Categoria: Ambiente

  • Legambiente Lombardia e la Giornata Mondiale dell’Ambiente

    RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

    Da decenni la Lombardia non è investita da eventi paragonabili, per intensità e durata, a quello che ha colpito la Romagna. Ma non abbiamo ancora iniziato a riprogettare gli spazi urbani per aumentarne la sicurezza

    Ben venga il dibattito su consumo e uso del suolo, dopo i tragici eventi alluvionali che hanno colpito l’Emilia-Romagna: si tratta sicuramente di un tema estremamente rilevante anche per la Lombardia, dove l’urbanizzazione si concentra proprio nelle fasce pedemontane, cioè dove i corsi d’acqua rallentano il loro deflusso reclamando spazio per l’espansione delle piene e la sedimentazione dei materiali trasportati da monte.

    “La Pianura Padana è una piana alluvionale, da sempre formata e modellata dalle alluvioni” spiega Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia. “Alluvioni e colate detritiche non sono di per sé eventi catastrofici, ma la normalità del nostro sistema territoriale: il fatto che non avvengano con regolarità e tutti gli anni nello stesso posto non ci autorizza a far finta che non possano accadere ovunque e in qualsiasi momento”.

    Succede da sempre, non siamo quindi neanche all’anno zero: la mappatura delle zone a rischio alluvionale e di frana è disponibile e i piani urbanistici devono verificare per tempo le proprie previsioni in rapporto alla componente geologica. Alla luce del fatto che gli eventi estremi si stanno moltiplicando e aumentando di intensità, abbattendosi su un territorio più fragile perché irrigidito da urbanizzazioni e infrastrutture sempre più pervasive, ciò non basta più.

    La precarietà del nostro territorio viene ripercorsa dai numeri del rapporto CittàClima di Legambiente che, per il periodo 2010-2023, elenca un vero e proprio stillicidio di disastri in Lombardia:

    – 174 eventi meteo-idro con danni

    – 13 vittime

    – 47 allagamenti da piogge intense, 47 danni da trombe d’aria e raffiche di vento, 27 esondazioni fluviali, 20 eventi con danni da siccità prolungata, 10 con danni alle infrastrutture, 9 con danni da grandinate, 9 frane da piogge intense

    Secondo i dati raccolti da CittàClima, nel 2022 la Lombardia è stata la regione in testa alla classifica italiana del totale degli eventi estremi registrati, con nove unità; nel primo semestre del 2023 se ne contano già otto

    Aree sempre più ampie, in particolare nella metropoli milanese, risultano talmente dense e compatte da aver modificato radicalmente la risposta idrologica del territorio, avendo impermeabilizzato alte percentuali di superfici e azzerato l’assorbimento dell’acqua da parte di suolo e vegetazioni.

    Le cose non vanno tanto meglio nelle zone collinari e montane, divise tra abbandono di aree coltivate e intensificazione delle pratiche agricole, con conseguente perdita del reticolo minuto di opere per la gestione delle acque e dei versanti.

    La Lombardia degli ultimi decenni è stata relativamente fortunata: dall’alluvione della Valtellina nel 1987 non si sono più verificati eventi piovosi paragonabili, per intensità e durata, a quelli abbattutisi in Romagna lo scorso maggio. Perdere la memoria degli eventi catastrofici genera però un senso di sicurezza mal riposto, se ci si riferisce a fenomeni che possono avere ‘tempi di latenza’ di svariati decenni.

    La città più colpita è Milano con 30 eventi (di cui 19 esondazioni), mentre le province più colpite sono, nell’ordine, per numero di eventi: Milano 44, Varese 29, Brescia 16, Bergamo 15, Como 14, Cremona 13, Lecco 10, Monza e Brianza 10, Pavia 9, Mantova 6, Lodi 4, Sondrio 4.

    “I dati di CittàClima confermano la grande fragilità del territorio metropolitano e pedemontano lombardo,” commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Oltre a dire stop al consumo di suolo, che ancora imperversa soprattutto in pianura, sotto la spinta delle recenti grandi opere stradali, occorre ripensare e dove possibile decostruire le superfici urbanizzate, in direzione di una maggiore sicurezza e sostenibilità”.

    Nuove opere ingegneristiche, come canali scolmatori o vasche impermeabili, possono sicuramente aiutare a limitare gli effetti delle alluvioni, ma sono condannate a diventare rapidamente obsolete e insufficienti, se contestualmente non si inverte l’artificializzazione del territorio.

    Ci vuole un cambiamento di approccio: puntare al ripristino della piena funzionalità del sistema idrografico, eliminando le strozzature artificiali e le tombinature dei corsi d’acqua, restituendo ai fiumi gli spazi di loro pertinenza e al suolo la propria permeabilità.

    Si tratta delle cosiddette nature based solutions, soluzioni progettuali che mettano in valore le funzioni che il suolo e la sua copertura vegetale possono svolgere, sia nel favorire l’infiltrazione sia nel rallentare il deflusso delle acque.

    Lombardia – Andamento eventi meteo-idro dal 2010 al 2022 (Legambiente Città Clima su base dati ISPRA e CNR)

    2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022

    2 0 0 6 9 4 2 7 12 22 40

    25 37

  • Giornata Mondiale dell’Ambiente. Simone Barlaam (NFT) sostiene Marevivo Onlus

    In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, il pluricampione di nuoto paralimpico Simone Barlaam lancia la collezione NFT “Macedonia di Mare” per sostenere la Onlus Marevivo, che da anni si dedica alla salvaguardia del mare e dell’ambiente.

    MILANO/ CASSINETTA DI LUGAGNANO – Simone, atleta di successo con un palmares impressionante (4 medaglie alle Paralimpiadi di Tokyo, 13 ori mondiali e 8 ori europei), è anche un artista creativo dotato di una mano eccezionale, che per questa nobile causa ha realizzato 10 raffigurazioni di Pesci Frutta che saranno trasformate in NFT e messe in vendita sulla piattaforma Opensea (https://opensea.io/collection/macedonia-di-mare).

    Nella collezione NFT “Macedonia di Mare” di Simone Barlaam ogni disegno è collegato ad una spiaggia adottabile della Onlus Marevivo e viene accompagnato da una narrazione unica. Sono state create diverse tirature per ogni disegno, ognuna con un prezzo diverso, conferendo un valore speciale a ciascuna opera. Questa iniziativa unisce l’arte di Barlaam alla sensibilizzazione sull’importanza della tutela del mare e offre ai collezionisti la possibilità di contribuire alla causa di Marevivo in modo significativo.

    Simone ha dichiarato: “Sono davvero fiero di questo progetto che coniuga la mia passione per il disegno all’amore che ho per la salvaguardia dell’ambiente marino. Come artista creativo, sogno un giorno di pubblicare un fumetto disegnato da me. Ma per ora, mi dedico a questa iniziativa che spero possa sensibilizzare le persone sull’importanza di preservare la bellezza del nostro mare e contribuire a sostenere la campagna “Adotta una spiaggia” della Onlus Marevivo”.

    Raffaella Giugni, responsabile delle relazioni istituzionali di Marevivo, ha dichiarato: “Siamo davvero felici di essere in un progetto così importante e innovativo con Simone Barlaam, grande campione di nuoto, da sempre sensibile ai temi ambientali, che ha fatto dell’acqua il suo elemento vitale. Il messaggio che ci aiuta a diffondere è rivolto soprattutto alle nuove generazioni: il mare garantisce la nostra vita e quella di tutti gli esseri viventi su questo pianeta. E per difenderlo dobbiamo partire dai piccoli gesti quotidiani. Grazie Simone!”.

    Il tutto è raccontato nel video pubblicato sul canale YouTube di Simone Barlaam (https://youtu.be/jnSv2-ZXE74).
    Il progetto è la dimostrazione di come le iniziative personali possano avere un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.

    Simone Barlaam si impegna a promuovere la consapevolezza ambientale attraverso la sua arte e la sua attività sportiva, dimostrando che anche le piccole azioni possono fare la differenza.

  • Condizionatori F-gas, la scelta cruciale dell’Unione Europea- di Francesco Carbone

    L’Unione Europea si trova di fronte a una decisione cruciale riguardante i condizionatori F-gas, i quali sono noti per le loro emissioni di gas ad effetto serra. Queste sostanze chimiche artificiali, utilizzate in vari settori e applicazioni, contribuiscono in modo significativo al riscaldamento globale.

    Secondo Euractiv, gli F-gas sono responsabili di un riscaldamento globale 24.000 volte superiore rispetto alle emissioni di CO². L’Unione Europea ha già intrapreso misure per ridurre l’uso di tali gas, ottenendo una riduzione delle emissioni del 37% in termini di tonnellate metriche e del 47% in termini di tonnellate di CO² equivalente tra il 2014 e il 2019.

    Attualmente, l’Unione Europea sta considerando una proposta per rimuovere e sostituire completamente i condizionatori F-gas. Questa proposta prevede l’eliminazione dei gas fluorurati dal mercato entro il biennio 2027-2029, inclusi gli interventi di manutenzione e assistenza su apparecchiature e sistemi che utilizzano tali sostanze. L’obiettivo di questa nuova disposizione è porre fine all’uso di gas dannosi per l’ambiente e promuovere l’utilizzo di refrigeranti naturali, come il propano, nei sistemi di climatizzazione.

    Tuttavia, diversi esperti del settore sollevano preoccupazioni riguardo all’utilizzo del propano come refrigerante alternativo. L’alto grado di infiammabilità del propano potrebbe rappresentare un pericolo per gli utenti. Pertanto, è necessario valutare attentamente le implicazioni di sicurezza e prendere le misure adeguate per garantire un utilizzo sicuro di questo refrigerante.

    Vorrei ricordare che in Italia, il settore dei climatizzatori rappresenta lo 0,5% del PIL, con un giro d’affari di circa 8 miliardi di euro e 140.000 persone impiegate nel settore. Pertanto, la decisione dell’Unione Europea avrà un impatto significativo sull’economia italiana e sul settore della climatizzazione. Si sta svolgendo un acceso dibattito tra i sostenitori del Green Deal, che mira alla neutralità climatica entro il 2050, e i sostenitori dell’industria italiana della climatizzazione, insieme alle associazioni dei consumatori italiani. Anche Confindustria, ha commentato la proposta sottolineando che la transizione richiederà interventi di aggiornamento tecnico sulle apparecchiature che utilizzano gli F-gas. Ciò comporterà un aumento significativo dei costi di produzione e dei prezzi per i consumatori. Inoltre, secondo Confindustria, non esistono ancora tecnologie alternative accessibili in termini di costo, sicurezza ed efficienza energetica per prodotti come i condizionatori d’aria fissi, gli isolamenti termici e le apparecchiature di processo.

    Tuttavia, la rimozione e la sostituzione dei condizionatori F-gas avrebbe effetti positivi sull’ambiente e sul clima. Inoltre, ridurrebbe la dipendenza dell’Europa da Paesi terzi, come Cina, Stati Uniti e Giappone, che sono i principali produttori di questi gas fluorurati. Ciò favorirebbe una produzione locale e interna, riducendo le importazioni e aumentando l’indipendenza dell’Europa.

    È importante considerare attentamente gli aspetti economici e ambientali di questa decisione. La transizione verso alternative più sostenibili e sicure, a mio parere devono contare maggiore ricerca e sviluppo, nonché un adeguato periodo di tempo per consentire agli attori del settore di adattarsi. È fondamentale promuovere una transizione graduale che bilanci l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra con la necessità di preservare l’occupazione e sostenere l’industria italiana della climatizzazione.

    La decisione dell’Unione Europea riguardo alla rimozione e sostituzione dei condizionatori F-gas rappresenta una sfida complessa che richiede un approccio equilibrato. È importante promuovere una transizione verso soluzioni più sostenibili, considerando attentamente gli impatti economici e ambientali, nonché la sicurezza degli utenti.

    di Francesco Carbone

  • Lombardia fuori dalla siccità: deficit idrico al 16%

    MILANO “Dopo 14 mesi in cui i dati hanno fatto registrare uno stato di severità idrica da media ad elevata, la Lombardia sta uscendo dalla situazione di siccità che l’ha coinvolta dal marzo del 2022 ed è in severità idrica bassa, con una previsione di ulteriori precipitazioni”.

    A renderlo noto è l’assessore a Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica, Massimo Sertori, a seguito del tavolo regionale di aggiornamento sulla situazione delle riserve idriche in Lombardia. “La situazione di riserve idriche è nettamente migliorata – spiega Sertori – e il deficit è del 16,4% rispetto alla media del periodo di riferimento”. Questo, osserva, “grazie alle abbondanti piogge e ad un’azione coordinata e condivisa che ha coinvolto fattivamente il mondo agricolo e gli attori che a diverso titolo utilizzano l’acqua. Tutti hanno saputo rinunciare a legittimi interessi per una causa comune”. L’assessore comunica che “ci si aspetta una stagione irrigua più prossima alla normalità: tutti i laghi sono quasi ai livelli massimi, in particolare il lago Maggiore si presenta ad una altezza di oltre 125 cm, un metro più alto rispetto all’anno scorso e in grado di soddisfare tutte le richieste irrigue sia di sponda sinistra che di quella destra del Ticino”. Adesso, commenta l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, “dobbiamo concentrarci per mantenere alta la guardia e allo stesso tempo lavorare sugli interventi strutturali, dalle opere sul reticolo idrico all’introduzione di nuove tecnologie nei campi, che nei prossimi anni non mancheranno”.

    “La situazione non ci deve far attenuare l’attenzione rivolta agli investimenti e a una programmazione futura – ha concluso Sertori -, azioni che continueremo a portare avanti attraverso la Cabina di regia nazionale che, in questo caso specifico, su sollecitazione di Regione Lombardia, ha stanziato un contributo di 28 milioni di euro per la sistemazione del canale di Regina Elena, con importanti benefici anche per il territorio Pavese”. “Siamo in un territorio – ha dichiarato l’assessore regionale Alessandro Beduschi – che e’ capace di esprimere eccellenze fantastiche e che per farlo dipende fortemente dalla disponibilita’ di acqua, con le difficolta’ che tutti conosciamo visti i problemi legati ai cambiamenti climatici e alla siccita’. Il meteo in queste settimane ci ha dato una mano, ma con il lavoro di tutti siamo stati in grado di darci prima un metodo e poi delle regole rigorose per razionalizzare al massimo l’uso della risorsa idrica. Questi sforzi, che comprendono anche un’interlocuzione diretta con Piemonte e Valle d’Aosta per la gestione delle acque a disposizione dei nostri agricoltori, hanno contribuito a farci vivere una stagione a oggi meno problematica rispetto al 2022. Adesso dobbiamo concentrarci per mantenere alta la guardia e allo stesso tempo lavorare sugli interventi strutturali, dalle opere sul reticolo idrico all’introduzione di nuove tecnologie nei campi, che nei prossimi anni non mancheranno”. “Innovazione per l’agricoltura – ha concluso Beduschi – e’ infatti il concetto chiave che caratterizzera’ questo mandato”.

  • Il Lago di Garda 90 cm sopra lo zero idrometrico: siccità sempre più lontana

    MILANO Si e’ tenuto ieri il tavolo interregionale di aggiornamento sulla situazione del lago di Garda, coordinato dall’assessore lombardo a enti locali, montagna, risorse energetiche e utilizzo della risorsa idrica, Massimo Sertori.

    Lavori svolti alla presenza degli assessori regionali a Turismo, Marketing territoriale e Moda, Barbara Mazzali, e all’Agricoltura, Sovranita’ alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi. “Grazie alla politica cautelativa stabilita negli scorsi incontri e alle piogge di queste ultime settimane – spiega Massimo Sertori – oggi registriamo un miglioramento dell’altezza del lago che ha raggiunto 90 cm rispetto allo zero idrometrico, una misura pari allo scorso anno nel medesimo periodo”.

    “Il Consorzio del Mincio – continua Sertori – ha rappresentato le ipotesi di erogazione durante il mese di giugno necessarie per il comparto agricolo e con una stima prudenziale degli afflussi. Questo significa perdere circa 15 cm di lago entro fine giugno. Una misura che ci fa stare relativamente tranquilli anche se, come detto, continueremo a tenere monitorata la situazione con l’obiettivo, mai mutato, di conciliare gli interessi plurimi dell’utilizzo dell’acqua che vanno dall’utilizzo per la agricoltura, agli usi domestici, al turismo, che nel lago di Garda rappresenta un fattore importante che miriamo a tutelare”. “Non riscontriamo problemi – conclude Sertori – ne’ per la stagione irrigua ne’ per quella turistica”. “Il cambio delle condizioni meteorologiche delle ultime settimane – ricorda Beduschi – e il grande lavoro svolto dal Consorzio del Mincio sulla gestione dei deflussi hanno permesso di preservare i livelli di riempimento del lago di Garda, la cui situazione e’ fortemente migliorata. Questa gestione oculata, che proseguira’ ancora nelle prossime settimane nell’ottica di tenere alta la guardia in caso di un nuovo periodo siccitoso, ci consente di guardare con ottimismo al prosieguo delle attivita’ per gli agricoltori, pensando a una stagione che grazie a questa attenta programmazione potra’ essere affrontata con maggiore serenita’ rispetto a quella del 2022”. “I laghi lombardi sono piu’ belli che mai – sottolinea l’assessore Mazzali -. Certamente dobbiamo ringraziare la pioggia che ha innalzato nuovamente il livello delle acque, che oggi registrano un aumento di 40 cm rispetto all’ultima volta che il tavolo si e’ riunito, ma anche la gestione della crisi cosi’ come e’ stata condotta dalla Regione.

  • Brughiera di Malpensa, Legambiente: si decide entro pochi giorni

    BRUGHIERA DI MALPENSA E LONATE:
    PARCO DEL TICINO, ASSOCIAZIONI, COMITATI, RICERCATORI E 10.000 FIRMATARI DELLA PETIZIONE PER LA SUA CONSERVAZIONE ATTENDONO LE DECISIONI DEL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DI REGIONE LOMBARDIA

    Milano – Tra pochi giorni si saprà se 44 ettari di brughiera verranno irrimediabilmente “sacrificati” per far posto all’espansione dell’area cargo dell’aeroporto di Malpensa. Entro i primi di agosto, invece, si scoprirà se Regione Lombardia deciderà di proporre l’inserimento dell’intera area e della sua preziosa biodiversità nella Rete Natura 2000, portando così all’applicazione delle misure di conservazione previste dalla normativa comunitaria.

    Al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ed a quello dei Beni Culturali a Roma è infatti in dirittura d’arrivo la procedura di valutazione di impatto ambientale sul progetto “Aeroporto di Milano Malpensa – Masterplan 2035.” Il provvedimento finale – dopo i pareri resi nei mesi scorsi dalla Commissione Tecnica Via e dal Ministero dei beni culturali – è alla firma dei Ministri Gilberto Pichetto Fratin e Gennaro Sangiuliano.

    Sull’altro fronte, Regione Lombardia dovrà invece decidere entro i primi giorni di agosto se proporre l’inserimento dell’intera brughiera nella Rete Natura 2000, dopo l’istanza in tal senso presentata lo scorso febbraio dalle maggiori associazioni ambientaliste a livello nazionale e da quelle del territorio.

    Regione Lombardia – con una nota a firma del direttore generale del settore ambiente e clima – ha informato i proponenti “che gli uffici competenti hanno avviato la valutazione degli elementi conoscitivi forniti, compresa l’eventuale necessità di ulteriori approfondimenti e monitoraggi, assicurando che l’attenzione alle esigenze di tutela del patrimonio naturalistico dell’area sarà attentamente considerata nell’ambito dei compiti posti in capo alla Regione.” Dal canto suo il Parco del Ticino – con una nota a firma del Direttore – ha riconfermato a Regione Lombardia “che l’area risulta possedere tutte le caratteristiche proprie del sito Natura 2000, la cui istituzione risulta fondamentale al fine di poter avviare interventi di gestione degli habitat e per adempiere agli obblighi previsti dalle Direttive Habitat e Uccelli.”

    Della questione si è parlato anche nell’ultima seduta della Comunità del Parco, dove molti sindaci hanno sollecitato l’adozione anche di un pronunciamento politico da parte dell’Assemblea che appoggi la richiesta di istituzione del SIC promossa da associazioni e cittadini, dopo che quella avanzata dal Parco stesso nel 2011 era stata dichiarata decaduta dal TAR per decorso dei termini a provvedere da parte di Regione Lombardia.

    “In attesa che i Ministeri e Regione Lombardia rendano note le loro decisioni sulle sorti della brughiera – affermano Barbara Meggetto di Legambiente Lombardia e Claudio Spreafico rappresentante delle associazioni ambientaliste in seno alla Comunità del Parco del Ticino – associazioni e cittadini, con le loro iniziative, continueranno a mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica per la salvaguardia di questo bene prezioso.”

    Per firmare la petizione e salvare la brughiera → chng.it/fxtpGvYxrm

    Aderiscono: CISO Centro Italiano Studi Ornitologici, Legambiente Lombardia Onlus, Italia Nostra Lombardia, Lipu Lombardia, FAI Fondo per l’Ambiente Italiano, Assocaciazione Viva Via Gaggio, Ecositituto della Valle del Ticino, Coordinamento Salviamo il Ticino, Rete Comitati Malpensa

  • Quali sono le cinque città più inquinate d’Italia?

    L’Italia è al momento uno dei paesi più inquinati d’Europa, classificandosi come terza in Europa per morti attribuibili all’inquinamento dopo Francia e Germania (Rapporto Eionet e Eea, 2022). In questa situazione critica, quest’inverno l’energia che abbiamo ricavato dal combustibile più inquinante è aumentata del 28%. Andando controcorrente rispetto a quasi tutti gli altri Paesi UE che hanno bruciato meno carbone rispetto all’anno scorso (Sole 24 Ore).

    Ma quali sono le città più inquinate d’Italia nel 2023? Lo rivela la classifica Mal d’Aria 2023 di Legambiente che vede sul podio come peggiori città: Torino, Milano, Modena, Asti, Padova e Venezia. Queste cinque città italiane hanno superato ben due volte i limiti giornalieri di polveri sottili inquinanti.

    In particolare, lo studio di Legambiente si basa sui dati raccolti nel 2022 nelle città italiane considerando i valori dei livelli delle polveri sottili (PM10, PM2.5) che del biossido di azoto (NO2) e l’ozono. Le polveri sottili, ovvero il Particolato fine (PM2.5) e il Particolato (PM10), destano le principali preoccupazioni dal punto di vista della salute.

    I nuovi standard Europei da rispettare entro il 2030

    Rispetto ai nuovi target europei per il 2030, l’Italia si trova in una situazione critica: il 76% delle città è fuori legge per PM10, l’84% per PM2.5 e il 61% per NO2.

    La nuova direttiva Europea ha posto un limite massimo di 10 µg/mc per PM2.5, di 20 µg/mc per PM10 e 20 µg/mc per NO2. Per il numero di giorni di sforamento dei livelli consentiti di PM10 è stata stilata la classifica delle peggiori città italiane:

    Le 5 Città più Inquinate d’Italia

    Torino

    98 giorni di sforamento

    Milano

    84 giorni di sforamento

    Asti

    79 giorni di sforamento

    Modena

    75 giorni di sforamento

    Padova

    70 giorni di sforamento

    Venezia

    70 giorni di sforamento

    Ma non solo queste città sono a rischio: nel 2022 i limiti del PM10 sono stati superati da 72 città su 95 – solo il 24% del totale delle città è dunque a norma di legge.

    Però, come si può notare dalle città in classifica, i risultati sono particolarmente allarmanti per chi vive in Pianura Padana. Infatti, questa zona è caratterizzata da un’alta concentrazione di industrie e una conformazione geografica che non permette una ventilazione costante, essendo circondata dall’arco alpino.

    Come raggiungere i nuovi target

    Secondo il report, le città italiane devono lavorare di più per ridurre le loro concentrazioni e adeguarsi ai nuovi target Europei.

    Per il PM10 è necessaria una riduzione di circa il 40% a Torino, Milano, Cremona, Andria e Alessandria. Invece, per il PM2.5, Monza, Milano, Cremona, Padova, Vicenza, Bergamo, Piacenza, Alessandria, Torino, Como, Brescia, Asti e Mantova devono ridurre le emissioni del 50%. Infine, devono ridurre del 40% le emissioni di NO2: Milano, Torino, Palermo, Como, Catania, Roma, Monza, Genova, Trento e Bolzano.

    Come? Per raggiungere questi obiettivi alcune delle proposte sono:

    “Città del 15 minuti” ridisegnare lo spazio urbano a misura d’uomo

    Potenziare il Trasporto Pubblico e il Trasporto Rapido di Massa (TRM) con l’adozione di mezzi elettrici

    Finanziare la Sharing Mobility

    Stop della vendita dei veicoli a combustione

    Riqualificazione energetica dell’edilizia pubblica

    Low Emission Zones anche per il riscaldamento

    Monitorare le pratiche agricole potenzialmente pericolose

    Inoltre, campagne di sensibilizzazione dovrebbero portare sempre di più persone ad adottare uno stile di vita in grado di ridurre le emissioni.

    Fonte: https://www.prestoenergia.it/news/citta-piu-inquinate-italia/

  • Parco del Ticino, ecco il primo portale (italiano) sulla biodiversità

    A vent’anni dalla pubblicazione del primo atlante, in occasione della Giornata mondiale della Biodiversità che si celebra ogni anno il 22 maggio, il Parco del Ticino metterà on line il primo portale della biodiversità realizzato in Italia da un Parco, che testimonia il grande patrimonio di questo straordinario territorio.

    Magenta – Nel 1999 vedeva la luce la prima edizione dell’Atlante della biodiversità. Già nel primo volume si rimarcava che non si sarebbe certo esaurita con quella pubblicazione la volontà del Parco di stimolare studiosi, ricercatori, studenti e appassionati all’approfondimento di questo lavoro, arricchendolo via via di ulteriori scoperte, dando così vita alla composizione dell’affresco della completa conoscenza del mondo vivente della Valle del Ticino. Nel 2002 furono pubblicate due monografie che arricchirono ulteriormente questo patrimonio di conoscenze.
    Da allora sono passati vent’anni anni e il lavoro di approfondimento sul campo ha continuato a svolgersi. Si è cercato di sistematizzare quanto raccolto in tanti sforzi sul campo, aggiornando gli elenchi per dare conto del grande patrimonio che il Parco ospita, con la consapevolezza che la tutela di questo territorio straordinario non può prescindere dalla messa a disposizione di questo bagaglio di conoscenza e che ciò può avvenire anche attraverso la realizzazione di un portale on line, che potrà raggiungere un vasto pubblico e rappresentare un patrimonio diffuso.

    E non può non stupire che, in un territorio di pianura collocato in una delle aree più antropizzate del mondo, sia sopravvissuto nei secoli un “nastro verde-azzurro” che ospita una sorprendente varietà di organismi, ben 6.832 specie! 1.284 vegetali, 1.420 funghi, 100 specie di protozoi, a cui si aggiungono 484 specie di vertebrati e 3.544 di invertebrati. Questo incredibile patrimonio rappresenta un forte stimolo a proseguire nelle azioni di conservazione intraprese dal Parco in ormai cinquant’anni di vita.

    L’Atlante delle Biodiversità del Parco del Ticino http://biodiversita.parcoticino.it/, il primo portale di questa tipologia realizzato da un parco in Italia, è stato appositamente creato da un esperto informatico, il dott. Marco Bortolin e potrà raggiungere un vasto pubblico, rappresentando un patrimonio diffuso per esperti, appassionati e curiosi, che a loro volta potranno aiutarci ad aggiungere altri frammenti a questo mosaico dal valore inestimabile.

    Il portale si presenta con un’interfaccia accattivante e di semplice accesso e permette di fare ricerche facilitate con finalità più divulgative, utilizzando un filtro dei dati per “gruppi comuni”, è però possibile effettuare anche ricerche più complesse e i dati estratti possono essere scaricati e utilizzati da studenti, insegnanti, per attività di ricerca scientifica, analisi del territorio o semplicemente per rispondere alla domanda “nel Parco del Ticino è presente questa specie”?.
    E’ possibile anche segnalare il ritrovamento di specie interessanti attraverso il sito inaturalist.org, collegando le segnalazioni al Progetto “Atlante della Biodiversità del Parco lombardo della Valle del Ticino”.

    Le collaborazioni con gli esperti e le segnalazioni che perverranno attraverso inaturalist.org consentiranno di mantenere aggiornato l’Atlante e di mappare con più precisione le specie presenti.

    “Siamo orgogliosi di presentare questo prezioso lavoro per il quale ringrazio Valentina Parco, Silvia Nicola ed Emma De Paoli del Settore Siti Natura 2000 – commenta Cristina Chiappa- Presidente del Parco del Ticino -. Il primo portale di Biodiversità realizzato in Italia da un Parco potrà raggiungere un vasto pubblico e rappresentare un patrimonio diffuso per esperti, appassionati e curiosi, che a loro volta potranno aiutarci ad aggiungere altri frammenti a questo mosaico dal valore inestimabile”.
    Che altro aggiungere? Buona navigazione e buona Giornata della Biodiversità.

  • Dal 27 maggio, nell’Est Ticino, con Fondazione Ca’ Grande tornano le Lucciolate

    La Fondazione Patrimonio Ca’ Granda è felice di annunciare il ritorno della “Festa delle Lucciole” con sette serate tra la fine di maggio e la metà di giugno, presso l’Oasi Ca’ Granda – il progetto della Fondazione volto a valorizzare lo straordinario patrimonio naturale e culturale affidatole dal Policlinico di Milano.

    L’estate è la stagione dei sogni, dei colori vivaci e delle notti stellate. È anche il momento in cui le lucciole riempiono i nostri cieli di luce e magia. Questi piccoli insetti non solo affascinano e incantano, ma svolgono anche un ruolo fondamentale come bioindicatori di salute ambientale.
    Negli ultimi anni, infatti, il numero di lucciole è diminuito drammaticamente a causa delle condizioni ambientali sfavorevoli. Essendo insetti esigenti, colonizzano solo ambienti in buono stato di salute. Fortunatamente, esistono ancora luoghi dove è possibile ammirare lo spettacolo di queste affascinanti creature luminescenti.

    Grazie alle attività della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, che ha realizzato una serie di interventi per migliorare e riconnettere gli habitat nel territorio tra i fiumi Ticino e Adda, con l’obiettivo di rafforzare l’equilibrio degli ecosistemi e favorire la biodiversità in ambiente agricolo, l’Oasi Ca’ Granda, è ricca degli habitat ideali per queste creature in via di estinzione.
    Gli effetti positivi di tali interventi sono già evidenti sulla fauna locale, con un aumento della presenza di insetti, anfibi e uccelli. Le lucciole, in particolare, stanno beneficiando di queste misure di conservazione.

    Durante le sere d’estate, la campagna diventa il palcoscenico per danze di corteggiamento delle lucciole. Le femmine, ormai adulte, emettono segnali luminosi per attirare l’attenzione dei maschi. Questi piccoli insetti hanno bisogno di luoghi bui e isolati per comunicare attraverso le loro luci, rendendo possibile ammirarli solo lontano dalle città, tra i vasti campi, sulle sponde dei ruscelli e lungo canali d’acqua, nelle zone umide e temperate.

    Partecipare alla Lucciolata permette di vivere un momento magico immersi nella natura e prendere parte alle attività di conservazione degli habitat delle lucciole e di tantissime altre specie animali.
    È fondamentale prendersi cura della natura, anche delle sue sfumature meno appariscenti, ma altrettanto preziose che si trovano nelle nostre campagne.

    Di seguito il programma delle escursioni:
    Sabato 27/5/2023 ore 19.00 – Festa delle lucciole in Cascina Caiella, Casorate Primo (PV)
    Sabato 27/5/2023 ore 19.30 – Lucciolata al Moriano, Bereguardo (PV) – Evento gratuito
    Sabato 27/5/2023 ore 19.30 – Festa delle lucciole in Cascina Selva, Ozzero (MI)
    Sabato 27/5/2023 ore 21.00 – Serata luccicante a Morimondo (MI) – Evento gratuito
    Sabato 27/5/2023 ore 22.00 – Festa delle lucciole al Parco Ittico Paradiso, Villa Pompeiana (LO)
    Sabato 03/6/2023 ore 21.00 – Serata luccicante a Morimondo (MI) – Evento gratuito
    Sabato 10/6/2023 ore 19.45 – Lucciolata al Moriano, Bereguardo (PV) – Evento gratuito

    Tutte le informazioni relative ai singoli eventi sono disponibili al sito web https://www.fondazionepatrimoniocagranda.it/oasi-ca-granda/eventi/

    FONDAZIONE PATRIMONIO CA’ GRANDA
    La qualità della nostra vita e quella delle future generazioni sono da sempre legate all’ecosistema in cui viviamo, così come dal rapporto virtuoso tra città e campagna. Anticamente le terre della Ca’ Granda portavano risorse a tutti i malati dell’Ospedale Maggiore di Milano (cibo genuino per i degenti, legna per il riscaldamento, paglia per i materassi, erbe usate dalla medicina dell’epoca) che, a sua volta, poteva così curare le persone provenienti dalla città e dalla campagna di ogni estrazione sociale, dai nobili ai bisognosi. Questo legame sociale continua anche oggi con le attività della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda, creata nel 2015 dal Policlinico di Milano per valorizzare l’immenso patrimonio donato dal 1456 da tanti benefattori alla Ca’ Granda: 8.500 ettari di terreni, 100 cascine, 4 chiese, un’abbazia e un monumento naturale. Gli utili derivanti dalle attività di valorizzazione della Fondazione vengono destinati a progetti di ricerca scientifica, umanizzazione delle cure e tutela dei beni culturali dell’ospedale. Fedeli al motto “abbiate cura di ciò che vi è stato donato” ogni intervento è mirato alla tutela e alla promozione dell’eredità ricevuta per contribuire al bene comune.
    Per maggiori informazioni fondazionepatrimoniocagranda.it | Facebook

  • Pecore minacciate dal Po, salvate dai VVFF

    PAVIA L’intervento dei vigili del fuoco ha salvato un gregge di pecore che nelle campagne di Cervesina (Pavia), in Oltrepò Pavese, era minacciato dall’innalzamento delle acque del Po dovuto alle abbondanti piogge degli ultimi giorni.

    Una squadra del distaccamento di Voghera (Pavia) ha effettuato il recupero degli animali in pericolo, rimasti isolati su una sponda del fiume, con il sostegno di una formazione Saf Fluviale di Pavia. Per individuare la posizione precisa degli ovini, è stato necessario l’intervento dell’elicottero Drago 153 del nucleo di Malpensa.

    La piena del Po sta transitando nel tratto piemontese occidentale del fiume con livelli di poco superiori alla soglia 2 (criticita’ moderata- colore arancione). I colmi di piena sono previsti nella notte di oggi, sempre con livelli di criticita’ moderata, agli idrometri di Carignano e Torino Murazzi. Lo rende noto AIPo (Agenzia Interregionale per il fiume Po). La piena in questo tratto del Po si manterra’ su livelli di criticita’ moderata ancora per le prossime ore dopo le quali si stima una graduale decrescita. Nel tratto piemontese a valle di Torino la piena si attestera’ su livelli superiori alla soglia 1 (criticita’ ordinaria – colore giallo) per le prossime 24-36 ore. Nel restante tratto vallivo si osserveranno incrementi di livello che nelle prossime 48 ore che, stanti le attuali previsioni, si attesteranno al di sotto delle soglie di riferimento (criticita’ assente – colore verde)