Categoria: Ambiente

  • Abbiategrasso emette divieto di balneazione alla Gabana

    ABBIATEGRASSO Anche quest’anno l’Azienda Territoriale Sanitaria (ATS) della Città Metropolitana di Milano ha prelevato e classificato, come previsto dalla normativa, alcuni campioni delle acque di balneazione del fiume Ticino.

    In particolare, per l’Abbiatense, nel centro balneare Gabana i risultati del monitoraggio hanno evidenziato che le acque analizzate sono complessivamente di qualità scarsa e pertanto si ritiene necessario che anche per il 2023 vengano rinnovati i provvedimenti di divieto permanente alla balneazione.

    ATS precisa anche che i Navigli e i Canali non sono, per loro natura intrinseca, corsi d’acqua destinati alla balneazione.

    Inoltre non ci sono sul territorio abbiatense dei luoghi che consentano di accedere e fruire delle acque in condizioni di sicurezza, e neppure sistemi che impediscano che la permanenza dei bagnanti nell’acqua possa diventare fonte di inquinamento, anche a causa dell’abbandono dei rifiuti.

    Infine, non c’è la possibilità di fornire informazioni puntuali e aggiornate sulle caratteristiche igienico-sanitarie delle acque e sulle condizioni meteo-climatiche.

    Per quanto sopra detto, e in base ai parametri indicati dalla normativa sia europea, sia nazionale e regionale, per salvaguardare la sicurezza e la salute pubblica, il Sindaco con l’ordinanza n.110/2023 ha dichiarato NON BALNEABILE IL TRATTO RIVIERASCO DEL FIUME TICINO DENOMINATO “CENTRO BALNEARE GABANA” DI COMPETENZA COMUNALE e ha ordinato IL DIVIETO DI BALNEAZIONE PERMANENTE.

    Le zone interdette alla balneazione sono delimitate e indicate dall’apposita segnaletica, collocata in prossimità di ciascun accesso verso le acque. In caso di controlli da parte delle forze dell’ordine, coloro che infrangeranno le disposizioni previste dall’ordinanza saranno sanzionati a norma di legge.

  • Gaggiano: concluso il progetto “Con I Piedi Per Terra”

    Tra i tanti frutti che lascia quest’anno scolastico che si è da poco concluso ce n’è uno in più: una nuova consapevolezza nelle giovani generazioni nei confronti
    dell’ambiente, ma anche un gesto concreto per diffondere la conoscenza del valore del proprio ambiente di vita.

    GAGGIANO – Il progetto di educazione ambientale “Con i piedi per Terra – Esperienze di sostenibilità tra scuola e territorio educante”, promosso da Fondazione Patrimonio Ca’ Granda e Stripes Cooperativa Sociale Onlus, capofila del progetto, insieme al Comune di Gaggiano (MI), ha visto protagonisti gli insegnanti e gli alunni di 17 classi della scuola primaria e secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Leonardo Da Vinci”.

    I giovanissimi studenti si sono impegnati in una serie di laboratori in classe e ben 14 missioni in campo. Grazie all’affiancamento di educatori ed operatori, esperti sui temi dell’educazione
    ambientale e della sostenibilità, hanno scoperto il mondo delle api e il mondo dei semi, hanno vestito i panni di reporter professionali, realizzando interviste agli agricoltori, e mappato i tantissimi elementi di valore del patrimonio rurale gestito dalla Fondazione Patrimonio Ca’ Granda.
    Bambini e ragazzi si sono impegnati a farsi promotori con i loro coetanei e adulti di una nuova consapevolezza verso l’ambiente, mettendo a disposizione di tutta la comunità il risultato del loro lavoro e contribuendo così, attivamente, al cambiamento per un futuro migliore.
    Da oggi, per tutti i cittadini e i visitatori di Gaggiano, c’è una proposta in più per conoscere le terre della Ca’ Granda, scoprendo le tante sue ricchezze naturali e culturali. In alcuni luoghi il progetto “Con i piedi per terra” ha infatti lasciato una segnaletica con moltissime curiosità da conoscere, quiz per mettersi alla prova, video interviste e storie a cui accedere dal proprio smartphone con un semplice QR code.

    Il Green Day di sabato 27 maggio a Gaggiano è stata un’occasione per tutti per scoprire e riscoprire la natura insieme ai bambini, agli insegnanti, alle famiglie e al Comune, che sin dall’inizio ha sostenuto con convinzione quest’iniziativa. Dopo bombe di semi, guerrilla gardening, mangiatoie per uccelli e attività di orienteering, la giornata si è piacevolmente conclusa in piazza Daccò, con la condivisione di un pic-nic urbano e una buonissima merenda a km zero, realizzata grazie alla collaborazione di Cascine e Aziende del territorio.

    La Fondazione Patrimonio Ca’ Granda ha messo a disposizione il grande patrimonio agroambientale donato fin dal 1456 all’Ospedale Policlinico di Milano e di cui oggi si prende cura:
    con questo progetto ha accolto le classi nelle sue antiche cascine, la Cascina Cattabrega di Gaggiano e la Caiella di Casorate Primo. Le “lezioni” si sono trasferite in campo per incontrare la
    natura e gli agricoltori e hanno dato i loro frutti, come dà frutti questo immenso patrimonio che viene valorizzato dalla Fondazione per finanziare la ricerca scientifica, l’umanizzazione degli ambienti ospedalieri e la tutela dei beni culturali, ma anche grazie alla creazione di nuovi habitat, progetti di rigenerazione naturalistica per l’aumento della biodiversità e, come in questo caso, l’educazione ambientale delle giovani generazioni.

    Il progetto, che è stato realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo, giunge oggi al suo temine ma il lavoro fatto rimarrà attivo sul territorio. Come racconta la Dott.ssa Dafne Guida, Presidente della Cooperativa Stripes, “Con i Piedi per Terra ci ha permesso di realizzare azioni importanti per il territorio gaggianese sia attraverso il lavoro di sensibilizzazione culturale intrapreso sia attraverso manifestazioni concrete come la segnal-etica, che rimarrà tangibilmente presente nella città, attraverso le reti e le relazioni che sono nate e si sono intensificate in questo importante progetto che parla di cura del territorio, ambiente e sostenibilità, soprattutto alle giovani generazioni. Un grande ringraziamento va alla Scuola, ai suoi docenti e studenti; al comune i Gaggiano e a Fondazione Patrimonio Ca’ Granda; e, infine, anche a tutti gli educatori ed operatori che con noi hanno contribuito ad aprire una nuova strada tutta green verso la sostenibilità ambientale!”.

    “Siamo estremamente soddisfatti del progetto e felici di aver messo a disposizione il nostro patrimonio per questa importante opera di educazione ambientale tra le giovani generazioni, le più
    importanti per noi da coinvolgere”, afferma Achille Lanzarini, direttore generale della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda. “È anche attraverso le reti e le relazioni che si sono
    sviluppate e rafforzate in questo progetto che possiamo promuovere ulteriormente la cura del territorio, l’ambiente e i temi della sostenibilità tra i giovani. Questa attività ci dà nuovo slancio per continuare nella valorizzazione del patrimonio agroambientale che ci è stato affidato e che vogliamo consegnare, migliorato, agli adulti di oggi, ma soprattutto di domani. Siamo entusiasti dei risultati ottenuti e siamo pronti a continuare su questa strada per un cambiamento positivo e duraturo”.

    “L’Amministrazione Comunale di Gaggiano ha sin da subito appoggiato la proposta della Coop. Stripes, avendo colto in essa un’opportunità di crescita della relazione tra i ragazzi ed il territorio che abitano. La giornata conclusiva è stata piena di entusiasmo alla quale abbiamo partecipato con piacere riconoscendo l’impegno dei ragazzi ed apprezzando in prima persona tutto il lavoro da loro svolto. Il progetto “Con i piedi per terra” si è concluso in modo molto positivo e nel territorio rimangono le tracce a disposizione di tutti i cittadini: la segnaletica sparsa nei luoghi protagonisti (Bosco dei 100 passi, parco Baronella, Cascina Cattabrega e Madonna del Dosso) lascia una testimonianza dell’impegno degli studenti ed è a disposizione dei nostri concittadini, che potranno approfondire la conoscenza del territorio dal punto di vista ambientale e storico e (ri)scoprire questi luoghi con gli occhi e l’entusiasmo dei ragazzi. Per questo li ringrazio a nome di tutta l’Amministrazione comunale e con loro la Coop. Stripes, la Fondazione Patrimonio Ca’ Granda e la dirigente e gli insegnanti dell’Istituto Comprensivo Statale Leonardo da Vinci”, conclude la dott.ssa Marzia Zucca, Assessore Ambiente e Territorio del Comune di Gaggiano.

  • Quattro ‘bandiere di montagna’ assegnate da Legambiente alla Lombardia

    Quattro ‘bandiere’ assegnate in Lombardia: le ‘nere’ a Regione e Sindaco di Bormio per motorizzazione selvaggia, scempio ecosistemico e consumo di suolo; ‘verde’ per associazionismo e tutela del patrimonio forestale e architettonico e impulso all’economia locale in Val Brembana e Lario

    Torna come ogni anno “Carovana delle Alpi”, la campagna nazionale d’informazione e promozione dell’ambiente alpino di Legambiente. Nata per stimolare una discussione costruttiva di uno sviluppo sostenibile per il fragile ecosistema alpino, troppo spesso minacciato da uno sfruttamento smodato. Ogni anno Carovana delle Alpi assegna Bandiere Verdi a comuni enti o progetti virtuosi riscontrati nelle aree montane o, al contrario, Bandiere Nere, per denunciare realtà insostenibili e mala gestione delle risorse. Il dossier italiano esce oggi in occasione della consegna delle Bandiere Verdi al VII Summit Nazionale 2023 di Legambiente che si tiene a Venzone (UD).

    Per ciò che riguarda la Lombardia, quest’anno sono stati assegnati due vessilli neri. Il primo all’amministrazione regionale lombarda (Regione Lombardia), per la modifica della normativa regionale che rende possibile la circolazione con mezzi motorizzati sui sentieri della regione; e la seconda al Sindaco di Bormio, per la “tangenzialina” prevista per le Olimpiadi Milano Cortina 2026, un’infrastruttura di soli 1,5 Km. con un enorme impatto sul delicato equilibrio della Alta Valtellina.

    Nel primo caso, un segno di arretratezza nella visione del potenziale turistico: la norma appena introdotta, incentiva un consumo indiscriminato ed esclusivo, senza contare un danno evidente ai delicati ecosistemi che reggono parte dell’economia locale. La modifica dell’Art. 59 L. 31/2008 da parte di Regione Lombardia equipara, ai fini della circolazione dei mezzi motorizzati, le mulattiere e i sentieri alle strade agro-silvo-pastorali, che esistono proprio per consentire l’accesso ai soli mezzi per le normali lavorazioni agricole e forestali. Via libera quindi ai comuni al diporto fuoristradistico, sia per eventi di massa, sia per il rischioso transito quotidiano.

    Per ciò che riguarda la Bandiera Nera al sindaco di Bormio, si riferisce alla nuova tangenziale di Bormio di cui tanto si è parlato, ma che risulta nei fatti un progetto infrastrutturale costoso (€ 12Mln.) che sventra connessioni ciclopedonali frequentate, altera il paesaggio del torrente Frodolfo, impermeabilizza la pian dell’Alute, in una evidente logica di consumo di suolo per futili motivi e soprattutto dai dubbi risultati, oltretutto senza aver contemplato una VAS (Valutazione Ambientale Strategica) obbligatoria alla luce degli impatti sulla Rete ecologica regionale nonché sull’adiacente Parco dello Stelvio. Il tema del rischio idrogeologico viene totalmente eluso, lasciando oltretutto irrisolti altri nodi di congestione da traffico.

    Bandiera Verde invece all’Associazione Castanicultori Lario Orientale (CO), forte di quasi duecento realtà sparse sul territorio che promuovono la trasmissione delle antiche tecniche e varietà che hanno fatto delle selve castanili della regione una realtà di confronto, supporto e miglioramento, per una coltivazione perlopiù abbandonata dal secondo dopo guerra in avanti. L’idea di fondo che anima l’associazione è molto semplice: imparare a conoscere le varietà autoctone, contribuendo mantenimento delle selve semplicemente mangiandone i frutti, sia freschi che trasformati. Prodotti di alta qualità, legati al territorio di origine tramite il marchio commerciale dell’Associazione.

    Bandiera Verde anche all’Associazione Gruppo Sentieri Amici della Storia di Val Brembilla (Val Brembana), per il costante impegno profuso da volontari nella creazione di un modello efficace di ricerca, conoscenza, di cura dei luoghi con il ripristino e il mantenimento di una rete di sentieri tra antiche contrade con alto valore identitario, etnografico e naturalistico. Da ventisei anni i volontari svolgono ricerche e attività dirette alla conoscenza dei Borghi, di chi li aveva abitati, delle attività che vi si svolgevano soprattutto in un passato prossimo. Obiettivo raggiunto renderli di nuovo pienamente fruibili a cittadini di tutte le età e le abilità.

    “Le segnalazioni di quest’anno tracciano un quadro del futuro dei nostri territori da due punti di vista,” commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Da una parte un atteggiamento perdente, poco sintonizzato con i reali bisogni delle persone e dell’economia dei territori; dall’altra, una scommessa più coraggiosa ma più coinvolgente, interattiva e solo apparentemente più debole nei contenuti e nei risultati, ma aperta a una crescita possibile.

  • Il Ministero dell’Ambiente salva la Brughiera di Malpensa

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

    MALPENSA – Vittoria di associazioni e comitati per salvare la Brughiera di Malpensa. La Cargo City se si espanderà, dovrà farlo dentro il sedime aeroportuale. Questa la prescrizione della Commissione VIA approvata anche dalla firma del Ministero dell’Ambiente.

    A pag. 257 delle prescrizioni infatti si legge:

    “Commissione Tecnica per la Verifica dell’Impatto Ambientale – VIA e VAS, per le ragioni in premessa indicate sulla base delle risultanze dell’istruttoria che precede, e in particolare i contenuti valutativi che qui si intendono integralmente riportati quale motivazione del presente parere, esprime il seguente MOTIVATO PARERE favorevole alla compatibilità ambientale, comprensiva della valutazione di incidenza, del progetto “Aeroporto di Milano Malpensa – Masterplan 2035”, subordinatamente al rispetto di soluzioni progettuali che non comportino deterioramento o, massimamente, sottrazione, né temporanea né a maggior ragione permanente, di habitat naturali e seminaturali di brughiera, e a quanto prescritto nelle condizioni, anche di indirizzo, sotto indicate. Il Parere è favorevole a condizione che si ottemperi alle seguenti prescrizioni ambientali:

    Condizione ambientale n. 1 – Oggetto della prescrizione Quanto all’intervento c.d. “Cargo City”, stante la maggiore invasività dell’alternativa progettuale n. 7 in termini sia di consumo di suolo sia di habitat di Brughiera, tale da minare ulteriormente le funzioni di connettività ecologica del corridoio rappresentato ID_VIP 4217- Istruttoria – VIA – Aeroporto di Milano Malpensa – Masterplan 2035 dalle aree del Parco del Ticino, dovrà essere percorsa e sviluppata una differente alternativa (tipo 2 o 2A), non insistente sulle aree a brughiera c.d. del Gaggio o di Tornavento, più aderenti all’attuale perimetro aeroportuale, quali quelle denominate “2” e “2a”, sviluppandone il progetto esecutivo.”

    “Un parere che aspettavamo da tempo – affermano a caldo le associazioni – La Cargo City potrà espandersi solo nel sedime interno all’aeroporto. La battaglia per salvare l’ultimo lembo della brughiera più meridionale d’Europa, un ambiente prezioso e insostituibile, è stata vinta e ripaga degli sforzi fatti. Adesso aspettiamo la costituzione del SIC per una tutela definitiva e per frenare l’impermeabilizzazione del territorio nel Parco del Ticino.

    “Ma non solo: la Commissione ministeriale – proseguono le associazioni – auspica anche che la Regione Lombardia assuma le decisioni in merito alla proposta di Istituzione del SIC/ZPS “Brughiere di Malpensa e Lonate” per il quale, in data 26 luglio 2022, la Comunità del Parco lombardo della Valle del Ticino ha comunicato di aver avviato l’aggiornamento dell’istruttoria tecnica.

    Comunicato a firma di: Lipu, Wwf, Italia Nostra Lombardia, Legambiente Lombardia, FAI Fondo Ambiente Italiano, Life Drylands, Centro Italiano Studi Ornitologici, Ecoistituto della Valle del Ticino, Coordinamento Salviamo il Ticino, Viva via Gaggio.

  • Sodexo & Associazione Collage insieme per recuperare il cibo in esubero nelle mense delle scuole di Nerviano

    Dall’avvio dell’iniziativa sono stati distribuiti oltre 150 kg di pane e 110 kg di frutta a persone in difficoltà, con una riduzione dello spreco di cibo del 10%

    NERVIANO – A Nerviano (Mi) ha preso il via un nuovo progetto per il recupero del cibo in esubero nelle mense delle scuole del comune milanese. Un’iniziativa realizzata da Sodexo Italia, azienda leader nei servizi di ristorazione e nei servizi di cura e manutenzione degli spazi, in collaborazione con l’Associazione Collage, che dal 1986 si occupa di dare sostegno a persone bisognose e senza fissa dimora del territorio, con il supporto del Comune di Nerviano.

    L’attività, che interessa il refettorio della Scuola Primaria Rita Levi Montalcini e l’adiacente Centro Cottura, prevede il recupero del cibo avanzato e in esubero sugli oltre 270 pasti giornalieri realizzati per i bambini delle 16 classi dell’istituto. In particolare viene effettuato il recupero del pane e della frutta non consumati a scuola, che vengono donati alle persone più in difficoltà presenti sul territorio.

    Dall’avvio dell’iniziativa a oggi sono stati distribuiti a persone e famiglie bisognose oltre 150 kg di pane e 110 kg di frutta, con una riduzione del 10% dello spreco del cibo che viene solitamente distribuito all’interno dell’istituto scolastico.

    L’obiettivo è inoltre quello di poter estendere il progetto avviato da qualche mese anche agli altri refettori scolastici di Nerviano. Sodexo gestisce infatti il servizio di ristorazione per altre sette scuole del comune milanese per un totale di 800/850 pasti distribuiti giornalmente.

    “Si tratta di un’iniziativa a cui tenevamo molto da parecchio tempo e che siamo riusciti ad avviare anche grazie al contributo dell’Associazione Collage e al supporto del Comune di Nerviano – spiega Claudio Cortinovis, Responsabile di Unità Sodexo Italia per il Comune di Nerviano -. La lotta allo spreco alimentare all’interno delle mense scolastiche è una delle battaglie più importanti portate avanti da Sodexo negli ultimi anni e questa iniziativa si unisce alla perfezione al concept Think Green già presente nel refettorio nervianese, che punta a trasformare le mense delle scuole in ristoranti sostenibili e di ultima generazione attraverso particolari allestimenti e messaggi formativi”.

    “Il nostro impegno ha un forte valore sociale e territoriale e mira a dare supporto alle famiglie in difficoltà sia italiane sia straniere, senza alcuna discriminazione, avendo cura della privacy di chi ci chiede aiuto – commenta Francesco Cozzi, Presidente dell’Associazione Collage -. Siamo convinti che questo tipo di progetto riesca a insegnare il valore del cibo e l’importanza di trasformare lo spreco in risorsa”.

    “Sono molto felice che il progetto di recupero delle eccedenze alimentari abbia raggiunto questi risultati – commenta Laura Alfieri, Assessore del Comune di Nerviano -. È un passo importante verso la riduzione degli sprechi alimentari e la promozione di uno stile di vita più sostenibile e solidale, con una forte valenza educativa sui ragazzi che in questo modo imparano a rispettare il cibo e a valorizzarlo, diventando cittadini più consapevoli e responsabili. Spero che questo progetto possa essere implementato con successo e diffuso negli altri plessi, contribuendo così a ridurre gli sprechi alimentari e a promuovere nel nostro piccolo una società più equa e sostenibile.”

  • Lombardia, deficit idrico passato dal 50 al 16% in un mese

    MILANO I copiosi nubifragi che hanno colpito l’Italia nelle ultime settimane hanno determinato danni in molte parti d’Italia; in 7 giorni, eventi temporaleschi si sono registrati in Toscana, Marche, Lazio, Basilicata e Sicilia; allagamenti si sono verificati anche nella Sardegna Nordoccidentale, mentre lo spettro dell’inondazione è tornato a preoccupare la Romagna.

    I dati del report settimanale dell’Osservatorio Anbi sulle risorse idriche hanno tuttavia evidenziato una situazione parallela che rappresenta un motivo di speranza per molti territori. La condizione idrologica della Penisola, infatti, mostra l’allontanamento dei grandi laghi del Nord dalla condizione di grave crisi idrica in cui versavano fino a poco più di un mese fa: il Lago Maggiore è al 93,5% di riempimento, il Sebino è al 98,6% (vicino al massimo storico), il Lario all’80% e il bacino del Garda cresce di ulteriori 9 centimetri, raggiungendo un rassicurante valore di riempimento (75,7%), che si avvicina alla media del periodo. Il mese di maggio, estremamente piovoso, in Lombardia ha portato quindi una sensibile riduzione del deficit delle riserve idriche, passate in un mese da oltre il 50% al 16,4%. In decisa ripresa il fiume Adda, la cui portata (mc/s 245) registra un livello superiore a quella del biennio 2021-2022, mentre crescono anche i livelli di Serio ed Oglio. La situazione non è ancora risolta per il fiume Po, che nel tratto lombardo mostra una portata tornata sotto i livelli del periodo.

    Anche la rete idrica lombarda “tiene” bene: la percentuale di perdite è del 30,3 per cento contro una media nazionale del 42 per cento. La più virtuosa è Milano con il 17,6 per cento, mentre le altre provincie sono tutte sotto la media nazionale (solo Lecco è sopra con il 49 per cento). Regione Lombardia ha assegnato agli Uffici d’Ambito, per i trienni 21-23 e 22-24,124 milioni di euro di cui 23,4 milioni su acquedotti e reti idriche e 100 milioni su reti fognarie e sistemi di depurazione. Il Pnrr ha erogato agli operatori (gestori del servizio idrico e consorzi irrigui) risorse per circa 166 milioni di euro e 215 milioni di euro per le perdite di rete. Sono, invece, 65,5 milioni di euro le risorse del Pnrr per fognatura e depurazione.

  • Sharesalmo: evento finale l’8 giugno all’Ex Dogana di Lonate Pozzolo

    Giovedì 8 giugno saranno presentati i risultati del progetto Interreg, il cui valore aggiunto è stato sicuramente la capacità di coniugare ricerca, monitoraggio scientifico, conservazione e pesca sportiva. L’evento potrà essere seguito anche on line, con diretta streaming sulla pagina facebook : Progetto SHARESALMO .

    Magenta – Giovedì 8 giugno dalle 9.30 al centro Parco ex Dogana Austroungarica di Lonate Pozzolo (Va) si terrà il convegno conclusivo del Sharesalmo, cofinanziato dal programma Interreg Italia-Svizzera.

    Durante la giornata saranno presentati i risultati conseguiti che hanno messo in luce l’importanza degli interventi di deframmentazione dei corsi d’acqua, l’utilità degli incubatoi ittici anche per la conservazione di specie a rischio di estinzione, opportune strategie di contenimento del Siluro, nonché aspetti inerenti la fruizione turistica dell’area italo-svizzera del bacino del Ticino.

    Il valore aggiunto del progetto è stato il saper collegare ricerca e monitoraggio scientifico, conservazione e pesca sportiva

    Nel pomeriggio di giovedì è previsto un networking, con diversi progetti nazionali dedicati alla conservazione della fauna ittica, introdotto da una relazione della Dott.ssa Lucilla Carnevali di ISPRA. Saranno presenti relatori che hanno direttamente coordinato o gestito azioni dei progetti LIFE Minnow, LIFE GrayMarble, Life STREAMS, Life Nat.Sal.Mo, Life BARBIE, Life LIFEEEL; Life PREDATOR.

    Studenti, ricercatori, faunisti e pescatori sportivi troveranno fra i temi trattati novità e argomenti d’interesse.

    “Anche questo evento dimostra ampiamente l’utilità di aggregare gli attori del territorio e le competenze che li caratterizzano per il raggiungimento di un comune obiettivo di conservazione e di valorizzazione. – commenta il Consigliere del Parco Francesca Monno – In questo caso, l’interesse condiviso è incentrato sulla conservazione e sulla gestione dei salmonidi autoctoni dell’area italo svizzera del bacino del Ticino. Posso, inoltre, affermare con soddisfazione che anche Sharesalmo ha arricchito la lunga esperienza del Parco del Ticino su temi riguardanti la gestione della fauna ittica”

    Registrati all’evento per partecipare in presenza tramite il form: https://forms.gle/cxfn8xvxgp8ewezy7

    Il progetto in numeri

    Il progetto Interreg Sharesalmo iniziato nel giugno 2019, si concluderà proprio a giugno di quest’anno, benché nell’ambito del programma Interreg Italia-Svizzera sia stato approvato un progetto di capitalizzazione dei risultati raggiunti con Sharesalmo che sarà implementato nei prossimi mesi fino a fine anno 2023.

    Grazie a Sharesalmo sono stati riaperti ulteriori 40 chilometri di corridoio ecologico per i pesci lungo il bacino del Ticin,o completando così la rete dei più importanti passaggi per pesci realizzati presso dighe e sbarramenti collocati lungo il corso d’acqua fra Italia e Svizzera.
    Oltre 400.000 pesci fra Trote marmorate e Temoli pinna blu sono stati prodotti negli incubatoi di Varallo Sesia e di Maglio di Colla

    Centinaia di trote marmorate sono state marcate con trasmettitori acustici ad alta precisione e monitorate con sonar durante i loro spostamenti lungo il Ticino e attraverso i passaggi per pesci.
    Nuovo impulso turistico è stato dato alla pesca sportiva solo se praticata in modo sostenibile e nel rispetto dell’ambiente fluviale.

    Circa mille ragazzi hanno seguito un percorso didattico dedicato all’allevamento dei Salmonidi e alla pesca sportiva, visitando l’allevamento ittico e il museo della pesca di Varallo Sesia accompagnati dalle Guide e dagli Educatori ambientali del Parco del Ticino

  • Novara Green e la.. ‘Caccia all’albero’

    NOVARA “Imparare a conoscere e riconoscere le piante della nostra città non significa soltanto seguire una lezione di botanica e di ecologia, ma anche comprendere meglio Novara. Grazie alla nostra iniziativa abbiamo scoperto che la città può essere raccontata anche attraverso gli alberi, e questa consapevolezza è una ricchezza che varrebbe la pena condividere con il maggior numero possibile di persone.

    È anche un modo semplice ma diverso dal solito per apprezzarne il fondamentale contributo al miglioramento della nostra qualità della vita e alla salvezza del pianeta. Ringrazio nuovamente Maurizio Ottonelli per averci donato questa splendida idea”. Fabrizio Cerri, presidente di Novara Green, ha chiuso così la prima edizione di ‘Caccia all’Albero’, tour in bicicletta in giro per la città alla ricerca di 16 tra gli alberi più tipici, particolari, monumentali e anche unici di Novara.
    Il percorso è stato studiato in collaborazione con l’architetto paesaggista Francesco Bosco, gran conoscitore del patrimonio arboreo della città e suo curatore nei quarant’anni di attività al Comune di Novara.

    “Dopo tanti anni di lavoro in questo settore mi sembra giusto contribuire a queste iniziative. Penso sia importante che gli alberi vengano conosciuti non solo tecnicamente, come assorbitori di anidride carbonica e generatori di ossigeno, ma anche come entità con una storia propria”, ha dichiarato Bosco. “Sono una ricchezza e un modo per ribadire la cultura della nostra città. E insieme a tutti gli altri alberi che occorre mettere a dimora ex novo nel più breve tempo possibile, sono anche una straordinaria opportunità per avere una città più bella e più pulita”.

  • Legambiente Lombardia e la Giornata Mondiale dell’Ambiente

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

    Da decenni la Lombardia non è investita da eventi paragonabili, per intensità e durata, a quello che ha colpito la Romagna. Ma non abbiamo ancora iniziato a riprogettare gli spazi urbani per aumentarne la sicurezza

    Ben venga il dibattito su consumo e uso del suolo, dopo i tragici eventi alluvionali che hanno colpito l’Emilia-Romagna: si tratta sicuramente di un tema estremamente rilevante anche per la Lombardia, dove l’urbanizzazione si concentra proprio nelle fasce pedemontane, cioè dove i corsi d’acqua rallentano il loro deflusso reclamando spazio per l’espansione delle piene e la sedimentazione dei materiali trasportati da monte.

    “La Pianura Padana è una piana alluvionale, da sempre formata e modellata dalle alluvioni” spiega Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia. “Alluvioni e colate detritiche non sono di per sé eventi catastrofici, ma la normalità del nostro sistema territoriale: il fatto che non avvengano con regolarità e tutti gli anni nello stesso posto non ci autorizza a far finta che non possano accadere ovunque e in qualsiasi momento”.

    Succede da sempre, non siamo quindi neanche all’anno zero: la mappatura delle zone a rischio alluvionale e di frana è disponibile e i piani urbanistici devono verificare per tempo le proprie previsioni in rapporto alla componente geologica. Alla luce del fatto che gli eventi estremi si stanno moltiplicando e aumentando di intensità, abbattendosi su un territorio più fragile perché irrigidito da urbanizzazioni e infrastrutture sempre più pervasive, ciò non basta più.

    La precarietà del nostro territorio viene ripercorsa dai numeri del rapporto CittàClima di Legambiente che, per il periodo 2010-2023, elenca un vero e proprio stillicidio di disastri in Lombardia:

    – 174 eventi meteo-idro con danni

    – 13 vittime

    – 47 allagamenti da piogge intense, 47 danni da trombe d’aria e raffiche di vento, 27 esondazioni fluviali, 20 eventi con danni da siccità prolungata, 10 con danni alle infrastrutture, 9 con danni da grandinate, 9 frane da piogge intense

    Secondo i dati raccolti da CittàClima, nel 2022 la Lombardia è stata la regione in testa alla classifica italiana del totale degli eventi estremi registrati, con nove unità; nel primo semestre del 2023 se ne contano già otto

    Aree sempre più ampie, in particolare nella metropoli milanese, risultano talmente dense e compatte da aver modificato radicalmente la risposta idrologica del territorio, avendo impermeabilizzato alte percentuali di superfici e azzerato l’assorbimento dell’acqua da parte di suolo e vegetazioni.

    Le cose non vanno tanto meglio nelle zone collinari e montane, divise tra abbandono di aree coltivate e intensificazione delle pratiche agricole, con conseguente perdita del reticolo minuto di opere per la gestione delle acque e dei versanti.

    La Lombardia degli ultimi decenni è stata relativamente fortunata: dall’alluvione della Valtellina nel 1987 non si sono più verificati eventi piovosi paragonabili, per intensità e durata, a quelli abbattutisi in Romagna lo scorso maggio. Perdere la memoria degli eventi catastrofici genera però un senso di sicurezza mal riposto, se ci si riferisce a fenomeni che possono avere ‘tempi di latenza’ di svariati decenni.

    La città più colpita è Milano con 30 eventi (di cui 19 esondazioni), mentre le province più colpite sono, nell’ordine, per numero di eventi: Milano 44, Varese 29, Brescia 16, Bergamo 15, Como 14, Cremona 13, Lecco 10, Monza e Brianza 10, Pavia 9, Mantova 6, Lodi 4, Sondrio 4.

    “I dati di CittàClima confermano la grande fragilità del territorio metropolitano e pedemontano lombardo,” commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Oltre a dire stop al consumo di suolo, che ancora imperversa soprattutto in pianura, sotto la spinta delle recenti grandi opere stradali, occorre ripensare e dove possibile decostruire le superfici urbanizzate, in direzione di una maggiore sicurezza e sostenibilità”.

    Nuove opere ingegneristiche, come canali scolmatori o vasche impermeabili, possono sicuramente aiutare a limitare gli effetti delle alluvioni, ma sono condannate a diventare rapidamente obsolete e insufficienti, se contestualmente non si inverte l’artificializzazione del territorio.

    Ci vuole un cambiamento di approccio: puntare al ripristino della piena funzionalità del sistema idrografico, eliminando le strozzature artificiali e le tombinature dei corsi d’acqua, restituendo ai fiumi gli spazi di loro pertinenza e al suolo la propria permeabilità.

    Si tratta delle cosiddette nature based solutions, soluzioni progettuali che mettano in valore le funzioni che il suolo e la sua copertura vegetale possono svolgere, sia nel favorire l’infiltrazione sia nel rallentare il deflusso delle acque.

    Lombardia – Andamento eventi meteo-idro dal 2010 al 2022 (Legambiente Città Clima su base dati ISPRA e CNR)

    2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022

    2 0 0 6 9 4 2 7 12 22 40

    25 37

  • Giornata Mondiale dell’Ambiente. Simone Barlaam (NFT) sostiene Marevivo Onlus

    In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, il pluricampione di nuoto paralimpico Simone Barlaam lancia la collezione NFT “Macedonia di Mare” per sostenere la Onlus Marevivo, che da anni si dedica alla salvaguardia del mare e dell’ambiente.

    MILANO/ CASSINETTA DI LUGAGNANO – Simone, atleta di successo con un palmares impressionante (4 medaglie alle Paralimpiadi di Tokyo, 13 ori mondiali e 8 ori europei), è anche un artista creativo dotato di una mano eccezionale, che per questa nobile causa ha realizzato 10 raffigurazioni di Pesci Frutta che saranno trasformate in NFT e messe in vendita sulla piattaforma Opensea (https://opensea.io/collection/macedonia-di-mare).

    Nella collezione NFT “Macedonia di Mare” di Simone Barlaam ogni disegno è collegato ad una spiaggia adottabile della Onlus Marevivo e viene accompagnato da una narrazione unica. Sono state create diverse tirature per ogni disegno, ognuna con un prezzo diverso, conferendo un valore speciale a ciascuna opera. Questa iniziativa unisce l’arte di Barlaam alla sensibilizzazione sull’importanza della tutela del mare e offre ai collezionisti la possibilità di contribuire alla causa di Marevivo in modo significativo.

    Simone ha dichiarato: “Sono davvero fiero di questo progetto che coniuga la mia passione per il disegno all’amore che ho per la salvaguardia dell’ambiente marino. Come artista creativo, sogno un giorno di pubblicare un fumetto disegnato da me. Ma per ora, mi dedico a questa iniziativa che spero possa sensibilizzare le persone sull’importanza di preservare la bellezza del nostro mare e contribuire a sostenere la campagna “Adotta una spiaggia” della Onlus Marevivo”.

    Raffaella Giugni, responsabile delle relazioni istituzionali di Marevivo, ha dichiarato: “Siamo davvero felici di essere in un progetto così importante e innovativo con Simone Barlaam, grande campione di nuoto, da sempre sensibile ai temi ambientali, che ha fatto dell’acqua il suo elemento vitale. Il messaggio che ci aiuta a diffondere è rivolto soprattutto alle nuove generazioni: il mare garantisce la nostra vita e quella di tutti gli esseri viventi su questo pianeta. E per difenderlo dobbiamo partire dai piccoli gesti quotidiani. Grazie Simone!”.

    Il tutto è raccontato nel video pubblicato sul canale YouTube di Simone Barlaam (https://youtu.be/jnSv2-ZXE74).
    Il progetto è la dimostrazione di come le iniziative personali possano avere un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.

    Simone Barlaam si impegna a promuovere la consapevolezza ambientale attraverso la sua arte e la sua attività sportiva, dimostrando che anche le piccole azioni possono fare la differenza.