Categoria: Ambiente

  • Siccità lago Maggiore, Regione Piemonte in campo

    NOVARA “Abbiamo ben presente quale sia la portata del problema con le implicazioni che vanno a toccare, tra gli altri, anche un comparto, quello turistico, decisamente importante per l’economia di un’intera zona”.

    Così l’assessore regionale piemontese all’ambiente Matteo Marnati a proposito dei livelli delle acque del Lago Maggiore. “Proprio per questo fin dai primi giorni di agosto – sottolinea l’assessore – mi sono attivato chiedendo al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin la convocazione di un tavolo tecnico di approfondimento sulla gestione dei livelli, che coinvolgendo due regioni – Piemonte e Lombardia – e un altro Stato, la Svizzera, non dipende direttamente dalla Regione Piemonte ma vede appunto un coordinamento del Ministero da cui dipende, anche in termini di vigilanza e controllo dell’operato, il Consorzio del Ticino. Il ministro Pichetto ha già dato la propria disponibilità a convocare un incontro quanto prima”.

    BAVENO Il basso livello delle acque del lago Maggiore sta causando una situazione problematica, che ha inevitabilmente conseguenze negative sul comparto del turismo, delle attività economiche legate al lago e sugli spostamenti dei cittadini e delle merci attraverso i traghetti della Navigazione Lago Maggiore.
    Al di là di quello che succederà nei prossimi giorni a livello meteo (forse son previste delle piogge che potrebbero mitigare la situazione) rimane evidente come la sperimentazione del Consorzio Ticino (lunga ormai un decennio) sul tema dei livelli del lago vada assolutamente rivista, organizzando un tavolo permanete di confronto che ad oggi non esiste, anche coinvolgendo la parte Svizzera, per far coesistere non solo gli interessi agricoli e industriali ma anche quelli turistici e del trasporto locale nel nostro bacino.
    Gli amministratori locali e le forze economiche del territorio non possono essere abbandonati e non ottenere nessun tipo di risposta in merito. Possiamo solo lamentarci di fronte a situazioni problematiche come queste.
    C’è la necessità quindi di avere un tavolo reale di confronto con l’autorità di Bacino. E per far questo dovrebbe essere la Regione Piemonte che ha gli strumenti e il ruolo istituzionale, a partire dall’assessore regionale all’ambiente Matteo Marnati e dal consigliere regionale nel nostro territorio Alberto Preioni, a promuovere un lavoro in tal senso.
    Ad ora nulla sembra muoversi dalla Regione Piemonte e ci chiediamo il perché.

    Alessandro Monti
    Sindaco di Baveno

  • Legambiente lancia l’allarme ghiacciai

    “La notizia del nuovo record italiano dello zero termico raggiunto alla stazione di radiosondaggio Novara Cameri a 5.328 metri testimonia l’aumento senza precedenti delle temperature e l’inesorabile destino dei nostri ghiacciai alpini, in piena emorragia, per effetto della crisi climatica.

    Neanche il Rutor è fuori pericolo: non sono bastate le nevicate dello scorso maggio a scongiurare il probabile bilancio di massa negativo”. Così Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente Cipra Italia. Legambiente ha tenuto ad Aosta una conferenza stampa dopo il monitoraggio sul ghiacciaio del Rutor, prima tappa della quarta edizione di Carovana dei ghiacciai, la campagna internazionale promossa dall’associazione ambientalista con la partnership scientifica del Comitato glaciologico italiano. E’ emersa una perdita di superficie di circa 4 chilometri quadrati dal 1865 ad oggi, di cui 1,5 persi solo negli ultimi cinquant’anni. Sempre facendo un confronto con la situazione dei primi anni Settanta, la fronte del lobo destro si è ritirata di 650 metri mentre quella del lobo sinistro di 750 metri. Marco Capio Borglino, direttore tecnico Arpa Valle d’Aosta, ha spiegato che nonostante l’accumulo invernale 2023 del ghiacciaio risulti sorprendentemente tra i migliori degli ultimi vent’anni (situazione ben più positiva rispetto a quelle degli accumuli dei vicini ghiacciai di Timorion e del Grand Etret), quest’estate ci si aspetta un bilancio di massa negativo anche se meno severo rispetto al 2022.

    La presentazione dei dati si è tenuta questa mattina ad Aosta alla presenza di Marco Giardino, vicepresidente Comitato glaciologico italiano e docente dell’Università di Torino; Marta Chiarle, CNR-IRPI; Denis Buttol, Presidente Circolo Valle D’Aosta; Marco Cappio Borlino, Direttore tecnico presso ARPA Valle d’Aosta. A moderare Vanda Bonardo, Responsabile nazionale Alpi Legambiente e presidente CIPRA Italia. “La notizia del nuovo record italiano dello zero termico raggiunto alla stazione di radiosondaggio Novara Cameri a 5.328 metri1 – dichiara Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e Presidente CIPRA Italia – testimonia l’aumento senza precedenti delle temperature e l’inesorabile destino dei nostri ghiacciai alpini, in piena emorragia, per effetto della crisi climatica. Neanche il Rutor è fuori pericolo: non sono bastate le nevicate dello scorso maggio a scongiurare il probabile bilancio di massa negativo”.

  • Cesano Boscone, Binasco e Cinisello: arrivano le prime 3Bee Box

    La climate tech 3Bee ha introdotto le sue Box nei primi tre punti vendita in provincia di Milano – a Binasco, Cesano Boscone e Cinisello Balsamo – ampliando così la propria community di store ambassador della biodiversità, che a un anno dal lancio del progetto hanno superato i 200.

    A un anno dal lancio del progetto, 3Bee – la climate tech company leader nella tutela della biodiversità con la tecnologia – fa il punto sulle sue Box: i cofanetti regalo che permettono di tutelare la biodiversità adottando un alveare di biomonitoraggio e ricevendo, nel rispetto delle api e se previsto dal piano di adozione, una piccola parte del miele prodotto. Il cofanetto include al suo interno un libro educativo di 170 pagine, con curiosità sugli insetti impollinatori e sulla biodiversità, e permette di proteggere fino a 2.000 api. Con l’adozione inoltre, si riceve il certificato di adozione personalizzato con l’impatto di biodiversità generato e il monitoraggio dell’alveare 4.0 direttamente dall’app 3Bee, con aggiornamenti dal coltivatore di biodiversità, foto e video delle api.

    Il progetto Box ha riscosso un grande successo, con oltre 200.000 utenti attivi e oltre 200 store affiliati alla rete 3Bee. Tra questi, in provincia di Milano ci sono L’Ericola di Erica Demuru a Binasco, l’Edicola Rovati Luca di Luca Rovati a Cesano Boscone e Giri d’Inchiostro di Daniela Locati a Cinisello Balsamo. I punti vendita sono i primi della provincia a diventare ambassador della biodiversità con 3Bee, facendosi portavoce di un importante messaggio di sensibilizzazione e coinvolgendo i loro clienti nella causa della biodiversità. Il successo delle Box di 3Bee risiede nella loro originalità: si tratta infatti di un perfetto regalo sostenibile ed educativo, ideale per grandi e piccini e per le occasioni più svariate. La scelta di 3Bee di creare un circuito di edicole, tabaccherie, cartolerie e altre piccole attività per la rivendita delle sue Box non è casuale: l’obiettivo infatti, è di sostenere le piccole imprese e l’economia locale creando una community di store ambassador della biodiversità impegnati in questa importante causa.

    Gli alveari di biomonitoraggio adottati grazie a 3Bee e alle sue Box sono collocati all’interno delle Oasi della Biodiversità: aree di protezione urbane e agroforestali con rifugi per impollinatori e flora autoctona. Luoghi certificati grazie alla tecnologia e dall’impatto tracciabile, curati dai coltivatori di biodiversità di 3Bee. Anche Enti pubblici e Imprese hanno la possibilità di aderire al progetto, contribuendo così alla cura e alla crescita delle Oasi e assumendo un ruolo attivo nella salvaguardia della biodiversità.

    Guardando al futuro, 3Bee lancerà prossimamente una nuova edizione delle sue Box che permetterà l’adozione di alberi nettariferi, espandendo ulteriormente l’impatto del progetto. L’obiettivo? Coinvolgere sempre più la community di store ambassador della biodiversità, trasformando il progetto “adotta un albero nettarifero 3Bee”, attualmente solo digitale, in un prodotto fisico. Con il progetto Box, 3Bee rafforza il legame tra tecnologia, impegno per la biodiversità ed economia locale: con oltre 200 store affiliati in un solo anno, il progetto mette in evidenza il ruolo fondamentale che le piccole imprese locali possono svolgere nel monitoraggio e nella tutela della biodiversità e nella sensibilizzazione su questo importante tema.

    3Bee è la climate tech company leader nella tutela della biodiversità che realizza progetti rigenerativi tramite tecnologie avanzate. 3Bee utilizza l’ape come fondamentale bioindicatore raccogliendo e interpretando i dati attraverso sistemi proprietari innovativi per monitorare la salute delle api, degli impollinatori e la loro connessione con gli ecosistemi. Inoltre, 3Bee ha sviluppato innovazioni in ambito ambientale: Hive-Tech, un alveare 4.0 che consiste in una rete di sensori IoT che monitorano il benessere delle api; Spectrum, un sistema di conteggio della fauna automatico – in particolare insetti impollinatori – che sfrutta l’intelligenza artificiale per riconoscere la tipologia di animale; Flora, un sistema di di Reti neurali per l’analisi delle biodiversità vegetali, in collaborazione con ESA. Fino ad oggi, 3Bee ha realizzato progetti rigenerativi al fianco di oltre 500 aziende in 10 Paesi che hanno scelto di contribuire concretamente alla protezione della biodiversità. Inoltre, 3Bee collabora con centri di ricerca, scuole, agricoltori, coltivatori e cittadini per promuovere l’importanza della salvaguardia della biodiversità. Dalla sua nascita, 3Bee ha sviluppato una rete di oltre 3.000 apicoltori, installato più di 4.000 sensori IoT e rigenerato oltre 40.000 ettari.

  • Goletta laghi 2023 di Legambiente: Lombardia, situazione in miglioramento

    Goletta dei Laghi 2023 in Lombardia, il riepilogo – Situazione in miglioramento, stabili le criticità; oltre alle contaminazioni, da monitorare anche la carenza idrica

    Legambiente: “La mancata depurazione principale imputata delle concentrazioni batteriche, sempre più forte il richiamo a un turismo più sostenibile, la crisi climatica non attende”

    Trentatré punti di campionamento, uno in più del 2022, con un sostanziale calo dei punti inquinati, da diciassette a dieci. Questi i dati di Goletta dei Laghi 2023 in Lombardia, nel giorno del riepilogo nazionale della campagna di Legambiente a Roma, che ha ripercorso i risultati di 125 punti campionati in 40 laghi italiani, con il 23% dei campioni oltre i limiti di legge (29 su 125).

    È dal 2006 che Legambiente Lombardia tiene sotto controllo la salubrità delle acque lacustri lombarde, un esempio di Citizen Science che coinvolge tecnici e volontari ma anche le amministrazioni e le comunità locali. Goletta è quindi una base dati ormai stabile, che permette di verificare la stessa criticità ricorrente nel corso di quasi un ventennio: è la mancata depurazione a costituire la più seria minaccia per la salute delle acque e delle comunità.

    Emblematico il caso del Lago Maggiore, con i torrenti Boesio (Laveno Mombello), Bardello (Brebbia) e AcquaNegra (Ispra) in provincia di Varese, acque provenienti dai comuni dell’entroterra, per le quali anche le nostre analisi leggono una situazione di contaminazione almeno dal 2010.

    Non mancano i segnali positivi: i rilevamenti di Salò, di Padenghe sul Garda e della foce del Torrente Toscolano risultano entro i limiti, a differenza dell’anno scorso in cui erano risultati inquinati o fortemente inquinati.

    “I casi in cui la mancata depurazione continua a pesare in modo inequivocabile sono un richiamo forte ai Sindaci e a Regione Lombardia,” commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Le pressioni a cui sono sottoposte le nostre acque sono molte: dalla crisi climatica alla mancata depurazione, alla pressione turistica. Occorre mettere velocemente mano al capitale blu della nostra regione con politiche lungimiranti, integrate e di sistema, per evitare di trovarsi in uno stato di costante emergenza.”

    A peggiorare il quadro c’è poi il dato della carenza idrica, che da ormai quasi due anni ha visto dimezzare il volume, impedendo il mantenimento del livello e il ricambio delle acque: dal primo gennaio 2022 fino ad oggi, secondo i dati degli enti regolatori, i quattro grandi laghi lombardi hanno ricevuto apporti idrici pari a 13,9 miliardi di m3, contro un dato storico atteso pari a 27,8 miliardi di m3. In altre parole, nei laghi, nel corso dei trascorsi 20 mesi, è fluito solo il 50% delle acque che normalmente li alimentano.

    La situazione più grave, anche per i danni alla navigazione, alla flora spondale e alla fauna ittica, è ancora una volta quella del Lago Maggiore, che oltre alla contaminazione delle acque rilevata da Goletta dei Laghi ha raggiunto in questi giorni il livello minimo, ben 1,72 m sotto il massimo di regolazione, inferiore anche ai livelli minimi raggiunti nel 2022. Per questo motivo, oggi è stato necessario chiudere i rubinetti di alimentazione dei canali che irrigano le risaie piemontesi e lomelline.

    Tra i laghi lombardi il Maggiore è inoltre quello che meno ha beneficiato di apporti idrici dalle piogge estive, che hanno investito prevalentemente le montagne della Lombardia orientale, anche se sulla situazione ha pesato anche l’eccesso di prelievi irrigui richiesto dalle risaie coltivate ‘in asciutta’, non bilanciato da rilasci dagli invasi alpini, che in questi giorni trattengono in alta quota oltre il 90% della riserva d’acqua invasata nell’intero bacino del Verbano (363 milioni di m3, secondo i dati di ARPA Lombardia, contro i 27 residui presenti sopra del livello minimo di regolazione del Lago Maggiore)

    Le località lombarde campionate da Goletta dei Laghi 2023

    CERESIO: inquinato 1 su 4

    Dei 4 punti campionati sul Ceresio – 2 sulla sponda comasca e 2 su quella varesotta – sono risultati entro i limiti di legge la Foce del Torrente Vallone (VA), la foce del rio Bolletta a Porto Ceresio (VA), sempre inquinato dal 2010 al 2022, e la foce fiume Rezzo a Porlezza (CO). Inquinata invece la foce del fiume Telo a Claino con Osteno (CO).

    MAGGIORE: inquinati 4 su 5

    È il Lago Maggiore il sorvegliato speciale di questa campagna, con ben quattro punti su cinque “inquinati” o “fortemente inquinati”; questi ultimi sono il punto campionato alla foce del torrente Boesio a Laveno Mombello, quello campionato alla foce del torrente Bardello a Brebbia e quello campionato alla foce del torrente AcquaNegra a Ispra, quasi sempre inquinati dal 2010 ad oggi. ‘Inquinato’ a Luino lo scarico presso la terrazza di piazza Garibaldi, più o meno inquinato dal 2019. Entro i limiti di legge, invece, il punto campionato nel canale presso la spiaggia del lido comunale a Germignaga.

    LARIO LECCHESE: inquinato 1 su 7

    Sei dei sette punti campionati sono risultati entro i limiti di legge, mentre si conferma un solo punto critico, oltre che ‘fortemente inquinato’: la foce del torrente Meria. Miglioramenti rispetto al 2022 per la foce del torrente Fossone, la foce del torrente Valle dei Mulini e il lago presso la foce del torrente Esino. I nuovi punti campionati alla foce del rio Varrone, di fronte alla foce del torrente Gallavesa e alla foce del torrente Caldone sono tutti all’interno dei limiti stabiliti.

    LARIO COMASCO: inquinati 2 su 4

    Dei 4 punti campionati risultano entro i limiti di legge la foce del torrente Telo e la foce del torrente Breggia. Risultano invece ‘inquinate’ la foce del torrente Cosia e la foce del torrente Albano. Lo scorso anno queste ultime due località erano risultate ‘fortemente inquinate’.

    ISEO: inquinati 0 di 6

    I sei punti sottoposti a campionamento sulle sponde del lago Sebino sono tutti risultati entro i limiti di legge, compresa la foce del fiume Oglio a Costa Volpino (BG), che lo scorso anno risultava inquinata; bene quindi in provincia di Bergamo il punto campionato alla foce del torrente Borlezza a Castro e il canale presso la spiaggia “Bar delle Rose” a Costa Volpino; in provincia di Brescia, il punto campionato di fronte alla foce del torrente Calchere a Sulzano, quello a lago presso lo scarico del pontile nord (altezza sfera alta tensione) a Monte Isola e il punto presso lo sfioratore del Comune nel canale industriale in Darsena a Pisogne.

    GARDA: inquinati 2 su 7

    Sono stati prelevati 13 campioni, di cui 7 in Lombardia e 6 in Veneto. Sulle sponde lombarde del lago risulta ‘fortemente inquinata’ la foce del torrente in località Santa Maria di Lugana a Sirmione, monitorato per il secondo anno. ‘Inquinato’ il nuovo punto di campionamento di Toscolano Maderno, presso la foce del rio Lefà, monitorato per la prima volta. Bene località Maratona e Oasi San Francesco del Garda a Desenzano, Le Rive a Salò, Porto a Padenghe sul Garda, Roina a Toscolano Maderno, tutte in provincia di Brescia.

    Riassumendo, delle dieci località lombarde sopra i limiti Goletta dei Laghi ha classificato cinque come ‘inquinate’ (Enterococchi Intestinali > 500 UFC/100ml e/o Escherichia Coli > 1000 UFC/100ml) e altrettante come ‘fortemente inquinate’ (Enterococchi Intestinali > 1000 UFC/100ml e/o Escherichia Coli > 2000UFC/100ml).

  • Legambiente Lombardia: a secco le terre del riso

    A secco le terre del riso italiano

    Oltre alla scarsità idrica il lago Maggiore e il fiume Ticino soffrono i prelievi agricoli ed energetici

    Legambiente: “Trasformare l’agricoltura tra Lombardia e Piemonte e negoziare i rilasci dagli invasi idroelettrici di monte”

    Il Lago Maggiore è l’invaso più colpito dalla carenza idrica

    Dopo le piogge alluvionali di luglio torna a farsi sentire la carenza idrica, almeno nelle terre agricole che ricevono l’acqua irrigua dai grandi bacini lacustri dell’ovest Lombardia. Dei quattro laghi del Nord Italia che funzionano anche da ‘grandi accumulatori’ idrici per l’agricoltura la situazione più critica è quella del Lago Maggiore, nel 2023 ai minimi storici per quanto riguarda il livello dell’acqua.

    L’invaso del lago, ovvero il volume di acqua il cui rilascio può essere regolato dalle opere idrauliche, è ridotto all’8% di capacità (dato di stamane). Ciò avviene perché da molti giorni le portate di acqua in uscita, che alimentano i canali irrigui lombardi e piemontesi, sono molto maggiori di quelle in ingresso: le piogge estive, infatti, non sono state sufficienti a invertire il deficit idrico, in continuo peggioramento dalla metà di giugno.

    Di più: si può dire che la carenza di precipitazioni non abbia mai smesso di pesare sulle portate degli immissari: da inizio anno nel lago si sono riversati meno di 2,8 miliardi di mc di acqua, poco più del 50% di quelli attesi in un anno medio: le conseguenze si vedono, tali da imporre limitazioni alla navigazione, con conseguenti disagi per la mobilità territoriale.

    Dà da pensare anche la situazione del Lago di Como, che al momento ha un volume di invaso pari al 26% della capacità, ma il cui livello si sta abbassando al ritmo di 5 cm al giorno: di questo passo il minimo di regolazione sarà raggiunto in 7-10 giorni, rischiando di lasciare a secco le colture di mais a pochi giorni dal raccolto.

    Non desta invece preoccupazione la situazione dei laghi della Lombardia orientale: sia il Sebino che il Benaco sono pieni per oltre il 50% della loro capacità, un dato superiore a quello che si misura normalmente in questo periodo dell’anno: questa la situazione fotografata dai rilevamenti di ARPA Lombardia e degli enti regolatori dei laghi.

    “È ormai evidente che il sistema di accumulo e gestione delle acque a fini irrigui della pianura lombarda non è più in grado di garantire una sufficiente affidabilità, in un quadro climatico in forte evoluzione,” dichiara Damiano Di Simine, responsabile scientifico Legambiente Lombardia. “Una stagione estiva allungatasi di quasi un mese, l’assottigliamento dei ghiacciai, il ricorrere di periodi prolungati di siccità e caldo estremo indicano la necessità di soluzioni adattative, abbandonando le monocolture, in particolare del riso e del mais, a favore di una maggiore diversificazione.”

    La crisi del Lago Maggiore espone in particolare la coltura del riso, in cui negli ultimi anni sono state fatte scelte che hanno determinato un aumento di fabbisogno idrico estivo. Soprattutto l’abbandono degli allagamenti invernali e primaverili per passare alla coltura ‘in asciutta’ ha privato le falde acquifere di un prezioso rifornimento nelle stagioni in cui, normalmente, l’acqua è più disponibile e meno soggetta ad evaporazione, costringendo ad aumentare le irrigazioni nel periodo di luglio-agosto: paradossalmente, le camere di risaia non più allagate peggiorano, anziché migliorare, la criticità irrigua della coltivazione del riso.

    Occorre sicuramente ripristinare la coltivazione allagata, soprattutto nelle fasce di alta e media pianura, insieme alla circolazione invernale delle acque nel sistema irriguo: tutte pratiche che alimentano la falda freatica, riducendo le criticità nelle aree più prossime al Po, come in Lomellina. Allo stesso tempo bisogna ripristinare le rotazioni agricole, anche se ciò comporterà una riduzione delle superfici investite a riso, favorendo la differenziazione colturale a beneficio di altre produzioni meno idro-esigenti: una scelta sicuramente difficile per il comparto risicolo, ma ormai necessaria per affrontare la crisi climatica, e che potrà portare benefici, sia in termini di minor bisogno di fitofarmaci e fertilizzanti, sia di miglioramento del suolo e della sua sostanza organica, e quindi di capacità del suolo stesso di trattenere acqua.

    Occorre però anche trovare un migliore equilibrio tra i diversi utilizzatori della risorsa idrica: nel bacino del Lago Maggiore, infatti, non è del tutto vero che manchino accumuli idrici. Sebbene al di sotto della media (-27% secondo il dato fornito da ARPA Lombardia riferito al 30 luglio), negli invasi idroelettrici alpini del bacino del Verbano risulta un volume di oltre 350 milioni di mc, in gran parte derivante da fusione glaciale, una quantità 12 volte superiore a quella disponibile nel lago per la regolazione, e sufficiente ad alimentare i canali irrigui per oltre un mese, quindi ben oltre la mietitura. Certo, una gran parte di quest’acqua si trova in territorio elvetico, e quindi l’accesso a questa risorsa richiede un’azione diplomatica da condurre nelle opportune sedi.

    “Lo stoccaggio energetico alpino è sicuramente strategico, ma è inaccettabile che la regolazione degli invasi risponda esclusivamente all’interesse economico degli operatori energetici, se ciò significa tirare a secco il lago, i fiumi e i campi coltivati sottostanti,” conclude Damiano Di Simine. “crediamo che serva un maggiore sforzo di coordinamento tra le autorità lombarde, piemontesi ed elvetiche, perché la situazione è inaccettabile: oltre a determinare danni ambientali ed economici, espone al rischio di tensioni sociali e politiche.”

    Tab.: Laghi lombardi a confronto. Elaborazione su dati ARPA Lombardia (*ultimo aggiornamento 30 luglio) ed Enti regolatori dei laghi (ultimo dato disponibile in tempo reale)

  • Ferragosto, niente raccolta rifiuti da Legnano a Magenta

    Ferragosto, niente raccolta rifiuti da Legnano a Magenta

    Martedì 15 agosto – giornata segnata in rosso sul calendario perché, appunto, festiva- i servizi di raccolta porta a porta dei rifiuti saranno sospesi, così come le attività di spazzamento manuale e meccanizzato. Chiuse anche le piattaforme rifiuti e i centri di raccolta dei 18 Comuni in cui AEMME Linea Ambiente eroga le proprie prestazioni.

    Nessun cittadino dovrà, pertanto, esporre i rifiuti la sera di lunedì 14, perché il giorno seguente gli operatori non saranno in servizio e la presenza dei rifiuti a bordo strada non gioverebbe al decoro urbano.

    Nei Comuni di Legnano, Canegrate, Parabiago, Magnago, Arconate e Dairago, tutti i servizi previsti per martedì 15 saranno posticipati a mercoledì 16 agosto: ciò significa che le varie tipologie di rifiuto dovranno essere esposte la sera di martedì 15.

    I servizi di raccolta rifiuti saranno, invece, anticipati a lunedì 14 nei Comuni di Buscate e Rescaldina.
    Nessuna variazione per i Comuni di Turbigo, Robecchetto con Induno, San Giorgio su Legnano e Villa Cortese, dove nella giornata di martedì non sono, appunto, mai previsti servizi di raccolta.

    Anche sul territorio di Gallarate martedì 15 agosto non sarà svolto alcun servizio.
    La raccolta dell’umido sarà posticipata a giovedì 17 agosto, quella dei rifiuti indifferenziati a venerdì 18, mentre la raccolta della carta slitterà a martedì 22 agosto.

    Vediamo la situazione nel Magentino. Anche qui gli operatori non saranno operativi nella giornata di martedì 15 agosto. A Magenta le raccolte di umido, vetro, carta, plastica e rifiuti indifferenziati saranno posticipate a mercoledì 16 agosto. Subirà il posticipo a mercoledì 16 anche la raccolta dei rifiuti indifferenziati nel Comune di Boffalora sopra Ticino. Servizi anticipati, invece, a lunedì 14 nei Comuni di Ossona (rifiuti indifferenziati) e di Cuggiono (vetro e plastica).

    Anche a Cornaredo gli operatori non saranno in servizio nella giornata di martedì 15 agosto. La raccolta dell’umido slitta a venerdì 18 e quella dei rifiuti indifferenziati a martedì 22 agosto. In tale Comune la piattaforma rifiuti resterà chiusa non solo nella giornata festiva di martedì 15, ma anche in quella di lunedì 14.

    Non saranno in servizio neppure gli operatori del Numero Verde (800- 196363), che torneranno a rispondere alle chiamate il giorno successivo (mercoledì 16).

  • Lago Maggiore, da domani a Sesto Calende solo deflusso minimo vitale

    A partire da domani, venerdi’ 11, dalla diga della Miorina a Sesto Calende, l’infrastruttura che regola i rilasci di acqua dal bacino del Lago Maggiore verso il Ticino e il sistema dei canali irrigui del novarese e della Lomellina, uscira’ soltanto il cosiddetto deflusso minimo vitale.

    Si tratta della quantita’ minima di acqua necessaria per non alterare l’equilibrio biologico dei corsi d’acqua che stanno a valle del Lago. Lo conferma Doriana Bellani, la direttrice del Consorzio Ticino, che gestisce la diga. Da alcuni giorni sulla gestione dei livelli del lago e sui rilasci destinati agli usi agricoli sono in corso proteste contrapposte: da una parte gli operatori del turismo e in particolare della navigazione lamentano lo svuotamento del bacino a causa delle grandi quantita’ d’acqua inviate ai canali con conseguenti difficolta’ per i traghetti; dall’altra i risicoltori che chiedono di mantenere ancora per qualche giorno alta la quantita’ d’acqua prelevata dal lago: sono i giorni cruciali per la coltivazione del riso e una riduzione forte della disponibilita’ potrebbe danneggiare le aziende. Un tentativo di mediazione e’ stato messo in campo ieri dalla Regione Piemonte, ma a quanto pare invano: anche oggi la portata d’acqua inviata ai canali e’ stata ulteriormente ridotta rispetto a ieri: alle 8 di questa mattina uscivano dalla Miorina 118 metri cubi al secondo, contro i 124 di ieri alla stessa ora. Ieri sera, di fronte alla prospettiva di un “taglio” della disponibilita’ d’acqua , il Consorzio di Irrigazione Est Sesia, che gestisce i canali del Piemonte Orientale e della Lomellina aveva proclamato lo stato di emergenza, annunciando una “rotazione” dell’afflusso di acqua nelle diverse aree della rete.

  • Regione Lombardia, deficit idrico passa dal 66 al 21% del 2023

    MILANO In Lombardia il deficit di riserve idriche, a fine luglio, si attesta intorno al 21%, mentre lo scorso anno, nello stesso periodo, era di quasi il 66%. Ne dà notizia l’assessore regionale Massimo Sertori (Enti locali, montagna, risorse energetiche e utilizzo risorse idriche), sottolineando che “rispetto a un anno fa, la situazione, grazie agli apporti del mese di maggio e alla gestione parsimoniosa della risorsa attuata nei primi mesi del 2023, appare oggi complessivamente meno preoccupante, e corrispondente ad un grado di severità idrica bassa.

    È quindi parzialmente colmato il deficit delle riserve lombarde che, solo lo scorso aprile, risultavano ancora dimezzate rispetto alla media e inadeguate a sostenere la stagione irrigua, che invece ora sta proseguendo senza criticità”. Il totale delle riserve idriche disponibili è di circa 1,32 miliardi di metri cubi d’acqua, 200% rispetto allo scorso anno nel medesimo periodo, quando le riserve lombarde ammontavano a 0,56 miliardi di metri cubi d’acqua (+760 milioni metri cubi). “Per la particolare situazione del lago di Como – rimarca Sertori – si è reso necessario coinvolgere anche per quest’anno i gestori degli invasi idroelettrici, al fine di sostenere le portate in ingresso al lago e quindi i livelli del lago, sostegno che è stato garantito fino alla fine di luglio (4 milioni di metri cubi al giorno). Parallelamente, gli utenti irrigui si sono impegnati a contribuire al mantenimento dei livelli del lago attraverso un uso parsimonioso della risorsa, con progressiva riduzione delle erogazioni dal lago. Sul lago di Garda è pienamente rientrata una crisi idrica che sembrava irrecuperabile, e i livelli attuali risultano in linea con il periodo di riferimento. Sul lago d’Idro, infine, sono in corso interlocuzioni con la Provincia Autonoma di Trento per la gestione coordinata degli invasi Alto Chiese nei primi 20 giorni di agosto”.

  • Parco Ticino, nasce il corpo dei Guardiaparco

    Parco Ticino, nasce il corpo dei Guardiaparco

    Il Consiglio di Gestione del Parco mette mano al regolamento, ormai datato, aggiornando il ruolo di questa figura fondamentale. E’ solo una delle tante novità annunciate ieri, “Giornata mondiale dei Guardiparco”, che riguardano il settore Vigilanza annunciate

    Magenta – Nuovi mezzi, nuovi strumenti di videosorveglianza, nuovo personale ma soprattutto un nuovo regolamento che istituisce il Corpo dei Guardiaparco e aggiorna il loro ruolo. Sono tante le novità nel settore Vigilanza annunciate oggi dal Parco del Ticino proprio nella giornata che celebra a livello mondiale la figura dei Guardiaparco.

    “E’ un periodo di notevoli cambiamenti e soprattutto di novità per il nostro settore Vigilanza – spiega il consigliere delegato Massimo Braghieri-. A cominciare dall’acquisto di due nuovi mezzi, alla messa a disposizione di alcuni ulteriori pick-up, all’arrivo di nuove attrezzature come le fototrappole e le videocamere di ultima generazione, ma soprattutto siamo finalmente riusciti ad approvare il regolamento che istituisce il corpo dei Guardiaparco. Una novità importante perché il regolamento in vigore è del 1992 e da allora a livello legislativo tante cose sono cambiate”.

    Il nuovo regolamento istituisce il Corpo di Vigilanza del Parco del Ticino, permettendo l’introduzione di nuove forme organizzative del servizio svolto dai Guardiaparco. Vengono specificate le funzioni del personale di vigilanza, sia sotto il profilo tecnico delle diverse norme e diverse materie di intervento, sia sotto il profilo delle funzioni di polizia svolte dai Guardiaparco. Il capo II è dedicato all’organizzazione del Corpo di Vigilanza, con riferimento alle diverse figure gerarchiche, all’organizzazione dei servizi e alla formazione professionale. Vengono infine affrontati gli aspetti relativi all’uniforme, alle armi d’ordinanza, alla gestione dei registri.

    “Il regolamento – prosegue Braghieri – è stato elaborato da un gruppo di lavoro composto dal Direttore, dal Comandante della Vigilanza e dal Responsabile dell’Area Legale, è stato preventivamente confrontato e condiviso con il personale di vigilanza. Questo strumento, oltre agli importanti aspetti di miglioramento nell’organizzazione del lavoro, permetterà una ulteriore valorizzazione dei Guardiaparco, figure fondamentali per il presidio del territorio, per il supporto alle attività dei diversi settori del Parco, per il costante dialogo con la cittadinanza e i fruitori”.

    Tra i molti cambiamenti del settore Vigilanza, uno fondamentale è il bando che si è chiuso pochi giorni fa e che consentirà all’Ente magentino di avere una graduatoria da cui attingere per l’assunzione di nuovo personale. “L’arrivo di nuovi Guardiaparco è fondamentale per poter controllare un territorio così vasto come quello del parco del Ticino – aggiunge Mirko Mereghetti, Comandante del Settore Vigilanza-. Per quanto riguarda i sistemi di videosorveglianza, abbiamo partecipato al bando di Regione Lombardia lo scorso anno e abbiamo ottenuto un finanziamento per l’acquisto di strumenti di videosorveglianza mobile, quelli che il nostro territorio richiede. Si tratta di fototrappole e videocamere di nuova generazione che consentono il rilevamento delle targhe soprattutto in chiave antibracconaggio. Per quanto riguarda il regolamento, credo che il riconoscimento del Corpo dei Guardiaparco sia stato uno snodo fondamentale. Abbiamo gettato le basi per fare un servizio di vigilanza più efficiente e più efficace”.

    ? In allegato una foto con il comandante Mirko Mereghetti, il consigliere delegato Massimo Braghieri e le Guardiaparco Barbara Badino e Orietta Cortesi

  • Gruppo CAP aderisce al Manifesto Imprese per le Persone e la Società

    Gruppo CAP aderisce al Manifesto Imprese per le Persone e la Società

    Gruppo CAP, la green utility che gestisce il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, è tra i firmatari promotori del Manifesto “Imprese per le Persone e la Società”. Il testo è stato presentato a Roma dall’UN Global Compact Network Italia – rete locale del Global Compact delle Nazioni Unite per la promozione dello sviluppo sostenibile e della sostenibilità d’impresa, a cui CAP aderisce dal 2023.

    MILANO – Gruppo CAP, la green utility che gestisce il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, è tra i firmatari promotori del Manifesto “Imprese per le Persone e la Società”. Il testo è stato presentato a Roma dall’UN Global Compact Network Italia – rete locale del Global Compact delle Nazioni Unite per la promozione dello sviluppo sostenibile e della sostenibilità d’impresa, a cui CAP aderisce dal 2023.

    Con la firma al Manifesto, Gruppo CAP si impegna a rafforzare il ruolo della dimensione sociale nelle sue strategie aziendali per generare valore a lungo termine anche nella catena di fornitura e nelle comunità in cui opera. Il Manifesto è disponibile qui.

    Il Manifesto è stato presentato nel corso di “La Dimensione Sociale: l’impegno delle imprese per People e Prosperity”, ottava edizione del Business & SDGs High-Level Meeting, l’evento annuale promosso da UN Global Compact Network Italia e dedicato ai Presidenti ed Amministratori Delegati delle aziende italiane aderenti all’iniziativa onusiana.

    “Da sempre siamo impegnati nella promozione di una cultura d’impresa fondata sull’attenzione, sul rispetto delle diversità, sulla valorizzazione e sull’inclusione, spiega Alessandro Russo, Amministratore Delegato di Gruppo CAP. Come Azienda pubblica, riteniamo essenziale lavorare per assicurare un ambiente di lavoro in cui chiunque si possa sentire accolto e rispettato. Abbiamo adottato un impegno etico che ci impegna in questo senso non solo all’interno della nostra azienda, ma anche con partner e stakeholder e recentemente abbiamo firmato un Protocollo d’Intesa con la Consulta Femminile di Milano. Con l’adesione al “Manifesto Imprese per le Persone e la Società” intendiamo proseguire sulla strada intrapresa, aggiungendo ulteriore impegno concreto nei confronti di tutti i nostri collaboratori”.

    Il Global Compact delle Nazioni Unite è un’iniziativa speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite che ha il mandato di guidare e sostenere la comunità imprenditoriale globale nel promuovere gli obiettivi e i valori delle Nazioni Unite attraverso pratiche aziendali responsabili. Con più di 20.000 aziende e oltre 3.000 firmatari non profit con sede in 162 paesi e 69 reti locali, l’UN Global Compact è la più grande iniziativa di sostenibilità aziendale nel mondo.

    Il Global Compact delle Nazioni Unite opera in Italia attraverso l’UN Global Compact Network Italia (UNGCN Italia), organizzazione costituitasi in Fondazione nel 2013 dopo dieci anni di attività come gruppo informale. Il Network italiano opera anzitutto per promuovere l’UN Global Compact ed i suoi Dieci Principi attraverso il dialogo istituzionale, la produzione di conoscenza e la diffusione di buone pratiche di sostenibilità. È, altresì, impegnato nell’avanzamento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) fissati dalle Nazioni Unite per il 2030. Oltre 600 imprese ed organizzazioni non profit italiane partecipano all’UN Global Compact.