avvolta nelle polveri sottili

    Il 2024 si è chiuso come uno degli anni più piovosi, quindi anche con la qualità dell’aria migliore di sempre, o almeno da quando le polveri sottili (PM10) sono misurate dalla rete sensoristica installata in tutti i capoluoghi da ARPA Lombardia. In un quadro di progressivo, seppur troppo lento, miglioramento della qualità dell’aria, i due dati sono collegati, visto che il clima perturbato e piovoso abbatte e disperde gli inquinanti atmosferici.

    “Le politiche per la qualità dell’aria dimostrano la loro efficacia nel tempo, ma si prenda atto che sono trainate dal quadro di regole dettate dalla UE,” dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “In questo scenario normativo, latita invece il protagonismo di regioni e città quanto a investimenti e azioni incisive. Se nonostante i miglioramenti la Pianura Padana resta l’area più inquinata d’Europa è anche per la mancanza di una regia territoriale efficace per ciò che riguarda, ad esempio, le strategie di mobilità, il riscaldamento civile e le politiche agricole. Ci aspettiamo che tutto ciò sia sviluppato quanto prima, a partire dal nuovo PRIA, il Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’Aria.”

    Il dato medio in miglioramento del 2024 nasconde comunque profonde differenze tra città: decisamente male è andata Milano, che peggiora notevolmente il dato del 2023. Male anche la bassa Padana: Cremona si conferma come città più inquinata della Lombardia come, a seguire, gli altri capoluoghi della pianura. Un dato di fatto che indica le emissioni che derivano dalle attività agricole, e in particolare dagli allevamenti intensivi, incidano sempre più sulla qualità dell’aria.

    Infatti, tra le stazioni di misura i cui valori sono monitorati da Legambiente spicca anche quest’anno un piccolo centro, quello di Soresina (CR), lontano da grandi arterie autostradali e da grandi concentrazioni industriali ma immerso in un contesto agricolo che vanta la più alta densità di capi allevati in Italia e conseguenti elevate emissioni di ammoniaca, che nei mesi invernali è il precursore della formazione di particolato sottile.

    “È sempre più chiaro che non sarà possibile raggiungere gli obiettivi di qualità dell’aria della nuova direttiva UE senza un’azione che chiami in causa il sistema agrozootecnico padano,” dichiara Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia. “Non si tratta solo di aggiornare gli allevamenti, ad esempio mediante le coperture delle vasche e i limiti agli spandimenti di liquami: occorre, insieme a ciò, ristrutturare un settore troppo cresciuto nei decenni passati per rispondere al richiamo dell’industria alimentare, portandolo invece a produrre meno ma meglio, e in equilibrio con il territorio, riducendo così anche l’impatto sulla qualità dell’aria.”

    Il dato di salute dell’aria più negativo resta quello relativo al numero di giornate di inquinamento oltre la soglia critica che, per la legislazione vigente (in via di superamento per il recepimento della nuova direttiva UE), è fissata al valore di 50 microgrammi di PM10 per mc di aria: le giornate di smog sono tipicamente concentrate nelle stagioni fredde, che sono coincise con i mesi in cui, anche nel 2024, ha piovuto di meno. Il dato del numero delle giornate di smog per quasi tutte le città è stato decisamente peggiore rispetto all’anno precedente, con Milano ancora in testa alla classifica dei capoluoghi, con ben 68 giornate di smog (erano state 49 nel 2023), seguita da Cremona con 57 e dagli altri capoluoghi della pianura, tutti ben oltre il numero di 35 giornate di ‘franchigia’ che la vigente normativa contempla.

    La situazione peggiora nei piccoli centri della pianura zootecnica: Soresina di nuovo batte tutti i capoluoghi con ben 75 giornate di smog nel 2024. Un quadro decisamente migliore si incontra spostandosi verso l’Alta Lombardia: Bergamo ha sforato per 40 giorni, Como per 21 giorni (quindi al di sotto del numero contemplato dalla norma attuale, ma al di sopra delle soglie fissate dalla nuova direttiva), mentre Varese, Lecco e Sondrio, tutte al di sotto delle 10 giornate di ‘aria cattiva’, chiudono l’anno consolidando il giudizio positivo di qualità dell’aria per queste località.

  • Lombardia, Ricicloni 2024. Legambiente premia 11 Comuni del Consorzio dei Navigli

    Lombardia, Ricicloni 2024. Legambiente premia 11 Comuni del Consorzio dei Navigli

    Il Consorzio dei Navigli S.p.A. torna ad essere protagonista in Lombardia nella gestione integrata dei rifiuti.
    È quanto emerge dal 31° dossier “Comuni Ricicloni – Rifiuti Free” di Legambiente Lombardia, che è stato pubblicato in occasione della VIII edizione di Ecoforum Economia Circolare, che si è tenuta lo scorso 10 dicembre a Rho, nella Cascina Triulza.

    Legambiente su 1.504 comuni lombardi ne ha premiato 404 per la gestione virtuosa dei rifiuti e 11 di questi fanno Parte del Consorzio dei Navigli e precisamente: Bernate Ticino, Besate, Bubbiano, Calvignasco, Cassinetta Di Lugagnano, Cisliano, Corbetta, Inveruno, Mesero, Nosate e Ozzero.

    Ecco i dati (anno 2023) per i 11 Comuni Ricicloni del Consorzio: Bernate Ticino (2.941 abitanti, 89,3 % di RD – Raccolta differenziata e 42 di PSR); Besate (2.047 abitanti, 90,6 % di RD – Raccolta differenziata e 39 di PSR); Bubbiano (2.463 abitanti, 88,3 % di RD – Raccolta differenziata e 42 di PSR); Calvignasco (1.204 abitanti, 86,5% di RD e 51 di PSR); Cassinetta di Lugagnano (1.917 abitanti, 89,4% di RD e 44 di PSR); Cisliano (5.119 abitanti, 89,6% di RD e 43 di PSR); Corbetta (18.934 abitanti, 84,8% di RD e 60 di PSR); Inveruno (8.444 abitanti, 84,5% di RD e 63 di PSR); Mesero (4.235 abitanti, 87,0% di RD e 56 di PSR); Nosate (644 abitanti, 83,7% di RD e 75 di PSR); Ozzero (1417 abitanti, 87,1% di RD e 61 di PSR).

    «Il dossier è un rapporto puntuale che Legambiente rielabora ogni anno per monitorare l’andamento della gestione dei rifiuti e che premia soltanto i Comuni che, oltre a raggiungere o superare il 65% di raccolta differenziata (RD), hanno conferito una quantità pari o inferiore a 75kg/abitante/anno di rifiuto secco non riciclabile (PSR)», spiega il direttore del Consorzio dei Navigli Christian Migliorati.

    Dai dati forniti dal sistema O.R.So di ARPA Lombardia e rielaborati da Legambiente, emerge che nel 2023 la produzione complessiva dei rifiuti urbani in Lombardia è stata di 4.714.739 tonnellate, con un aumento del 2,1% rispetto al 2022. A questo aumento dei rifiuti come dato assoluto, corrisponde però anche una maggiore separazione delle varie frazioni. Infatti, la raccolta differenziata in Regione si assesta al 73,8%, in aumento rispetto al 73,2% del 2022. In regione oltre trecento comuni non raggiungono nemmeno l’obiettivo europeo del 65% della Raccolta Differenziata previsto al 2020, spesso disattendendo la raccolta della frazione organica e quella dei tessili prevista a partire dal 2022 per tutti i comuni.

    «Ecoforum è l’evento che ogni anno fa il punto con le imprese delle filiere del riciclo, le aziende di gestione dei rifiuti e le amministrazioni comunali sull’economia circolare in Lombardia. – afferma il presidente del Consorzio dei Navigli Carlo Ferrè – Nell’elenco dei Comuni Rifiuti Free pubblicato nel dossier 2024 rientrano 11 nostri Comuni che sono stati premiati con un certificato. Si rileva che tra questi ci sono, sia il più piccolo Nosate con 644 abitanti, sia il più grande Corbetta con 18.934 abitanti, entrambi con una raccolta differenziata che supera ampiamente l’80%.

    Questi risultati si ottengono attraverso una buona gestione integrata dei rifiuti, a cui collaborano tutti a partire dai singoli cittadini di ogni Comune. Ognuno fa la sua parte per contribuire alla riduzione dei rifiuti, rispettare l’ambiente e migliorare gli standard di qualità della vita nei territori di riferimento. In questo senso, il Consorzio dei Navigli, organizza anche progetti di educazione ambientale nelle scuole coinvolgendo ogni anno migliaia di studenti, come l’ultimo ancora in corso che riguarda l’inquinamento prodotto dall’industria tessile».

    I 19 Comuni oggi Soci di Consorzio dei Navigli S.p.A., società mista pubblico-privata, sono: Arluno, Bernate Ticino, Besate, Bubbiano, Busto Garolfo, Calvignasco, Casorate Primo, Cassinetta di Lugagnano, Cisliano, Corbetta, Cusago, Inveruno, Mesero, Morimondo, Nosate, Ozzero, Torre D’Isola, Vanzaghello e Vittuone.

    I Soci privati, che detengono il 30% del capitale sociale e che, con i propri servizi operativi hanno contribuito in maniera decisiva al conseguimento del prestigioso risultato, sono Idealservice Soc. Coop. di Udine, Spazio Aperto Soc. Coop. Sociale di Milano.

    Link al Dossier di Legambiente Lombardia 2024:

    https://www.legambientelombardia.it/wp-content/uploads/2024/12/ricicloni2024_12-12.pdf

  • Lombardia. Proroga fino al 15 gennaio per le candidature per divenire “Comune Plastic Free 2025”

    Lombardia. Proroga fino al 15 gennaio per le candidature per divenire “Comune Plastic Free 2025”

    C’è tempo fino al 15 gennaio per borghi, città e paesi italiani che vogliono candidarsi come “Comune Plastic Free 2025”. Grazie all’iniziativa della onlus, impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento legato all’abuso di plastica, tutte le amministrazioni possono candidarsi e ricevere una valutazione rispetto al proprio impegno di salvaguardia dell’ambiente sul proprio territorio. Plastic Free, infatti, valuterà le procedure di riduzione della plastica adottate e in generale l’impegno e l’attenzione verso l’ambiente. Nel 2024, sono stati nove i Comuni Plastic Free della Lombardia: Borgo Virgilio (MN) con tre tartarughe, Milano, Cernusco sul Naviglio 2 tartarughe (Milano); Monza 2 tartarughe, Brugherio, Villasanta (Monza Brianza); Olgiate Molgora (Lecco); Pavia, Landriano (Pavia).

    “Quest’anno abbiamo reso la procedura di partecipazione più snella per i Comuni che potranno effettuarla autonomamente online – dichiara Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus – I criteri di valutazione sono stati rivisti e migliorati affinché le Amministrazioni possano continuare nel proprio percorso di transizione ecologica e d’innovazione virtuosa a beneficio delle comunità locali. Sebbene ci siano già giunte 100 candidature, abbiamo deciso di posticipare sino al 15 gennaio il termine ultimo per la procedura online, viste le novità di quest’anno e le concomitanti scadenze a cui ogni Amministrazione deve far fronte in chiusura dell’annualità. I Comuni – aggiunge De Gaetano – riceveranno un pre-esito così da sentirsi ancora più motivati a migliorarsi sin da subito e, in tal modo, ottenere il riconoscimento massimo che premia il proprio impegno per l’ambiente”

    La procedura di candidatura è aperta a tutti i 7.896 Comuni italiani. È gratuita e l’ottenimento del riconoscimento di “Comune Plastic Free 2025” ribadisce l’impegno da parte dell’Amministrazione a ridurre la plastica e a mettere in campo procedure utili ai fini della salvaguardia ambientale, che possono fungere da esempio per tutti i cittadini.

    Candidarsi è semplice, basta compilare il modulo online disponibile sul sito www.plasticfreeonlus.it. e attendere l’esito del comitato della associazione ambientalista. Sarà valutato se sussistono le condizioni per conferire il riconoscimento e sarà possibile visualizzare il pre-esito direttamente online, compreso il punteggio ottenuto. I livelli di virtuosità da quest’anno saranno quattro: 1, 2, 3 tartarughe a cui si aggiunge la lode con il riconoscimento “3 tartarughe gold”.

    “Abbiamo già raggiunto quota 100 Comuni Plastic Free, segno questo che la nostra iniziativa viene accolta con favore dalle Amministrazioni a cui sta a cuore il futuro della natura e del pianeta – prosegue il presidente De Gaetano (Plastic Free) – Ricevere le nostre “Tartarughe” significa aver assunto un impegno costante verso i cittadini e l’ambiente, ma allo stesso tempo pensare a progetti a lungo termine che prevedano città più sane e più pulite. Per questo, da parte nostra c’è il massimo rigore nell’assegnare questo riconoscimento, perché quando si parla di ambiente si parla del futuro di tutti noi”.

    Dopo la presentazione della domanda, la Segreteria dei Comuni Plastic Free effettuerà tutti i controlli e andrà a validare o meno il risultato. All’interno del form online, il Comune potrà richiedere supporto per migliorare il proprio livello di virtuosità apportando immediati benefici alle comunità locali. Plastic Free effettuerà delle verifiche sul territorio per attestare la veridicità dei dati comunicati.

    “L’ufficializzazione dei Comuni Plastic Free 2025 – conclude Luca De Gaetano – avverrà l’ultima settimana di gennaio mentre la premiazione nazionale avverrà il successivo marzo. L’augurio è che tutti i Comuni partecipino a questa iniziativa che ha il fine di salvaguardare l’ambiente e la natura, lavorando in sinergia sul territorio e nella realizzazione di progetti volti a sensibilizzare e a far cambiare le nostre abitudini quotidiane”.

    Ulteriori info su: www.plasticfreeonlus.it

  • A Legnano arrivano i cestini intelligenti: speriamo lo siano anche i cittadini conferitori

    A Legnano arrivano i cestini intelligenti: speriamo lo siano anche i cittadini conferitori

    In città sono arrivati i primi cestini “intelligenti”: si chiamano così perché dotati di tecnologia smart, che consente, da remoto, il controllo costante dei livelli di rifiuto accumulati, a beneficio del decoro urbano.

    Amici dell’ambiente perché alimentati con energia solare catturata da un pannello fotovoltaico posto sulla loro superficie, i cestini intelligenti non solo comunicano al gestore (attraverso una App), il loro livello di riempimento, ma sono anche il grado di prevenire il loro sovraccarico, grazie a un sensore a ultrasuoni che rileva il quantitativo di rifiuti presente e attiva una pressa interna, che li compatta sino a circa 1/5 del loro volume.

    Per aprirli, è sufficiente utilizzare la maniglia, oppure il pedale presente in basso.
    Finanziati con i fondi del PNRR e finalizzati, appunto, ad ottimizzare la raccolta dei rifiuti a livello stradale, i cestini intelligenti saranno installati nelle aree interessate da importanti flussi pedonali e dovrebbero (ma il condizionale è d’obbligo), porre fine a quegli spettacoli indecorosi in cui è facile imbattersi, soprattutto in certe zone, dove i cestini tradizionali e l’area circostante diventano il bersaglio della maleducazione e dell’inciviltà.

    Oltre a quelli già installati in piazza San Magno (nell’area posta fra il Comune e la Basilica) e in Corso Magenta (all’angolo con via Ratti, sul piazzale delle scuole De Amicis), è prevista l’installazione di altri 18 cestini, al posto di quelli in cemento esistenti. Ecco le loro ubicazioni:
    * ZTL di via Cavallotti (angolo via Palestro) nelle vicinanze delle fioriere
    * Piazza Ezio Morelli, sotto il porticato della Galleria Cantoni
    * via Palestro, nelle vicinanze di piazza Don Sturzo.
    * corso Garibaldi angolo via Verdi.
    * vicolo Garibaldi angolo corso Italia
    * via Corridoni angolo Corso Magenta (ZTL)
    * piazza Ferrè, all’inizio del ponticello intitolato a Franco Basaglia (area prospiciente l’ingresso della Galleria Cantoni).
    * ZTL di via Mauro Venegoni, sotto la telecamera di accesso alla zona a traffico limitato
    *ZTL via Venegoni, nei pressi del sottopasso della ferrovia
    * quartiere Canazza, via Colombes, nei pressi della scuola elementare Pascoli, nella rientranza fra la rampa disabili e gli scalini di ingresso della scuola
    * via Bissolati, sul piazzale d’ingresso alla scuola don Milani
    * via Parma, sul marciapiede delle scuole Toscanini
    * via delle Rose angolo dei Salici, a fianco della Casetta dell’acqua
    * piazza Vittorio Veneto, nelle vicinanze del monumento dedicato alla strage del Vajont
    * via Santa Teresa del Bambin Gesù, sul piazzale di ingresso delle scuole Manzoni
    * Giardini piazza Trento e Trieste, fianco dei cancelli di ingresso della scuola Mazzini
    * di fronte all’ingresso del parco Castello, alla fine del sottopasso pedonale
    * Via Verdi angolo via Palestro.

    I 18 nuovi cestini saranno installati prossimamente.